“Dobbiamo dare il massimo per far capire ai cittadini l’importanza di votare no, solo così possiamo evitare questa sciagura”, Nicola Parisi presenta il comitato socialista per il no al referendum

di Erika Noschese
“Sono eretici che devono giustificare le tante cose dette e le poche cose fatte”. E’ un fiume in piena Nicola Parisi, sindaco di Buccino e presidente del comitato salernitano socialista per il no che, ieri mattina, con il presidente nazionale del comitato Bobo Craxi ha ribadito le ragioni del no al taglio dei parlamentari. “E un referendum che andrebbe a penalizzare ulteriormente le aree interne del territorio locale”, ha infatti dichiarato il primo cittadino.
Sindaco, lei è il presidente del comitato socialista per il no. Perchè ha aderito al comitato?
“Io penso che tutti i sindaci, a mio modesto avviso e al di là delle appartenenze, dovrebbero partecipare al comitato per il no perchè il sindaco impersonifica il rapporto quotidiano con la gente, la comunità ed è un rapporto importante. Noi sappiamo tutti che il più grande furto alla democrazia rappresentativa è stata l’attuale legge elettorale che ha allontanato la politica dai territori e, in particolare, alla gente. Innanzitutto, è un taglio lineare che non ha nè testa nè cosa e il sì al taglio dei parlamentari non è strutturato, l’unica differenza è dovuta al fatto che la legge non è votata con un numero x ma numero y e questa è l’unica differenza. Questa famigerata riduzione della spesa politica ci può stare ma noi abbiamo già avuto esempi negativi per i territori, prima con la riduzione dei consiglieri comunali, poi con la soppressione delle province. Se qualcuno ci teneva a far risparmiare lo Stato poteva proporre l’abbattimento del 50% dell’indennità da parlamentare, senza neanche il referendum. Sono eretici che devono dare una giustificazione a quello che è stato detto fino ad ora e quel poco che è stato fatto e vanno avanti verso il sì. Il no sta recuperando alla grande, noi dobbiamo fare ammenda a noi stessi perchè fino a qualche settimana fa campeggiava solo il sì, c’era quasi timore di parlare ma spiegando le motivazioni e le ragioni i cittadini stanno capendo. Altra considerazione che mi ha spinto ad assumere questa funzione è che la riduzione dei parlamentari e questo referendum è contro le aree interne e la mancanza di rappresentanza porterebbe le aree interne a morire, più di quanto non stia già accadendo, con il no conserviamo almeno il diritto di critica”.
Cosa potrebbe accadere se dovesse vincere il sì?
“In maniera molto semplice e banale, i rappresentanti del Comune di Milano, inteso come entità territoriale, ci sono stati e ci saranno, i rappresentanti del territorio di Buccino invece non ci saranno più e noi dobbiamo correre ai riparti votando per il no”.
Stamattina (ieri per chi legge ndr) era presente anche Bobo Craxi. Un comitato, il vostro, che ha il compito di spiegare perchè votare no…
“Se c’è una critica da fare, questa è stata una caratteristica di tutti i referendum: fino a qualche settimana fa non si parlava del referendum, anzi e ancora oggi, soprattutto nei comuni dell’entroterra dove non c’è la scadenza amministrativa legata al Comune, molta gente non lo sa nemmeno. Dobbiamo fare un’azione incisiva in questi giorni per informare tutti e far sì che questa sciagura non si abbatta sull’Italia ma soprattutto sulle aree interne. Noi non ci troviamo di fronte ad una riforma, come dicono, strutturata nel senso che ci può essere una riduzione del numero dei parlamentari ma deve esserci una modifica dei regolamenti perchè è lì che si dovrebbero incidere in quanto l’iter legislativo resta lo stesso e non si incide sull’efficenza del parlamento e quando dicono questo mentono sapendo di mentire”.
Mancano pochi giorni al voto e si cerca di far capire ai cittadini quanto sia importante votare. Se potesse lanciare un appello agli elettori per impedire questa astensione di massa cosa direbbe?
“Con la dovuta accortezza, sicurezza, circostanziata ai fatti e ai momenti ognuno di noi, al di là di quello che è un dovere civile come impartisce la costituzione, dobbiamo fare ogni sforzo per andare a votare, per il referendum votando per il no e per le regionali, ovviamente – per quanto ci riguarda – per Vincenzo De Luca. E’ un dovere, stiamo vivendo un momento difficile sotto l’aspetto socio sanitario ma tutti insieme possiamo superarlo, con la dovuta accortezza”.
Silvano Del Duca: “La nostra democrazia non può valere meno di una tazza di caffè”

