Clochard cerca riparo sotto il porticato del teatro Verdi: scatta l’indignazione

Erika Noschese

Sembra continuare l’emergenza clochard a Salerno. Il porticato del teatro Verdi, a pochi passi da Palazzo di Città e Questura, sembra essere divenuta la casa a cielo aperto di un cittadino senza fissa dimora. La scena, tutt’altro che da città europea, sembra indignare ulteriormente i cittadini salernitani che – solo pochi giorni fa – hanno dovuto assistere ad un’altra situazione poco piacevole: extracomunitari nudi che si lavavano nelle inquinate acque del fiume Irno. «Non si possono assistere ancora a queste scene nel 2018. Bisogna trovargli una sistemazione idonea, che dia innanzitutto a loro stessi una dignità e contestulamente non tolgano la dignità dei luoghi simbolo della città», hanno dichiarato alcuni salernitani dopo aver assistito alla scena del senza tetto rannicchiato nei pressi del teatro municipale di Salerno. Stessa situazione anche nei pressi del noto bar Zerottonove, anch’esso situato nei pressi del Comune di Salerno. Di sera, quando i clienti del bar vanno via, c’è un’anziana donna che tenta di riposare “comodamente” – se così si può dire – seduta su di una sedia dei tavolini posizionati all’esterno del locale e per tentare di ripararsi dal freddo. La situazione, sul lungomare di Salerno, non sembra essere tanto diversa, tra senza fissa dimora che gironzolano per passare il tempo ed extracomunitari dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ad attirare l’attenzione è un giovane, presumibilmente italiano, che passa intere mattinate seduto su di una panchina del lungomare alla ricerca di qualche salernitano intenzionato a passare del tempo giocando a Dama. Una situazione tutt’altro che gradevole per Salerno e per gli stessi clochard che, ogni notte, rischiano la vita a causa delle gelide temperature invernali. A via dei Carrari, i volontari della Protezione civile comunale di Salerno, insieme ad altre associazioni salernitane – tra cui la Venite Libenter di Rossano Braca – e unità di strada, è stato attrezzato il campo per accogliere i clochard in questo lungo periodo invernale. La scadenza, inizialmente, era prevista per lo scorso 28 febbraio ma le associazioni impegnate nell’emergenza freddo, con l’ausilio del settore Politiche Sociali del Comune di Salerno, sono riusciti ad ottenere una proroga, dapprima di soli 15 giorni e poi fino ad aprile, lasciando ai senza fissa dimora la possibilità di trascorrere le feste di Pasqua con un tetto sulla testa, buon cibo e la compagnia dei volontari, senza contare le innumerevoli iniziative messe in moto dai volontari dell’associazione di Braca per permettere a queste persone di passare il tempo, come i laboratori di ceramica e decorazione. Ma, a quanto pare, non basta. Nonostante la sede di via dei Carrari sia aperta 24 ore al giorno, con la possibilità di accogliere anche i fedeli amici a 4 zampe, sono ancora tante le persone che non hanno un tetto sulla testa e trascorrono la notte in strada, con cartoni per tentare di ripararsi dal freddo. Non aono pochi i casi che si sono registrati in città di clochard trasferiti d’urgenza in ospedale proprio a causa del freddo e dei problemi di salute che la vita di strada comporta.




