Sita: ennesimo aut aut di Vinella

di Marta Naddei

O pagate quanto ci dovete e secondo quanto accordato o ce ne andiamo. La risposta di Giuseppe Francesco Vinella, amministratore delegato di Sita sud, alla lettera a lui indirizzata dall’assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella non si è lasciata attendere. Una missiva con cui l’ad dell’azienda di trasporto altro non fa che ribadire la propria posizione, senza fare un passo indietro e riproponendo l’aut aut alla Regione Campania: dateci quello che ci spetta, rivediamo i contratti attuali e resteremo ritirando la procedura di licenziamento per l’intero personale. Un punto – quest’ultimo – che per Sita rappresenta il compimento di un iter, mentre per palazzo Santa Lucia dovrebbe invece essere il presupposto dell’iter stesso. Ma Vinella è molto chiaro nella sua lettera: il permanere sul territorio campano, a queste condizioni – da 15 mesi Sita non vede le compensazioni per l’effettuazione degli obblighi di servizio e si è ritrovata con corrispettivi diminuiti alla luce del mancato versamento, da parte delle Province di Salerno, Napoli e Avellino, delle rispettive aliquote Iva e la richiesta, da parte dell’amministrazione provinciale di Salerno di note di credito. Un insieme di fattori che ha causato un buco di bilancio di circa 5 milioni di euro nel 2013 – dopo il rosso già registrato nell’anno precedente – e che rischia di compromettere anche le equilibrate gestioni di Sita in Basilicata ed in Puglia. Condizioni che – sottolinea Vinella – ha indotto l’azienda a «considerare conclusa, in assenza di immediato recupero delle condizioni finanziarie sostenibili, la pur lunghissima esperienza di trasporto nella regione Campania. Tale iniziativa rappresenta null’altro che il necessario atto formale che precede la cessazione dell’attività imprenditoriale nella regione Campania e in nessun modo può essere interpretato come atto di destabilizzazione, atteso che i lunghi tempi della procedura lasciano in ogni caso ampio margine di intervento». Un aut aut cui fa comunque seguito un auspicio da parte dell’ad di Sita, ovvero che la Regione ponga in essere tutto ciò che le è possibile affinché questo “matrimonio” non finisca così.




Metro Salerno: Caldoro, a breve incontro con Governo

”A breve ci sara’ un incontro con il Governo”. Lo ha detto Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, in merito alla metropolitana di Salerno, attualmente ferma. ”Il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro e’ stato gia’ avvisato – ha affermato – conosce gia’ la situazione e chiederemo al Governo di rispettare gli impegni sottoscritti o comunque trovare una soluzione”. ”Non so se saremo in grado di risolvere i problemi, ma l’impegno c’e’ – ha concluso – l’assessore regionale ai Trasporti, Sergio Vetrella, ha lavorato per questo”.




