Dipendenti minacciano di lanciarsi dal tetto dell’azienda per avere lo stipendio

Erika Noschese

Dipendenti senza stipendio da tre mesi chiedono un incontro con il commissario e salgono sul tetto dell’azienda per chiedere di essere ascoltati. E’ quanto sta accadendo all’interno della IsoAmbiente di Salerno, società partecipata del consorzio di Bacino Salerno 2. A denunciarlo è il segretario generale della Csa Fiadel di Salerno, Angelo Rispoli, secondo cui i lavoratori del consorzio avanzerebbero ancora metà della tredicesima mentre ai dipendendi di IsoAmbiente spetterebbe non solo metà tredicesima ma tre mensilità e, a breve, dovrebbe scattare la quarta. Rispoli ha inoltre spiegato che stamattina un gruppo di dipendenti ha chiesto un incontro al commissario Giuseppe Corona che non ha potuto riceverli in quanto impossibilitato. A dialogare con i lavoratori è stato invece il commissario liquidatore Pietro Antonio Vitiello. La IsoAmbiente Salerno dovrebbe avere dalla Provincia circa 3 milioni di euro, oltre ad alcuni milioni di euro che dovrebbe invece incassare da Ecoambiente, la società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti urbani nella provincia di Salerno.Dipendenti senza stipendio da tre mesi chiedono un incontro con il commissario e salgono sul tetto dell’azienda per chiedere di essere ascoltati. E’ quanto sta accadendo all’interno della IsoAmbiente di Salerno, società partecipata del consorzio di Bacino Salerno 2. A denunciarlo è il segretario generale della Csa Fiadel di Salerno, Angelo Rispoli, secondo cui i lavoratori del consorzio avanzerebbero ancora metà della tredicesima mentre ai dipendendi di IsoAmbiente spetterebbe non solo metà tredicesima ma tre mensilità e, a breve, dovrebbe scattare la quarta. Rispoli ha inoltre spiegato che stamattina un gruppo di dipendenti ha chiesto un incontro al commissario Giuseppe Corona che non ha potuto riceverli in quanto impossibilitato. A dialogare con i lavoratori è stato invece il commissario liquidatore Pietro Antonio Vitiello. La IsoAmbiente Salerno dovrebbe avere dalla Provincia circa 3 milioni di euro, oltre ad alcuni milioni di euro che dovrebbe invece incassare da Ecoambiente, la società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti urbani nella provincia di Salerno.Debiti, questi, che se non risanati , non permettono alla società di poter pagare gli stipendi ai lavoratori della IsoAmbiente.    «Operai messi in ginocchio dall’indifferenza della politica. Pronto a presentare un report sul caso alla Procura di Salerno», ha dichiarato il segretario generale Angelo Rispoli, parlando di «ennesimo dramma del lavoro» che «non può passare inosservato a Salerno». Il segretario generale della Csa Fiadel di Salerno, in queste ore è in stretto contatto con i lavoratori della IsoAmbiente che, senza stipendio da tre mesi, sono saliti sul tetto dell’azienda minacciando di dare vita a gesti estremi se non sarà fatta chiarezza sulla vertenza che, da tempo, vede coinvolta la propria ditta.  «Dalle notizie che mi giungono sono cinque i lavoratori saliti sul tetto, tra cui il nostro delegato sindacale», ha detto Rispoli. Si tratta di persone che hanno subito lo sfratto di casa e che non possono fare la spesa. «Siamo solidali con loro, anche se questi gesti mi lasciano perplessi. Tuttavia, la colpa è dei rappresentanti politici del territorio, inermi su quanto accade a questi lavoratori», ha detto ancora Rispoli, spiegando che tre dipendenti avrebbero già ricevuto l’avviso di sfratto per morosità perchè non pagano l’affitto di casa da mesi. Infine l’appello a magistratura e istituzioni: «Sono disponibile, sin da subito, a spiegare quanto sta accadendo all’interno della IsoAmbiente al capo della Procura della Repubblica di Salerno, Corrado Lembo. Parliamo di un’azienda che vanta svariati crediti dall’Ente Provincia e dall’EsoAmbiente, ma tutto è fermo al palo. Da sindacalista sono pronto a presentare un ampio dossier alla magistratura nel caso in cui mi venga richiesto. Infine, dal presidente della Provincia, Giuseppe Canfora, e da Tonino Cuomo, capo di EcoAmbiente, auspico un atteggiamento più responsabile nei confronti dei lavoratori».Intanto, nella giornata di oggi EcoAmbiene dovrebbe tenere un’assemblea per chiarire le difficoltà che ormai da tempo stanno vivendo i lavoratori e trovare soluzioni concrete affinchè si risolvano le questioni.




