Simone Valiante: «Comanda e decide sempre De Luca. Nel Pd non hanno avuto coraggio»

di Andrea Pellegrino

«A Salerno con De Luca ha prevalso il modello del “comando io e decido io” e il Pd romano non ha avuto coraggio». Simone Valiante, già deputato del Partito Democratico, a liste chiuse commenta le prossime elezioni europee. Lui aveva offerto la propria disponibilità (non raccolta dal Pd) alla candidatura, dopo la clamorosa esclusione dalla lista del Partito Democratico alle scorse elezioni politiche del 4 marzo. Per ora Valiante si dedicherà ad un nuovo progetto professionale in attesa di sviluppi politici. Onorevole Valiante, si avvicinano le elezioni europee…«Un appuntamento cruciale per il futuro dell’Europa. Per chi, come me, viene dalla “generazione Erasmus” vede dinanzi a sé una grande incompiuta ma continua a credere nel progetto degli Stati Uniti d’Europa». Passiamo al Partito Democratico e alle sue liste…«Le liste del Pd sono fatte da nomi rispettabilissimi ma francamente non mi appassionano, anche perché non ho ancora capito, in questo momento di grande confusione della politica italiana e di oggettiva difficoltà delle forze di Governo, quale è l’alternativa che mette in capo il Pd e quale progetto di Paese ha in testa». A proposito di liste, lei mesi fa ha offerto la sua candidatura. Offerta non raccolta…«Sulla mia candidatura ho detto abbastanza. A Salerno con De Luca ha prevalso il modello “comando io e decido io” e questo famigerato “partito romano”non ha avuto il tempo o forse il coraggio di qualche scelta innovativa. C’è poi una grande disorganizzazione di fondo. Basti pensare che l’area politica del segretario politico nazionale di fatto non esiste e non ha espresso candidature organizzate, ma fatti occasionali come la giusta riconferma di Andrea Cozzolino e la candidatura voluta dal Pd salernitano di Anna Petrone. Il risultato finale sarà l’elezione di qualche renziano ortodosso della prima e dell’assessore regionale della giunta De Luca. Nulla di male, nel caso di specie persone rispettabilissime, ma assolutamente nulla di nuovo. Ma soprattutto qual è il progetto di Europa, di Campania, di classe dirigente che questo partito immagina per il futuro? Non ho sentito una parola. Vedremo quello che dirà Zingaretti il 29 aprile a Napoli. Ma la questione interessa a pochi, pare. Il Pd, nonostante tutto, so che andrà meglio del previsto. Certo, mi sembra troppo poco per tornare a governare l’Italia è guardare al futuro con una nuova prospettiva. Forse, però, anche questo interessa a pochi. Nessuno si illuda però, il test amministrativo da qui al prossimo anno disegnerà la nuova Italia e su quello si misurerà la tenuta del Pd, non certo sul dato delle Europee. E mi pare che stiamo molto indietro». Progetti per il futuro? «Oggi più che mai serve lavorare ad un progetto di territorio valido. Nel frattempo fino al 27 maggio mi dedicherò in “dolce esilio” al mio lavoro pugliese».




Torrente Fusandola, tre deviazioni e nessun ok. «Rischioso, si deve fermare tutto»

di Andrea Pellegrino

Tre versioni di deviazione del torrente Fusandola e nessuna delle tre autorizzate completamente. Emergono ulteriori dettagli dalla nuova inchiesta che conta dodici indagati per la deviazione del Fusandola per la realizzazione del progetto di riqualificazione di Santa Teresa. Agli atti c’è una relazione di un Ctu della Procura della Repubblica che ha analizzato nel dettaglio tutti gli aspetti tecnici alla base, poi, delle accuse mosse dal pm Rinaldi. Emerge uno «stato confusionale» degli uffici comunali che hanno inviato ben tre diverse versioni del progetto definitivo, nessuna delle quali all’epoca dei fatti approvata. Al Genio Civile, infatti, arrivano tre versioni: la prima è del giugno 2008; la seconda dell’agosto dello stesso anno e la terza dell’ottobre, sempre del 2008. Tutte disegnano il nuovo tracciato del torrente Fusandola la cui deviazione definitiva, così come emerge dall’inchiesta, oltre a non rispettare norme ambientali, potrebbe provocare rischi. Tra l’altro è lo stesso torrente che nell’ottobre 1954 fu triste protagonista di una alluvione che generò morte e distruzione. «Si blocchi tutto», l’appello del comitato No Crescent e di Italia Nostra che da giorni studiano le carte della nuova inchiesta che tocca l’area di Santa Teresa. Un appello che arriva fino dal governo con la richiesta di intervento del Ministero dell’Ambiente. Intanto l’8 maggio si torna in aula con la nuova udienza del processo sulla variante ai lavori di Piazza della Libertà. Procedimento che vede tra gli imputati l’ex sindaco ed attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca. Ma c’è anche un ulteriore contenzioso al Tar Salerno, dove s’attende la sentenza sul ricorso – presentato sempre da Italia Nostra e No Crescent – sul nuovo Pua di Santa Teresa, ossia quello che ha acquisito il nuovo parere della Soprintendenza (firmato all’epoca da Gennaro Miccio) che portò al taglio degli edifici pubblici (Torri, tra cui la nuova sede dell’autorità portuale e all’edificio trapezio), oltre all’abbassamento di qualche centimetro dell’altezza della mezza luna di Bofill.




