FratteStock, i volontari ripuliscono la villa comunale- FOTO

di Erika Noschese

Riportare agli antichi lustri i luoghi degradati e dimenticati. E’ questo, in sintesi, l’obiettivo di FratteStock, l’iniziativa messa in campo dai militanti dalla Casa del Popolo di Salerno, sede ufficiale di Potere al Popolo che già nella giornata di venerdì hanno ripulito, sacchetti alla mano, la villa comunale di Fratte. Una due giorni di pulizie che ha visto il quartiere di Fratte al centro di un’operazione di decoro. L’obiettivo, spiegano i militanti de La Casa del Popolo, non è «sostituirci agli enti preposti, ma per denunciare le mancanze relativa alla cura e alla normale manutenzione di uno spazio pubblico». Da tempo, infatti, la villa comunale di Fratte è l’emblema dell’abbandono in cui versano le zone periferiche della città di Salerno. Da qui la “necessità” di dar vita al FratteStock che vede Rosanna Iorio responsabile del progetto. «Vogliamo riappropriarcene e viverla tutti insieme», hanno spiegato i militanti di Pap, annunciando l’iniziativa che ha già riscosso notevole successo, con la partecipazione di numerosi volontari che hanno di fatti accolto l’invito lanciato dai militanti. Un week end importante, dunque, per uno dei quartieri più degradati della città capoluogo, anche a causa della quasi totale assenza di operatori ecologici che, soprattutto negli ultimi mesi, avevano traspormato la zona in una discarica a cielo aperto. La pulizia collettiva – hanno poi spiegato gli organizzatori – della villa comunale aveva l’obiettivo di «accendere i riflettori sull’incuria di un luogo pubblico e per provare a riappropriarci di uno spazio fisico abbandonato nel degrado e nel silenzio delle istituzioni». Nella giornata di ieri, i militanti di Potere al Popolo hanno tenuto un’assemblea con gli artisti di strada per discutere sugli spazi presenti a Salerno e sui limiti e le difficoltà che chi vuole esprimere le proprie idee e la propria arte incontra ogni giorno. «Quello di oggi (ieri per chi legge ndr) non è un semplice evento, ma un percorso più ampio che abbiamo iniziato con e nel quartiere di Frattee – hanno poi aggiunto i militanti – Il tutto per rimettere al centro il protagonismo popolare, la riappropriazione e liberazione degli spazi in contrasto con l’abbandono delle periferie della nostra città, l’arte e la libera espressione dei propri sogni e bisogni, una diversa idea di vivere la città e i rapporti umani». Ma come nasce FratteStock? «E’ un chiaro riferimento al festival di Woodstock sia come tributo per i 50 anni di anniversario, sia perchè Woodstock è l’emblea di una cultura e di un’epoca scandita da forti ideali che vorremmo riportare all’attenzione – ha spiegato l’organizzatrice Rosanna Iorio – Parlo di ideali quali l’interesse per culture diverse dalla propria, l’armonia, il rispetto per la natura, la fratellanza per gli uomini. Concetti questi che mancano in una società dominata prevalentemente da individualismo, rabbia». Dunque, riportare al centro del pensiero popolare temi che non sembrano più così attuali. FratteStock ha però due questioni politiche di fondo: «la prima riguarda il quartiere di Fratte, completamente abbandonato dalle isituzioni, pieno di problemi a partire dalle Pisano e fino alla villa comunale che, per i cittadini della zona, è l’emblema dell’abbandono, tenuta male, con angoli pericolosi». Da qui, dunque, la necessità di farla rivivere anche con questa iniziativa dedicata a grandi e piccoli, con arte, musica e artisti di strada. L’altra questione politica riguarda proprio gli artisti di strada che a Salerno non sembrano trovare spazio. «Ci siamo resi conto che in città l’arte viene vista come qualcosa di inessenziale, quasi del tutto scomparsa a causa di anni di amministrazione volta al decoro urbano, al completo opposto di ciò che noi sentiamo come necessario – ha poi aggiunto l’organizzatrice – Per noi l’arte è cultura, unione, cosmopolitismo. Per noi l’arte è fondamentale e volevamo ripartire dal suo valore, riunendo gli artisti di strada per fare rete e discutere dei problemi».




