Manto stradale a pezzi, una giornata di disagi per la voragine nella zona orientale

Brigida Vicinanza

Una città totalmente paralizzata ieri mattina, a causa di una voragine che si è aperta sul Lungomare Colombo, nella zona orientale di Salerno. Un autobus della Sita diretto nel Cilento infatti è letteralmente sprofondato con una delle ruote anteriori sul manto stradale, completamente dissestato. Un problema quello delle strade sollevato più volte nell’ultimo periodo, da consiglieri comunali di maggioranza ma anche di opposizione. Sicuramente la pioggia di due giorni avrà fatto sì che il manto stradale si indebolisse, ma è pur vero che oramai tutta la città è ridotta a un colabrodo. Dovunque i disagi sono quotidiani. Basti pensare che già domenica i cittadini hanno dovuto fare i conti con unemergenza in pieno centro, in via Volpe, dove un avvallamento della strada ha interrotto il traffico veicolare nella zona per permettere la manutenzione. In una domenica mattina, quando era in corso anche la manifestazione “Pedalando per la città”. Disagi ad automobilisti, ma non solo. Anche ai pedoni che oramai sono costretti ogni giorno a percorrere un vero e proprio percorso ad ostacoli tra le strade cittadine, tra cantieri aperti e lavori di “Open Fibra” che stanno letteralmente esasperando gli animi. In ogni caso, ieri mattina, la strada “crollata” nei pressi del Polo Nautico,è solo l’ennesimo episodio di una città completamente distrutta. E’ stato necessario l’intervento di una gru per permettere al veicolo di sgomberare la strada, con il conseguente disagio per tutti i cittadini di Salerno che si sono visti improvvisamente modificare il dispositivo di traffico e chiudere la strada, in un orario di punta, che già normalmente e quotidianamente congestiona completamente la città. Un problema poi quello del traffico che ancora non è stato risolto. Infatti dall’amministrazione comunale hanno incaricato un’equipe dall’Università degli studi di Salerno che sta provvedendo proprio a studiare le dinamiche veicolare e le zone con maggiore flusso di auto, ovvero alcuni dei punti cruciali in città, per relazionare entro fine mese poi l’assessore all’urbanistica e alla mobilità Mimmo De Maio, sulle soluzioni alle problematiche che da Palazzo di Città dovranno prendere per evitare che la città si chiuda completamente e si congestioni durante tutto il giorno.




Scafati. Caos in via Oberdan per un bus in avaria

SCAFATI. Caos e traffico in via Oberdan per un bus in avaria. Un autobus Sita della linea Napoli Salerno è rimasto bloccato lungo la carreggiata per un’avaria al motor, causando due ore di traffico, nonostante la presenza dei vigili urbani. Gli uomini del comandante D’Ambruoso però non  hanno potuto deviare il percorso dei Tir in transito lungo via Oberdan ed è per questo che si sono letteralmente incastrati l’autobus in panne e un autoarticolato che gli passava di fianco. Ci sono voluti circa venti minuti per far in modo che il camion potesse continuare il suo percorso.
L’autobus si è fermato alle 10 e  solo alle 12 è stato portato via da un apposito mezzo di soccorso .

