Matteo Richetti sbarra le porte: «No a De Luca e ai figli di…»

Andrea Pellegrino

«Mentre nel Pd si minacciava il lanciafiamme si candidavano De Luca in Campania e Oliverio in Calabria». Matteo Richetti annuncia la sua corsa per la segreteria nazionale del Pd partendo proprio dal caso Campania. «Si predicava la rottamazione ma ci si affidava ai capibastone che sono in giro per l’Italia». A partire proprio da Vincenzo De Luca in Campania, dalla sua candidatura e di quella del figlio Piero, attuale deputato dem. «Un partito di figli di mi preoccupa», dice ancora Richetti: «In Campania se dovessi vincere io troverete quei giovani che si sono sempre battuti contro questo sistema». E Richetti parte proprio dai giovani e dall’ex segretaria regionale dei Gd, Francesca Scarpato. È lei una dei riferimenti della sua campagna congressuale del Partito democratico. Il tutto mentre lo sfidante Nicola Zingaretti blinda la ricandidatura di Vincenzo De Luca alle prossime regionali. Una posizione già annunciata diverse settimane fa, prima alla festa dell’Unità a Scafati e poi all’ultimo appuntamento a Pontecagnano Faiano, da Matteo Orfini, un tempo antideluchiano, oggi suo fan. Porte chiuse da Luigi de Magistris. Zingaretti, durante la visita a Napoli, aveva teso la mano anche al primo cittadino. «È un po’ confuso – la replica di de Magistris – deve scegliere con chi dialogare. Se c’è davvero la volontà di cambiare, in me avranno un interlocutore corretto e leale che non significa fare un’alleanza politica. Pensare di dialogare sia con me che con De Luca significa non conoscere cosa accade in Campania». «Con De Luca – ha detto il sindaco – è impossibile non solo il dialogo politico ma anche quello istituzionale. Se si pensa di dialogare con entrambi si vogliono mettere insieme due persone profondamente divise». Qualora da parte del Pd ci sia una reale consapevolezza di cambiamento, de Magistris ha sottolineato che «si può discutere per un’importante e rinnovata coalizione civica in vista delle regionali».




De Luca prepara bis, tutti convocati

Andrea Pellegrino

Tutti convocati lunedì alle ore 18.30 all’Hotel Mediterranea. L’invito è di Vincenzo De Luca che incontrerà gli amministratori comunali del Pd per ufficializzare il nome del prossimo candidato alla presidenza della Provincia di Salerno. La candidatura dovrà essere presentata entro l’11 ottobre; le votazioni, invece, si terranno a fine mese. Ieri nuovo giro di consultazioni nella sede di via Manzo. I vertici del Pd provinciale hanno incontrato i rappresentanti territoriali di Cava de’ Tirreni, Vietri sul Mare e della Costiera Amalfitana. È uno degli ultimi incontri prima dell’appuntamento di lunedì e quindi del via libera al candidato presidente. Il criterio scelto è questo: il nome del candidato uscirà tra quelli dei consiglieri provinciali (sindaci) attualmente in carica. Tecnicamente in corsa c’è anche il sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli che rivendica la candidatura. Ma gli ultimi fatti giudiziari e politici rallenterebbero la corsa del secondo sindaco della provincia di Salerno. Così in campo resterebbero Carmelo Stanziola (sindaco di Centola) e Michele Strianese (sindaco di San Valentino Torio). Nulla da fare, per una questione tecnica (il mandato è in scadenza), per il primo cittadino di Bellizzi Mimmo Volpe. Insomma, se dovessero essere confermate le prime indicazioni, la scelta dovrebbe ricadere su un sindaco del nord o del sud della provincia di Salerno. Ma lunedì all’ordine del giorno ci sarà anche il futuro del Pd. O meglio dei deluchiani. Incassata la sentenza positiva sul Crescent, il governatore ha già avviato la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali. Tra le prossime scadenze, oltre le Europee (che potrebbero interessare marginalmente De Luca), c’è sicuramente il congresso nazionale del Partito democratico. Al momento, la scelta sarebbe quasi obbligata per i deluchiani, dopo la chiusura netta di Richetti. Per loro non resterebbe che sostenere la candidatura del governatore del Lazio, Zingaretti. Ma novità in vista si intravedono anche a Palazzo di Città. In attesa di un prossimo Consiglio comunale si valuta un clamoroso ritorno: quello di Roberto De Luca, costretto alle dimissioni dopo la bufera giudiziaria napoletana. Una voce che inizia a circolare con insistenza al punto da preoccupare i componenti dell’esecutivo Napoli. Non fosse altro che, al momento, non si parlerebbe di un possibile addio di Luigi Della Greca. Anzi a quanto pare l’assessore al bilancio non si toccherebbe.