Cinquantamila euro per gestire una villetta comunale inagibile

Andrea Pellegrino

Oltre cinquantamila euro per gestire una villa comunale chiusa ed inagibile. E’ solo una delle cifre che sono saltate agli occhi della commissione ambiente del Comune di Salerno che ieri mattina ha esaminato gli affidamenti alle cooperative sociali per la gestione di parchi e giardini e per la manutenzione di verde pubblico. Un appalto che sfiora il milione di euro, suddiviso in otto lotti, tutti recentemente assegnati a cooperative sociali, alcune delle quali (quasi tutte) già affidatarie del servizio grazie ad una gara a trattativa privata. A sollevare il caso, il consigliere comunale di Davvero Verdi Peppe Ventura che ha chiesto anche un’audizione dei responsabili delle strutture. Ed in particolare di quella di Pastena – la villetta “Mariele Ventre” – da cui arrivano le segnalazioni più insistenti da parte dei cittadini del quartiere.Oltre alla gestione, si lamentano disservizi sull’apertura e chiusura degli spazi verdi. La commissione ha inoltre richiesto alle varie cooperative anche l’elenco dei dipendenti che si occupano del servizio e già dalla prossima settimana il caso ritornerà all’attenzione dei commissari. Ma ecco quanto costa la gestione dei parchi. Oltre duecentomila euro sono destinati al Parco del Mercatello. Qui la situazione nel suo complesso non sarebbe idilliaca. Numerose sono le zone di degrado all’interno della maxi area verde. Stessa cifra anche per l’ex Salid (Parco Irno); 170mila euro per il parco del Seminario; 30mila euro per l’Area di via Cernelutti; 14mila per il Parco delle Rose ed infine 142mila euro circa per il parco Buongiorno.




Uno zoo da 400mila euro in città 300mila euro per il centro storico

Andrea Pellegrino

Uno zoo da 400mila euro. A tanto ammonta l’allestimento della Villa Comunale di Salerno. Ebbene sì, quasi un miliardo del vecchio conio per illuminare la prima tappa delle Luci d’Artista. Quella che negli anni scorsi ha ospitato il giardino e la foresta incantata, dislocati quest’anno ad Ariccia (a costo zero) e a Torre Annunziata (dove un appalto complessivo da 100mila euro prevede tutte le luminarie natalizie e quelle delle feste patronali). Insomma, ben lontani da Salerno e dal suo consistente esborso di denaro pubblico per le luci natalizie. Il conto totale arriva a 2 milioni e 300mila euro per montaggio, allestimento e smontaggio delle Luci d’Artista. Anche quest’anno è la Iren l’aggiudicataria dell’appalto. La stessa società torinese – che la concorrenza ha trascinato in tribunale (l’udienza si terrà ad inizio febbraio) – che è socia della società “Salerno Energia”, che ha vinto la gara per le ecoballe della Regione Campania e che deve costruire una centrale termoelettrica a Giffoni Valle Piana. Ma ecco nel dettaglio come si raggiunge la somma milionaria. Villa Comunale: 400mila euro; proseguendo “la rete illuminata” del centro storico costa, invece, 300mila euro; 115mila euro per illuminare Largo Campo; 260mila euro per l’acquario di piazza Flavio Gioia. Gli alberi di limoni e le presunte decorazioni che dovrebbero rifarsi alla ceramica di Vietri sul Mare di Piazza Sant’Agostino costano 110mila euro; appena 50mila euro le installazioni del Duomo di Salerno; 30mila euro, invece, la palla luminosa di piazza Gian Camillo Gloriosi mentre i famosi pinguini sulla scogliera hanno un prezzo di 76mila euro circa. Non da meno il Corso da Re: 200mila euro per illuminare la passeggiata dei salernitani. Passiamo ai percorsi: i lacci che illuminano via Roma costano 50mila euro; le installazioni di via Carmine, di via dei Principati; Corso Garibaldi; Posidonia e via Trento 370mila euro; 40mila euro gli “addobbi” di via Porto; appena 10mila gli orsacchiotti di piazza Casalbore e via Conforti. Naturalmente tutto rigorosamente in fitto.




