Termovalorizzatore, la De Vizia ricorre per annullare l’aggiudica. Giovedì udienza al Tar

Scritto da , 1 febbraio 2013
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Il 7 febbraio la vicenda del termovalorizzatore di Salerno approderà innanzi al Tar, trascinata dall’azienda De Vizia che in aula porterà la Provincia di Salerno, la Daneco e la Rcm dei fratelli Rainone, nonché la Amcar di Ravenna.
Insomma si deciderà sull’aggiudica dell’appalto che tiene sospesa la realizzazione dell’impianto a Salerno. A quanto pare, oltre le già intercorse polemiche tra Comune e Provincia, ora la battaglia è tra le stesse ditte. Il Tribunale amministrativo di Salerno discuterà il caso giovedì prossimo ma la De Vizia con una nota inviata ieri ha diffidato la Provincia di Salerno a far decadere l’aggiudica.
Secondo la ricostruzione dei fatti, la società De Vizia Transfer ha partecipato alla procedura di gara per l’affidamento della concessione di lavori per la realizzazione impianto di termovalorizzazione dei rifiuti della Provincia di Salerno, collocandosi al secondo posto nella graduatoria. Al primo la Daneco, la società in Ati con la Rcm dei fratelli Rainone (in pratica la stessa Rcm del Crescent di Salerno). Ma pare che la Daneco fosse destinataria di informativa antimafia emesso dalla Prefettura di Salerno. «Informativa – scrive Vincenzo De Vizia – della Prefettura di Milano relativa alla ditta Daneco, di cui si ignora il contenuto, che è da tempo pervenuta all’attenzione della Provincia di Salerno senza che la stessa abbia proceduto alla stipula del contratto né alla adozione di provvedimenti idonei a concludere in altro modo il procedimento».
Dall’aggiudica ormai sono trascorsi più di 18 mesi ma da parte dell’aggiudicatario, pare che non ci sia più la volontà di procedere alla stipula del contratto. «Sull’amministrazione – scrive De Vizia – incombe l’obbligo di dichiararne la decadenza e procedere all’aggiudicazione in favore del secondo classificato, in conformità alle previsioni di legge e alla disciplina della lex specialis di gara. Ogni ulteriore ritardo nella conclusione del procedimento in conformità alle risultanze acquisite e sarebbe del tutto privo di giustificazione ed esporrebbe l’amministrazione e i suoi funzionari responsabili alle conseguenze della violazione delle norme e principi che presiedono all’aggiudicazione degli appalti pubblici e delle norme sull’obbligo di conclusione del procedimento amministrativo in tempi certi e mediante l’adozione di provvedimenti espressi, che la scrivente società non mancherà di far valere presso tutte le competenti sedi giurisdizionali e amministrative di controllo anche contabile».
Dunque ci sarebbero, per il presidente del Consiglio d’amministrazione della De Vizia, tutte le condizioni per annullare l’aggiudica e procedere all’assegnazione dell’appalto alla seconda classificata. Alla De Vizia, appunto, che sarà comunque protagonista del giudizio che pende al Tar di Salerno e che sarà discusso il prossimo 7 febbraio.

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