Festa dell’Unità senza De Luca Oggi il venerdì più lungo del Pd

È il venerdì più lungo per il Partito democratico della provincia di Salerno e della regione Campania. Occhi puntati verso Palazzo di Giustizia dove è attesa la sentenza a termine dell’ultima udienza del processo Crescent che vede tra gli imputati il governatore Vincenzo De Luca, con annesso rischio sospensione dalla carica per effetto della legge Severino. Ma sarà anche il giorno della Festa de L’Unità regionale che si terrà a partire dalle 17 all’ex tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano. Vincenzo De Luca non ci sarà. E questa è la prima notizia della due giorni dem. Le diplomazie sarebbero ancora al lavoro, per evitare crisi politiche sull’asse Salerno – Pontecagnano. Ma a quanto pare, per ora, il nome del governatore resta fuori scaletta. Ci sarà il figlio Piero, oltre i big Minniti, Rosato e Orfini.

Il programma

Si articola in una serie di convegni e dibattiti che avranno al centro il lavoro fatto dalla Regione. Si parte oggi alle 17 con i saluti del segretario Pd di Pontecagnano, Roberto Brusa, e dei segretari provinciale e regionale, Vincenzo Luciano e Assunta Tartaglione. Il pomeriggio proseguirà con nove tavoli, uno per ogni tematica individuata, durante i quali parlamentari, assessori e consiglieri regionali illustreranno le attività messe in campo nella prima parte della consiliatura e i risultati ottenuti. Alle 19 è prevista una sessione plenaria, con la senatrice Teresa Bellanova e il vicepresidente della Giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, che relazioneranno e faranno una sintesi su quanto emerso dai tavoli. A seguire, il vicepresidente del Pd alla Camera, Ettore Rosato si concentrerà sul ruolo di opposizione del partito e sulla creazione di un’alternativa al governo Lega-M5s. Domani, invece, dopo i saluti del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, e del presidente della Provincia, Giuseppe Canfora, si rifletterà sulle esperienze positive di amministrazione degli enti locali, con la testimonianza di cinque sindaci del Pd, uno per ogni provincia. Alle 17,30 sarà la volta del presidente del Pd, Matteo Orfini, protagonista del panel dal titolo ‘Il nostro impegno per l’Italia’. Alle 18,30 si discuterà di Europa e Mezzogiorno, con un confronto tra gli europarlamentari Nicola Caputo, Andrea Cozzolino, Giosi Ferrandino e Pina Picierno. L’iniziativa si chiuderà con il dibattito su sicurezza e immigrazione, che vedrà sul palco Marco Minniti, deputato ed ex ministro dell’Interno, e il deputato Piero De Luca.

Le polemiche

Da giugno ormai non corre buon sangue tra l’amministrazione comunale di Pontecagnano Faiano (eletta appena a giugno) e la segreteria provinciale dem. Oltre all’assenza del governatore De Luca – che seguirebbe il mancato invito durante la campagna elettorale di Giuseppe Lanzara – i contrasti con i dirigenti provinciali del Partito democratico non sarebbero rientrati. Unica speranza che De Luca jr, nella due giorni picentina, butti acqua sul fuoco. Lanzara, dalla sua, cerca di mostrare i muscoli ed opzionare, semmai, la candidatura alla presidenza della Provincia di Salerno.




«De Luca? Ormai è il passato anche per il Pd»

Erika Noschese

«Mai escluso il confronto con ed il dibattito». E’ la secca risposta dell’ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro intervenuto in occasione dell’ultima giornata di FestAvanti, una tre giorni di incontri e dibattiti che ha riunito il mondo socialista, a livello nazionale.

Si cerca di tenere saldi i legami con il socialismo che non è quello di destra, del Nuovo Psi, lanciato da Caldoro e che ha funzionato anche quando nel 2010 c’è stata la possibilità di diventare governatore della Campania. Adesso c’è un percorso nuovo che probabilmente è necessario seguire e che probabilmente Caldoro non esclude di seguire. E’ così?

