Loia e Tommasetti: c’eravamo tanto amati Il rettore cambia le regole e tratta con De Luca

di Andrea Pellegrino

All’Università di Salerno, la storia si ripete. Come fu per Pasquino con Tommasetti, così è per l’ex rettore con All’Università di Salerno, la storia si ripete. Come fu per Pasquino con Tommasetti, così è per l’ex rettore conl’attuale numero uno Vincenzo Loia. Pare che l’idillio tra i due sia già terminato. Il tempo di insediarsi e Loia già avrebbe marcato il territorio, escludendo dal suo raggio di azione il precedessore Tommasetti. L’arrivo di Ciriaco De Mita, con Raimondo Pasquino al seguito, avrebbe segnato il primo strappo tra i due. Il secondo riguarderebbe l’ammorbidimento delle posizioni di Loia rispetto a Vincenzo De Luca. In ballo c’è la nomina per il nuovo direttore generale del Ruggi d’Aragona, per ora ancora commissariato. Pare che alcuni contatti tra i due, o almeno tra gli ambasciatori dei due, ci siano già stati. Un cambio di passo rispetto alla contrapposizione, soprattutto negli ultimi anni, tra Tommasetti e il governatore della Campania. Mondo accademico e mondo politico a Fisciano si sono sempre intrecciati. Ora più che mai in vista delle prossime elezioni regionali. Pasquino vorrebbe tornare sulla scena politica mentre Tommasetti vorrebbe approdare direttamente in Consiglio regionale, dopo l’esperienza alle scorse elezioni europee. Tommasetti che oggi sarà a Sorrento, dove approderà il leader della Lega Matteo Salvini per benedire due new entry: il primo cittadino proprio di Sorrento e quello di Positano, Michele De Lucia. In attesa che nella Lega arrivi anche l’attuale consigliere regionale e sindaco (decaduto) di Pagani, Alberico Gambino.




Sede Unisa a Salerno: Pro e contro secondo i docenti

Una sede di rappresentanza dell’Università nella città di Salerno. La proposta, da anni in discussione ma sempre, poi, accantonata, è stata rilanciata nei giorni scorsi – proprio da queste colonne – dal rettore uscente Aurelio Tommasetti, che ha concluso il suo mandato proprio alla fine del mese appena trascorso. Una “casa” per l’ateneo salernitano nella città capoluogo è quanto, da più parti, si chiede a gran voce e, ora, toccherà al nuovo rettore, Vincenzo Loia, provare a portare avanti il discorso, di concerto con le altre istituzioni. «L’idea avanzata dal rettore uscente Tommasetti – sostiene Roberto Vargiu, esperto e docente di organizzazione di eventi in diversi enti territoriali e direttore artistico di DLiveMedia, tra i progetti culturali più importanti di Unisa – è sicuramente importante e impegnativa. Quella di una sede istituzionale al centro della città di Salerno è una proposta molto stimolante. Sicuramente, il nuovo rettore Vincenzo Loia saprà ragionare attentamente su tale ipotesi e decidere la soluzione giusta. Personalmente, ma è un semplice mio pensiero, non mi dispiacerebbe affatto». Valuta pro e contro, invece, Alessio Colombis, docente universitario in pensione: «Una sede di rappresentanza dell’Università di Salerno, da un lato sarebbe opportuna per consentire un maggiore e migliore rapporto con la città; tuttavia, avrebbe anche dei costi, se non di affitto – in caso di assegnazione di locali pubblici già esistenti – di gestione. Questi costi sarebbero, probabilmente, a carico dell’Università, circostanza, questa, che potrebbe portare a sottrarre fondi da poter dedicare, invece, alle assunzioni di giovani studiosi». «Ho sempre pensato – prosegue Colombis – che la spesa migliore consista nella possibilità di aumentare le borse di dottorato che vengono bandite e che prevedono un assegno mensile che, fino ad alcuni anni fa, era basso e si aggirava intorno ai mille euro netti. Spesso – sottolinea ancora il docente in pensione – Spesso, molti candidati risultano vincitori, ma su posti aggiuntivi per i quali, per mancanza di fondi, non è prevista alcuna retribuzione. La crisi di finanziamenti per le Università pubbliche è notevole e forse sarebbe meglio avere un’università con meno rappresentanza, ma più rappresentata, e cioè con un numero maggiore di giovani studiosi e di giovani ricercatori».




