Caos all’interno di Scelta Civica: si dimettono i segretari provinciali della Campania. Presto un nuovo movimento

Erika Noschese

È caos all’interno di Scelta Civica che perde pezzi in vista delle elezioni politiche. I segretari provinciali Giovanni d’Avenia di Salerno, Antonio De Pandis di Caserta, Rino Buonopane di Avellino e Simone Mario Iannella di Benevento hanno infatti deciso di lasciare il partito fondato, a livello nazionale, da Mario Monti nel 2013. La scelta è riconducibile alla decisione nazionale del partito di allearsi con il centro-destra, «che facilita un percorso di convenienza», come ha dichiarato il segretario provinciale di Salerno, Giovanni D’Avenia. Il gruppo di dimissionari già da tempo aveva richiesto un confronto politico nel metodo e nel merito, chiedendo un’assemblea o un congresso proprio per discutere delle scelte nazionali. «Nel momento in cui dichiari un partito europeista, questo va a cozzare con questo tipo di alleanza politica», ha poi aggiunto D’Avenia che, insieme a molti membri di SC, aveva lanciato un progetto nell’ambito del centro che non è stato possibile costruire. «E’ stata una decisione affrettata nel metodo e nel merito, sia dal punto di vista programmatico sia come prospettiva politica», ha aggiunto il segretario provinciale di Salerno. Le scelte politiche del movimento di Monti hanno avuto ripercussioni anche a livello nazionale con la decisione di altri attivisti di lasciare il gruppo del Lazio, della Basilicata e della Calabria. Medesima scelta anche per i deputati Valentina Vezzali, Angelo D’Agostino che, unitamente agli altri, potrebbero dar vita al nuovo movimento Cittadini per l’Europa ma si tratta, almeno per il momento, di una prosposta in fase embrionale.




Provinciali, l’esercito dei trasformisti: ad Angri nasce il “partito di De Luca”

di Andrea Pellegrino

Una mappa di riposizionamenti. Le liste per le Provinciali si presentano così. Con molte sorprese, cambi e salti (politici) da uno schieramento all’altro. Il 9 gennaio, giorno dopo le elezioni, con molta probabilità i conti si faranno in ogni partito ma anche in ogni amministrazione comunale. Dalla «finestra» di Vincenzo De Luca entrano in parecchi. Un tempo di centrodestra, oggi con le solite liste contenitori di centro, si avvicinano alla schiera dei deluchiani. Tra tutte la novità più rilevante riguarda Marco Galdi, il sindaco del Popolo della Libertà, improvvisamente folgorato sulla via della sinistra. Merito o colpa del referendum che avrebbe avvicinato l’ex sindaco – ad oggi consigliere comunale d’opposizione – di Cava de’ Tirreni alla compagine “La Provincia di tutti” che raggruppa tutte le forze più a sinistra del Pd. Nella città metelliana, inoltre, in campo c’è anche il sindaco Enzo Servalli, candidato con il Pd, che dovrà vedersela anche con Enzo Passa, recentemente “transitato in maggioranza” per via socialista.

SCOPPIA IL CASO GALDI Ma il caso Galdi rischia di spaccare la sinistra. La candidatura del docente universitario non è stata ben vista dai vertici regionali di Sinistra Italiana.

