Battipaglia. Da Secondigliano per spacciare cocaina. Arrestato il figlio del boss

Vincenzo Serluca

Vincenzo Serluca

 

BATTIPAGLIA: DA SECONDIGLIANO PER FORNIRE COCAINA. 

ARRESTATO FIGLIO DI NOTO ESPONENTE DEL CLAN DI LAURO ED UN INSOSPETTABILE OPERAIO BATTIPAGLIESE.

 

Ieri sera, i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno arrestato, per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, Antonio TARANTINO, 23enne di Secondigliano, figlio di Daniele TARANTINO, esponente di spicco del clan DI LAURO, operante nellarea a nord di Napoli, e Vincenzo SERLUCA, un operaio battipagliese di 50 anni.

Intorno alle 21.00 di ieri sera, lattenzione dei militari battipagliesi, impegnati in un servizio finalizzato a contrastare lo spaccio di stupefacenti, ven

Antonio Tarantino

Antonio Tarantino

iva attirata dallatteggiamento sospetto degli occupanti una FIAT Panda parcheggiata dinanzi un noto esercizio pubblico situato lungo la SS 18, a poca distanza dalluscita autostradale di Battipaglia.

I Carabinieri hanno, pertanto, deciso di effettuare un controllo nei loro confronti, sorprendendo il giovane mentre cedeva al 50enne una busta in plastica trasparente, risultata poi contenere due pezzi di cocaina per un peso complessivo di 100 grammi, in cambio di 1.500 euro che loperaio ha tentato inutilmente di nascondere allatto dellintervento dei militari.

Espletate le formalità di rito presso la locale Compagnia, Antonio TARANTINO è stato tradotto al carcere di Fuorni mentre Vincenzo SERLUCA è stato accompagnato presso la sua abitazione in regime detentivo.

Antonio TARANTINO è figlio del ben più noto Daniele, divenuto, dopo la cruenta faida del 2004 con gli Scissionisti, fra i più autorevoli esponenti del clan DI LAURO e tratto in arresto il 21 dicembre 2010 dalla Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo Carabinieri di Napoli nellambito di una vasta attività investigativa che colpì lallora direttivo di unorganizzazione criminale fra le più temute in ambito nazionale ed i cui proventi illeciti sono stati riciclati in tutto il mondo.

La completa disarticolazione del clan fu portata a termine il 12 giugno 2013, allorquando sempre la Sezione Catturandi ed il ROS di Napoli diedero esecuzione ad unimponente misura restrittiva emessa dal Tribunale partenopeo nei confronti di 110 fra promotori, esponenti ed affiliati alla citata consorteria camorristica, dedita al traffico ed allo spaccio di stupefacenti nel Rione dei Fiori, cd. Terzo Mondo, di Secondigliano, storica roccaforte della f




In manette gli spacciatori del centro storico e di Matierno a Salerno

In manette gli spacciatori di eroina del centro storico e di Matierno. In un’operazione della Dda di Salerno, la squadra mobile ha eseguito stamattina 10 ordinanze di custodia cautelare. Si tratta perlopiù di volti noti alle forze dell’ordine e che sono finiti 6 in carcere e 4 ai domiciliari. La droga veniva acquistata tra Varcaturo e Giugliano in Campania, nella zona nord della provincia di Napoli, da immigrati dalla Tanzania. Stamane eseguite numerose perquisizioni e sequestrate anche diverse dosi di eroina.

L’associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti sarebbe stata costituita da sette degli arrestati, gli altri tre rispondono solo di spaccio di droga.

due le organizzazioni. Una prima, la più grande, capeggiata da Cataldo e Roberto Esposito aveva iniziato lo spaccio di eroina, cocaina, ecstasy, hashish, davanti ai locali notturni salernitani. L’attività iniziata grazie alle conoscenze strette in carcere a Secondigliano da Cataldo Esposito con alcuni tanzaniani.

Il secondo gruppo, che acquistava droga anche dagli Esposito, ruota attorno a Matteo Coscia e vede sottoposta alle misure cautelari tre persone.

Le indagini sui due gruppi sono autonome e hanno come punto di contatto Coscia.