Piazza della Libertà: Celano e Russomando chiedono chiarimenti

«Avevamo già sollevato il caso nel 2013 ed ora ho provveduto ad inoltrare una nuova interrogazione a firma mia e del collega Ciro Russomando». Roberto Celano, capogruppo di Forza Italia al Comune di Salerno, ieri mattina è stato tra i presenti all’incontro organizzato da Italia Nostra e No Crescent. Al termine ha indirizzato al sindaco, ai consiglieri comunali e al Prefetto di Salerno una richiesta di chiarimenti rispetto all’ultima inchiesta sulla deviazione del torrente Fusandola, chiedendone anche la discussione in commissione trasparenza. «Quanto emerge dalla Ctu è di una gravità assoluta. Si evince con chiarezza nella relazione che la deviazione del Fusandola sarebbe avvenuta senza le necessarie autorizzazioni e che, soprattutto, tale illegittimo intervento potrebbe comportare rischi di esondazioni e pericoli per i cittadini (in particolare per i residenti di via Fusandola, del rione Canalone e con particolare preoccupazione per i bambini che frequentano le scuole “Barra”). Il genio civile, organo regionale, avrebbe ammesso di non aver mai autorizzato la deviazione.La Regione (guidata oggi da chi è il responsabile politico di atti amministrativi che, a quanto si legge dalla perizia, sarebbero di dubbia legittimità), più volte adita, non ha mai ritenuto di intervenire, avvalorando dubbi sulla “compatibilità” amministrativa di chi oggi la presied e rispetto ai contestati procedimenti. Appare vergognoso solo pensare che possa esserci chi permetta di mettere a rischio la sicurezza di cittadini pur di consentire la più grande speculazione edificatoria mai avvenuta a Salerno. Chi ha competenze e non interviene diventa corresponsabile non solo della edificazione di uno scempio che sta segnando negativamente la città, ma soprattutto di eventuali sciagure che potrebbero inopinatamente verificarsi per la frenesia di cementificazione senza regole che hanno caratterizzato le amministrazioni progressiste che si sono succedute»