Il neorettore Loia: «Cresceremo insieme, tra ascolto e dialogo»

di Giovanna Naddeo

«E’ una giornata densa di emozioni. Non lacrime, ma tanto da festeggiare. Un consiglio per il mio successore? Ascoltare tutti, studenti e docenti, poi chiudersi nella propria stanza e decidere, portando sempre avanti i valori del merito e dell’internazionalizzazione. Non è una continuità di persone, bensì di valori». Sono le parole del rettore uscente, Aurelio Tommasetti, durante la cerimonia di saluto tenutasi nella mattinata di ieri in una gremitissima aula magna d’Ateneo. Numeri alla mano, Tommasetti racconta dettagliatamente l’evoluzione dei campus di Fisciano e Baronissi a partire da quel 17 luglio 2013 quando, con 646 preferenze, fu eletto rettore all’età di 47 anni, dopo una fulgida carriera accademica. «Università è costruzione di nuovi saperi, formazione delle coscienze, ma anche unico vero ascensore sociale per le future generazioni. In questi sei anni abbiamo sempre pianificato le migliori strategie possibili per la promozione del nostro Ateneo, in Italia e nel mondo». Ampliata anche l’offerta formativa, con l’introduzione di nuovi corsi di studio come la laurea triennale in Studi diplomatici, internazionali e sulla sicurezza globale. «Sei anni pieni di sviluppo e di miglioramento della qualità della didattica e della ricerca» afferma il professor Gennaro Iorio, direttore del nuovo corso di laurea. «Fiduciosi della nuova era firmata Enzo Loia. L’Ateneo continuerà a crescere». Gli fa eco la professoressa Rosalba Normando, direttrice del Centro di Ateneo per l’orientamento e il tutorato: «Oggi festeggiamo i risultati di sei anni di intensa attività. Al neo rettore il mio augurio per un’ulteriore crescita del nostro polo universitario. Consigli? Non ne ha bisogno. Sa osservare e ascoltare tutti». «Una giornata densa di emozioni, accompagnata da un velo di commozione» è il commento del professor Armando Lamberti, in passato delegato del rettore ai rapporti con gli studenti. «Tommasetti ha contagiato tutti con il suo entusiasmo e il suo costante impegno. Del resto, le classifiche internazionali parlano chiaro. In questi sei anni abbiamo assistito a una crescita umana dell’Ateneo senza precedenti. La stessa qualità della vita all’interno di tutti i dipartimenti è migliorata. Gli studenti sono i veri protagonisti della nostra quotidianità e finalmente ne è riconosciuto il merito». Presenti in platea anche i 165 nuovi assunti tra docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo, ai quali il rettore ha riservato una cerimonia di benvenuto tenutasi nella giornata di lunedì in sala “Roberto Racinaro”. «E non finisce qui» continua il rettore uscente.Sono 94 le procedure di assunzione attualmente in corso, insieme alle 150 da pianificare per il nuovo anno grazie al contingente assunzionale assegnato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca all’Ateneo salernitano. Applausi e abbracci per il rettore uscente che, al termine del suo discorso, va a sedersi in platea accanto al neorettore, Vincenzo Loia. «Cresceremo insieme» dichiara Loia, visibilmente emozionato, «attraverso l’ascolto, il dialogo e, soprattutto, la determinazione. Eccomi, sono pronto».




