Terra dei fuochi: «Dall’Università di Salerno un piano per eliminare le scorie»

Scritto da , 16 gennaio 2014

di Francesco Carriero

Dall’Università degli studi di Salerno la soluzione per il problema die rifiuti nella “Terra dei fuochi”. La proposta arriva dall’eurodeputato di Forza Italia, Enzo Rivellini, che si sta mobilitando a Strasburgo per formulare rimedi concreti al disastro ambientale che si sta consumando in Campania. «Ho organizzato – ha dichiarato Rivellini –  con autorevoli politici europei ed italiani, un convegno a Strasburgo sulla “Terra dei fuochi” perché l’Europa, come il Nord dell’Italia, non è esente da colpe sulla vicenda della Terra dei fuochi. Erano distratti i tanti soloni dell’ambiente dei Paesi del Nord Europa e delle regioni del nord Italia, che da sempre ci criticano, quando migliaia di camion sono partiti dalle loro terre per sversare rifiuti tossici in Campania. Per questo la Comunità europea deve aiutare economicamente la nostra regione per attivare le bonifiche e gli interventi sanitari». La risoluzione dell’emergenza ambientale, per Rivellini, passa da tre momenti fondamentali, che constano di approfondite indagini sulle zone interessate al massiccio scarico di rifiuti tossici, di conseguenti interventi mirati di bonifica finanziati dalla Comunità Europea ed infine della progettazione, assieme all’ateneo salernitano, dio un sistema integrato ed efficiente di smaltimento dei rifiuti. I tre stadi sono stati chiamati dallo stesso Rivellini “Terra di chiarezza”, “Terra di bonifiche e “Terra di progettazione”. «Terra di chiarezza – spiega l’eurodeputato – consiste nel  capire chi non ha usato le indagini del sistema Mivis e del progetto Lara per le bonifiche mirate e per verificare la bontà delle dichiarazioni dei pentiti della camorra. Capire chi non ha fatto le indagini per lo screening sanitario gratuito che imposi con forte ostruzionismo al governo regionale di Bassolino/Montemarano.  In fase Terra di bonifiche si dovranno utilizzare tutte le somme disponibili per bonificare il territorio, per riprogettare tutti i piani regolatori affinché non si concedano licenze per costruire sui terreni inquinati, per aiutare gli agricoltori di quelle terre che sono letteralmente alla fame e per pubblicizzare i prodotti agricoli della Campania che sono di grande qualità e tracciabili. Solo pochissime produzioni sono della Terra dei Fuochi e non si può “criminalizzare” la produzione agricola della Campania, forse la migliore al mondo, per pochi casi isolati. Infine c’è Terra di progettazione, ossia, la proposta che ho lanciato al Governatore Caldoro ed al Rettore dell’Università di Salerno, Tommasetti, può essere finalmente la soluzione per un valido sistema integrato di rifiuti. Si dia all’Università il compito di studiare il sistema per l’eliminazione dei rifiuti nelle prime 10 città al mondo, verificando le relative incidenze delle malattie e la performance che risulterà migliore sia adottata a Napoli. I politici non facciano i tecnici e se non sono stati capaci di studiare un valido sistema per l’eliminazione dei rifiuti almeno abbiano l’accortezza di copiare quello che l’Università ci indicherà come migliore».

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