Tommasetti: «Sei anni fantastici» Il futuro? «Se chiama Salvini, ci sono»

Scritto da , 31 Ottobre 2019
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di Andrea Pellegrino

«Lascio il campus in buone mani». Nessun rimpianto, candidatura compresa, ottimi risultati. E’ il giorno del passaggio di consegne in Ateneo. Aurelio Tommasetti passa il testimone a Vincenzo Loia che si insedierà ufficialmente nelle prossime ore. «Ho stima e fiducia in lui, farà benissimo nei prossimi sei anni». Tommasetti guarda già al futuro e non ha affatto la consueta malinconia di chi lascia un incarico di vertice dopo anni. Anzi, è proiettato già verso i prossimi appuntamenti. Interni al campus, ritornando in cattedra e pronto a dare una mano, ed esterni: «Se Salvini chiamerà io ci sarò».

Rettore è al suo ultimo giorno, alti e bassi degli ultimi sei anni…

«Solo alti. Abbiamo portato questa università ad essere competitiva sia a livello nazionale che internazionale. I dati, le classifiche, i riconoscimenti parlano chiaro. Così come parlano chiaro le nostre azioni. Basti pensare alle misure che abbiamo adottato per gli studenti, a partire dal rimborso delle tasse universitarie. Una bella esperienza di cui conservo tutto e che porto con me. Certo, ci siamo scontrati con il continuo mutamento dei vertici politici e istituzionali. Parlo dei ministri all’università che si sono succeduti fino ad ora, fino ai tanti direttori generali e commissari che sono stati nominati alla guida del “Ruggi d’Aragona” (azienda universitaria ospedaliera che accoglie la facoltà di medicina, ndr)».

Insomma un bilancio positivo per i sei anni passati e per quelli che verranno?

«Resto qui nel mio Ateneo. La guida è affidata a Loia che saprà al meglio condurre quest’Università verso nuove sfide. I presupposti ci sono tutti, così come la competenza del nuovo Rettore. Al di fuori di questo campus, sono a disposizione di Matteo Salvini. L’esperienza delle Europee è stata bella e ho conosciuto bene Matteo Salvini ed è con lui che voglio proseguire il mio impegno politico. Non so quale sia spazio ha riservato per me. Qualsiasi cosa sia, io ci sono e sarò in campo». Qualche rimorso rispetto alla sua candidatura alle Europee con la Lega «Nessuno, rifarei tutto quello che ho fatto».

Universiadi, un vanto per l’Ateneo ma si è rischiato ad un certo punto di far saltare tutto il banco…

«A livello regionale, noi qui siamo stati sempre pronti. Anzi abbiamo investito su strutture e impianti che ora sono nella disponibilità del Campus e sono perfettamente funzionanti, a differenza di qualche altra opera che è servita solo per l’evento. Anche in questo caso, nel corso degli anni, abbiamo cambiato molte volte gli interlocutori istituzionali, tra direttori e commissari dell’agenzia regionale. Abbiamo giocato male – a livello regionale – il nostro tempo. Si poteva fare di più».

Ruggi e facoltà di medicina, cosa pensa della realizzazione di un nuovo ospedale?

«Non vorrei che questi annunci nascondano l’alibi per non interessarsi delle condizioni dell’attuale struttura. Io, oggi, mi concentrerei sul vecchio “Ruggi” in attesa di conoscere nel dettaglio la tempistica e la modalità per la realizzazione del nuovo ospedale di Salerno. Certo, la facoltà ha bisogno di ulteriori spazi ma non distraiamoci con opere il cui risultato è incerto».

Secondo lei la città di Salerno necessita di una sede di rappresentanza dell’Unisa?

«Assolutamente sì. E’ indispensabile ed opportuno che ci sia una sede dell’Università nella città capoluogo. Tempo fa intrapresi un’interlocuzione con la Provincia di Salerno per individuare uno spazio da dedicare all’Unisa».

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