«Universiadi, non Deluchiadi» Tommasetti, il saluto “pepato”

di Giovanna Naddeo 

«Grazie, grazie agli atleti della nostra università, grazie ai 93 volontari e grazie a tutti coloro che in questi tre anni e mezzo hanno lavorato alacremente affinché l’Universiade 2019 fosse un successo nei nostri campus. L’impegno di Unisa è stato massiccio e oggi siamo qui a raccontarlo e festeggiarlo». E’ un fiume in piena il rettore Aurelio Tommasetti durante la cerimonia per rendere omaggio agli studenti Unisa protagonisti della trentesima olimpiade universitaria. Ad evento chiuso il rettore traccia il bilancio. Partendo anche dai mancati inviti ad alcune cerimonie ufficiali: «Si chiamano Universiadi, non regionaliadi, comunaliadi o deluchiadi e forse una maggiore partecipazione dell’Università era obbligatoria». Nella mattinata di ieri, presso la terrazza del Circolo Canottieri Irno, l’Ateneo ha voluto ringraziare gli atleti che dal 3 al 14 luglio scorsi sono stati impegnati nelle diverse discipline sportive firmate Universiade 2019, nonché la macchina organizzativa dei volontari. Per loro, la consegna delle pergamene di congratulazioni e, ai due atleti Mario Del Basso ed Eduardo Campopiano (campioni della pallanuoto e medaglie d’oro del Settebello), il sigillo universitario a nome dell’Ateneo “per aver portato in alto il nome dello sport universitario e dell’Università di Salerno”. Dopo i saluti di apertura del vicepresidente allo sport del circolo canottieri, Giovanna Tortorella, e del delegato Coni Salerno, Paola Berardino, al rettore il compito di ripercorrere la storia dell’impegno per l’Universiade 2019. «Prima ancora dell’assegnazione della manifestazione alla Campania, Oleg Matytsin venne a visitare la nostra università e apprezzò molto le strutture universitarie e sportive, strutture che successivamente hanno ricevuto proprio dalla Fisu il massimo del punteggio valutativo» ha affermato il rettore. «Da allora abbiamo progettato, con risorse interne e con programmazione costante, tutti gli interventi da realizzare per ospitare la scherma, uno sport che ha sempre dato lustro alla nostra terra e, ad oggi, posso dire che ha dato lustro anche all’Universiade». Il rettore ha poi ricordato gli interventi infrastrutturali realizzati: «Abbiamo investito 5 milioni di euro, in aggiunta al finanziamento ricevuto dall’Aru.Itre PalaUnisa di Baronissi e quelli potenziati al campus di Fisciano sono una vera eredità, a disposizione degli studenti e del territorio dello sport. Per non parlare del successo di pubblico registrato durate la manifestazione sportiva, in particolar modo nell’ultima giornata di scherma: il PalaUnisa A sembrava un piccolo Maracanã!». Successivamente, la parola è passata al delegato all’organizzazione dell’Universiade 2019 per Unisa, Luciano Feo: Abbiamo lavorato per garantire la migliore organizzazione degli studenti presso le residenze, così come abbiamo lavorato per creare un’opportunità formativa per i nostri studenti». A sottolineare l’importante ruolo svolto dai volontari nell’architettura dell ‘ o l i m p i a d e universitaria, il delegato al Placement di Ateneo, Francesco Colace. «I volontari, elemento di collegamento con il territorio. Abbiamo selezionato i migliori e le delegazioni si sono complimentate con noi per il loro lavoro».




Non è stato invitato alla manifestazione il rettore dell’Università Tommasetti Dopo la Provincia escluso anche ieri sera

di Andrea Pellegrino

Non invitato. Aurelio Tommasetti, rettore dell’Università di Salerno, alla cerimonia organizzata per l’arrivo a Salerno della torcia dell’Universiade, non c’era. O meglio, non era insieme alle altre autorità e istituzioni che hanno preso parte all’evento. Tommasetti era defilato, tra il pubblico, perché non è stato destinatario di alcun invito ufficiale da parte dell’organizzazione. Insomma, la Regione Campania avrebbe deliberatamente snobbato il Rettore: una scelta di non poco conto se si considera che l’Universiade è la competizione sportiva alla quale partecipano gli studenti universitari provenienti da tutto il mondo e se di pensa che circa 1.050 atleti alloggeranno presso il campus di Fisciano.Da parte di Tommasetti nessun commento, nonostante quella di ieri sia stata la seconda esclusione consecutiva: venerdì, infatti, non era stato chiamato a presenziare alla conferenza stampa tenutasi in Provincia, proprio per annunciare l’arrivo della fiaccola.