CONFUSIONE AD ANGRI Ad Angri, però, il caso più emblematico. Qui dovrebbe esserci una amministrazione marchiata di centrodestra. Ma gli attuali posizionamenti avrebbero inaugurato nella città dei Doria il «partito della nazione». Partiamo dal sindaco. Cosimo Ferraioli è candidato nella lista “Cittadini per la Provincia di Salerno”. Lo schieramento si nasconde dietro “Scelta Civica” ma tra gli ispiratori figura anche Nello Fiore, consigliere regionale di Campania Libera. Lo stesso Fiore, ieri mattina, si è visto nei corridoi di Palazzo Sant’Agostino. Dunque, la formazione dovrebbe tendere verso Vincenzo De Luca. Ma tornando ad Angri, Ferraioli si ritroverà questo scenario: un consigliere della sua maggioranza candidato con Forza Italia. Si tratta di Alfredo Pauciulo che continuerà il suo percorso azzurro, e quindi del centrodestra. Nel suo schieramento (che sostiene sostanzialmente l’attuale presidente dell’amministrazione provinciale Giuseppe Canfora), si ritroverà Pasquale Mauri, suo ex concorrente alla carica di sindaco, che scende in campo con “Davvero al centro”. Mauri a sua volta si ritroverà un suo sostenitore candidato direttamente con il Partito democratico. Si tratta di Alberto Milo, consigliere provinciale uscente (un tempo Udc) che in nottata è riuscito a garantirsi un posto nella lista democrat. A Pagani, invece, il sindaco Salvatore Bottone ha candidato Bernando Califano nella lista con “Scelta Civica”. Ed anche in questo caso l’avvicinamento ai deluchiani sembrerebbe cosa fatta. Nonostante, però, abbia un suo consigliere comunale di maggioranza, Pietro Sessa, candidato con Forza Italia. .Ad Amalfi, il caso Matteo Bottone è il più eclatante. Un tempo socialista di destra, assessore della giunta provinciale di destra, oggi è nel Partito Socialista ed ha abbracciato il governatore della Campania, da qualche tempo particolarmente attento all’ex repubblica amalfitana. Poi c’è Eboli, con il sindaco Massimo Cariello, eletto con uno schieramento e candidato oggi alle provinciale con un altro, ed a sostegno del democrat Peppe Canfora.

 

L’ASSE VERDI – ALA Quanto alle alleanze, con i Verdi di Michele Ragosta, oltre all’ex segretario cittadino di Pontecagnano dei Fratelli d’Italia, Antonio Anastasio, c’è anche la componente di Ala di Verdini ed Eva Longo. Il loro candidato è Francesco De Angelis. E sempre in questa lista spunta anche Franco Plaitano che fu considerato «impresentabile» alle scorse elezioni regionali da Rosy Bindi.

L’ATTACCO DI FORZA ITALIA «Un meccanismo, quello della elezione di secondo livello, che in provincia di Salerno ha dato spazio alle peggiori pratiche di trasformismo. Un malcostume radicato nel sistema di potere della sinistra salernitana», sostiene il senatore Vincenzo Fasano, coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno. «Abbiamo fatto il nostro dovere nell’interesse dei cittadini e per garantire rappresentanza in un Ente, la Provincia, che le pessime riforme della sinistra hanno snaturato. Restano in piedi, al netto degli annunci sullo scioglimento, con meno risorse e con un meccanismo elettorale che offende gli elettori. Un meccanismo, quello della elezione di secondo livello, che in provincia di Salerno ha dato spazio – sottolinea – alle peggiori pratiche di trasformismo. Un malcostume radicato nel sistema di potere della sinistra salernitana. Continueremo a denunciare politicamente questo sistema. L’ultima tornata referendaria conferma che i cittadini hanno voglia di partecipare e di liberarsi dai blocchi di potere», conclude Fasano. Rincara la dose Gaetano Amatruda. «Nelle elezioni provinciali la patologia del sistema, a Salerno il linguaggio ‘della frittura di pesce’ che diventa metodo di lavoro. Controllo del voto e pratiche trasformiste animano questa anomala tornata. I cittadini sono espropriati del diritto di voto e le segreterie di partito decidono, di fatto a tavolino, la composizione del prossimo consiglio provinciale. Nella sinistra di Vincenzo De Luca il sistema di potere – sottolinea – si sintonizza sulle anomalie e ingigantisce le patologie. Scompare l’idea di Provincia, non si vedono proposte ma solo giochi di potere». «La carica dei sindaci ha due effetti nefasti. Si snatura il senso del Consiglio, che diventa una conferenza di sindaci dove ognuno difenderà interessi particolari, e si tenterà di controllare e blindare il voto dei consigli comunali. Le elezioni provinciali – aggiunge Amatruda- vissute come occasioni per blindare le maggioranze. Due schiaffi in faccia ai cittadini dunque. Prima esautorati del diritto di voto e poi costretti a subire un regolamento dei conti interno ai partiti. Emblematico il caso di Salerno con Vincenzo Napoli». «Al metodo si associa poi la peggiore pratica del trasformismo. In politica è legittimo cambiare idea ma quando a farlo sono amministratori che passano da una parte all’altra, per garantirsi una via di accesso a palazzo Santa Lucia, siamo a pratiche vicino al ‘banditismo politico’. Il rischio del voto di scambio sempre altissimo nelle sinistra salernitana. Stupisce infatti il travaglio culturale di amministrati in carica che scelgono la maggioranza in Regione. Viene il sospetto – dichiara ancora – che i cambi siano condizionati dalla voglia e dal desidero di uno strapuntino». «Serve allora massima vigilanza, per fare alcuni esempi, su assessori come Matteo Bottone che dalla Giunta Cirielli e dalla vicinanza con Caldoro passano con De Luca. Serve capire quale spinta ideale abbia riportato a sinistra Massimo Cariello. Anche lui con De Luca nelle scorse settimane ha messo in scena, sui rifiuti, una pantomima. Sarebbe interessante poi comprendere quali saranno gli equilibri di Angri. Quale è l’esperimento politico che mette insieme centristi e Verdi con le frattaglie di Ala. Unico caso in Italia».