Gennaro Avagnano




Dipendenti senza stipendi: si rischia un Natale senza bus

di Marta Naddei

Senza soldi non si effettuano servizi. E’ questo, in sostanza, il messaggio che l’Anav, neanche troppo velatamente, ha indirizzato al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ed all’assessore ai trasporti Sergio Vetrella. Il rischio, che si fa giorno dopo giorno sempre più concreto, è che i dipendenti delle ditte private di trasporto pubblico restino senza stipendio di dicembre né tredicesima così come l’utenza rischia di rimanere senza autobus nel periodo pre-natalizio. La nota è stata inviata ieri dal presidente regionale dell’Anav (l’associazione di categoria che racchiude la maggior parte delle ditte di trasporto tra cui Sita, Buonotourist e Curcio, tanto per citare le più grandi) Simone Spinosa ed il messaggio è chiaro: se la Regione non stanzierà i fondi il pericolo è che prenda il via un effetto domino che investirà le aziende per prime e di seguito dipendenti e utenti. Da un lato i ritari nei pagamenti da parte di palazzo Santa Lucia, dall’altro le aziende di trasporto che ormai hanno dato fondo a tutte le loro possibilità economiche al fine di tamponare le falle. «La mancata previsione nel tetto di spesa regionale delle risorse per la copertura finanziaria di 4 mensilità su 12 dei corrispettivi di esercizio dei servizi di trasporto locale – scrive Spinosa nella sua comunicazione – per l’anno solare in corso, oltre ai mancati pagamenti dei corrispettivi relativi alle due mensilità già scadute, determina l’impossibilità per le aziende di tpl di rispettare gli obiettivi e gli impegni pianificati nonché di provvedere ai pagamenti delle retribuzioni del mese di dicembre e della tredicesima mensilità al proprio personale e degli oneri verso i fornitori». Insomma, soldi le ditte non ne hanno più. Per questo, la nota dell’Anav si conclude con un “avvertimento”: «Si chiede di intevenire al fine di evitare che migliaia di lavoratori restino senza stipendio e di scongiurare un eventuale blocco dei servizi nel periodo pre natalizio con conseguente disagio per l’utenza». Ora, tutto passa nelle mani della Regione Campania che dovrà spostare velocemente le somme, affinché non vi sia una paralisi totale del sistema di trasporto pubblico locale proprio a ridosso di uno dei periodi più caotici dell’anno. E sempre in tema di trasporti e stanziamento di risorse, ieri l’ex assessore al ramo della Provincia di Salerno, Michele Cuozzo, attuale coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, ci ha tenuto a rimarcare come il progetto dell’orario on line, presentato lunedì dal presidente Canfora, fosse una sua “creatura”, non mancando di sottolinare come, invece, nulla sarebbe stato fatto per garantire il mantenimento dei servizi. «Ci dica quale iniziative, in questo tempo, ha posto in essere nei confronti del suo governo centrale per garantire stabilità di risorse onde integrare i servizi del tpl? Ci dica pubblicamente quanti km di servizi ha tagliato in pochi mesi di governo? E’ stato un disastro! in meno di cento giorni ha dato il placet al taglio di decine e decine di corse dando un colpo mortale al tpl. Per converso, tutto ad un tratto, si è scoperto sponsor di un progetto avviato dalla precedente amministrazione. Anziché utilizzare le risorse per il pagamento di stipendi a direttori di un “Orchestra” stonata, porti ad esecuzione il protocollo stipulato con l’Università di Salerno per il potenziamento del trasporto studentesco da e per l’Ateneo salernitano» – ha detto Cuozzo.




Sita, guerra sui chilometri

di Marta Naddei

Una partita che si gioca tutta sui chilometri e sui nervi. Le posizioni, tra gli “sfidanti”, sono ancora lontanissime. Nel mezzo i lavoratori della Sita che, oltre a non aver ancora percepito lo stipendio del mese di maggio, potrebbero – nel caso in cui le parti dovessero trovare un accordo – fare i conti con lo spettro degli esuberi. E’ ancora fumata nera dall’ennesimo incontro che si è tenuto, nel pomeriggio di ieri, presso la sede dell’assessorato regionale ai trasporti a Napoli per discutere della vertenza Sita Sud. Ancora una volta è il numero dei chilometri da inserire nell’accordo a tenere le parti ancora molto distanti e ognuna sulla propria posizione: da un lato l’azienda che chiede un accordo unico sulla base di 10 milioni e 738mila chilometri, senza distinzioni tra servizi minimi ed aggiuntivi; dall’altro la Regione Campania e le Province di Salerno, Napoli e Avellino che spingerebbero per la sottoscrizione di due accordi separati. Uno da 9 milioni e 300mila chilometri da considerare come servizi minimi, con il pagamento di un corrispettivo di 2,10 euro a chilometro e l’altro di circa un milione e mezzo di chilometri da valutare come servizi aggiuntivi e che l’azienda dovrebbe, in un certo senso, autofinanziarsi con i ricavi da traffico, ossia con la vendita dei biglietti. L’ipotesi di un duplice binario da percorrere, però, sarebbe poco conveniente all’azienda, ma soprattutto ai lavoratori: se la proprietà dovesse decidere di concentrare i servizi aggiuntivi solo nella fascia temporale che va da aprile ad ottobre – concomitante con l’arrivo dei turisti in Costiera – per il resto dell’anno ci sarebbe un esubero tra il personale. All’incontro con l’assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella ha preso parte il direttore di Sita Sud, Simone Spinosa che ha affermato di avere «l’impressione che si stia facendo il gioco delle tre carte: ancora una volta torniamo a casa senza un risultato soddisfacente per l’azienda e rassicurante per i dipendenti. Credo che saremo convocati nuovamente entro qualche giorno sperando che si arrivi ad un accordo definitivo perché andare avanti così non si può più». Vede, invece, il bicchiere mezzo pieno l’assessore provinciale ai trasporti di Salerno, Michele Cuozzo che pur sottolineando la distanza sul versante contratti, sottolinea che «il confronto si è tradotto in un piccolo passo in avanti. La convergenza è stata trovata nel capire la necessità di aumentare il corrispettivo perché il servizio della Sita è effettuato su un territorio difficile geograficamente. Occorre fare l’ultimo sforzo per risolvere il problema. Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma mi auguro che tutti facciano la propria parte».