Pericolosissima l’ecstasy spacciata, per la presenza di una molecola dagli effetti devastanti per la salute umana, una delle prima volte trovata in Europa

Altri particolari su Croanche domani in edicola




CAVA. Arrestati gli spacciatori della movida cavese

L’INTERA OPERAZIONE ANTIDROGA IN 10 ARTICOLI E IN 14 FOTO

CAVA DE’ TIRRENI. Nascondevano cocaina, hashish e marijuana, perfino nelle tazzine del caffè. Sgominato un centro di spaccio nel pieno centro di Cava de’ Tirreni che ruotava, in parte, attorno all’“Hair Coffee” in via Montefusco, alle spalle delle Poste centrali e a due passi dai portici luogo della movida cavese. Ieri mattina, grazie ad un’inchiesta coordinata dal pm Giuseppe Cacciapuoti della procura di Nocera Inferiore e alle indagini dei carabinieri della tenenza cavese, sagli ordini del tenente Vincenzo Tatarella, sono state eseguite 13 ordinanze di custodia cautelare.
I militari del reparto territoriale di Nocera Inferiore, coordinati dal maggiore Enrico Calandro, hanno trasferiti agli arresti in carcere: Antonio Benvenuto, 50enne residente a Nocera Superiore contitolare del caffè-parruccheria “Hair Coffee”; Domenico Caputano, detto Mimmo, 34enne cavese come lo è anche il 48enne Raffaele De Martino.
Ai domiciliari sono andati Carlo Lamberti, 35enne cavese come anche lo è il 22enne Francesco Trabucco; il 26enne Fabrizio Milite di Nocera Superiore e il 33enne Pasquale Giuliano di Pompei.
Sottoposti all’obbligo di presentazione quotidiano alla Polizia giudiziaria: la 33enne Maria Elena Dominique Guidotti di Montegualtieri, di Cava de’ Tirreni; Gennaro Scirgolea, 57enne cavese come lo sono anche la 40enne Arianna Villani, il 48enne Carmine Medolla (parrucchiere contitolare dell’“Hair Coffee”), il 52enne Claudio Mazzotta e il 40enne Umberto Della Corte.
Indagati nella stessa inchiesta anche la 25enne Debora Abbamonte, di Nocera Superiore, e la 39enne Carmela Bisogno. Due i gruppi distinti in altrettanti capi di imputazione. Il primo gruppo, che avrebbe detenuto e ceduto cocaina, hashish e marijuana a numerosi tossicodipendenti cavesi, di Vietri sul Mare e della Costiera amalfitana, ruotava attorno all’“Hair Coffee”, del quale sono titolari Benvenuto e Medolla, ma agivano nei pressi anche Caputano e De Martino, che, secondo il gip Paolo Valiante, «appaiono sin dall’inizio delle indagini come punto di riferimento di quell’esercizio commerciale per la propria attività di spaccio di sostanze stupefacenti». A costoro sarebbero collegati anche Guidotti di Montegualtieri, Scirgolea e Abbamonte.
Un’altra attività di spaccio avrebbe fatto capo a Carlo Lamberti e diverso da quello riconducibile a Capotano e Benevento. Lamberti avrebbe operato anche in Veneto, dove si era recato per motivi di lavoro, ma telefonicamente teneva i contatti e indirizzava Trabucco, Milite, Mazzotta, Della Corte e Bisogno sul come approvvigionarsi presso terzi della droga da spacciare a Cava de’ Tirreni. I due gruppi, però, certamente, pur non essendo legati tra loro, ben si conoscevano e avevano contatti tra loro come quelli tra Lamberti, Villani e Caputano. A fornire la droga erano fornitori della zona di Boscoreale-Pompei-Torre Annunziata, come quella fornita dal pompeiano “Pascal ‘o chiatt”.
Il giro attorno all’”Hair Cafè” era di notevoli dimensioni, tanto da suscitare le ire degli abitanti della zona, che assistevano a viavai di giovani fino alle 3 di notte che acquistavano stupefacenti di ogni genere che poi consumavano sotto i portici o nelle zone limitrofe.
Le indagini dei carabinieri sono proseguite per mesi ed hanno ripreso una serie di consumatori, la maggior parte dei quali hanno avuto la spudoratezza di negare anche di aver acquistato droga dai venditori, finendo così, più o meno inconsapevolmente, nei guai.
L’indagine non è ancora chiusa e per il momento proseguono soprattutto nella direzione di scoprire altri pusher e capi delle organizzazioni di spaccio metelliano e i loro fornitori nella zona torrese-stabiese-boschese.