Alleanza a tre con Sibilio al timone dell’Ateneo

di Giovanna Naddeo

“Un’idea di governo ampia e ambiziosa, una proposta a più voci nel rispetto delle specificità che caratterizzano il percorso accademico di ognuno di noi”. E’ il progetto lanciato per il sessennio 2019-2025 dalla squadra rettorale composta dai professori Maurizio Sibilio, Ciro Aprea e Genny Tortora in vista del secondo appuntamento elettorale del 3 e 4 luglio prossimi. Pochi giorni dopo la fumata nera del primo turno di votazioni, i tre candidati hanno deciso di mettere nero su bianco una governance collegiale, sostenendo la candidatura di Sibilio alla guida dell’ateneo salernitano. Dialogo costante con organi di governo e direttori di dipartimento, didattica moderna e calibrata sulle esigenze degli studenti ed internazionalizzazione consapevole: sono solo alcuni degli obiettivi sottolineati e sottoscritti nella giornata di ieri dai tre professori. “Animati da un senso di responsabilità, consapevoli della necessità di dare risposta alla richiesta di discontinuità emersa dalle urne” si legge nel documento “ci è parso naturale rafforzare la complementarietà che già esisteva tra i nostri documenti programmatici durante la campagna elettorale ed immaginare, insieme, un percorso di governo per i prossimi sei anni”. Dunque, una squadra quella rettorale che sfiderà il candidato più votato al primo turno, Vincenzo Loia (466 i voti conquistati) e che vedrà Sibilio (298 voti al primo turno) ricoprire la carica di rettore, Tortora (123 voti) il ruolo di delegata all’area della ricerca dell’informatica e dei rapporti con i ministeri, e Aprea (181) il ruolo di prorettore con delega alla programmazione delle risorse, del personale docente e delle risorse strumentali. “Gli ulteriori delegati” si legge ancora nel documento “coordineranno gruppi di lavoro che coinvolgeranno tutti gli attori della comunità”. Non passa in secondo piano la questione medicina, al centro del programma elettorale del candidato Mario Capunzo (39 voti al primo turno), il quale resta defilato e appare intenzionato a lasciar libertà di voto ai suoi elettorali. “Particolare attenzione” si legge nel programma “sarà riconosciuto al dipartimento di medicina, con una specifica delega ai rapporti con la sanità e con l’azienda ospedaliera universitaria”. Cresce dunque l’attesa per il secondo turno di votazione.




