Termovalorizzatore, indaga la Procura

Scritto da , 17 ottobre 2013

di Andrea Pellegrino

Gli espropri dei terreni per la realizzazione del Termovalorizzatore di Salerno finiscono sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Salerno. La segnalazione sarebbe giunta da Palazzo Sant’Agostino, qualche mese fa, quando la giunta Iannone ha annullato gli atti relativi agli espropri ma soprattutto alle stime economiche. Provvedimenti questi impugnati al Tar da parte degli interessati e la cui discussione innanzi ai giudici amministrativi è già fissata per il 24 ottobre. Ma al centro della segnalazione giunta alla Procura di Salerno ci sarebbero, naturalmente, le motivazioni che hanno spinto il Rup, l’ingegnere Lorenzo Criscuolo, ad annullare gli atti riguardanti gli espropri. In particolare sarebbero emersi, secondo i tecnici provinciali, discrepanze sulla valutazione degli indennizzi. Praticamente la valutazione comunale supererebbe di gran lunga quella rivista da parte dell’ente provinciale. Così la giunta provinciale avrebbe annullato tutto, compresa l’ordinanza che all’epoca fu firmata da Vincenzo De Luca, investito dal Governo della carica di commissario delegato alla realizzazione dell’impianto salernitano. Le cifre che ruotano intorno alla realizzazione dell’impianto sarebbero importanti. Così come le somme previste per gli espropri, in parte già stanziate dall’allora commissariato straordinario che vedeva al vertice lo stesso sindaco Vincenzo De Luca. La storia della complessa vicenda, infatti, risale al periodo dell’emergenza rifiuti: De Luca, all’epoca sindaco – commissario straordinario, individuò quale possibile soluzione la realizzazione di un termovalorizzatore che sarebbe dovuto nascere nell’area di Cupa Siglia. Una convinzione più che certa che mise in moto immediatamente la macchina amministrativa a Palazzo di Città. Fino allo stop ed alla virata dello stesso De Luca all’indomani del trasferimento delle funzioni per la realizzazione dell’impianto dal Comune alla Provincia. Ora le funzioni sono ripassate nuovamente nelle mani del Comune. Ciò rappresenterebbe, così come dichiarato dall’assessore provinciale all’ambiente: «Una ulteriore incognita. Dalla nostra parte – dice l’assessore – abbiamo scritto al Ministro sollecitando una soluzione. C’era stato anche l’annuncio di una nomina di un commissario ed attualmente attendiamo le scelte del Ministero dell’Ambiente». Sulla vicenda espropri, invece Bellacosa dice: «Sarà l’autorità giudiziaria ora a fare chiarezza».

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