Scafati. Contenzioso Polo Scolastico, al via le perizie tecniche

Di Adriano Falanga

Nel mentre non è ancora chiaro se la commissione straordinaria abbia sottoscritto o meno in Regione Campania il nuovo accordo di programma per la nuova programmazione dei fondi europei, il contenzioso tra la Tyche e l’Ente va avanti. Stiamo parlando del Polo Scolastico, abbandonato dall’impresa di proprietà degli imprenditori scafatesi Vaiano dopo aver incassato il primo Sal di 750 mila euro. Motivo del contenzioso la mancata rimodulazione del quadro economico, dopo che dagli scavi sono emersi materiali di risulta da precedenti strutture esistenti. La magistratura è chiamata a stabilire chi delle due parti avrebbe dovuto farsi carico dei costi dello smaltimento, non preventivati in sede di progetto. Palazzo Mayer ha affidato il delicato incarico al noto legale Lorenzo Lentini. All’udienza dell’8 giugno il GU ha nominato Ctu l’ingegnere Alfonso Concilio e ieri pomeriggio presso la casa comunale hanno avuto inizio le prime operazioni peritali. La commissione straordinaria guidata dal prefetto Gerardina Basilicata, considerato che il personale dell’Ente in possesso della professionalità necessaria, risulta attualmente impegnato nell’attività di servizio e che, data la complessità dell’incarico, ha ritenuto opportuno procedere all’affidamento esterno dello stesso. Ad essere scelto è il professionista salernitano ingegnere Gaetano Caiafa, con alle spalle una comprovata esperienza di Ctu per il Tribunale di Salerno e di Nocera Inferiore. Al tecnico andranno quasi 2500 euro più le eventuali spese da liquidarsi in sede di quantificazione. Il solo contenzioso con la Tyche è costato, almeno fino ad oggi, 40 mila euro di sole spese legali. A questi vanno aggiunti i 270 mila euro necessari per lo smaltimento dei rifiuti lasciati sul cantiere dall’impresa appaltatrice. Materiali su cui è nato il contenzioso da 700 mila euro. Soldi che il Comune di Scafati intende ovviamente far pagare alla Tyche, che ha abbandonato il cantiere allo primo stato di avanzamento lavori, dopo l’incasso di circa 750 mila euro. Rifiuti emersi dallo scavo che nessuno aveva preventivato esistere, nonostante i sondaggi fatti sia dal progettista che dall’esecutore. Dove c’era l’asilo nido, i campi da tennis e lo storico palazzetto dello sport, oggi resta, in pieno centro, un’area abbandonata di circa 15.000 mq.




Scafati. Polo Scolastico: tra inchieste e fallimenti, storia di un “aborto”