Ospedale del Mare, Verdoliva mette alla porta 120 precari

Manifesteranno sotto la sede della Regione Campania a Santa Lucia mercoledì 24 aprile. Vogliono risposte dal governatore Vincenzo De Luca i 120 precari, tra infermieri e operatori socio-sanitari – in forze all’Ospedale del Mare di Napoli – che nei giorni scorsi si sono visti recapitare lettere di “benservito” dal direttore sanitario su disposizione del commissario straordinario dell’Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva. L’invito era quello di procedere alla programmazione delle ferie del personale con contratto a tempo determinato con scadenza nell’anno in corso. La Asl ha intenzione di reclutare i nuovi infermieri per gli ospedali, compreso quello del Mare, attingendo alla graduatoria che risulterà dal concorso bandito dal Cardarelli quando ai vertici dell’azienda sanitaria locale c’era ancora Mario Forlenza. I migliori sessanta saranno assunti dal Cardarelli, mentre tutti gli altri, fino a esaurimento della platea di 1.800 idonei, entreranno nelle varie strutture dell’Asl e nell’Ospedale del Mare. Prenderanno il posto, dunque, anche di questi 120 “avvisisti” che quattro anni fa risposero a un bando pubblico dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno per poi essere dirottati sul nascente nosocomio della periferia orientale di Napoli. Contribuirono alla sua apertura, esoprattutto all’avvio del Pronto Soccorso in una zona di frontiera per Napoli e dintorni, mandando avanti reparti totalemente sguarniti. In assenza di proroghe o altri provvedimenti, l’emergenza è dietro l’angolo: con 120 unità in meno il rischio non riguarderebbe solo le difficoltà nel prestare assistenza al pronto soccorso con un numero inferiore di sanitari ma si potrebbe persino arrivare alla chiusura forzata di alcuni reparti. “Ci sono 120 sanitari che vedranno scadere il proprio contratto di lavoro presso la Asl Napoli 1 Centro senza alcuna possibilità di rinnovo e a breve, all’ospedale del Mare verrà a mancare il loro prezioso contributo – denuncia una nota sindacale inviata da Fp Cgil, Cisl, Uil, Nursind, Ugl Sanità, Fials, Fsi e Nursing up alla direzione dell’Asl e alle principali istituzioni regionali oltre che alla Prefettura di Napoli – La loro assenza rischierebbe di portare al collasso l’intero nosocomio e non ci sono garanzie sulla conclusione in tempi ragionevoli ed entro le imminenti scadenze dei contratti a termine, delle procedure concorsuali dell’azienda Cardarelli, da cui dovranno arrivare nuove e definitive assunzioni”, si legge nel documento.Che punta il dito anche sulla necessità di formare i neoassunti “prima di essere pienamente operativi, come previsto dalle vigenti norme contrattuali. Le probabilità che alle ormai croniche carenze di personale si aggiungano quelle del personale che a breve lascerà l’azienda sono molto alte”. Per questi motivi la rete dei sindacati ha formalmente richiesto l’intervento del Presidente della Giunta regionale della Campania, del Commissario straordinario dell’Asl, del Prefetto di Napoli e di tutti i livelli istituzionali coinvolti nell’amministrazione della regione e del comparto sanitario, affinchépossa essere individuata una soluzione.




Fusandola, il torrente non poteva essere deviato «Rischio per i cittadini salernitani»

