Scafati. Città al buio, pronto il nuovo bando per la pubblica illuminazione. Costi quasi azzerati

Di Adriano Falanga

Senz’acqua, al buio e parzialmente senza luce. Questa è la città di Scafati degli ultimi giorni. Mentre l’Acse prova (ancora) a organizzare un servizio di raccolta efficiente, la Gori ha a che fare con una condotta idrica vetusta e carente. Di contro, il Comune di Scafati approva il capitolato d’appalto per la manutenzione ordinaria e straordinaria della pubblica illuminazione. Dai poco meno di 200 mila euro dell’ultima gara d’appalto, chiusa nel 2015, ai soli 44 mila euro (iva compresa) di base stabiliti oggi. Una cifra che chiaramente sarà soggetta ad ulteriore ribasso. Certamente un vantaggio economico per l’ente, ma bisognerà capire anche se lo stesso sarà per il servizio reso. Perché delle due l’una, o in precedenza il servizio era lautamente retribuito oppure oggi è limitato al minimo essenziale, con il rischio di vedere deserta la gara. Il rapporto tra il precedente capitolato d’appalto con quello odierno è impressionante, la stessa cifra prevista oggi è pari alla cifra spesa a bimestre nel 2015. <<Troppo poco ora o troppo caro allora? Siamo preoccupati che in futuro, visto le somme stanziate, il servizio non sarà dei migliori>>. L’allarme è lanciato da Scafati in Movimento. <<L’impegno di spesa previsto non è per nulla congruo affinché si risolvano i numerosi problemi e disagi arrecati alla cittadinanza e legati a questo (dis)servizio – aggiungono gli “amici di Grillo” – Soluzioni per ridurre i costi e per immediatamente generare liquidità, noi, le abbiamo già individuate e segnalate all’ente a mezzo protocollo molto tempo fa, come il taglio del fitto per il collocamento, eliminare il fitto di Palazzo Sisto. Fittiamo poi gli immobili del Comune, aumentiamo i costi dei fitti degli appartamenti dell’ente che in alcuni casi sono bassissimi>>. Infine la polemica sulla recente nomina del comandante della Polizia Municipale: <<era proprio necessario, avendo in organico il maggiore Cataldo e il sovraordinato Colonnello Apicella che era una garanzia?>>




Scafati. Viaggio nella politica scafatese: partiti, movimenti, personaggi

Di Adriano Falanga

Le elezioni comunali sono lontane, con buona probabilità gli scafatesi torneranno alle urne per scegliere la nuova amministrazione nella primavera del 2019. Con l’insediamento della commissione straordinaria a Palazzo Mayer la politica eletta è stata sospesa, con tutte le gravi conseguenze relative ad uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Seppur la scena mediatica è occupata ancora dalle indagini dell’inchiesta che ha comportato il commissariamento, partiti e movimenti politici non stanno fermi. Anzi, stare lontano dai riflettori può favorire (o almeno dovrebbe farlo) un dialogo interno e la costruzione di nuovi progetti politici. Partiamo dal Partito Democratico allora. Dopo le dimissioni di giugno della segretaria Margherita Rinaldi, al circolo di via Giovanni 23° si lavoro al prossimo congresso cittadino. La partita è molto importante, perché chi prenderà le redini in mano della sezione cittadina sarà chiamato a farlo fino alle amministrative, passando per le politiche 2018. Compito non facile, considerato l’alto tasso di “litigiosità” che alimenta il partito negli ultimi anni. Oggi si paga ancora il dazio per non aver presentato un proprio candidato alle elezioni regionali del 2015. Un’occasione persa, che avrebbe potuto “misurare” su scala provinciale e regionale la forza dem scafatese. Hanno preferito dividersi e oggi, non è forse un caso se il governatore Enzo De Luca non è mai stato a Scafati sia prima che dopo la sua elezione. E Scafati ha bisogno di un rapporto con la Regione come un diabetico con la sua insulina. Passano da Palazzo Santa Lucia le risposte ai principali temi che attanagliano la città dell’agro: ambiente, sanità, fiume Sarno. Ma oltre un comunicato stampa sulla firma del nuovo accordo di programma non si è visto e saputo nulla. Un accordo che va a finanziare opere già completate o interrotte, tutte progettate dall’amministrazione Aliberti. Il congresso cittadino necessita quindi di un forte segnale di unità e condivisione di intenti.

Arrivare ad un congresso unitario è fondamentale, come fondamentale è trovare il giusto segretario che riesca a far sintesi interna e rendere appetibile il partito all’esterno. Pare che la convergenza stiano portando alla scelta di Michele Grimaldi, ex leader dei Giovani Democratici. Grimaldi, nonostante la giovane età, ha alle spalle una forte esperienza di partito, ha capacità di aggregazione e dopo l’esperienza da consigliere comunale ha assunto un carattere più “moderato”, così da piacere anche all’area ex democristiana del partito. Quanto ai possibili aspiranti alla poltrona di primo cittadino, spicca su tutti Marco Cucurachi, che neanche lo ha mai nascosto. A guardare alla poltrona che fu di Aliberti c’è anche Michele Marano, noto imprenditore scafatese e già sponsor dell’ex sindaco Francesco Bottoni. Potrebbe inserirsi nella partita, in prospettiva primarie, anche Gennaro Velardo, il cui nome è stato ad un passo dall’essere candidato alle regionali scorse. Il già due volte sindaco Nicola Pesce potrebbe avere anche il sostegno di Art.1-Mdp mentre in quota rosa potrebbe spuntare Margherita Rinaldi, che pure ha ben lavorato alla guida del partito, fino ad essere eletta in Assemblea Nazionale. Tutte ipotesi che avranno maggiori certezze soltanto dopo le elezioni politiche in programma la prossima primavera.