Sita, soluzione ancora lontana

di Marta Naddei

Cifre e contratti: i conti non tornano. Ancora una fumata nera, ancora nessun accordo tra Vetrella e la Sita. La proposta della Regione – di un corrispettivo di 1,95 euro a chilometro – non convince per niente l’azienda che ha espressamente chiesto – di concerto con i sindacati – la presenza del Governatore della Regione Campania Stefano Caldoro al prossimo tavolo istituzionale. Già, perché a vertenza Sita va avanti a suon di riunioni mentre il tempo passa e la data del primo agosto è sempre più vicina. Nella giornata di ieri, presso l’assessorato regionale ai trasporti, si è tenuto l’ennesimo incontro tra Sergio Vetrella, i vertici della ditta di trasporto con in primis il patron Luciano Vinella ed il direttore aziendale Simone Spinosa, le amministrazioni provinciali di Salerno, Napoli ed Avellino e le organizzazioni sindacali. «Con l’assessore Vetrella – ha affermato Spinosa – non riusciamo a trovare una soluzione. Il prossimo tavolo deve svolgersi alla presenza del governatore caldoro. Aspettiamo fiduciosi ma ci sono disaccordi sia sulle cifre che sui contratti». Tra le richieste avanzate, in particolare dai sindacati di categoria, anche quella che venga adottato – da parte di palazzo Santa Lucia – un provvedimento ad hoc alla stregua di quello confezionato per il salvataggio di Eav. Prossimo appuntamento, sempre a Napoli, previsto per la giornata di domani, quando l’assessore Vetrella inconterà i rappresentanti tecnici ed istituzionali delle tre Province coinvolte. Il tre giugno, invece, sarà nuiovamente convocata l’azienda, insieme alle Province. In seguito all’esito dell’incontro sarà poi stabilito un nuovo tavolo con i sindacati. Intanto, alle 17 di oggi, si terrà presso la sede di Sita sud, in via Pastore, una assemblea dei lavoratori ma le corse non sarebbero a rischio.




Sita: ennesimo aut aut di Vinella

di Marta Naddei

O pagate quanto ci dovete e secondo quanto accordato o ce ne andiamo. La risposta di Giuseppe Francesco Vinella, amministratore delegato di Sita sud, alla lettera a lui indirizzata dall’assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella non si è lasciata attendere. Una missiva con cui l’ad dell’azienda di trasporto altro non fa che ribadire la propria posizione, senza fare un passo indietro e riproponendo l’aut aut alla Regione Campania: dateci quello che ci spetta, rivediamo i contratti attuali e resteremo ritirando la procedura di licenziamento per l’intero personale. Un punto – quest’ultimo – che per Sita rappresenta il compimento di un iter, mentre per palazzo Santa Lucia dovrebbe invece essere il presupposto dell’iter stesso. Ma Vinella è molto chiaro nella sua lettera: il permanere sul territorio campano, a queste condizioni – da 15 mesi Sita non vede le compensazioni per l’effettuazione degli obblighi di servizio e si è ritrovata con corrispettivi diminuiti alla luce del mancato versamento, da parte delle Province di Salerno, Napoli e Avellino, delle rispettive aliquote Iva e la richiesta, da parte dell’amministrazione provinciale di Salerno di note di credito. Un insieme di fattori che ha causato un buco di bilancio di circa 5 milioni di euro nel 2013 – dopo il rosso già registrato nell’anno precedente – e che rischia di compromettere anche le equilibrate gestioni di Sita in Basilicata ed in Puglia. Condizioni che – sottolinea Vinella – ha indotto l’azienda a «considerare conclusa, in assenza di immediato recupero delle condizioni finanziarie sostenibili, la pur lunghissima esperienza di trasporto nella regione Campania. Tale iniziativa rappresenta null’altro che il necessario atto formale che precede la cessazione dell’attività imprenditoriale nella regione Campania e in nessun modo può essere interpretato come atto di destabilizzazione, atteso che i lunghi tempi della procedura lasciano in ogni caso ampio margine di intervento». Un aut aut cui fa comunque seguito un auspicio da parte dell’ad di Sita, ovvero che la Regione ponga in essere tutto ciò che le è possibile affinché questo “matrimonio” non finisca così.