Di Adriano Falanga

“Io per offerta migliorativa parlo di una cosa diversa, come quella che abbiamo fatto a Scafati, ha funzionato, nell’interesse dell’amministrazione. Invece è un procedimento diverso…invece guardate…questo è il progetto esecutivo…ovviamente per motivi economici qualcosa ci manca…faccio un esempio…il serbatoio per l’accumulo dell’acqua antincendio…non riusciamo a metterlo economicamente…>>. Così parlava Guglielmo La Regina, considerato dagli inquirenti deux et machina del “sistema La Regina”, che a Scafati è entrato in molti appalti banditi dall’amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose. In particolare, La Regina, parlando a telefono con un altro indagato cita “Scafati”, spiegando quella che è la sua visione di progettazione e gestione gare per la realizzazione di opere pubbliche. Il sistema è molto complesso, La Regina al suo interlocutore sta infatti raccontando dell’incapacità dei comuni che non hanno in sede competenze e capacità professionali per fare le cose e pertanto si arriva al paradosso di perdere i finanziamenti perché non vengono presentati i progetti. Una circostanza più volte denunciata anche dalla Comunità Europea, che vede tornare indietro i fondi stanziati perché manca la giusta partecipazione ai bandi. A Scafati però non è accaduto questo, perché il Piu Europa, gestito tramite apposito ufficio voluto da Pasquale Aliberti e guidato da Maria Gabriella Camera, dirigente a tempo determinato, ha fruttato una cifra superiore ai 40 milioni di euro. Sicuramente il “progetto madre” era la realizzazione del Polo Scolastico. Quel progetto che si scoprirà essere stato redato da una Ati in cui era presente anche l’Archicons di La Regina e la GMN di Umberto Perrillo, anch’esso coinvolto nell’inchiesta della DDA di Napoli.  <<Per l’accelerazione di spesa loro avrebbero bisogno di una grande mano…di una buona struttura di supporto al Rup>> aggiunge La Regina al telefono. Secondo il “colletto bianco” ritenuto contiguo al clan dei casalesi, la soluzione per permettere ai comuni di non perdere i finanziamenti sarebbe quella di fare una legge che permetta di chiedere a terzi se fossero interessati a fare un progetto gratis, seguire tutta la procedura politica (determine, delibere ecc) fino al finanziamento e poi dopo gli verrebbe dato l’incarico. Insomma, la priorità è non perdere i fondi a disposizione. Un iter burocratico e politico che i colletti bianchi del casertano dimostrano di conoscere bene. Ad ogni modo, gli arresti condotti dalla Procura Antimafia di Napoli hanno riacceso i riflettori anche a Scafati, su quel Polo Scolastico già ampiamente “attenzionato” dalla DDA salernitana nell’ambito dell’inchiesta “Sarastra” che ha comportato il terremoto politico giudiziario scafatese. Sarebbe questo il motivo per cui sono stati perquisiti gli uffici della famiglia Vaiano, titolare della Tyche, l’impresa appaltatrice del mai nato complesso scolastico, che al suo interno doveva ospitare anche il nuovo palazzetto dello sport. Sullo sfondo anche le dichiarazioni dell’ex Rup e dirigente Piu Europa Maria Gabriella Camera. Il Pm titolare delle indagini, Vincenzo Montemurro, vorrebbe capire se il “sistema La Regina” sia risultato in qualche modo utile al “sistema Scafati”, o anche poter escludere qualsiasi relazione tra essi.

COME NASCE IL POLO SCOLASTICO E LO SCONTRO SUI PROGETTI

1-inaugurazione polo scolasticoLa gara per la progettazione dell’opera da realizzarsi nell’area che fu della ex Del Gaizo viene espletata nel 2010. Responsabile del Procedimento è l’architetto Camera. Importo a base di appalto: Premio prima fase (progetto preliminare) 1° classificato Euro 70 mila. Importo a base d’offerta per la seconda fase (progetto definitivo) pari ad Euro 200 mila comprensivo di rimborso spese, oltre Iva ed oneri. Partecipano tre operatori, due sono esclusi, a vincere è una Ati tra lo studio Maiorino di Cava dei Tirreni, Archicons srl e G.M.N.  Engineering srl. Importo di aggiudicazione: Premio 1° classificato euro 70 mila.  Importo di aggiudicazione seconda   fase (progetto definitivo) euro 141 mila comprensivo di rimborso spese, oltre Iva. I tempi di realizzazione sono decisamente vantaggiosi: 10 giorni per il progetto preliminare e altri 10 per il definitivo. La gara di appalto viene chiusa nel maggio 2013 e la prima pietra è posata nel luglio 2014. A realizzare l’asilo nido, scuola materna, scuola media e nuovo palazzetto dello sport sarà la scafatese Tyché soc.coop arl con un ribasso del 10% pari a 6,7 milioni di euro circa. Poi c’è uno stop dei lavori: lo Studio Cavallaro e Mortoro non valida il progetto esecutivo realizzato dalla Tyche in quanto presenta discordanze con il progetto definitivo vincitore della gara. Ne nascerà un tira e molla tra progettisti e appaltatore, tanto che l’amministrazione chiederà anche all’avvocato Lorenzo Lentini un parere sulla possibilità di escludere la Tyche e passare all’impresa seconda classificata. A diversificare i due progetti sono il tipo di fondazioni previste. Il tutto si risolve però dopo qualche mese, grazie alla concessione di una variante in corso d’opera secondo i limiti di legge. Siamo a fine 2014, i lavori partono ma si arrestano in prossimità del raggiungimento del I° Sal, che l’impresa incasserà, di circa 750 mila euro. Dallo scavo emergono materiali di risulta di precedenti strutture insistenti nell’area. Nuovo contenzioso tra la Tyche e il Comune su chi deve sostenere le spese per la rimozione del materiale. Non si capisce chi, in fase preliminare, doveva accertarsi di ciò che c’era sotto. La Tyche dei Vaiano chiede una rimodulazione del quadro economico, respinta dal Comune. Si finirà in tribunale, dopo che l’impresa appaltatrice abbandonerà il cantiere. Finisce così il “travaglio” di ciò che si rivelerà alla fine non un “parto”, ma solo un brutto “aborto”.

