Tangentopoli: 25 anni dopo

Scritto da , 16 aprile 2017

di Mirko Cantarella

La tangentopoli salernitana ? Mai esistita, fu una falsa rivoluzione giudiziaria che consentì a falsi moralisti di diventare finti moralizzatori, fu la stagione che distrusse famiglie e percorsi politici, che interruppe la Salerno del Progetto”. Queste le parole con cui Gaetano Amatruda, vice coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno, ha dato il via alla conferenza stampa sui 25 anni della Tangentopoli Salernitana. L’incontro nasce nel ciclo delle iniziative promosse dalla Fondazione Craxi per ricordare e riscrivere l’anniversario. “Questo dovrà essere l’anno della verità e del Progetto. Bisognerà riscrivere le verità, interrompere la narrazione dei falsi moralisti e della arroganza del potere, e tornare al progetto – contiua lo stesso Amatruda – Negli anni ottanta a Salerno si gettarono le basi del cambiamento, con le giunte laiche e di sinistra di Vincenzo Giordano, il sindaco della gente. Furono gli anni delle grandi innovazioni, della costruzione del futuro. Furono gli anni anche sei sindaci galantuomini della Democrazia Cristiana, di Aniello Salzano e non solo. Questa storia va scritta con tutte le verità contro i colpevoli vuoti di memoria, va riscritta per recuperare il metodo e tornare alla politica che programma sviluppo e crescita”. All’incontro ha preso parte anche il giornalista Aldo Bianchini esperto di giudiziaria, che ha ripercosso le tappe della tangentopoli salernitana. Il 16 Aprile del 1992 si avvia a Salerno l’inchiesta giudiziaria che avrebbe cambiato le sorti del capoluogo. La sua è stata una puntuale e documentata ricostruzione. E’ toccato poi a Michele Romaniello giovane universitario che non ha risparmiato di definire Vincenzo Giordano un esempio da seguire. “La mia generazione non cerca colpevoli, è nata nella seconda Repubblica. Vuole conoscere e capire, solo così si potrà tornare ad immaginarne cose concrete per la città” Ed a proposito di sindaci lo stesso Amatruda ha poi continuato dicendo che il sindaco di Salerno Enzo Napoli non deve tradire la memoria. “Si convochi – rilancia – un consiglio comunale monotematico sugli avvenimenti che hanno cambiato la storia delle città, si istituisca una borsa di studio per i giovani che hanno intenzione di studiare gli anni 80′, si finanzino progetti per salvare e digitalizzare il patrimonio delle TV e dei giornali. Nessuno cancelli la storia di Salerno. Confido nella sensibilità e collaborazione di Enzo Napoli, è la sua storia”. Ricordare quegli anni significa tornare al metodo delle costrizione, della programmazione. È una scelta tutta proiettata nel futuro. Fermarsi, distruggere questa storia sarebbe un delitto” – conclude Amatruda. In sala l’ex sindaco democristiano Aniello Salzano, che ha donato ad Amatruda alcuni articoli di giornale e vecchi progetti e scritti di Enzo Napoli, ‘era anche Donato Salzano dei radicali italiani, il commissario dei giovani di Forza Italia Gerardo Tafuri, il commissario di Vietri Davide Scermino ed il consigliere comunale Roberto Celano che darà un contributo, in consiglio comunale, per rilanciare e rafforzare le proposte presentate. “Roberto Celano – ricorda Amatruda – è sempre sensibile su questi temi e darà un sostegno concreto. Ne ho parlato anche con Giuseppe Zitarosa, che ringrazio. Non saranno i soli, sono fiducioso sull’aiuto che arriverà da personalità nuove e di lungo corso della galassia riformista. Da Silvano Del Duca a Michele Ragosta, fino a Carmelo Conte, i primi segnali sono incoraggianti”.

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