Sita rompe con Vetrella e abbandona il confronto

di Marta Naddei

La Sita Sud rompe con la Regione Campania. E questa volta la frattura pare essere insanabile. E’ stata una fumata più che nera quella uscita dal comignolo di palazzo Santa Lucia nella giornata di ieri, al termine dell’incontro tra i vertici aziendali e l’assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella. Un incontro conclusosi prima del tempo perché l’amministratore delegato dell’azienda di trasporto, Giuseppe Francesco Vinella ed il direttore di Sita Sud Simone Spinosa, hanno abbandonato il tavolo e hanno chiuso la porta dietro le loro spalle. Sbattendola. Già, perché all’inizio dell’incontro Vetrella è stato chiaro: si parla solo se si ritira la procedura di licenziamento collettivo per i 439 lavoratori della ditta. Una condizione a cui i vertici di Sita non hanno voluto sottostare: revocare ora il licenziamento per l’intero personale significherebbe dilazionare i tempi per la fuoriuscita dell’azienda dal territorio regionale nel caso in cui, nelle prossime settimane, non dovesse essere trovato un accordo. Tradotto in parole povere: la Sita dalla Campania se ne vuole andare. E anche di corsa. Dunque, per la Regione ci saranno ancora 90 giorni (fino al 31 luglio prossimo) per trovare un nuovo vettore che espleti i servizi attualmente svolti da Sita. «Ogni mese ci rimettiamo dei soldi e non ci possiamo permettere di perdere più neanche un giorno – ha affermato il direttore Spinosa – Abbiamo abbandonato il tavolo perché non c’era alcun margine di trattativa. La nostra richiesta era chiara: chiudere col vecchio ed avviare il nuovo con una chiara definizione del quantum delle risorse con tempi e modi di corresponsione ma così non è stato possibile. Il nodo restano sempre le risorse e noi a queste condizioni non facciamo business; non solo non è conveniente, non è nemmeno sufficiente a non andare in rosso (la Sita ha chiuso il 2013 con 5 milioni di euro di perdite, ndr). Adesso hanno 90 giorni per sostituirci e per trovare una soluzione anche per i dipendenti che rimarranno senza lavoro, per i quali ci spiace ed abbiamo massimo rispetto». Ma dal confronto pare sia emerso anche un passo indietro rispetto all’accordo sottoscritto tra le parti il 7 febbraio 2013: ovvero la copertura, nell’ambito degli obblighi di servizio, anche dei servizi aggiuntivi per 700mila chilometri che ieri sera erano “spariti”. «Ci spiace ma non possiamo fare diversamente, confermiamo la decisione di lasciare la Campania, così come resta confermata la procedura di mobilità per tutta la forza lavoro» – ha chiosato Spinosa. Al tavolo con l’assessore Vetrella sono però rimasti i sindacati che hanno preso le distanze dall’atteggiamento dell’azienda. «Non potevamo sponsorizzare il mancato ritiro della procedura di licenziamento – afferma Salvatore Trinchese della Faisa – Se vogliono andarsene, facciano pure ma i lavoratori devono essere tutelati». A tal proposito, Vetrella avrebbe dato delle garanzie: «L’assessore ci ha rassicurati dicendoci che nessun posto di lavoro salterà anche se Sita dovesse andare via». Questa mattina, intanto, da palazzo Santa Lucia potrebbe paritre una nuova convocazione per la ditta, ma ormai il dado sembra tratto e Sita è sempre più lontana dai territori campani.




