La guerra dei buttafuori terrorizzava i gestori dei locali

di Pina Ferro

Avevano conquistato il monopolio della sicurezza nei locali salernitani e per mantenerlo non esitavano ad utilizzare la violenza, non solo pestaggi. Era stato pianificato anche un omicidio non portato a termine per la reticenza dei killer individuati. A contendersi le serate nei locali e l’attività di buttafuori tra Salerno e la Piana del Sele erano due gruppi ben distinti. A mettere la parola fine al clima di intimidazioni e violenza sono stati i carabinieri del comando provinciale di Salerno che ieri mattina, hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare (due in carcere e tre ai domiciliari). Quattro le persone indagate a piede libero. Gli arrestati sono accusati di concorrenza illecita in commercio continuata ed aggravata, mediante azioni intimidatorie e violente, avvalendosi del metodo mafioso. Due indagati rispondono anche di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco. In carcere sono finiti Walter Castagna, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine e Vincenzo Cortiglia. Arresti domiciliari per Salvatore Lo Bosco, Salvatore Fedele e per l’agente di polizia penitenziaria, in servizio presso il carcere di Secondigliano, Massimiliano D’Ambrosio. Tutti appartenenti al gruppo che gestiva la sicurezza nei locali notturni della Piana del Sele. Non si creavano troppi scrupoli, pur di difendere il monopolio del servizio che espletavano erano giunti fino a pianificare “l’eliminazione” del titolare di un’altra agenzia di security. L’ omicidio, non fu mai eseguito. L’incarico dell’esecuzione fu affidata a ben due killer: il sicario, di fronte all’obiettivo, si tirò indietro. Il seondo killer lo fece dopo aver ricevuto anche la pistola con cui sparare. Tra gli arrestati, c’e’ anche un agente della Polizia penitenziaria che, era “pienamente organico al gruppo come ha sottolineato il sostituto procuratore della Dda di Salerno, Vincenzo Senatore nel corso di un incontro con la stampa. Le indagini sono state condotte da due magistrati: Senatore della Dda e Francesco Rotondo della Procura ordinaria. L’inchiesta, inizialmente, era della procura di Nocera Inferiore e relativa a una presunta distribuzione di anabolizzanti nelle palestre. Poi, nel giugno scorso, gli atti sono stati trasmessi alla Direzione distrettuale antimafia di Salerno, le cui investigazioni, affidate ai militari dell’Arma del nucleo investigativo del comando provinciale, hanno portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare anche grazie alla collaborazione con la sezione di criminalità economica della procura ordinaria di Salerno. Gli indagati, per imporre i loro servizi, avrebbero posto in essere “spedizioni finalizzate a stabilire un clima di terrore tra i gestori dei locali notturni, che terminava solo assecondando le richieste di servirsi del loro personale per garantire il sereno svolgimento delle serate all’esterno e all’interno dei locali della movida battipagliese e salernitana”. Indagati anche tre titolari di locali pubblici notturni e un cittadino rumeno, ritenuto dagli inquirenti, il “picchiatore”. I titolari dei locali “hanno negato di aver subito minacce, intimidazioni da questo gruppo criminoso agguerrito”, ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Gianluca Trombetti.

L’invasione a Battipaglia dei salernitani Imprenditore fu minacciato

Uno degli indagati aveva anche organizzato una spedizione punitiva contro suo figlio che a suo dire necessitava di una lezione. E’ quanto viene fuori da una intercettazioni captate dagli investigatori. L’agente di polizia penitenziaria Massimiliano D’Ambrosio avrebbe assistito al pestaggio commissionato da Salvatore Lo Bosco ai danni di suo figlio. Pestaggio che fu eseguito da un cittadino rumeno e dallo stesso Lo Bosco. Nell’intercettazione si parlava anche del servizio di sicurezza nei locali e della necessità di acquisire il controllo della zona di Battipaglia attraverso “azioni di disturbo”, anche violente, imponendo a gruppi diversi dal loro di desistere da quel servizio attraverso vere e proprie aggressioni fisiche, che li avrebbe scoraggiati dal tornare. Anche il gestore di numerosi locali salernitani ha rischiato di essere aggredito e malmenato per aver proposto di fare effettuare il servizio di sicurezza in un locale di Battipaglia ad gruppo di Salerno capeggiato da Nino Quaranta Tra Walter Castagna e Quaranta vi erano vecchi dissapori e quella proposta tuonò come un’offesa. Nessuno doveva entrare nel territorio controllato da Castagna e Company.

