Luca Cascone: «Le priorità: trasporti ed aeroporto di Salerno»

di Adriano Rescigno

Prima della direzione regionale di oggi pomeriggio a fare il punto della situazione su quanto c’è ancora da fare e quanto è stato fatto, c’è il consigliere regionale Luca Cascone, che un pò a tutto tondo traccia la linea. Il perchè del continuare con Vincenzo De Luca alla presidenza della regione è scontanto dunque per il consigliere, che: «Mi sembra scontato che si continui con De Luca alla luce dei tanti risultati raggiunti, il primo tra tutti quello della sanità con la fuoriuscita dal commissariamento», e se gli si chiede dell’allenaza con il Movimento 5 Stelle: «Siamo aperti a chiunque vuole continuare i progetti avviati dal presidente De Luca. Partiamo da due assunti: c’è un programma e c’è un presidente, chi abbraccia questi due dati è il benvenuto, e non parlo solo del Movimento 5 Stelle, ma anche di tutte quelle forze moderate che vogliono avvicinarsi». Ancora tanto da lavorare dunque per la regiona Campania e quindi per una continuità di governo: «C’è ancora tanto da fare, prima tra tutti rendere efficiente il sistema dei trasporti su scala regionale, e poi per quanto riguarda la provincia di Salerno ancor più da vicino, c’è da chiudere la questione dell’aeroporto Salerno – Costa d’Amalfi». Non si spaventa dell’agone elettorale dunque Cascone che non teme il centrodestra in qualunque sua declinazione di proposte come candidato: «Abbiamo fatto tanto e continueremo a lavorare per la regione, non mi spaventa nè Caldoro, nè Sangiuliano».




Alfonso Andria: «La politica è evoluzione, alleanza con M5S è un dato strutturale»

di Adriano Rescigno

Questo pomeriggio alle 17.00 a Napoli la direzione regionale del Partito democratico. Tra i presenti, anche Alfonso Andria, ex presidente della provincia di Salerno che della direzione regionale è vicepresidente. Tanti i temi sul tavolo della direzione, due tra tutti: la riconferma del candidato alla presidenza della regionale e l’alleanza tra il Partito democratico ed il Movimento 5 Stelle. Su questi due temi, senza svelare il discorso di oggi pomeriggio, Alfonso Andria ha condiviso con noi il suo pensiero.

Si continuerà dunque con Vincenzo De Luca alla presidenza della regione?

«Mi sembra un dato evidente, anche alla luce dei risultati conseguiti in questi cinque anni».

E dunque nell’agone elettorale sarà anche lei presente tra le fila dei candidati?

«Non ci penso nemmeno – ride – mi limiterò a sostenere, come sempre fatto, il presidente uscente De Luca, anche in altre province diverse da Salerno, e voterò Partito democratico quindi il candidato del partito, non quello delle liste civiche in supporto. In sintesi, voterò Pd».

L’alleanza tra il Partito democratico ed il Movimento 5 Stelle sembra lontana…

«L’alleanza con il movimento pentastellato a me sembra invece un dato strutturale, piaccia o no. Basta guardare a Roma, sono l’alleanza di governo e nelle realtà periferiche, e mica tanto periferiche visto che la Campania è la prima regione del Meridione d’Italia, bisogna riprodurre questo schema, guai a non riprodurlo».

Nell’ipotesi in cui il Movimento dica “no” a De Luca a prescindere?

«Non so se questo avverrà. La politica è evoluzione. Perchè dovrebbero dire di no? Perchè sono all’opposizione? Anche nella formazione del governo Conte bis, il Pd era all’opposizione del Movimento, eppure sono al governo insieme oggi. Anch De Luca, infine potrebbe dire no al Movimento visto che attualmente è l’opposizione. La politica ripeto, è evoluzione».

Sangiuliano o Caldoro, qual è l’avversario peggiore da affrontare?

«Io non credo che Sangiuliano abbia intenzione di candidarsi. Credo piuttosto che il centrodestra abbia già scelto il suo candidato che per me è Stefano Caldoro, altro non posso dire perchè non mi occupo delle vicende del centrodestra».