Chiamata alle armi per Scelta Civica, Cesaro: “Liste in ogni comune”

di Andrea Pellegrino

Chiamata alle armi per Scelta civica, riunitasi di recente per mettere in campo la strategia in vista delle prossime elezioni amministrative. Scelta Civica sarà presente in ogni comune capoluogo con il proprio simbolo. Compreso a Salerno, dove si tratta con il Partito democratico, in linea, dunque, con le posizioni nazionali e regionali. A Palazzo Santa Lucia, infatti, Scelta Civica è l’unica forza politica attualmente presente nella giunta De Luca con l’assessore Chiara Marciani. A chiarire quanto sta accadendo nel partito è il deputato campano di Scelta civica, Antimo Cesaro.
Onorevole Cesaro, a proposito della giunta regionale, indiscrezioni parlano di uno strappo o di una fibrillazione in atto…
«Assolutamente. Forse lei si riferisce a qualche indiscrezione circolata sul web. Tra l’altro posso smentire completamente la notizia ed in particolare il titolo utilizzato. Posso assicurare che non c’è nessuna lacerazione dei rapporti né con il governatore, né con la giunta. C’è stato, come è giusto che sia, un normale resoconto di fine d’anno, che ha visto i dirigenti, a partire dai deputati (era assente per problemi di lavoro solo D’Agostino), in maniera molto pacata affrontare il tema delle amministrative. Dunque, si è pensato al rilancio della forza politica in vista delle amministrative e si chiesto a tutti i dirigenti del partiti, a partite appunto dai deputati, ai rappresentanti nelle istituzioni, quindi anche alla rappresentanza in giunta regionale, di dare il massimo contributo per individuare personalità che possano che possano dare lustro alle liste che ci accingiamo a comporre in tutti i comuni capoluogo. Si è fatto riferimento al nostro codice  e ai criteri molto stringenti per la composizione delle liste. Certamente, non nego che c’è stata una valutazione sull’operato svolto dai rappresentanti regionali. Noi pensiamo che di aver investito su una personalità di  alto spessore tecnico che darà un importante contributo al governo regionale. Preciso che fino ad ora la giunta De Luca è stata impegnata a fronteggiare emergenze, ora nelle prossime settimane vedremo realmente cosa metterà in campo».
Come Scelta Civica avete anche l’onore e l’onere di essere l’unico partito della coalizione presente in giunta…
«Certo. Abbiamo anche questa consapevolezza. Siamo l’unica forza politica, oltre il Pd, presente nell’esecutivo regionale e faremo di tutto per dimostrare il nostro spessore politico. Ed è anche per questo che abbiamo chiesto un impegno importante da parte di tutti e speriamo e confidiamo di raccogliere i risultati anche in termini elettorali la prossima primavera».
Pensa che ci possa esserci un rimpasto o un allargamento della giunta?
«Fino a quando non ci saranno dichiarazioni ufficiali del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, penso che le ipotesi di rimpasto o allargamento restino tali».
Passiamo alle amministrative. A Salerno come vi muoverete?
«Scelta Civica, con Giovanni D’Avenia, sta lavorando per comporre un contenitore di forze moderate che riproponga il modello nazionale. C’è intesa con l’Udc e c’è intesa anche con il Nuovo Centro Destra. Stiamo in trattative anche con altre forze del centro moderato e anche con qualche forza civica cittadina pronta a sostenere il nostro progetto».
Il Pd avrà la leadership a Salerno e proporrà il suo nome (al momento in campo ufficialmente c’è Enzo Napoli ma tutto può cambiare nei prossimi mesi), Scelta Civica come si comporterà rispetto al candidato sindaco proposto dai democrat?
«Naturalmente accoglieremo e sosterremo un candidato sindaco che condivida il nostro programma elettorale. Quanto al rapporto con il Partito democratico valga la regola che il nostro sostegno a Salerno ad un loro candidato non preclude in un altro comune del territorio il supporto del Pd ad una leadership moderata. Dunque la nostra intenzione è sancire una intesa basata sul reciproco rispetto, seppur tenendo in considerazione le dovute proporzioni».