«Non ho mai escluso il confronto e il dibattito, i punti d’incontro con l’area socialista e riformista perché è quella che io rappresento per la mia storia e cultura politica. Guardo le ragioni pratiche. Quindi da una parte possiamo ancora pensare di essere divisi gli schieramenti come capita nelle fasi elettorali tattiche. Il clima è molto cambiato, ci troveremo probabilmente di fronte a nuove avventure nei prossimi anni. E’ dovere nostro, riformisti e socialisti liberali, di quelli che hanno costruito secondo me le più belle pagine della storia del nostro paese, devono parlare tra loro. Io ho accettato questo confronto, con l’Avanti, con Mauro e le tante organizzazioni di tradizione socialista, prevalentemente di carattere culturale, editoriale, per mettere insieme un network, una confederazione, un qualcosa che trovi il modo di parlare insieme, gli argomenti che sono la nostra storia».

Creare un soggetto unico potrebbe però mettere in campo anche i presupposti per un eventuale dialogo costruttivo con soggetti come De Luca con i quali lei è notoriamente in contrapposizione su tanti temi.

«Io non ho contrapposizioni ideologiche, ho avuto modo di esprimere qui un mio giudizio perché so che anche da qua De Luca nei giorni scorsi ha parlato. Cosa ci distingue dall’ex Pc, come un vecchio prodotto come De Luca, un vecchio arnese politico, senza offesa? Figlio di una vecchia sinistra? Che nel momento in cui uno fa l’amministratore ha delle responsabilità. Lui trova il modo per venire qui e dirci che il problema di cui bisogna occuparsi non è l’occupazione, la sanità o la crisi dei trasporti, abbiamo i treni della vesuviana fermi, abbiamo i rifiuti per strada. Lui viene a parlare invece dei nigeriani, perché è la tipica propaganda della vecchia sinistra che quando non sa risolvere i problemi ti trova un nemico che fa paura. Ho spiegato qui che i nigeriani tra gli immigrati sono quelli che più fanno paura da n punto di vista fisico, essendo più grossi, lui li mette al centro dei temi per un’incapacità amministrativa. Come si può costruire una realtà che abbia nella tradizione socialista, riformista e liberale un qualcosa? Non certo con chi la pensa gridando ai nigeriani, ma a quelli che risolvono i problemi del lavoro, della sanità e dei trasporti, lì è la differenza».

La sua è una provocazione: lei sta dunque dicendo che Salvini è un comunista, è di sinistra?

«Salvini pone il problema dell’immigrazione anche se con toni forti, ma allo stesso tempo la ricetta liberale della flat tax, dei grandi interventi sulle opere infrastrutturali, quindi il contrario dei 5 stelle. Per fare le grandi opere di semplicifazione e perché no Salvini ha anche il coraggio di criticare le posizioni del giustizialismo. Io sottoscrivo punto per punto la proposta del contratto di governo scritto dalla componente leghista perché è stato quello che avevamo fatto insieme con Berlusconi leader. Molte di quelle ricette sono lì e sono le stesse. Quindi sono d’accordo, poi possiamo discutere sulle tonalità, sulle leadership, ma ognuno decide quello che ritiene e credo si possa aprire anche una concorrenza nella leadership dell’area moderata».

Quindi, sostanzialmente, una differenza tra De Luca e Salvini che parlano con i medesimi toni…

«De Luca è un vecchio arnese della politica, Salvini è un contemporaneo. Non possiamo fare un paragone tra due soggetti che sono soggetti distanti per storia, cultura e attualità. I grillini, Di Maio in testa, scrivono il loro programma, il contratto è un qualcosa su cui io non sono d’accordo su nessuna delle opzioni grilline. E’ evidente che tenerli insieme è impotabile , come fai un contratto che dice tutto il contrario di tutto? Oppure vincerà una parte sull’altra. Io mi auguro che vinca la parte liberale. Detto questo, la sfida dei socialisti, è analizzare e interrogarsi di tutto questo». Quindi, per la prossima scadenza che è, probabilmente e verosimilmente una delle più importanti, quella delle europee ci siano decisioni importanti anche da parte sua? «Le europee le vedo purtroppo molto vicine per vedere profondi cambiamenti sull’assetto. Io penso che in questa battaglia il mio sostegno e la mia azione come è stata fatta in questi anni andrà su Forza Italia e i candidati di Forza Italia per quanto riguarda le scelte sulle Europee. Otto mesi siamo al via, quindi si presenteranno i partiti che conosciamo, penso che in questa fase bisogna sostenere, aiutare e rafforzare Forza Italia , i candidati che presenterà in questo progetto».

