«Paradossale la nostra difficoltà»

Marcello D’Ambrosio

«La nostra difficoltà nel conferire è nota». Lo dichiara, senza mezzi termini, Stefano Romano, eletto nella lista “Con Cecilia” al consiglio comunale di Battipaglia, vicesindaco della città della Piana del Sele, dallo scorso 24 luglio. Avvocato, ha, tra le altre, la delega ai rapporti amministrativi con la società Alba. «Oggi (ieri per chi legge n.d.r.) è stato nominato il nuovo amministratore delegato della società Alba. Si tratta dell’ingegnere Palmerino Belardo, che sostituisce Luigi Giampaolino – ci conferma -. Per quanto concerne il pagamento dei dipendenti di Alba, ieri con la sindaca Francese ci siamo recati in banca e siamo riusciti a sbloccare il pagamento degli arretrati. Il ragioniere di Alba ha già provveduto a firmare i mandati di pagamento». Sulla questione rifiuti, Romano è chiaro: « L a nostra difficoltà nel conferire è nota. Trovo paradossale che proprio la città di Battipaglia, che ospita l’impianto di stoccaggio, l’ex Stir, trovi difficoltà nel conferimento». «In alcuni casi siamo costretti a rivolgerci altrove, ma soprattutto ci vediamo obbligati a lasciare in strada i rifiuti, impossibilitati ad effettuare la raccolta in quanto non esiste un luogo in cui trasportarli. In riferimento ai miasmi e ai cattivi odori che parte della cittadinanza denuncia, ho più motivi per pensare che essi siano dovuti all’attività dell’impianto di compostaggio di Eboli, escludo che provengano dallo Stir di Battipaglia – ha spiegato il vicesindaco di Battipaglia – Purtroppo in questa fase emergenziale la regione Campania, che si sta impegnando per risolvere la situazione, a mio avviso non lo sta facendo nel modo ottimale. E poi c’è l’enorme problema delle microdiscariche abusive in città. Ho in mente di effettuarne una mappatura, e in questi giorni, di sera, sono sceso in strada con la protezione civile, costituendo un presidio notturno per scongiurare il deposito selvaggio di immondizia da parte dei cittadini». Purtroppo lo Stato lo impedisce, riferisce poi Romano, poiché aprendo le buste che contengono i rifiuti domestici sarebbe molto semplice risalire al responsabile. E poi c’è il grosso problema legato ai roghi e agli incendi di rifiuti sul territorio battipagliese: «su questo c’è la costante vigilanza della protezione civile, a cui va il mio ringraziamento, che appostata sulla collina Castelluccia monitora in maniera attiva la situazione segnalando gli eventuali incendi». E ancora: «La mia intenzione è di proseguire anche in futuro con il presidio notturno insieme alla protezione civile. Sullo stato del conferimento allo Stir posso dire che l’altra notte all’una vi erano ancora due mezzi in attesa di scaricare che sono stati costretti a ritornare il mattino successivo». Da qui, poi, lancia l’allarme per una situazione complessa, «e la nostra attenzione si sta focalizzando, ritornando al problema delle microdiscariche dislocate su tutto il territorio cittadino, all’area di Viale Francia, al confine con la zona industriale, dove si trova la più estesa tra le discariche abusive, con presenza, tra i rifiuti, di farmaci e fitofarmaci».




Scafati. Azzeramento della Giunta, passo indietro di Aliberti

Di Adriano Falanga

Passo indietro di Pasquale Aliberti sull’azzeramento di Giunta, che pure aveva promesso in conferenza stampa. La decisione sarebbe conseguenza del voto contrario che la sua stessa squadra consiliare gli ha manifestato. “La Giunta non si tocca” hanno deciso in otto su dodici, a meno che non siano cambiati i criteri per la scelta dei nuovi assessori. E siccome la proposta non è piaciuta al primo cittadino, da qui il cambio di passo. “Nessun assessore è stato messo in discussione né ho bisogno di ridimensionare alcuni elementi della Giunta, soprattutto quelli che in questi anni hanno dimostrato capacità organizzativa e di aggregazione oltre che consenso personale” ha spiegato in un comunicato il primo cittadino, allontanando così anche le voci di un ridimensionamento del vice sindaco Giancarlo Fele o il “benservito” a Diego Chirico, come trapelato in un primo momento. Nuova apertura alla minoranza: “Nella prospettiva è giusto lavorare su una coalizione ampia, capace di portare avanti con la stessa energia il grande lavoro prodotto in questi anni”. Insomma, basta tatticismi e trattative da gioco forza su ogni argomento, ad Aliberti servono almeno tredici voti di fiducia non tanto sulla sua figura, bensì su quattro precisi punti: Più Europa, Bilancio, Puc, Sfiducia Coppola. Quest’ultima pure è stata momentaneamente accantonata, in attesa delle decisioni del Tar. Definisce “fantasia dei giornalisti” l’ipotesi Monica Paolino come sua erede sulla poltrona di primo cittadino.