Castagna ordinò l’omicidio di Nino Quaranta: ma Cortiglia non ebbe il coraggio di sparare

Doveva essere Vincenzo Cortiglia ad uccidere Nino Quaranta, titolare di una palestra a Salerno in via Irno. A decretare l’omicidio era stato Castagna il quale aveva anche consegnato a Cortiglia una pistola calibro 7,65 con relativo munizionamento. Cortiglia in più occasioni si era recato nei pressi dei luoghi frequentati dal “bersaglio” ma quando lo aveva avuto di fronte non aveva avuto il coraggio di sparare. Successivamente la pistola fu restituita a Castagna. Successivamente, come riferisce lo stesso Cortiglia, Walter Castagna lo aveva continuato a contattare per organizzare estorsioni al fine di imporre ai gestori dei locali commerciali il servizio di sicurezza e proprio per questo motivo Quaranta andava eliminato i quanto costituiva un ostacolo alla sua volontà di dominare quel settore.




Sempre più aggressioni ai danni dei dipendenti

di Erika Noschese

E’ sempre più allarme sicurezza a bordo dei mezzi Busitalia. Numerosi sono stati, fino ad oggi, gli episodi più volte denunciati dai sindacati e che hanno messo in allarme dipendenti e vertici aziendali. Solo ieri mattina, di fatti, si è consumata l’ennesima aggressione verbale ai danni di un controllore. Il fatto si è verificato a bordo della linea 13 PastenaGiovi; controllore e guardia sono saliti a bordo del mezzo e hanno controllato che tutti i passeggeri fossero dotati di regolare titolo di viaggio. Ad esserne sprovvisto un passeggero che, dopo numerosi tentativi andati a vuoto per evitare la sanzione amministrativa ha iniziato ad inveire contro il dipendente Busitalia, pronunciando – nei suoi confronti – frasi minatorie e oltraggiose. «Prima o poi ci incontriamo e ti faccio vedere chi sono io», avrebbe infatti detto il pendolare rivolgendosi al controllore. Intanto, dopo l’incontro in prefettura poco e nulla è cambiato anche se sembra esserci una maggiore incisione anche da parte delle forze dell’ordine che, in caso di telefonata al numero di emergenza unica, intervengono in tempi rapidi. Inoltre, pare che anche in via Vinciprova ci sarebbe una maggiore presenza, spesso in borghese, da parte della polizia e dei carabinieri, anche in virtù del protocollo stilato in prefettura. I sindacati, in quell’occasione, hanno chiesto misure per fronteggiare il fenomeno delle aggressioni, cresciute in maniera esponenziale soprattutto nell’ultimo periodo. Tra le misure richieste, infatti, anche la presenza di cani alle fermate dei pullman e uomini in borghese che faranno rispettare le regole. Solo pochi giorni fa un altro atto vandalico si è registrato a bordo della linea 51, quando alcuni giovani hanno distrutto il vetro del mezzo di trasporto.




