Si spengono le luci per il dolore

Erika Noschese

Lutto cittadino a Salerno, quest’oggi, in segno di rispetto per le 26 vittime sbarcate a Salerno lo scorso 5 novembre a bordo della nave militare spagnola Cantabria, “come segno doveroso di dolore e commiato nei confronti di queste giovanissime ragazze che hanno trovato la morte in una delle ennesime tragedie del mare”, come dichiarato dal sindaco Enzo Napoli. Alle 10 di questa mattina, presso il Cimitero Monumentale di Salerno verranno celebrate le esequie, nella piazza degli Uomini Illustri. A dispetto di quanto precedente- mente annunciato non ci sarà la presenza del Ministro dell’Interno Minniti o di altri rappresentanti del Governo. Confermata, invece, la presenza del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, oltre al sindaco Enzo Napoli ed all’assessore Savastano. Simbolicamente, questo pomeriggio, dalle 18.30 alle 19 verranno spente le Luci d’Artista in Piazza Flavio Gioia, nella Villa Comunale e sul Corso cittadino proprio in segno di rispetto per le giovani vittime. Nella giornata di mercoledì, il primo cittadino Enzo Napoli ha inviato una lettera ai dirigenti scolastici degli istituti del territorio chiedendo a docenti e alunni di rispettare un minuto di raccoglimento. Le bare saranno disposte nell’ossario del cimitero, con una rosa bianca mentre sul feretro delle due giovani nigeriane incinte saranno deposti altri due fiori, per ricordare le due vite spezzate ancor prima di nascere. Intanto, altre tre vittime sono state identificate: si tratta Ozuoma Okpara, 24enne nigeriana, Ugechi Fawour Omba 29enne della Nige-ria e Loveth Jonathan di cui non si conosce l’età. Nei giorni precedenti, invece, sono state identificate Marian Shaka e Osato Osaro, riconosciute rispettivamente dal marito e dal fratello. Queste cinque salme, a cui si è riusciti a dare un nome, verranno sepolte nel cimitero di Salerno insieme ad altre 5 salme. Le altre saranno tumulate presso i cimiteri comunali di Sassano, Montesano sulla Marcellana, Battipaglia, Contursi Terme, Novi Velia, Polla, Atena Lucana, Montecorvino Rovella, Pellezzano, Baronissi che ne accoglierà due, Pontecagnano, Sala Consilina. Il rito sarà laico, con un momento di preghiera cattolico celebrato da monsignor Luigi Moretti e uno islamico affidato all’imam Abderrhmane Es Sbaa in quanto le vittime non sono tutte di religione cattolica. Imponente il servizio d’ordine che seguirà attentamente le procedure di accoglienza dei presenti al cimitero tanto da esser stata richiesta la presenza della protezione civile di Salerno.




Il volto ignoto degli scafisti

Erika Noschese

Ancora in corso le indagini per risalire all’identità degli scafisti che hanno permesso, ancora una volta, questa terribile tratta di esseri umani. Lo scorso 5 novembre, il loro viaggio della speranza si è trasformato nello sbarco della morte, con l’arrivo a Salerno di ventisei donne morte, la cui causa pare essere riconducibile all’annegamento. La Procura non distoglie l’attenzione sui presunti colpevoli, ascoltando i migranti presenti a bordo dei gommoni. Nel frattempo due uomini sono accusati di aver contribuito – con le loro condotte – alle attività di tratta delle persone. Si tratta di Mohamed Ali Al Bouzid, egiziano, e Al Mabrouc Wisam Harar, di nazionalità libica, identificati grazie alle segnalazioni dei migranti a bordo dello stesso gommone pilotato dai due. Nel corso dell’udienza di convalida del fermo, entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ed il giudice per le indagini preliminari ha convalidato loro il decreto di fermo disposto dal Pm. I due si trovano ora presso la Casa Circondariale di Salerno, come richiesto dalla Procura. Intanto è giunta la confermano che alle operazioni di salvataggio e recupero dei migranti non hanno partecipato unità navali appartenenti ad organizzazioni non governative.