CENTRODESTRA DIVISO

Il centrodestra attualmente a Scafati non ha più un partito di riferimento. E non è detto possa essere un male, visti i trascorsi. Si parte dalle macerie dello scioglimento, con due correnti contrapposte, l’una facente capo a Pasquale Aliberti, l’altra che raccoglie tutto il resto. Gli alibertiani per forza di cose non potranno contare (salvo colpi di scena giudiziari) in una candidatura diretta proveniente dalla famiglia Aliberti. Monica Paolino terminerà il mandato regionale nel 2020, mentre tra le fila dei fedelissimi, l’inchiesta Sarastra ha bruciato il nome di Giancarlo Fele, unico capace di fare sintesi dopo Aliberti, durante l’esperienza amministrativa. Restando dentro l’ex maggioranza consiliare, Brigida Marra o Annalisa Pisacane potrebbero segnare la continuità alibertiana. Ma sono solo mere ipotesi, tutte legate agli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria. L’altra corrente di centrodestra potrebbe far capo all’ex presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola, ma quest’ultimo al momento ha assunto un profilo basso, non certo da leader politico. Coppola potrebbe sintetizzare un paio di liste, assieme all’amico di sempre Pasquale Vitiello, all’ex vicesindaco Giacinto Grandito, e qualche ex alibertiano in crisi di identità. Una candidatura più “partitica” potrebbe essere quella di Cristoforo Salvati, che nel 2019 andrebbe a ritentare il grande salto. Al momento però il medico scafatese deve prima trovare l’unità nel suo schieramento. Con lui in Fratelli d’Italia anche Mario Santocchio e Angelo Matrone. Il primo pare guardare ad una coalizione di moderati, molto allargata e di stampo civico, seppur avendo espresso gradimento per Pasquale Coppola. Angelo Matrone è invece determinato a giocarsi la partita da protagonista, almeno al primo turno. Poi ci sono gli “ex”. Su tutti Luca Celiberti, che punta a guidare Forza Italia a Scafati, sponsorizzando la candidatura di Filippo Accardi, già assessore con Aliberti.

GLI ALTRI

Se il centrodestra, monco di Pasquale Aliberti, è ancora alla ricerca di un leader, la sinistra può vantare di tutta una serie di realtà ben organizzate e piuttosto attive. Articolo Uno-Mdp non è ancora “sposato” con il Pd, e non è detto possa diventarlo, visto il lavoro che il segretario Mirko Secondulfo sta realizzando. Certo, molto dipende dagli esiti delle elezioni politiche, ma l’ambizione è di esprimere un proprio candidato, da mettere magari sulla bilancia delle primarie. Un nome su tutti: Ignazio Tafuro. Nell’attivismo di sinistra impossibile non citare Francesco Carotenuto. Alla guida di Scafati Arancione (corrente vicina al sindaco di Napoli Luigi De Magistris) Carotenuto potrebbe e meriterebbe più spazio, in una forza politica di maggiore spessore. Carotenuto dalla sua ha la capacità di saper aggregare giovani, e formare una lista elettorale non di poco valore. C’è poi il M5S, in città rappresentato da Scafati in Movimento. I militanti sono stati vera spina nel fianco dell’amministrazione sciolta, a differenza dei meet up del comprensorio, da queste parti si è andati oltre i gazebo e l’eco degli slogan romani. Ai grillini va riconosciuto il merito di essere stati costantemente attivi, con o senza amministrazione comunale. Però per le elezioni comunali bisogna uscire dalla mentalità dell’attivismo e cominciare a mettere le basi di un vero progetto programmatico, che sintetizzi non solo giovani militanti, ma anche personalità provenienti dall’esterno del Movimento. L’uno vale uno in fase elettorale serve a poco, se non a creare divisioni. Il M5S deve esprimere un leader, che possa essere espressione sintetica e concreta dell’attività politica da anni portata avanti dal meet up in città. E chissà che non esca da queste fila un candidato rosa.




Scafati. Escalation criminalità: lo Stato balbetta, la camorra parla…e troppo. Lo sappia Minniti

Di Adriano Falanga

Stava approssimandosi l’alba di un nuovo giorno, a 24 ore di distanza dall’ultimo raid camorristico, quando una pattuglia dei carabinieri di Angri riscontrava l’ennesimo attentato. Via Monte Grappa è in pieno centro città, a cento metri dal Municipio, di spalle ad un noto istituto bancario. Saranno decine le videocamere di sorveglianza che avranno ripreso scene dell’attentato. Ma a Scafati servono a poco, non è azzardato dire a nulla. Dal 2012, anno in cui cominciò l’escalation delle bombe, non un solo mittente è stato identificato. E mentre l’antimafia da due anni cerca di arrestare l’ex sindaco Pasquale Aliberti (ancora non rinviato neanche a giudizio) la camorra s.p.a si adopera freneticamente. Ieri notte sul posto si è trovata una pattuglia di Angri, e non è la prima volta che questo comando interviene a Scafati. Questo mostra chiaramente la misura delle difficoltà in cui si trova lo Stato a imporre la legalità. La città è ferma alle parole di Salvatore Malfi, Prefetto di Salerno, pronunciate lo scorso 14 agosto. La commissione straordinaria prova a districarsi nei meandri burocratici per racimolare qualche centinaio di migliaia di euro per potenziare la videosorveglianza pubblica. E alla Tenenza dei Carabinieri di via Oberdan manca da mesi il nuovo Tenente. Può essere mai questa la risposta dello Stato? Eppure, dopo il vertice sulla sicurezza del 14 agosto la città si aspettava una risposta forte, decisa: posti di blocco, perquisizioni, fermi, controlli, e invece nulla. Non un arresto, non un indagato. E’ tutto facile a Scafati, come rapinare, da soli e senza pistola, in pieno giorno, l’ufficio postale centrale, situato sotto le finestre di Palazzo Mayer. Facile come sparare ben 13 colpi di arma da fuoco contro la serranda di un’attività commerciale e la sera dopo, piazzare un ordigno incendiario ai danni di un’altra attività. Se c’è qualcosa che contraddistingue la camorra scafatese è la mancanza di paura. Da queste parti si muovono con una sfacciata spavalderia, e i fatti lo dimostrano. Lo Stato balbetta, ma la criminalità “parla” e pure troppo. Lo sapia il ministro Minniti