Busitalia, i sindacati chiedono videosorveglianza a bordo dei bus e cani antidroga

di Erika Noschese

La quasi totale assenza di sicurezza, a bordo dei mezzi Busitalia, ha costretto i sindacati a chiedere un incontro urgente con il prefetto di Salerno. Obiettivo dell’incontro cercare nuove soluzioni per evitare ancora casi di cronaca che vedono protagonisti soprattutto controllori e vigilantes. Tra le proposte avanzate dai sindacati quella di avere agenti in borghese a bordo degli autobus, 50 nuovi pullman videosorvegliati e cani antidroga. Soluzioni mirate a debellare un fenomeno sempre più in crescita. Il prefetto, dal canto suo, ha raccolto le informazioni e le richieste avanzate dai sindacalisti. Tra le linee più critiche, per i dipendenti Busitalia, la linea 8 Salerno Battipaglia, la 4 e la 9, entrambe dirette a Cava de’ Tirreni. Queste linee infatti sono quelle maggiormente frequentate dai pendolari “violenti” soprattutto il fine settimana.




Emergenza sicurezza in città, più pattuglie sul territorio

di Erika Noschese

Garantire la presenza di circa 8 pattuglie dei vigili urbani, dalle 8 alle 24, su tutto il territorio della città capoluogo. E’ la proposta avanzata dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli dopo la rapina verificatasi lunedì, in piazza Portanova quando malviventi si sono introdotti in un tabacchi della centralissima piazza per portare via un bottino pari a mille euro. «E’ una rapina perlomeno anomala, nel senso che è stata compiuta in pieno giorno, in una piazza super centrale, presidiata dalle forze dell’ordine, dalle telecamere del Comune e da quelle dell’esercente – ha dichiarato il primo cittadino – Un gesto assolutamente temerario, sembra spropositato il rischio che corre un ladro» per tale somma. Si torna così a parlare della necessità di installare telecamere di videosorveglianza su tutto il territorio comunale per tentare di fronteggiare quanto più possibile questi episodi che, ormai da tempo, hanno reso Salerno una città poco sicura, a causa non solo delle rapina ma anche dei continui furti che si verificano nelle abitazioni. L’amministrazione comunale però aveva già pronto un piano di intervento generale per i rioni collinari, poi parzialmente sfumato a causa della mancata concessione dei finanziamenti, da parte del ministero degli Interni: «Il ministero dell’interno ha deciso di non darci questo finanziamento, soccorreremo noi con le casse comunali e con una sinergia messa in atto con Camera di Commercio e l’Asi; quest’ultimo aveva subito una battuta d’arresto a causa di un’incomprensione con il ministero degli Interni ma pare che ora la cosa si sia sbloccata. Presidieremo con azione congiunta», ha poi spiegato il sindaco Vincenzo Napoli che continua la stretta collaborazione con prefettura e questura per trovare soluzioni rapide e immediate per mettere un punto definitivo ad un problema che Salerno si trascina ormai da tempo.«Con il comandante dei vigili urbani della locale stazione abbiamo predisposto un piano per garantire 7/8 pattuglie dalle 8-24, o più, facendo però i conti con le difficoltà relative alla presenza fisica degli agenti – ha infatti annunciato il numero uno di Palazzo di Città – Noi abbiamo una carenza di agenti ma cerchiamo di fare il più possibile in concomitanza con le altre forze di polizia».




Sofo (Lega): «Sarà una sfida bella e complessa. Il mio impegno per il mio Sud»