Giustizia per l’agente Anna Maria Donadio

Doveva sottoporsi ad una banale operazione chirurgica alla tiroide, invece, il suo cuore cessa di battere. Era il 2015, oggi Marco Gallo, marito di Anna Maria Donadio, poliziotta salernitana non si da’ pace e chiede di avere delle risposte e giustizia per la moglie. L’intervento fu eseguito all’ospedale Policlinico Federico II di Napoli. La storia di AnnaMaria, attraverso un’intervista al marito,  è stata affrontata nel corso del programma Rai ‘Chi l’ha visto?’
L’agente si è svegliata dopo l’intervento ed ha ritrovato il marito che l’attendeva e che l’aveva accompagnata fino alla sala operatoria. Successivamente le sarebbe stata somministrata una iniezione di antibiotico e dal quel momento ha iniziato a sentirsi male. Ha chiesto aiuto perché sentiva di soffocare e non riusciva più a respirare, nel giro di poco tempo è morta sotto gli occhi increduli del marito.
L’intervento era stato programmato per asportare un tumore e dei noduli tiroidei ma una volta rientrata nella stanza ad intervento concluso ha cominciato a stare male, fino al tragico epilogo. Anna Maria aveva cinque figli, era un’agente di Polizia in servizio presso la Questura di Salerno all’ufficio prevenzione generale. Una donna conosciuta e ben voluta nel centro storico dove abitava a via Tasso con la sua famiglia.
E proprio la sua famiglia non si da pace e chiede giustizia per capire cosa sia accaduto ad Anna Maria se sono stati commessi errori in sala operatoria o se sia stato l’antibiotico somministrato a causarle la morte.
Tutti la ricordano come una brava donna, molto religiosa, scrupolosa nel suo mestiere e soprattutto una mamma presente che seguiva in ogni momento i suoi cinque figli.



In manette la gang delle auto distrutte

Pina Ferro

In una sola notte hanno distrutto oltre sessanta autovetture parcheggiate in strada, a Salerno, mandando in frantumi lunotti e finestrini. I diversi raid vandalici (per gli investigatori sarebbero almeno 150), in un’occasione registrati anche a Cava de’Tirreni, venivano messi a segno con l’utilizzo di pistole ad aria compressa. Con le accuse di saccheggio e devastazione la Procura di Salerno ha emesso 9 ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti giovani appena maggiorenni. A firmare le ordinanze il Gip Mariella Zambrano su richiesta dei magistrati Cannavale e Cardillo. Ad eseguire le ordinanze sono stati i carabinieri della compagnia di Salerno, in collaborazione con gli agenti della squadra Mobile della Questura e gli uomini della Guardia di Finanza. Agli arresti domiciliari sono finiti: Ciro Torino, 28 anni; Carlo Verde 19 anni; Francesco Iaquinandi 23 anni; Gaetano Verde 19 anni; Corrado Fiamma 19 anni; Roberto Pagano 20 anni; Antonio Marrazzo 20 anni; Alfonso Ciancia 18 anni tutti di San Marzano sul Sarno e Antonio Iaccarino 29 anni di Pagani. Altri sette ragazzi sono indagati a piede libero. Tutti i ragazzi sono disoccupati solo uno è un operaio. In una sola notte, tra il 10 e l’11 ottobre scorsi, a bordo di due automobili, hanno sparato con le loro armi ad aria compressa contro almeno 60 vetture parcheggiate in strada, a Salerno, mandando in frantumi lunotti e finestrini: gli autori del raid. Gli atti vandalici sono stati registrati dai sistemi di video sorveglianza: in un video, diffuso dai carabinieri di Salerno, le immagini del raid che, secondo le forze dell’ordine, dovrebbero avere causato danni a molte più automobili visto che il numero dei veicoli coinvolti è stato ricostruito esclusivamente in base alle denunce presentate. I nove sono entrati in azione nel centro di Salerno, nel tratto che va da via generale Clark a via Benedetto Croce. Nel corso dell’attività investigativa, svolta anche grazie al contributo della Sezione Telematica del raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma, sono stati raccolti concreti elementi di responsabilità nei confronti degli autori. Nel corso delle perquisizioni locali, sono state sequestrate le due pistole ad aria compressa utilizzate e il relativo munizionamento. “Ragazzi di provincia che la sera, davanti un bar, invece di decidere di andare a mangiarsi una pizza, preferivano organizzare raid per sfasciare auto, per divertimento e gratificazione – ha sottolineato il procuratore aggiunto di Salerno, Luigi Cannavale. La gang di giovani – poco più che maggiorenni – avevano creato una chat WhatsApp denominata “‘o sistema” dove parlavano dei loro comportamenti vandalici. Anche le icone della chat erano emblematiche in quanto rappresentavano catene, bare e altri simboli del genere”. Secondo il magistrato il numero delle autovetture, probabilmente, è superiore alle 150 (rispetto alle 60 accertate), ma non ve ne è traccia in quanto i proprietari non hanno neanche presentato denuncia o per danno non ingente o perché assicurati. “Sapendo di essere investigati, – ha detto ancora Cannavale – questi giovani hanno posto un freno a quella che poteva diventare una escalation. Acquisendo i telefoni, abbiamo avuto modo di constatare che i soggetti avevano questa chat. Un dato che mi preme sottolineare è che vi erano altri membri di questa chat, sempre maggiorenni, i quali hanno avuto la forza morale di dissociarsi immediatamente dal gruppo criminale e, sentiti a sommarie informazioni, ci hanno precisato che i giovani erano soggetti di alta pericolosità che stavano già programmando altri atti violenti nei confronti di altri soggetti. Non è stato facilissimo individuare la prima autovettura che transita ad alta velocità mentre il lunotto dell’automobile bersagliata esplodeva. Il lavoro è stato certosino ed estremamente tecnico, perché ha consentito di mettere insieme tutti gli elementi del puzzle”. La prima autovettura è stata colpita sulla tangenziale di Salerno: un’auto in movimento. Nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 2017 hanno colpito la città di Salerno nel viaggio d’andata e poi di ritorno hanno colpito le autovetture parcheggiate a Cava de’ Tirreni. Tutti e nove i ragazzi saranno inter- rogati venerdì dai magistrati che hanno condotto le indagini e che in pochi mesi ha portato all’individuazione dei ragazzi autori dei raid vandalici.