Scafati. Appello ai commissari: “salviamo la Villa Comunale”

Di Adriano Falanga

Era il vanto di ogni scafatese, considerato tra i primi 15 giardini più rinomati d’Europa. Parco Wenner, o meglio la Villa Comunale, è oramai al tramonto. E la situazione da drastica rischia di arrivare nell’irreversibile. Un tempo fiore all’occhiello, luogo di aggregazione e socializzazione, intere generazioni sono cresciute sotto la fresca ombra dei pini secolari. Pini che oggi si presentano gravemente malati, così come le rinomate palme, alcune tra le più rare d’Europa. La soluzione? Tagliare, abbattere, eliminare. Un patrimonio botanico che sta scomparendo, tra l’indifferenza delle Istituzioni e la rassegnazione degli scafatesi. La Villa oggi è aperta poche ore al giorno, ma potrebbe anche stare chiusa, considerato lo stato di incuria e sporcizia in cui versa. Vegetazione selvaggia dappertutto, che deturpa le aiuole e addirittura “inghiotte” le storiche montagnole, che Gian Giacomo Mayer volle per incontri, convivi e concerti musicali nella bella stagione. Oltre 30 mila mq di verde lasciati al loro destino. La Villa ebbe l’ultima sua ristrutturazione nel 2000, sotto l’amministrazione di Nicola Pesce. Una volta poteva contava su una squadra di giardinieri e custodi propri, nel tempo decimati fino a scomparire. Oggi la manutenzione della villa è esternalizzata, al momento non risulta neanche attivo un servizio ad essa dedicato, con la presenza di esperti agronomi. Le foto che testimoniano lo stato di totale abbandono del parco sono diventate virali sul web. Centinaia i commenti, tutti di sconcerto, rabbia, e indignazione. Da qui l’appello alla commissione straordinaria: <<non lasciate morire la nostra villa>>

SERGIO CATALANO: “GRAVI MANCANZE DI CHI HA AMMINISTRATO”

1-villa (2)L’architetto scafatese Sergio Catalano è tra i progettisti che nel 2000, tramite concorso, curarono e realizzarono il restyling della Villa Comunale. Da parco pubblico fu riportato a giardino storico, restituendogli l’originario aspetto e architettura, eliminando ogni intervento fatto negli anni, comprese le tanto amate “vasche delle papere”, scenograficamente belle per servizi fotografici, ma fuori dal contesto originario del parco. <<Durante gli ultimi dieci anni si sono aggiunti vari interventi tanti incauti quanto invasivi che ne hanno inficiato l’immagine e la fruizione come giardino storico – spiega Catalano – Mi riferisco all’assurda distruzione del sottobosco (che era stato con cura ricostruito col restauro del giardino del 2000), la costruzione di gabbie per animali, il posizionamento di segnaletiche inutili per piste ciclabili impossibili, l’inserimento di elementi estranei nella vasca centrale, ritenuti decorativi ma che  di fatto non hanno tenuto in nessun conto il restauro e la riqualificazione del 2000, dimenticando che essa era stata realizzata secondo i dettami e prescrizioni della Soprintendenza. Ciò che resta più grave è comunque la mancanza di una manutenzione e di un programma di uso di strutture esistenti uniche nel loro genere, come le Serre ornamentali di inizio XIX secolo, pur restaurate e funzionanti con impianti di riscaldamento ed irrigazione con l’intervento del 2000>>. Ma non tutto è ancora perduto secondo l’architetto: <<la nostra villa era e può ancora essere una risorsa importante per la nostra città, sia in termini di benessere che può dare ai cittadini come parco urbano, sia in termini di ritorno economico per la sua capacità di attrazione di turismo anche extra comunale. Purtroppo, chi avrebbe dovuto comprendere ciò in questi anni, non lo ha fatto, lasciando colpevolmente nell’abbandono una risorsa inestimabile per gli Scafatesi.

BRUNO PAGANO: “IL MIO PROGETTO FU SCARTATO”