“Questo referendum è uno scempio democratico”. Così Bobo Craxi a proposito del referendum per il taglio dei parlamentari. Il presidente nazionale del comitato per il no del Psi ieri mattina è intervenuto a Salerno, con il segretario provinciale del Psi Silvano Del Duca e il presidente provinciale del comitato, il sindaco di Buccino Nicola Parisi per spiegare le ragioni del no al taglio dei parlamentari. “No perchè è un referendum sbagliato che non riforma ma taglia la rappresentanza parlamentare e da un cattivo segnale democratico al resto dell’Europa e del mondo. Il mondo va verso versioni neoautoritarie, neoreazionarie contro la democrazia e la politica e gli italiani non possono orientarsi verso quell’orizzonte. E’ sbagliato nel merito, non cambia alcunché e la politica deve cambiare e non si ragiona così; l’argomento principe che era quello del taglio operato per ragioni economiche non sta in piedi perchè si vogliono fare dei tagli ci si comporta in altro modo – ha dichiarato Bobo Craxi – E’ una concessione ad un anti politica che sta mostrando la corda e sta arrivando al capolinea, la coscienza democratica di molti cittadini rovescerà l’orientamento maggioritario del parlamento. Questo referendum sta facendo fare una brutta figura al parlamento perchè comunque vada i no saranno una valanga. E’ stato fatto un errore, l’unico rimedio è non parlarne ma di più: è stato messo questo referendum accompagnandolo alle elezioni per il voto regionale e amministrative locali, suscitando un certo imbarazzo perchè non si può scegliere, in contemporanea, una cosa che dura per sempre come la costituzione e una cosa che dura 5 anni, cioè l’amministrazione locale. E’ una vera e propria offesa nei confronti dei cittadini e quindi si preferisce non parlarne, tenerlo sotto traccia ma in questi giorni, lo ripeto, sta montando una coscienza democratica che, intendiamoci, non è quella che vuole difendere la poltrona o la mala politica ma vuole difendere ciò che si è conquistato: la rappresentanza del popolo e non si può tagliare in nome del popolo, è uno scempio democratico”. Del comitato per il no fanno parte, oltre al sindaco di Buccino che – tra le altre cose – sta facendo un percorso di riavvicinamento alla casa socialista, anche Massimiliano Natella, capogruppo Psi al Comune di Salerno e vice segretario provinciale del partito e Marco La Monica, vice segretario regionale per la Campania. “Vogliamo dare un forte slancio al no, per un referendum che punta ad una riforma che noi riteniamo scellerata e lo abbiamo fatto mettendo a capo del comitato un sindaco che rappresenta la vicinanza agli elettori, visto che questa riforma punta ad abbattere ed abolire la rappresentanza territoriale”, ha dichiarato il segretario provinciale del Psi Silvano Del Duca. “Siamo fortemente ancorati ad un no per tre ragioni: è una bufala il ragionamento legato all’abbattimento dei costi in quanto si risparmia non più di un euro a cittadino l’anno e la nostra democrazia non può valere meno di un costo di caffe; noi vogliamo abolire e abbattere i costi di gestione, ridurre gli stipendi dei parlamentari ma non uccidere la democrazia perché stiamo presentando una proposta miope, non c’è una riforma che prevede le regole del gioco e lascia il bicameralismo perfetto intatto e questo è un ossimoro – ha aggiunto Del Duca – Noi abbiamo bisogno di rivedere il sistema del bicameralismo perfetto e dobbiamo chiedere ai parlamentari meglio e bene e non alla democrazia di pagare lo scotto di un gruppo di parlamentari che non fa bene il proprio loro”. Per il segretario provinciale del Psi, infatti, si andrebbe a penalizzare ancor di più le aree interne, le piccole province che rischiano di non essere rappresentate in parlamento mentre i poteri forti, i ricchi e le lobby “continueranno a tenere sotto scacco e governare il parlamento”.



