Tesseramento Pd: Mastursi dal Pm

Scritto da , 7 gennaio 2015
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Dopo aver ascoltato Nicola Landolfi (due volte in Procura), il pm antimafia, Vincenzo Montemurro, sentirà nei prossimi giorni Nello Mastursi nell’ambito dell’inchiesta legata al tesseramento del Pd. Il coordinatore organizzativo della compagine regionale del Partito democratico sarà ascoltato sulle modalità con le quali veniva effettuato il reclutamento attraverso le tessere ed , in particolare, se vi erano particolari indicazioni da seguire dai vertici regionali e nazionali. L’inchiesta nasce dalle tensioni e dagli esposti presentati dopo le primarie del 2013 che hanno portato alla nomina dell’attuale premier, Matteo Renzi, a segretario nazionale del Pd ma, nello specifico, riguarda i tesseramenti effettuati nel salernitano in anni precedenti per verificare eventuali infiltrazioni malavitose e condizionamenti di vario generi da personaggi legati alla criminalità. Il mese scorso è stato ascoltato il segretario provinciale Nicola Landolfi.  Quest’ultimo  fu sentito dal pm Montemurro su aspetti tecnici relativi alla procedura utilizzata per la sottoscrizione delle tessere. Lo stesso Landolfi chiarì: “Sono stato ascoltato per il ruolo che ricopro all’interno del partito. Vi ribadisco che l’unico scopo del magistrato era chiarire le modalità con le quali si procede al tesseramento”. Interessante anche quanto riferito dall’amministratore unico dell’Esa Enrico Esposito che con le dichiarazioni rese al magistrato inquirente ha spinto decisamente  verso Salerno i riflettori sull’inchiesta. Quest’ultimo ha dichiarato di… “Di non essere il gran burrattinaio e che tutto dipendeva da Salerno”. Ora toccherà a Mastursi essere ascoltato ma magistrato dell’antimafia.

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