di Andrea Pellegrino

Approda a Salerno per il suo primo giorno di campagna elettorale. Vincenzo Sofo arriva alla stazione di Salerno, incontra qualche amico e si mette in movimento. Lui è il fidanzato di Marion Len Pen, è un milanese “terrone” con il sangue calabrese e con un rapporto particolare con Salerno. Ha voluto e ha sperato di essere candidato nella circoscrizione meridionale e Matteo Salvini ha esaudito il suo desiderio. «Sfida complessa che accetto con entusiasmo. Sono entrato nella Lega nel 2009, quando era vista come un movimento indipendentista. Ero visto come il meridionale, al punto che nel 2009 la prima campagna elettorale l’ho fatta con l’appellativo di “diversamente padano”. Nel 2010 scrivevo: “Non c’è leghista più leghista di un terrone”. Ora la Lega è diventata quella dei miei sogni. Ed ora sono qui in campo con entusiasmo e con impegno». Campania, terra di reddito di cittadinanza: il vostro cavallo di battaglia sarà la sicurezza? «La Lega può battere sulla sicurezza ma non solo su quello, obiettivo dev’essere proporre al Sud l’esperienza amministrativa del Nord, dove governa bene da trent’anni. Ciò di cui ha bisogno il Sud è di buoni amministratori, che abbiano una visione concreta e pragmatica di sviluppo del territorio, che va difeso e valorizzato. La vera specificità della Lega sta nel saper essere a favore delle grandi infrastrutture, valorizzando il piccolo commercio e in generale tutto ciò che genera lo sviluppo dei territori». Una lista che vede in campo anche il rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti…«A Cantalamessa (segretario regionale, ndr) va dato il merito di aver avuto un coraggio enorme, aprendo le prime sedi sui territori. E’ bene ora che la Lega di governo si apra il più possibile a tutte le forze della società civile, di chi conosce i bisogni del territorio». Si parla sempre di Lega come reincarnazione del fascismo…«La Lega è tutt’altra cosa, lo dico da uomo di destra. Viene da un percorso totalmente originale che al nord riusciva a superare la contrapposizione tra destra e sinistra, cambiando l’approccio e partendo dalla difesa del territorio. La Lega deve essere un sindacato territoriale che guardi a Bruxelles e all’Europa permettendo al Sud di essere realmente rappresentato in Europa. Se pensiamo ai fondi europei, solo una cifra irrisoria viene utilizzata al Sud, questo perché il Sud fino ad oggi ha avuto una classe dirigente che non ha mai saputo connettere il territorio meridionale con tutto il resto del continente». A proposito di nord e sud,come si pone sul tema dell’autonomia? «Da persona di sangue calabrese, nato nella regione più povera d’Italia e vissuto nella regione più ricca d’Italia, credo che l’autonomia sia un’opportunità. Il problema è che la burocrazia centralizzata italiana non funziona: decentrare le responsabilità consente anche al cittadino di individuarle più facilmente. Il Nord ha sempre visto il Sud come un carrozzone da trainare: ma io, da meridionale, ho sempre detto che il problema non è il popolo del Sud ma il problema sta nel fatto che le risorse giunte al Sud di sono perse nell’ambito del clientelismo locale. Se voi considerate tutte le risorse che sono state elargite al sud solo in minima parte sono andate ai cittadini. Propongo una collaborazione tra regioni e territori, ad esempio tra Lombardia e Campania, che possa consentire alle regioni del Nord di gestire in collaborazione le risorse che vengono “sottratte” alle regioni settentrionali, magari finanziando un’infrastruttura che possa servire allo sviluppo del territorio». Le Europee saranno un “supersondaggio” in vista delle regionali del prossimoanno…«L’anno prossimo la Lega dovrà arrivare preparata a fare un salto di qualità; le Europee sono un passaggio interessante in quanto consente di certificare la presenza della Lega al sud e arrivare il più preparati possibile alle prossime elezioni regionali».




«Io allievo supererò il maestro, con i fatti e non a parole»

Andrea Pellegrino

A Campagna ci sarà. Matteo Salvini, ieri a Napoli, ha incontrato velocemente i vertici della Lega salernitana, stringendo la mano all’ultima arrivata: Pia Napoli. Il vicepremier ha rassicurato Mariano Falcone che a Campagna, per il raduno del Sud della Lega, vuole esserci e in settimana ci potrebbe essere già la nuova data. La convention era stata rinviata proprio per consentire la partecipazione del ministro dell’Interno. Una delegazione di cinquanta persone provenienti dal salernitano ha salutato Salvini a Napoli. Con in testa Mariano Falcone e Cristian Santoro. Poi l’ex sindaco di Pontecagnano Faiano Ernesto Sica, che spera in una candidatura alle Europee ed il consigliere comunale di Salerno Peppe Zitarosa. C’è anche Pia Napoli, l’ex progressista che sabato pomeriggio ha ufficializzato la sua adesione al partito di Matteo Salvini.