Craxi, Del Duca (Psi) plaude a De Luca e attacca il Pd

di Erika Noschese

“De Luca ha avuto il coraggio di raccontare in maniera lucida le vicende politiche del tempo mentre dispiace registrare ancora reticenze di chi tenta di sminuire la sua figura non riuscendo a metter da parte l’immagine di Craxi costruita, a tavolino”. A parlare così il segretario provinciale del Psi di Salerno Silvano Del Duca, dopo le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, in merito al ventennale della morte di Bettino Craxi, storico leader socialista. “Apprezziamo le dichiarazioni del Governatore Vincenzo De Luca sulla rivalutazione storica della figura di Bettino Craxi, a 20 anni dalla sua scomparsa, a testimonianza del riconoscimento politico di un pezzo importante della storia del socialismo italiano e di uno dei più grandi Statisti d’Italia, forse l’ultimo – ha dichiarato Del Duca – Lo ringraziamo perché ha avuto il coraggio di raccontare in maniera lucida le vicende politiche del tempo mentre dispiace registrare ancora reticenze di chi tenta di sminuire la sua figura non riuscendo a metter da parte l’immagine di Craxi costruita, a tavolino, durante le vicende giudiziarie del 1992, commettendo un vero e proprio atto di disonestà intellettuale”. Il segretario provinciale sembra dunque amareggiato dal comportamento avuto dal segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti: “Ci saremmo aspettati la stessa onestà intellettuale dimostrata dal Governatore De Luca”.




“Hammamet”, Del Duca: «La rivalutazione di Craxi è uno stimolo per la nostra comunità»

bdi Erika Noschese «La rivalutazione di Craxi è uno stimolo per la nostra comunità». A parlare così Silvano Del Duca, segretario provinciale del Psi di Salerno, commentando Hammamet, film diretto da Gianni Amelio che racconta gli ultimi sei mesi di vita di Bettino Craxi, interpretato da Pierfrancesco Favino. «Il film “Hammamet” illumina finalmente i periodi bui in cui Craxi, magistralmente interpretato da Pierfrancesco Favino, vive gli ultimi momenti della sua vita in solitudine in Tunisia», ha dichiarato unfatti del Duca. Ieri sera, i socialisti salernitani, di fatti, si sono recati presso il Cinema The Space di Salerno, insieme agli interpreti vecchi e nuovi di quella stagione per rivivere quei momenti e osservare il lavoro di Amelio. «Bettino Craxi fu uno straordinario leader politico che rivestì l’incarico di Presidente del Consiglio dall’83 all’87 quando i governi duravano in media 9 mesi; diede una svolta vera alla sonnolente creazione della Comunità Europea durante il vertice di Milano con il famoso “strappo Craxiano”, fu rappresentante del Segretario dell’Onu per i Paesi del Terzo Mondo e Vicepresidente dell’Internazionale Socialista – ha poi aggiunto il segretario provinciale di Salerno – Bettino Craxi portò l’Italia ad essere la quinta potenza mondiale rispettata in Europa e temuta in campo Internazionale. Non sarà un’operazione nostalgia – conclude Del Duca – ma servirà ad analizzare e capire il passato nella consapevolezza che senza storia non c’è futuro». A commentare la pellicola di Amelio anche Michele Tarantino, segretario regionale del Psi Campano: «Il grande schermo, con il film “Hammamet”, rimette a posto i tasselli della storia e restituisce alla società la figura rivalutata di Bettino Craxi», ha infatti dichiarato Tarantino secondo cui «il regista Gianni Amelio in questo film racconta gli ultimi momenti della vita in solitudine in Tunisia di Bettino Craxi con una pennellata sul discorso conclusivo del quarantacinquesimo congresso del partito». «E’ per noi un’occasione importante per rivedere quei momenti e magari dibattere sul lavoro di Amelio – ha poi aggiunto il segretario regionale – Bando ai revisionismi nostalgici. Rileggere la storia aiuta ad analizzare e capire cosa siamo stati; solo così possiamo costruire un futuro possibile». Presente alla prima del film anche Gaetano Amatruda, giornalista e socialista in Forza Italia: «Su Bettino Craxi sta cambiando la narrazione. Il 2020 è l’anno del ventennale, sarà l’anno per ricordare e per rilanciare un metodo: quello riformista che governa i processi e disegna il futuro – ha infatti dichiarato l’esponente di centro destra – Ricordare Craxi non è consegnarsi alla liturgia delle commemorazioni, è . Se tanti passi in avanti abbiamo fatto è grazie soprattutto all’impegno della famiglia, alla forza ed alla dignità della signora Anna, è merito di Bobo e, consentitemi, soprattutto di un donna eccezionale, Stefania Craxi. La Fondazione, che lei ha voluto, negli anni ha fatto cose incredibili. Ha documentato le verità, ha contribuito a riscrivere la storia, ha smontato i luoghi comuni». Amatruda ripercorre poi le tappe del rapporto personale con Stefania Craxi, figlia di Bettino e già sottosegretario agli Esteri e presidente onorario della Fondazione Craxi: «Ho avuto l’onore di conoscere Stefania nel 2000, con Enzo Giordano e Marcello Sorrentino. Il suo coraggio mi ha affascinato da subito e sono felice di aver trascorso questi venti anni, in parte, al suo fianco. Grazie Stefania. E la storia, la nostra storia continua».