Massimo Salvo

 

Il modus operandi dei pusher arrestati. In città non sono gli unici

CAVA DE’ TIRRENI/NOCERA INFERIORE. «Abbiamo interrotto un’attività di spaccio che proseguiva da diversi anni e che faceva della movida cavese un luogo per vendere stupefacenti, visto il gran numero di giovani che li frequentano. Abbiamo dato una risposta alle tante persone che hanno segnalato un’intensa atività di spaccio nel centrio cittadino». Queste le parole degli inquirenti  che ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare l’operazione antidroga.
Alla conferenza hanno preso parte il procuratore facente funzioniAmedeo Sessa, il pm Giuseppe cacciapuoti che ha diretto le indagini, il maggiore Enrico Calandro, comandante il reparto territoriale di Nocera Inferiore e il tenente Vincenzo tatarella, responsabile della tenenza di Cava de’ Tirreni.
Gli inquirenti hanno sottolineato la scarsa collaborazione ricevuta dai molti assuntori fermati, ma nel contempo le numerose segnalazioni ricevute dai cittadini ormai stufi di vedere molte strade del centro trasformate in un luogo di consumo di sostanze stupefacenti.
Molti anche gli esposti anonimi giunti ai militari e le fonti confidenziali raccolte a partire dal settembre 2013 sugli strani movimenti intorno all’”Hair Coffee”, bar-parruccheria situato in un’area ben controllabile sotto uno dei porticati. In zona, non a caso, si ritrovavano molti spacciatori con precedenti penali specifici.
In un primo momento, la droga veniva venduta nei pressi dello stesso bar, poi dopo alcuni arresti la droga contrattata vicino alla parruccheria e infine consegnata previo appuntamento in altre zone della città.
Non è da escludere che il gruppo di presunti pusher avesse subdolato che qualcosa non andava e che erano nel mirino degli investigatori, tant’è che cambiavano spesso numero di telefono, intestate anche a persone non a loro riconducibili.
Durante le indagini sono stati eseguiti diversi sequestri, complessivamente per 100 grammi a riscontro dell’attività investigativa condotta dai carabinieri della tenenza cavese. Sempre durante l’attività investigativa, è stato eseguito anche un altro arresto. In città, però, operano altri gruppi di spacciatori.
(c.b.)

 

L’operazione dei carabinieri che ha sconvolto il lungo sonno di molti cavesi

CAVA DE’ TIRRENI. Il blitz scattato ieri mattina, quando ancora era buio e decine di auto dei carabinieri sono piombate in città stringendola d’assedio come non accadeva da anni. Si è squarciato così una sorta di velo di ipocrisia che riteneva la vallata metelliana immune dallo spaccio di droga. Decine le perquisizioni coordinate dalla tenenza cavese dell’Arma e dal reparto territoriale di Nocera Inferiore. Gli uomini del tenente Vincenzo Tatarella e del maggiore Enrico Calandro hanno eseguito le 13 ordinanze di custodia cautelare in meno di un’ora e mezza. Tra i cento militari impiegati, anche carabinieri cinofili per ricercare stupefacenti nelle abitazioni degli arrestati o nei locali da essi frequentati. Il blitz è scattato, in verità, già nelle prime ore di domenica sera, quando i carabinieri hanno cominciato un servizio di osservazione per poter eseguire le misure cautelari senza sorpresa. Alle 6 del mattino di ieri, Cava de’ Tirreni si è svegliata al suono delle sirene che l’ha svegliata da un lungo sonno sulla situazione criminalità in città.
Carmine Benincasa

 

Consumatori anche da Vietri e dalla Costiera

Da Vietri sul Mare e dalla Costiera amalfitana a Cava de’ Tirreni per comprare il ”fumo” o il “pallino” di cocaina. Non si trattava solo di assuntori di sostanze stupefacenti della vallata metelliana quelli che si rivolgevano ai due gruppi di pusher che ruotavano nel centro storico cavese. Assuntori che si recavano fino a tarda sera nei pressi dell’”Hair Coffee” per acquistare ogni tipo di stupefacente. Da Vietri e dalla Divina costa arrivavano soprattutto il venerdì e il sabato sera, quando la città si popola di tantissimi giovani che animano i diversi locali della zona. Pochi euro per una “canna” o anche 20-25 euro per una sniffata e tornare “fatti” a casa.

