Teatro Verdi, piomba la Corte dei Conti. Indagata l’ex Giunta di Salerno

Scritto da , 29 Gennaio 2016
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di Andrea Pellegrino

Cade una nuova tegola su amministratori ed ex di Palazzo di Città. Dopo gli avvisi di garanzia notificati all’ex sindaco (oggi presidente della giunta regionale) e agli attuali ed ex componenti dell’esecutivo per l’inchiesta relativa alla variante in corso d’opera ai lavori di realizzazione di Piazza della Libertà, ora a bussare alle porte del Palazzo ci ha pensato la Corte dei Conti che ha inviato diversi inviti a dedurre. La vicenda riguarda la consulenza affidata ad una giornalista nel 2010 per la cura dell’ufficio stampa del Teatro Verdi. Questa volta tra i destinatari dell’invito a dedurre notificato dalla Guardia di Finanza non c’è Vincenzo De Luca, assente alla seduta di giunta in cui si è approvato il programma della stazione musicale 2010. Così a finire sul registro della giustizia contabile sono stati Eva Avossa, all’epoca dei fatti vicesindaco e relatrice della delibera giuntale ed attuale assessore dell’esecutivo Napoli; Gerardo Calabrese, attuale assessore all’ambiente; Luca Cascone, ex assessore comunale ed attuale consigliere regionale; l’ex assessore Luciano Conforti; l’attuale assessore Mimmo De Maio; l’ex assessore ed attuale consigliere comunale Augusto De Pascale ed infine gli attuali consiglieri regionali Nello Fiore e Vincenzo Maraio. A quanto pare l’avviso della Corte dei Conti sarebbe indirizzato Annamaria Barbato, dirigente del settore affari generali. Il danno ipotizzato dalla giustizia contabile si aggira intorno ai 100mila euro e punterebbe l’attenzione sull’incarico ricevuto da Nicoletta Ciardullo, negli anni 2010 e 2011. La Procura della Corte dei Conti avrebbe eccepito alcune anomalie rispetto al contratto poi formalizzato con determina dirigenziale con un compenso complessivo di 300mila euro per sei anni e per diversi incarichi. Un caso sollevato dal consigliere comunale Roberto Celano che indirizzò la sua denuncia anche alla Corte dei Conti. «Incarichi – denunciava – conferiti nonostante l’amministrazione disponga di un “affollato” e “organizzato” ufficio di comunicazione e, certamente, in grado di curare l’ufficio stampa del teatro municipale nonché la comunicazione istituzionale della manifestazione “Luci d’Artista” (come avvenuto fino al 2012)». Lo stesso consigliere sollevava dubbi anche sulle modalità con cui l’incarico professionale di collaborazione esterna è stato conferito: «Non si comprendono le modalità con cui sarebbe stata selezionata la dottoressa Ciardullo a scapito anche dei numerosi giornalisti professionisti salernitani che avrebbero, in caso di reale necessità, potuto collaborare con l’amministrazione alla divulgazione ed alla comunicazione delle manifestazioni». Ma la relazione professionale tra la Ciardullo ed il Comune di Salerno inizia ben prima del 2010 ed è costata più dei “soli” 200.000 euro resi noti nelle scorse settimane: un rapporto, infatti, nato già nel 2007 e che è proseguito, anche se sotto forma differente, fino al 2013. Per l’anno in corso ancora non si hanno notizie. Per Nicoletta Ciardullo, infatti, nel 2007 fu pronto l’incarico di addetto stampa “nazionale” della stagione lirico-concertistica del Massimo cittadino (una figura che si accompagna a quella dell’ufficio comunicazione del Comune di Salerno per il teatro): organizzazione di conferenze stampa, interviste, assistenza e consulenza, attività di comunicazione, contatti con i media nazionali e presenza ad ogni prima (le opere in cartellone a Salerno sono generalmente sei). Il tutto ad un costo complessivo – dal 2007 al 2012 – di 265.900 euro cui vanno ad aggiungersi i 14.297 euro di compenso, relativi al 2013, per l’incarico di addetto alla comunicazione esterna per la manifestazione Luci d’Artista, per lo “Shopping d’autore” ed il Capodanno in piazza. Il totale della collaborazione tra il Comune di Salerno e la giornalista romana è, dunque, di 280.197 euro. Si è passati dai soli 6.000 euro del 2007, ai 38.400 dell’anno successivo, per poi giungere a cifre importanti a partire dal 2009: in primis 57.600 euro; poi nel 2010, 58.752 euro; nel 2011, 52.876 euro e nel 2012, 52.272. Cifre che ora sono sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Corte dei Conti.

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