Bando per le periferie, Salerno è salva con 17 milioni Cantalamessa: «Errori da Regione Campania e Anci»

Erika Noschese

Salerno riceverà i soldi per la riqualificazione delle periferie. A darne conferma l’onorevole leghista Gianluca Cantalamessa, secondo cui la città ha totalizzato un punteggio pari a 76, ricevendo così 17 milioni di euro per i lavori che l’amministrazione comunale ha in programma per Ogliara ed altri rioni collinari di Salerno e già presentati diverse settimane fa. A onor del vero, sostiene Cantalamessa che ci sarebbero errori commessi dalla Regione Campania che, in qualche modo, avrebbero ulteriormente penalizzato la città di Salerno. Alcuni progetti sarebbero stati esclusi perchè non sono esecutivi e non potrebbero mai diventarlo vista la carenza progettuale, ragion per cui il governo gialloverde avrebbe deciso di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019 non solo per alcuni enti locali ma per tutti al fine di consentire a chi avesse avanzi di utilizzarli per investimenti di opere pubbliche con un criterio di premialità. Altri errori sarebbero stati commessi anche dall’Anci che dovrebbe rappresentare 8mila comuni e non solo 96 come avrebbe fatto. Ad esprimersi anche la Corte Costituzionale che avrebbe indotto il governo a raggiungere un’intesa con le Regioni. Intanto, nella mattinata di ieri, su richiesta di alcuni consiglieri, tra cui Pietro Stati, l’avvocato Cammarota ha convocato una seduta straordinaria per la Commissione Trasparenza, ipotizzando anche il danno erariale e questa mattina la commissione presieduta dal consigliere de La Nostra Libertà ascoltarà l’assessore De Maio per accertare eventuali errori commessi dall’amministrazione comunale e dal sindaco Napoli. Quest’ultimo si è poi espresso in merito alla scelta del governo, apostrofandola come «sciagurata». «Ancora devo leggere bene il decreto che è stato portato all’attenzione del Parlamento ma credo in ogni caso si tratti di una scelta sciagurata, qualora venissero confermate le indiscrezioni che stanno correndo», ha dichiarato Napoli. «Il Piano per le periferie aveva un senso perché consentiva di recuperare alcuni luoghi degradati dandogli dignità urbana. Mi auguro che Salerno sia fuori dall’ ipotesi formulata dal governo in quanto avevamo ricevuto il finanziamento visto che si era da sempre distinta per un atteggiamento virtuoso in materia – ha poi aggiunto il primo cittadino – Abbiamo compiuto tutti gli atti, abbiamo espletato tutte le gare, siamo pronti all’assegnazione di esse, abbiamo verificato qali sono le ditte che si aggiudicheranno i lavori e siamo pronti ad affidarle materialmente». Il numero uno di Palazzo di Città si dice pronto ad intraprendere «tutte le strade istituzionali per far valere le nostre posizioni anche se in tutta onestà sono scoraggiato ed avvilito». Per il consigliere Massimiliano Natella si tratta invece di un passo indietro del governo che finanzia primi 24 progetti. «Il Sottosegretario al Ministero dell’Economia, Laura Castelli, dichiara che i primi 24 progetti del bando delle periferie restano finanziati, considerato che si tratta di progetti esecutivi ed immediatamente cantierabili. Il Governo fa un minimo passo indietro sul bando per le periferi», ha detto infatti il consigliere socialista. «I progetti presentati dal Comune di Salerno, secondo quanto dichiarato dal sottosegretario, risultano salvi. Sarebbe stato davvero un grave danno per l’intera città il blocco di questi fondi che riqualificano interamente i rioni collari e creano nuovo sviluppo», ha poi aggiunto l’esponente del Psi.




