Tornano liberi altri parcheggiatori abusivi

Scritto da , 29 luglio 2017

In trentacinque erano stati arrestati con l’accusa di estorsione, ieri il Tribunale del Riesame ha esaminato e si è pronunciato su 26 richieste di scarcerazione. Solo per nove sono mutate le posizioni. I giudici del Riesame hanno confermato quasi tutti i provvedimenti emessi dal Gip. Tra le posizioni che sono cambiate abbiamo quella di Luigi Santoriello 55 anni residente a Salerno (difeso da Giovanni Falci) il quale è stato rimesso in libertà; Larbi Kammache 30 anni rimesso in libertà, Riccardo Pisano 50 anni residente a Salerno lascia il carcere e va ai domiciliari, Vincenzo Senatore 34 anni residente a Salerno lascia il carcere e torna libero. Altri erano già stati rimessi in libertà nei giorni scorpi dallo stesso Gip Pietro Indinnimeo che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare. L’arresto avvenne lo scorso 6 luglio a seguito di una attività investigativa portata avanti dal sostituto procuratore Elena Guarino. L’indagine, svolta attraverso metodi tradizionali supportati da attività tecniche e prolungati servizi dinamici con documentazione video-fotografica, ha permesso di delineare le responsabilità degli indagati in ordine all’esercizio abusivo, in modo professionale e organizzato, del servizio di parcheggio a pagamento in diverse zone della città di Salerno, anche in aree già adibite al parcheggio a pagamento o riservate alla sosta dei veicoli di portatori di handicap. In particolare, nel corso dell’attività investigativa sono state accertate le condotte degli indagati finalizzate a costringere gli automobilisti all’indebito pagamento di piccole somme di denaro (fino a 5 euro per ogni veicolo in sosta) mediante intimidazioni che consistevano nella prospettazione di aggressioni fisiche e danneggiamenti delle autovetture poi verificatesi, in alcune circostanze documentate, a seguito della mancata corresponsione del danaro richiesto indebitamente. Gran parte dei soggetti attinti dalle misure cautelare sono stati, anche di recente, destinatari dei provvedimenti di intimazione di allontanamento dalle aree nonché del divieto di accesso dall’area (Daspo), reiterando, nonostante l’inibitoria, l’illecita condotta contestata. Così come sottolinea il Gip nell’ordinanza i soggetti avvicinavano le persone che avevano appena parcheggiato la propria autovettura e chiedevano il pagamento della somma di danaro con modalità diverse: vi erano infatti individui che con fare e modi perentori inoltravano direttamente una somma di danaro; altri che subordinavano il parcheggio dell’auto al pagamento di una somma di danaro anche indeterminata sottolineando che in caso di mancato pagamento l’automobilista non poteva lasciare l’auto in sosta.

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