20 anni fa moriva Craxi, Maraio: «Spero inizi nuova stagione col Pd»

“Liquidare troppo presto una stagione e’ stato un errore. Quella stagione merita di essere presa a punto di riferimento di tutto il centrosinistra. Spero che con Andrea Orlando e tutto il Partito Democratico si inizi una nuova stagione di condivisione ideologica e culturale. Il centrosinistra in Italia non puo’ che definirsi socialista”. Lo ha detto Enzo Maraio , Segretario del Psi, rispondendo ad Andrea Orlando, nel corso del dibattito sulla proiezione speciale del film “Hammamet” organizzata dal Psi Roma al Nuovo Cinema Aquila, insieme a Bobo Craxi e Ugo Intini.




Enzo Maraio: “Rilanciare il centro sinistra. Serve unità”

di Erika Noschese

Il segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio, protagonista indiscusso della festa Socialista 2019. L’evento ha preso il via venerdì a Fano in presenza di una folta delegazione di amministratori, militanti e giovani socialisti provenienti dalla provincia di Salerno. Tanti i temi trattati nel corso dei tre giorni di dibattito, il rilancio del centro sinistra, anche in virtù del nuovo governo giallorosso, sostenuto dai socialisti, welfare, trasporto, scuole e infrastrutture. «I socialisti sostengono questo governo con senso di responsabilità. Abbiamo contribuito a scrivere parte del programma e verificheremo punto per punto affinché temi come lavoro, scuola, welfare, vengano rispettati fino in fondo. Non faremo mancare il nostro contributo, verificheremo nel corso dell’azione di governo. I socialisti sono “politicamente corretti”, nonostante ad oggi non facciano parte della compagine di governo», ha dichiarato il segretario nazionale a proposito della fiducia accordata al governo Conte bis, nel corso del confronto con il neo Ministro della Salute, Roberto Speranza. «Alle consultazioni con il presidente del Consiglio Conte abbiamo messo in evidenza la necessità che questo governo si concentrasse sulle fasce più deboli della società e siamo contenti che oggi il presidente del Consiglio abbia fatto un sopralluogo proprio nelle zone del terremoto che ha colpito le Marche. Noi abbiamo investito su questo esecutivo perché c’era la necessità di mettere all’angolo la destra illiberale di Salvini. Saremo vigili», ha poi aggiunto il segretario del partito socialista italiano. Per Maraio, in questo momento storico, è necessario far prevalere l’unità del centro sinistra, senza divisioni interne. Tra i partecipanti al dibattito anche il segretario provinciale Silvano del Duca che ha puntato l’attenzione sulle varie tematiche al centro del dibattito politico affinché si trovino soluzioni concrete. «Non potevamo non essere presenti con le nostre posizioni, il nostro impegno e le nostre prospettive – ha dichiarato Del Duca – L’agenda politica socialista si basa sui pilastri della nostra storia e della nostra comunità, il rilancio del lavoro, della scuola pubblica ma anche dell’ambiente, del trasporto e delle infrastrutture». Nel corso del suo intervento il segretario provinciale ha evidenziato il disallineamento tra la formazione – soprattutto in ambito tecnico professionale – e le richieste del mercato del lavoro, con posti vacanti che meritano di essere occupati soprattutto dai giovani. Tra i protagonisti del dibattito sulla green economy il capogruppo al Comune per il Psi Massimiliano Natella che, a Fano, ha portato il modello Salerno rispetto alla questione dei rifiuti: «Come capogruppo ho portato l’esperienza Salerno rispetto ai rifiuti partendo da quella virtuosa di un tempo quando si decise di realizzare un sito di compostaggio, raggiungendo un’alta percentuale nella raccolta differenziata – ha dichiarato Natella – Oggi si deve contrastare l’emergenza che in vive in molte province della Campania». Per il consigliere salernitano, infatti, la politica nazionale deve adottare pene più severe affinché i comuni italiano abbiamo gli strumenti necessari a contrastare l’emergenza rifiuti, anche con controlli più puntuali e severi. Altro tema fondamentale è quello della green economy: «Le amministrazioni devono investire sulle energie rinnovabili per fare profitto come accade nel settore privato», ha poi aggiunto Natella che chiede, tra le altre cose, proposte che il partito dovrà adottare come linee guida sulle tematiche relative alla programmazione urbanistica: «In molte città d’Italia il Puc non è ancora stato attuato a dispetto di Salerno, tra le prime città a mettere in campo un piano urbanistico comunale», ha infine aggiunto il consigliere e capogruppo Psi. Intanto, la festa socialista terminerà oggi con la direzione nazionale del Psi quando il partito esaminerà le consultazioni online per la scelta del nuovo simbolo.