Scafati. Lo speciale: fotografia socio economica della città. Sempre più giovani lasciano il paese

Di Adriano Falanga

Scafati città di vecchi? Forse, certo è che andando in controtendenza rispetto al dato nazionale, la città cresce nella popolazione. Ma i nuovi scafatesi sono di origine straniera, perché sono loro, gli immigrati, a garantire un saldo demografico in positivo. Nel contempo si registra un aumento del flusso migratorio, cioè di coloro che lasciano il paese per altri lidi, economicamente migliori, in prospettiva lavoro. La città non offre nulla, piegata dall’emergenza sicurezza, dall’instabilità politica, dall’escalation di furti e rapine. Chi vive a Scafati si sente insicuro, e poi i livelli di stress generati dal traffico veicolare contribuiscono non solo ad innalzare la soglia dell’inquinamento (a proposito, ma quali sono i dati delle polveri sottili?) ma anche a deprimere il cittadino che si sposta tra queste strade. Non esiste il minimo servizio di trasporto pubblico urbano. Fu fatto un bando per 12 autorizzazioni di Noleggio con Conducente, un centinaio le richieste, zero gli affidamenti. Tutto scomparso, chissà perché, chissà per come, in un cassetto del Comune. Ma il traffico danneggia anche il commercio, perché, se da un lato il restare in coda aumenta la visibilità degli esercenti, dall’altro lato la stessa coda scoraggia chi da fuori città vorrebbe venire a spendere da queste parti. Ergo, la coda è composta dagli stessi scafatesi, che conoscono bene la loro realtà commerciale, e tutto sommato, amano spendere nei centri commerciali. Perché queste strutture, che nascono dappertutto tranne che a Scafati, non offrono semplicemente una variegata offerta commerciale (i negozi sono i soliti franchising) ma garantiscono un parcheggio, un tetto, uno “struscio” sicuro e lontano da risse e vandali. Il centro commerciale non danneggia il commercio locale, o almeno o danneggia nella misura in cui il Comune investe in esso. Ad esempio ad Angri, così come Nocera Inferiore o Cava Dei Tirreni, da anni si investe nel proprio centro storico, creando attrattive e risorse naturali. E i bassi abbandonati diventano pub, negozi, bar. A Scafati il centro storico cade a pezzi, nonostante il Presepe Vivente stia dimostrando da anni, che con poco è possibile far arrivare decine di migliaia di turisti. In pieno centro scompaiono storiche attività commerciali, per far posto a frutterie, sala slot, e negozi di oggettistica cinese. E questa sarebbe una riqualificazione urbana? Rilancio del proprio territorio? Un’area destinata all’insediamento di attività industriali pulite, preferibilmente artigianali, meglio se di prodotti tipici locali, diventata regno di un enorme sito di stoccaggio rifiuti, che opera fianco a fianco con le abitazioni da sempre presenti.

a-ospedale-scarlato-1024x767Un ospedale inesistente, perché ciò che resta dello Scarlato è semplicemente un reparto distaccato dell’Umberto I° di Nocera Inferiore. La riqualificazione industriale della Ex Copmes finita in un’aula di Tribunale, e quei pochi lotti realizzati sono andati ad aziende già esistenti, o usate tutt’al più come deposito-magazzino. Quanti posti di lavoro sono stati creati o potrà mai creare, ciò che resta del progetto originario da 30 milioni di euro? Fiume Sarno, oramai “che ne parlamm a ffa”? Non esistono asili nido per favorire il lavoro femminile, e quel poco di patrimonio culturale che esiste è in mano a incuria e vandalismo. La Villa, un posto fantastico dove una volta gli sposini pagavano per il loro servizio fotografico, e dove sono cresciute intere generazioni di ragazzini, oggi è qualcosa di meno di una selva oscura, e poco più di un bosco urbano. Esisteva l’agricoltura, in questa terra fertile, ricca d’acqua e materiale vulcanico. Non esiste un prodotto locale tipico, protetto e capace di intercettare fondi e creare lavoro. Anzi, quel poco che resta dell’agricoltura contribuisce, grazie ad un uso spasmodico e incontrollato di fertilizzanti e pesticidi, all’inquinamento del Sarno. Esiste l’industria conserviera però, pare che il 90% dell’intera produzione italiana di concentrato di pomodoro sia realizzata nell’agro nocerino. Eppure non siamo un territorio ricco, anzi, a Scafati nel 2016 ci sono 46,1 individui a carico, ogni 100 che lavorano (dati Istat). E poi i lavoratori stagionali sono stati sostituiti dalle cooperative, che adoperano manovalanza in larga parte straniera. E poi ci sono le Istituzioni, o meglio c’erano, prima che venissero commissariate per infiltrazioni mafiose. E poi c’è lo Stato che le sostituisce tramite commissione straordinaria, che per scelta decide di non avere nessun rapporto con la città. Per loro Scafati è solo la gestione di scartoffie, delibere e determine. Arriveranno tempi migliori.