IL FERMENTO AL COMUNE DI SALERNO

E l’effetto Napoli (Pia) pare che abbia travolto anche alcuni consiglieri comunali di Salerno città. Sia di maggioranza che di opposizione. Sul tavolo di Cristian Santoro (coordinatore cittadino della Lega) ci sono diversi nomi. Diversi esponenti della maggioranza e dell’opposizione, insomma, sono pronti a salire sul Carroccio. Ma per ora, nessun ingresso. Tutti alla porta, poi si vedrà. «Stiamo crescendo – afferma Santoro – ed abbiamo numerose richieste di adesioni. La Lega a Salerno c’è ed è presente. Pia Napoli ne è l’ultima dimostrazione».

L’INCONTRO CON VINCENZO DE LUCA

«Con De Luca si è parlato di sanità, di Salerno, di camorra. Mi prendo dell’allievo (come l’ha definito la settimana scorsa il governatore campano rivendicando una primogenitura in fatto di misure per la sicurezza e il decoro delle città, ndr) per questioni anagrafiche e mi ripropongo di superare l’eventuale maestro non a parole, ma con i fatti». Così Matteo Salvini al termine dell’incontro. «Ho chiesto – ha dichiarato, invece, il governatore – massima attenzione per il crescente fenomeno della criminalità minorile e pugno duro nella lotta alla camorra».




«La passeggiata della Lega? Solo una pagliacciata»

Erika Noschese

«Una pagliacciata». Così Gennaro Avallone, docente dell’Università degli Studi di Salerno, definisce la passeggiata che la Lega terrà sul lungomare cittadino a settembre. «La città vera, quella che vive i problemi della precarietà, dell’impoverimento, della disoccupazione di lungo periodo, delle prestazioni sanitarie da pagare per intero , dell’assistenza domiciliare insufficiente, dei fitti alti, dei negozi in crisi a causa della moltiplicazione dei centri commerciali, dei licenziamenti come nel caso dello Space cinema, non ha bisogno di queste pagliacciate», ha poi aggiunto Avallone, pronto ad essere in piazza quel giorno per vigilare affinché nessun leghista commetta azioni illecite ai danni dei venditori abusivi. Il ricerl’Unisa, vicino all’associazione senegalesi presieduta da Daouda Niang, ha sempre contrastato l’operato degli attivisti che sostengono il partito di Matteo Salvini e già lo scorso anno, proprio in occsione della passeggiata per la Legalità, era presente per sostenere e “difendere” gli abusivi presenti in città. «E’ propaganda, non serve a niente se non a loro per prendere voti e sperare di fare carriera politica – ha poi aggiunto Gennaro Avallone – Il problema non è l’abusivismo bensì la possibilità di lavorare per queste persone. Il tema dell’abusivismo, se vogliamo affrontarlo, va fatto nella sua filiera». Per Avallone, non si tratta d’altro che del tentativo di fare carriera politica «su temi che non hanno interesse per la popolazione» perchè, a detta del docente universitario, Salerno avrebbe bisogno di «sostegno economico alle famiglie in difficoltà incrementando le risorse del Reddito di inserimento (ii Rei), ha bisogno di lavoro serio e pagato in maniera giusta, ha bisogno di liberarsi della speculazione fondiaria, ha bisogno di convivenza rispettosa». Dunque, la necessità di inserire, in città, un programma che preveda la presenza di clown di strada, trambolieri, mangiafuoco, gli artisti e le artiste di strada. «Salerno è meticcia: fatevene una ragione», ha poi aggiunto il ricercatore di sociologia che annuncia dunque la sua presenza sul lungomare ma non per contrapporsi bensì «per vigilare che nessuno venga disturbato da questi qui che non hanno nessun titolo».




