Alleanza a tre con Sibilio al timone dell’Ateneo

di Giovanna Naddeo

“Un’idea di governo ampia e ambiziosa, una proposta a più voci nel rispetto delle specificità che caratterizzano il percorso accademico di ognuno di noi”. E’ il progetto lanciato per il sessennio 2019-2025 dalla squadra rettorale composta dai professori Maurizio Sibilio, Ciro Aprea e Genny Tortora in vista del secondo appuntamento elettorale del 3 e 4 luglio prossimi. Pochi giorni dopo la fumata nera del primo turno di votazioni, i tre candidati hanno deciso di mettere nero su bianco una governance collegiale, sostenendo la candidatura di Sibilio alla guida dell’ateneo salernitano. Dialogo costante con organi di governo e direttori di dipartimento, didattica moderna e calibrata sulle esigenze degli studenti ed internazionalizzazione consapevole: sono solo alcuni degli obiettivi sottolineati e sottoscritti nella giornata di ieri dai tre professori. “Animati da un senso di responsabilità, consapevoli della necessità di dare risposta alla richiesta di discontinuità emersa dalle urne” si legge nel documento “ci è parso naturale rafforzare la complementarietà che già esisteva tra i nostri documenti programmatici durante la campagna elettorale ed immaginare, insieme, un percorso di governo per i prossimi sei anni”. Dunque, una squadra quella rettorale che sfiderà il candidato più votato al primo turno, Vincenzo Loia (466 i voti conquistati) e che vedrà Sibilio (298 voti al primo turno) ricoprire la carica di rettore, Tortora (123 voti) il ruolo di delegata all’area della ricerca dell’informatica e dei rapporti con i ministeri, e Aprea (181) il ruolo di prorettore con delega alla programmazione delle risorse, del personale docente e delle risorse strumentali. “Gli ulteriori delegati” si legge ancora nel documento “coordineranno gruppi di lavoro che coinvolgeranno tutti gli attori della comunità”. Non passa in secondo piano la questione medicina, al centro del programma elettorale del candidato Mario Capunzo (39 voti al primo turno), il quale resta defilato e appare intenzionato a lasciar libertà di voto ai suoi elettorali. “Particolare attenzione” si legge nel programma “sarà riconosciuto al dipartimento di medicina, con una specifica delega ai rapporti con la sanità e con l’azienda ospedaliera universitaria”. Cresce dunque l’attesa per il secondo turno di votazione.




Sibilio: «La qualità è ricerca, didattica e terza missione»

di Giovanna Naddeo

“Il consolidamento della funzione sociale della nostra Università è una delle sfide che ci attende per il prossimo futuro, cogliendo l’opportunità che ci è offerta dal nostro Ateneo, di trasformare il campus in un laboratorio di comunità, promuovendo una cultura della corresponsabilità, del progressivo allargamento della partecipazione che coinvolga pariteticamente studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo”. Muove da questi presupposti l’idea programmatica del professor Maurizio Sibilio, attuale direttore del Dipartimento di scienze umane, filosofiche e della formazione e delegato per l’educazione e l’inclusione, nonché candidato alla carica di rettore dell’ateneo salernitano per il prossimo sessennio.

Perché ha deciso di candidarsi?

«Per una spinta che è venuta dal basso, con l’obiettivo di creare una grande comunità legata alla tradizione e allo stesso tempo proiettata verso l’innovazione. E’ questa la nostra forza». Tra i punti del suo programma elettorale spicca la questione del reclutamento, delle progressioni di carriera e dello sviluppo professionale dei ricercatori.

La sua strategia in merito?

«Dobbiamo ripristinare un rapporto con l’aumento delle risorse, interagendo con i soggetti territoriali e curando un rapporto forte con gli enti territoriali, in particolar modo la Regione Campania. Al tempo stesso, occorre sostenere una proposta – già presente in altre regioni – di reclutamento attraverso una norma regionale, nonché svolgere una funzione all’interno della Crui (la Conferenza dei rettori delle università italiane, ndr) che possa dare forza al tema dei costi effettivi che si aggiungono ai punti organici, studiando come aumentare le risorse attraverso il meccanismo dei costi effettivi. A questo si aggiunge una funzione ulteriore che il nostro campus può portare avanti, quale è quella della terza missione, accanto ovviamente a didattica e ricerca»

La crescita della terza missione, un altro punto importante del suo programma elettorale.

«Siamo una città della conoscenza che, accanto alle funzioni tradizionali, deve porre le sue ricchezze multidisciplinari al servizio del territorio, offrendo strumenti di crescita culturale, civile e sociale. Dobbiamo mappare il territorio e consentire ai nostri diciassette dipartimenti di interagire con il territorio, costruendo una rete di relazioni non episodica, bensì stabile, che arrivi a coinvolgere tutti gli attori dell’Ateneo».

Nei giorni scorsi ha destato non poco scalpore nel mondo accademico la mail inviata da un forte sostenitore del professor Vincenzo Loia che invitava tutti gli aventi diritto a votare compatti per il candidato in questione in quanto “unico tra i candidati in grado di promuovere una mera meritocrazia”. La sua opinione in merito?

«Non do una risposta in merito alla dichiarazione del collega. Sostengo invece un’università del merito. Cos’è il merito? Sostenere la qualità già presente e aiutare la crescita della qualità della nostra comunità. Qualità, ossia ricerca, didattica, terza missione. Infine, ci tengo a precisare i profili di alto e prestigioso valore di tutti i candidati. Sono candidato anche io ma la mia posizione è di stima e apprezzamento per tutti i candidati. Mi pare doveroso, in qualità di accademico e soprattutto di candidato, riconoscere la qualità di tutti i colleghi, in particolar modo di coloro che hanno deciso di scendere in campo e aspirare alla carica di rettore per il prossimo sessennio».