«E’ la guerra più difficile della mia vita, sento il dovere di difendere la mia terra»

Adriano Rescigno

«Sono felice di abbracciare tutti gli amici che hanno condiviso questa campagna elettorale entusiasmante. Mi ha procurato – e sono certo che continuerà a procurarmi – grandi emozioni». L’incipit del discorso di Lello Ciccone ieri sera presso l’hotel Ariston di Paestum dove si è conclusa la sua campagna elettorale. Un momento emozionante per il candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Battipaglia-Piana del Sele con Forza Italia. «Lello sarà la persona a cui potremo assegnare le nostre attese, un professionista, un grande uomo del fare, e noi suoi amici mai “utilizzati” per la sua carriera politica, siamo orgogliosi di sostenerlo in questa ascesa che merita», e tra testimonianze di affetto e vicinanza, di giovani ed anziani, affidamenti all’Altissimo per la buona riuscita dell’avventura elettorale che si concluderà domani notte, questo è il coro unanime dei tanti che si sono susseguiti ai microfoni prima che il candidato prendesse parola facendo splendere la luna sulla vallata. «Grazie a te – dice Federica una dei tanti giovani intervenuti – ritorno a vedere la politica come una speranza; Lello mantiene senza promettere». Lacrime per Ciccone mentre Costabile Spinelli, candidato al Senato porge la sua testimonianza. «Un mese intenso, una bella esperienza, abbiamo dato e ricevuto un messaggio stupendo: quello di ascoltare. Il primato della politica ed il primato che la politica deve riconquistare, riavvicinarsi alle persone, ai territori. Dobbiamo ridare la speranza ai giovani, che non devono aspettare i 18 anni per ricevere un bonus ma dar loro la concretezza di uno sbocco lavorativo. Lello ci ha arricchito di esperienza e valori, la sua forza che è diventata la nostra forza, nel bene dell’Italia, per uno scatto d’orgoglio di un territorio che ha subito un napolicentrismo e subisce un salerno- centrismo. Non avrei immaginato di concorrere per il Senato, ho iniziato dal Consiglio comunale, attaccando i manifesti, adesso ho l’opportunità di rappresentare le istanze di tutto il mio territorio; non lasciatevi andare alla rabbia, veicoliamo le forze per una Italia migliore». Un plebiscito, musica da gladiatore nell’arena e lui che esordisce: «Siete straordinari». Dopo Spinelli, prende Ciccone la parola ma prima si commuove, per la terza volta. «Vedere tanti amici, nella guerra più importante della mia vita è un orgoglio. Prima della politica, del lavoro, del successo, ci sono le persone, ci sono le persone e le emozioni che solo loro sanno dare, e per questo vi dico grazie». «A prescindere da cosa facciamo nella nostra vita, abbiamo il dovere di proteggere ed esaltare la nostra terra. Portiamo tutti, sulle nostre spalle i nostri sogni ed è arrivato il momento di difenderli, è arrivato il momento che la politica dia le risposte alle domande che le persone pongono e meritano». E poi le storie di tanti conosciuti nel mese di campagna elettorale concludendo con: «Questi sono i drammi della sinistra ha creato. Vi vedo in mille questa sera, dobbiamo moltiplicarci, è l’Italia che ve lo chiede, non Lello, non è una battaglia, è una guerra e dobbiamo stare attenti. Non possiamo non presentarci tutti, domenica è un appuntamento con la storia, altrimenti ci schiantiamo su una sinistra finita e su faccendieri senza arte e ne parte votati per protesta».