Scelta civica, Lamberti segretario

Ci sarà anche una delegazione salernitana alla convention di Scelta Civica convocata per oggi dall’ex premier Mario Monti. Un gruppo che sarà guidato dal professore Armando Lamberti, già candidato alla Camera dei Deputati, investito qui a Salerno del ruolo di segretario provinciale. Scelta Civica, insomma, c’è – fanno sapere – e ben presto approderà anche a Salerno città. La guida della sezione cittadina, infatti, potrebbe essere affidata a Gianfranco D’Alessio, già referente di Italia Futura. D’Alessio pare abbia allentato i rapporti con il movimento di Montezemolo, a differenza di Fabrizio Murino (candidato in Scelta Civica alle scorse politiche) che invece sarebbe ritornato tra le fila del gruppo guidato dall’ex numero uno di Confindustria. Oggi Monti naturalmente traccerà la via maestra del movimento, soprattutto dopo le ultime scelte e le frizioni con l’Udc di Pierferdinando Casini. A quanto pare, però, sembra che ci sia tutta l’intenzione di far veicolare il simbolo del professore su tutti i territori, partendo, dunque, dai prossimi appuntamenti elettorali. Nel salernitano, il professore Lamberti avrebbe già scaldato i motori, soprattutto nella sua Cava de’ Tirreni. Il docente universitario, infatti, non vorrebbe farsi trovare impreparato nel caso di una elezione anticipata. Il suo nome, comunque, sarebbe stato già calato sul tavolo delle trattative direttamente dal Partito democratico. Nella vallata metelliana, infatti, il Pd sarebbe pronto a candidare Lamberti sindaco, pur di sbarrare la strada all’ex primo cittadino Luigi Gravagnuolo. Ma il tempo è ancora tanto. A Salerno, invece, Scelta Civica dovrà partire completamente da zero. Salvo adesioni di attuali esponenti politici che siedono tra i banchi consiliari comunali o provinciali. Le ultime fratture interne all’Unione di Centro salernitana, potrebbero ipotizzare imminenti adesioni al movimento montiano, all’atto della sua costituzione. Sembra, tra l’altro, che – al momento – una eventuale lista marchiata Scelta Civica sia più propensa ad un accordo a sinistra (dunque con De Luca) rispetto ad una intesa con il centro destra. Ma anche in questo caso le trattative sono rinviate a dopo la pausa estiva.