di Andrea Pellegrino

Tutti responsabili: dalla magistratura alla politica. Accuse durissime dall’avvocato Oreste Agosto del comitato No Crescent, commentando l’ultima inchiesta sulla deviazione del torrente Fusandola (con dodici indagati) a Santa Teresa. Dieci anni di battaglie – il primo ricorso al Tar è del 2009 – con nuovi sviluppi sulla costruzione del Crescent e dell’opera pubblica di piazza della Libertà. Costruzioni consentite grazie alla “deviazione del torrente Fusandola”. Il cuore dell’ultima inchiesta del pm Rinaldi è tutta qui: «Quel torrente non poteva essere deviato». «Lo diciamo da anni – spiega l’avvocato Agostoora c’è una perizia che accerta che quell’intervento è stato compiuto per consentire la realizzazione delle opere. Un torrente può essere deviato solo per motivi di sicurezza e non ci sembra che questo sia il caso». Agosto, così come Pierluigi Morena, Vincenzo Strianese e Alberto Alfinito, chiede che si fermi tutto con il contestuale «ripristino dell’alveo originario del torrente». C’è il pericolo esondazioni, così come scritto nero su bianco dal perito della Procura della Repubblica di Salerno. Pericolo che parte da via Fusandola e arriva fino alla costruenda Piazza della Libertà, il cui completamento dei lavori finirà ben presto nelle mani della Rcm dei fratelli Rainone, gli stessi che hanno realizzato gran parte del Crescent, dopo l’esclusione della Sacco Costruzioni dalla gara d’appalto del Comune di Salerno. Anche in questo caso, l’avvocato Agosto avverte: «Il dirigente del settore, che è anche il Rup (Luca Caselli), non può affidare i nuovi lavori perché è indagato nell’ambito dell’ultimo procedimento. Abbiamo diffidato gli enti preposti affinché questo non avvenga, per motivi di conflitto di interesse e di opportunità». Tutto da rifare, per l’architetto Enzo Strianese che ricorda anche le verificazioni che all’epoca dispose il Consiglio di Stato nel giudizio amministrativo sull’autorizzazione paesaggistica, rilasciata attraverso un silenzio assenso dall’allora soprintendente Giuseppe Zampino. «Quello che abbiamo sollevato durante le verificazioni è quello che oggi solleva il Ctu della Procura della Repubblica. Se ciò fosse vero allora le stesse cose dovevano valere anche all’epoca». Un problema idrogeologico serio, avverte il geologo Alfinito: «Non sono bastati i morti del ’54. Probabilmente ne servono altri prima di aprire gli occhi definitivamente». Tutti responsabili tuona Agosto che ricostruisce ancora una volta dieci anni di attività, fatta di amici e nemici: «Scriveremo al presidente della Repubblica, al ministro delle infrastrutture e dell’ambiente e chiederemo un incontro con il sindaco di Salerno e con il presidente della Regione Campania ma chiediamo una massima mobilitazione, a partire dai residenti di via Fusandola. Dalle carte si legge che i primi ad essere danneggiati potrebbero essere proprio loro». Una conferma, dunque, di quanto denunciato nel corso degli ultimi dieci anni: «Di fatto – ha sottolineato Pierluigi Morenail consulente della Procura ha fatto propri i concetti che abbiamo espresso nei nostri esposti. Un torrente non può essere assolutamente deviato per finalità legate a mera speculazione edilizia. Insomma, tutta l’operazione Crescent è abusiva e insanabile». L’INCHIESTA Rispondono, appunto, anche di azione o omissione colposai dodici indagati dell’inchiesta sulla deviazione del Fusandola. Secondo la Procura di Salerno avrebbero modificato il regime idraulico del torrente Fusandola, riducendo la pendenza allo 0.30%, così facendo sorgere e persistere il pericolo di inondazione, in particolare, in corrispondenza del tratto iniziale dell’alveo tombato del torrente ubicato a monte all’altezza di via Fusandola, quale conseguenza di insabbiamento della foce. Questo sarebbe emerso da un sopralluogo effettuato il 5 ottobre 2017 da un consulente tecnico nominato dal pm. Ad essere iscritti nel registro degli indagati sono: l’allora direttore dei lavori di Piazza della Libertà, Paolo Baia; il dirigente comunale Luca Caselli; l’ex dirigente comunale Lorenzo Criscuolo; l’amministratore del consorzio Tekton, Salvatore De Vita; il responsabile dell’ufficio tecnico di progettazione ed esecuzione dei lavori pubblici, Antonio Ragusa e i funzionari dello stesso ufficio, Ciro Di Lascio e Benedetto Troisi; Vania Marasco della Lotti associati; il responsabile ufficio impianti elettrici del Comune di Salerno, Luigi Pinto; il direttore dei lavori della Piazza, dal 2012, Marta Santoro; Antonio Ilario e Massimo Natale. Per alcuni c’è l’accusa di falso, contestata, in particolare a Criscuolo, Baia, Santoro, Di Lascio, Troisi,  Natale e Pinto. Per la Procura avrebbero attestato falsamente l’acquisizione di alcuni pareri, tra cui quello dell’autorità di Bacino e del Genio Civile – demanio fluviale. Ancora, tra le accuse mosse c’è quella di “invasione di terreni” per aver utilizzato aree demaniali nel tratto del torrente Fusandola interessato dall’intervento urbanistico di Santa Teresa. Il torrente poteva essere deviato così. Tant’è che il pm Carlo Rinaldi ha ipotizzato per gli indagati il reato specifico alla deviazione del corso d’acqua pubblico, compiuto per consentire l’intervento di riqualificazione dell’area di Santa Teresa, quindi la realizzazione di Piazza della Libertà e del Crescent.




