Tema: Ugo Foscolo vs Edoardo Sanguineti

Scritto da , 18 Maggio 2020
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Le scelte e le riflessioni sui versi del “chierico organico” degli studenti del Liceo Scientifico “R.Caccioppoli” di Scafati

Di Patrizia Polverino

«Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore. Tranne che a scuola: la scuola deve farti conoscere bene o male un certo numero di classici tra i quali (o in riferimento ai quali) tu potrai in seguito riconoscere i “tuoi” classici. La scuola è tenuta a darti degli strumenti per esercitare una scelta; ma le scelte che contano sono quelle che avvengono fuori e dopo ogni scuola.» (I. Calvino, Perché leggere i classici).

Leggere i classici in classe e discuterne con i ragazzi: questo è ciò che ogni buon docente di lettere vorrebbe ottenere. Eppure è chiaro a tutti che partire dai testi è fondamentale per stimolare la capacità e sensibilità interpretativa degli studenti. Ma i quadri orari, le difficoltà di programmazioni disciplinari e, ahimè, spesso il disinteresse della cosiddetta generazione 3.0, inducono ogni docente a muoversi su ben altri binari. Convenzionalmente lo studio della  storia della letteratura italiana ha sempre avuto un forte impianto storicistico, proposto attraverso lo studio dei vari movimenti letterari, degli autori e delle loro opere in modo sistematico e cronologico. Ma il tempo è tiranno e non è raro che si operino “tagli indiscriminati” qua e là lungo il percorso. Tutto in vista di quei famosi step costituiti dalle indicazioni ministeriali per il quadro di riferimento per la redazione e lo svolgimento della prima prova scritta degli esami di stato“…Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano, compreso nel periodo che va dall’Unità d’Italia ad oggi”. Dall’Unità d’Italia ad oggi: 1861-2020. Tutto da affrontare – senza computare assemblee d’istituto, scioperi, chiusure varie dell’istituto- in 132 ore annuali: troppe? Troppo poche? Dipende sempre dai punti di vista. Una cosa è certa: non si riesce mai a trattare tanta e tanta parte della nostra grande e importante produzione letteraria italiana del Novecento. È così che i teenager perdono la possibilità di imbattersi in audaci e forti autori come Edoardo Sanguineti. Quest’anno, però, mi è stato dato uno stimolo, nonché un’opportunità, dalla“cattivissima” amica Olga Chieffi e dal direttore de “Le Cronache”, Tommaso D’angelo: dare visibilità alle loro interpretazioni di testi di Edoardo Sanguineti, in occasione del decennale della sua scomparsa. Dopo aver presentato e analizzato la poesia foscoliana, capace di eternare i valori umani, è stato accattivante e interessante osservare l’approccio timido e guardingo con cui si sono avvicinati alla poesia d’avanguardia del Sanguineti. Ho proposto, infatti, di approcciarsi alla sua conoscenza attraverso la scelta di un commento interpretativo di alcune sue ballate e poesie più famose ed è venuto fuori uno “schizzo” del suo Io lirico.

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