The Greatest Showman e la sua donna barbuta nominata agli Oscar

Scritto da , 15 febbraio 2018
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di Marina Pellegrino

Il grande musical torna al cinema con una storia che risale alla prima metà del XVIII secolo, ma dal carattere talmente attuale, che sembra avvenuta negli anni 2000. The Greatest Showman, un film musicale di Michael Gracey, narra la vicenda di Phineas Taylor Barnum, uomo di umili origini, che aveva il sogno di incantare le persone attraverso il mondo dello spettacolo. Con una particolare predisposizione per i giochi di prestigio, Barnum, a seguito del fallimento della società presso la quale lavorava come semplice impiegato, decide di far costruire un museo delle cere, che chiamò Barnum’s America Museum, nel pieno centro di Manhattan, dove all’interno si potevano ammirare le statue dei personaggi che hanno scritto la storia del mondo, da Enrico VIII d’Inghilterra a Napoleone Bonaparte. Un’idea innovativa che non convinse affatto i suoi spettatori concittadini, i quali consideravano il museo di Barnum noioso e per nulla attraente. Spinto dall’ambizione, sostituì il suo mondo inanimato con uno spettacolo vero e proprio, coinvolgendo persone diverse e dalle qualità rare, come uomini alti due metri e donne barbute. Il debutto fu un vero successo, seppur bersaglio di una critica feroce di un giornalista che definì lo show un circo, stesso termine che lo sfrontato Barnum affidò al suo gruppo di “strani”. Da ideatore, il Barnum del film, interpretato da un tuttofare Hugh Jackman, diventa protagonista del suo stesso spettacolo, esibendosi in numeri di prestigio, coreografie e canzoni mozzafiato, aggiudicandosi il titolo di “The Greatest Showman on Earth”, ovvero il più grande uomo di spettacolo sulla terra. Il musical, scritto dallo fantasiosa penna dello sceneggiatore Bill Condon, consta di ben undici canzoni, di grande ritmo e coinvolgimento. Una colonna sonora studiata in ogni minimo dettaglio dal compositore John Debney, famoso musicista e profondo conoscitore della fusione tra scene e musica, il quale vanta, inoltre, numerose collaborazioni anche con casa Disney. La canzone d’apertura si intitola “The Greatest Show”, interpretata da Hugh Jackman, dal carattere ritmato e travolgente, quasi interamente affidata alle percussioni e agli ottoni, ed è sottofondo di un sogno del giovane Barnum, nel quale si vede già adulto, protagonista del suo spettacolo ed interamente immerso nella sua passione, dedito alla sua vocazione: regalare sorrisi attraverso la sua arte. Ma il brano di punta del musical è intitolato “This is Me”, una composizione così potente e significativa, sia nel testo che nell’orchestrazione, da aggiudicarsi una nomination all’Oscar 2018 nella sezione Miglior Canzone. Keala Settle, cantante statunitense e grande stella di Broadway, nei panni della donna barbuta, regala al pubblico una vera e propria bomba sonora, recitando una poesia in musica che spiega l’importanza di fare delle proprie “stranezze” un punto di forza, di non vergognarsi di ciò che si è, ricordandosi di essere sempre se stessi, in ogni circostanza. L’orchestrazione di Debney ideata per “This is Me”, è un portentoso crescendo esplosivo, che commuove nelle prime battute e fa ballare senza controllo nel climax del brano, affidando l’incipit musicale a poche note del pianoforte, in grado di creare un’atmosfera intima e calda, per poi incrementare la partitura, prima con gli archi, poi con i fiati, tramite ritmi sincopati e suoni percussivi incessanti. Un film sensazionale che si fa spazio a pieno titolo tra i grandi titoli del cinema musicale di tutti i tempi.

 

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