I COSTI E LO STATO DI FATTO

1-cantiere polo scolasticoDoveva essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione Aliberti, la “punta di diamante” dell’intera programmazione di opere ed interventi promossa dal Più Europa. La realizzazione del Polo Scolastico in via Oberdan è anche l’opera più costosa e più imponente, e forse, più importante. Tutto fermo, tutto sospeso, tutto in mano alla Magistratura. Il solo contenzioso con la Tyche costerà, almeno fino ad oggi, 40 mila euro di sole spese legali. A questi vanno aggiunti i 270 mila euro necessari per lo smaltimento dei rifiuti lasciati sul cantiere dall’impresa appaltatrice. Materiali su cui è nato il contenzioso da 700 mila euro. Soldi che il Comune di Scafati intende ovviamente far pagare alla Tyche, che ha abbandonato il cantiere allo primo stato di avanzamento lavori, dopo l’incasso di circa 750 mila euro. Rifiuti emersi dallo scavo che nessuno aveva preventivato esistere, nonostante i sondaggi fatti sia dal progettista che dall’esecutore. Dopo l’abbandono del cantiere, l’area fu sequestrata ad aprile 2014 dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno. Secondo il Noe i rifiuti risultavano illecitamente stoccati in assenza della prescritta iscrizione/autorizzazione, in violazione della normativa ambientale, rifiuti tra l’altro completamente esposti agli agenti atmosferici, direttamente su nudo terreno e senza sistema di raccolta e/o regimentazione delle acque meteoriche e di dilavamento. Il legale rappresentante della società esecutrice dei lavori fu deferito in stato di libertà ai magistrati della sezione reati ambientali della Procura di Nocera Inferiore. A bonificare l’area la ditta Amoroso di Baronissi tramite procedura negoziata. Dove c’era l’asilo nido, i campi da tennis e lo storico palazzetto dello sport, oggi resta, in pieno centro, un’area abbandonata di circa 15.000 mq.

 




Scafati. Polo Scolastico, tra ritardi e contenziosi, quale futuro per l’opera di via Oberdan?

Di Adriano Falanga

Doveva essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione Aliberti, la “punta di diamante” dell’intera programmazione di opere ed interventi promossa dal Più Europa. La realizzazione del Polo Scolastico ni via Oberdan è anche l’opera più costosa e più imponente, e forse, più importante. Tutto fermo, tutto sospeso, tutto in mano alla Magistratura. Il solo contenzioso con la Tyche costerà, almeno fino ad oggi, 40 mila euro di sole spese legali. A questi vanno aggiunti i 270 mila euro necessari per lo smaltimento dei rifiuti lasciati sul cantiere dall’impresa appaltatrice. Materiali su cui è nato il contenzioso da 700 mila euro. Soldi che il Comune di Scafati intende ovviamente far pagare alla Tyche, che ha abbandonato il cantiere allo primo stato di avanzamento lavori, dopo l’incasso di circa 750 mila euro. Rifiuti emersi dallo scavo che nessuno aveva preventivato esistere, nonostante i sondaggi fatti sia dal progettista che dall’esecutore. Dopo l’abbandono del cantiere, l’area è stata sequestrata ad aprile 2014 dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone. Secondo il Noe i rifiuti risultavano illecitamente stoccati in assenza della prescritta iscrizione/autorizzazione, in violazione della normativa ambientale, rifiuti tra l’altro completamente esposti agli agenti atmosferici, direttamente su nudo terreno e senza sistema di raccolta e/o regimentazione delle acque meteoriche e di dilavamento.