Le 26 donne morte annegate

Erika Noschese

Le ventisei giovani migranti morte a largo di acque internazionali e giunte a Salerno lo scorso 5 novembre, a bordo della nave mili- tare spagnola “Cantabria” riceveranno degna sepoltura. Venerdì 17, alle ore 10, saranno in- fatti celebrati i funerali presso il Cimitero Monumentale di Salerno. In tale occasione, il Comune di Salerno ha proclamato lutto cittadino e, in segno di rispetto, verranno simbolicamente spente le Luci d’Artista dalle 18.30 alle 19. Al rito funebre prenderanno parte monsignor Luigi Moretti e l’Imam Abderrhmane Es Sbaa. Nove delle salme verranno sepolte nel cimitero di Salerno mentre le restanti in alcuni comuni limitrofi quali Petina, Sassano, Montesano sulla Marcellana, Battipaglia, Contursi Terme, Novi Velia, Polla, Atena Lucana, Montecorvino Rovella, Pellezzano, Baronissi, Pontecagnano, Sala Consilina. Inoltre, sembra data per certa la presenza del ministro dell’Interno Marco Minniti che dovrebbe prendere parte al rito funebre. I migranti ed i cadaveri giunti in città sono stati soccorsi e recuperati in quattro diverse operazioni effettuate a largo delle coste libiche lo scorso 3 novembre. In particolare, 146 migranti – di cui 28 bambini, 97 uomini, 21 donne ( di cui 3 in- cinte) – sono state recuperate a bordo di un gommone della nave spagnola Cantabria; altri 64 migranti – di cui 6 bambini, 36 uominie 26donne(dicui2instato di gravidanza) – sono state recuperate in mare dopo il parziale affondamento del gommone su cui viaggiavano insieme ad altre 86 corpi dispersi in mare proprio in seguito all’affondamento del gommone e dunque, quasi certamente, morti per annegamento. Anche in questo caso, i migranti vivi ed i corpi recuperati sono stati portati a bordo della Cantabria. La terza operazione di salvataggio ha permesso di recuperare 140 migranti – di cui 12 bambini, 88 uomini e 40 donne – che viaggiavano a bordo di un gommone della M/N Bergamini della Marina Militare italiana e successivamente trasbordati sulla nave militare spagnola che si è poi diretta verso il porto di Salerno. L’ultima operazione ha permesso il recupero di 1821 migranti, di cui solo 53 salvati ( 8 bambini, 39 uomini e 6 donne di cui due incinte) che erano a bordo della nave irlandese L.E. Niamh e poi trasferiti a bordo della Cantabria. Durante quest’ultimo salvataggio sono state recuperate anche 23 salme delle giovani nigeriane mentre altre tre erano a bordo della Bergamelli, la nave italiana che ha recuperato i migranti vivi ed i cadaveri in mare Libico. Sul corpo delle salme sono state effettuate visite esterne ed esame au- toptico. Il pool di medici legali, coordinati dal professor Crisci, ha indicato come causa della morte l’asfissia per annegamento mentre in un caso, il decesso è riconduci- bile allo shock emorragico dovuto alla rottura del fegato, senza però evidenti segni esterni da rapportare ad eventi traumatici avvenuti prima della caduta in acqua e dunque ipoteticamente attribuibile al- l’impatto contro le superfici solide smusse. Sulle salme, dunque, non sono stati riscontrati segni di violenza fisica o sessuale recente. Dopo l’effettuazione dei prelievi dei campioni necessari ad una futura identificazione, la Procura di Salerno ha emesso il nulla osta al seppellimento dei cadaveri e – previa autorizzazione da parte del Tribunale Civile di Salerno – saranno seppellite anche le salme non identificate mentre il Tribunale Civile ha autorizzato la tumulazione dei corpi non ancora formalmente identificati. Due cadaveri sono stati riconosciuti nel primo caso dal marito e nel secondo da un fratello. Si tratta di Marian Shaka, di fede musulmana, e Osato Osaro, di fede cristiana. Intanto, la Polizia Giudiziaria sta procedendo al tentativo di rintraccio dei parenti delle altre vittime, avvalendosi dei numeri di cellulare rinvenuti nascosti tra i vestiti delle donne morte, oltre ad inoltrare le fotografie dei loro volti alle Ambasciate in Italia degli Stati di presunta provenienza delle giovani donne. Ad oggi è stato possibile contattare telefonicamente i familiari di tre donne decedute che hanno fornito le generalità dei parenti di cui non avevano più notizie che sarebbe originarie della Nigeria.