DECRETO MINNITI APRE AL POTENZIAMENTO DELLE FORZE DI POLIZIA

Il decreto del ministro Marco Minniti, approvato il 14 agosto, ha come obiettivo la razionalizzazione dei compiti e dei presidi delle forza di polizia italiane. Il decreto ridisegna, in maniera chiara e definita, anche i requisiti e le condizioni territoriali affinché possano essere potenziati, chiusi, aperti o trasferiti presidi di forze dell’ordine. Ed è il caso di Scafati, dove sul territorio sussiste ancora solo una Tenenza dei carabinieri che funziona però come un presidio territoriale, quanto a organizzazione e soprattutto risultati prodotti. E’ chiaro che bisogna potenziare e rinnovare l’organico della struttura. La nuova geografia criminale richiede una rivisitazione delle strategie di prevenzione e contrasto di cui la dislocazione e il numero dei presidi delle Forze di polizia rappresentano indubbiamente un aspetto significativo. Secondo i dettami del decreto Minniti, potrebbe anche presentarsi la necessità di trasferire il presidio di Pubblica Sicurezza da Sarno a Scafati, mentre la Tenenza dei carabinieri potrebbe essere elevata a Comando Compagnia. Non sempre è questione di quantità di uomini, ma delle loro distribuzione territoriale. Minniti è stato chiaro. Ai prefetti la decisione.

GLI ONOREVOLI CHIEDONO AIUTO A MINNITI

<<Non ci sono più scuse dietro le quali lo Stato possa nascondersi. Proprio in una città, commissariata a seguito dello scioglimento per infiltrazione camorristica, lo Stato stesso deve farsi sentire ancora di più>>. Così Angelo Tofalo (in foto), deputato del M5S, che promette: <<Il prossimo 12 settembre riapriranno gli uffici della Camera dei Deputati e mi impegno a sottoporre al ministro degli interni Minniti un’interrogazione riguardante la “(in)sicurezza” di Scafati>>. Il salernitano grillino raccoglie le segnalazioni del meet up locale e non lesina critiche anche all’operato della commissione straordinaria: <<il cui lavoro sembrerebbe stia provocando malcontento e disservizi tra i cittadini. Scafati ha bisogno di crescita, sviluppo, investimenti, lo Stato non può venir meno in un campo come la sicurezza, ne va della credibilità delle istituzioni. La camorra si combatte anche con il lavoro e lo sviluppo – aggiunge Tofalo – Un maggior controllo con più forze dell’ordine sul territorio possono trasformare Scafati da “far west” a faro dell’Agro Nocerino Sarnese. Non un passo indietro contro la criminalità>>. Articolo Uno-Mdp, a Scafati rappresentato da Mirko Secondulfo e Ignazio Tafuro, fa leva sul deputato Michele Ragosta, che raccoglie l’invito: <<È necessario un intervento deciso del Prefetto di Salerno, Salvatore Malfi e del ministro dell’Interno, Marco Minniti, affinché venga rafforzata la presenza dello Stato in questa zona dove, nonostante il lavoro eccellente delle forze dell’ordine a disposizione, evidentemente serve uno sforzo maggiore per garantire sicurezza e rispetto della legalità>>. <<Ho chiesto personalmente a Peppe De Cristofaro, senatore Campano di Sinistra Italiana e membro della commissione parlamentare antimafia, di produrre un’interrogazione rivolta al Ministro degli Interni – così Raffaella Casciello – Questa situazione mette in serio pericolo oltre che le attività commerciali del nostro territorio anche la sicurezza di tutti i cittadini e le cittadine. Il problema della camorra a Scafati non può più essere trattato come un problema locale. È per questo che è urgente una risposta nazionale>>




Scafati. Dalla Regione il via libera definitivo alla Helios, tra obblighi e prescrizioni