La bonifica è stata affidata alla Amoroso di Baronissi, tramite procedura negoziata nel settembre 2014, ad oggi però non si è ancora mosso nulla dal cantiere abbandonato in via Oberdan. Pasquale Aliberti conferma le motivazioni che anche Giancarlo Fele, assessore all’urbanistica, fornì a Novembre scorso. “Stiamo aspettando la validazione del progetto da parte dell’Arpac. La ditta ha già inviato il piano di smaltimento all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. Come sempre i ritardi dipendono da altri enti, noi paghiamo solo le conseguenze e le responsabilità: ci mettiamo la faccia” così il sindaco. L’impegno sul Polo Scolastico non è però scemato ma anzi, entro quest’anno dovrebbe tenersi nuova gara per la sua realizzazione. La soluzione per la relativa copertura economica sembra stare nei “progetti retrospettivi” e cioè lo spostamento contabile su progetti già realizzati con altri fondi nazionali. Si tratta di un meccanismo, ammesso dai regolamenti europei, che consente, in caso di ritardo nella spesa, di spostare la rendicontazione su progetti compatibili, ma già realizzati e spesi con fondi ordinari di Stato o Regioni. Si mandano dunque a Bruxelles fatture per opere “compatibili”, già fatte, così si riesce a rispettare i target, senza però creare sviluppo, né aumentare il Pil. In parole semplici, l’Europa finanzierà opere già realizzate con altri fondi. “La somma complessiva del nuovo accordo di programma che firmeremo a breve in Regione Campania è di circa 11 milioni di euro –conferma Pasquale Aliberti – fondi che saranno utilizzati oltre che per la realizzazione del Polo Scolastico anche le nuove opere pubbliche che stiamo valutando di inserire nella programmazione. Il nuovo finanziamento è il risultato della capacità che questa amministrazione ha avuto dal 2008 ad oggi di spendere e realizzare opere pubbliche anche con i mutui della cassa depositi e prestiti”. Confermato anche il vecchio progetto: “perché per noi resta un’opera importante che contiamo possa essere simbolo del buon governo che in questi anni ha avuto la Città di Scafati”.

Cambieranno però le dimensioni della palestra: “Ho chiesto, invece, una rivisitazione del progetto del Palazzetto dello Sport per adeguarlo alla Pallamano e al Calcio a 5. Quello precedente non consentiva la pratica di questi due sport” aggiunge Pasquale Aliberti. Questa scelta è in realtà un cambio di passo, perché la scorsa estate fu l’ex capogruppo Pd Vittorio D’Alessandro a sollevare la problematica in consiglio comunale. Fu chiesta una variante in corso d’opera per poter ampliare il nuovo palazzetto onde poter permettere anche le attività degli sport minori, ma la proposta fu bocciata dalla maggioranza, in quanto, fu spiegato in Assise, in cantiere c’era la realizzazione di una nuova struttura idonea che sarebbe dovuta sorgere in via Tricino. E’ anche “grazie” al Polo Scolastico che il primo cittadino è finito sotto indagine dall’antimafia. “Sono indagato per dichiarazioni rese, non so da chi, sul Polo Scolastico” ha detto più volte.




Scafati. Polo Scolastico. Tra bonifica e spese legali, il contenzioso costa al Comune già 310 mila euro.