 

La droga arriva da Torre e Boscoreale

di Ciro Serrapica

TORRE ANNUNZIATA/BOSCOREALE/POMPEI. La droga per l’Agro nocerino e per la movida di Cava de’ Tirreni arriva dall’area torrese-boschese.
Il profilo che si sta delineando dalle varie operazioni antidroga portate a termine dalle forze dell’ordine negli ultimi cinque anni è proprio questo: nell’Agro nocerino sono attivi i grossisti della droga acuista dagli importatpri dell’area “torrese boschese”.
Le principali piazze di spaccio cavesi si trovano sotto i portici del centro  e nelle stradine limitrofe. In verità si tarta di uno spaccio “volante” fatto nei pressi di alcuni locali e delal gente cxhe passeggia, molto discreto e che non è visibile se non agli assubtori che spesso appartengono alla cerchia di amicizia degli stessi pusher.
Proprio per la localizzazione e per il grande impatto commerciale sui trasporti che ha l’Agro nocerino, infatti, in zona arrivano numerosi camion che, con tanto di “carico di copertura” trasportano ingenti quantità di droga proveniente da ogni dove. Qui vengono stoccati per conto dei clan Aquino-Annunizata di Scafati, alleato con i Gionta di Torre Annunziata; per la fazione opposta invece, i traffici sono riconducibili al clan Gallo-Cavaliere di Torre Annunziata alleato con i Gallo-Limelli-Vangone di Boscoreale. L’egemonia nel maercato della droga ha portato ai numerosi episodi criminali degli ultimi anni: sparatorie, omicidi, tutti commessi nell’area torrese boschese.
A questo punto, come si evidenzia dall’operazione di ieri mattina messa a segno dalle forze dell’ordine, l’Agro nocerino si conferma centrale di stoccaggio per quelli che sono i clan dell’area torrese boschese, visto che ormai sulle loro zone ci sono i riflettori accesi da parte degli inquirenti, ed hanno così deciso di dirottare le partite di droga in arrivo su altre zone, magari meno controllate. Ed è qui che hanno cominciato a stringere contatti con i “grossisti” dell’Agro nocerino, che oltre a stoccare, provvedevano anche a rifornire le varie piazze di spaccio della zona.
I legami tra le varie pedine di questa “scacchiera della morte”, secondo gli inquirenti si sono stretti in carcere, dove hanno avuto modo di conoscersi e stringere così rapporti di collaborazione al fine di creare una rete fittissima di distribuzione delle grandi quantità di droga che arrivano direttamente nell’Agro nocerino. Gli arresti di ieri, segnano un altro punto a favore delle forze dell’ordine, che con grande impegno stanno cercando di dare smacco alla criminalità organizzata che, con le sue ramificazioni, cerca sempre di espandersi e continuare gli affari illeciti.
L’attività investigativa fa emergere, però, che i venditori sono ormai autonomi e si occupano della parte finale della catena, quella vendita all’acquirente e non del traffico, mentre i clan dell’area torrese-bosche si occupano perlopiù dell’importazione dalla Spagna e dall’Olanda e le organizzazioni intermedie dell’Agro nocerino fanno da grossistie staccoatori. A cava, come in ogni comune, esistono vari reti di spacciatori, autonomi e spesso in cobntto tra loro. Sono composte da giovani leve e da assuntori decennali che decidono di affiancare ad un’attività lecita anche una illecità. Si tratta di ristoratori, baristi, artigiani, operai ed altre che pur lavorando vogliono guadagnare di più e per farlo non disdegnano di delinquere

A procurare  la “roba” “Pascale ‘o chiatt”

POMPEI. Sarebbe stato Pasquale Giuliano, 33enne di Pompei, anche se nato a Castellamare di Stabia, a rifornire di droga il gruppo di spacciatori.
In particolare, avrebbe rifornito il cavese Carlo Lamberti che smerciava droga nella vallata metelliana. “Pascal ‘o chiatt” è gravato da precedenti di polizia e reati in materia di droga e sarebbe stato solito incontrarsi in via Masseria Curato, a Pompei, nei pressi dello svincolo dell’A3, con persone provenienti anche da altri comuni per lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Quindi è probabile che le indagini possano trovare uno sviluppo proprio a partire dalla condotta del pompeiano, che potrebbe portare a collegamenti con persone dette all’importazione e all’ingrosso di droga dell’area boschese-torrese.
(c.b.)