Psi, Ottobrino e De Rosa sono i responsabili organizzazione ed enti locali

di Erika Noschese

Completato l’organigramma del partito socialista italiano, in provincia di Salerno. Nel pomeriggio di ieri, il segretario provinciale Silvano Del Duca, Questo pomeriggio il Segretario Provinciale ha nominato il consigliere comunale di Salerno e componente del Consiglio Nazionale del Psi, Paolo Ottobrino, quala Responsabile Organizzazione del partito. All’avvocato cavese, Gianpio De Rosa, già consigliere provinciale per due mandati e Consigliere Comunale, assessore e vice Sindaco di Cava de’ Tirreni, la nomiaa a Responsabile degli enti locali. «Completiamo oggi (ieri per chi legge ndr) un lungo percorso di riorganizzazione del partito su tutto il territorio provinciale», afferma il Segretario, Silvano Del Duca. «Con la nomina di Ottobrino e De Rosa in ruoli chiave per il partito ci prepariamo ad affrontare al meglio le prossime competizioni elettorali, a partire dalle elezioni regionali – ha poi aggiunto il segretario provinciale – Negli ultimi anni abbiamo registrato innumerevoli adesioni e l’elezione di una sostanziosa pattuglia di amministratori composta da Sindaci e Consiglieri Comunali, che oggi rappresentano il vero motore del partito salernitano in termini di proposta ed elaborazione politica». «Le nomine di Ottobrino e De Rosa – conclude Del Duca- si inseriscono proprio in una grande opera di coordinamento fra tutte le forze del partito che si rende indispensabile per meglio incidere su tutto il territorio provinciale». Il Psi dunque continua con la riorganizzazione, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.




Palazzo di Città, i socialisti entrano in giunta: Antonia Willburger nominata assessore alla Cultura

di Erika Noschese

Il Partito Socialista Italiano entra in giunta. Questa mattina, a Palazzo di Città la socialista Antonia Willburger ha firmato l’incarico di assessore con delega alla Cultura, rapporti con le associazioni, fondazioni culturali, informatizzazione e servizi demografici. Presente all’incontro con il sindaco Enzo Napoli i consiglieri comunali Massimiliano Natella, Paolo Ottobrino e Veronica Mondany, oltre al segretario provinciale Silvano Del Duca.