“Ipotesi fantasiosa, piuttosto preferirei un Santocchio o un Salvati – ha detto Aliberti – Monica Paolino, eletta per due volte al Consiglio Regionale dai cittadini della provincia di Salerno è giusto che continui a svolgere il suo ruolo nell’interesse di questa parte di territorio e di Scafati, cosa che ha fatto egregiamente in questi anni producendo tra l’altro notevoli risultati”. Non gradisce che si parli di futuro candidato sindaco quando manca ancora un 50% di consiliatura, nessun nome, non Monica Paolino, non Giancarlo Fele, ad Aliberti preme arrivare prima al 2018. “E’ inaudito che si discuta già oggi del futuro candidato sindaco e non delle azioni che stiamo mettendo in campo in tema di riqualificazione urbana, assetto del territorio e politiche sociali. Spero che il confronto avvenga sulle idee – conclude poi provocatoriamente –  ma poche, purtroppo, ne vedo in giro”. Non manca però il commento ironico di Marco Cucurachi, Pd: “Aperta la manifestazione pubblica di interesse per ricoprire il ruolo di “vicesindaco”. I candidati, anche senza consiglieri di riferimento, possibilmente transfughi e trasformisti, sono ammessi ai colloqui per titoli ed esami da tenersi nella Casa Comunale”.




Scafati. Vicesindaco, ipotesi Annalisa Pisacane

Di Adriano Falanga

Spunta l’ipotesi Annalisa Pisacane per il vice sindacato, ma la maggioranza frena. Sette contrari, quattro favorevoli e addirittura un astenuto. Questa la sintesi dell’ultima riunione di maggioranza, che ha votato in tal modo contro l’azzeramento di Giunta, così come richiesto da Pasquale Aliberti. Una decisione che non è piaciuta al primo cittadino, oramai sempre più in difficoltà ad imporsi sulla sua squadra, divisa in due correnti, e i fedelissimi sono diventati minoranza. In sette hanno voluto confermare la fiducia alla giunta uscente, almeno per altri sei mesi, chiarendo che se ci deve essere un azzeramento, il criterio per la scelta dei futuri assessori deve essere quello della sponsorizzazione di almeno due consiglieri comunali. Un requisito che, allo stato di fatto, porterebbe fuori Annalisa Pisacane, Diego Chirico, Antonio Fogliame, Antonio Pignataro, tutti senza un gruppo consiliare di riferimento, mentre resterebbero Nicola Acanfora, Raffaele Sicignano e Giancarlo Fele, quest’ultimo letteralmente “blindato” dalla quasi totalità degli alibertiani. Tranne che da Brigida Marra, Teresa Formisano, Diego Del Regno e Francesco Vitiello. Questi quattro infatti spingono per l’entrata in giunta della Marra, spostando la Pisacane verso il vice sindacato attualmente di Fele. E non solo, più fonti vogliono la Pisacane vice sindaco quale trampolino di lancio per l’investitura a candidato sindaco per il post Aliberti. Ma Aliberti smentisce e provocatoriamente rilancia aprendo addirittura all’opposizione, auspicando l’unità del centrodestra.