A breve possibili ulteriori risultati investigativi

NOCERA INFERIORE. Non è escluso che nelle prossime ore saranno incrociati i dati di varie inchieste dei carabinieri che da anni portano avanti nell’area nord della provincia di Salerno, sia recenti sia del passato, sulla linea di spaccio e rifornimento che collega l’area napoletana all’Agro nocerino, a Cava de’ Tirreni.
Già in altre indagini, è emerso che gruppi di cavesi legati alla gestione di bar del centro cittadino o i negozi di abbigliamento erano legati a fornitori di stupefacenti di Pagani e di altri comuni dell’Agro nocerino.
Cava, poi, era un luogo privilegiato per riciclare il denaro “sporco” attraverso alcune attività commerciali.

Un costesto difficile attorno all’“Hair Caffee”, centrale di spaccio

CAVA DE’ TIRRENI. E’ stato un contesto assai difficile per gli inquirenti da espugnare. Un piccolo fortino nel centro di Cava, quello intorno all’”Hair Coffee”, posto sotto i portici di via Montefusco al centro di un dedalo di viuzze a pochi passi dalla movida metelliana.
I carabinieri hanno dovuto faticare non poco per evitare di essere scoperti durante i numerosi servizi di appostamento. Gli investigatori hanno notato, in particolare, Domenico Caputano, detto Mimmo, già denunciato nel 2010 dagli stessi militari per reati legati agli stupefacenti assieme ad altre 16 persone, aggirarsi nei pressi dell’attività di bar-parruccheria tenuta da Antonio Benvenuto, che gestiva il bar, e Carmine Medolla, parrucchiere.
Dalle ulteriori attività investigative è emerso che il barista utilizzava tre cellulari per i contatti con gli acquirenti della droga, che sarebbe stata conservata in via Cinque, in località San Cesareo, nei pressi delle palazzine Iacp, le case popolari nella periferia cavese presso alcuni parenti di Caputano.
Dopo aver fermato numerosi assuntori, i carabinieri hanno provveduto a sottoporre a intercettazioni telefoniche vari indagati, venendo a capo del giro.

Cocaina e hashish nelle tazzine di caffè

CAVA DE’ TIRRENI. A telefono parlavano di pizze, capi di abbigliamento ed altro per mascherare il traffico di droga. Stupefacenti che erano ovunque, anche nelle tazzine di caffè pronte ad essere vendute agli acquirenti di un’età tra i 18 e i 40 anni.
Ai carabinieri, però, non è sfuggito né il reale significato del linguaggio criptico, né i nascondigli degli stupefacenti, dei più ingegnosi.
(m.s.)

 

Benvenuto, Caputano e De Martino perni nell’indagine tra Cava e Nocera

CAVA DE’ TIRRENI. Per il Gip Paolo Valiante, nell’inchiesta dei carabinieri cavesi, emerge preponderantemente il ruolo svolto da Antonio Benvenuto, contitolare dell’”Hair Coffee”, di Domenico Caputano e Raffaele De Martino. I tre sarebbero stati abitualmente dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti con una frequenza che indica la loro pericolosità. Il gruppo disponeva sia dell’”Hair Coffee” che di un garage in via Cinque. Carlo Lamberti, per il Gip, è il punto di riferimento del gruppo che conduceva il traffico di stupefacenti. Anche la sua attività aveva una certa continuità e sussistenza, pur se avevano una certa difficoltà nel regolare i rapporti economici nei confronti dei loro fornitori. Francesco Trabucco e Fabrizio Milite possono essere considerati il braccio operativo di Lamberti. Trabucco è stato già processato in passato per fatti di droga. Carmine Medolla, pur essendo il contitolare dell’”Hair Coffee”, non ha svolto un ruolo centrale nello spaccio come il suo socio Benvenuto. Maria Elena Dominique Guidotti di Montegualtieri è considerata attivissima anche nello spaccio e ha mantenuto contatti per procacciare le sostenze stupefacenti. Gennaro Scirgolea mette a disposizione la propria abitazione per il consumo di droga e per consentire alla Montegualtieri il confezionamento degli stupefacenti anche per terze persone. Arianna Villani ha avuto rapporti con Lamberti e sembra ben introdotta nel meccanismo dello spaccio.
Claudio Mazzotta ha un ruolo marginalissimo nella vicenda e non compare nelle intercettazioni dello spaccio.
Umberto Della Porta potrebbe essere il collegamento tra Lamberti e un fornitore.
Debora Abbamonte e Camela Bisogno avrebbero agito in appoggi allgli uomini a cui erano sentimentalmente legate. La prima legata a Caputano, la seconda a Lamberti.