Partito socialista italiano, il tesseramento parte dall’Agro

di Erika Noschese

Al via la campagna di tesseramento 2019 del Psi, in provincia di Salerno. Nella mattinata di ieri, il segretario nazionale del partito Enzo Maraio ha presentato la nuova tessera del partito e la campagna di adesione del partito socialista italiano, a Nocera Inferiore. Ad entrare, ufficialmente, nella grande famiglia socialista anche Antonio Iannello, ex consigliere comunale nonché candidato alla carica di primo cittadino, nominato coordinatore cittadino del psi nocerino, ponendo così fine alla fase di commissariamento della sezione. «Puntiamo a migliorare la performance dell’ultimo anno che era di circa 20mila tessere. La sfida è fare una in più in Italia», ha dichiarato il segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio nel corso della conferenza stampa alla quale hanno partecipato il commissario cittadino del partito e capogruppo del Psi al Comune di Salerno, Massimiliano Natella e il Segretario Provinciale, Silvano Del Duca. «Alle ultime amministrative, votavano 4mila Comuni e abbiamo aumentato, di gran lunga, la pattuglia degli eletti. C’è un assessore giovane a Pesaro, confermato il sindaco a Fano, il sindaco ad Ariano Irpino di 35 anni che per me diventa il simbolo della vittoria dei socialisti alle elezioni comunali”, spiega Maraio, che definisce la campagna di quest’anno come “un’altra storia” perché’ “dal congresso in avanti, abbiamo avviato una fase con l’obiettivo di dare gambe nuove ad una storia straordinaria di un partito che, oggi, rappresenta quello più antico della storia d’Italia presente in Parlamento», ha poi aggiunto il segretario che mira a «trasportare nel futuro idee storiche consolidate, rinnovando il partito». Nel salernitano, «la stagione di tesseramento ci sta dando già risultati importanti, abbiamo tanti ritorni di compagni storici e tante adesioni di giovani che, con entusiasmo, si stanno avvicinando a questa sfida. Nocera ne è l’emblema, dove stamattina (ieri per chi legge ndr) abbiamo registrato il ritorno di diverse persone non più iscritte ad alcun partito e che sono ritornate nel Psi». La campagna di tesseramento provinciale è stata dunque lanciata da Nocera Inferiore «per dare un segnale di attenzione in una città che storicamente è stata tra le più socialiste d’Italia e in un contesto territoriale che ha necessità di tanta attenzione della politica».




Valzer in giunta Viabilità e ambiente in bilico

di Andrea Pellegrino

Archiviati i festeggiamenti per i 100 anni della Salernitana, a Palazzo di Città torna la febbre rimpasto. Verdi e Socialisti tornano alla carica e chiedono di rivedere gli assetti dell’esecutivo cittadino. Per i Verdi a condurre le trattative è Michele Ragosta che da tempo, però, mostra insofferenza verso la maggioranza consiliare ma anche verso il governo regionale De Luca. Al momento, in attesa di conoscere le mosse del Pd, i Verdi restano alla finestra. La parola d’ordine è: nessuna pregiudiziale sul nome da inserire in giunta, sia esso maschio che femmina. Secondo lo schema originario (che portò Mariarita Giordano in giunta), ai Verdi toccherebbe un assessore di sesso femminile. Questo per non modificare l’assetto complessivo dell’esecutivo cittadino. Una proposta, per ora, rispedita al mittente. Sul tavolo c’è il nome del consigliere comunale Peppe Ventura. Il suo eventuale ingresso in giunta porterebbe in assise municipale l’ex consigliere Marco Petillo. Anche i socialisti attendono risposte. Il primo nome resta quello di Veronica Mondany ma non si esclude che il partito, anche in vista delle prossime Regionali, possa virare su un nome esterno. Il tutto è strettamente collegato agli accordi che Enzo Maraio farà a livello regionale, quindi se sosterrà ancora una volta Vincenzo De Luca, e della lista che metterà su. Tra i nomi che circolano in vista delle Regionali, in campo potrebbe esserci il segretario provinciale del Psi, Silvano Del Duca. Infine, il valzer di deleghe. A quanto pare cambieranno quasi tutte. D’altronde per far spazio a Verdi e Psi, oltre Mariarita Giordano o Gaetana Falcone, qualche altra pedina sarà sacrificata. Tra questi, in bilico c’è il tecnico Della Greca, titolare dell’assessorato al bilancio. Tra le altre deleghe che potrebbero essere cambiate ci sono quella alla viabilità e quella all’ambiente.