Oggi Berlusconi a Napoli Caffè e pizza con i candidati

L’ultimo colpo di teatro del Cavaliere ci sarà stamattina quando sbarcherà, o meglio atterrerà a Napoli. Dopo una campagna elettorale passata in giro tra uno studio televisivo e l’altro, Silvio Berlusconi oggi si godrà la pizza e i dolci partenopei, prima dell’apertura delle urne e dopo aver chiuso l’accordo su Tajani premier. Ufficialmente sarà a Napoli per una passeggiata con la compagna Francesca Pascale e l’europarlamentare Lucia Ronzulli. Secondo l’agenda: alle 11,30 sosta caffè in piazza dei Martiri, poi pranzo sul lungomare. Inizialmente era previsto un pranzo con i candidati, poi annullato con tanto di chiarimento: «Sarà una visita strettamente privata». Passeggiata nel centro storico e rientro intorno alle 18. Dopo la notizia della presenza di Berlusconi a Napoli, a dire la sua anche il sindaco Luigi de Magistris che annuncia di aver deciso per chi votare. «Non mi sono mai astenuto – afferma l’ex pm – è stata una brutta campagna elettorale ma non mi tiro indietro. Ho scelto, anche convintamente, per chi votare, ma non lo dico perché non faccio campagna elettorale e non ho trascinato la città di Napoli in questa competizione». In un’intervista all’agenzia Dire, l’ex pm ricorda di aver espresso «simpatie convinte durante la campagna elettorale (si riferisce a Potere al Popolo, ndr)». «Al di là del voto – spiega il primo cittadino -, io credo che vada espressa sempre gratitudine per dei giovani che decidono di impegnarsi in politica. Quest’esperienza napoletana mi ha insegnato che c’è tanta voglia di politica nei territori e nei giovani, che c’è grande indignazione quando c’è corruttela e un sistema marcio, quando emergono immagini come quelle documentate da Fanpage. Poi, quando i giovani si indignano e decidono non solo di protestare ma di pro- vare a entrare nelle istituzioni, questo è ossigeno democratico. Al di là di chi entrerà in parlamento – conclude de Magistris -, Napoli, e lo voglio dire con orgoglio, oggi rappresenta forse la punta più avanzata di un modo diverso di fare politica coniugando rivoluzione e affidabilità di governo». Poi l’annuncio: «Dopo il 4 marzo, non solo qui in Campania ma in Italia, è il congresso del nostro movimento, demA, Democrazia e Autonomia, che si svolgerà a fine maggio. E’ il nostro primo congresso, dobbiamo guardare all’Italia e all’Europa e vedere se siamo maturi per altre sfide. In quell’occasione credo che lanceremo la campagna elettorale per le europee del 2019 che comincia da giugno».




Ultimo appuntamento di Volpe: «La buona politica in Parlamento»

Erika Noschese

Mimmo Volpe, il candidato del collegio uninominale di Battipaglia per la Camera dei Deputati ha chiuso la sua campagna elettorale a Bellizzi. In piazza Europa ha incontrato gli elettori dopo l’incontro tenutosi nella giornata di ieri a Battipaglia. Volpe sembra continuare ad ottenere consensi ma dalla mezzanotte è scattato il silenzio elettorale: quel che è fatto è fatto, silenzio fino a domenica quando i cittadini si recheranno alle urne per eleggere il nuovo Parlamento.«Come diceva Cuomo, io sono testardo. Insisto per portare la politica nelle piazze per ritrovare il calore umano. Per questo, ho voluto chiudere nella mia città: qui ritrovo i miei amici, i miei affetti», ha dichiarato Volpe prima di “salutare” gli elettori, dichiarando ufficialmente concluso l’intenso mese di campagna elettorale, prima del voto del prossimo 4 marzo. Tanti i presenti per l’ultimo appuntamento elettorale del sindaco di Bellizzi, tra cui l’onorevole Antonio Cuomo presente in piazza per sostenere il primo cittadino di Bellizzi. «Sono pochi i comuni con una buona amministrazione, in provincia di Salerno e tra questi c’è sicuramente Bellizzi», ha dichiarato Cuomo, parlando di campagna elettorale difficile e anomala, invitando gli elettori a credere ancora nel governo di centro sinistra. «Io faccio politica da tanti anni e non mi è mai capitato di veder sfuggire i miei avversari davanti ad un confronto su ciò che si vuole fare per il territorio», ha aggiunto Volpe che non risparmia frecciatine ai suoi competitors. Volpe, nel pomeriggio di ieri ha fatto visita presso un’azienda della Piana del Sele dove ha incontrato i lavoratori. E poi l’attacco a Grillo: «Ha dato un’immagine distorta della politica, ha messo in moto un meccanismo di volgarità. Quella protesta rischia di mandare all’aria il lavoro fatto dal governo, come il reddito d’inclusione». «Cari compagni, la gente che sta qui ci vuole bene. Mostriamo al resto d’Italia che la buona politica può essere apprezzata. Noi abbiamo già vinto», ha detto infine il sindaco di Bellizzi. E poi un ultimo appello: girare ogni singola casa, invitare gli elettori indecisi e arrivare diritti fino al Parlamento. Una campagna elettorale, quella di Mimmo Volpe, che si è svolta nelle piazze, tra la gente, come suo solito fare, nonostante il freddo. Solo giovedì sera, dal palco di Battipaglia, Mimmo Volpe aveva parlato di un «un percorso che non dobbiamo interrompere ma migliorare, rendendo protagonista il nostro sud. Ma per farlo il voto deve essere pensato, ragionato. Va dato a chi può davvero rappresentarci. Votare per “mandare tutti a casa”, o riportare al governo chi aveva la- sciato la nazione sull’orlo del falli- mento economico, tanto da non poter pagare né pensioni né tredicesime ai dipendenti pubblici significa avviarci verso il caos».




