Teatro Augusteo niente più cinema per pochi euro

Scritto da , 11 Novembre 2021
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Com’è possibile che una delibera di giunta che approva un concerto del Maestro Daniel Oren al costo di 100mila euro si trasformi strada facendo in un pagamento per la stessa cifra per noleggio palco e service per il Solenne Pontificale di San Matteo? Perchè è stato effettuato questo cambio di destinazione d’uso di questi soldi? Poteva essere fatto? Sono in tanti a porsi queste domande, dopo l’aver saputo che il famoso concerto che Oren doveva dirigere per San Matteo ed approvato dalla giunta, alla fine non solo non si è fatto ma è stato sostituito, senza approvazione della giunta con il pagamento del palco, delle sedie e del service per il Solenne Pontificale di San Matteo. S ono in tanti a porsi queste domande e in tanti anche quelli che si augurano un’immediata verifica da parte della Guardia di Finanza sulla gestione dei 4 milioni e mezzo di euro che ogni anno la Regione versa per la programmazione della stagione lirica del Massimo. Mentre crescono i dubbi sulla gestione del Verdi e altre “magagne” continuano a venire fuori, resta sempre alta l’attenzione anche sul cinema teatro Augusteo, oggi centro vaccinale anti-covid, fino al 2010 sala cinematografica a tutti gli effetti, poi trasformato in teatro da fittare a privati ed associazioni. Oltre alle condizioni precarie del palcoscenico del più grande teatro cittadino (conta infatti quasi 800 posti a sedere tra platea e galleria) che sembra non sia agibile a causa della presenza di acqua al di sotto delle tavole, dove passa tutto il sistema elettrico, il cinema manca di attrezzatura adeguata. Ed è stata proprio questa la causa dello stop della programmazione che dal 1998 veniva organizzata da Anna De Rosa, direttore artistico della programmazione e referente per la Salerno Solidale, la società che ha in gestione il cinema. La De Rosa, ha più volte nel corso degli anni inviato lettere all’allora sindaco Vincenzo De Luca e per conoscenza all’allora presidente di Salerno Solidale Salvatore Memoli, informando che senza un adeguamento dell’attrezzatura, all’epoca si parlava di poco più di 50mila euro di spesa, la proiezione dei film presto non sarebbe stata più possibile. Purtroppo, ogni richiesta fatta è caduta nel vuoto, come sono cadute nel vuoto le richieste che dal 1998 al 2010 la stessa De Rosa inviava a De Luca e per conoscenza a Memoli circa una migliore programmazione del fitto della sala, che troppe volte avveniva all’ultimo momento, bloccando di fatto la messa in onda dei film e, quindi, creando un conseguente problema con le case di distribuzione dei film che invece richiedono continuità nella programmazione. Insomma, problemi su problemi di cui tutti erano a conoscenza e che nessuno ha mai voluto risolvere decretando così la fine dello storico cinema e teatro. Verrebbe da chiedersi il perchè di tutto questo. Verrebbe da chiedersi come è possibile che in una città che si dice tanto aperta alla cultura e all’arte si permetta che un cinema – teatro come l’Augusteo diventi solo una sala da fittare come quelle per le feste private e per i matrimoni? Eppure tenere aperto il cinema al Comune di Salerno fruttava e non poco, visto che buona parte degli incassi finivano nelle casse comunali.

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