Processo De Luca/legge Severino. I giudici si riservano su udienza pubblica

Da più di un’ora, i giudici del tribunale di Napoli, sezione civile, si sono riservati se tenere un’udienza pubblica o meno per il processo De Luca sulla legge Severino. La presenza de Il fatto quotidiano e dell’Ansa avrebbe fatto sollevare il problema. Seguono aggiornamenti




Pontecagnano. Sequestro fabbricati nell’area ex Cirio

Si tratta della notizia anticipata da Le Cronache oggi in edicola

Comunicato stampa della guardia di finanza di oggi, 19 agosto 2015

PONTECAGNANO FAIANO (SA): LA SEZIONE OPERATIVA NAVALE DELLA GUARDIA DI FINANZA DI SALERNO SEQUESTRA UN COMPLESSO IMMOBILIARE. DENUNCIATI CINQUE RESPONSABILI.

 

La Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, ha sottoposto a sequestro preventivo un complesso residenziale in località Via Torino del Comune di Pontecagnano Faiano (SA).

Il provvedimento cautelare arriva al termine di complesse indagini, durate diversi mesi ed articolatesi attraverso sopralluoghi sui siti di interesse ed acquisizioni documentali presso il Comune di Pontecagnano Faiano, che hanno consentito ai finanzieri, coordinati  dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, di porre in luce consistenti illeciti.

Le attenzioni si sono concentrate, in particolare, sui titoli relativi agli immobili in costruzione, un permesso di costruire ed una s.c.i.a., risultati illegittimi poiché, in assenza di un piano particolareggiato ovvero di una lottizzazione convenzionata, prevedevano la possibilità di realizzare il complesso immobiliare senza il rispetto delle distanze minime previste, in violazione sia della Legge Regionale 19/2009 (cosiddetto “piano casa”) sia del D.M. 1444/68.

Al termine delle attività di indagini, il G.I.P. presso il Tribunale di Salerno, accogliendo le tesi accusatorie avanzate dal P.M., ha disposto il provvedimento cautelare di sequestro, che ha riguardato il Fabbricato “A” che comprende 6 locali commerciali e 36 appartamenti, per complessivi mq. 4.500, ed il Fabbricato “B”, che comprende  42 appartamenti per complessivi mq. 4.270; posto in sequestro anche il piano interrato di entrambi i fabbricati, che comprende 83 box auto per complessivi mq. 3.000. Ingente il valore delle opere sottoposte a sequestro.

Sono cinque in totale gli avvisi di garanzia, notificati al legale rappresentante della società proprietaria del complesso residenziale, al direttore dei lavori, al progettista dell’opera, al titolare di una ditta edile ed al responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune. Le ipotesi di reato vanno dall’abuso edilizio all’abuso in atti d’ufficio.

 

L’articolo di Le Cronache oggi, 19 agosto 2015, in edicola

di Carmine Landi

 

PONTECAGNANO FAIANO. Non c’è pace dalle parti di via Potenza.

Nell’area che ospitò l’ex complesso industriale della Cirio, gli uomini della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno hanno messo un cantiere sotto sequestro.

È accaduto nella serata di lunedì, ma la notizia è trapelata soltanto nella giornata di ieri.

Il sequestro effettuato dagli uomini del comandante Michele Petrone è ai danni della Pappalardo Costruzioni Srl, nota azienda pontecagnanese che, all’interno dell’area, stava edificando due palazzine che sarebbero state costituite da ben settanta appartamenti.

La causa dell’operazione, disposta sulla base dell’articolo 321 del codice di procedura penale, che prevede il sequestro «quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso o agevolare la commissione di altri reati», andrebbe ricercata nella presunta mancata osservanza delle distanze fra edifici.

I lavori erano stati avviati soltanto pochi mesi fa.