Scafati. La protesta delle operatrici sociali: “senza stipendio dall’anno scorso”

Di Adriano Falanga

<<Non sappiamo più a chi rivolgerci, ecco perché facciamo un appello alla commissione straordinaria, che ha già mostrato sensibilità sull’argomento. Abbiamo svolto un lavoro, dateci i nostri soldi>>. Il grido d’aiuto arriva dalle operatrici sociali della cooperativa Emora onlus, da anni gestore di diversi servizi per conto del Piano di Zona, tra cui la gestione del centro disabili “Raggio Di Sole” e la specialistica scolastica a Scafati. <<Stiamo ancora aspettando la retribuzione di dicembre 2015, e di febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno 2016>>. Sono una sessantina le operatrici impiegate dalla Emora, una ventina a Scafati tra la specialistica a supporto delle insegnanti di sostegno e il centro disabili. Molte di queste donne hanno bisogno urgente di quei soldi, unica fonte di sostentamento per chi ha il coniuge disoccupato e una famiglia da sostenere. Sono stanche di aspettare, e nonostante la buona volontà della proprietà della cooperativa sociale per le quali hanno svolto i servizi, la risposta è sempre la stessa: “il Piano di Zona non paga le fatture, senza liquidità non possiamo coprire le vostre spettanze”. Nel frattempo accade anche che il vecchio Piano di Zona viene sciolto a favore della nascita del nuovo Ambito S1. Scafati resta sempre comune capofila, ma la struttura funziona parzialmente ed eroga soltanto i servizi essenziali, quali l’assistenza domiciliare. I problemi giuridici e politici che hanno avvolto la città di Scafati, con il conseguente scioglimento delle Istituzioni e l’arrivo della commissione straordinaria, non facilita le cose. Di fatto la triade intende procedere con il freno a mano tirato, sia per la scarsa liquidità delle casse, sia per verificare attentamente ogni procedura, passata, presente e futura. I Servizi Sociali sono del resto attenzionati anche dall’antimafia, che indaga su assunzioni e nomine sospette. Più volte dalla Emora sono stati inviati solleciti per il saldo del dovuto, l’ultima lettera è una pec del 21 febbraio scorso, a firma del legale Pasquale Villani. Nel documento si diffida il il Comune di Scafati, capofila e beneficiario delle prestazioni, di saldare il dovuto. Decine di fatture per prestazioni svolte dal gennaio 2015 a febbraio 2017. Due anni di insolvenza che hanno messo in ginocchio la cooperativa sociale, lasciando senza paga decine di operatrici. Con ogni probabilità si finirà in un’aula di Tribunale.

Maddalena Di Somma

<<Abbiamo bisogno di quei soldi, abbiamo aspettato già troppo. Facciamo appello alla commissione e ai consiglieri regionali di risolvere il problema – fa eco una delegazione di operatrici – ma la cosa che fa rabbia e che a subire ritardi nei pagamenti siamo noi prestatori dei servizi, mentre risulta che il personale in servizio al Piano di Zona riceve regolarmente le proprie spettanze>>. Insomma, soldi pochi sì, ma non per tutti. <<Mi dispiace molto. Ma la situazione della mancanza di liquidità nelle casse del comune capofila Scafati, dovuta ai mancati trasferimenti regionali, è diventata critica>>. Così la coordinatrice dell’Ambito S1 già alla guida del vecchio Piano di Zona, Maddalena Di Somma. <<Siamo creditori verso la Regione di circa 8 milioni di euro, molti dei quali sono diventati fondi perenti e necessitano di apposite manovre di bilancio per essere sbloccati. Le cooperative dovrebbero coalizzarsi in un’azione forte verso gli uffici regionali>> chiosa la dirigente. Insomma, la responsabilità sarebbe in capo alla Regione Campania. Qui fonti ufficiose però rivelano che il ritardo sia dovuto alla mancata rendicontazione del Piano di Zona. <<Temiamo possa essere solo uno scaricabarile sulle responsabilità, ma a noi non può interessare>> replicano le creditrici. Un’altra delicata questione che finisce sulla scrivania della commissione straordinaria.