Più stranieri residenti, meno scafatesi. Arrivano i cinesi

Secondo i dati Istat, aggiornati al 31 dicembre 2015, nel 2014 sono arrivati a Scafati 1.155 nuovi residenti, mentre hanno lasciato la città, per destinazioni italiane o estere, 1.285 iscritti all’anagrafe. Un saldo migratorio di -130 unità. Dato quasi raddoppiato nel 2015, dove sono arrivati 1.104 nuovi residenti, a fronte di 1.318 trasferiti. Un saldo migratorio di -214 unità. Parliamo di cittadini trasferiti, perché il tasso di natalità è di contro in aumento, grazie anche alla crescita della popolazione straniera regolarmente residente. Nel 2014 a Scafati sono nati 515 bambini, morti 354 cittadini, saldo +161. Nel 2015 sono nati 447 e morti in 388, saldo: +59. Cala sensibilmente il numero dei residenti, erano 50.942 nel 2014, mentre sono 50.787 nel 2015. Crescono però le famiglie, passate a 17.179 nel 2015, contro le 17.112 del 2014. Una città quindi giovane, dove gli ultrasettantenni sono appena in 5.205, pari al 10,5%. Centenari? Al primo gennaio 2016 risultano iscritti all’anagrafe 6 nonni a “tre cifre”, sono le femmine però a vivere pia lungo, il rapporto è infatti 5 a 1.

CRESCONO GLI STRANIERI RESIDENTI: Marocchini, ucraini e rumeni.

Gli stranieri residenti a Scafati al 1° gennaio 2016 sono 2.284 e rappresentano il 4,5% della popolazione residente. Erano 2.201 (4,3%) nel 2014. A Scafati sono presenti molte nazionalità diverse. Secondo i dati Istat al 1 gennaio 2015 la comunità non italiana più nutrita è risultata quella marocchina con 966 residenti regolari, pari al 42,2% dell’intera comunità straniera. A seguire la comunità ucraina con 562 residenti pari al 24,6%. I rumeni sono terzi con 224 residenti mentre al quarto posto vi sono i cinesi, con 141 loro cittadini. Quest’ultima comunità è in forte crescita e contribuisce ad innalzare il dato totale che vede 2.284 cittadini di diversa nazionalità residenti sul territorio, pari al 4,5% della popolazione scafatese. Negli ultimi mesi gli shop di merce orientale sono triplicati. Rilevano attività dismesse e le trasformano in punti vendita dove è possibile trovare di tutto, dai casalinghi ai profumi, alle apparecchiature elettriche ed elettroniche, passando per la ferramenta e oggettistica, tutta rigorosamente made in China. La comunità marocchina scafatese è seconda solo a quella di Eboli in tutta la provincia salernitana. Nel capoluogo risultano poi residenti poco più di 100 marocchini. Sempre a Scafati vi è la seconda comunità di ucraini dell’intera provincia mentre quella cinese è al primo posto. Almeno ufficialmente non vi è, in tutta la provincia, una comunità cinese residente più nutrita di quella scafatese. Guardando al dato complessivo i 2.284 residenti stranieri nel comune di Scafati portano la città al quinto posto in provincia, dietro alla città di Salerno, Eboli, Battipaglia e Capaccio. Sono giovani gli stranieri, il 52,4% di loro sono infatti compresi nella fascia d’età 25-44 anni. Curiosamente, risultano avere 75-79 anni solo in 7: 3 maschi e 4 femmine.

Indicatori demografici: su cento abitanti 96 sono anziani

Nel 2016 l’indice di vecchiaia per il comune di Scafati dice che ci sono 96,9 anziani ogni 100 giovani. È il rapporto percentuale tra il numero degli ultrassessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni. A Scafati nel 2016 ci sono 46,1 individui a carico, ogni 100 che lavorano. Rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15-64 anni). Nel 2016 l’indice di ricambio è 85,2 e significa che nella popolazione in età lavorativa prevalgono i giovani. Rappresenta il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione (55-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-24 anni). L’indice di natalità era di 8,8 nel 2015 (10,1 nel 2014) e rappresenta il numero medio di nascite in un anno ogni mille abitanti. L’indice di mortalità nel 2015 era di 7,6 (nel 2014 era 7) e rappresenta il numero medio di decessi in un anno ogni mille abitanti. Infine l’età media, calcolata come il rapporto tra la somma delle età di tutti gli individui e il numero della popolazione residente, nel 2016 è stato di 39,7 anni. Un dato in crescita: 39,3 nel 2015; 38,9 nel 2014 mentre era di 34,9 anni nel 2004.