«Gli avversari hanno paura di noi» Pienone per Piero De Luca

Antonio Iovino

Piero De Luca fa il pienone di consensi all’ultimo appuntamento elettorale prima del voto del 4 marzo. Alla Stazione Marittima, il candidato alle elezioni politiche tra le fila del Partito Democratico,nonchè primogenito del governatore della Regione Campania, chiude la propria campagna elettorale avvolto dalla stima dei suoi numerosi elettori e in presenza, tra gli altri, del numero uno di Palazzo Santa Lucia che tanto ha voluto la sua candida- tura, e del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli il quale si è detto ottimista e convinto del fatto che si sia arrivati alla testa delle persone. Dunque, per il primo cittadino, De Luca junior è davvero ad un passo dal Parlamento. De Luca ha definito la campagna elettorale lunga ed aspra ma nonostante ciò ha espresso la sua volontà nel non mollare fino all’ultimo secondo definendo la propria politica “del fare”, che sta accanto alle persone. Inoltre, quest’ultimo, ha ribadito la propria vicinanza e il proprio sostegno ai giovani, alle imprese, agli artigiani ed ai professionisti. Piero De Luca si è detto pronto ad assicurare ancora più diritti con una carta universale per i diritti alla famiglia, sottolineando anche la necessità di un forte impegno sul tema della violenza contro le donne, menzionando e ringraziando anche la presente Filomena Lamberti – sfigurata con l’acido dal marito – per far sì che episodi simili non avvengano più. Si è parlato anche della volontà di incrementare la presenza, su tutto il territorio salernitano, di nuovi strumenti di video sorveglianza e dei militari, così da garantire tutela e serenità a tutti i cittadini. De Luca ha rinnovato la sua vicinanza a tutte le persone non autosufficienti, esprimendo la voglia di mantenere l’eccellente rete di assistenza sociale presente a Salerno e nella provincia. È stato evidenziato il bisogno, inoltre, di investire sulle scuole, rendendole presidi di socialità e legalità vicine alle famiglie. Piero De Luca ha promesso il massimo impegno per terminare il trasferimento dei plessi giudiziari alla cittadella giudiziaria, per la realizzazione di un nuovo ospedale, per rilanciare l’aeroporto e la metropolitana, manifestando anche la volontà di trasferire alcune aule dell’Università a Salerno. Il candidato del Partito Democratico ha concluso assicurando la propria presenza e vicinanza ora e nei prossimi anni a tutti i cittadini, con tutta la forza e la determinazione possibile. «Hanno paura di quello che rappresenta Salerno e della vittoria che presenterà Salerno il 4 marzo. Questa è la verità, noi non ci siamo fermati e non abbiamo mollato un centimetro, lotteremo fino all’ultimo secondo utile. Abbiamo risposto a questa ondata di violenza come sappiamo fare noi. Abbiamo continuato a parlare, non contro qualcuno ma di qualcosa, di idee, programmi, progetti, crescita alla nostra Salerno e al nostro modello di cui siamo orgogliosi e che porteremo a Roma. Sto combattendo per difendere i valori di un intero territorio. Grazie alla tenacia del nostro Governatore Vincenzo De Luca noi siamo un’altra cosa», ha concluso Piero De Luca.