Di Adriano Falanga

Il solo contenzioso con la Tyche costerà, almeno fino ad oggi, 40 mila euro di sole spese legali. A questi vanno aggiunti i 270 mila euro necessari per lo smaltimento dei rifiuti lasciati sul cantiere dall’impresa appaltatrice. Materiali su cui è nato il contenzioso da 700 mila euro. Soldi che il Comune di Scafati intende ovviamente far pagare alla Tyche, che ha abbandonato il cantiere allo primo stato di avanzamento lavori, dopo l’incasso di circa 750 mila euro. Dopo l’abbandono del cantiere, l’area è stata sequestrata ad aprile dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone. Secondo il Noe i rifiuti risultavano illecitamente stoccati in assenza della prescritta iscrizione/autorizzazione, in violazione della normativa ambientale, rifiuti tra l’altro completamente esposti agli agenti atmosferici, direttamente su nudo terreno e senza sistema di raccolta e/o regimentazione delle acque meteoriche e di dilavamento. Il legale rappresentante della società esecutrice dei lavori, è stato deferito in stato di libertà ai magistrati della sezione reati ambientali della Procura di Nocera Inferiore. La bonifica è stata affidata alla Amoroso di Baronissi oltre un mese fa, ad oggi però non si è ancora mosso nulla dal cantiere abbandonato in via Oberdan. Secondo l’assessore all’Urbanistica Giancarlo Fele il rallentamento è dovuto al ritardo dell’Arpac nell’approvazione del Piano di smaltimento, richiesto e presentato da comune e azienda specializzata. Formalità burocratiche quindi. La prosecuzione del lavoro, con valore di gara da 9 milioni di euro, dovrebbe essere nuovamente appaltata i primi mesi dell’anno prossimo, non appena si avranno certezze sui fondi per il suo finanziamento. Aliberti e lo stesso Fele si dicono fiduciosi, nel frattempo resta, in pieno centro, un’area abbandonata di circa 15.000 mq interessata dalla presenza dei rifiuti per complessivi 12.000 metri cubi circa.




Scafati. Polo Scolastico, al via la rimozione dei rifiuti. E’ corsa contro il tempo

Di Adriano Falanga

Polo Scolastico, si chiude la procedura  negoziata avviata da Palazzo Mayer per la rimozione dei 12 mila metri cubi di materiale di risulta stoccato nel cantiere, che ha causato la rescissione del contratto, con tanto di contenzioso, con la Tyche srl. Un appalto da circa 7 milioni di euro su cui pende la spada di Damocle della scadenza di fine anno. Ancora non è chiaro se ci sarà una proroga dei fondi, anche se le ultime notizie provenienti dall’Europa sono negative. Un appalto finito non solo in Tribunale, ma anche sulla scrivania del Pm della Dda Vincenzo Montemurro, a seguito del noto blitz della Dia che ha messo sotto indagine il sindaco Pasquale Aliberti con la segretaria comunale Immacolata di Saia, il fratello del primo cittadino Nello e lo staffista Giovanni Cozzolino, oltre alla moglie di Aliberti, la consigliera regionale Monica Paolino. Le accuse mosse sono, a vario titolo: voto di scambio politico mafioso, corruzione, concussione, abuso d’ufficio. Tempi ristretti a causa del dissequestro temporaneo del cantiere (ad opera del Noe di Salerno) concesso per la rimozione del materiale fino al 17 ottobre.

Tre le aziende specializzate interpellate: la Ricicla Campania di San Giuseppe Vesuviano, la Inerti Adinolfi di Battipaglia e la Amoruso Nicola di Baronissi. Importo di base totale: 200 mila euro. Una sola offerta presentata, quella della Amoruso di Battipaglia, con un ribasso del 5%, a cui viene affidato l’incarico. Decisamente meno dei circa 1,2 milioni di euro chiesti dalla Tyche, su cui Palazzo Mayer pose diniego, fino ad arrivare al contenzioso in corso. Qualche mese il primo cittadino Pasquale Aliberti aveva dichiarato: “dopo aver bonificato l’area affideremo i lavori alla seconda impresa che era in gara che dovrà portare avanti lo stesso progetto della Tyche, oppure, se la seconda ditta non accettasse, provvederemo a fare una nuova gara in modo veloce per riprendere i lavori al più presto”. Il tutto dovrebbe avvenire entro due mesi circa, compreso la consegna dei lavori e la loro rendicontazione. Chiaramente impossibile, fatto salvo eventuali proroghe sui finanziamenti Più Europa.