Terapie alla cannabis: silenzio dell’Asl La rabbia e la storia di Rosalba Durso

Scritto da , 28 giugno 2018
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Terapie all’olio di cannabis, medici non disposti a sottoscrivere il trattamento, un’Asl che non risponde e fondi per la formazione dei medici che sembrano essere scomparsi. Questa in sintesi è la storia di Rosalba Durso, musicoterapeuta, direttrice dell’ associazione di volontariato AlzhemierArtCafè, che ha in cura presso la sua associazione diverse persone affette da malattie neurodegenerative e proprio una di esse, non provando benefici ai dolori con i farmaci cosidetti tradizionali ha cominciato una terapia all’olio di cannabis, trovando immediati benefici nel recupero della memoria. Avendo la signora Durso un padre affetto da Alzheimer, almeno per tenere a bada gli effetti degenerativi della malattia ha deciso di seguire il consiglio della sua paziente e quindi contattando il medico di famiglia chiede una prescrizione medica di quest’olio, prescrizione che non è arrivata in quanto l’Asl di Salerno ancora deve stilare una lista di medici abilitati a prescrivere l’olio di cannabis in sostituzione dei normali farmaci, e che quelli contattati dagli utenti dell’associazione addirittura ostacolano o sconsigliano questa prescrizione. Quanto segue è la prima delle tante lettere di sollecito all’Asl di Salerno da parte di Rosalba Durso: “Gent.ma direttrice Asl Salerno, si chiedono indicazioni puntuali in materia di cui all’oggetto (Regolamento Regionale per rimborsabilità del farmaco) per pazienti affetti da dolore cronico di tipo neurogeno dunque anche malati di Alzheimer, pazienti di Parkison e non solo dal momento che a questa Associazione stanno giungendo segnalazioni da parte di diversi caregivers che si vedono negati il diritto della rimborsabilità, nonché l’accesso alla terapia. Si chiede appuntamento e riscontro per iscritto alla presente al fine di informare malati e loro caregivers. Certa di un suo sollecito riscontro dettato dalle condizioni di grande sofferenza nelle quali versano diversi ammalati le porgo cordiali saluti”. Dopo questo sollecito datato marzo 2018 però la risposta dell’Asl è evasiva, emergono nuovi dati ed arrivando al 21 maggio 2018, l’Asl cambia anche direttore generale, il quale viene investito subito della situazione: “Gen.mo dott. Giordano Antonio, le scrivo a nome dell’Associazione di Volontariato AlzheimerArtCafè. Abbiamo nei mesi scorsi posto interrogativi alla Direzione Sanitaria circa la prescivibilità e rimborsabilità della terapia di olio di cannabis a malati di Alzheimer e Parkinson. Ad oggi ancora nessun riscontro a due quesiti chiari: elenco medici che in Campania siano in grado di prescrivere tale terapia e i casi in cui tale terapia è rimborsabile. Approfondendo il tutto abbiamo compreso che sono stati anche stanziati fondi al fine di formare medici e portare avanti un progetto pilota di raccolta dati a livello nazionale. Le chiediamo, gentilmente, maggiori informazioni su questo e sui quesiti già trasmessi alla direzione sanitaria , alla dottoressa Cillo e all’ufficio urp. Di seguito iil testo delle ultime mail trasmesse alla Direzione Sanitaria dell’Asi di sua competenza. Si resta a disposizione per un eventuale incontro di approfondimento al fine di poter trasferire le giuste informazioni ai caregivers e garantire una migliore qualità di vita ai malati”; incontro e risposta che al momento non si sono verificati, la signora Durso rimane in attesa, nel frattempo molti dolori non trovano rimedio o sollievo e nel quadro sanitario l’utilizzo del thc è palesemente conclamato ed utilizzano come alternativa ai farmaci classici.

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