Scafati. Ex Copmes, finalmente inaugurato il lotto C. Asse De Luca-Aliberti su altri progetti

Di Adriano Falanga

Era il giorno del suo compleanno quando fu inaugurato il cantiere della riqualificazione area Ex Copmes, è il suo onomastico quando il primo lotto di capannanoni vede il taglio del nastro. Pasquale Aliberti ha voluto “festeggiare” in questo modo le due ricorrenze. Terminati i lavori al lotto C: 9 capannoni da 250 mq l’uno, al costo di 850 euro al mq. A giorni la presa in possesso degli acquirenti, mancano solo gli atti notarili (e chiaramente il pagamento). “Bisogna dare un’immagine positiva a quest’opera – dice il primo cittadino – perché va nell’interesse della città, i sindaci passano, le opere restano”. Al tavolo siede con il sindaco il cda della Scafati Sviluppo spa, la partecipata che porta avanti il progetto: il presidente Antonio Mariniello, l’a.d. Mario Ametrano, Emanuele De Vivo, l’assessore al Bilancio Raffaele Sicignano, e il legale Laura Semplice. Presente anche l’architetto Gabriella Camera, responsabile del Piu Europa, una nutrita fetta di assessori e consiglieri comunali. “Sento parlare di tagli ai cda delle partecipate, e a sostenerlo è anche lo stesso Mariniello – continua Aliberti – ma stavolta non sono d’accordo, perché la Scafati Sviluppo è un caso particolare, in quanto non ha dipendenti, ma opera solo attraverso il suo cda, composto da cinque componenti”.

2-lotto CEntro fine mese prossimo si prevede il taglio del nastro anche per il lotto B: 14 capannoni da 500 mq l’uno. “Dopodiché possiamo già ragionare sul lotto A. E a proposito, apriamo già adesso la manifestazione d’interesse per gli imprenditori che vogliono partecipare – continua il primo cittadino – questa è la riposta alla piccola e media impresa locale, per battere la camorra bisogna creare lavoro”. Immancabile la stoccata alla sua opposizione, accusata di contrastare il progetto. “L’altra politica quando contrasta tutto questo fa gli interessi della camorra, andando contro gli imprenditori e favorendo la disoccupazione”. Da Mariniello e Ametrano i ringraziamenti di rito, a partire dalla famiglia Viro, titolare dell’impresa appaltatrice, la Mavi Costruzioni. “Nonostante le difficoltà – dirà Pasquale Viro – noi ci abbiamo sempre creduto”.

SPUNTA L’ASSE TRA DE LUCA E LA COPPIA ALIBERTI-PAOLINO

3-aliberti-da-de-lucaSpunta l’asse tra Enzo De Luca e la coppia Pasquale Aliberti-Monica Paolino. Indiscrezioni raccontano di un incontro a tre tenutosi la settimana scorsa, sul tavolo le proposte per l’Agro, in particolare per la città di Scafati. Aliberti avrebbe chiesto la riapertura del pronto soccorso del Mauro Scarlato, dietro sostegno (anche indiretto) ad alcuni progetti che la Regione avrebbe in mente per la città. Il primo cittadino al cronista prima smentisce la notizia, poi ironicamente aggiunge: “dite pure al Pd locale che l’ospedale lo riapriranno loro” ed infine puntualizza: “a questa conferenza non sempre ho detto la verità”. Due in particolare i progetti sul tavolo, il progetto Jessica, che dovrebbe portare nuovi finanziamenti per nuove opere: “senza gravare sulle tasche degli imprenditori” chiarisce il sindaco e la proposta di portare il mercato dei fiori voluto da De Luca nell’area del Polverificio, presso il Pip di Scafati. “Il Governatore ha parlato di un grande progetto che vede il Mercato dei Fiori ospitato presso il parco del Polverificio Borbonico, di recente acquisito dalla soprintendenza dei Beni Archeologici di Pompei – spiega Aliberti – noi però vogliano ragionare meglio, perché nell’area Pip abbiamo tutti i metri quadri necessari per ospitare la struttura”. Insomma, un’idea per prendere due piccioni con una fava, portare sviluppo e recuperare i terreni già espropriati (e non ancora pagati) dell’area industriale che la ex Agroinvest doveva realizzare. “In Regione diremo che abbiamo già un tavolo tecnico aperto con gli imprenditori del comparto, interessati al progetto” rivela Aliberti.