Sarà lutto cittadino per le 26 migranti

Erika Noschese

Lutto cittadino in memoria delle 26 donne morte durante la traversata per raggiungere le coste italiane. Nella giornata di ieri, la giunta comunale si è riunita e, con un atto, ha proclamato il lutto cittadino, in occasione dei funerali, organizzati dal Comune di Salerno in forma pubblica, nel cimitero monumentale della città. Ancora da stabilire la data dell’ultimo saluto alle 26 giovani donne che hanno perso la vita nella speranza di ricominciare una nuova vita. Solo ieri, il coordinatore del pool di medici legali, infatti, si è recato in Procura per l’affidamento del caso. “Un plauso sincero alla Amministrazione comunale, al sindaco e agli assessori. Il lutto cittadino per le ventisei donne uccise è un atto di civiltà, un gesto d’amore”. È quanto dichiarano Gaetano Amatruda e Michele Romaniello di Andare Avanti e Luca Lamberti de ‘L’Altra metà del Mare è…donna’ che per primi avevano avanzato la proposta di proclamare lutto cittadino. “Adesso la città rifletta, stimoli discussioni più alte. Si coinvolgano le scuole, i più giovani. Salerno diventi la città capace di accompagnare un dibattito costruttivo, capace di individuare soluzioni e superare le strumentalizzazioni. Qualcuno ha scelto Salerno per gli sbarchi, la città risponda con la ribellione delle idee e dell’amore”, hanno poi aggiunto. La decisione della giunta comunale ha incontrato il plauso anche del deputato di Campo progressista, Michele Ragosta: “Sono contento che da Palazzo di Città sia stata accolta la mia richiesta, lanciata domenica sera, di onorare la memoria di queste giovanissime donne che sognavano di costruire un avvenire nel nostro Paese e, invece, non hanno mai toccato terra. Un gesto di grande umanità da parte di un’amministrazione che si è distinta in questi anni sul tema dell’accoglienza e della solidarietà”.




Sbarco, altri dieci corpi non recuperati

Erika Noschese

All’indomani del ventiduesimo sbarco di migrante giunto al molo 3 gennaio del porto di Salerno nella mattinata di domenica, continuano senza sosta le indagini per tentare di ricostruire l’esatta dinamica che ha portato alla morte 26 giovani donne, di età compresa tra i 14 e i 18 anni e quasi tutte di nazionalità nigeriana. Dalle indagini, a tutto campo, si cerca di capire se le ragazze siano state vittima di violenza o se la morte possa essere legata all’annegamento in acqua, anche a causa delle pessime condizioni del mare. Le donne decedute, al largo delle acque internazionali, potrebbero essere 36 perché dieci corpi non sarebbero stati recuperati in quanto finiti in mare prima dell’arrivo della nave militare spagnola, la Eps Cantabria. Tra le ipotesi ancora in fase di verifica pare che le vittime possano essere addirittura 39 perché tre cadaveri sono andati dispersi in acqua. I gommoni che avrebbero trasportato i migranti sarebbero quattro e uno si sarebbe ribaltato a causa delle avverse condizioni meteo che avrebbero reso difficoltoso il recupero dei cadaveri in mare. I ventisei cadaveri sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e i loro corpi si trovano attualmente presso la sala mortuaria del cimitero di Salerno, a Brignano. Nelle prossime ore, dovrebbero essere rese note le cause del decesso, con l’esame autoptico che verrà effettuato sui corpi delle vittime. A capo del pool di medici legali sarà il professore Antonello Crisci che coordinerà il lavoro dei professori Giuseppe Consalvo, Giuseppe Raimo, Giovanni Zotti e Luigi Mastrangelo. Resta da chiarire ancora se l’autopsia sul corpo delle vittime verrà effettuata presso la sala predisposta del cimitero o se alcune salme saranno trasferite presso la sala mortuaria dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Intanto, sul corpo delle donne decedute, i cui corpi erano surgelati, è stato effettuato un primo esame esterno che non ha prodotto grandi risultati anche a causa dei vestiti attaccati al corpo. In attesa che le salme siano pronte per l’autopsia, oggi il professor Crisci si recherà in Procura per l’affidamento dell’incarico.  Intanto, le indagini proseguono anche per tentare di risalire all’identità degli scafisti. Nel frattempo, due sono le persone in stato di fermo perché ritenuti presunti scafisti: un libico e un egiziano, rispettivamente di 30 e 22 con l’ipotesi d’accusa di aver contribuito, con le loro condotte, alle attività ditratta delle persone e di aver organizzato e trasportato almeno 150 persone a bordo di un gommone poi intercettato, in acque internazionali, dalla nave spagnola. Fondamentali, per le indagini, le dichiarazioni rese dagli altri migranti.




A Cronache impedito di seguire lo sbarco dei migranti, arriva l’interrogazione parlamentare urgente

Il parlamentare Edmondo Cirielli di Fdi-An ha annunciato un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro dell’Interno al fine di sapere per quale motivo sia stato impedito questa mattina a Le Cronache di seguire lo sbarco dei migranti. Seguono ulteriori aggionarmenti




Impedito a Cronache di seguire lo sbarco dei migranti a Salerno!