Impresentabile e invisibile: Cesaro il candidato che si nasconde a Salerno

Il candidato invisibile di Forza Italia si chiama Luigi Cesaro, meglio conosciuto come Giggino ‘a pulpetta Un impresentabile in piena regola che Di Maio non ha esitato a ricordarlo come l’autista di Cutolo. Né si hanno notizie di una sua replica a queste accuse. Fratelli in carcere e guai giudiziari per lui e il figlio, gli ultimi sono dell’anno passato, non proprio il massimo. La nuova legge elettorale lo ha catapultato tra iil napoletano e la provincia di Salerno, fino a dover rappresentare la nostra città. Da cui si è guardato bene dal farsi vedere e sentire non solo per le modalità della candidatura – il collegio era di Antonio Fasolino in quota Caldoro ma l’ex Governatore ha dimostrato di non avere forza , visibilità politica e qualcos’altro– ma ovviamente per la sua figura certamente poco chiara e ingombrante. E così Cesaro si nasconde, ieri sera in gran segreto era stata organizzata una cena-incontro al Mediterraneo, pare organizzata dal povero Gaetano Amatruda, e non si sa bene con chi. Poi tutto è saltato, ufficialmente per il maltempo ma pare che le adesioni all’incontro siano state così poche che si è preferito evitare polemiche, per la venuta di Cesaro e Salerno e una brutta figura in termini di presenze nel momento in cui Forza Italia sta facendo il massimo sforzo per il voto del 4 marzo. Del candidato invisibile e anche indagato non si hanno notizie né si sa della eventuale partecipazione all’iniziativa del primo marzo su cui sta lavorando il capolista all’uninominale Enzo Fasano e il suo staff.Questa intercettazione, agli atti dell’inchiesta della Procura di Napoli Nord che vede indagati padre e figlio per voto di scambio assieme ad altre 27 persone, è emblematica del sistema usato per ottenere voti; promesse di posti di lavoro, trasferimenti, promozioni. In questo caso si tratta dell’assunzione di un giovane alle Poste in cambio di 30 voti. Luigi De Biase, dirigente comunale di Marano, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul Pip (Piano di insediamento produttivo), ne parla con l’imprenditore Antonio Di Guida. De Biase : «Lui è assunto a tempo determinato nelle Poste, prese il posto del padre, però è part time, hai capito? Gli hanno promesso che gli avrebbero fatto fare full time». Di Guida : «Ci dobbiamo andare a parlare». De Biase : «Però ci dovremo andare quanto prima. Perché Biagio Iacolare (presidente dimissionario di Sma, coinvolto nell’inchiesta di Fan page e indagato dalla Procura di Napoli, e all’epoca candidato nell’Udc che appoggiava De Luca, ndr) gli ha promesso che gli faceva questa cosa… Io penso che Biagio Iacolare non può fare proprio niente, per cui gli ho detto stamattina… Flora, mi consenti di fare un passaggio? Se faccio un passaggio, però, te lo dico prima. Se io ti dico di votare una persona, la devi votare e basta. Basta che facessero questa cosa: ti diamo il numero della sezione… La fotografia e tutte cose… sono una trentina di voti».Secondo i carabinieri del Ros, cui è delegata l’indagine, De Biase manifesta l’intenzione di chiedere al giovane che aspira ad essere assunto alle Poste, le foto- grafie delle schede votate. Di Guida propone di sottoporre la questione ad Armando Cesaro. De Biase : «Se è possibile poi, casomai gli portiamo il ragazzo e diciamo se può prendere l’impegno. Se può prendere l’impegno è bene, se non lo può prendere…».