Forza Italia è secondo lei la forza riformista che potrebbe rappresentare un minimo argine rispetto a questa ondata che si sta verificando in Italia e in Europa.

«Assolutamente si, è una forza di rinnovamento ma fortemente ancorata ad alcuni valori e principi e credo che in questa fase vada assolutamente rafforzata, aiutata e sostenuta».

Rimandiamo a data da destinarsi un percorso di rinnovamento, di unione e coesione della sinistra riformista.

«Io utilizzo i termini liberali, socialisti e riformisti, che però metto in chiara contrapposizione alla ditta del Pc. Finchè c’è la ditta del Pc ogni scelta dei riformisti andrà prevalentemente a fare l’alleanza con l’area moderata, come avvenuto nel passato con Craxi». E se non ci fosse De Luca… «De Luca non c’è più, ormai è il passato anche per il Pd».




«I bambini non vaccinati non entreranno a scuola»

Matteo Maiorano

«I bambini che non sono vaccinati non entrano a scuola». Non usa mezzi termini Vincenzo De Luca, che sul tema dei vaccini ha preso una posizione chiara da tempo. Il presidente della Regione Campania si è scagliato contro gli organi di informazione che dichiarano invece la Campania terra no vax. «Abbiamo registrato in questi giorni notizie false per quanto riguarda la vaccinazione in Campania, sul Corriere della sera si è titolato che la Campania è contro le vaccinazioni. È una notizia falsa per cui abbiamo chiesto la smentita, è una cosa abbastanza grave». Vincenzo De Luca invita i cittadini all’attenzione sul tema, dichiarando che quanto asserito sul quotidiano nazionale è falso. Il governatore è preoccupato poiché «Si sta per avviare l’anno scolastico e i cittadini devono sapere che senza vaccinazione i bambini non entrano a scuola. Lo ripeto a più riprese. Bisogna assolutamente andare avanti con le vaccinazioni, per i bambini e bambine che ancora non l’- hanno fatto. Completarle è un dovere per coloro che ancora devono farlo». Quello delle fake news è un argomento caro a Vincenzo De Luca, che sottolinea come «I cittadini devono toccare con mano e vedere cosa succede. Dobbiamo imparare che il 90% delle volte i video e le immagini che girano in rete sono false. Sono campagne mediatiche per condizionare i cittadini. Bisogna aspettare per esprimere giudizi. Ci sono – sottolinea De Luca – gruppi professionali che lavorano al montaggio di video per fare in questo modo la lotta politica. Questo crea un clima di confusione e tensione permanente». Dunque, a settembre i bambini non vaccinati potrebbero non essere accettati in classe. Intanto, la parlamentare del M5S, Virginia Villani si scaglia contro quanto dichiarato dall’Anp: «I dirigenti che seguiranno le indicazioni tracciate da Anp saranno passibili di provvedimenti da parte della autorità competenti». Tra poche settimane prenderanno il via le attività didattiche ma la confusione in merito alla questione vaccini è dilagante. L’Anp con una nota ha infatti affermato di non voler seguire le indicazioni fornite dalla sopracitata circolare, in quanto nella stessa spiegato che sarà sufficiente l’autocertificazione da parte dei genitori.Quanto dichiarato dall’Anp, riflette la parlamentare pentastellata, potrebbe determinare situazioni di disparità di trattamento da parte delle singole istituzioni scolastiche nei confronti degli alunni, perché viene minacciato il mancato accoglimento degli iscritti senza idonea certificazione Asl da parte dei genitori. «La circolare risulta coerente con i principi di semplificazione amministrativa». «Le criticità che presentava sono oggettive a tutti, attribuiva alle scuole la responsabilità dei controlli e vietava la frequenza degli alunni non in regola. E’ stato un errore dare la responsabilità di controllare gli adempimenti vaccinali ai dirigenti scolastici». Capitolo a parte per quanto riguarda i bambini immunodepressi o non vaccinabili: «Sono certa che sarà cura, come è sempre stato, dei dirigenti scolastici e dei docenti, in collaborazione con le famiglie, trovare tutte quelle modalità di inserimento e accoglienza che possano garantire la tutela della loro salute e della loro serenità».