Di Adriano Falanga

Seppur tra una lunga lista di prescrizioni, la Helios vede la parola fine alla lunga Conferenza dei Sevizi chiesta dalla Regione Campania lo scorso anno a seguito dell’ultima richiesta di ampliamento attività non sostanziale. Una richiesta necessaria per apportare le modifiche agli impianti dopo la diffida del Comune di Scafati circa la formazione di odori, ai rilievi del Dipartimento ARPAC di Salerno a seguito di sopralluogo del 20/07/2016 e in ottemperanza delle prescrizioni impartite il 30/11/2015 dal Corpo Forestale dello Stato – Stazione di Sarno. L’azienda di via Ferraris che stocca e lavora i rifiuti, vede chiudersi anche la fase commissariale imposta dalla Procura di Nocera Inferiore ad ottobre 2017, dopo il sequestro “in attività” e la nomina di un pool di tecnici ad affiancare l’amministratore delegato Francesco D’Auria, finito sul registro degli indagati. La Helios avrebbe regolarizzato la sua posizione e concretizzato le dovute misure per evitare il pesante impatto ambientale con l’ambiente che la ospita. La Conferenza di Servizi si è tenuta nelle sedute del 20/10/2016, 19/12/2016, 02/02/2017, 16/03/2017 e 19/05/2017. L’autorizzazione viene concessa nonostante il parere negativo del Comune di Scafati (rispetto alla regolarità edilizia limitatamente alle opere indicate nelle ordinanze comunali emesse). Via libera invece dall’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano e dall’Arpac. Assenti gli altri enti convocati, tra cui l’Asl, che non hanno fatto pervenire nessuna nota in merito. L’azienda dovrà sottostare a precise prescrizioni, tra cui il rispetto del Piano di Monitoraggio e Controllo sostanze chimiche in atmosfera, effettuare entro trenta giorni dall’ultimazione dei lavori un’indagine fonometrica lungo il perimetro aziendale finalizzato a verificare il rispetto dei valori limite previsti dalle norme di settore, nonché un autocontrollo delle emissioni in atmosfera odorigene. Niente turni notturni, l’attività lavorativa dovrà essere svolta esclusivamente in orario diurno dalle ore 6 alle ore 22; in occasione di ponti festivi che non consentono il regolare conferimento verso impianti esterni, quanto al rifiuto umido biodegradabile, potrà applicare la procedura emergenziale di stoccaggio, da attuare mediante l’utilizzo di sei cassoni metallici scarrabili a tenuta, da ubicare nell’area in depressione dedicata.

Quanto all’attività edilizia spetterà al Comune controllare (attualmente azienda ed Ente pubblico sono finiti davanti al Tar). Per quanto riguarda il trattamento delle acque nere e grigie provenienti dei servizi igienici, la Helios previa depurazione, verserà tutto nel collettore fognario posto sulla strada prospiciente l’impianto. Le acque pluviali incidenti sulle coperture dei corpi di fabbrica, raccolte mediante idonee condotte pluviali e pozzetti di raccolta saranno scaricate nella fognatura passante per via F. Ferraris. Le acque pluviali, incidenti sui manufatti presenti all’interno dei capannoni e tettoie, finiranno nel canale Fosso del Mulino, e da qui nel fiume Sarno. Le acque interne ai capannoni confluiranno in griglie di raccolta del tipo a nastro, da qui giungeranno in un pozzetto di raccolta e derivazione posto sul piazzale e dove seguiranno, poi, il percorso delle acque di dilavamento del piazzale verso l’impianto di depurazione; Le acque di dilavamento piazzali, raccolte da adeguate griglie disposte sull’intera superficie dell’impianto, fino ad essere canalizzate al pozzetto temporizzatore e da qui all’impianto di depurazione prima dell’immissione in fogna. Vietato qualsiasi altro tipo di scarico liquido non autorizzato. L’azienda avrà obbligo di effettuare l’autocontrollo sullo scarico procedendo ad analisi qualitative sulle acque reflue rilasciate e sull’emissione in atmosfera di sostanze chimiche, con cadenza periodica, tramite compilazione di apposito registro.

DAL 2011 GUERRA SENZA TREGUA

Era il 21 ottobre 2011 quando l’Igiene Urbana fu autorizzata dalla Regione Campania, previo silenzio assenso del Comune di Scafati, all’esercizio dell’impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti pericolosi e non, ubicato in un opificio che prima ospitava un’industria conserviera, in piena area Pip. E questo, nonostante i piani attuativi degli insediamenti industriali prevedessero il divieto per lo svolgimento di attività insalubre. Il 31 luglio del 2013 l’autorizzazione è stata volturata alla Helios srl, di fatto collegata all’Igiene Urbana che ha lavorato con l’Acse, occupandosi del ritiro del rifiuto organico, fino all’anno scorso. Nel corso degli anni, più volte l’azienda ha fatto richiesta di ampliamento, sostanziale e non sostanziale, della propria attività. L’ultima autorizzazione è stata concessa il 23 dicembre 2015, relativa ad un aumento della volumetria di alcuni tipi di rifiuto, tra cui una maggiorazione del 10% degli scarti alimentari di mense e cucine. Ed ogni volta la Regione ha informato il Comune di Scafati, che puntualmente non ha opposto resistenza o presentato deduzioni. In questi anni sono molteplici gli esposti sottoscritti dai residenti contro la puzza e i rumori molesti provenienti dall’opificio. Prima dello scioglimento il consiglio comunale aveva costituito una commissione d’inchiesta per verificare la regolarità dell’iter procedurale e le autorizzazioni in possesso della Helios. Sul tema anche uno scontro politico tra maggioranza e opposizione, quest’ultima accusava l’amministrazione uscente di aver taciuto e permesso sia l’insediamento che i successivi ampliamenti dell’azienda. Ad ottobre 2016 il sequestro e il commissariamento, poi la conferenza dei servizi, ed infine il via libera definitivo alle attività, con decreto dirigenziale della Regione Campania n. 36 del 6 luglio 2017.