Cava invasa dalla droga L’allarme inascoltato.

CAVA DE’ TIRRENi. «Lo spaccio ed il consumo di stupefacenti in città ha raggiunto un livello qualitativo e  quantitativo mai visti prima, grazie anch ad una ramificazione oramai serrata e sopratutto sempre più difficile da scoprire e sventare». Questo l’incipit dell’articolo di Le Cronache del 11 novembre scorso sull’allarme stupefacenti in città. Un allarme inascoltato di più, in una città che sembra intenzionata a nascondere vizi e vantare solo le virtù della sua comunità. L’articolo, allora, provocò molto fastidio e commenti infuriati su facebook, etichettando Le Cronache come denigratore della comunità o di esagerare. Purtroppo, le operazioni di polizia di queste ore dimostrano che quella amarà realtà da digerire non solo continua a rimanere ma va intensificandosi. Con  volto coperto e voce artefatto uno spacciatore raccontò al  nostro Carmine Benincasa le droghe più in voga in città e sopratutto come avviene la compravendita. Le operazioni di queste ore dimostrano che, purtroppo, quelle dichiarazioni erano giuste.  A Cava si spaccia e si consuma di tutto e spesso anche tra giovabnissimi, tra i 13 ed i 15 anni. Dagli spienlli alle sostanze chimiche efiumi di cocaina consumata dai 16 anni fino ai 60. Per molti che amano ballare va di moda le pasticche di varia composizione. C’è poi l’uso della  chetamina, un  tranquillante per cavalli. Lo spaccio avviene in città e in alcuni locali pubblici, spesso tollerato dagli stessi titolari, anche perchè dove si vende     «fumo, pasticche e coca c’è gente». Ad operare sono volti nomi dello spaccio ma anche ragazzetti che fanno dello spaccio uno dei motivi della stessa loro “amicizia”. La “roba” si acquita «’a Torre» (nelle zone tra Boscoreale, Torre Annunziata e Torre del Greco) o dai «neri», dagli extracomunitari della litoranea tra Pontecagano, Battipaglia ed Eboli. C’è chi arriva anche nella zona di Secondigliano a Napoli.  Da 50 euro di cocaina si può guadagnare massimo 100 euro, mentre sul fumo il guadagno è più semplice: basta solamente spacciare qualsiasi sostanza per hashish provenienti da Amsterdam, anche se poi non è vero e con una “pezza” di 10 grammi di fumo a 3 euro al grammo e la rivendono a 10-15 o addirittura 20 euro.  Lo spaccio è soprattutto intraamicizie e nella zona dei portici, anche se non c’è una postazione fissa ben visibile.  La base amicale o di conoscenze rende il sistema meno permiabile dalle indagini e più rassicurante per gli stessi consumatori che ritengono il consumo e il necessario acquisto non più disdicevole.

 

Preso con hashish e cocaina mentre era tra i giovani
della Movida

CAVA DE’ TIRRENI. Fermato mentre era tra i giovani della movida metelliana e trovato in possesso di stupefacenti: arrestato in flagranza di reato il 36enne Antonio Armenante di Cava de’ Tirreni.
I poliziotti della squadra anticrimine del commissariato cavese, diretto dal vice questore Marzia Morricone, ha arrestato Armenante resosi responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e specificamente cocaina ed hashish.
L’arresto  è stato effettuato grazie ad elementi raccolti nel corso di una specifica attività info-investigativa nella quale i poliziotti del commissariato erano già impegnati da qualche tempo e che aveva consentito di accertare che Armenante, persona già nota alle forze dell’ordine per reati specifici, era solito frequentare la “movida” del centro storico di Cava de’ Tirreni, sempre affollata da numerosi giovani, per spacciare cocaina ed hashish. La squadra anticrimine individuare fra i tanti giovani presenti, il 36enne cavese e lo ha fermato. Durante il controllo, gli agenti hanno  trovato Armenante con tre “stecche” di hashish, nonche’ di numerose banconote di vario taglio. Immediatamente, l’uomo è stato perquisito e poi gli agenti sono piombati a casa sua dove è stato trovato un “panetto” di hashish del peso di 50 grammi e  5 “dosi” di cocaina ed un coltello e un bilancino di precisione usati per il taglio della sostanza.   Armenante è stato arrestato per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato associato alla casa circondariale di Salerno, a disposizione del pm di turno presso il tribunale di Nocera Inferiore in attesa del rito direttissimo.