Caldoro: «Siamo ultimi in Italia» D’Anna? «Non cerco rivincite»

Andrea Pellegrino

«Siamo ultimi». Stefano Caldoro, ex presidente della Campania, affronta le due emergenze sul tavolo: quella della sanità e quella dei rifiuti. Sulla sanità: «Le mani della politica su tutte le nomine hanno generato ritardi»; sui rifiuti: «È lo stesso presidente, ed il suo vice, ad affermare che siamo in emergenza». E quanto al pentimento (politico) dell’ex senatore D’Anna dice: «Non cerco rivincite personali. Io non ho pagato cambiali elettorali, a differenza della attuale amministrazione. Oggi dobbiamo riprendere e rilanciare un rapporto».

Sanità. Lo slogan di De Luca era mai più ultimi. Anche alla luce delle ultime vicende, in che posizione stiamo?

«Con questa amministrazione siamo ultimi in Italia. Il quotidiano e prezioso lavoro del personale medico ed infermieristico è mortificato dalla cattiva politica di questa giunta e dal commissario, dalla logica che ignora i veri problemi. Lo scontro istituzionale continuo, le mani della politica su tutte le nomine hanno generato ritardi sulle liste d’attesa, aumentato il fenomeno delle barelle, causato il peggioramento dei conti e quello che è più grave meno prestazioni per i cittadini».

C’è la possibilità che la Campania esca dal commissariamento?

«Avevo concordato con l’ex ministro Lorenzin, al termine del mio mandato, un’uscita fra il 2017 e 2018 , la Campania, se va bene, dovrebbe farcela nel 2020 ma con i dati che leggiamo non ci riusciremo. Tre anni di ritardo. Gli ultimi dati del Ministero hanno rivelato che vi è scarsa prevenzione, soprattutto sull’oncologica, carenze nelle cure ad anziani disabili. I Lea, livelli delle prestazioni, non migliorano come dovrebbero. L’unico elemento positivo per la Campania è l’equilibrio dei conti ma è merito dalla mia precedente amministrazione».

Intanto De Luca immagina di costruire il muovo Ruggi di Salerno

«Bisogna migliorare le prestazioni sanitarie, offrire ai cittadini più servizi. Migliorare la dotazione tecnologica, avere in generale più strumenti. Bisogna insistere con le assunzioni, che sono possibili grazie alla imponente operazione di risanamento dei conti che ho avviato e consolidato. Arricchire i signori del cemento non credo sia una priorità».

Il senatore Vincenzo D’Anna ha sferrato un attacco nei confronti del governatore e si è pentito di averlo sostenuto. Una rivincita per lei?

«Non cerco rivincite personali. Indico i problemi, che sono tanti, e cerco soluzioni. Con la sanità privata, che è fondamentale in Campania, ho sempre avuto un rapporto leale e franco. Non ho pagato cambiali elettorali, a differenza della attuale amministrazione. Oggi dobbiamo riprendere e rilanciare un rapporto. Serve tornare al confronto costruttivo, ad una programmazione seria e non di propaganda ed interrogarsi sulle nuove sfide. Fra queste il reddito di salute, una nuova idea che prevede l’utilizzo dei fondi europei per le prestazioni sanitarie in regime di over budget»

Da emergenza sanitaria a quella dei rifiuti. Da tempo il suo ex assessore all’ambiente Giovanni Romano sta lanciando l’allarme. Ad oggi, pare che purtroppo gli allarmi di Romano siano reali. Come è la situazione rispetto al ciclo dei rifiuti e all’impiantistica.

«È la Regione che ormai ha lanciato l’allarme. Il prsidente ed il suo vice hanno, in più occasioni, ammesso le difficoltà. Siamo, insomma, in emergenza. Nell’ultimo Consiglio regionale lo stesso De Luca ha riconosciuto che il problema dei rifiuti non è stato risolto, anzi è peggiorato. Ha parlato della costruzione di una terza linea di incenerimento ad Acerra. Una operazione che non ha senso. Ha annunciato che la Regione realizzerà ‘almeno 2 o 3 impianti di stoccaggio’. E discariche in cave dismesse ma senza indicare dove. Il P iano Regionale, come ha sottolineato Romano con competenza, è vergognosamente fallito perché neanche una delle sue previsioni è stata realizzata. Non si è raggiunta la percentuale di raccolta differenziata stabilita, non si è realizzato (ad oltre tre anni dall’insediamento) uno solo degli impianti previsti, non è diminuita la produzione complessiva di rifiuti prodotta quotidianamente. Su Salerno poi il dato più eclatante. Dimentica lo stop dell’impianto di trattamento dei rifiuti organici, proposto continuamente come “modello”. L’impianto non ha mai prodotto un metro cubo di gas, non ha mai prodotto compost, un flop».