M5S: ORAMAI PROBLEMA POLITICO

<<Il problema Helios a questo punto diventa politico>>. Da Scafati in Movimento la promessa di investire nuovamente il gruppo di consiglieri regionali del M5S per affrontare la questione ambientale di via Ferraris. << Cambiano i musicanti ma non la musica. La Giunta regionale continua a rilasciare decreti autorizzativi alla Helios. Forse non è chiara la situazione di disagio che ancora il sito di stoccaggio per rifiuti provoca ai residenti della zona. Ci chiediamo se il Pd locale è a conoscenza di questo nuovo decreto autorizzativo>>. Il gruppo consiliare uscente dei democrat è stato molto attivo sulla vicenda, contribuendo in maniera determinante alla revoca dei permessi comunali. Ecco perché i grillini sollecitano il partito <<di chiedere ai suoi interlocutori in Regione spiegazioni in merito o quantomeno rispondere all’interrogazione del Movimento 5 Stelle che ancora chiede di calendarizzare in Commissione l’argomento Helios. È nei loro poteri farlo ed è loro dovere visto che più volte si sono schierati contro le autorizzazioni per il sito di stoccaggio. Chissà se nella conferenza stampa che terranno con gli onorevoli regionali Luca Cascone e Franco Picarone faranno luce anche su questo chiedendo di intervenire>>. L’area Pip, eterna croce degli scafatesi. <<La Regione non può ignorare la delibera di Consiglio Comunale dell’ottobre scorso in cui fu chiaro che le aziende come la Helios non sono gradite nel Pip scafatese, dunque perché dare nuove autorizzazioni?>>. Gli attivisti accusano il Comune di Scafati di aver fatto una blanda opposizione in sede di conferenza dei servizi: <<solo qualche appunto alle autorizzazioni edilizie e nulla sul tema ambientale>>. Insistono sulle norme di attuazione: <<Altri Pip si sono ben guardati da permettere l’assegnazione ad aziende come la Helios. Il bando è pubblico e sono pienamente elencate le aziende non gradite. Perché a Scafati invece questo non viene tenuto conto?>>. Infine, l’appello alla commissione straordinaria <<di emanare un’ordinanza a tutela della salute pubblica di divieto di sosta degli autocompattatori, che creano disagio alla viabilità su strada pubblica, e non area privata adibita a parcheggio. Inoltre, più volte abbiamo documentato come questi mezzi perdano liquido, similmente percolato, dai cassoni, finendo direttamente sulla nuda terra sottostante>>




Scafati. Pronto soccorso: “De Luca ora non hai più scuse”

Di Adriano Falanga

Tanto tuonò, che forse, prima o poi, pioverà. Ieri mattina in Regione Campania si è parlato molto di pronto soccorso del Mauro Scarlato, sia per la manifestazione pacifica portata avanti da una trentina di cittadini, sia per l’ordine del giorno presentato dal gruppo regionale del M5S. Andiamo per ordine però. La novità è la nomina del Governatore Enzo De Luca a commissario per l’emergenza Sanità. In tal modo, l’ex sindaco di Salerno rileva pieni poteri sulla gestione della Sanità campana, seppur in coordinamento con il Consiglio dei Ministri. Il reinserimento del presidio scafatese nella rete dell’emergenza è una realtà che può essere concretizzata attraverso una sua disposizione. Toccherà quindi ad Enzo De Luca portare a termine un lavoro lasciato sospeso dal suo predecessore Stefano Caldoro. Da Scafati sono partiti di primo mattino una quarantina di persone, tra cui una delegazione di Scafati in Movimento. “Non vi permettiamo di giocare con la nostra salute…game over” capeggiava sullo striscione. Una manifestazione simbolica, pacifica, volutamente senza simboli di partito, quale atto finale della lunga e prosperosa petizione per la riapertura del Pronto Soccorso. Una raccolta firme nata attraverso il gruppo Facebook “sei di Scafati ‘Se’”. Il drappello di manifestanti è però andato via in tardi mattinata senza riuscire a incontrare nessuno.

1-protesta2Nel frattempo l’ordine del giorno presentato dal M5S, a firma dei consiglieri Ciarambino, Cammarano, Cirillo, Malerba, Muscarà, Saiello, Viglione è stato respinto per volontà del gruppo Pd. La portavoce Valeria Ciarambino ha fatto sapere di ripresentare l’argomento nella prossima conferenza dei capigruppo per la sua ricalendarizzazione. Un tentativo di prendere tempo per il Partito Democratico, dopo appena 48 ore dalla nomina di De Luca e soprattutto in previsione della conferenza stampa che si terrà a Scafati venerdì mattina. Il tema sarà proprio l’ospedale Scarlato e a parlarne alla città saranno i consiglieri regionali Luca Cascone e Francesco Picarone. Il via libera all’attuazione del nuovo piano ospedaliero redatto dall’ex commissario Joseph Polimeni è già operativo, manca la copertura finanziaria e lo sblocco per le assunzioni di personale, ed è su questo che il neo commissario De Luca sarà chiamato ad intervenire subito. A Scafati sono previsti 118 posti totali, dei quali 16 di chirurgia generale, 24 di medicina generale, 18 di pneumologia, 24 di ortopedia e traumatologia, 4 anestesia e rianimazione.

PAOLINO: ADESSO NIENTE PIU SCUSE

1-paolino<<Dopo un pressing durato mesi, il governatore della Campania, ha ottenuto quello che voleva: la nomina di commissario della Sanità. Adesso non ha più scuse. Adesso dispone di tutti i poteri per riaprire l’ospedale Mauro Scarlato e il pronto soccorso>>. Così Monica Paolino, consigliera regionale in quota Forza Italia e moglie dell’ex primo cittadino Pasquale Aliberti. <<Al di là delle appartenenze, dei colori politici e delle ideologie, spero davvero, che riesca a riportare ai giusti livelli la sanità campana, a partire dai Lea, (livelli essenziali di assistenza), per arrivare al contenimento della mobilità passiva, con ospedali di eccellenza, in grado di offrire qualità e cura del paziente. Che non sprechi questa opportunità per favorire clientele e nominifici. Priorità assoluta deve essere, ora, la salute e il benessere dei cittadini>> fa presente la Paolino. <<Una nomina indubbiamente discutibile sul piano giuridico ma, mi auguro più efficiente ed efficace in termini di risultati – osserva Brigida Marra – Se la “doppia casacca” del Presidente De Luca sarà utile in termini di conoscenza del territorio a restituire il pronto soccorso di Scafati chiuso sulla base di un falso presupposto, sono pronta a cambiare idea sull’uomo e sul politico Vincenzo De Luca>>.