1-villa (3)Eppure negli anni di amministrazione Aliberti c’è stato chi ha pensato di recuperare la Villa comunale. Un progetto importante che doveva essere finanziato con i fondi Piu Europa, ritenuto poi secondario rispetto alla riqualificazione urbana. A sottoporlo all’ex maggioranza alibertiana fu Bruno Pagano. Un parco multifunzione, suddiviso per aree tematiche e dedicate alle diverse fasce d’età. <<Nel progetto immaginiamo spazi per tutte le categorie e le varie fasce generazionali. L’anziano, Il bambino, il ragazzo con spazi per i giochi all’aperto e di interesse didattico e di apprendimento del rispetto per l’ambiente – spiegava Pagano a marzo 2015 – Ricordo ancora le ampie vasche collegate da ponticelli, e in cui nuotavano oche, trote e pesci rossi. I fotografi della zona realizzavano da noi i loro servizi fotografici per matrimoni e prime comunioni. Ecco, noi abbiamo pensato di ricreare quell’architettonica e stipulare poi convenzioni con i professionisti che volessero realizzare in villa i propri servizi fotografici. E’ un dato di fatto che l’attuale progetto di intendere la Villa come un orto botanico è fallito non appena finirono i fondi per la sua realizzazione. Nel progetto punteremo al recupero delle casse armoniche (le cosiddette montagnole ndr) create dalla famiglia Wenner come luogo per musica dal vivo, e sopraelevate per sfruttare meglio l’acustica. Qui pensiamo di far esibire i tantissimi giovani talenti nostrani>>. Il progetto fu realizzato dall’ingegnere Monica Coppola, attualmente in servizio all’ufficio Lavori Pubblici. Costo preventivato un milione di euro. Giace oggi in un cassetto di Palazzo Mayer.

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Scafati. E’ “ratto-mania”. Anche la Villa invasa dai ratti. E’ allarme

Di Adriano Falanga

Scafati, è “rattomania”. Continua l’invasione di topi nel perimetro del centro città. Non bastano più i normali rimedi, i ratti oramai sono diventati piuttosto grandi, simili a scoiattoli, e soprattutto mostrano di non aver paura della presenza dell’uomo. In rete le foto di questi roditori, pericolosi per la salute perché portatori di gravi malattie, sono decine. Via Zara, Piazza vittorio Veneto ma soprattutto la Villa Comunale. Solo nell’ultima settimana sono decine le segnalazioni. In particolare è stata scoperta una vera e propria tana nei pressi del vecchio laghetto dei papiri, della metà dell’ottocento. Qui sono stati fotografati diversi topi di notevole grandezza, girare tranquillamente nei pressi dell’acqua sottostante, forse attirati dai pesci rossi o peggio ancora dal cibo che i bambini in visita gettano in superficie per i pesciolini. Protestano gli scafatesi, e la situazione è oramai degenerata, tanto da rendere pericolosa e sconveniente la passeggiata al fresco del verde di parco Wenner, che pure versa in condizioni critiche. Non basta la manutenzione ordinaria affidata al personale del servizio civile, retribuito con i buoni lavoro della Regione. Oltre a potare le aiuole possono ben poco, e la Villa ha invece bisogno di personale esperto e competente, anche e in virtù delle pregiate essenze arboree contenute. Le antiche e preziose serre sono oramai un lontano ricordo, e pure le condizioni della casca centrale non sono delle migliori. In Bilancio, la Villa Comunale è considerata nel pacchetto “verde pubblico” mentre sarebbe opportuno riservarle un apposito capitolo di spesa. Ricordiamo che la Villa, oltre ad essere annoverata (o almeno lo era) tra gli orti botanici più belli e pregiati d’Italia, è anche per estensione, tra le più grandi della Campania. Oggi è in balìa dei topi. “Una derattizzazione ordinaria è stata effettuata pochi giorni fa – spiega dalla maggioranza Michele Raviotta – mentre ho sollecitato l’Asl ad intervenire al più presto e specificatamente sul laghetto in questione, dove molto probabilmente vi è la tana dei topi. Entro due tre giorni al massimo sarà bonificato tutto”. E’ ottimista il consigliere comunale del Cotucit, che assicura di tenere sotto controllo la situazione (che pure è già degenerata) e che l’Asl ha stilato un cronoprogramma mirato di derattizzazioni su tutto il territorio comunale, in particolare nei pressi dei giardini pubblici, delle aiuole e delle piazzette. Ciò non toglie però che il degrado in cui vive il centro è anche accentuato dalle condizioni critiche del canale Bottaro, e dal cratere del Polo Scolastico, entrambi un habitat ideale per i topi.