Scafati. Anno nuovo, stipendio vecchio. Le retribuzioni degli amministratori comunali

Di Adriano Falanga

Anno nuovo, stipendio vecchio. Per il quarto anno consecutivo gli amministratori di Palazzo Mayer hanno determinato di percepire la stessa indennità e stesso gettone per i consiglieri comunali. Con determina 162 del 15 aprile, l’ufficio Servizi al Cittadino guidato dalla dirigente dottoressa Laura Aiello ha stabilito i compensi che a diverso titolo percepiranno gli amministratori scafatesi. Si è deciso di confermare gli importi del 2014, a loro volta già uguali a quelli del 2013. Nello specifico, il primo cittadino Pasquale Aliberti quest’anno percepirà 3.904,41 euro lordi mensili, stesso importo annuale sarà accantonato per l’indennità di funzione che percepirà a fine mandato. Il presidente del consiglio Pasquale Coppola porterà a casa uno stipendio mensile di euro 2.342,63 lordi, alla pari della Giunta, composta da Nicola Acanfora, Diego Chirico, Antonio Fogliame, Antonio Pignataro, Raffaele Sicignano. Percepirà di meno Annalisa Pisacane, in quanto diversamente dagli altri assessori la sua indennità è decurtata del 50% in quanto dipendente non in aspettativa, cioè che non ha lasciato il lavoro; per lei 1.171,31 euro. L’assessore ai Lavori Pubblici Giancarlo Fele ha un compenso di 2.928,31 euro lordi, in quanto ricopre anche la carica di vice sindaco. Confermati anche i 34,15 euro come gettone di presenza per i consiglieri comunali, che percepiranno sia per le sedute di consiglio comunale che per le commissioni cui fanno parte. I consiglieri possono stare anche in più commissioni. Non riceverà emolumenti per nessun titolo Mimmo Casciello, per sue espressa volontà. Il totale impegnato sul bilancio per l’anno in corso è di 330 mila euro.




Scafati. Nucleo di Valutazione privo dei requisiti. Scatta la segnalazione all’Anac

Di Adriano Falanga

Non avrebbe i requisiti per ricoprire il ruolo di presidente del nucleo di valutazione, scatta la segnalazione all’Anac per Antonio Ruocco, attualmente a capo dell’organismo di valutazione di palazzo Mayer. Esposti notificati anche al Responsabile anticorruzione di Palazzo Mayer (incarico attualmente scoperto dopo le dimissioni di Immacolata Di Saia). Ruocco siede nei nuclei di valutazione anche dei comuni di Torre Annunziata e di Ottaviano, ma ha già ricoperto incarichi simili anche in comuni quali Nola, Sant’Antonio Abate, Grumo Nevano, Castellammare di Stabia. E’ direttore amministrativo presso il Ministero dell’Interno, in quiescenza dal 1° novembre 2012. Secondo l’esposto, trasmesso per conoscenza anche al comune di Scafati, si chiede un parere e controllo circa il possesso dei requisiti dell’esclusività del rapporto, ovvero dichiarazione sottoscritta dal candidato che deve essere trasmessa dall’amministrazione alla Commissione Anac. Si chiede anche la verifica del titolo di studio, perché la sola dichiarazione e il curriculum presentati non bastano. Infine, l’esposto cita anche il divieto di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza, e il dottor Ruocco lo è dal 2012. La delibera Anac 12/2013, stabilisce i requisiti per la nomina dei componenti degli organismi di valutazione. E’ richiesta una laurea in Scienza Economiche e Statistiche, Giurisprudenza, Scienze Politiche o Ingegneria Gestionale. In alternativa al titolo di studio è sufficiente il possesso di un’esperienza quinquiennale in posizione di responsabilità, anche presso aziende private, nel campo del management, della pianificazione, dell’organizzazione e gestione del personale. L’attuale presidente del nucleo di valutazione sarebbe invece laureato in Sociologia.