Lembo: «Segnale immediato per dimostrare che ci siamo»

«Giovani resisi responsabili del delitto di devastazione, reato gravissimo che comporta una pena molto severa perché non è semplice danneggiamento. – Ha sottolineato il Procuratore Corrado Lembo – Si dedicavano a scorribande per tutto il centro cittadino, producendo, senza alcun motivo specifico, danni a un gran numero di cittadini, turbando il senso di tranquillità e sicurezza della comunità. E’ un fatto di notevole gravità che è stato sanzionato con i domiciliari. Abbiamo dato un segnale immediato non solo a questi giovani, ma alla nostra comunità per dimostrare che forze dell’ordine e magistratura ci sono”.

In chat i commenti agli articoli sui raid

Ascolta e canticchia la canzone del neomelodico Gianni Vezzosi “‘O Killer”, Carlo mentre invia un messaggio vocale sulla chat del gruppo e chiede notizie agli altri componenti di alcuni atti vandalici compiuti su un’auto. In chat venivano usati molti nomi di fantasia, c’era ad esempio Birillo. I ragazzi della gang erano molto attenti ad informarsi di quanto veniva detto in merito agli atti vandalici di cui si rendevano protagonisti. E sempre in chat erano soliti commentare anche gli articoli pubblicati da siti web e giornali che parlavo degli atti di vandalismo che compivano durante la notte in città. “Agg ritt che asciv v ngopp e giurnakl. Ahahahah” scrive uno di loro e Birillo risponde prendeno in giro gli automobilisti “Sai chill poc ca a teen ancora bon quanta risat s stann facen”. Dice riferendosi agli automobilisti che ancora non sono stati colpiti dai colpi di pistola. Ogni commento è seguito da faccine sorridenti. e poi prendendosi commentando le notizie parlano degli autori come “gente di merda”. Il componente della chat Antonio Zukkulell, un giorno, pubblica sul gruppo la notizia del danneggiamento di auto da parte di gang notturne. Nell’articolo viene indicato il numero 20 di autovetture danneggiate. Un altro componente il gruppo Ciro Aulivar invia un messaggio vocale in risposta affermando “dincell a sti sciem ca’ s’mparan a cuntà oi”……..”Sannà scurdat nu zero”. Birillo si immette nella conversazione precisando “Ma po esss mai ca sti vandali facevn tanta strada per dieci macchine? Incredibile”. Risponde nuovamente Aulivar “Ma chist c stann piglian sul p’cul…mò doj song e cos… o senn scurdat cocc’ zero o cocc’ un annanz”. Quindi quasi si rizelavano del fatto che i giornali non riportavano in maniera corrette le auto che provvedevano a distruggere nel corso della notte nelle varie zone della città. E commentano, giorno dopo giorno a seguito dei raid, tutti gli articoli inerenti i danneggiamenti delle auto. Non manca chi comincia ad avere paura di poter essere attenzionato dalle forze dell’ordine. Dicevano di stare attenti perchè sui giornali poteva finirci la faccia di qualcuno di loro. Il gioco aveva preso la mano e stava diventando sempre più dilagante al punto che in chat qualcuno addirittura offre 50 euro per rompere quell’auto con quella targa: una fiat Panda targata DD, il vetro di una Fiat Stilo, una Fiat 500.