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Scafati. I giovani tornano in Villa, grazie ai liceali

Di Adriano Falanga

Riportare i giovani in Villa Comunale è possibile, e far sì che questa possa diventare palcoscenico di una serie di attività multi culturali non è affatto un’utopia. E sul fallimento delle Istituzioni locali nel proporre idee e iniziative concrete, si registra il successo, forse inaspettato, della “Giornata dello Sport e dell’Arte” realizzata dai ragazzi del liceo scientifico Caccioppoli di Scafati. Nonostante il patrocinio del Comune, limitato alla sola concessione del giardino botanico, e nessun manifesto o 6×3 istituzionale, centinaia di ragazzi hanno offerto una serie di attività socio ricreative dalle 9 alle 18 di domenica 29 maggio. Mostre fotografiche ed artistiche, percorsi interattivi, giochi di magia, spettacoli teatrali, esibizioni musicali, tornei sportivi di basket, calcio, ping pong e pallavolo, tutto sapientemente organizzato e coordinato dagli studenti, con in testa il rappresentante d’istituto Davide Morlicchio. “Per la prima volta dopo anni dei giovani studenti si sono dati da fare per portare avanti qualcosa di nuovo e di positivo per la comunità e per la nostra Scafati. La Villa Comunale, il posto più bello della nostra città, ha ripreso vita considerando che prima d’oggi non aveva forse mai accolto così tante persone in una sola giornata – spiega soddisfatto il giovane Morlicchio – L’entusiasmo dei ragazzi, i sorrisi dei bambini e perfino lo stupore delle persone più anziane ci ha fatto capire che l’evento è stato più che apprezzato. Oltre che a tutti noi giovani studenti, il grazie più dovuto va al nostro liceo che ha finanziato interamente il progetto nonostante le difficoltà burocratiche dell’ente Comune verso un eventuale sostegno economico”. In tempi di vacche magre, si preferisce spendere circa 2 mila euro per sponsorizzare il libro di Gianpiero Galezzi, o gli 800 di Marco Baldini, e non garantire neanche la stampa di volantini per un evento che ha riportato entusiasmo e vitalità in Villa Comunale. Questioni di scelte, e i ragazzi hanno dato una sana e importante dimostrazione del come, volendo, è possibile considerare la villa come una risorsa per i propri giovani. “Attenti a parlare male della scuola e dei giovani d’oggi perché qui c’è chi ha voglia di fare con creatività, passione ed energia”, il monito di Davide Morlicchio.

 




Scafati. Verde pubblico, risparmiare si può, basta fare gara d’appalto

Di Adriano Falanga

In tempi in cui il Comune è chiamato a risanare il Bilancio, attraverso il contenimento della spesa corrente, risparmiare è possibile, senza tagliare il servizio. Come? Semplicemente attraverso una giusta gara d’appalto pubblica. Del resto è la legge del libero mercato, a vincere è l’offerta più bassa, a parità di servizio offerto. Nel dettaglio, parliamo di verde pubblico: Manutenzione delle aree verdi, siepi e aiuole, della Villa Comunale, di piazza Garibaldi e Palazzo Mayer. La gara d’appalto ha visto la partecipazione di sette imprese del settore florovivaistico, attraverso una richiesta d’offerta al ribasso tramite Mercato Elettronico per la Pubblica Amministrazione. Niente procedura negoziata, nessuna proroga, nonostante l’importo di base d’asta lo avrebbe permesso. E’ chiaro che la presenza della Commissione D’Accesso è servita da spinta, e i risultati sono favorevolmente arrivati. Prezzo base d’asta: 56.500 euro per dodici mesi. Hanno partecipato in sette, tra cui “La Botanica Sas” di Melito, precedente impresa appaltatrice. A vincere però è la Agribiotec scarl, cooperativa con sede a Salerno e specializzata in giardini pubblici. Il servizio sarà coperto per soli 11.120 euro annui. Non male, considerata la portata e il numero di piante. Il predente bando è scaduto l’11 aprile 2014, a vincerlo due anni prima un’azienda di Melito di Napoli “La Botanica sas” per un importo di circa 50 mila euro annui. Alla scadenza, in attesa di nuovo bando, si è provveduto a concedere proroghe alla stessa società per circa 3.400 euro al mese. Nonostante ciò, la Villa oggi non versa in buona salute, e alcune pregiate essenze arboree sono in gravi condizioni, se non addirittura compromesse. E certamente si andrà verso il risparmio anche dopo l’esito della gara d’appalto per la sorveglianza notturna degli immobili comunali, scaduta nel 2011. Questa gara, partita dopo oltre 4 anni di proroghe concesse sempre alla stessa azienda vincitrice nel 2009, è stata fortemente attenzionata dalla Commissione D’Accesso ma anche e soprattutto dalla Direzione Distrettuale Antimafia che indaga su Palazzo Mayer dallo scorso Settembre.