Non è il primo sequestro con cui si ritrova a dover fare i conti la Pappalardo Costruzioni: correva l’anno 2007 quando i carabinieri del nucleo operativo del Comando di Salerno misero i sigilli a sette edifici – trentadue appartamenti e diciotto box seminterrati per auto – che erano stati costruiti a poche centinaia di metri dal fiume Picentino. All’epoca, l’accusa era quella d’aver realizzato un insediamento abitativo – dal valore di dieci milioni di euro – all’interno d’un area sottoposta a vincolo paesaggistico, tra l’altro senza un regolare permesso, giacché l’autorizzazione comunale autorizzava la Pappalardo srl a edificare attività commerciali e artigiane.

Guido Pappalardo, amministratore della ditta, è una persona molto conosciuta in città: oltre ad essere uno degli storici imprenditori di Pontecagnano, infatti, è anche particolarmente attivo in politica.

Soltanto pochi mesi fa, a marzo, l’uomo, vicinissimo a Mara Carfagna, è stato nominato coordinatore cittadino di Forza Italia. In passato, era stato uno dei punti di riferimento di Gianfranco Rotondi nel Salernitano, candidandosi pure alle elezioni provinciali del 2009 con “Democrazia Cristiana”, di cui, per diversi anni, è stato il segretario cittadino.

A ottobre dello scorso anno, Pappalardo fu anche protagonista di un triste episodio: l’uomo, infatti, fu pestato da tre energumeni col volto coperto e finì in ospedale.




Frode all’Inps “Mastrolindo”, arrestato Manganelli

PAGANI/S.VALENTINO. False assunzioni in ditte di pulizie per frodare l’Inps: la Cassazione conferma ancora una volta il teorema Lenza. Eseguita ieri l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per un presunto procacciatore d’affari Vincenzo Manganelli di San Valentino Torio. Per un difetto di notifica, la sua posizione davanti ai giudici della suprema corte era tornata indietro, rispetto a quella di Immacolata Napolano, sorella dei due titolari del patronato Inapi, ritenuto uno dei centri del raggiro a Pagani, a Francesco Santilli, contitolare con il padre Giuseppe, di uno studio di consulenza del lavoro e uno dei procacciatori Alessandro Di Bartolomeo (tutti liberati in seguito). La vicenda nasce dalla decisione del tribunale del Riesame di Salerno che aveva accolto l’impugnazione del pm Roberto Lenza contro il provvedimento del tribunale di Nocera Inferiore presieduto da Domenico Diograzia, che aveva disposto l’obbligo di firma in sostituzione degli arresti domiciliari. Il filone dell’inchiesta “Mastrolindo” che riguarda tali indagati è da tempo a processo, condotta dai carabinieri della sezione di Pg della procura di Nocera Inferiore e dal pm Roberto Lenza. Gli inquirenti hanno scoperto lavoratori residenti presso il patronato o presso le abitazioni o gli studi dei consulenti del lavoro, 9.500  fasulle posizioni previdenziali scoperte messe in campo per frodare  all’Inps le indennità di malattia, disoccupazione e maternità, divise poi tra i falsi lavoratori e gli organizzatori delle truffe. I danni per l’Inps è di almeno 41 milioni di euro solo in questa tranche  d’inchiesta per aver erogato indennità di disoccupazione e maternità a falsi lavoratori. Molti operai indicavano quale loro residenza persino l’indirizzo del patronato Inapi, gestito dai fratelli Giovanni e Donato Napolano, uno dei centri delle truffe. In altri casi l’indirizzo del richiedente era quello del Caf (centro di assistenza fiscale), gestito da Donato Napolano, a Pagani. L’Inps chiarì che in questo modo le lettere di bonifico per la riscossione delle indennità venivano indirizzate direttamente o al patronato o agli studi dei consulenti del lavoro. «Era evidente -sottolineò il gip Alfonso Scermino che ordinò 13 arresti per l’operazione Mastrolindo- che in tale modo l’operaio era costretto a recarsi presso la sede del patronato per il ritiro del bonifico e -verosimilmente- versava l’importo pattuito per la falsa assunzione». Va ricordato, infatti, che, secondo gli inquirenti, i falsi assunti percepivano solo una parte dei sussidi e che spesso erano costretti a cedere agli organizzatori della truffa addirittura il 70%.
Alfonso Serra