Occhi puntati sul “Gatto”, gli allarmi della Sam

di Andrea Pellegrino
I pensieri e gli sguardi sono andati tutti verso il viadotto Gatto ed il ponte dell’A3 che sovrasta Salerno. Il cuore è a Genova, scenario di una tragedia immane; la mente, invece, guarda sempre più preoccupata alle infrastrutture cittadine, che più volte sono state al centro dell’attenzione. I campanelli d’allarme in questi anni non sono mancati, soprattutto all’indomani degli scavi in roccia per la realizzazione di Porta Ovest. Così alla vetustà e al sovraccarico si sono aggiunti problemi strutturali, segnalati, tra l’altro, dalla stessa Società autostrade meridionale.
LE LESIONI DENUNCIATE DALLA SAM
Il 27 giugno del 2006 le autostrade diffidano l’Autorità Portuale e sollevano dubbi sulle interferenze tra Porta Ovest ed il ponte. Nella comunicazione della Sam a firma dell’architetto Iannaccone, si raccomandava “per prevenire nuove future instabilità sulle opere dell’A3, l’attivazione di monitoraggio preventivo e di adeguati interventi esecutivi per minimizzare eventuali interferenze con l’esercizio delle opere autostradali”. L’anno successivo la Sam torna alla carica e l’Autorità portuale commissiona una perizia per stabilire le interferenze tra il cantiere Porta Ovest e il Viadotto. Al centro anche i crolli che si registrarono sul costone roccioso tra Vietri sul Mare e Salerno. Nei mesi precedenti anche l’autorità di Bacino aveva chiesto di “porre un essere ogni utile e necessaria azione tesa ad evitare situazioni che possano determinare incombente e potenziale pericolo per le persone e le cose”. Ma a far scattare l’allarme – e successivamente anche i sigilli al cantiere di Porta Ovest, attualmente dissequestrato – era stata la Sam che segnalava “lesioni sul viadotto”, così come confermato successivamente dal Rup Giovanni Micillo in una delle sedute della commissione trasparenza, convocate sull’argomento, dal presidente Antonio Cammarota.
I CONTENZIOSI CON L’AUTORITA’ PORTUALE
Delle cause civili al momento si sono perse le tracce. Fino ad ora a trascinare l’Autorità Portuale in Tribunale è stata la Sam ma anche i proprietari del costone che sovrasta l’ex ss18 interessati da due frane,che portarono anche alla chiusura della strada tra Vietri sul Mare e Salerno.
CAMMAROTA: «DAL PORTO NUOVE SOLLECITAZIONI»
«Quindici mesi fa, a seguito delle indagini svolte dalla commissione trasparenza – ricorda Antonio Cammarota –  lanciammo l’allarme: il viadotto Gatto è pericoloso. Oggi crolla il ponte Morandi Genova, e a Salerno si parla di bombardare dopo Porta Ovest il fondo marino, facendo tremare ancora di più le infrastrutture».
CELANO: «IL VIADOTTO DIVENTI PRIORITÀ »
Sollecita interventi urgenti il capogruppo di Forza Italia, Roberto Celano: «La tragedia di Genova non può non far riflettere sul fatto che per evitare tragedie è necessaria un’attenta azione preventiva e manutentiva sulle opere esistenti, in particolare su quelle a rischio. Da tempo solleviamo la problematica del viadotto Gatto che desta preoccupazioni e necessiterebbe di maggiore considerazione da parte delle Autorità preposte. Ci auguriamo che, anche alla luce di quanto accaduto a Genova, la sicurezza del viadotto Gatto diventi finalmente una priorità amministrativa».
E intanto dal Comune di Salerno i consiglieri di maggioranza provano a correre ai ripari. Gli amministratori infatti hanno subito “allertato” il comandante della Polizia municipale Elvira Cantarella e l’assessore all’urbanistica e alla viabilità Mimmo De Maio. Da domani partiranno i controlli sul viadotto Gatto. O almeno si spera.