Scafati. Manto stradale nuovo, il Comune ci mette una…pezza

Di Adriano Falanga

Riqualificazione sì, ma a rappezzi. E’ quanto sta capitando in ordine sparso per la città, dove il manto stradale appena posato è già saltato in diversi punti. Capita pure che nel mentre in una zona viene applicata la segnaletica orizzontale, in altre questa è oramai sbiadita. Due sono le cose, o la città è troppo grande e ci vuole molto tempo per completare i lavori, oppure questi sono fatti maluccio, considerato le conseguenze. E c’è chi malignamente fa notare che l’asfalto ha reso anche troppo in alcune strade, in quanto favorito da un inverno mite e poco piovoso, e le esondazioni hanno risparmiato gli scafatesi. A denunciare i rappezzi l’associazione Scafati in Movimento: “A poche settimane dalla conclusione dei lavori di manutenzione che avevano lo scopo di riasfaltare alcuni manti stradali, ci ritroviamo a dover assistere al rifacimento di alcuni tratti con dei rappezzi – spiegano in una nota gli attivisti – Questo è il chiaro segnale di un mancato controllo da parte delle istituzioni sui lavori che vengono svolti in città e dall’approssimazione con cui vengono eseguiti”. I rappezzi sono comparsi ovunque, dal centro alla periferia, dal Corso Nazionale a Corso Trieste, passando pure via M. Nappi, via Alcide de Gasperi, via Roma. “Oltre il danno anche la beffa perché, ancora una volta, c’è uno sperpero di denaro pubblico, anche se rattoppati, i manti stradali, sono tutti in un evidente stato di precarietà. Se si fosse avuto un costante controllo sia durante lo svolgimento dei lavori che nella gestione ad oggi tutto questo non sarebbe accaduto”.

2-rappezzi2Sotto accusa anche i lavori per la posa della fibra ottica: “che ci hanno lasciato una città con interi tratti senza avere il dovuto ripristino del manto stradale – continuano gli attivisti – ricordiamo ancora il primo cittadino che in un consiglio comunale di fine 2014, rispondendo ad una interrogazione sul mancato ripristino delle strade da parte della Telecom, annunciava <<abbiamo ottenuto dalla Telecom che il ripristino sia effettuato con tratti di asfalto da un metro e mezzo e non un metro>>”. Da completare ancora la posa della segnaletica orizzontale, e i dossi pedonali, a cui manca l’apposita segnaletica di avvertimento. Particolare di non poco conto, considerato che un dosso non segnalato come legge prescrive potrebbe causare incidenti e danni ai veicoli, con conseguente richiesta di risarcimento ai danni del Comune.




Scafati. Ex Copmes, dieci indagati ma nessun sequestro. Aliberti ringrazia il Gip