Dopo mesi e mesi di polemiche pensa che le Universiadi siano a questo punto al riparo?

«Ad oggi annunci e ritardi. Non sono una priorità per la Campania. Spendere oltre 250 milioni di euro quando abbiamo problemi sulla disabilità, sul sociale, sui trasporti, è illogico e ricordiamoci che le Universiadi non le ha volute nessuno nel mondo».




Autismo, appello dei genitori a De Luca

Vincenzo Senatore

Dobbiamo fare prima di tutto delle precisazioni di forma, non di sostanza. I centri accreditati dalle Asl per la realizzazione dei piani riabilitativi individuali degli autistici percepiscono 42 euro l’ora per l’intervento ambulatoriale e 44 euro per il domiciliare. In questa voce sono compresi i costi di struttura. L’assistenza è rimborsata dall’Asl, salvo esaurimento del budget assegnato a ogni singola struttura. In quel caso scattano le liste di attesa mentre nel caso dei laboratori di analisi, su cui il governatore e commissario per la Sanità, Vincenzo De Luca, è intervenuto, a budget esaurito le prestazioni sono a pagamento. Nel napoletano, invece, molte strutture ricorrono al trucco delle liste di attesa per mettere i genitori nelle condizioni di richiedere ugualmente il trattamento pagando di tasca propria. Il problema grosso sta nel fatto che, per legge, i centri accreditati non possono attuare il metodo Aba, che necessita di un intervento comportamentale nei diversi ambienti di vita. Il centro può intervenire solo a casa e in ambulatorio. I genitori salernitani dei bambini autistici fanno adesso appello a De Luca affinché intervenga presso l’Asl per far rispettare la legge nazionale sull’autismo e far realizzare progetto globale di assistenza e inclusione (con il coinvolgimento di Comune e scuola), il protocollo di intervento comportamentale e la short list. Per avere un esempio concreto basta guardare cosa sta facendo l’Asl di Benevento e importare a Salerno il medesimo modello. “De Luca deve aiutarci e intervenire così come ha fatto per i laboratori di analisi – dicono i genitori a Cronache – non vogliamo che i nostri figli siano rinchiusi nei centri ma che sia rispettata la legge e che l’Asl Salerno si faccia carico di un progetto globale coordinando anche le attività di scuola e Comune e provvedendo a pagare direttamente gli assistenti”. In questo modo si risparmierebbero anche soldi. Perché pagando direttamente l’assistente l’Asl spenderebbe 20 euro l’ora (in alcuni casi anche 16) mentre passando per i centri la cifra sale fino a 44 euro a causa dell’inclusione di costi che nulla hanno a che vedere con i protocolli di sostegno per gli autistici. “I nostri figli hanno bisogno di figure specialistiche che operano nei diversi ambiti di vita e sotto la direzione di un analista comportamentale che lavora in sinergia con i neuropsichiatri infantili dell’Asl Salerno”. E ancora. “Rete educativa globale per favorire il progetto di vita dei ragazzi, paniere di attività inclusive e laboratori per garantire il loro inserimento nella società”. I genitori sono determinati e chiedono il rispetto di diritti sanciti dalla legge. In caso contrario sono pronti a portare il caso all’attenzione della Procura della Repubblica di Salerno, della Corte dei Conti e dell’Autorità nazionale Anticorruzione. La situazione attuale vede i tre ambiti principali, centri accreditati dell’Asl, scuola e Comune, agire ognuno per conto proprio. In questo modo assicurare una rete educativa globale e un progetto di assistenza e inclusione che copra tutti gli ambiti di vita dell’autistico è impossibile. “Bisogna uscire dalla logica del business – chiariscono i genitori – e entrare in quella del rispetto delle norme e dell’inclusione, perché qui stiamo parlando di persone che devono essere accompagnate nella realizzazione di un progetto di vita”.