Scafati. Morte di Alfonso Gallo, indagato medico del 118

Di Adriano Falanga

Morte di Alfonso Gallo, finisce sul registro degli indagati il medico in servizio sull’ambulanza del 118 che ha soccorso lunedì sera l’ex benzinaio scafatese. Sarà l’autopsia disposta dal pubblico ministero Roberto Lenza a chiarire la dinamica che ha stroncato la vita di Alfonso, ad appena 55 anni. Sequestrato anche il referto stilato dal medico, A.F. classe 1953. Liberata la salma, i funerali si terranno domani mattina alle 9 presso la parrocchia Santa Maria Delle Grazie. Gallo, noto in città per la sua militanza nel Meet up del Movimento Cinque Stelle locale, era a casa sua in via Cavallaro lunedì sera. Erano diversi giorni che si sentiva poco bene, fino a che i familiari non hanno ritenuto opportuno chiamare i soccorsi.  Una volta sul posto, stando a quanto racconta la famiglia dell’uomo, i sanitari gli avrebbero diagnosticato una crisi d’ansia, e somministrato ansiolitici. Trascurato un particolare fondamentale: Alfonso era cardiopatico, era stato operato a cuore aperto anni fa per una valvulopatia mitralica, una patologia che impedisce il corretto passaggio di sangue durante le contrazioni del cuore. Nonostante questo, il medico non ha ritenuto opportuno trasferirlo presso una struttura ospedaliera per gli accertamenti del caso. Ed è qui che dovrà sciogliere il nodo l’autopsia, capire le reali condizioni dell’uomo nel momento in cui è arrivata l’equipe sanitaria la prima volta. L’uomo però non si stabilizza, continua a chiedere la somministrazione di ossigeno. Viene chiamata un’altra volta il 118 e a distanza di qualche ora sul posto di nuovo la stessa squadra di sanitari. Le condizioni dell’uomo precipitano e nonostante ogni tentativo di rianimarlo, viene constatato il decesso.




Scafati. Ha una crisi cardiaca ma il 118 rassicura “sta bene”. Muore Alfonso Gallo, aperta un’inchiesta

Di Adriano Falanga

Rischia di trasformarsi nell’ennesimo caso di malasanità la morte di Alfonso Gallo, 55enne scafatese, conosciuto in città per la sua storica militanza nel meet up Cinque Stelle. Gallo, già cardiopatico, accusa dei disturbi già da qualche giorno. E’ a casa sua lunedì sera, in via Cavallaro, quando sente mancare l’aria. I familiari chiamano il 118, e una volta sul posto, stando a quanto racconta la famiglia dell’uomo, gli avrebbero diagnosticato una crisi d’ansia, e somministrato ansiolitici. L’uomo però non si stabilizza, continua a chiedere la somministrazione di ossigeno. Viene chiamata un’altra volta il 118 e a distanza di qualche ora sul posto di nuovo la stessa squadra di sanitari. Le condizioni dell’uomo precipitano e nonostante ogni tentativo di rianimarlo, viene constatato il decesso. La famiglia ha sporto denuncia presso la locale tenenza dei Carabinieri e il magistrato di turno ha disposto il sequestro della salma. Testimone degli ultimi minuti di vita di Alfonso Gallo l’ex assessore Antonio Fogliame. Il medico scafatese è arrivato dai Gallo sollecitato dai suoi familiari, nonostante non fosse il suo medico di base. <<Ho assistito agli ultimi minuti della sua vita. Non so cosa sia successo prima del mio arrivo, ho provato a fargli massaggio cardiaco e respirazione artificiale da solo, fino all’arrivo dei sanitari del 118>> racconta Fogliame, visibilmente scosso. Il 20 giugno sulla sua pagina Facebook Alfonso aveva lasciato un post oggi diventato profetico: <<Sono di nuovo ko, sto talmente male che se vi dovessi abbandonare sappiate che siete tutti uguali per me. Vi ho amati, stimati e rispettati. Spero di guarire ma la vedo difficile, per questo portate avanti il pensiero del Movimento perché sarà il futuro del nostro Paese. Vi abbraccio tutti>>. Sconvolti anche gli amici attivisti di Scafati in Movimento. <<Non ti dimenticheremo mai. Il tuo entusiasmo e lo spirito vitale che hai sprigionato continuerà a sostenerci, nel tuo ricordo, rallegrando le nostre giornate. Continueremo a lottare anche per te>>. Cordoglio anche dal deputato salernitano Angelo Tofalo <<Alfonso era uno di quelli che non si vedeva né si sentiva mai quando era presente ma notavi la sua importante assenza quando non c’era. Ciao guerriero, sentiremo la tua mancanza. Riposa in pace e sappi che continueremo a combattere anche per te>>.