Aurelio Tommasetti candidato, è bufera «Non strumentalizzi l’Unisa: si dimetta»

di Andrea Pellegrino

E’ bufera all’Unisa dopo la candidatura, al parlamento europeo tra le fila della Lega del rettore Aurelio Tommasetti. Le associazioni degli studenti chiedono le dimissioni mentre il consigliere d’amministrazione Luca Esposito sollecita almeno una «aspettativa» durante il periodo elettorale. Il 7 maggio si riunirà il senato accademico mentre il 9 maggio il consiglio d’amministrazione. In queste due date una parte dei componenti chiederà ufficialmente un passo indietro del rettore. Sempre che non accada qualcosa prima. Da ieri, infatti, la polemica è sempre più accesa. «Non condanno la sua scelta – spiega Luca Espositoperché è libero di schierarsi ed esprimere il suo pensiero politico come vuole. Ma allo stesso tempo non posso accettare che non si metta in aspettativa. Lui è il rettore di un’università pubblica e deve dare l’esempio alle generazioni future che esiste anche un principio etico nel fare le cose. Abbiamo tutti gli organi competenti come il prorettore o il decano che possono dirigere l’università in questo lasso ditempo. Un atteggiamento di questo tipo credo sia inopportuno perché restare al suo posto può influenzare le scelte della comunità accademica (non dico che lo faccia) ma una pressione politica di questo genere è inaccettabile. Chiederò, come consigliere d’amministrazione eletto dalla comunità studentesca, al prossimo CdA il suo blocco delle attività». Incalza anche Potere al Popolo attraverso Davide Trezza: «Non permetteremo che l’Università pubblica sia terreno di campagna elettorale per chi vuol costruirsi una carriera politica al fianco di forze razziste e classiste come la Lega. Ogni minuto che passa con la permanenza del rettore a capo dell’ateneo salernitano è un’offesa inaccettabile a chi ogni giorno resiste lavorando e lottando per un’istruzione pubblica e di qualità in questo paese. Dimissioni subito. A noi non interessa nulla della storia politica di Aurelio Tommassetti. Chiediamo di risparmiarci per lo meno le umiliazioni e le beffe. Pretendiamo le immediate dimissioni del Rettore e l’apertura di un serio dibattito su come è stata governata l’Università di Salerno negli ultimi anni». Ancora Link Fisciano, organizzazione di studentesse e studenti che accusa: «La sua figura rappresenta un’istituzione pubblica, garante di un luogo di cultura e formazione che pone le sue basi sulla nostra Costituzione antifascista. Aurelio Tommasetti sta strumentalizzando l’Università unendosi ad un partito politico in forza di governo che poggia le sue basi sull’odio verso gli ultimi, sulle discriminazioni, sugli stereotipi di genere; questioni che l’intera comunità accademica deve condannare promuovendo il principio di solidarietà nei confronti di tutte e tutti». «Il Rettore Tommasetti – sottolinea, invece, Silvano Del Duca, segretario provinciale del Psidovrebbe quantomeno spiegare la sua posizione visto che rappresenta una intera comunità accademica. Un atto doveroso e politicamente giusto sarebbe quello di dimettersi dalla guida di una delle migliori Università del Sud».