De Magistris vs De Luca: «Mi candido»

Andrea Pellegrino

De Magistris ci stava pensando già da un bel po’. Ma ora la candidatura a governatore del sindaco di Napoli sembrerebbe (quasi) confermata. Naturalmente salvo imprevisti. Luigi de Magistris, dunque, sarebbe pronto a sfidare il centrodestra ma soprattutto Vincenzo De Luca alle prossime elezioni regionali che si terranno nel 2020. Che tra i due fosse già atto la campagna elettorale si era intuito dopo i numerosi battibecchi politici su fondi europei e regionali e sulle Universiadi. Ora, dopo l’annuncio della ricandidatura di Vincenzo De Luca (che si prepara a rispolverare Campania Libera) e quello di de Magistris di scendere in campo, cercando un accordo con i Cinque stelle, la sfida può dirsi ufficialmente aperta, anzitempo. Già pronto sulla linea di partenza, il consigliere comunale DemA di Salerno, Dante Santoro: «L’esperienza civica di Napoli ci insegna che quando gli uomini liberi e la cittadinanza attiva scendono in campo si può dar vita ad un buon governo, valorizzando ciò che la natura ci ha donato e la storia tramandato. Quella partenopea è un’esperienza positiva, abbiamo avuto modo di confrontarci e condividere diverse iniziative. Qualora Luigi de Magistriis scendesse in campo sarebbe una buona notizia, penso che la Campania abbia bisogno di uomini liberi che interrompano i metodi della vecchia politica che si sono rivelati fallimentari». E se i Cinque Stelle al momento temporeggiano, certo è il supporto di Sinistra Italiana: «Sarebbe auspicabile – dicono Tonino Scala e Carlo Giordano -, a partire dalle importanti dichiarazioni rilasciate a ferragosto dal sindaco, costruire un percorso comune. Con tutti i limiti e i pregi dell’esperienza napoletana, che noi sosteniamo con convinzione, riteniamo che quella di Luigi de Magistris possa essere una delle poche figure in grado di unire il campo largo della sinistra in Campania e in Italia. Se si deciderà di intraprendere un percorso lo si dovrà fare per tempo, con un programma condiviso e la costruzione di una coalizione larga di forze politiche e sociali. Siamo consapevoli che il sindaco di Napoli saprà ben interpretare quello che consideriamo un sentire comune. Bisogna avere Innanzitutto la capacità di unire la sinistra di non avere paraocchi e preclusioni per partito preso. C’è una destra che bussa alle porte di un paese fragile dentro e fuori. Abbiamo il dovere di costruire, con la serietà ed il rigore necessari, una proposta di alternativa sia alla giunta De Luca che alle destre populiste».




Bonavitacola, uno e trino: il sì, la vicepresidenza e la difesa

Andrea Pellegrino

Ventuno dicembre 2007. La storia del Crescent parte tutta da qui. Da una conferenza dei servizi che si è tenuta a Palazzo di Città. Tra i protagonisti Fulvio Bonavitacola, all’epoca presidente dell’autorità portuale di Salerno, che diede il suo assenso alla riqualificazione dell’area di Santa Teresa. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata e Bonavitacola, dopo un passaggio romano a Montecitorio, si è ritrovato in Regione Campania come vice di Vincenzo De Luca. In pratica è il vicegovernatore – stando così la squadra di governo regionale – che in caso di condanna del presidente, nell’ambito del processo Crescent che si concluderà il 28 settembre, dovrà traghettare la Regione Campania per i successivi 18 mesi per la sospensione che potrebbe scattare in capo a De Luca, per effetto della legge Severino. Ma non solo. Bonavitacola è uno dei personaggi chiave del progetto politico di De Luca. Il suo nome spunta anche come «beneficiario» delle parlamentarie del Partito democratico. Ed è tutto registrato dalla Procura della Repubblica nell’ambito di un’inchiesta collegata alla variante ai lavori di Piazza della Libertà, opera (pubblica) che rientra nel restyling di Santa Teresa. Bonavitacola non è coinvolto in nessuna inchiesta ma nel processo Crescent anche lui gioca un ruolo di protagonista, essendo il legale di Nello Fiore, ex assessore comunale, oggi consigliere regionale di Campania Libera. Insomma, tirando le somme: Fulvio Bonavitacola è stato tra i padri fondatori del Crescent ed oggi è vicepresidente della giunta regionale e legale di uno degli imputati. Peccato che, al momento, l’unica a perdere qualcosa sia stata l’autorità portuale che, con progetto già finanziato e con tanto di posa della prima pietra, si è vista spazzare via – con la nuova autorizzazione paesaggistica rilasciata dall’allora soprintendente Gennaro Miccio – la sua nuova ed attesa sede. All’Authority, dopo un contenzioso amministrativo aperto e chiuso, è rimasto qualche posto auto nel sottopiazza (quando sarà completato) di Piazza della Libertà. Ed il Crescent è potuto così diventare un vero e proprio condominio privato con vista sul mare.