Di Adriano Falanga

Ex Copmes, il progetto non rispetta le distanze dal cimitero cittadino, l’opposizione denuncia e finiscono indagate dieci persone, tra tecnici ed ex amministratori della Scafati Sviluppo. Accade però che il Gip Luigi Levita respinge la richiesta di sequestro dell’area. Secondo il consulente nominato dal Tribunale, essendo opera pubblica il Comune avrebbe la facoltà di rimuovere il vincolo, e sarebbe questa la ragione per cui Levita ha negato il sequestro preventivo. Sarà poi la Procura di Nocera Inferiore a decidere nel merito. La vicenda però può riassumersi nel classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Da un lato infatti esulta il sindaco, dall’altro contesta il Pd. “Rimaniamo perplessi perché questioni che dovrebbero essere di competenza della Giustizia Amministrativa quando riguardano questo sindacato diventano invece argomento d’inchiesta da parte della Procura – commenta Pasquale Aliberti – L’area ex Copmes e il suo piano di reindustrializzazione è per chiarezza di proprietà del Comune e quindi di tutti i cittadini scafatesi. Eppure, questa opposizione con violenza e denunce continue ne aveva chiesto il sequestro per un presunto mancato rispetto della distanza dal perimetro cimiteriale”. Il rispetto delle distanze dal cimitero ha già comportato la perdita di un capannone di 500 mq, secondo quanto dichiarò un mesetto fa l’attuale presidente della Stu, Antonio Mariniello. A denunciare fu il consigliere Mario Santocchio. “E’ chiaro, alla luce delle notizie apparse oggi sulla stampa, il disegno criminoso di questi consiglieri che più volte sui giornali e in ogni angolo di strada hanno gridato che l’opera non si sarebbe mai realizzata provando a creare timore e scoramento soprattutto tra coloro che avevano creduto nell’investimento: avevano l’asso nella manica? Puntavano a far fallire un’importante opera pubblica con lo scopo di favorire, invece, una struttura commerciale privata?”. Tesse le lodi al Gip il primo cittadino. “Il mio <<grazie>> a nome della Città di Scafati al Gip di Nocera Luigi Levita che non conosco ma che, respingendo la richiesta di sequestro e riconoscendo all’Amministrazione la volontà di rimuovere quel vincolo, ha salvato il Comune di Scafati e la sua società partecipata dal fallimento. Agli imprenditori va, invece, il nostro plauso per il fondi e la volontà di investire a Scafati in un’area della Pubblica Amministrazione – conclude Aliberti – Noi lavoriamo per costruire, loro pur di distruggere l’avversario massacrerebbero una Città intera. Non vogliono la Città ma l’uomo: vergogna”. Appare curioso che Aliberti senta la necessità di sottolineare il come “non conosco Levita”, anche perché non è propriamente così, visto che il 5 giugno 2014 entrambi sono stati relatori ad un convegno sul femminicidio patrocinato tra gli altri anche dal Comune di Scafati e tenutosi presso la Cappella Santa Barbara del Real Polverificio Borbonico.

L'OPPOSIZIONE: "SECONDO ALIBERTI IL CATTIVO E' CHI DENUNCIA, NON CHI COMMETTE VIOLAZIONI"

Ex Copmes(1)

“Aliberti è il solito mistificatore per lui il cattivo è chi denuncia non chi commette le violazioni di legge ai danni del bene comune: il cimitero”. Mario Santocchio replica alle accuse del primo cittadino. “Più volte come opposizione abbiamo denunciato diverse anomalie nella gestione della reindustrializzazione dell'ex Copmes e per questo abbiamo presentato diverse interrogazioni consiliari alle quali è stata data risposta fuori tema. Una di queste interrogazione riguardava proprio la distanza dal cimitero – continua il consigliere comunale di Fdi – Noi vogliamo la reindustrializzazione nel pieno rispetto dalla legge e ci chiediamo: e mai possibile che si commettono certi errori da chi pesa sull’opera per un milione e seicentomila euro? Alberti utilizza la città  per la carriera politica sua e  della sua famiglia. Ancora una volta come opposizione stiamo dimostrando l’incapacità amministrativa di questo Sindaco che con il suo pressapochismo sta buttando all’ortiche diverse opportunità – la stoccata –  noi continuiamo a svolgere il nostro ruolo di controllo nell'interesse della città”. A Santocchio fanno eco le parole di Margherita Rinaldi, segretaria del Pd: “Non bastava una gestione fallimentare dell'intera area di reindustrializzazione e i problemi di copertura finanziaria da noi più volte denunciati che stanno mettendo a forte rischio il progetto. Ora anche violazioni urbanistiche perché – pare – non siano state rispettate le distanze minime previste di due capannoni dall'area cimiteriale. Di qui l'ennesima indagine che vede coinvolte ben 10 persone tra cui anche funzionari del Comune. Oramai a Scafati l'illegalità regna sovrana e non vi è progetto che non finisca al vaglio della magistratura, da quella ordinaria alla DDA”. Replica anche alle accuse di Aliberti la Rinaldi: “non abbiamo mai sperato nel fallimento di nessun progetto utile alla città anche perché, quanto a fallimenti, l'Amministrazione Aliberti riesce benissimo da sola senza il contributo delle opposizioni. Da sempre ci battiamo solo ed esclusivamente perché' tutto venga fatto nel rispetto delle regole e delle norme di legge”.