Scafati. “Vicesindacato a Matrone, per l’unità del centrodestra”. La provocazione di Aliberti

Di Adriano Falanga

Una nuova maggioranza, talmente nuova che potrebbe anche accogliere parte dell’opposizione. E non parliamo di Michele Raviotta e Filippo Quartucci (la cui consorte è data in dirittura d’arrivo per il Cda del Consorzio delle Farmacie, a sostituire Filippo Accardi). Aliberti, forse provocatoriamente, apre a Fratelli D’Italia, e auspicando l’unità del centrodestra per le future amministrative, si dice disposto a dare il vice sindacato anche ad Angelo Matrone. “In questi giorni la mia energia l’ho spesa sulle opere da realizzarsi e sui nuovi finanziamenti da intercettare in regione –  ha detto a Cronache il primo cittadino – Dopo la ridefinizione della maggioranza per me il vicesindaco può essere anche Matrone, se fosse disponibile ad accettare per lanciare le basi di una grande unità del centrodestra in vista delle prossime amministrative”. Non è chiaro però se l’apertura è solo per Matrone (che pure auspica l’unità del cd da tempo) o per tutta la squadra di Fdi, notoriamente composta anche dal capogruppo Cristoforo Salvati e da Mario Santocchio. E proprio quest’ultimo due giorni fa al nostro giornale ha dichiarato che “Aliberti è il peggior sindaco degli ultimi 40 anni”. Non manca la replica del sindaco: “Il giudizio di Santocchio porta dentro la rabbia e l’odio di chi non ha potuto realizzare un pur legittimo interesse economico personale che però avrebbe distrutto la città sul piano commerciale. È il giudizio di un grande avvocato, di un immobiliarista che in politica ha riportato solo sonore sconfitte. Dispiace questa sua continua e perpetua richiesta rispetto alla commissione di accesso. Se serve a valutare gli atti amministrativi, non abbiamo timore – prosegue ancora il primo cittadino – Non credo pensi che io sia stato il peggiore sindaco perché ha contribuito a farmi eleggere nel 2008 e non ha voluto fossi sfiduciato solo un mese fa”.

Aliberti parla della imminente verifica di maggioranza, che potrebbe portare ad una nuova squadra di governo: “La si costruisce sulle idee e non sull’odio verso l’uomo. Sento parlare già di molti aspiranti candidati sindaco. Il nostro sarà sicuramente in continuità con l’operato di questi anni e sicuramente contro nuovi centri commerciali che non sono assolutamente utili alla città”. Nessun azzeramento della giunta, così come in un primo tempo annunciato: “Non abbiamo votato nessun azzeramento di giunta. Abbiamo deciso di andare in consiglio comunale per capire se c’è una maggioranza chiara, visto che l’opposizione è inesistente e incollata alla sediolina”. Aliberti si presenterà in consiglio comunale con una mozione di sfiducia nei suoi confronti, vuole una nuova fiducia e la vuole condizionata a precisi obiettivi, tra cui anche la sfiducia al presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola. Per farlo però occorre aspettare il pronunciamento del Tar previsto il 12 gennaio, sulla legittimità del consiglio comunale del 27 novembre scorso. Parla anche di futuri “aspiranti candidati sindaco”, parte della sua squadra vorrebbe Annalisa Pisacane, mentre una larga fetta di alibertiani punterebbe su Giancarlo Fele, su cui potrebbe convergere anche Fratelli D’Italia, l’Ncd e una fetta di moderati. Ma chi conosce il primo cittadino sa bene che mai lascerà ad altri l’indicazione del suo erede ma anzi, nella mente starebbe pensando si ad una quota rosa, ma questa porterebbe il nome di Monica Paolino.




Scafati. Anno nuovo, Giunta nuova? Rischia Fogliame. Veto su Raviotta.

Di Adriano Falanga

Anno nuovo, giunta nuova. Le voci su una prossima rimodulazione della giunta si rincorrono, comincia il toto nomi ma lui, Pasquale Aliberti, ha deciso di rinviare tutto a dopo la pausa natalizia. Doveva tenersi una prima riunione di maggioranza post decadenza-dimissioni giovedi sera, ma alla fine è saltata, per impegni familiari dello stesso primo cittadino. Aliberti però non è affatto fermo, anzi. In questi giorni sta incontrando personalmente coloro che sono venuti meno sulla decisione di portare la città al voto anticipato, i consiglieri Roberto Barchiesi, Pasquale De Quattro, Stefano Cirillo. Appare più defilata la posizione di Alfonso Carotenuto, ritenuto dai fedelissimi il primo “responsabile” del mancato ritorno al voto. Due sono le linee di pensiero, una vede il sindaco azzerare tutto: giunta e cda delle partecipate, l’altra vuole invece una semplice rimodulazione della giunta, con l’ingresso di Teresa Formisano. Una decisione che non troverebbe grosse rimostranze, purché tutto avvenga in quota Forza Italia. Il partito del primo cittadino conte infatti già 4 esponenti nell’esecutivo: Annalisa Pisacane, Giancarlo Fele (vicesindaco), Antonio Fogliame e Antonio Pignataro (non eletto).

