Tari, vogliono 312 euro a persona, una stangata per un servizio che non funziona

Scritto da , 29 Agosto 2015
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di Andrea Pellegrino Entro il 10 settembre il bilancio di previsione approderà in aula consiliare. Entro martedì la commissione bilancio dovrebbe licenziarlo definitivamente dopo l’esame delle bozze sottoposte nei giorni scorsi ai consiglieri comunali. S’attende, più che altro, il via libera da parte dei revisori dei conti. Più per tranquillità dei consiglieri comunali chiamati all’approvazione che per fatti squisitamente tecnici. D’altronde, a quanto pare, i “fossi” del bilancio anche quest’anno saranno appianati dai salernitani. Si dice che la previsione della Tari che è iscritta in bilancio ammonta a quasi 40 milioni di euro che divisi per i tutti i salernitani (quindi per 131mila circa abitanti) ammonta a 312,00 euro pro capite, compresi i bambini. Il tutto per avere un servizio non all’altezza della situazione con una percentuale della differenziata che scende sempre di più. D’altronde non è difficile imbattersi in un travaso di rifiuti indifferenziati in pieno giorno sul corso Vittorio Emanuele per rendersi conto che la differenziata non funziona poi tanto in città. Tanto da sfornare corpose “sfogliatelle” per i poveri contribuenti salernitani. Ma non è tutto. Per la Tasi (quindi immobili) il Comune immagina di recuperare – in questi mesi che ci dividono dal nuovo anno – ben 7 milioni di euro. Settecentocinquanta mila euro circa, invece, per la Tosap, quindi per l’occupazione di suolo pubblico. Infine ammonta a 380mila euro la previsione riguardo l’incasso della tassa di soggiorno. Lo schema ora arriverà all’attenzione della commissione, poi la conferenza dei capigruppo sancirà la data, d’intesa con il presidente del Consiglio comunale Antonio D’Alessio, della prossima seduta, stilando così l’ordine del giorno. Tra le ultime curiosità di Palazzo di Città: pare che il Comune paghi una società di consulenza per servizi per definire le quote inesigibili. Insomma per valutare l’ammontare del “danno” economico relativo al mancato incasso di un tributo. Ebbene a questo dovrà aggiungere 30mila euro da destinare alla società che ha fornito l’elenco.

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