«L’Università non è Facebook» Esposito striglia Tommasetti

di Andrea Pellegrino

«Le scelte personali di carattere politico non hanno nulla a che vedere con valutazioni di opportunità politica quando si ricopre un incarico di alta amministrazione come quella di rettore». Luca Esposito, componente del Consiglio d’amministrazione dell’Unisa, torna sulla candidatura con la Lega del rettore aurelio Tommasetti, alla vigilia della seduta del Cda di ateneo. «io difendo le ragioni della scelta politica ed, essendo anch’io di estrazione di centro-destra, secondo un approccio liberale, è assolutamente giusto che ognuno scelga liberamente con chi candidarsi: questo per me è un punto fermo e che stigmatizza le posizioni di chi accusa la sua scelta. Diversamente, è inaccettabile che si possa essere rettore e candidato allo stesso tempo», prosegue Esposito. «proprio perché questa è una campagna elettorale europea, in altri paesi questo problema non si sarebbe nemmeno posto, in quanto l’elettorato e i vertici del proprio partito ne avrebbero chiesto la sospensione, per non inficiare sul potenziamento del proprio elettorato e per limitare l’emergere di dubbi circa la permanenza dell’incarico e sul possibile condizionamento del voto all’interno della comunità accademica». Ed ancora, prosegue: «Un’autosospensione avrebbe sicuramente avvantaggiato il rettore e messo nella condizione di agire liberamente senza il peso di preoccuparsi anche dell’Università, peraltro in una fase così delicata che vede il rinnovo della carica di rettore. Ho seguito molte campagne elettorali, tra cui quelle europee, e, sulla mia pelle, ho constatato che i candidati non avevano tempo neppure per respirare, avendo un collegio così vasto. per questo non capisco come faccia lui a gestire la campagna elettorale e amministrare anche uno degli atenei più importanti del meridione. Forse il rettore non è pratico di campagne elettorali europee. Ho la percezione di un malcontento non riguardante la scelta in sé ma che contesta il senso dell’amministrazione, che secondo i molti sarebbe venuta a mancare. La mia visione è derivata da varie discussioni fatte all’interno della Comunità studentesca», dice ancora Luca Esposito. «Se la Lega, a livello nazionale, chiede atteggiamenti chiari e onesti, questo lo si aspetta altrettanto dai propri candidati. a nessuno sfugge che l’Università è un’amministrazione complessa, ma proprio per questo tutti sono chiamati ad assumere posizioni di chiara responsabilità. Ci avviamo ad una fase delicata dell’ateneo, ovvero l’elezione del nuovo rettore, che sarà colui il quale dovrà amministrare per i prossimi 7 anni i problemi reali. a me preme maggiormente questa scadenza elettorale che non quella delle elezioni Europee e delle Universiadi. mi aspettavo anche delle dichiarazione a riguardo da tutti coloro che si accingono a candidarsi come rettore. Le parole del rettore espresse nella sua ultima intervista mi lasciano spiazzato, quando dice che “Dal giorno dell’ufficializzazione della candidatura ho sospeso l’utilizzo del mio profilo social”, mi sento di rispondere che, dal mio è punto di vista, l’Università è qualcosa di più di una pagina Facebook». «L’auspicio finale – conclude Esposito – è quello che il rettore possa svolgere una campagna elettorale più serena possibile, ma allo stesso tempo lasciando tutto l’ateneo libero di poter fare altrettanto».