L’ipotesi più probabile vede l’avvicendamento Formisano-Fogliame, in virtù del rapporto voti presi-fiducia consiglieri. Uscirà quasi certamente anche Antonio Pignataro, assessore a “scadenza”. Al suo posto un componente espressione delle liste civiche. L’obiettivo è lo scorrimento delle liste, in questo modo si riuscirà ad avere in consiglio comunale nuovi volti, magari più “affidabili”, come ad esempio Ciro Albano, primo non eletto in quota Pdl (oggi Forza Italia). Aliberti ha bisogno di 13 voti certi, e al momento può contarne solo 9. Si arriva ad undici con Michele Raviotta e Filippo Quartucci. Il passaggio di questi due a pieno titolo in maggioranza scontenta gran parte degli alibertiani, mentre ci sarebbe addirittura il veto sull’ingresso di Raviotta in Giunta. Un veto posto dal gruppo dei “nuovi dissidenti”, che potrebbe di contro reclamare visibilità nell’esecutivo. Altro che epurazioni, la maggioranza si muove sul filo della “sfiducia” ma non a Pasquale Coppola, bensì allo stesso primo cittadino. Un nuovo patto che proietti l’amministrazione al 2018, ma frutto di nuovi equilibri nati sul post decadenza. C’è poi chi vede in bilico anche il vice sindacato di Giancarlo Fele, che potrebbe andare ad Annalisa Pisacane. Sarebbe però una mossa troppo estrema, che minerebbe il già precario equilibrio di maggioranza. Fele è forse l’unico alibertiano che gode di una sua autonomia politica, e di consenso personale tra i consiglieri comunali. Quanto agli eventuali azzeramenti dei Cda delle municipalizzate, quali sono l’Acse e la Scafati Sviluppo, ciò rappresenta solo una flebile possibilità, perché le nomine sono a “scadenza” e non è possibile rimuovere i componenti prima della fine del mandato, e comunque solo in casi particolari, che non prevedono la motivazione squisitamente politica.

Alla Scafati Sviluppo troviamo come amministratore delegato Mario Ametrano, presidente Antonio Mariniello e componente Emanuele De Vivo. Gli ultimi due “pescati” dalla lista “Noi per Scafati” che vede Mariniello coordinatore e Alfonso Carotenuto consigliere comunale. Potrebbero rischiare? Probabile, ma non prima della scadenza del mandato, previsto con l’approvazione del prossimo Bilancio, entro fine 2016. E comunque, la delicata situazione in cui versa la società, che segue la reindustrializzazione dell’area Ex Copmes, esclude ogni ritocco. Anche lo cda dell’Acse sarebbe blindato dal mandato triennale, e la sua scadenza è tra due anni. E ad ogni modo, nessun consigliere comunale attualmente in carica potrebbe occupare uno di questi ruoli, ai sensi del decreto legislativo 39/2013, che disciplina l’inconferibilità e incompatibilità degli incarichi in enti pubblici. Se si vuole andare avanti fino al 2018 ad Aliberti non resta che ricompattare la sua squadra, quella uscita dalle urne nel 2013. Le new entry Quartucci e Raviotta sembrano destinate a restare all’opposizione. O meglio, all’opposizione dell’opposizione. Ma non in maggioranza.