Pessolano: «Auspico l’installazione di più telecamere»

“Sulla base delle indagini condotte dalla Stazione Carabinieri di Salerno Mercatello, guidata dal lgt Giacomo Lo Cascio, che ringrazio anche a nome dei cittadini che rappresento quale consigliere comunale, sono stati tratti agli arresti domiciliari i giovani appena maggiorenni e ritenuti responsabili in con- corso del reato di devastazione e saccheggio avvenuto l’ottobre scorso, che vide la vandalizzazione di circa centocinquanta autovetture in diversi punti del comune capoluogo. L’intervento degli uomini della Compagnia Carabinieri di Salerno, in collaborazione con il personale della Squadra Mobile della Questura di Salerno e del Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno, è avvenuto nelle prime ore del mattino. Importante e fondamentale è stato l’utilizzo delle telecamere funzionanti comunali ma anche private, che hanno permesso di individuare gli autori del deplorevole atto. Spero che, con questi risultati ottenuti, si possa finalmente realizzare ciò che venne da me posto in evidenza e, poi, discusso in commissione mobilità nell’ormai lontano 2016: ulteriori installazioni di telecamere con il conseguente collegamento con le centrali operative delle forze dell’ordine. Perché il mio parere è unico e inequivocabile: rendere la nostra città libera da ogni pericolo, anche se minimo.”




E’ la provincia a fare gola ai ladri

Matteo Maiorano

Aumenta il numero dei reati contro il patrimonio, diminuiscono rapine e scippi nella città di Salerno. In provincia è. invece, in diminuzione il numero dei furti nelle abitazioni. E’ quanto emerge dal bilancio del 2017 effettuato dal Questore di Salerno Pasquale Errico e, illustrato ieri mattina. L’aumento di telecamere e lo spaccio “al minuto” sono stati tra gli argomenti maggiormente trattati. Ieri è stata anche l’occasione per presentare il calendario della polizia del 2018. Prosegue il binomio tra il dipartimento della Pubblica Sicurezza e l’Unicef, per una politica di sostegno ai ragazzi di tutto il mondo. La polizia sarà ancora al fianco dei bambini nella lotta alla povertà e alla fame. Il questore si è lasciato andare a commenti di diversi tipo sull’anno appena archiviato ed ha anticipato progetti importanti per quanto riguarda la sicurezza sul territorio. Interpellato su diversi quesiti in materia di sicurezza urbana, Errico si è inizialmente soffermato sul Daspo urbano, introdotto diversi mesi fa dal ministro dell’Interno Minniti: “La città di Salerno è stata tra le prime ad applicare questo nuovo provvedimento, il fenomeno del parcheggiatori che insiste con petulanza andava represso. Mi preme aggiungere però che la violazione del Daspo irroga una pena blanda; va introdotto un deterrente per la repressione totale del fenomeno. Sono inoltre diminuiti i provvedimenti di Daspo sportivo, questo perché è stato erogato dai tre agli otto anni, irrigidendo in maniera decisa la pena”. Errico si è inoltre soffermato sulla manifestazione Luci d’Artista, toccando l’agomento sicurezza: «E’ stato un successo delle forze dell’ordine, che in simbiosi con l’Amministrazione sono riusciti ad assicurare uno svolgimento sicuro della manifestazione. Il territorio del centro storico è stato fortemente presenziato soprattutto nel fine settimana, presidiato tutti gli incroci sia con strumenti mobili che di carattere fisso (newjersey, ndr)». Hanno fatto molto discutere invece le ordinanze emanate dicembre scorso che hanno interessato le attività commerciali: «Ho personalmente avanzato la richiesta del senso unico di marcia per i pedoni nel centro storico, perché esso permette, in casi eccezionali di gravità quali il terrorismo, una circolazione più fluida. Diciplinare la diffusione della musica all’interno e all’esterno dei locali ha permesso di non far diventare la città una discoteca a cielo aperto, in passato questi fenomeni hanno determinato situazioni incresciose». Per quanto riguarda il futuro prossimo il questore ha illus1trato un’interessante iniziativa:«E’ in fase embrionale un progetto che cercherà di rendere “pubbliche” le telecamere dei privati quali banche, esercizi commerciali, condomini, questo per combattere in maniera più incisiva i reati contro il patrimonio, tallone d’Achille della sicurezza. Ovviamente, questo è andrebbe scontrarsi con la norma sulla privacy del cittadino, dovendo la telecamera inquadrare non più l’ingresso degli edifici ma anche la strada. Per il momento abbiamo implementato le telecamere sul territorio, in collaborazione con la Camera di Commercio e l’Asi, per assicurare la tutela del cittadino anche nella zona industriale. Inoltre concentreremo le forze per dare un colpo mortale allo spaccio sia sul lungomare salernitano, diventato una vera e propria piaga sul territorio, che davanti agli edifici scolastici. Per contrastare questo “spaccio al minuto” abbiamo aumentato il numero dei falchi, che da anni stanno svolgendo un grande lavoro. A questo proposito abbiamo aumentato le moto in loro dotazione»