Sita, corse fino a giugno Lunedì nuovo incontro

di Francesco Carriero

Sita, corse garantite fino a fine mese. Il destino, in provincia di Salerno, dell’azienda di trasporto rimane incerto. Dopo l’incontro interlocutorio avvenuto ieri sera a Napoli tra enti provinciali, dirigenza e sindacati, le nubi nere che avvolgono il servizio dei bus verde argento non sembrano per nulla diramarsi. Nonostante l’impegno delle province di reperire quanti più fondi possibili per garantire le corse, la stesso stato di incertezza che pesa sulle amministrazioni dopo il decreto governativo che li trasforma in enti di secondo livello, impedendo di fatto possibilità di spesa e programmazione. Da Palazzo Sant’Agostino fanno sapere di aver reperito circa 900 mila euro, cifra utile per garantire il servizio almeno fino a fine mese, data dopo la quale, salvo interventi dalla Regione, non si avranno più margini di manovra. «La situazione è tragica – ha spiegato Salvatore Trinchese della Faisa Cisal, dopo l’incontro di ieri pomeriggio – visto che le Province hanno comunicato la loro impossibilità di finanziare il piano Atam, visto soprattutto le incertezze sul loro futuro e sulle competenze che andranno a ricoprire dopo la riforma. Lunedì ci rivedremo nuovamente a Napoli per capire quali saranno le azioni da intraprendere per evitare disastri. Sostanzialmente saranno due le strade da intraprendere, ossia o quella di agire in obbligo di servizio cioè garantendo i servizi minimi imposti dalla legge, oppure penare di riequilibrare la situazione proponendo un nuovo contratto, ridimensionando sempre il servizio in base al 10% di tagli ai chilometri previsti per la provincia di Salerno, che non è detto venga accettato da Sita». Lo scenario che va prospettandosi quindi, non sembra essere dei migliori e nel frattempo il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha commentato la vicenda approfittandone per mandare una stoccata, via social network, a Sergio Vetrella, assessore regionale ai Trasporti: “Ho saputo – scrive – che nei prossimi giorni i dirigenti della Sita dovranno incontrare l’assessore regionale ai trasporti: a loro va tutta la mia solidarietà, perché saranno sottoposti ad un martirio: un incontro con l’assessore regionale ai trasporti è un atto di espiazione, è come flagellarsi. In Campania siamo ormai al disastro, il trasporto pubblico è in condizioni da terzo mondo: interi territori rischiano di restare paralizzati. E il presidente, persona sempre sorridente e garbata per carità, continua a non dare segni di vita e a vivere in una dimensione tutta sua. Dovremo, dunque, fare una battaglia dura per combattere l’ottusità dell’assessore e la latitanza del presidente”.