«Pubblicare in rete i video dei malviventi»

Erika Noschese

Ancora allarme sicurezza negli esercizi commerciali della città di Salerno che sempre più spesso si ritrovano vittima di furti e borseggi. L’ultimo, in ordine cronologico, è avvenuto poco prima delle 20.30 di sabato sera, presso il negozio d’abbigliamento Talent in via dei Principati. Come si evince dalle immagini delle telecamere di videosorveglienza poste dinanzi al negozio, due donne – madre e figlia, presumibilmente di origine italiana, entrano nell’esercizio commerciale per acquistare degli abiti. Un breve scambio di battute con la commessa e la richiesta di un vestito da cerimonia, in vista di un matrimonio. Così, la giovane commessa sale al primo piano con la mamma mentre la figlia è in camerino per provare alcuni vestiti. Trascorrono pochi minuti e la giovane, dopo essersi accertata di avere campo libero, esce dal camerino e si dirige presso la cassa. Sulla sedia, la borsa della commessa contenente, tra l’altro, i soldi della settimana che le era stata pagata dal titolare poche ore prima. La ragazza fruga nella borsa e poi torna in camerino con il portafogli. Ancora qualche attimo e la giovane raggiunge la madre al primo piano dell’esercizio commerciale, dialogando con entrambe, prima di uscire dal negozio. Passano pochi minuti e la commessa si accorge del furto. Allertate le forze dell’ordine, si procede con la formale denuncia. «Un plauso va alle forze dell’ordine, prontamente intervenute appena lanciato l’allarme», ha dichiarato il titolare di Talent. Da qui, però, la richiesta agli altri titolari di esercizi commerciali di non temere di pubblicare in rete le immagini di eventuali furti o borseggi: «E’ giusto che chi commette il reato venga sbandierato in rete, anche per avvertire gli altri negozi del pericolo – ha poi aggiunto il titolare – Chiedo una sorta di campagna di sensibilizzazione affinché tutti facciano come me, pubblicando in rete i video delle telecamere di videosorveglianza, per smascherare i malfattori». Ed è proprio ciò che sta facendo il titolare del negozio Talent che sta facendo girare il video non solo sui social ma anche attraverso l’app di messaggistica istantanea, Whatsapp per tentare di reprimere il dilagante fenomeno dei furti all’interno dei negozi. Piazza San Francesco recentemente è stata presa di mira da una banda di malviventi: diversi sono infatti i furti denunciati dagli esercizi commerciali della zona, tanto da spingere i titolari a mettere in campo ogni azione per prevenire altri episodi. E pubblicare in rete i video che incastrano i malfattori, secondo il titolare di Talent, potrebbe essere una mossa giusta per mettere un freno decisivo a questi episodi che, sempre più, metto a repentaglio la sicurezza di una città come Salerno.

 




Maggiore sicurezza sulla litoranea di Pontecagnano, il vademecum di Angelo Mazza

Brigida Vicinanza

Angelo Mazza, leader e candidato sindaco per Movimento Libero parla dei suoi progetti da realizzare, una volta ri – approdato a Palazzo di Città con la fascia tricolore, su tutto il territorio che riguarda la fascia costiera del Comune. «Degradata, devastata e mai presa in considerazione! La litoranea può e deve essere il fiore all’occhiello di una città che ha voglia di ripartire! C’è bisogno di uno sforzo amministrativo non indifferente, il nostro programma prevede: dislocamento di una sede della polizia municipale.Avere un controllo radicato e costante per garantire sicurezza e viabilità stradale, oltre alla maggiore tutela per i cittadini; supporto di una rete di telecamere di videosorveglianza; azioni di controllo sull’ immigrazione. Censimento dei residenti, regole e azioni rigide per gli immigrati irregolari, azioni di sgombero degli accampamenti abusivi decoro urbano e riqualificazione di tutto il litorale mediante azioni mirate. Il nostro impegno mira a risolvere le criticità e valorizzare i punti di forza, ambendo ad un promozione turistica mediante politiche di marketing territoriale integrato, coinvolgendo operatori turistici, imprenditori, con un’amministrazione comunale che tracci le linee guida per esprimere, finalmente, il potenziale turistico di Pontecagnano Faiano».