Concorso poco chiaro, la denuncia del prof

Pina Ferro

Aspira ad una cattedra universitaria e, a tal fine, partecipa ad un concorso bandito dall’Ateneo di Salerno per la copertura di un posto di professore di prima fascia presso il dipartimento di Ingegneria industriale. Oggi, a distanza di qualche mese dalla presentazione della domande il professore associato Pierluigi Siano è stato “costretto” a rivolgersi alla Procura della Repubblica per denunciare delle anomalie nel concorso. Nella sostanza Siano nel verificare i requisiti di partecipazione si è reso conto che Ateneo e Commissione esaminatrice non camminavano di pari passo: i criteri emanati dal rettore erano diversi da quelli previsti dalla commissione. Un’anomalia che fa pensare ad un concorso redatto ad hoc per un candidato specifico. Notate le anomalie Pierluigi Siano cerca di capire cosa fosse accaduto e così invia una nota al rettore Aurelio Tommasetti evidenziando le difformità riscontrate e chiedendo di “adottare in via di autotutela gli atti necessari a verificare la legittimità dei criteri approvati dalla Commissione esaminatrice della procedura concorsuale, previa sospensione della medesima procedura, e conseguente annullamento degli atti sin qui posti in essere dalla Commissione esaminatrice”. La commissione in questione è formata dal prorettore Antonio Piccolo e da Domenico Villacci e Federico Delfino. Ricevuta la nota del professore Siano, il rettore scrive ai componenti la commissione chiedendo di fornire delucidazioni al quesito posto dal concorrente. La risposta non si è fatta attendere: “Va tutto bene! tutto è stato fatto bene”. Intanto, a Maggio, viene concessa una proroga di due mesi alla commissione, che avrebbe dovuto così terminare i lavori lo scorso 23 luglio. Mel mentre (mentre trascorrono i due mesi) il prof, forte delle sue convinzioni, non si arrende e si espone in prima persona per vedere affermata la trasparenza nel concorso, e attraverso gli avvocati Roberto De Masi e Giovanni Battista Vignola, protocolla un esposto alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. Qualche giorno dopo lo stesso professore Siano, sempre nella piena correttezza d’azione, informa il rettore di essersi rivolto alla magistratura. Ovviamente l’iter intrapreso da Siano viene comunicato anche ai tre componenti la commissione. Fin qui, appare tutto nella apparente norma. Poi, invece, arriva il colpo a sorpresa. Il 28 giugno, giorno in cui giorno in cui il direttore generale comunica alla commissione dell’esposto arrivano le dimissioni da parte del presidente della commissione, il prorettore Piccolo. Quest’ultimo giustifica il la sua decisione affermando che, così come è stato riportato anche nella lettera di concedo dall’incarico: «l’apertura dei plichi contenenti la documentazione prodotta dai candidati ha fatto emergere nella maggior parte dei candidati la presenza di pubblicazioni di cui lo stesso risulta coautore e in particolare un candidato ha prodotto 12 pubblicazioni da valutare, tutte in collaborazione con il presidente». Dunque, le dimissioni, stando a quanto affermato da Piccolo sarebbero da ricercarsi in un “conflitto di interesse”. Conflitto che probabilmente sussisteva anche prima di quella data considerato che le candidature con i relativi requisiti erano stati vagliati dalla commissione molto tempo prima. Ora bisogna attendere che la Procura intraprenda l’iter previsto in questi casi, mentre Siano aspetta l’annullamento dell’intera procedura.




Concorso poco chiaro, la denuncia del prof

Pina Ferro

Aspira ad una cattedra universitaria e, a tal fine, partecipa ad un concorso bandito dall’Ateneo di Salerno per la copertura di un posto di professore di prima fascia presso il dipartimento di Ingegneria industriale. Oggi, a distanza di qualche mese dalla presentazione della domande il professore associato Pierluigi Siano è stato “costretto” a rivolgersi alla Procura della Repubblica per denunciare delle anomalie nel concorso. Nella sostanza Siano nel verificare i requisiti di partecipazione si è reso conto che Ateneo e Commissione esaminatrice non camminavano di pari passo: i criteri emanati dal rettore erano diversi da quelli previsti dalla commissione. Un’anomalia che fa pensare ad un concorso redatto ad hoc per un candidato specifico. Notate le anomalie Pierluigi Siano cerca di capire cosa fosse accaduto e così invia una nota al rettore Aurelio Tommasetti evidenziando le difformità riscontrate e chiedendo di “adottare in via di autotutela gli atti necessari a verificare la legittimità dei criteri approvati dalla Commissione esaminatrice della procedura concorsuale, previa sospensione della medesima procedura, e conseguente annullamento degli atti sin qui posti in essere dalla Commissione esaminatrice”. La commissione in questione è formata dal prorettore Antonio Piccolo e da Domenico Villacci e Federico Delfino. Ricevuta la nota del professore Siano, il rettore scrive ai componenti la commissione chiedendo di fornire delucidazioni al quesito posto dal concorrente. La risposta non si è fatta attendere: “Va tutto bene! tutto è stato fatto bene”. Intanto, a Maggio, viene concessa una proroga di due mesi alla commissione, che avrebbe dovuto così terminare i lavori lo scorso 23 luglio. Mel mentre (mentre trascorrono i due mesi) il prof, forte delle sue convinzioni, non si arrende e si espone in prima persona per vedere affermata la trasparenza nel concorso, e attraverso gli avvocati Roberto De Masi e Giovanni Battista Vignola, protocolla un esposto alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. Qualche giorno dopo lo stesso professore Siano, sempre nella piena correttezza d’azione, informa il rettore di essersi rivolto alla magistratura. Ovviamente l’iter intrapreso da Siano viene comunicato anche ai tre componenti la commissione. Fin qui, appare tutto nella apparente norma. Poi, invece, arriva il colpo a sorpresa. Il 28 giugno, giorno in cui giorno in cui il direttore generale comunica alla commissione dell’esposto arrivano le dimissioni da parte del presidente della commissione, il prorettore Piccolo. Quest’ultimo giustifica il la sua decisione affermando che, così come è stato riportato anche nella lettera di concedo dall’incarico: «l’apertura dei plichi contenenti la documentazione prodotta dai candidati ha fatto emergere nella maggior parte dei candidati la presenza di pubblicazioni di cui lo stesso risulta coautore e in particolare un candidato ha prodotto 12 pubblicazioni da valutare, tutte in collaborazione con il presidente». Dunque, le dimissioni, stando a quanto affermato da Piccolo sarebbero da ricercarsi in un “conflitto di interesse”. Conflitto che probabilmente sussisteva anche prima di quella data considerato che le candidature con i relativi requisiti erano stati vagliati dalla commissione molto tempo prima. Ora bisogna attendere che la Procura intraprenda l’iter previsto in questi casi, mentre Siano aspetta l’annullamento dell’intera procedura.