Cilento. Spaccio di droga: 14 arresti e diverse perquisizioni

Cilento. In corso operazione antidroga dei carabinieri del Nucleo investigativo: 14 arresti e diverse perquisizioni domiciliari.




Scafati. Trovato mezzo chilo di marjiuana in un condominio di via Madonnelle. Nessun arresto

SCAFATI. Mezzo chilo di marijuana nascosto in un condominio di via Madonnelle. Scoperrto il panetto di “fumo” dai carabinieri della tenenza scafatese.
La droga era ben nascosta ma non ci sarebbe stato nessunoa  sorvegliarlo oppure, alla vista dei militari, le “vedette” sono scappate via senza poter dare l’allarme  eprendere con loro la sostanza stupefacente.Nessun arresto.
Gennaro Avagnano




Scafati. Droga: arrestata Veruska Muollo

COMUNICATO STAMPA

Nell’ambito dei costanti controlli antidroga svolti su tutto il territorio dell’agro nocerino- sarnese, i Carabinieri della Tenenza di Scafati hanno arrestato due persone.
Ieri pomeriggio, i militari hanno eseguito una perquisizione presso l’abitazione di MUOLLO Veruska, 40enne del luogo, già nota alle Forze dell’Ordine. La donna è stata sorpresa dagli uomini dell’Arma mentre confezionava alcune dosi di cocaina, del peso complessivo di 5 gr., con un bilancino di precisione e della sostanza da taglio, tutto sottoposto a sequestro.

La 40enne è stata tradotta al carcere di Salerno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Durante la scorsa notte, invece, i militari della stessa Tenenza hanno arrestato F.G., un incensurato scafatese di 38 anni. L’uomo è stato bloccato durante un posto di controllo, mentre viaggiava a bordo della sua autovettura. A seguito di un primo controllo, è stato trovato in possesso di 1 dose di hashish, 1 dose di marijuana e diverse centinaia di euro in contanti. Pertanto, i Carabinieri hanno deciso di eseguire una perquisizione presso l’abitazione del 38enne, dove hanno rinvenuto ulteriori 45 gr. di marijuana e 5 gr. di cocaina, nonché un bilancino di precisione, sostanza da taglio, materiale per il confezionamento dello stupefacente e oltre mille euro in contanti, verosimilmente provento dell’attività di spaccio.

Gli elementi raccolti hanno così fatto scattare le manette per F.G., accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sottoposto agli arresti domiciliari.

Nocera Inferiore, 11 luglio 2015




Giffoni Sei Casali. Arrestato 39enne incensurato con un panetto di hashish

Comunicato stampa polizia

 

Prosegue, a cura della Squadra Mobile della Questura di Salerno, l’intensificata attività di controllo ed investigazione sul fenomeno dello spaccio di stupefacenti in questa Città  che ha già portato a numerosi positivi risultati nel periodo più recente con arresti e sequestro di quantitativi anche significativi di droga.

L’attività investigativa e di controllo, come è ormai noto, viene rivolta sia al traffico degli stupefacenti e, quindi, all’individuazione dei flussi di quantitativi importanti di droga che arrivano in Città, sia allo spaccio al minuto e, quindi, all’individuazione della rete di distribuzione degli stupefacenti.

In tale contesto, nel corso dei servizi svolti nella serata di ieri, venivano eseguite numerose perquisizioni e controlli. Un incensurato di Giffoni, M.A. di 39 anni, era stato notato più volte nella zona orientale di Salerno; questi, arrivava a bordo della propria autovettura e, dopo brevissimi incontri, ripartiva alla volta di Giffoni Sei Casali. Ieri sera veniva seguito e bloccato all’altezza del cementificio, sulla strada che, appunto, porta a Giffoni. La perquisizione eseguita nei suoi confronti ed estesa all’autovettura consentiva il rinvenimento di un panetto di hashish per il peso di circa 100 grammi. Durante la successiva perquisizione alla sua abitazione, si rinveniva altro materiale per il peso ed il confezionamento delle dosi. Il 39enne veniva, quindi, tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