Maraio: «Il centro sinistra deve tornare alla guida del paese»

Marco Giannattasio

Quali sono le principali proposte e le aspirazioni della lista insieme e perche gli elettori dovrebbero votarla?
«Noi d’Insieme – ha dichiarato il consigliere regionale Enzo Maraio – siamo impegnati a fare lo sprint finale e a continuare sull’opera dell’entusiasmo che stiamo riscontrando in tutti i territori della provincia di Salerno con i nostri candidati che sono rappresentativi del territorio e che stanno intercettando tutto il malessere sociale che proviamo a tradurre in risposte concrete. Insieme ha una squadra importante, eterogenea di uomini e donne rappresentativi del territorio, capeggiata da Silvano De Luca e Mino Pignata della Camera e del Senato e qui a Salerno, questa mattina diventa centrale la figura di Veronica Mondany che è consigliere comunale, impegnata nel sociale e nello sport da sempre e questa iniziativa con il supporto degli altri due consiglieri comunali, vuole mettere al centro l’interesse che noi abbiamo per la donna e quello che noi andremo a fare per migliorare la situazione delle donne. Insieme in questa sfida, avendo la forza di Prodi, che è sceso in campo al nostro fianco, punta a superare la soglia di sbarramento del 3% e a dare un contributo rilevante affinché in centro-sinistra torni a capo del Paese, poiché merita anche se con alcune posizioni che vanno migliorate eterogeneo e plurale che possa puntare a un’opera di modernizzazione, un centro sinistra che rinnova il contratto degli statali, della sanità e dei dipendenti della scuola con un segnale di grande attenzione per la classe media che deve essere ancora potenziata e difesa nell’ultimo governo».

Quali come si rapporta insieme con questi presunti movimenti “pseudo-fascisti” che sembrano farsi strada tra l’elettorato?
«Quanto agli estremismi che tentato di tornare centrali nel dibattito politico, c’è bisogno di lavorare per mantenere la barra dritta sui diritti e non far prevalere le divisioni ma guardare avanti e portare il paese fuori dal rischio che l’estremismo torni centrale. Ci sono dei dichiarati post-fascisti che tornato in campo creando pericolo e disagio e che giocano strumentalizzando sui problemi e sulla disaffezione della persona. La risposta migliore che noi dobbiamo dare a questi estremisti è che devono superare quei ricordi storici per i quali la sinistra, quando è al governo, si rompe, si stacca e si divide».

Quali sono le critiche che Insieme rivolge a Liberi e Uguali di Pietro Grasso?
«L’operazione di LeU noi l’abbiamo contestata dal primo momento anche perché si indebolisce il centro-sinistra e quindi quell’azione e quell’argine contro ogni deriva populista e demagogica che è prevalente da destra e dai Cinque Stelle. Credo che Insieme nasce per essere ponte tra queste due aree e questa spaccatura ed ha un occhio rivolto a questa campagna elettorale ma soprattutto un impegno rivolto al fu- turo, dopo la campagna elettorale per unire queste forza e tenere un centro-sinistra saldamente unito. L’ispirazione che ci muove è olivista e quindi Prodi scende in campo perché la nostra idea è di creare un centro- Sinistra eterogeneo e unito. LeU essendosi formato fuori da questo contesto e intendimento non può far parte di questa storia. Ci auguriamo che si possano rivedere le posizioni e L e U possa rientrare su questo percorso governativo che farà modernizzare il paese»