Giffoni V.P.. Elezioni. La carica di Giuliano

L’ex vice di Russomando correrà alle prossime amministrative come candidato sindac

Ambiente, no a nuovi inceneritori, agricoltura i temi portanti.  A giorni il via agli incontri nelle varie frazioni

«Nessun altro inceneritore Giffoni ha già dato! »

 

GIFFONI VALLE PIANA. Giornate intense nel centro dei picentini, in vista delle nuove elezioni comunali. Ed è già battaglia politica tra i papabili candidati sindaci alle prossime amministrative. Oltre al solito Ugo Carpinelli, in prima linea c’è Antonio Giuliano (nella foto), che ha maturato una lunga esperienza amministrativa essendo stato per nove anni vicesindaco, durante il sindaco di Paolo Russomando. E’ stato proprio Giuliano a capeggiare un movimento di rinnovamento in seno alla maggioranza del centrosinistra giffonese, determinando di fatto la caduta di Russomando.
Antonio Giuliano è ormai ufficiale: è candidato a sindaco?
«Candidato a sindaco lo hanno deciso i cittadini che nel 2011 mi hanno decretato oltre 1200 preferenze, record assoluto per il nostro Comune. Scelta fatta da centinaia di famiglie giffonesi che mi sono grate per la mia attività di amministratore e a cui va il mio profondo ringraziamento ed affetto».
Tra i temi che hanno decretato lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale vi è la mancata approvazione della proposta di uno screening ambientale a Giffoni Valle Piana. Qual è la proposta?
«Da tempo Giffoni e i Picentini stanno conoscendo la piaga delle malattie oncologiche, un mostro di cui conosciamo gli effetti ma di cui ignoriamo quasi completamente le cause. L’idea è di dar vita ad uno studio con l’ausilio della Università di Salerno e di professionisti che hanno già dato la loro disponibilità. Senza dimenticare i comuni limitrofi, molto interessati alla possibilità di poter arrivare alla soluzione di un problema che sta martoriando il nostro territorio. Voler bene alla gente e al territorio significa tutelare in primo luogo la salute».
Lei punterà, quindi, sull’ambiente…
«Quando si ama la propria terra non si può non partire dall’ambiente. Colgo l’occasione per ribadire alcune differenze che potrebbero emergere in questa prossima campagna elettorale. Io sono contrario ad ogni forma di incenerimento dei rifiuti. Incenerire vuol dire distruggere, figlia di una tecnologia vecchia e superata, vecchia come chi la propone. Sono contrario ad ogni altro impianto di trattamento dei rifiuti nel nostro Comune, Giffoni ha già dato! Seguendo altri esempi virtuosi si dovranno privilegiare gli impianti di trattamento, di cui uno in fase di ultimazione della frazione umida organica per la creazione di “compost” che sarà a disposizione degli agricoltori giffonesi».
Agricoltura: quali proposte ha in mente sotto questo aspetto?
«Non è concepibile pensare allo sviluppo di Giffoni solo attraverso il cemento. Veniamo dalla terra e da quella si deve ripartire. I dati della Coldiretti presentati all’Expo di Milano parlano di un incremento del 35% dei giovani agricoltori. E’ a questi ragazzi e a queste ragazze che dobbiamo pensare, consapevoli che una terra coltivata crea ricchezza, lavoro, proteggendo i fondi agricoli dall’abbandono. Da amministratore ho lavorato affinché venisse realizzato sul territorio un impianto per la trasformazione della nostra nocciola con un’importante ricaduta occupazionale, dando risposte importanti agli agricoltori come la valorizzazione del prodotto e il conseguente incremento della produttività».
Manca ancora un programma definitivo.
«Da troppo tempo siamo abituati ad una politica che parte dall’alto e ci cala idee e programmi, lasciandoci solo scegliere se essere favorevoli o contrari, senza avere mai voci in capitolo. La mia idea e quella della mia coalizione ribalterà questo schema. Lanceremo infatti iniziative nei territori, nelle frazioni, con l’ausilio delle varie associazioni ed organizzazioni. Ascolteremo tutte le proposte, le raccoglieremo e le faremo nostre. Saranno i Giffonesi a scrivere insieme a noi il programma con un’azione che durerà anche oltre la campagna elettorale. Noi tra la gente di Giffoni ci siamo sempre stati e continueremo a farlo».
Una campagna elettorale che si appresta a partire dunque.
«Nei prossimi giorni presenteremo il crono-programma degli incontri nelle frazioni di Giffoni e, dopo le varie riunioni stabilite, presenteremo la nostra compagine in un’assemblea che si terrà nella sede elettorale in piazza Umberto I nel mese di novembre».