Lega: delusione per Sica e Lettieri jr. Salvini conferma Tommasetti e Sofo

di Andrea Pellegrino

Niente da fare per Ernesto Sica. L’ex sindaco di Pontecagnano Faiano salta ancora una volta il giro elettorale. Non sono bastati il rientro in consiglio comunale a Pontecagnano, l’adesione alla Lega e l’elezione in consiglio provinciale a convincere Matteo Salvini a candidarlo alle elezioni europee. Stop anche a Lettieri jr che già qualche giorno fa aveva annusato l’esclusione dalla lista leghista. Entra invece il rettore Aurelio Tommasetti. Poi la salernitana Lucia Vuolo (vicesegretario provinciale della Lega) e Vincenzo Sofo, fidanzato di Marion Len Pen. DAL RETTORE ALL’EX RETTORE La sfida è ancora più avvincente all’interno del campus di Fisciano. In campo c’è Tommasetti, attuale rettore,ma c’è anche il suo predecessore Raimondo Pasquino, ex democristiano doc, approdato nella lista più Europa. Pasquino, che a Salerno è stato commissario del Cstp, guida la compagine di Emma Bonino nella circoscrizione meridionale. MUSSOLINI NELLA LISTA DI FDI Il nipote del duce, invece, entra nella lista dei Fratelli d’Italia nella circoscrizione sud. Caio Giulio Cesare Mussolini, infatti, compare nella lista di Giorgia Meloni, insieme all’uscente Raffaele Fitto e ai salernitani Carmela Rescigno e Ugo Tozzi. VERDI CON IL CONSIGLIERE VENTURA Spunta il consigliere comunale di Davvero Verdi, Giuseppe Ventura nella lista “Europa Verdi”. «Mi è stato chiesto un impegno e non mi sono tirato indietro, anche per dare un contributo sui temi ambientali – spiega Venturale missioni impossibili, alcune volte diventano possibili. E’ stato già così alle scorse elezioni amministrative al comune di Salerno. Spero che tutti i compagni siano al mio fianco in questa battaglia lunga e dura. Io ci credo». PD TUTTO CONFERMATO Tutto confermato nel Partito Democratico. La lista sarà capeggiata dall’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Così come confermata è la candidatura dell asalernitana Anna Petrone. «Inizia la campagna elettorale -spiega Petrone è stata una scelta condivisa dalla direzione provinciale anche dopo il risultato delle primarie. Guardiamo all’Europa con uno sguardo diverso, una Europa che non deve lasciare nessuno indietro. Porto i temi a me tanto cari e che mi hanno sempre contraddistinta. Attenzione alle fasce deboli ed una maggiore integrazione». Intanto l’ufficio elettorale ha chiesto integrazioni ai delegati del Pd che hanno presentato la lista. Vi sarebbero delle inesattezze nell’indicazione dei dati anagrafici di alcuni candidati. DEMA SALTA IL GIRO SI CANDIDA ALLE REGIONALI Nessun impegno in prima persona di Luigi de Magistris in questa competizione elettorale mentre è sempre più probabile la candidatura a governatore della Campania. «Alle Europee andrò a votare, alle prossime regionali ci sarò se saremo candidati. Se sarò candidato io lo sapremo per settembre: bisogna lavorare per individuare la soluzione migliore per vincere». VERIFICHE SU LISTE 5 STELLE Saranno depositate oggi in Corte d’Appello. La pubblicazione delle liste definitive era attesa per ieri mattina – come annunciato dal Blog delle Stelle – ma i vertici del Movimento avrebbero deciso di prendere ancora del tempo per fare ulteriori verifiche.




La Grillo trova il sostituto di De Luca: Fulvio Moirano alla guida della sanità

di Andrea Pellegrino

C’è il nome del nuovo commissario alla sanità per la Campania. E dovrebbe essere, secondo prime indicazioni, quello di Fulvio Moirano, originario della provincia di Savona, che è stato super dirigente delle aziende sanitarie della Sardegna. Moirano è stato anche direttore generale della sanità della regione Piemonte. Lunedì sera il ministro alla sanità Giulia Grillo ha trasmesso il nominativo al ministero dell’economia e finanze e durante il prossimo consiglio dei ministri, in programma domani, potrebbe essere già nominato. «Il tavolo tecnico Mef-Salute la scorsa settimana – spiega il ministro Grilloha attestato che non sussistono le condizioni per uscire dal commissariamento e ora va applicata la legge che prevede l’incompatibilità per i presidenti di Regione di ricoprire anche l’incarico di commissario per la sanità. Movimento 5 stelle e Lega in Parlamento hanno votato insieme questa nuova norma. Il governo del cambiamento ora deve farla rispettare. Non si può più temporeggiare. I cittadini campani aspettano risposte». «Spero che nessuno si opponga», incalza il ministro facendo riferimento alle ultime posizioni della Lega rispetto al prosieguo del commissariamento in Campania e alla sostituzione di Vincenzo De Luca. «Sarebbe – conclude – un comportamento irragionevole che i cittadini non capirebbero. Facciamo ripartire la sanità campana». Si rimuova subito Vincenzo De Luca, l’appello del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino: «I cittadini della mia regione hanno diritto alla dignità e alla salute. Pagano più dei cittadini di altre regioni in cambio di una sanità disastrosa. Si applichi subito la legge, abbiamo aspettato già troppo».