Scafati. Ex Copmes, al via la vendita del lotto C. Colloquio con il presidente della stu Antonio Mariniello

Di Adriano Falanga

“Le sembra un progetto arenato questo? Vede forse un cantiere fermo, in stato di abbandono?”. Così Antonio Mariniello, presidente della Scafati Sviluppo, mentre ci accompagna sul cantiere della riqualificazione dell’area Ex Copmes. Il progetto, tra mille difficoltà, ha visto pesanti ridimensionanti rispetto all’originale, ma oggi ciò che resta è pressochè realizzato e a disposizione degli acquirenti. A fine mese la definitiva vendita dei capannoni del lotto C, a cui seguirà il frazionamento finale del mutuo da parte della banca e il completamento del lotto B. “Entro quest’anno sarà tutto concluso” spiega Mariniello. A vedere la luce il lotto C: 9 capannoni industriali d’avanguardia da 250 metri quadri l’uno. Questo lotto è concluso, pronto per la consegna. Il lotto B è in piedi, la struttura è stata realizzata, manca la posa del massetto e le rifiniture interne. “Questo lotto prevede 14 capannoni da 500 metri l’uno, è più grande rispetto al lotto C, ecco perché ci vorranno alcuni mesi ancora”. Il presidente della Stu conferma i lavori, l’impresa non è ferma ma operativa. Sul lotto A sembrano esserci già diverse prenotazioni: “saranno altri 10 mila metri quadri per soddisfare le esigenze di coloro a cui serve più spazio, che hanno già opzionato” continua Mariniello, e d’accordo anche con la banca, si è deciso di aspettare la chiusura delle operazioni sui lotti B e C, dopodichè aprire una discussione ex novo sull’ultimo lotto. “Ci saranno nuove assunzioni, nuovi posti di lavoro” anticipa il numero uno della partecipata scafatese. Il costo chiave in mano dei capannoni è di 850 euro al mq, più 150 per le pertinenze esterne. In passato furono contestate le distanze con il vicino cimitero, l’esposto fu presentato da Mario Santocchio. “La Procura mandò un perito a verificare. Abbiamo dovuto rinunciare ad un capannone di 500 mq per entrare nei limiti”.

Ex Copmes(1)Sulla Stu la settimana scorsa si è abbattuta la scure dell’Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone. Anche qui un esposto di Santocchio ha denunciato l’illegittimità della nomina di Mario Ametrano ad amministratore delegato, in quanto inconferibile per essere stato consigliere comunale negli ultimi due anni. E Cantone ha deliberato la sua revoca. “So di contatti tra il primo cittadino e lo stesso presidente dell’Anac. Il Responsabile dell’Anticorruzione di Palazzo Mayer, il dottor Giacomo Cacchione, avrebbe relazionato a Cantone, spiegando che Ametrano non rientra nei limiti imposti dalla legge”. Antonio Mariniello afferma che nella Stu i poteri di firma sono in capo al presidente, e non all’a.d. che di fatto ha solo potere di rappresentanza del cda, che delibera e decide. “Gli atti li firmo io” chiosa. L’attuale cda della Scafati Sviluppo sta lavorando a gratis, il loro compenso ci sarà quando tutto sarà concluso. La Stu infatti si mantiene economicamente sui risultati del progetto Ex Copmes, unica opera in essere. Non ha dipendenti. La sua gestione costa circa centomila euro l’anno, soldi che ci rimette il socio unico (il Comune di Scafati). La società ha però un debito di gestione pregresso di circa 500 mila euro. Sono soldi accumulati negli anni per consulenze, amministratori, progettisti che di fatto mai hanno prodotto nulla, se non debiti, per l’appunto.

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Nocera Inferiore. Montevescovado: approvato il progetto di riqualificazione

