Termovalorizzatore e decadenza le altre due spine di De Luca

Scritto da , 8 novembre 2014
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La prima mazzata è arrivata proprio durante l’evento per lui più atteso dell’anno, l’accensione delle luci d’Artista. Rinvio a giudizio per De Luca e per i suoi attuali ed ex assessori, per i tecnici comunali, ex soprintendente e imprenditori. Insomma per tutti coloro che hanno avuto a che fare con il Crescent negli ultimi anni. Dunque l’ancora lanciata da Gennaro Miccio, con l’ultimo parere sulla mezza luna, sembra non sia servita a salvare la nave. Tutto rinviato, dunque, alla fase dibattimentale che si aprirà nel giorno dell’antivigilia di Natale. E per quanto il rinvio a giudizio non sia una sentenza, l’atto giudiziario assume, ora più che mai, contorni politici. In primo luogo perché il Crescent e piazza della Libertà sono i suoi cavalli di battaglia dell’azione amministrativa e politica di questi anni; in secondo luogo perché siamo alla vigilia delle elezioni regionali ma ancor più delle primarie del Pd. Basti pensare che sempre ieri sera Vincenzo De Luca, nel suo venerdì di passione, si è concesso anche una convention politica per annunciare la sua scalata a Palazzo Santa Lucia e mettere in moto la macchina elettorale.

Ma prima di allora la strada è in salita. Ed il tutto è collegato sempre con  Palazzo di Giustizia. Il 20 novembre si deciderà sul Termovalorizzatore, forse l’inchiesta più pesante che ha colpito fino ad oggi il sindaco di Salerno. Il pm per De Luca ha chiesto tre anni per l’accusa di peculato. E se dovesse essere condannato dovrà solo sperare che il teorema De Magistris sulla Severino resti in piedi. Altrimenti per lui – sempre se condannato – si chiuderebbe la partita per le regionali e andrebbe incontro ad una sospensione. Ma non è tutto. Prima del 20, sempre il tribunale – ma questa volta in sede civile – dovrà decidere se De Luca dovrà decadere o meno dalla carica di primo cittadino. Si tratta del procedimento apertosi all’epoca dell’incarico ricoperto all’interno del governo Letta. Oggi siamo in fase d’appello con il Pg che ha chiesto per De Luca la decadenza fin dall’atto del giuramento nelle mani dell’ex premier, ovvero dal 3 maggio 2013. Entro le prossime settimane i giudici dovranno decidere e pronunciare la propria sentenza. Entro dicembre, dunque, Salerno teoricamente potrebbe ritrovarsi con un sindaco, rinviato a giudizio, condannato e decaduto e, se si dovesse applicare la legge Severino, sospeso ed incandidabile. Con buona pace di qualcuno (soprattutto del suo partito) che proprio non lo vuole come prossimo candidato alla presidenza della Regione Campania. Forse ecco spiegata anche la data delle primarie Pd, 14 dicembre, semmai queste dovessero tenersi.

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