Il ritorno di Paolucci nel Pd. Obiettivo: «Fermare la destra»

di Marcello D’Ambrosio

La presentazione del libro “Un sogno di sinistra. Tra Europa e Mezzogiorno” ieri al salone del bar Moka moderato dalla deputata di Liberi e Uguali Michela Rostan con gli interventi di Federico Conte, Carmine Pinto, Antonio D’Alessio, Carmelo Conte è l’occasione per porre qualche domanda all’eurodeputato Massimo Paolucci, autore del volume e ricandidato con la lista del Pd. Quali sono le attività del suo primo mandato che ritiene di maggiore rilievo? «Ho lavorato tantissimo sulle questioni ambientali. Sono stato il relatore per i Socialisti sulla direttiva in favore della plastica monouso, fondamentale per salvare gli oceani e per ridurre l’utilizzo di questo materiale. Sono stato l’unico italiano del centrosinistra a far parte della commissione d’indagine sul caso Wolkswagen. Sono stato il relatore del documento di indirizzo sull’economia circolare. Ho lavorato moltissimo sulle tematiche riguardanti l’ambiente». Con quali proposte si presenta ai cittadini con la sua nuova candidatura? «Innanzitutto continuare con il lavoro avviato sull’ambiente. E poi, dare una mano ai socialisti europei per rifondare l’Europa. Abbiamo la moneta unica senza una struttura politica che la regga. Abbiamo la moneta unica ma non abbiamo regole fiscali uniche. Abbiamo la moneta unica ma abbiamo regole del mercato e del lavoro differenti. Abbiamo la moneta unica ma il parlamento europeo ha poteri limitati. Il tema è andare oltre un’Europa a metà e in mezzo al guado». Qualcuno sostiene che la sua candidatura nella lista “PD – Siamo europei” rappresenti un ritorno nel Partito Democratico. «Sono stato eletto cinque anni fa, ho aderito al gruppo Socialisti e Democratici e mi candido con un partito che è parte del Partito Socialista Europeo. Da cinque anni ho la tessera del Partito Socialista Europeo e mi candido per sostenere il PSE. Il Pd è socio fondatore del PSE». E’ nella città del governatore De Luca. Da europarlamantare come valuta questa prima tranche del presidente della regione Campania? «De Luca ha ereditato una situazione molto difficile. Ha fatto alcuni passi in avanti: penso alla riorganizzazione dei trasporti, un lavoro difficilissimo. Sulla sanità c’è ancora moltissimo da fare». Ci potrebbero essere alternative a De Luca nel centrosinistra? «Mi sembra una discussione prematura. Il mio assillo, ho lavorato così in tutte le regioni, penso all’Abruzzo, alla Basilicata, in queste settimane al Piemonte, è unire il centrosinistra, allargarlo, con un programma che sia credibile e fermare la destra. Il mio assillo è davvero fermare la destra». E’ di oggi la notizia delle dimissioni del professore Peppino Cacciatore da presidente dell’assemblea salernitana di MDP. «Per coerenza», anche, «con la candidatura di mio figlio Silvio ne La Sinistra». Che ne pensa? «Rispetto la scelta del professor Cacciatore. Una scelta dettata anche da motivi familiari. Il professor Cacciatore è un mio amico, una persona che stimavo prima e che continuo a stimare».