 

Salerno, 4 luglio ’15




Giffoni Sei Casali. 1200 dosi di hashish e marijuana: arrestati due spacciatori-

Sono stati arrestati questa notte dai Carabinieri della Stazione di Giffoni Sei Casali due pregiudicati, M.T. e G.G, entrambi 21enni residenti a Giffoni Sei Casali e Giffoni Valle Piana, trovati in possesso di un importante quantitativo di hashish e marijuana, sicuramente destinato ad essere smerciato nel sempre fiorente mercato dello spaccio di stupefacenti dei comuni di Picentini.
Sono stati gli uomini del maresciallo Maurizio Fortunato ad intimare l’alt alla Fiat Punto che questa notte transitava dalla località Malche di Giffoni Sei Casali proveniente, molto probabilmente da Salerno.
Subito i due ragazzi a bordo, già volti conosciuti ai militari dell’Arma, hanno cominciato ad agitarsi tanto da indurre i Carabinieri a procedere ad una approfondita perquisizione personale e del mezzo, all’esito della quale sono saltate fuori 230 dosi di hashish e 890 di marijuana, così come quantificate dal laboratorio analisi sostanze stupefacenti del Comando provinciale dei Carabinieri di Salerno che ha proceduto alle analisi quantitative e qualitative della sostanze in sequestro.
Per i due ragazzi sono scattate le manette e saranno giudicati con rito direttissimo innanzi al Tribunale di Salerno ove dovranno rispondere del reato di detenzione a fini di spaccio di stupefacenti.



Salernitana-casertana. Tre tifosi granata denunciati. Altri nove segnalati per possesso di stupefacenti

Gli accurati e incisivi servizi di controllo, volti a garantire l’ordine pubblico, predisposti dal Questore di Salerno presso lo Stadio Arechi in occasione del derby calcistico Salernitana – Casertana, svoltosi sabato scorso con inizio alle ore 17.30, ed al quale hanno assistito circa 22.000 spettatori, di cui 670 provenienti da Caserta, hanno consentito il regolare e ordinato svolgimento dell’evento sportivo sia nelle fasi prodromiche che in quelle conclusive, culminate poi nella festa promozione della squadra di casa.

In particolare, il personale delle forze dell’ordine ha garantito un’efficace azione preventiva mediante servizi di ordine, vigilanza e viabilità, anche lungo le arterie stradali e autostradali interessate dal transito delle tifoserie.

E’ stato controllato l’afflusso dei tifosi locali e di quelli ospiti ed è stata svolta un’attività minuziosa di filtraggio.

Analogamente, al termine dell’incontro è stato monitorato il deflusso dallo stadio, con particolare attenzione rivolta alla partenza degli autobus con a bordo i tifosi della squadra ospite, per evitare contatti tra le due tifoserie, i cui rapporti sono caratterizzati da un’accesa rivalità.

Personale della Polizia di Stato, prima dell’inizio della gara, è intervenuto nel settore distinti ed ha identificato e bloccato un tifoso della Salernitana, di anni 50, già sottoposto in passato a provvedimento DASPO, che aveva lanciato e fatto esplodere un petardo nel parcheggio antistante lo stadio. Per tale motivo il tifoso è stato deferito all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà. La successiva perquisizione del suo scooter ha consentito ai poliziotti di trovare e sequestrare un fumogeno.

I militari dell’Arma dei Carabinieri, all’esterno della curva sud, hanno denunciato a piede libero, per detenzione di artifici pirotecnici in manifestazione sportiva, un cittadino salernitano di anni 31, trovato in possesso di torce illuminanti e fumogeni. I carabinieri, inoltre, hanno segnalato alla competente Autorità nove tifosi della Salernitana per possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti.

Al termine della gara, durante il deflusso degli autobus con a bordo la tifoseria ospite, uno sparuto gruppo di tifosi locali ha tentato di raggiungere i supporters casertani ma l’immediato intervento delle forze dell’ordine ha evitato che le due tifoserie venissero in contatto.

Nella circostanza, personale della Polizia di Stato ha deferito all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà, un tifoso della Salernitana, di anni 30, per violazione dell’articolo 6 bis Legge 41/89 (Lancio di  materiale  pericoloso in occasione di manifestazioni sportive). Nei confronti di quest’ultimo saranno avviate le procedure previste finalizzate all’emissione del DASPO