Andando oltre l’esposto contro il presidente del nucleo di valutazione, secondo quanto stabilisce la delibera dell’Autorità Nazionale anticorruzione 12/2013, anche i restanti componenti non avrebbero i requisiti richiesti. Nominati per decreto sindacale, non si rilevano possessori di idoneo titolo di studio, o comprovata competenza professionale. Aquino Raffaela possiede una laurea in Scienze Motorie; Aiello Immacolata una maturità magistrale, insegnante di scuola primaria e dell’infanzia; La Montagna Giuseppina una laurea in matematica ed è forse l’unica che, da curriculum, dimostra esperienze nel settore privato. Carotenuto Erminia ha una laurea in lettere ed è insegnante; Pagano Nunzia sembra essere docente di navigazione, ma dal curriculum non è chiaro il possesso di laurea. Infine Ruotolo Ivano risulta essere un perito commerciale, ex dipendente Acse. Ai componenti del Nucleo di Valutazione un compenso annuo di 4.250 euro. Funzione fondamentale del Nucleo di Valutazione è quella di proporre all’organo esecutivo i criteri per la “pesatura” e per la “valutazione” dei dirigenti, finalizzata, l’una, alla erogazione della retribuzione di posizione, e l’altra, ai fini dell’attribuzione della retribuzione di risultato. Tra i componenti ci sono anche ex candidati in liste elettorali a sostegno dell’attuale primo cittadino Pasquale Aliberti.




Scafati. I redditi dei dirigenti. La Camera più pagata, la Di Saia ferma al…2013

Di Adriano Falanga

Dopo aver fatto “i conti in tasca” ai politici, passiamo ai dirigenti. Verrebbe da dire “Super dirigenti” osservando le retribuzioni dei responsabili dei diversi settori comunali. Anno 2014. Ancora non è stata pubblicata la retribuzione percepita dalla segretaria comunale Immacolata Di Saia, o meglio, manca solo la sua. Nel 2013 però la professionista casertana ha percepito 88.169 euro lordi, frutto di 43.210 di stipendio base, 34.177 di retribuzione di posizione, 9.682 di retribuzione di risultato. 103.744,98 euro lordi è quanto ha percepito invece l’architetto Maria Gabriella Camera (in foto). La professionista guida tre importanti settori quali i Lavori Pubblici, l’Urbanistica e il Più Europa (da quest’anno passato a Laura Aiello) quest’ultimo gestisce gli appalti ad esso collegati, quali il Polo Scolastico e la riqualificazione area Ex Copmes. Gli oltre centomila euro sono frutto di 43.310 di stipendio base, 45.102 di retribuzione di posizione e 15.332 sono incentivi della legge Merloni. Questa legge istituisce “l’Incentivo per la progettazione”. Succede così che Geometri, Architetti e Ingegneri che lavorano nella Pubblica Amministrazione e sono quindi pubblici dipendenti, nonostante siano già pagati dai cittadini per svolgere il proprio lavoro d’ufficio, quando si occupano di “progettazione” ricevano un incentivo pari al 2% del valore dell’opera, e questo indipendentemente dal fatto che l’opera venga realizzata o meno.

Alla Camera segue la dottoressa Laura Aiello, una laurea in Lettere e un Master in Letteratura e Didattica delle lingue classiche, è a capo dell’Area Servizi al Cittadino. Nel 2014 ha percepito un compenso lordo di 81.310 euro, frutto di 43.310 di stipendio base e 38.000 di retribuzione di posizione. Seguono, poi, gli altri due dirigenti di Palazzo Mayer, la dottoressa Anna Sorrentino e il dottor Giacomo Cacchione, rispettivamente a capo delle aree Servizi al Territorio (gare, contratti, commercio, Suap, cimitero, autoparco) e Servizi Economico Finanziari e Fiscalità Locale e Risorse. Cacchione e Sorrentino, nonostante siano a capo dei settori più “frequentati” e “intasati” di lavoro, nel 2014 hanno portato a casa 73.310 euro lordi a testa, frutto di 43.310 euro di retribuzione base (che a quanto pare è la stessa per tutti i dirigenti) e 30.000 di retribuzione di posizione. Ma chi è che controlla il lavoro dei dirigenti e decide le parti variabili del loro stipendio? La legge prevede il Nucleo di Valutazione e il Controllo di Gestione, organi teoricamente indipendenti, ma di fatto nominati dal sindaco, che a sua volta nomina anche gli stessi dirigenti. In questi organi sono presenti anche componenti politicamente vicini all’amministrazione, essendo stati candidati nelle liste elettorali a suo supporto. I componenti del Nucleo di Valutazione e del Controllo di Gestione percepiscono un compenso pari a 4.500 euro annui.