Dieci anni fa l’addio a Giordano Il sindaco (dimenticato) della svolta

di Andrea Pellegrino

Sono trascorsi dieci anni dalla morte dell’ex sindaco socialista Vincenzo Giordano. Una figura legata a questo giornale, non solo per i suoi editoriali, ma anche per la considerazione che non è mai mancata rispetto ad un lavoro che è stato compiuto durante il suo sindacato. Tant’è che nel 2013 da queste colonne partì la forte e sostenuta battaglia per l’intitolazione di una piazza o di una strada che lo ricordasse. Battaglia che in parte convinse l’allora sindaco Vincenzo De Luca, che al suo predecessore ha riconosciuto uno spazio pubblico a pochi metri dalla sua storica residenza a Mariconda. Giordano, oltre ad essere stato protagonista di una stagione amministrativa e politica della città di Salerno (che vide tra gli altri anche l’attuale primo cittadino Vincenzo Napoli), fu drammatico protagonista della tragica stagione della tangentopoli salernitana, conclusasi poi con le assoluzioni. Una pagina buia, uno stop di un percorso politico e amministrativo, ripreso da Vincenzo De Luca che negli anni non si è mai voltato indietro, riconoscendo meriti ed onori anche quando la giustizia aveva appurato l’estraneità del suo predecessore. Oggi – a distanza di dieci anni – la figura di Giordano viene ricordata e omaggiata. «Fu il sindaco della svolta», dichiara l’ex governatore Stefano Caldoro. Fu il sindaco, infatti, che consentì il miracolo socialista a Salerno, mettendo, per la prima volta, nonostante i numeri a suo sfavore, all’opposizione la Democrazia Cristiana. Fu colui che a capo di un laboratorio urbanistico disegnò la nuova Salerno: a partire dall’ormai famoso “Corso da Re” oggi completamente abbandonato tra buche e assenza di manutenzione, perfino quella più ordinaria. Poi l’intuizione della lungoirno e di una cittadella giudiziaria che doveva nascere, però, fuori dalle mura cittadine. La visione era quella di una Salerno metropolitana, che uscisse fuori dai confini cittadini ponendosi al centro di un’area vasta. Un progetto in parte ripreso da Vincenzo De Luca senza mai svelarne la vera e propria paternità. Progetto che nel tempo è stato sostenuto – dimenticando il passato – dagli stessi socialisti o da quanti in quell’epoca erano parte integrante della giunta Giordano. Oggi i socialisti uniti ricordano il professore. «Ricordare la figura di Vincenzo Giordano è rendere omaggio all’amministratore galantuomo e lungimirante e deve essere l’occasione per rilanciare il metodo socialista e riformista», scrivono Silvano Del Duca, segretario provinciale del Psi, Massimiliano Natella, consigliere comunale del Psi a Salerno città, Marco Lamonica, segreteria provinciale del Psi, Carmine Romaniello del Nuovo Psi di Salerno, Gennaro Rizzo presidente del Nuovo Psi della provincia di Salerno ed ancora il giornalista Gaetano Amatruda. «Metteremo in campo – dicono – ogni utile iniziativa per ricordare il sindaco socialista, per recuperare il progetto e le ragioni della stagione socialista. Per unire e per crescere, oltre gli steccati ed i perimetri delle organizzazioni politiche. Giordano fu la sintesi di un grande gioco di squadra, in quella stagione, ed in tutti gli anni 80, si avviarono le più importanti trasformazioni della città, si gettarono le basi per la Salerno della modernità e del futuro». Per il prossimo venerdì 19 aprile è in programma, infatti, un incontro presso la sede della provincia di Salerno per ricordare Vincenzo Giordano e presentare alcuni progetti. Al ricordo si è unito anche il professore Aniello Salzano, sindaco democristiano della città. «Ricordare Enzo – ha detto – è ricordare un amico e soprattutto una stagione, quella del confronto sulle idee. E nostalgia per la politica capace di discutere e riflettere sui grandi temi». Ancora Gaetano Amatruda che negli anni è stato il ‘delfino’ del professore e fu lui, con Fulvio Bonavitacola, a ricordarlo nel giorno della sua scomparsa. «Per me un secondo padre, è costruire futuro, è recuperare un metodo. Spiace per la solita stitichezza della amministrazione comunale. Enzo Napoli aveva il dovere di fare qualcosa ma è, ormai da anni, fra i socialisti della sottomissione. Siamo in attesa di una piazza e di parte del Corso da intitolare ad Enzo Giordano, perché una città senza memoria non ha futuro. Una battaglia che portiamo avanti con Cronache. Non abbiamo digerito la scelta al ribasso di immaginare di risolvere il tema con l’androne di un palazzo. Enzo Napoli sappia che serve altro».