Spaccio, estorsioni, usura e abusivi della sosta: i numeri

Nel corso dell’anno 2017 gli arresti effettuati dalla Squadra Mobile di Salerno, guidata dal vice questore aggiunto Lorena Cicciotti, sono stati 80. Quasi tutti gli arresti, nella maggior parte in flagranza, sono avvenuti a Salerno città e i reati contestati sono in relazione allo spaccio di sostanze stupefacenti (soprtattutto Lungomare) e reati contro il patrimonio (rapine e scippi). Sono state inoltre condotte indagini con la Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia che ha portato all’esecuzione delle seguenti misure cautelari: 26 aprile sono stati eseguiti, nel territorio di Eboli, 6 decreti di fermo d’indiziato, a carico di componenti del clan D’Alterio, emessi dalla Procura della Repubblica, per i reati continuati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione. A maggio sono state eseguite 13 ordinanze di custodia cautelare, a Sarno, per i reati continuati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, furti ed estorsioni. Sempre a maggio sono state eseguite 3 misure di custodia cautelare in carcere per i reati di estorsione e usura aggravati. Sono stati eseguiti inoltre i sequestri preventivi di due complessi aziendali, quote societarie e conti correnti di fatto riconducibili a Dante Zullo per un importo quantificabile in circa 1,5 milioni di euro. A Luglio, sempre a carico di componenti il clan D’Alterio, è stata data esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso e per i reati di illecita vendita di sostanze stupefacenti, minacce aggravate dall’uso di armi in luogo pubblico, sequestro di persona e lesioni a carico di 7 persone residenti in Eboli. Ad ottobre è stata data esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Nocera Inferiore, per i delitti continuati ed in concorso di associazione per delinquere, rapina a furgoni portavalori, ricettazione tentato omicidio. Tale attività è stata svolta in collaborazione con il servizio centrale operativo della Polizia di Stato e le squadre mobili di Napoli, Foggia e Verona, nei confronti di 19 persone tra Scafati, Foggia, Napoli e Verona, nonché in Germania. A novembre è stata eseguita una ordinanza relative a 17 misure restrittive della libertà personale di cui 5 ordinanze di custodia cautelare in regime carcerario, 5 in regime di arresti domiciliari e 5 di obbligo di dimora nel Comune di residenza con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Le persone, tutte di Salerno, sono state indagate per i reati continuati e in concorso di associazione per delinquere e traffico e spaccio di droga. Capo dell’associazione è risultato D’Agostino Ciro, attuale reggente dell’omonimo clan operante in Salerno. Nel corso dell’anno 2017 i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Salerno hanno gestito oltre che le varie manifestazioni di ordine pubblico anche 3.619 interventi di soccorso pubblico. Sono state identificate 12.563 persone e 130 sono state accompagnate in ufficio per l’identificazione. Sono stati controllati 5.515 veicoli e 1.146 persone sottoposte ad obblighi. Sono state arrestate 84 persone e 301 sono state denunciate in stato di libertà (in particolare per i reati di furto di auto e moto, furti in abitazione, rapine ed estorsioni, violenza sessuale, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in particolare sul lungomare cittadino). 50 persone sono state proposte per l’emissione del foglio di via obbligatorio con divieto di far ritorno a Salerno. Nei confronti dei parcheggiatori abusivi sono stati emanate 55 intimazioni all’allontanamento e 55 contravvenzioni al codice della strada.