Scafati. Aliberti contro tutti, poi la gaffe sulla neo segretaria

Di Adriano Falanga

Pasquale Aliberti non ha mai nascosto, e non nasconde, il suo forte disappunto per le scelte della commissione straordinaria e sulla sua pagina Facebook torna a puntare l’indice. <<Benvenuti a Scafati nel paese delle meraviglie. La prima gara d’appalto, quella per il completamento del Palatenda, aggiudicata ad una impresa di Casal di Principe, non erano tutti camorristi i casertani?>>. In realtà, gara chiusa e affidamento definitivo avvenuto il 16 dicembre 2016, con Aliberti dimissionario ma ancora ufficialmente nel pieno dei sui poteri. <<La pubblica illuminazione gestita con un affidamento diretto ad una impresa di Cimitile, in attesa di un bando pubblico che non sarà definito neppure per fine anno – prosegue Aliberti – La Scafati Sviluppo che inspiegabilmente fallisce. Un componente del Cda Acse, nominato con un avviso di garanzia per corruzione e relativa richiesta di arresto. Un CdA di una partecipata in cui si omette di nominare la quota rosa prevista per legge. La nomina di una segretaria comunale con bando pubblico di cui avevamo già anticipato il nome. Declassamento del comune a categoria inferiore, ci avevano raccontato per risparmiare, invece scopriamo che senza questa operazione la nuova segretaria non avrebbe avuto i titoli per l’incarico>>. E’ un fiume in piena l’ex primo cittadino. <<L’uso cronologico improprio (?) del pagamento dei fornitori e delle indennità di carica che avvengono in modo arbitrario, tabelloni funerari che non sono stati più sostituiti come da capitolato d’appalto (il ministro non ci aveva sciolto per questo?). Rescissione della gara d’appalto per la ex Copmes perché l’impresa era in avvalimento con un’altra che forse(?), probabilmente(?) era vicino a qualche clan(?), mai formalizzato. Soldi per gli abbattimenti, nello schema di bilancio, delle opere abusive che non serviranno neppure ad abbattere quegli abusi imposti dalle ordinanze della Procura (ma il ministro non ci aveva sciolto per questo?)>>. Poi, dopo poche ore con un nuovo post l’ex sindaco “corregge il tiro”. <<Sono certo che la gara vinta da una impresa di Casal di Principe è solo una casualità, anzi il segno del destino, la dimostrazione che, per chi alimenta il sospetto per odio o invidia, una impresa casertana può capitare a chiunque, sindaco o Prefetto che sia>>. Poi sulla nomina di Candida Morgera: <<Nessuna illazione. Resta il fatto che tutti già sapevano da mesi chi fosse e che aveva lavorato con un sindaco, segretario provinciale del PD. Poco ci ha convinto la storiella del declassamento del comune, molto di più ci entusiasma sapere che la dottoressa Morgera è scafatese di adozione, avendo sposato un brillante medico di Scafati, questo al di là delle appartenenze ideologiche>>. Non risparmia polemiche Aliberti, anche all’indirizzo della sua opposizione consiliare, oggi accusata di essere silente. I commenti pubblici dell’ex primo cittadino sono tutti firmati come “Pasquale Aliberti, Libero Cittadino Scafatese (a cui non toglierete la libertà di pensiero)”.

 SANTOCCHIO: “ALIBERTI CONFONDE LA MORGERA”, è la cugina

santocchio<<L’ex primo cittadino oramai è totalmente confuso e distratto. Addirittura confonde la moglie del dottor Addeo con la nuova segretaria comunale>>. Mario Santocchio smentisce che la “scafatese” Morgera sarebbe la nuova segreteria generale del Comune: <<è solo un caso di omonimia>>. Insomma, l’ex sindaco avrebbe preso una tipica “cantonata”, e seppur paradossale, esiste a Scafati una omonima Candida Morgera, moglie del medico Raffaele Addeo e cugina della neo segretaria. <<Aliberti invece di infangare il lavoro della commissione straordinaria, bene farebbe a chiedere scusa agli scafatesi per averli trascinati in questo baratro – aggiunge l’ex consigliere di Fdi – piuttosto da parte nostra invitiamo i commissari a proseguire nella loro opera di discontinuità, attuando anche la rotazione tra quei dirigenti che hanno operato nel sistema Aliberti>>. Nel tardo pomeriggio Aliberti, capito l’errore, corregge il post e scrive “parente di”. Ma la frittata era oramai fatta.

M5S: “ALIBERTI MENTE, I FATTI LO SMENTISCONO”

Sono gli attivisti di Scafati in Movimento a prendere le “difese” della triade commissariale, replicando, documenti alla mano, alle esternazioni di Aliberti. <<La gara per il completamento del Palatenda è stata interamente espletata sotto la sua amministrazione: il 20/9/2016 il bando viene pubblicato. Il giorno 16/12/2016 viene aggiudicata la gara>>. Aliberti sarà sindaco fino al 20 dicembre. <<Errare è umano, perseverare è diabolico e lui in poche ore ha mentito spudoratamente in ben due occasioni buttando fango addosso alla Commissione che non saranno dei santi ma a cui non vanno additate false responsabilità>>. E la “seconda occasione” sarebbe la manutenzione per la pubblica illuminazione, che non sarebbe avvenuta tramite affidamento. <<Il Comune di Scafati ha effettuato una gara invitando 8 ditte, attingendone i nominativi dal MEPA – puntualizzano i grillini – La procedura era iniziata prima che arrivasse la Commissione Straordinaria, gli indirizzi sono quelli della Giunta in carica ad ottobre. Dunque nessun affidamento diretto né tantomeno fatto dalla Commissione>>. Non è una difesa d’ufficio nei riguardi della commissione, chiariscono infine gli attivisti: <<Dalla commissione ci siamo sentiti presi in giro anche noi perché sapere già chi sarebbe stato il nuovo segretario prima della selezione è uno smacco a chi crede che i soliti e vecchi sistemi siano ancora in uso a Scafati>>.