Una “fattura” magica per bloccare gli inquirenti. Un dirigente Inps si rivolge a una maga per fermare il pm Lenza e i carabinieri

NOCERA INFERIORE. Ci mancava pure la maga. Nell’indagine “Mastrolindo” sulle falsi assunzioni nelle ditte di pulizie per frodare le indennità di disoc- cupazione, maternità e malattia all’Inps si era visto di tutto. Nelle indagini avevano fatto capolino, dal falso lavoratore, al faccen- diere, dal consulente al funzio- nario dell’Inps, dagli ispettori del lavoro o dipendenti di diversi uf- fici che erogano servizi di pub- blico interesse, da politici e amministratori a procacciatori, da rappresentanti di patronato a commercialisti. Ma una maga proprio no. E a questa maga si sarebbe rivolta un dirigente Inps per sapere quali potessero essere, settimana dopo settimana le evo- luzioni dell’inchiesta della pro- cura nocerina. L’esperta di occulto, con “studio” a Nocera Inferiore avrebbe cercato di at- tingere notizie dalle carte, ma non quelle dell’inchiesta ma dai tarocchi. Purtroppo, questi ta- rocchi forse saranno stati taroc- cati, ma non dicevano mai cose che poi sin avveravano, e il diri- gente, sotto la spinta anche dei continui articoli di stampa sul- l’inchiesta (in particolare de Le Cronache) avrebbe chiesto alla maga nocerino un suo intervento per bloccare il pm Roberto Lenza e l’appuntato Nicola Montone dei carabinieri della se- zione di pg presso la procura che sta indagando assieme al luogo- tenente Massimo Santaniello. Una fattura, una pozione magica o altro intruglio non è stato sta- bilito ancora. Certo è che l’in- chiesta è proseguita. Chissà se la dirigente si è fatta dare per il consulto occultistico la fattura, quella fiscale, per intenderci, quella si che può far male, alle tasche dalla maga.

Intanto l’inchiesta continua e nuovi clamoprosi sviluppi sono attesi. E c’è già chi vuole colla-

borare per evitare di essere arre- stato, ormai è chiaro che il si- stema delle truffe è stato scoperto. Come si è arrivati al piano dei funzionari Inps si arri- verà anche a quelli dei dirigenti (già acquisiti molto incartamenti nelel perquisizioni alel sedi del- l’istituto a Roma e a Napoli) anche perchè, come scrivevamo nei giorni scorsi, una truffa di questo genere, con i nuemri di coinvolti dell’operazione “Ma- strolindo” (tremila indagati solo

a Pagani, in pratica il 20% della forza lavoro sarebbe stato ad- detto alle ditte di pulizie, dati fa- cilmente non credibili a priori). Un sistema che, evidentemente, si è basato su complicità o omis- sioni da parte dei pubblici fnzio- nari o dirigenti. Per costoro, forse più che una maga servi- rebbe un buon avvocato e di co- raggio, per collaborare prima che i carabinieri li sveglino alle cin- que del mattino.

Alfonso Serra




Truffe all’Inps: 8 arresti, due interdizioni e 37 milioni di euro in sequestro: ecco i coinvolti

Ennesima tranche dell’operazione Mastrolindo, sulle truffe all’Inps attraverso false assunzioni in ditte di pulizie. Otto arresti domiciliari tra imprenditori, consulenti del lavoro, commercialisti, procacciatori, titolari di patronati. 37 milioni di euro sequestrati. Tra le persone destinatarie dei sequestri anche un noto ex consigliere comunale di Pagani.

L’operazione dei carabinieri della sezione di pg di Nocera Inferiore e del pm Roberto Lenza.

Ai domiciliari sono andati:

Vincenzo Stile, Anna Pepe, Francesco De Priscio, Saverio D’Antonio, Domenico Pepe, Ferdinando Trapani, Nicolina D’Angelo e Palmira Petrillo.

Misura interdittive per i funzionari Inps: Gianfranco Di Natale e Canio Palladino