Pagati otto dei 14 stipendi ai dipendenti de La Quiete. Terminato lo stato di agitazione

Pellezzano/Salerno. Pagati otto dei 14 stipendi ai dipendenti de La Quiete. Terminato lo stato di agitazione. Si parla ora di rilancio della struttura. Domani su Le Cronache tutti i particolari




Dirigenti, esposto alla Corte dei Conti

di Andrea Pellegrino

L’assemblea tra i sindacati ed i vigili urbani si sarebbe conclusa con una fumata bianca. Almeno per ora. Perché quanto richiesto dai caschi bianchi – naturalmente in termini economici – sarebbe stato concesso, per il momento, dall’amministrazione comunale. Altra cosa, invece, il fondo del salario accessorio, sul quale prosegue il braccio di ferro tra sindacati ed amministrazione comunale. E non si escludono eclatanti forme di protesta. Il tutto mentre sotto la lente d’ingrandimento delle varie sigle sindacali passano i concorsi per nominare i nuovi dirigenti di Palazzo di Città, dopo alcuni ed importanti pensionamenti. Gli atti sarebbero stati già trasmessi alla Corte dei Conti. E probabilmente, da quanto si apprende, anche altrove. Il motivo? Sempre lo stesso. Appesantire le casse comunali, quando poi le indicazioni in merito alla riduzione della spesa vanno in tutt’altra direzione. Non fosse altro che il comune di Salerno ha 22 dirigenti, oltre coloro che sono andati in pensione dal 1 dicembre scorso. In pratica, secondo quanto denunciano i sindacati, si sarebbe potuto accorpare i settori ed affidare le competenze rimaste scoperte agli altri dirigenti ancora in carica. Così da evitare nuove assunzioni e soprattutto nuove spese. Anche perché, sostengono sempre le sigle sindacali, nel mentre si pagano nuovi dirigenti, si diminuiscono i compensi a tutto il resto. I concorsi in atto, attualmente riguardano il settore amministrativo, finanziario e quello i servizi informatici. Per ora, seppur a costo zero, Luigi Della Greca (dirigente settore finanziario) ed Annamaria Barbato (area amministrativa) resteranno al servizio dell’ente, almeno fino a quando non verranno nominati i nuovi.




Tagli agli stipendi Salta la trattativa

di Francesco Carriero

Saltano le trattative per il contratto decentrato dei dipendenti del Comune di Salerno. Non è piaciuto per nulla ai rappresentanti sindacali che rappresentano gli operatori dell’Ente, il prospetto presentato per il nuovo contratto decentrato per il pagamento della parte accessoria del salario. Ai conti fatti dal Comune mancherebbero, ha detta dei rappresentanti dei lavoratori, circa mezzo milione di euro utili per “l’appesantimento” delle mensilità prevista dall’accordo ministeriale a cui i dipendenti pubblici devono sottostare. Non bastano quindi le indicazioni della Corte dei Conti che ha di fatto “costretto” i dipendenti a rinunciare ad alcuni istituti, visto che sulle loro buste paga il Comune avrebbe voluto, con il nuovo contratto, calare una mannaia che ne avrebbe portato via una consistente fetta. Ma oltre al divario tra cifra prospettata e cifra calcolata dalle parti sociali, i membri del sindacato si sono visti negare anche una qualsiasi spiegazione di merito alla decisione giunta da Palazzo di Città. Uno smacco per i rappresentanti dei lavoratori che hanno deciso così di interrompere le operazioni di contrattazione e di indire un’assemblea generale per venerdì. «Abbiamo riscontrato un ammanco di 500mila euro sulle figure intermedio – ha spiegato Raffaele Vitale, segretario aziendale della Cisl Fp provinciale – ma l’amministrazione non ci ha dato spiegazioni in merito. Quindi è sospeso il tavolo delle trattative in merito all’accordo del contratto per il 2015». Uno stallo che potrebbe trasformarsi in un lungo braccio di ferro visto che la Rsu del Comune rivendica la totale mancanza di un piano di razionalizzazione per il prossimo anno: «A pagare sono sempre i dipendenti di livello inferiore – ha spiegato Angelo Napoli del Rsu Cisl – visto che i salari dei dirigenti non sono stati minimamente intaccati e che al computo totale del personale, per il perfetto funzionamento dell’Ente, mancano circa 300 unità. Inoltre non è mai stato fatto un serio piano di razionalizzazione dei compensi attraverso le cifre che annualmente facciamo risparmiare all’amministrazione. In fondo, se tutto funziona bene il merito è soprattutto degli impiegati e non solo dei livelli più alti».




