Total trumpet con Francesco Tamiati e Andrea Tofanelli

Scritto da , 11 novembre 2016
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Sabato 12 novembre al teatro Leo De Berardinis primo incontro della Winter edition “Vallo Città della Musica”

 Di OLGA CHIEFFI

 

Riflettori puntati sulla tromba sabato 12 novembre al teatro “Leo De Berardinis” di Vallo della Lucania. Alle ore 20, 30, il sipario della I edizione di Vallo città della Musica Winter edition, promossa da Agorà Contemporanea, si leverà su due glorie della tromba italiana Francesco Tamiati, prima parte del teatro alla Scala di Milano e Andrea Tofanelli, uno dei massimi “acutisti” internazionali, con al pianoforte il giovane Nicola Fratti. Sarà un concerto in cui le infinite sfaccettature del suono della tromba saranno evidenziate. Francesco Tamiati rivelerà il suono classico della tromba con l’Arioso della sinfonia che apre “Ich steh mit einem Fuss im Grabe”, ovvero la riutilizzazione dell’adagio del concerto per cembalo ed archi, con l’oboe in luogo del violino e sarà eseguito, invece, dall’ ottone, simbolo dell’abbandono totale del fedele nelle mani del Signore. Elogio del doppio staccato nel “Concert Etude” op.49 di Alexander Goedicke. A seguire, una trascrizione del finale della suite per cembalo n° 5 HWV 430 in Mi Maggiore di George Friedrich Handel composta nel 1720, detta Il fabbro armonioso. Il titolo è figlio di un aneddoto: Haendel avrebbe ascoltato un fabbro cantare durante il lavoro ed ecco il tema. Le cinque variazioni che seguono, sono organizzate secondo il principio della progressiva intensificazione ritmica. Le prime due variazioni introducono le semicrome al posto delle crome che avevano caratterizzato il tema. La terza e la quarta variazione seguono lo stesso principio, inserendo terzine di semicrome al posto delle precedenti semplici duine. La quinta variazione, infine, assolve in una volta sola alle funzioni che prima erano state assegnate a due variazioni differenti, inglobando in se le doppie quartine di biscrome danno l’accelerata finale, concludendo brillantemente tutta la suite. Un altro splendido e romantico solo è “A song from the heart” composto da Eric Ewazen, una vera e propria romanza senza parole che scopre il segno elegante della scrittura del compositore. Gran finale con il “Concert-Scherzo” datato 1955 di Alexander Arutunian. Le sue pungenti melodie poggiano sopra un terreno di delicatissimi accordi, anche bitonali; poi si scavano uno spazio veloce, tra l’idiomatico e il non idiomatico Il suo stile è influenzato da quello di Kachaturian, capace questi, come nessun altro, di eludere, compiacendovi, l’estetica del «Piccolo Padre». Ribalta, quindi, per uno dei massimi acutisti internazionali, Andrea Tofanelli, che darà voce all’altro volto della tromba, quello “extra-colto” se vogliamo dir così, ma la musica è totale e così anche il suono e il “dire” di ogni strumento. Andrea principierà la sua performance con “Nostalgia in Times Square” di Charles Mingus, un blues lavorato su forme dichiaratamente boppistiche, in continua evoluzione, con un linguaggio creativo, il cui fascino è in quello sbilanciamento in avanti con una “forward intention” di accenti e fraseggi. Nel film Iceland la celebre serenata alla pattinatrice Sonja Henie è il tema di “There Will never Be Another You”, cantata da Joan Merrill, ma una delle tante versioni è quella di Chet Baker, cui il nostro trombettista si ispirerà. “Secret Love”, il song di Doris Day in Calamity Jane, sarà, invece, trattato in salsa latina, prima di trascorrere una “Night in Tunisia”, un dovuto omaggio a Dizzy Gillespie, con questo evergreen, virtuosistico e impegnativo, che ha compiuto 74 anni, i cui soli non saranno mai prevedibili. Sulle vette e negli abissi dell’ io e dello strumento con Moment’s Notice di John Coltrane, datato 1957, ma indimenticabile ne è anche la versione che ne offre Arturo Sandoval con il tenor-sax Michael Brecker, un upswing di estrema naturalezza e coinvolgimento. Finale con un ritorno al classico e un “richiamo”, in proscenio per l’altra tromba, al fine di dare il via ad un ricco fuori-programma, segretissimo, con Francesco Tamiati, dopo “E lucevan le stelle”, l’ addio alla vita di Mario Cavaradossi, pensato in bossa.

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