Urgono rinforzi, adesso o mai più

di Enzo Sica

VERONA. Solo tanta buona volontà, encomiabile in alcuni momenti della gara, ma il Bentegodi di Verona resta ancora tabù per la Salernitana. Il ritorno dopo oltre cinque anni nello stadio scaligero non ha portato ancora una volta fortuna ad una squadra granata che solo nel secondo tempo, con un palo colpito da Ronaldo e altre due buone occasioni sprecate (una clamorosa da Della Rocca) poteva rimettersi in carreggiata. Ma non è andata così ed i gialloblu hanno potuto festeggiare il primo posto solitario in classifica chiudendo con lo stesso risultato della gara play off promozione di quell’ormai lontano 18 giugno del 2011. Un 2 a 0 con i sigilli di Pazzini e Luppi, reti realizzate nel primo e poi nel secondo tempo. Resta ancora la maledizione di lasciare punti importanti nello stadio degli odiati rivali veronesi. Ma certamente l’approccio alla gara contro il Verona non è stato dei migliori. Forse anche quel minimo di sudditanza psicologica che i granata hanno patito dall’inizio e forse anche qualche cambio, alla fine, che poteva essere effettuato da Alberto Bollini anche prima proprio per cercare di trovare quel gol importante che poteva, magari, cambiare l’andamento della gara. Bisogna anche ricordare che di fronte i granata avevano il Verona, squadra tetragona che ha lasciato davvero poco agli avversari salernitani. Eppure il primo gol è arrivato su un bel cross di Pisano e una incornata di testa di quel grande calciatore che è Pazzini. Poi è chiaro che i veronesi hanno potuto giocare gestendo la gara come volevano e concedendo pochissimo spazio alla Salernitana. Perché se tu concedi ad avversari importanti come la capolista quelle due, tre occasioni da reti puntualmente, poi, puoi essere punito. Come è accaduto ieri senza dare la croce addosso a nessun difensore. Ma quello che vien fuori dalla quarta sconfitta dell’era Bollini, un allenatore che finora non ha mai pareggiato da quando guida i granata (solo tre vittorie) è soprattutto la consapevolezza che questa squadra camaleontica (il tecnico ha cambiato modulo soprattutto nella parte finale quando ha schierato ben quattro punte cercando di trovare un insperato pareggio) se la può giocare con tutte le altre compagini della cadetteria. Forse qualche appunto gli verrà mosso per non aver messo in campo subito Donnarumma, magari al posto di un Rosina impalpabile che non è stato il solito trascinatore. Ma va anche detto che l’ex Catania era reduce da un infortunio che ne hanno frenato la prestazione. Fermo restando, comunque, che le scelte del tecnico vanno rispettate perché è lui che vede i calciatori nel corso della settimana, agli allenamenti, va anche puntualizzato come questa finestra di calciomercato senza ombra di dubbio porterà a Salerno, in questi ultimi due giorni, qualche pedina importante. Lo ha fatto chiaramente capire anche Bollini al termine della gara contro il Verona puntualizzando come le altre squadre di B si stanno rinforzando. E’ la Salernitana? Non è certamente ferma al palo. Bollini ha parlato con la società ed avrà chiesto qualche calciatore che gli servirà. La palla passa ora al direttore Fabiani che ha preso già contatti con alcune società e in qualche reparto (soprattutto centrocampo e difesa) ci saranno deli arrivi. Come potrebbero esserci delle partenze visto che la rosa dovrà essere anche i parte sfoltita. Per ora si torna a casa senza punti, ancora lontani dalla zona play off, nel gruppone delle squadre di centroclassifica. Con la sofferenza e la rabbia dei circa 1000 tifosi che si sono recati a Verona che si aspettavano, magari, quel che avrebbe reso loro felici il lungo viaggio di ritorno. Non è stato così ma siamo convinti che con qualche ritocco in più la squadra granata ritroverà subito la strada maestra per risalire la china. Ed anche le belle parole del tecnico Pecchia a fine gara per questa Salernitana la dicono lunga suoi margini di miglioramento che i granata potranno avere nelle prossime partite di questo affascinante campionato di serie B.




Bollini: «Dobbiamo essere più cinici»