Duemila euro al mese Ecco perché non mollano

di Marta Naddei

Un motivo in più per non volere la fine anticipata della consiliatura. Ad essere precisi, si tratta di diverse decine di migliaia di motivi che in un caso, quello dei consiglieri comunali, si chiamano “compensi derivanti dalla corresponsione dei gettoni di presenza” e nell’altro, quello di sindaco, presidente del Consiglio comunale e assessori, si chiamano “compensi derivanti dalla indennità di carica di amministratore”. Insomma, alla luce dei redditi pubblicati sul sito internet del Comune di Salerno, qualcosa in più sui continui rimandi sulla questione decadenza del primo cittadino Vincenzo De Luca, sulle continue sedute delle commissioni consiliari e via discorrendo, si capisce. Non fosse altro che i compensi derivanti dalle attività amministrative compongono buona parte di numerosi stipendi di consiglieri e assessori comunali che, quest’anno, al contrario dei precendenti, sono stati obbligati per legge a comunicare e pubblicare interamente i propri redditi per evitare una sanzione pecuniaria. Oltre la metà del compenso del sindaco De Luca deriva dell’indennità di carica che ammonta a 79mila euro (su complessivi 135 mila euro), mentre per il vicensindaco Eva Avossa l’entrata di 58 mila euro è l’unica denunciata. L’indennità più bassa, tra quelle dei componenti dell’esecutivo di Palazzo di Città, è quella dell’assessore all’annona Franco Picarone, che sui 65 mila euro complessivi di reddito ne incamera 27 mila da amministratore comunale. Si ferma a 40 mila, invece, l’assessore alle politiche sociali Nino Savastano. Le indennità degli altri assessori della Giunta De Luca si attestano intorno ai 50 mila euro. Se la passano peggio, ma non certamente male, i consiglieri comunali i cui gettoni di presenza fruttano somme che vanno dai 6.600 euro dell’onniassente Nobile Viviano, ai quasi 19 mila dei vari Avagliano, Caramanno, Criscito, Galdi, Loffredo, Mazzeo, Petillo, Provenza e Ventura. Nel mezzo cifre che spaziano dai 14 mila ai 17 mila euro derivanti dalla partecipazione alla vita amministrativa del Comune di Salerno. E mentre il consigliere comunale Antonio Cammarota vanta un reddito di 155 mila euro che cammina solo sulle gambe della sua professione di avvocato, un altro esponente della nobile arte forense, Anna Ferrazzano, su un reddito complessivo di 18.175 euro, può contare su compensi derivanti da gettoni di presenza pari a 17.730. Insomma, fare il consigliere comunale a Salerno, a quanto pare, frutta più che fare l’avvocatp. E’ chiaro, forse, perché da lì nessuno se ne voglia andare.




Tagli ai salari, vendita di immobili e bigliettazione aziendale Cstp, la cura Pasquino per la salvezza

Stipendi ridotti, cessione di Palazzo Luciani e di uno dei depositi aziendali. Sono queste alcune delle misure salienti del piano industriale del commissario straordinario del Cstp, Raimondo Pasquino, e che ieri sono state illustrate ai soci nel corso dell'assemblea. Torna, dunque, prepotente la richiesta di sacrifici ai lavoratori dell'azienda di trasporto pubblico locale. Una serie di provvedimenti che ora, a seguito della ricomposizione del puzzle dei contratti di servizio, dovrà essere messa nero su bianco ed inviata al ministero del lavoro per l'approvazione. Lunedì lo stesso commissario Pasquino incontrerà i rappresentanti dei sindacati di categoria proprio per discutere delle misure inerenti i lavoratori, in primo luogo il prolungamento della cassa integrazione. Tra le novità anche la bigliettazione aziendale sulla quale si inizierà a lavorare dal nuovo anno in poi: fino al prossimo mese di maggio, data in cui il consorzio Unico chiuderà i battenti, ci sarà la possibilità di una tariffazione combinata. A quanto pare i costi dei futuri titoli di viaggio si suddividono secondo due categorie: la corsa singola costerà un euro; il biglietto da novanta minuti costerà un euro e dieci centesimi. Passate le festività natalizie, nella prossima assemblea dei soci che sarà convocata nel mese di gennaio, sarà affrontata la questione della definitiva uscita dalla liquidazione della società. Un passaggio che, di fatto, non è stato ancora completato. Il cammino per portare il Cstp verso un porto sicuro è ancora molto lungo.
(man)