Taglio del nastro ad Ematologia

di Francesco Carriero

L’ospedale di Salerno ha un’arma in più per il contrasto delle malattie neoplastiche. Grazie all’impegno congiunto di istituzioni e terzo settore, anche il San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona può contare sul proprio reparto di Ematologia e e Trapianti di cellule staminali emopoietiche. La nuova struttura, intitolata alla memoria del professore Bruno Rotoli e nata grazie al fondamentale contributo dell’Ail Salerno e del presidente Gioacchino Tulimieri, che ha fornito i fondi necessari per l’istituzione delle cinque borse di studio biennali per il personale infermieristico necessario al funzionamento del reparto, è stata inaugurata nella mattinata di ieri, a seguito di un convegno a tema a cui hanno preso la parola i massimi esperti nazionali sulla lotta alle leucemie.Il reparto di Ematologia consentirà ai pazienti salernitani affetti da patologie neoplastiche, in esponenziale aumento su tutto il territorio della provincia, a non doversi più sottoporre al calvario dei “viaggi della speranza” in giro per il Paese, ma di potersi curare vicino casa. «Quello ottenuto con l’apertura del nuovo reparto – dichiara il rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Aurelio Tommasetti – è un risultato straordinario, raggiunto grazie all’impegno del management dell’Azienda ospedaliera. Noi come Università stiamo facendo la nostra parte per creare un polo eccellente ma abbiamo bisogno del sostegno della politica sia a livello nazionale che regionale. Non siamo abituati ad “urlare” ma chiediamo che la politica ci sia amica e scelga Salerno». «Abbiamo dato un ottimo esempio – spiega il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Vincenzo Viggiani – degli ottimi frutti che la collaborazione tra Pubblico e Terzo settore può dare. Questo è il punto di partenza dal quale vogliamo azzerare completamente i viaggi della speranza che costringono che i pazienti salernitani erano fino a ieri costretti a fare per curare patologie neoplastiche». Al taglio del nastro ha preso parte anche il primo cittadino di Salerno Vincenzo De Luca che ha voluto sottolineare come la Sanità salernitana sia stata tenuta a galla soprattutto dall’impegno dei professionisti: «Oggi – ha detto – diamo un messaggio di speranza e fiducia, anche se ancora prevale un sentimento di totale incertezza per il futuro della Sanità. C’è bisogno di azioni concrete attraverso le quali dare la possibilità ai tanti professionisti salernitani di lavorare in maniera più serena e di garantire cure adeguate ai cittadini. Solo così possiamo mirare all’eccellenza. Bisogna dare atto a Caldoro di aver messo i conti a posto, ma è facile farlo tagliando risorse e chiudendo strutture vitali per il territorio e la salute dei cittadini»