Insieme presenta Veronica Mondany

Marco Giannattasio

«Ieri (sabato per chi legge ndr) ricadeva l’anniversario della morte di Sandro Pertini, un grande presidente socialista che richiama alla mente tutti i valori e le lotte fatte per la democrazia in Italia e per difendere i valori costituzionali. C’è una lotta dove estremismi che provano a diventare centrali e l’ultima settimana della lotta elettorale ci vede impegnati a far capire alle persone che il voto oggi è determinante per non far arretrare il paese ma per farlo andare avanti e modernizzarlo, sulla logica della difesa dei diritti, della libertà e dell’uguaglianza. Noi d’Insieme siamo impegnati a fare lo sprint finale e a continuare sull’opera dell’entusiasmo che stiamo riscontrando in tutti i territori della provincia di Salerno con i nostri candidati che sono rappresentativi del territorio e che stanno intercettando tutto il malessere sociale che proviamo a tradurre in risposte concrete». Lo ha dichiarato il consigliere regionale Enzo Maraio, nonché segretario del Partito Socia- lista per la coalizione Insieme. Nella mattinata di ieri, al Caffe Moka di Salerno si è tenuto il comizio della lista Insime, per la presentazione di Veronica Mondany, la candidata per la Camera dei Deputati al collegio plurinominale di Salerno. Erano presenti all’incontro, il consigliere regionale Enzo Maraio, Paolo Ottobrino e Massimo Natella, membri del gruppo consiliare, e pochi altri membri vicini alla formazione. «Siamo a una settimana dal voto, questo progetto sta crescendo molto. Abbiamo registrato una svolta da quando c’è stata l’entrata in scena di Prodi che sostiene questo progetto che dà corpo a questa nuova esperienza. Noi siamo convinti che da Salerno può partire e può essere offerto a questa coalizione un buon risultato. Noi, da Salerno, lanciamo un messaggio a tutti, all’intera provincia perché Insieme a Salerno è attrazione socialista. Siamo qui perché il nostro gruppo consiliare che è sempre stato compatto sui temi, ha lavorato nel consiglio comunale per il bene della città, con compattezza ed idee chiare, per sostenere la candidatura di Veronica Mondany, una ragazza combattiva, anche in questa campagna elettorale ha messo in campo dei bellissimi temi perché questo è lo spirito del gruppo che noi abbiamo. Dobbiamo fare uno sforzo per approfondire il nostro progetto e capire che a Salerno c’è un’associazione del partito socialista che è una giusta organizzazione per poter governare il paese ma soprattutto per poter crescere anche in provincia di Salerno e in regione», ha dichiarato Massimiliano Natella. «La nostra coalizione insiste su un messaggio di unità del centro sinistra, poiché ci sono reali possibilità per questo di migliorare il Paese. Come è sancito nel mio programma elettorale, continuerò ad operare per portare avanti la mia battaglia contro la violenza sulle donne, che rimane un problema concreto ed attuale. Mi impegnerò perché vengano concessi assistenza morale, oltre che legale, alle vittime di abusi; cooperando con i centri assistenza del territorio e istituendo vere e proprie case rifugio per le donne che subiscono violenza domestica. E’ necessario dare alle donne una reale possibilità per tagliare i conti con il passato e continuare a vivere serenamente», ha dichiarato la Mondany al termine dell’incontro. Per Insieme si tratta degli ultimi appuntamenti elettorali prima del 4 marzo.




Pittella: «A Salerno occorre puntare sul porto e sulla Zes»

Gianni Pittella, attuale presidente dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo, vent’anni spesi in Europa, dove ha ricoperto anche il ruolo di primo vice presidente dell’aula di Strasburgo, ritorna in Italia ed è capolista nel collegio plurinominale al Senato “Campania 3”, che include Salerno e tutta la provincia.

Pittella, lei è lucano e si candida nel Salernitano. Perché?
«Sono candidato anche nell’uninominale in Basilicata, ma ci tengo a essere considerato anche un parlamentare di questa Regione e del Salernitano, in particolare. La Lucania è interconnessa con questa provincia, anche a livello logistico: il potentino è servito dall’aeroporto di Pontecagnano, condividiamo la grande eredità magnogreca. Infine, mi legano a questa terra affetti, ricordi e impegno politico. Ho studiato e sono diventato medico in Campania. Riparte l’Italia se riparte il Mezzogiorno. E il Mezzogiorno ha bisogno della Campania più forte».

