PAGANI. Tentato omicidio Passariello, pugno duro del giudice

Scritto da , 17 luglio 2015
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PAGANI. Pensanti condanne e un’assoluzione per il processo sul presunto tentato omicidio di Giuseppe Passariello. Derubricato, però il reato in minacce. Il processo era incentrato anche su due estorsione. Imputati erano Salvatore De Maio (“Tore ‘o niro”) e Vincenzo Buonocore di Pagani e Vincenzo Pepe (detto “Pisiello”) di Nocera Inferiore. A De Maio sono imputati anche due tentativi di estorsione (uno a un noleggiatore di videogiochi di Pagani e un altro a un bar di Sant’Egidio del Monte Albino), uno dei quali in concorso con Pepe. Tutti i reati sono aggravarti dal cosiddetto articolo sette ossia l’aver agito per favorire un clan camorristico.  Il pm Montemurro ha chiesto la condanna a sei anni di reclusione di De Maio ma il tribunale ne ha inflitti sei mesi in più, a quattro di Pepe  e i giudici hanno  lo hanno condannato a cinque anni e mezzo di reclusione,  e a due anni di Buonocore, che è stato assolto.  Il presunto tentato omicidio sarebbe avvenuto nel dicembre 2010 a Pagani, quando un’auto avrebbe tentato di investire Passariello in quanto aveva denunciato per sequestro di persona alcuni presunti esponenti del clan Fezza-D’Auria Petrosino. Va ricordato che per questo sequestro di persona, gli imputati sono stati assolti, anche in appello, tant’è che l’avvocato  Giovanni Pantangelo, legale di De Maio, ha prodotto  la relativa sentenza per dimostrare l’inattendibilità di Passariello.

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