Tre brasiliane fermate dagli agenti

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, disposti dal Questore della Provincia di Salerno, personale della Polizia di Stato appartenente alla Sezione Volanti della Questura di Salerno, nel pomeriggio di ieri, in via Francesco Paolo Volpe, è intervenuto per controllare tre cittadine di origine brasiliana, di cui una è risultata essere in possesso di permesso di soggiorno, mentre le altre due non in regola con le norme sull’immigrazione. Le due straniere irregolari sono state accompagnate presso gli uffici della Questura ed al termine della identificazione sono state accompagnate al centro di permanenza temporanea di Roma per essere espulse dal territorio italiano. Gli agenti hanno accertato, inoltre, che una delle due straniere, a nome A.S. di anni 35, è risultata essere destinataria di un decreto di espulsione emesso dal Questore di Trento, motivo per cui è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per inosservanza di detto provvedmento. Nel corso degli stessi servizi di controllo del territorio, sono state identificate, complessivamente, 53 persone e controllate 23 autovetture ed intorno alle ore 20,00 di ieri, in una piazza del centro cittadino di Salerno, i poliziotti hanno sanzionato, ai sensi dell’art 7/15 del codice della strada, un uomo, tale S. F. di anni 63, sorpreso a svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo. Allo stesso è stato intimato di allontanarsi dal posto. E’ in corso di valutazione l’applicazione da parte del Questore, nei confronti di S. F., del provvedimento di Daspo Urbano.Nell’ambito dei servizi di controllo
del




L’ombra del terrorismo sui furgoni rubati a Salerno: la Questura smentisce

Furgoni rubati a Salerno su cui graverebbe l’ipotesi del terrorismo? Nulla di vero. Da stamane, infatti, sta circolando la foto di alcune targhe di veicoli rubati questa notte a Salerno, in una rimessa di furgoni aziendali. Si tratta di tre autocarri Fiat Ducato di colore bianco  e subito si sarebbe avanzata l’ipotesi del terrorismo. La Questura, proprio in questi minuti, ha smentito  dichiarando che si tratta dell’ennesima bufala messa in giro da qualcuno solo per il gusto di spaventare i cittadini. Dunque, resta da risalire all’autore del furto ma assolutamente nulla circa il terrorismo




Sorpreso a spacciare sul Lungomare. A Marzo scorso era già stato arrestato per lo stesso reato e nello stesso luogo