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Scafati. L’intervista, Aliberti: “io indagato per 4 anni di proroghe, gli altri per 13 no”

Di Adriano Falanga

A sette mesi dall’avviso di garanzia per corruzione, concussione, associazione a delinquere, voto di scambio politico mafioso, abuso d’ufficio, e dopo tre settimana dall’insediamento della commissione d’accesso, Pasquale Aliberti analizza con Cronache le ultime vicende politico, amministrative e giudiziarie.

Sindaco, nuove opere vengono inaugurate, ma le preesistenti sono carenti di manutenzione. Come mai il Comune non ha una propria struttura dedicata al verde e alle ordinarie manutenzioni delle infrastrutture? Non potrebbe strutturarsi l’Acse in questo? Il problema è innanzitutto economico a causa dei tagli subiti in questi anni sulla spesa corrente. I costi di gestione in house non sempre sono vantaggiosi, E’ il motivo per il quale tanti Comuni oggi provano ad esternalizzare i servizi avendo peraltro anche una difficoltà legata alle assunzioni di nuovo personale. Scafati sotto questo aspetto ha una notevole carenza di organico.

La Villa è seriamente in affanno, non è questione di pulizia dei viali, è evidente il forte stato di sofferenza della stessa. Perché non inserirla nel Piu Europa, per un serio progetto di recupero e riqualificazione? In passato abbiamo realizzato diversi lavori in Villa Comunale, sia per la vegetazione   che per i viali. E’ nostra idea inserirla nella nuova programmazione del PIU EUROPA appena saranno definite le linee guida dalla Regione.

Le verifiche della commissione d’accesso rischiano davvero di rallentare il palazzo comunale? E’ chiaro che i dipendenti hanno dovuto e devono lavorare collaborando con la Commissione d’Accesso per la verifica degli atti amministrativi. Questo sottrae inevitabilmente tempo ma è giusto fare chiarezza rispetto ad un atto ispettivo.

Sindaco, le indagini della Dia, poi la commissione d’accesso. Crede davvero che sia tutto frutto di esposti dell’opposizione? Sono indagato per una serie di reati che fanno tremare le vene ogni qualvolta provo a nominarli. Non sono indagato per fatti specifici ma per dichiarazioni rese. Rese da chi? Questo si evince dall’avviso di garanzia di settembre scorso. Posso supporre chi abbia reso le dichiarazioni contro la mia persona e allo stesso tempo sono certo di non aver mai fatto accordi o trattato con i camorristi. Tragga lei le conclusioni…

1-dia-al-comune-di-scafatiCosa pensa dei quattro anni di proroghe continue quanto alla sorveglianza immobili, e nonostante le mutate condizioni della convenzione di gara? Non potevano essere evitate? Non mi sono mai occupato di atti gestionali la cui responsabilità è in capo ai Dirigenti – spiega il primo cittadino, che poi svela un particolare interessante –  Ho però visto che la gara per la sorveglianza è stata avviata per la durata di tre anni nel 2009, con la mia amministrazione e dopo tredici anni di proroghe. Peccato che nessuno in passato si sia accorto di questi tredici anni, nessuno, compreso quelli che oggi ci processano.

La sua opposizione chiede le dimissioni, la sua maggioranza stenta a compattarsi, qualcuno sembra aver preso le distanze. L’opposizione non ha argomenti da anni se non l’arma della denuncia e la speranza di spazzarmi via con ogni mezzo dalla scena politica. Per quanto riguarda la maggioranza, è giusto che decida in libertà il proprio percorso politico. Fino ad oggi ha dimostrato sempre la sua compattezza anche nelle diversità di vedute e pensieri.

Questione sicurezza, l’appello per il comando compagnia della locale Tenenza sembra essere caduto nel vuoto. Lei cosa chiede, ritiene Scafati una città sicura? Il tema della sicurezza è una problematica oggi internazionale. Scafati è nelle stesse condizioni. Sulla trasformazione della Tenenza in Compagnia paghiamo i tagli spaventosi che gli ultimi governi hanno messo in campo e che hanno prodotto un feroce ridimensionamento di tutti i corpi delle forze dell’ordine.