(4.continua)




De Luca rispolvera “Campania Libera”

Andrea Pellegrino

Gli occhi sono tutti puntati al 28 settembre quando il Tribunale si pronuncerà sul Crescent. La spada di Damocle della legge Severino mantiene la politica comunale e regionale in fibrillazione. Se condannati, Vincenzo De Luca, alcuni consiglieri regionali, un consigliere comunale e due assessori dell’attuale giunta Napoli saranno sospesi per 18 mesi, con conseguente ripercussioni su Palazzo di città e Palazzo Santa Lucia.Ma questo scenario politico più complesso non esclude ulteriori valutazioni che negli ultimi mesi, soprattutto all’indomani della sconfitta elettorale del 4 marzo, si susseguono. E se a ciò si aggiungono le polemiche (per ora solo a parole) all’interno della maggioranza consiliare e del Partito democratico, il quadro in vista dei prossimi appuntamenti elettorali diventa sempre più a tinte fosche.

LA RINASCITA DI CAMPANIA LIBERA

La strada per Vincenzo De Luca a Napoli è sicuramente in salita. Il governatore annuncia una sua possibile ricandidatura a governatore della Campania. E a quanto pare per superare anche le divisioni interne al Partito democratico della Campania, De Luca starebbe mettendo in piedi il piano B. Ovvero il solito, rilanciando la civica “Campania Libera” e sganciandosi così dagli schemi dei partiti. Al momento però le divisioni non mancano anche nel suo stesso entourage. Innanzitutto dovrà fare i conti con il gruppo Davvero Verdi, guidato da Michele Ragosta, che già in più occasioni ha «sfiduciato» il sindaco Enzo Napoli, non risparmiando accuse neppure al Pd salernitano e allo stesso Piero De Luca. La crisi per ora è rimandata a settembre quando Napoli ed il Pd dovranno incontrare nuovamente la delegazione di Ragosta. Sullo sfondo le elezioni provinciali – fissate per il 31 ottobre – quelle europee ed il turno più corposo delle amministrative. Poi il caso Alfieri, mai chiuso e sempre più complesso da risolvere. La sconfitta elettorale ancora pesa all’ex sindaco di Agropoli che in Regione Campania è rimasto anche senza stipendio. Ma ancora, i dubbi sul gruppo di De Mita e su quella Campania in Rete che furono protagonisti della sconfitta (per appena 50mila voti di scarto) dell’uscente Stefano Caldoro.

L’INSIDIA DEMA

Non fa mancare la sua presenza Luigi de Magistris, che per ora affida ad un tira e molla la sua discesa in campo. Alla finestra di Palazzo San Giacomo studia le mosse e soprattutto le liste da mettere in campo, con l’obiettivo di misurarsi alle prossime europee. Ad oggi, il primo cittadino partenopeo è tirato per la giacca dallo stesso Vincenzo De Luca che non risparmia di trascinare il suo possibile competitor nella mischia. Il braccio di ferro è sulle Universiadi ma anche sulla distribuzione dei fondi regionali. A Salerno DeMa è rappresentata dal consigliere comunale Dante Santoro e ad oggi lo stesso de Magistris ha già toccato terra salernitana più volte.

DOPO L’ESTATE DI FUOCO QUELLA DEI RIFIUTI

Amministrativamente, il «mai più ultimi» resta solo un slogan. Se l’anno scorso l’estate fu caratterizzata dai roghi, quest’anno alle porte c’è l’emergenza rifiuti. E a dichiararlo è lo stesso governatore della Campania. D’altronde i rifiuti in strada e le aperture di vecchi siti ed il trasferimento di ecoballe ne sono la più ampia dimostrazione. Se davvero dovesse scoppiare l’emergenza rifiuti (dimenticata ormai da dieci anni) per Vincenzo De Luca il ritorno a Palazzo Santa Lucia sarebbe quanto mai complesso. Non va meglio nel campo della sanità, dove le ultime classifiche segnano ancora in fondo la Campania.

OBIETTIVO 2020, CON OCCHI AL 21

Se proprio dovesse andare male, Vincenzo De Luca potrebbe riprovare a risedersi sulla poltrona della sua città. Insomma, un paracadute che diventa sempre più probabile e pronosticato negli ambienti politici cittadini.