Cantieri aperti per Rione Montevescovado: la Giunta comunale approva un progetto preliminare di riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane periferiche degradate.
Il progetto si colloca in ambito nazionale in quanto partecipa al decreto pubblicato il 26 ottobre scorso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente del Consiglio dei Ministri e che si concentra sulla promozione di interventi riguardanti la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate.
Per migliorare le condizioni di determinate aree, il bando prevede una serie di interventi finalizzati alla riqualificazione dei beni pubblici o privati, anche di valore storico e artistico, con l’obiettivo di migliorare il decoro e l’arredo urbano.
È previsto anche il potenziamento e l’adeguamento di infrastrutture e lo sviluppo di servizi che possono favorire le scuole e la formazione dei giovani, servizi per assicurare la protezione di adulti e minori vittime di violenza e che rispondano alle esigenze di famiglie in difficoltà per la cura di bambini e anziani.
Sono previsti anche nuovi servizi di mediazione culturale per ridurre il disagio di persone immigrate e favorire l’integrazione. Importante è anche garantire un ambiente sano e sicuro e la sostenibilità ambientale attraverso la promozione di modi di spostarsi alternativi alle auto. Infine è necessario favorire e stimolare l’insediamento di nuove attività imprenditoriali giovanili. In questo scenario si colloca l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di Nocera Inferiore che ha deciso di partecipare al bando nazionale con il progetto per la riqualificazione sociale e culturale dell’area urbana periferica e degradata Montevescovado, rione appartenente al territorio comunale.
Dopo la pubblicazione sul sito istituzionale del comune di Nocera inferiore del Bando per la manifestazione di interesse al quale erano ammessi a partecipare soggetti privati e pubblici, associazioni e organizzazioni operanti nel settore del turismo, alla fine è stato nominato come Responsabile Unico del Procedimento l’ingegnere Antonio Di Lauro, già facente parte del Settore Lavori Pubblici del Comune.
Si deve all’ingegnere Di Lauro il progetto preliminare sugli interventi di riqualificazione del Rione Montevescovado pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e composto da una relazione generale, una tecnica, uno studio di fattibilità ambientale, planimetrie, prime indicazioni e piani di sicurezza e indagini geologiche e archeologiche preliminari.
Il progetto è stato sottoposto al vaglio della Giunta Comunale che è stata chiamata a discutere sulla regolarità tecnica e contabile del progetto. Il parere è stato favorevole sia per la regolarità tecnica che per quella contabile. L’importo del progetto sarà comunque oggetto di ulteriori verifiche.
Resta il fatto che il Comune non si lascia sfuggire un importante occasione promossa a livello nazionale e che gli permetterà di riequilibrare un po’ i territori comunali permettendo anche al Rione Montevescovado di essere riqualificato, provando così ad eliminare un degrado ambientale che potrebbe avere riflessi anche sul sociale.

Sabrina Corrado




Pagani. Partono i lavori di riqualificazione di via Leopardi

PAGANI. Avviati i lavori di riqualificazione e bonifica di via Leopardi. L’area, nei pressi del cimitero cittadino, era finita nell’occhio del ciclone non solo per essersi trasformata in una discarica a cielo aperto ma anche per la presenza di un campo nomadi. In questi giorni, infatti, la questione rom è stata al centro di un nuovo scontro tra il partito locale di Fratelli d’Italia e l’amministrazione comunale. Dopo aver annunciato l’acquisizione della proprietà dell’area, Bottone ha diramato un comunicato dove ha spiegato le procedure per la bonifica del tratto stradale confinante con il cimitero.
«Questa mattina i Vigili del Comando della Polizia locale, dando seguito anche all’intervento effettuato nella tarda serata di ieri dai Carabinieri, sono intervenuti nell’area sita in via Leopardi e di recente acquisita dall’Ente. Un intervento a carattere risolutivo finalizzato a bonificare aree della città che versano in condizioni di degrado, rappresentando di fatto un rischio anche per la salute pubblica. Un’area che sarà oggetto di riqualificazione, grazie al concreto lavoro portato avanti da questa Amministrazione e che si è concluso con l’acquisizione della superficie dove a breve verranno finalmente realizzati i loculi cimiteriali. Rimossi camion di rifiuti e smantellate le baracche presenti, la ditta sta procedendo con la bonifica dell’intera area alla quale seguirà lo sbancamento propedeutico all’ampliamento del cimitero comunale. Inoltre, grazie all’intervento dei vigili è stato possibile anche allontanare un solo soggetto che al momento del controllo aveva invaso la proprietà pubblica. Seguiranno altre azioni di controllo del territorio al fine di ripulire le aree che oggi necessitano di urgenti interventi tesi al ripristino delle normali condizioni di vita. Continua, quindi, il constante lavoro di questa Amministrazione per la città di Pagani».
Più volte l’area in questione è stata attenzionata dal Comune per il degrado che si era sviluppato e hanno dovuto dare incarico a una ditta specializzata per la ripulitura. Sarebbe necessaria una manutenzione continua di questi luoghi, e il sindaco ha già annunciato come riportato ieri anche da Le Cronache, la volontà di esternalizzare il servizio rifiuti una volta terminato i rapporti con il consorzio di bacino Salerno 1.