RINALDI, Pd: “Siamo al paradosso”

2-rinaldi<<Siamo oramai al paradosso. Qualunque decisione adotti la commissione, incontra il dissenso dell’ex sindaco e di qualche sodale superstite, riciclatisi oramai nel ruolo di duri oppositori dello Stato, quello Stato che ha dovuto sostituirsi alla politica perché nella “nostra città” la “loro Amministrazione” è stata sciolta per camorra>>. Così la segretaria del Pd scafatese, Margherita Rinaldi. <<E così colpa dei commissari se la città è sporca, se alcune zone rimangono al buio e senza illuminazione, se c’è un traffico che la paralizza, se i servizi sono inefficienti, se i milioni di debiti da loro accumulati in otto anni di governo impongono inevitabili tagli alle spese. Pare quasi che Pasquale Aliberti, in perenne campagna elettorale, si senta in competizione anche con i commissari vedendoli come avversari – aggiunge la Rinaldi – Ora il registro è cambiato, se ne faccia una ragione. Torni davvero ad essere un comune cittadino quale dice di essere>>




Scafati. Obbligo del certificato antimafia per le nuove attività commerciali

Di Adriano Falanga

Arriva una nuova direttiva emessa dalla commissione straordinaria guidata dal Prefetto Gerardina Basilicata assieme ai commissari Maria De Angelis e Augusto Polito. Destinatari sono gli uffici preposti al rilascio, stipula, approvazione di qualsiasi contratto o sub contratto, precedentemente al rilascio di eventuali concessioni o erogazioni. A questi uffici è fatto obbligo di acquisire, sempre e comunque, l’informazione antimafia. Ciò si rende necessario per il rispetto dell’articolo 100 del decreto legislativo n: 159 del 2011. Nel dettaglio, l’articolo recita testualmente: “L’ente locale, sciolto ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, deve acquisire, nei cinque anni successivi allo scioglimento, l’informazione antimafia precedentemente alla stipulazione, all’approvazione o all’autorizzazione di qualsiasi contratto o subcontratto, ovvero precedentemente al rilascio di qualsiasi concessione o erogazione indicati nell’articolo 67 indipendentemente dal valore economico degli stessi”. Soggetti all’obbligo quindi non solo le attività commerciali ex novo, ma anche le concessioni di costruzione e gestione di opere riguardanti la pubblica amministrazione e concessioni di servizi pubblici; iscrizioni negli elenchi di appaltatori o di fornitori di opere, beni e servizi riguardanti la pubblica amministrazione, nei registri della camera di commercio per l’esercizio del commercio all’ingrosso e nei registri di commissionari astatori presso i mercati annonari all’ingrosso; attestazioni di qualificazione per eseguire lavori pubblici; altre iscrizioni o provvedimenti a contenuto autorizzatorio, concessorio, o abilitativo per lo svolgimento di attività imprenditoriali, comunque denominati; contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee, per lo svolgimento di attività imprenditoriali; licenze per detenzione e porto d’armi, fabbricazione, deposito, vendita e trasporto di materie esplodenti.

“M5S” plaude all’iniziativa

L’obbligo del certificato antimafia per i richiedenti e i suoi familiari di licenze commerciali, disposto dalla triade commissariale, riceve il plauso del M5S. <<Ottima iniziativa soprattutto nell’ottica che questa disposizione si estenderà anche per due anni successivi alla dipartita della commissione straordinaria – commentano da Scafati in Movimento – questo indirizzo viene adottato nei comuni sciolti per infiltrazione camorristica come Scafati. Ce ne rallegriamo, così si potranno controllare tutte le persone che esercitano gli esercizi a Scafati>>. L’obiettivo è decisamente plausibile, la legge intende infatti escludere tentativi di infiltrazioni criminali anche dal tessuto commerciale e imprenditoriale, a seguito dello scioglimento dell’Ente per lo stesso motivo. I Cinque Stelle vanno però oltre, e chiedono la retroattività del provvedimento. <<Non vorremmo che la criminalità organizzata si fosse infiltrata anche nel tessuto commerciale della nostra città. Dunque per questo rilanciamo e chiediamo che a produrre il certificato antimafia siano anche gli attuali esercizi che già da tempo hanno avuto l’autorizzazione sono presenti sul territorio nostro>>.




Scafati. Revocato anche il cda di Scafati Sviluppo. Arrivano tre commercialisti

Di Adriano Falanga

Scafati Sviluppo, la commissione straordinaria ha scelto i componenti del nuovo cda della partecipata. Contrariamente a quanto chiedevano alcune forze politiche, la triade ha scelto di non liquidare la società che porta avanti il solo progetto di riqualificazione industriale dell’area Ex Copmes, a un passo dal baratro finanziario. L’assemblea dei soci, con il Comune di Scafati unico detentore del capitale sociale, ha ringraziato e revocato l’amministratore delegato Mario Ametrano, il presidente Alfonso Di Massa, il vice presidente Bartolomeo D’Aniello mentre si scopre che era già fuori il componente Emanuele De Vivo, pare decaduto per non aver più preso parte ai lavori. Come per l’Acse, anche in questo caso l’incarico è andato a tre commercialisti. Presidente è il dottor Vincenzo Cucco, casertano, classe 1966. A seguire il dottor Carmine Aquino, di Albanella, e la quota rosa Immacolata Maria Ariano, salernitana. Insoddisfazione dal meet up cinque stelle, che aveva chiesto la dismissione della società. <<Ci dispiace ma siamo sempre all’insegna del tutto cambi affinché nulla cambi. Il MEF aveva sancito l’irregolarità nel tenere in vita la Scafati sviluppo, invece la Commissione sancisce così che l’operato di Aliberti era pienamente legittimo – commentano i grillini – vorremmo sapere nel nome della trasparenza quale sia il principio usato per tali nomine. In base a quali titoli e preferenze siano stati scelti i tre professionisti di cui non mettiamo in dubbio le capacità ma il principio di scelta che continua ad essere discutibile>>.