Vetrella: «La salveremo» Si tratta con Trenitalia

di Andrea Pellegrino

«Caldoro diffidi pure il Comune di Salerno ma non può sottrarsi, lui che è la massima carica istituzionale campana». Parola di Antonio Bassolino che ieri durante la presentazione del suo libro a Napoli ha speso qualche parola sul metrò di Salerno. «Tanti sacrifici e tanti soldi spesi, è un peccato chiuderlo – dice l’ex Governatore – La mobilità è un diritto. Caldoro deve riunire intorno ad un tavolo tutte le istituzioni preposte affinché il metrò possa riaprire». E ieri pomeriggio l’assessore Vetrella avrebbe fatto intuire che qualcosa si sta muovendo. I contatti con Trenitalia sarebbero stati avviati, così come con il Ministero alle Infrastrutture e Trasporti, l’ente che in questo momento – secondo quanto stabilito da un accordo di programma siglato da Regione, Mit e Comune di Salerno il 6 giugno 2013 – deve metterci i soldi per far funzionare la metropolitana. Durante un confronto a tre, tra Vetrella – Cascone e Cuozzo, ieri in diretta su Telecolore, l’assessore regionale ai trasporti ha annunciato che la giunta regionale sta lavorando a soluzioni alternative ma che queste restano al momento riservate, al fine di non rovinare i piani di Palazzo Santa Lucia. Parole precise anche sul contratto di servizio con Trenitalia con l’assessore regionale che ha detto di non aver ricevuto alcuna proposta dettagliata sulla metro di Salerno. Quanto ai passeggeri, Vetrella avrebbe precisato: «Saranno 4000 al giorno al massimo. Anche se attendo di conoscere dati e flussi dei passeggeri da Trenitalia. Questo ci consentirà anche di ottimizzare il servizio». D’altronde i costi sono elevatissimi e la strada ferrata è sostanzialmente limitata. Cinque km e poco più di metropolitana a fronte di spese difficili da sostenere. «S’immagini – dice Vetrella – che per un utente che paga un euro il biglietto, la comunità ne deve cacciare molto di più». Insomma, conclude Vetrella: «Sarà verrà completata l’infrastruttura, con i collegamenti verso nord e sud e l’università, allora incrementeremo il numero dei passeggeri e sarà vera metropolitana». Toni accesi con l’assessore comunale ai trasporti Luca Cascone che – faldoni alla mano – ha mostrato all’assessore Vetrella la corrispondenza degli ultimi e gli atti prodotti dal Comune di Salerno. Compresi quelli che ora accompagneranno la risposta alla diffida che è arrivata martedì dalla Regione al Comune di Salerno e al Mit. «Ci chiedono la riprogrammazione dei servizi di trasporto su gomma – dice Cascone – una cosa che abbiamo già fatto e trasmesso, solo che è vincolata all’effettivo funzionamento della metropolitana di Salerno». Ed ancora, in merito all’ipotesi, paventata da Vetrella, di una riduzione del numero delle corse quando scarsamente frequentate, dice: «Non vorremmo – che quando pagavamo noi, le corse erano 58 ed ora che dovrà pagare, eventualmente, la Regione Campania, diventeranno 40 o ancor peggio 20».




Trasporti, 2014 da incubo: 10 milioni di tagli

di Marta Naddei

Comunque vada il 2014 sarà devastante. Due le strade preparate dall’Acam per la rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico locale in Regione Campania e le conseguenze più gravi si avranno proprio sui servizi del territorio salernitano. In entrambi i casi gli effetti ci saranno e si faranno sentire sulle aziende, sui dipendenti e sui cittadini. Nel primo caso, con la “proiezione zero” si andrebbe incontro ad un taglio del 20% dei servizi; nel secondo caso, con la “proiezione uno” il taglio sarebbe di “solo” il 10%. Il prossimo 26 ottobre, l’Agenzia campana per la mobilità presieduta da Sergio Vetrella (assessore regionale ai trasporti) presenterà il proprio piano di rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico locale. Che la strada da intraprendere sia la “proiezione zero” o la “proiezione uno” dipenderà tutto dagli enti concedenti, ossia dai Comuni e dalle Province e da quanto saranno disposti a erogare in termini di risorse. In ballo c’è sempre l’aliquota Iva, che risulterà determinante sotto questo aspetto. Ma andiamo per ordine. Per quanto riguarda quella che, con tutta probabilità, rappresenterà il volto definitivo della riprogrammazione dei servizi, ovvero la “proiezione zero”, le ripercussioni saranno le peggiori: 10 milioni di euro di risorse in meno e sei milioni di chilometri mancanti per i servizi della provincia di Salerno. Questo lo scenario che si presenterà nel caso in cui gli enti concedenti dovessero decidere di non pagare l’Iva sui chilometri di propria competenza. Per quanto concerne, invece, la “proiezione uno” il taglio del 10%, dunque con il versamento dell’aliquota Iva da parte di Comune e Provincia, si tramuterà sempre in sei milioni di chilometri in meno, ma in una riduzione di risorse di “soli” cinque milioni di euro. Ma che si tratti di “proiezione zero” o “proiezione uno”, il fatto è che la Regione Campania, seppur su disposizione governativa, sta per procedere a quella che da più parti viene indicata come la 964 bis, ovvero la famosa delibera regionale di fine 2010 a causa della quale il trasporto pubblico locale cominciò la sua discesa verso il baratro. Si preannuncia, dunque, battaglia contro il nuovo piano di rimodulazione studiato dai tecnici regionali che, in qualsiasi formula sarà applicato, distruggerà quel che resta dei trasporti pubblici a Salerno.