Protesta sull’Amalfitana: Codacons denuncia Sita

di Marta Naddei

Il Codacons denuncia gli autisti della Sita per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale. Con tre differenti documenti, inoltrati presso le Procure della Repubblica di Salerno, Vallo della Lucania e Nocera Inferiore, la nota associazione a tutela dei consumatori, ha denunciato tutti i lavoratori dell’azienda di trasporto pubblico che nella giornata di martedì hanno protestato lungo la statale 163 Amalfitana. Una protesta vibrante, con tanto di autobus messi di traverso sulla carreggiata, che ha paralizzato il traffico in entrata ed in uscita dalla importante arteria di collegamento tra la Costiera Amalfitana e quella Sorrentina e che ha lasciato a piedi circa 34mila utenti su tutto il territorio regionale. Una manifestazione i cui effetti hanno mandato su tutte le furie il vicepresidente nazionale del Codacons, Matteo Marchetti, che ieri ha inoltrato tre denunce contro «gli organizzatori ed i realizzatori di questo atto illecito, per interruzione di pubblico servizio, per blocco stradale e quanto altro si possa ravvisare». L’iniziativa di Marchetti scaturisce dalle decine di telefonate di cittadini inviperiti, giunte al centralino del Codacons nel giorno della protesta messa in atto dai lavoratori della Sita Sud – scesi in strada contro la procedura di licenziamento collettivo, per 439 persone, avviata dall’azienda e poi sospesa. «I telefoni del Codacons – dice Marchetti – si sono surriscaldati a causa delle chiamate cittadini, studenti e pendolari, che improvvisamente sono stati lasciati a terra dai 300 autisti della Sita che hanno deciso, arbitrariamente e senza alcun preavviso, di bloccare la strada statale Amalfitana 163, mettendo i bus di traverso». Un gesto definito, dal numero due di Carlo Rienzi, «una vera follia, anzi un vero reato». «Immaginiamo solo per un momento cosa succederebbe se tutti i licenziati o i cassintegrati degli ultimi anni, decidessero di occupare, una categoria al giorno, ora questa strada ora quella – spiega Rienzi – Chi rimborserà le tante ore lavorative perse? Chi rimborserà lo stress di tanta gente in inutile attesa o in auto o alla fermata per andare a scuola, al lavoro, all’università o magari a fare una passeggiata?». Insomma, quanto basta per inoltrare una denuncia a ben tre Procure della Repubblica Italiana. Ha scritto, invece, al Prefetto di Salerno Gerarda Maria Pantalone, il segretario provinciale del Partito democratico, Nicola Landolfi. Una lettera, dal carattere squisitamente “politico”, nella quale – nel richiede l’intervento immediato del massimo organo di Governo sul territorio – si attacca nuovamente la Regione Campania, indicata come il principale soggetto dei guai della Sita Sud, quello che ha indotto l’azienda ad assumere la decisione di lasciare il territorio regionale e, di conseguenza, ad avviare la procedura di licenziamento per il proprio personale. «La vertenza Sita – scrive Landolfi – è un ulteriore emblema delle gravissime responsabilità della Regione Campania in ordine a uno dei servizi essenziali di maggiore rilevanza, quello del trasporto pubblico. Tale crisi provoca un ulteriore stato di isolamento dei nostri già martoriati territori. Il comportamento della Regione è gravissimo e irresponsabile, anche perché il nostro territorio è già ai minimi termini sul piano della viabilità e della mobilità». Il tutto nel giorno in cui il servizio ha ripreso il suo regolare andamento.




Sita Sud si è già fermata

di Marta Naddei

Sono rientrati, uno alla volta, nel deposito di via Pastore. I collegamenti da e per Napoli, per l’intera Costiera Amalfitana, per l’avellinese, rischiano di essere un lontano ricordo già a partire da queste ore. Già, perché dalla tarda mattinata di ieri, non circola più nessun bus della Sita per strada. I 439 lavoratori dell’azienda privata di trasporto pubblico locale sono in stato di agitazione, dopo che ieri mattina è stato ufficializzato l’avvio della procedura di messa in mobilità dell’intero personale. Dal prossimo primo di agosto, non avranno più il proprio posto di lavoro: la corda che teneva unita la ditta all’istituzione regionale e a quelle provinciali si è di fatto spezzata venerdì scorso, con il mancato rispetto degli accordi sottoscritti denunciato dalla Sita (mancata sottoscrizione dei contratti, proroga degli obblighi di servizio, mancato pagamento dei corrispettivi) e che ha mandato nuovamente in affanno l’azienda. Ieri mattina, il direttore Simone Spinosa ha incontrato le organizzazioni sindacali per comunicare loro la decisione: all’esito negativo della prima fase di conciliazione tra le parti, i lavoratori – che per la seconda volta nel giro di un solo anno si ritrovano a dover fare i conti con la minaccia di abbandono della Campania da parte della loro azienda e, di conseguenza, con il rischio del licenziamento – hanno deciso di fermare i propri autobus e tornare al deposito. Lì sono in assemblea permanente per decidere come procedere per far valere le proprie regioni Eppure, nel corso di questi primi mesi del 2014, fitta è stata la corrispondenza: la Sita che chiede cosa fare – tramite anche lettere inviate dal legale della società -, la Regione che non ha mai risposto ad una sola missiva e le Province di Napoli, Salerno e Avellino che – in tutto questo – fanno spallucce e chiedono di tagliare i servizi. Una situazione esasperante che ha indotto l’amministratore delegato dell’azienda, Giuseppe Francesco Vinella (nella foto), di rescindere il rapporto lavorativo – o quel che ne resta tra obblighi di servizi e proroghe – con tutti gli enti che hanno a che fare con la Regione Campania. Nel mezzo, i lavoratori che, ancora una volta, subiscono la confusione e le indecisioni della politica e che sono inevitabilmente legati a doppio filo alle decisioni della dirigenza della loro società. Anche oggi, per strada, non dovrebbero circolare i mezzi della Sita: con buona pace degli utenti.