Tony Laudadio rilegge Eduardo

Scritto da , 5 marzo 2016
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Questa sera alle ore 21 e domani in scena “Dolore sotto chiave” e “Pericolosamente” sul palcoscenico del teatro Verdi, degna chiusura del segmento drammaturgia contemporanea del cartellone di prosa

 

Di GIULIA IANNONE

 

Questa sera alle ore 21 e domani alle ore 18,30, il regista Francesco Saponaro firma un doppio appuntamento con il teatro di Eduardo De Filippo, sul palcoscenico del teatro Verdi, ospite del segmento drammaturgia contemporanea, giunto al suo ultimo appuntamento. In scena ‘Dolore sotto chiave’ e ‘Pericolosamente’, due atti unici realizzati nel trentennale della morte dell’artista, interpretati da Tony Laudadio, Luciano Saltarelli e Giampiero Schiano. Una nuova produzione della compagnia napoletana Teatri Uniti, che tornerà al Piccolo a novembre con ‘Le voci di dentro’ e ad aprile con ‘La parola canta’ insieme ai fratelli Servillo. Nato come radiodramma nel 1958, ‘Dolore sotto chiave‘ viene portato in scena da Eduardo De Filippo nel 1964 (insieme a Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello) per la riapertura del Teatro San Ferdinando di Napoli e nel 1980 (insieme a Gennareniello e Sik-Sik) con Luca De Filippo e Angelica Ippolito. Ambientato nella casa borghese dei fratelli Capasso, l’atto unico ‘Dolore sotto chiave‘ intreccia commedia e dramma, in un’atmosfera grottesca e a tratti paradossale. Elena, moglie di Rocco e malata da tempo, muore mentre lui è in viaggio in Sardegna. La sorella di Rocco, Lucia, non vuole metterlo al corrente della triste notizia, mentre lui non aspetta altro in quanto è innamorato di un’altra donna. Per evitargli il dolore, Lucia impedisce a Rocco di entrare nella camera da letto dei due, adducendo una terribile malattia che renderebbe fatale ad Elena ogni minima emozione. Intanto l’amante di Rocco, incinta e stufa di aspettare che l’uomo lasci la moglie, sposerà un altro a Londra. Quando Rocco lo scopre, fa per entrare nella stanza della moglie per ucciderla e scoprirà l’inganno. “Dolore sotto chiave parte da un’intensa ispirazione pirandelliana. Il tema della morte incombe silenzioso e il dolore del lutto viene nascosto e soffocato da un gioco sottile di ricatti e sottintesi: i buoni sentimenti come la carità cristiana, la compassione o la mania borghese della beneficenza diventano armi improprie per dissimulare, negli affetti, quella segreta predisposizione dell’essere umano al controllo e al dominio sull’altro“. L’ispirazione pirandelliana del testo viene sottolineata dall’ouverture con cui Saponaro decide di introdurre la pièce: l’adattamento in versi e in lingua napoletana della novella del 1914 di Luigi Pirandello ‘I pensionati della memoria‘. La rivoltella, oggetto-simbolo di ‘Dolore sotto chiave‘, si materializza in ‘Pericolosamente‘, testo del 1938 giocato sul leitmotiv eduardiano della lite coniugale. Adattato per il cinema, la pièce diventa ‘L’ora di punta‘, uno degli episodi del film ‘Oggi, domani e dopodomani‘ (1965), con Marcello Mastroianni, Luciano Salce e Virna Lisi.

 

 

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