Metro, nel 2014 il servizio lo paga Caldoro. Cstp via da Unico Campania

Potrebbe essere esaudito ad inizio 2014 il sogno di Vincenzo De Luca di vedere il costo della gestione della metropolitana di Salerno sostenuto, almeno in parte, dalle casse della Regione Campania. Fino ad allora sarà la Salerno Mobilità, con costi a carico del Comune di Salerno, a gestire la messa in esercizio del servizio. Il tutto passa per l’inserimento della metropolitana di Salerno all’interno del circuito del ferro regionale che gli esponenti regionali si sono impegnati ad assicurare proprio con l’inizio del nuovo anno. Questo è, in buona sostanza, quanto emerso dall’incontro tenutosi ieri a Roma presso la sede del Ministero alle Infrastrutture e Trasporti, e a cui hanno partecipato sia il Comune di Salerno che la Regione Campania. Il nodo da sciogliere è solo uno: dove palazzo Santa Lucia reperirà i soldi per coprire i costi della messa in esercizio. Stando alla luce del piano di riprogrammazione dei servizi e a quanto affermato dall’assessore regionale Sergio Vetrella nel giorno del viaggio dimostrativo di lunedì, da qualche parte, questi soldi, dovranno pur venir fuori. E a quanto pare la “vittima” designata sarà il trasporto pubblico locale su gomma che, a quanto pare, subirà un ingente taglio a livello chilometrico, cosa che comporterà anche un minor investimento di risorse regionali nei servizi di tpl su gomma. Al momento la strada tracciata dall’Acam, l’agenzia regionale della mobilità, presieduta dallo stesso Sergio Vetrella, sembra essere proprio quella che va a discapito delle tantissime aziende di trasporto pubblico del territorio salernitano, tra cui in primis il Cstp che, seppur con grande fatica, sta tentando di venir fuori dal pantano di debiti in cui è finito. Dal Comune giungono rassicurazioni in questo senso: si procederà comunque ad una rimodulazione delle corse in virtù dei collegamenti della metropolitana leggera. Intanto nella giornata di ieri, proprio il Cstp ha ufficializzato la fuoriuscita da UnicoCampania. Dal primo gennaio torna la bigliettazione in proprio.

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Nuova tagliola regionale sul trasporto pubblico: 20% di chilometri in meno

Il trasporto pubblico locale su gomma vicino al tracollo. Una 964 bis è alle porte: la 964 è la legge regionale del dicembre 2010 che ha segnato la più grave ferita inferta ai servizi di tpl della Campania e del salernitano in particolare. Ora, a distanza di tre anni, c’è un nuovo piano regionale di rimodulazione dei servizi alle porte e gli effetti si preannunciano già devastanti. Tutto nasce a giugno, mese in cui è stato emanato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale, di fatto, è stato richiesto a tutte le Regioni d’Italia di procedere con una riprogrammazione dei servizi di tpl. Quattro i mesi di tempo dati alle amministrazioni regionali per mettere a punto il proprio piano di ottimizzazione: quello della Campania è stato affidato all’Acam, Agenzia campana mobilità, il cui presidente è Sergio Vetrella, assessore ai trasporti di palazzo Santa Lucia. Il nuovo programma delle percorrenze dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo mese di novembre anche se è altamente probabile che sarà l’anno nuovo a portare con sé i tagli. Stando alle prime indiscrezioni, la riorganizzazione messa in piedi dall’agenzia regionale sarà una ecatombe per i servizi di trasporto pubblico salernitano: dagli attuali 26 milioni di chilometri extraurbani di percorrenza annui (inerenti all’intero comparto, dunque alla pubblica Cstp e alle ditte private) si scenderà drammaticamente a 21 milioni di chilometri. Ben il 20% di tagli, insomma. Una mannaia che disintegrerà completamente il tpl su gomma nel salernitano con notevoli conseguenze anche sui livelli occupazionali delle oltre 50 ditte che si occupano di trasporti nel nostro territorio. L’intervento di riduzione avverà anche per quel che concerne i chilometri urbani, dunque interesserà anche i servizi del Comune di Salerno, ma la misura dell’incidenza non è ancora chiara. Sta di fatto che anche in questo caso si tratterà di un bel po’ di chilometri che non esisteranno più. Nello specifico, per quanto attiene, il territorio della città di Salerno, il discorso va strettamente ad intrecciarsi con quello della Metropolitana. Dalla Regione sono sempre stati chiari: per trovare le risorse per il ferro, bisognerà prenderle da qualche altra parte. Pronti alle barricate, per evitare la morte del settore, i sindacati di categoria che chiamano a raccolta anche gli enti. «Siamo preoccupati – spiega il segretario della Filt Cgil Amedeo D’Alessio – verificheremo se effettivamente la riprogrammazione avrà questi effetti devastanti e ci regoleremo di conseguenza».