Funzionario della Questura di Salerno impedisce a un collaboratore di Le Cronache di seguire la sbarco dei migranti al porto di Salerno, senza alcun motivo plausibile. Seguiranno aggiornamenti sull’incresciosa vicenda…

 

AGGIORNAMENTI

—L’ordine e il sindacato

Ordine dei giornalisti della Campania e Sindacato unitario giornalisti della Campania sono al fianco del quotidiano Cronache Salerno, discriminato questa mattina da parte delle forze dell’ordine. Durante lo sbarco dei migranti è stata infatti allontanata una collaboratrice del quotidiano. Invitiamo perciò il prefetto di Salerno a evitare il ripetersi di tali incresciosi episodi.

 

— I parlamentari
Il parlamentare Edmondo Cirielli di Fdi-An ha annunciato un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro dell’Interno al fine di sapere per quale motivo sia stato impedito questa mattina a Le Cronache di seguire lo sbarco dei migranti. Seguono ulteriori aggionarmenti

 

— Le reazioni

Il presidente regionale di fdi, Antonio Iannone «Desidero esprimere alla giornalista Elisabetta De Gennaro, al Direttore Tommaso D’Angelo e alla redazione tutta di Cronache la solidarietà personale e di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. Salerno versa in uno stato di esasperazione per i continui sbarchi, il porto di Salerno è stato trasformato nel terminal nazionale dell’emergenza immigrazione come abbiamo denunciato più volte, ma non si può impedire il diritto di cronaca. Mi compenetro anche nel lavoro delle Forze dell’Ordine costrette a fare i secondini della nefandezza governativa del PD ma bisogna garantire e rispettare il lavoro di tutti».




Dai migranti ai crocieristi tutto in una notte

di Andrea Pellegrino

Sono sbarcati di notte per non «incrociarsi» con i crocieristi dell’indomani. Stesso molo, cause diverse. Tutto tra le 24,00 e l’alba di ieri mattina. La nave “Siem Pilot” con 810 migranti sbarcati al Molo Manfredi va via e la Celebrity Constellation attracca. Il tempo di smontare gazebo, tende e di tirare a lucido il Molo impegnato dai migranti le ore precedenti. Uno scenario surreale nei modi e nei tempi. Per la prima volta uno sbarco di migranti avviene di notte, con il solo (unico) vantaggio di risparmiarsi il sole cocente di agosto. Per il resto la faticaccia è pesante, soprattutto per una organizzazione che si è dovuta muovere in fretta e furia per «conciliare le esigenze della città turistica», così come affermato dal primo cittadino Enzo Napoli presente ieri alle operazioni di sbarco. La Prefettura era stata allertata sabato quando c’è stato in giornata un primo vertice che per la prima volta ha visto l’assenza dell’Humanitas di Roberto Schiavone, travolto da una maxi multa di Equitalia che pende sull’associazione. Ma la notizia dello sbarco notturno è arrivata solo dodici ore prima, con la macchina organizzativa che questa volta ha visto in primo piano la Croce Rossa Italia già al Molo Manfredi dalle 19,00.  Con loro anche i volontari della Protezione Civile di Salerno, rimasti orfani di Augusto De Pascale, loro delegato comunale fino allo scorso giugno, seppur presente fisicamente durante le operazioni di sbarco. Ora la delega comunale è ambita da Donato Pessolano, neo eletto tra le fila di “Salerno per i giovani”.  Arriva poco prima della mezzanotte il Prefetto Salvatore Malfi che in manica di camicia segue tutte le operazioni pre-sbarco fino ad effettuare un sopralluogo sulla nave prima della discesa dei migranti. La storia simbolo è quella di una bimba nata da appena due giorni, quelle tragiche raccontano di una donna che ha abortito e di un’altra che ha perso il suo bambino dopo il parto. Sulla nave ci sono anche tre feriti, con uno che ha ancora una pallottola in corpo ma fortunatamente non in pericolo di vita. Il resto è, come sempre, storia della disperazione camuffata questa volta dal buio della notte.




Lo sbarco dei migranti alle ore 24:00 al porto

La macchina organizzativa è già in moto per accogliere lo sbarco dei migranti che si terrà questa sera alle ore 24:oo




Immigrazione: 320 profughi sbarcati a Salerno. Preso lo scafista

L’ultimo sbarco è avvenuto  nel porto commerciale di Salerno, dove sono arrivati circa 320 profughi, la maggior parte provenienti dalla Libia. Stando alle prime informazioni, tra questi ci sarebbero 19 bambini e 30 donne, alcune delle quali in stato di gravidanza. A trasportare i migranti è stata la nave della Marina militare ‘Durand de La Penne’.La polizia ha condotto in caserma un uomo sospettato di essere un presunto scafista; l’uomo verra’ interrogato e identificato.