Nove salernitani in corsa per l’Europa Cinque Stelle, dubbi su due candidate

di Andrea Pellegrino

Ugo Tozzi, Anna Petrone, Antonio Ilardi, Alessandra Senatore, Lucia Vuolo e ben quattro in corsa del Movimento 5 Stelle. Questa la folta pattuglia di salernitani in corsa per Bruxelles a cui si aggiunge l’ex rettore Raimondo Pasquino, che è stato anche commissario del Cstp, l’azienda di trasporti pubblici salernitana, e l’attuale rettore Aurelio Tommasetti, candidato con la Lega di Matteo Salvini. Fratelli d’Italia punta sul suo portavoce provinciale, Ugo Tozzi, già vicesindaco di Battipaglia, che sarà affiancato da Carmela Rescigno, salernitana d’adozione e responsabile della sanità di Fdi. La lista sarà guidata da Giorgia Meloni, suo secondo sarà Raffaele Fitto, ex governatore della Puglia ed eurodeputato uscente. Antonio Ilardi, ex ad dello scalo aeroportuale di Pontecagnano Faiano è il nome salernitano della lista di Silvio Berlusconi. L’ingegnere ha già firmato ed è stato anche presentato, con tutti gli onori del caso, dal coordinamento provinciale di Forza Italia. Nel Pd c’è Anna Petrone, unica salernitana dem in corsa per Bruxelles, dopo le esclusioni di Simone Valiante e Angelica Saggese. Già consigliere regionale del Pd, Anna Petrone ha sfiorato il seggio europeo durante le scorse elezioni. Dovrebbe essere sostenuta dai deluchiani che già hanno bloccato due preferenze: quella, naturalmente, dell’ex procuratore Franco Roberti, assessore della giunta regionale De Luca, e quella dell’uscente casertano Nicola Caputo. In attesa dell’ufficialità di Aurelio Tommasetti, nella Lega c’è la salernitana Lucia Vuolo. Le ultime trattative interne avrebbero portato all’esclusione di Lettieri jr. Il rampollo napoletano avrebbe peccato di troppa sicurezza, avviando la campagna elettorale ancor prima di ricevere il via libera dai vertici regionali e nazionali. La mancata candidatura di Lettieri jr non dispiacerebbe neppure ai deluchiani: tra l’imprenditore napoletano e l’attuale governatore i rapporti sono stati sempre buoni. Più Europa e Socialisti con Senatore di Pellezzano mentre si accende lo scontro interno al Movimento 5 Stelle a poche ore dalla presentazione delle liste. Un gruppo di dissidenti avrebbe denunciato anomalie a Di Maio e Ciarambino. «La candidata del Comune di Castel San Giorgio – si legge nella nota – Michela Rescigno, oltre ad aver utilizzato impropriamente il logo sulla propria pagina Facebook come personaggio politico, impropriamente associato al Movimento 5 Stelle fin dai primi mesi del 2018 e solo di recente rimosso (15 marzo), già segnalato da più attivisti, ha avuto un aumento anomalo di consensi rispetto alle parlamentarie del 2018, (da 146 voti a 1183 voti dell’ultima fase delle europarlamentarie e 626 voti alla prima fase) consensi già dubbi e segnalati a quell’epoca; la candidata Alessandra Petrosino residente nel comune di Sant’Egidio Del Monte Albino, la quale sconosciuta ai più e mai candidata, risulta avere 246 preferenze pur non appartenente ad alcun gruppo territoriale. Entrambe sono inattive e assenti sul loro territorio».




Cirielli guarda alle Regionali «Pronto a scendere in campo»

di Andrea Pellegrino

«Pronto a candidarmi». Edmondo Cirielli scioglie le riserve e si dice pronto a sfidare Vincenzo De Luca. Il nome di Cirielli era stato già avanzato per la Campania dai Fratelli d’Italia su uno scacchiere nazionale più ampio e di coalizione. Un percorso politico che passerà proprio dalle imminenti elezioni europee: una buona affermazione del partito di Giorgia Meloni in Campania potrebbe aprire la strada verso la leadership e quindi verso Edmondo Cirielli. Ed è lo stesso deputato a sbilanciarsi nel corso di una intervista a Ottopagine. «Se fosse necessario, scenderei in campo senza problemi. Così come ho fatto all’epoca delle elezioni provinciali». All’epoca Cirielli sfidò l’uscente Angelo Villani e conquistò la guida di palazzo Sant’Agostino, dopo un lungo governo di centrosinistra. Tempo di europee ed amministrative ma anche già tempo di regionali. «Non capisco come faccia Vincenzo De Luca a ricandidarsi dopo la sua gestione», incalza Edmondo Cirielli ai microfoni di Pierluigi Melillo. Rilancia poil’allarme su Capaccio Paestum, chiedendo l’intervento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. «Mi giungono notizie di promesse elettorali di assunzioni in Consorzi. Non ho gli strumenti investigativi necessari ed è per questo che ho chiesto e ribadisco l’intervento di Matteo Salvini». Qui, prosegue Cirielli: «C’è Alfieri che ha scelto la professione di sindaco: lo è stato a Torchiara, suo paese; ad Agropoli ed ora si candida a Capaccio. Ma è il delegato all’agricoltura della regione Campania, quindi l’assessore di fatto, che vigila proprio sui consorzi di bonifica e che fa nominare i suoi vertici. Stiamo attenti, dunque, a quel che accade a Capaccio Paestum».