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Metro: affari d’oro per Salerno Mobilità. De Luca punta alla gestione

di Marta Naddei

La partita si giocherà tutta sulla gestione. L’avvio della Metropolitana di Salerno è legato a doppio filo al braccio di ferro tra Regione Campania e Comune di Salerno sulla questione della gestione del servizio. In parole povere, chi si occuperà dell’ancora linea ferroviaria leggera che attraverserà, si suppone per il momento, la città di Salerno dalla stazione centrale allo stadio Arechi.
Una partita che probabilmente farà slittare l’avvio vero e proprio del servizio, fissato dal sindaco Vincenzo De Luca per la prima settimana di novembre. Una scadenza su cui ha mostrato perplessità l’assessore regionale Vetrella che durante la sua visita a Salerno in occasione del viaggio dimostrativo ha ribadito candidamente che «trattandosi di un servizio, la legge prevede la messa a gara». La gestione del servizio, poi, non è proprio cosa di poco conto, dal momento che richiede un impegno di spesa di una somma tra i due ed i quattro milioni di euro l’anno.
Ed ecco che a poco più di un mese dal presunto via al servizio torna in auge la questione della sua gestione. In principio fu Ntv, la Nuovo trasporto viaggiatori, capeggiata dal presidente Luca Cordero di Montezemolo, e la cui alta velocità, con i treni Italo, già viaggia sui binari salernitani. Questo, da sempre, l’interlocutore esterno privilegiato dall’amministrazione comunale di Salerno. Ma il sogno del sindaco, nemmeno tanto “nel cassetto” è sempre stato quello di una gestione “in proprio” del servizio della Metro, ma con la copertura dei costi a carico della Regione Campania.
In direzione di questo sogno si pone anche la delibera di Giunta comunale dello scorso 6 settembre, la numero 313, ed una delle poche che può vantare la presenza del primo cittadino in seduta. Un atto con il quale, l’esecutivo cittadino ha deciso di affidare in via temporanea (il primo trimestre sperimentale), al costo di 141 mila euro, i servizi di guardiania, custodia, videosorveglianza, apertura, chiusura e pulizia delle stazioni intermedie, alla sua partecipata Salerno Mobilità. Potrebbe essere questa delibera a fare da apripista al progetto del sindaco Vincenzo De Luca: la consegna nelle mani della municipalizzata della mobilità della gestione dell’intero servizio metropolitano. Insomma, una sorta di tutto in famiglia. Ma di mezzo c’è Vetrella, c’è la Regione Campania, c’è una gara ad evidenza pubblica che richiede tempi e modi di svolgimento, e c’è anche chi lancia l’ipotesi di darlo in gestione al Cstp. Poi, una terza, ma difficile, via: quella di una società nuova di zecca che inglobi in sé i servizi su ferro e quelli su gomma.