Quali le priorità per Salerno e la sua provincia?
«Per Salerno, dobbiamo puntare sempre di più sul porto e sulla Zes – Zona Economica Speciale, da attivare in tutta l’area retroportuale. C’è un settore manifatturiero di pregio che va messo in connessione con il resto della Regione, dell’Italia e del Mediterraneo, scommettendo sui corridoi Ten-T, le reti di trasporto trans-europee, finanziate da Bruxelles, e sulle “autostrade del mare”, in primis. Occorre lavorare per l’allargamento dell’imboccatura portuale, per l’approfondimento dei fondali e il prolungamento dei moli Manfredi e Trapezio. I trasporti sono la priorità, penso alle strade – quelle Anas e provinciali, non solo le grandi arterie -. così come, oltre all’alta velocità, serve sempre più alta capacità per i cargo. L’aeroporto di Pontecagnano è strategico. Per ogni progetto, la mia esperienza nei fondi strutturali potrà essere fondamentale, non solo per spendere, ma per spendere bene. Poi, dobbiamo puntare sempre di più su cultura, ricerca e sviluppo: penso all’eccellenza dei poli universitari salernitani, alla sinergia da costruire fra i campus e le imprese, al rafforzamento delle telecomunicazioni e della banda larga. Cultura, il vero volano di questo territorio: Salerno, sempre più città di turismo, e una provincia ricchissima di storia che, fra i comuni della Costiera Amalfitana e quelli del Vallo di Diano, è primatista in Italia per numero di città che rientrano nel circuito “patrimonio mondiale Unesco”. Senza dimenticare l’importanza di un settore agroindustriale fondamentale. Dobbiamo esportare in tutto il mondo le leccornie della dieta mediterranea cilentana, le prelibatezze della Costiera, “l’oro bianco” dei caseifici della Piana del Sele».

Perché lascia l’Europa? Ci sono polemiche sul cambio di poltrona.

«Non concepisco la politica come poltronificio, ma come servizio. Faccio politico, da quand’ero ragazzo, per impegno verso la comunità e, posso garantirle, che lavoro 365 giorni l’anno h 24. Sud nel cuore e tanta, tanta passione civile. Non accetto che si pensi che “abbandono” l’Europa. Dopo vent’anni a Bruxelles, la mia battaglia per il Sud la devo combattere qui. Il Mezzogiorno ha bisogno di Europa e l’Europa del Mezzogiorno. In questi anni, ho fatto tanto per il Sud, da Strasburgo. Ora voglio mettere a disposizione del mio Mezzogiorno questo patrimonio di competenze e conoscenze».

La gente è arrabbiata e c’è il rischio astensionismo.

«La gente è arrabbiata, perché c’è un problema di equità e redistribuzione inevaso. Ma sarebbe ingiusto sostenere che tutto va male, anzi. In questi ultimi anni, Basilicata e Campania sono cresciute più di tutti, a riprova del fatto che cambiare passo si può. Grazie al Masterplan per il Mezzogiorno e “Resto al Sud” dei governi Renzi e Gentiloni, al Piano Juncker che abbiamo approvato in Europa, la nar- razione di questa terra è cambiata. Non più solo problemi, ma crescita e sviluppo. Ovviamente, non dobbiamo tirare i remi in barca, ma dobbiamo fare ancora di più, perché la lotta contro la povertà e la sofferenza ci devono vedere schierati ventre a terra».

Cosa pensa degli avversari?

«Lasciare il Sud nelle mani degli sfascisti, delle destre e dei populisti sarebbe pericolosissimo. Con che coraggio Forza Italia chiede un voto che viene redistribuito anche alla Lega, che odia il Sud? Quando l’economia Campania corre grazie all’export, come si può pensare che l’autarchia del M5s possa essere la soluzione? Per questo, occorre proseguire sulla strada giusta. Ho sempre basato la mia politica sull’ascolto di tutti e non solo in campagna elettorale. Sono abituato a portare fatti, non chiacchiere e voglio mettere a disposizione di tutti i miei contatti e la mia esperienza».