di Marco De Martino

VERONA. Alberto Bollini analizza con la solita pacatezza la sconfitta subita dalla Salernitana al Bentegodi. Un ko arrivato nonostante le buone occasioni collezionate dalla sua squadra soprattutto ad inizio della ripresa, poco prima del raddoppio di Luppi che ha chiuso i conti. Probabilmente la Salernitana avrebbe meritato almeno un punto: «Che la Salernitana meritasse qualcosa in più -afferma Bollini- l’hanno detto anche gli avversari. C’è però tanto rammarico perché sto lavorando nei dettagli e non possiamo sbagliare proprio in questo. In un campionato così equilibrato la cura dei dettagli fa la differenza. In avvio di gara siamo stati bravi a ripartire bene, come nell’occasione in cui Busellato ha crossato e Coda non è arrivato sul pallone per una questione di centimetri. Alla prima ripartenza del Verona -aggiunge il trainer- Pazzini ci ha puniti». Alla Salernitana è sembrato mancare quello spunto negli ultimi venti metri che invece l’Hellas, da capolista vera, ha capitalizzato al massimo: «Dobbiamo concretizzare di più -spiega Bollini- c’è amarezza per non averlo fatto a dovere perché avremmo visto un’altra partita. Sotto il profilo del gioco e della compattezza del gruppo siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo correggere ancora qualcosa sotto il profilo degli errori nella gestione delle diverse situazioni di gioco. Ad ogni modo -sottolinea Bollini- non abbiamo sfigurato giocando alla pari in casa della capolista». In molti hanno invocato l’ingresso di Donnarumma, arrivato soltanto dopo aver incassato il raddoppio scaligero. Bollini però non è d’accordo: «Con me Alfredo è sempre entrato o giocato titolare, non vedo alcun problema in questo. Io ho il dovere di gestire le risorse umane a mia disposizione, e lui andava gestito a livello fisico». Positiva invece la prestazione di Ronaldo, ormai tolto dal mercato e destinato a restare a Salerno fino a giugno: «Di Ronaldo sono contento, con me è sempre stato titolare». Inevitabile che il discorso cada sul mercato, giunto agli ultimi due giorni di apertura. Bollini però da buon aziendalista, glissa: «E’ due mesi che sono qua, sono l’ultimo arrivato, la società sa quali sono i problemi ed interverrà. Ne abbiamo parlato -conclude l’allenatore della Salernitana- ci mancherebbe altro». Fabio Pecchia, tecnico del Verona, è prodigo di complimenti per la Salernitana: «E’ stata una partita difficile contro una squadra di valore che ci ha fatto soffrire, per questo questi tre punti assumono ancora maggior valore. La Salernitana – continua Pecchia- ha vinto a Frosinone ha fatto soffrire il Bari e veniva da due vittorie di fila. E’ una squadra esperta, di qualità, di personalità ed ha le carte in regola per giocarsi un campionato di un certo valore». I granata hanno sfiorato il pari in avvio di ripresa: «Sul palo di Ronaldo -ammette Pecchia- siamo stati fortunati, ma faccio i complimenti ai miei che hanno tenuto botta nel momento più difficile. A Salerno ci sono pressioni così come a Verona. E’ chiaro che è un gran prestigio allenare l’Hellas, ma devo pensare a giocare e vincere una partita alla volta».




Salernitana, al Bentegodi è pronta la carica dei mille

di Marco De Martino

SALERNO. Saranno almeno un migliaio i sostenitori della Salernitana che seguiranno la squadra al Bentegodi domenica prossima. La sfida in trasferta all’Hellas Verona è attesa da oltre cinque anni ed i supporters granata non potevano parteciparvi in massa. Fino a ieri sera la prevendita ha fatto segnare numeri da record, con oltre ottocento tagliandi staccati e con la prospettiva che anche oggi e domani ci sarà la corsa alle ricevitorie. In più al Bentegodi i tifosi della Salernitana provenienti da Salerno riceveranno man forte da quelli provenienti da tutto il nord Italia. I clubs di Torino, Milano e Modena si sono già organizzati in tal senso, ma in Veneto arriveranno anche tanti residenti al settentrione con mezzi propri. Alla fine dovrebbero essere almeno un centinaio. Ingente, come era facile immaginare, il servizio di sicurezza predisposto dalle Forze dell’Ordine. Dunque oltre mille cuori granata accompagneranno la Salernitana nella trasferta più attesa ma anche più difficile della stagione. La capolista Verona, ferita dalla quarta sconfitta stagionale subita a Latina sabato scorso, farà di tutto per ricominciare a macinare punti. E così dovrà scendere in campo la migliore Salernitana per riuscire a strappare un risultato positivo. Ieri il gruppo di Bollini ha sostenuto una sgambata in famiglia all’Arechi contro la Primavera. Unico assente Odjer, ancora alle prese con il lento recupero dall’infortunio che lo tiene lontano dai campi di gioco dallo scorso ottobre. C’erano anche Della Rocca e Donnarumma, che sono abili ed arruolabili per domenica. Ma mentre il primo scenderà in campèo dal primo minuto, il secondo potrebbe inizialmente accomodarsi in panchina. Questo perché Bollini medita di tornare al modulo che gli dà le maggiori garanzie in trasferta. Quel 4-3-3 con cui è riuscito nell’impresa di espugnare il campo di un’altra big, il Frosinone. Al posto di Donnarumma scenderà in campo Rosina, pienamente recuperato dopo l’infortunio al ginocchio. Il fantasista, ex di turno, giocherà a destra nel tridente completato a sinistra da Improta ed al centro da Massimo Coda. Per il resto l’undici anti Hellas ricalcherà quello visto all’opera contro lo Spezia. Tra i pali ci sarà Gomis, davanti a lui Perico (che dovrà fare da elastico tra la fascia destra ed il centro della difesa), Bernardini, Tuia e Vitale. In mediana conferme anche per Ronaldo in cabina di regia, Busellato e Della Rocca nel ruolo di interni. Questa mattina la Salernitana si allenerà alle 10,30 al Volpe, a porte chiuse. Domani la rifinitura, poi la partenza alla volta del Veneto.