Scafati. Verde pubblico, al via la manutenzione…provvisoria

Di Adriano Falanga

“Questa mattina è partita la manutenzione del verde pubblico in Villa Comunale, Comune e Piazza Garibaldi. Abbiamo provveduto a fare richiesta di affidamento che dovrebbe concludersi la prossima settimana. In questo modo potremmo ripristinare le altre aree verdi comunali compresa la pista ciclabile”. La buona notizia è data da Pasquale Aliberti, dopo le proteste degli scafatesi sullo stato di degrado dei parchi pubblici della città. Gli affidamenti sono temporanei, necessari per tamponare l’urgenza che complice anche il periodo primaverile, si è andata creando. Tutto propedeutico all’espletamento dell’apposita gara per la manutenzione ordinaria e straordinaria. L’arrivo della Commissione d’Accesso ha creato un imbuto amministrativo che ha rallentato l’azione politica e gestionale di Palazzo Mayer. Un freno alle attività di routine che rischia di paralizzare la città, basti pensare a quanto è difficile anche la semplice potatura delle piante, o l’ordinaria manutenzione sulle infrastrutture pubbliche. Nel frattempo che i commissari prefettizi faranno le loro valutazioni, un vaso è scoperchiato, ed è l’assoluta mancanza di un piano efficiente ed efficace di manutenzione, riservato agli spazi pubblici della città. Fino a qualche mese fa tutto si risolveva con una semplice proroga al bando scaduto nel 2014, poi le cose sono cambiate. Resta comunque fondamentale separare la gestione della Villa Comunale dalle altre aree verdi, in quanto nello storico giardino botanico soggetto a tutela della sovrintendenza esistono essenza arboree pregiate e alcune piuttosto rare, che necessitano di particolari e riservati trattamenti fitosanitari.

 




Scafati. Verde pubblico e degrado, il Comune ci mette una pezza

Di Adriano Falanga

Verde pubblico, il Comune corre ai ripari, cercando di mettere una pezza provvisoria e tamponare il grave problema della mancata manutenzione dei suoi parchi pubblici. Villa Comunale oramai in agonia, parco Primato chiuso, parco giochi pista ciclabile completamente abbandonato. In tutto questo, bisogna aggiungere una sana dose di inciviltà di alcuni scafatesi e il disagio è servito. A monte di tutto vi è però l’incapacità del Comune di concretizzare un vero e duraturo programma di manutenzione periodica del suo verde, si paga la totale assenza di progetti mirati non solo al recupero, ma anche al mantenimento delle opere pubbliche. Il bando, come Cronache denuncia da mesi, è scaduto da due anni. A Scafati l’ufficio Manutenzione è poco più che un optional, tanto che diventa necessario ricorrere a ditte esterne per la regolare manutenzione del verde, della Villa, delle aiuole spartitraffico, finanche della pulizia dei bagni pubblici in Villa. Non esiste una voce di bilancio dedicata esclusivamente allo storico giardino donato alla città dalla famiglia Wenner nella prima metà del secolo scorso. Un parco, la Villa Comunale, soggetto a tutela della sovrintendenza, per la qualità delle piante in essa contenute. Piante in fortissima sofferenza, come è facilmente riscontrabile recandosi nel parco.

3-parco giochi pista3Se la Villa piange, non ride di certo il parco Primato in via della Resistenza, chiuso per la scadenza della convenzione per la sua gestione. Perché il parco non è gestito dal Comune, ma dai privati. E pessima è anche la situazione del parco giochi di San Pietro, adiacente quella che dovrebbe essere la pista ciclabile. Protestano gli scafatesi, e l’amministrazione cerca di tamponare le diverse situazioni. Si parte dal centro Primato: “Pur in difficoltà per il numero del personale stiamo cercando di garantire l’‪‎apertura e la ‪chiusura dalle 9:30 alle 20:30” spiega il primo cittadino Pasquale Aliberti. “La pulizia e la manutenzione della Villa sarà garantita da lunedì prossimo. Abbiamo provveduto ad affidare sul MePA ad una ditta che sarà operativa per tre mesi – continua il sindaco – Per quanto riguarda, invece, il verde pubblico e pista ciclabile domani (oggi per chi legge, ndr) provvederemo ad un cottimo fiduciario sempre sul MePA. Le ditte a cui sarà affidata la manutenzione per un anno, saranno operative da fine aprile. Per le scuole, invece, siamo intervenuti eccezionalmente”. Resta ancora lontana la realizzazione di un progetto mirato a lungo termine, e questo, non aiuta di certo quel poco di verde che ancora conserva la città, tra le più “cementificate” della Campania, dopo la speculazione edilizia degli anni 80.

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