Pieffe

Sorpreso a spacciare sul Lungomare cittadino ha tentato di sfuggire all’arresto nascondendo tra gli scogli lo stupefacente e successivamente tuffandosi in acqua. Un escamotage che non è servito ad evitare le manette posto in atto da Nfamara Sarjo 19 anni, gambiano. Il giovane è stato arrestato, sabato sera, nell’ambito di mirati servizi organizzati e ripetuti nel tempo per contrastare la vendita al dettaglio di sostanza stupefacente sul lungomare salernitano dagli uomini della sezione “Falchi”, della Squadra Mobile di Salerno diretta dal vice questore aggiunto Lorena Cicciotti. Erano circa le 20.20 quando i poliziotti hanno notato un uomo di colore cedere della sostanza stupefacente ad un giovane seduto su una panchina del lungomare. Gli agenti immediatamente sono entrati in azione: si sono avvicinati per bloccare venditore ed acquirente. Alla loro vista, però, lo straniero ed il giovane acquirente sono scappati ed, anzi, il cittadino gambiano ha prima aggredito i poliziotti per guadagnare facilmente la fuga. Non gli è andata bene, però, perché i poliziotti lo hanno inseguito, prima sugli scogli, dove aveva cercato rifugio, e dove aveva gettato circa 25 grammi di marijuana e 7 grammi di hashish, e poi addirittura in mare, dove è stato recuperato con l’ausilio di una barca da pesca. Il 19enne dopo essere stato recuperato dal acqua è stato bloccato ed identificato. Dai controlli eseguiti è emerso che Nfamara Sarjo era già stato arrestato nel marzo scorso mentre spacciava droga ad un minore sempre sul lungomare di Salerno. D’intesa con il magistrato di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, Valleverdina Cassaniello, Nfamara Sarjo è stato sottoposto agli arresti domiciliari fino al giudizio direttissimo.




A Cronache impedito di seguire lo sbarco dei migranti, arriva l’interrogazione parlamentare urgente

Il parlamentare Edmondo Cirielli di Fdi-An ha annunciato un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro dell’Interno al fine di sapere per quale motivo sia stato impedito questa mattina a Le Cronache di seguire lo sbarco dei migranti. Seguono ulteriori aggionarmenti




Impedito a Cronache di seguire lo sbarco dei migranti a Salerno!

Funzionario della Questura di Salerno impedisce a un collaboratore di Le Cronache di seguire la sbarco dei migranti al porto di Salerno, senza alcun motivo plausibile. Seguiranno aggiornamenti sull’incresciosa vicenda…

 

AGGIORNAMENTI

—L’ordine e il sindacato

Ordine dei giornalisti della Campania e Sindacato unitario giornalisti della Campania sono al fianco del quotidiano Cronache Salerno, discriminato questa mattina da parte delle forze dell’ordine. Durante lo sbarco dei migranti è stata infatti allontanata una collaboratrice del quotidiano. Invitiamo perciò il prefetto di Salerno a evitare il ripetersi di tali incresciosi episodi.

 

— I parlamentari
Il parlamentare Edmondo Cirielli di Fdi-An ha annunciato un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro dell’Interno al fine di sapere per quale motivo sia stato impedito questa mattina a Le Cronache di seguire lo sbarco dei migranti. Seguono ulteriori aggionarmenti

 

— Le reazioni

Il presidente regionale di fdi, Antonio Iannone «Desidero esprimere alla giornalista Elisabetta De Gennaro, al Direttore Tommaso D’Angelo e alla redazione tutta di Cronache la solidarietà personale e di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. Salerno versa in uno stato di esasperazione per i continui sbarchi, il porto di Salerno è stato trasformato nel terminal nazionale dell’emergenza immigrazione come abbiamo denunciato più volte, ma non si può impedire il diritto di cronaca. Mi compenetro anche nel lavoro delle Forze dell’Ordine costrette a fare i secondini della nefandezza governativa del PD ma bisogna garantire e rispettare il lavoro di tutti».




In manette gli spacciatori del centro storico e di Matierno a Salerno

In manette gli spacciatori di eroina del centro storico e di Matierno. In un’operazione della Dda di Salerno, la squadra mobile ha eseguito stamattina 10 ordinanze di custodia cautelare. Si tratta perlopiù di volti noti alle forze dell’ordine e che sono finiti 6 in carcere e 4 ai domiciliari. La droga veniva acquistata tra Varcaturo e Giugliano in Campania, nella zona nord della provincia di Napoli, da immigrati dalla Tanzania. Stamane eseguite numerose perquisizioni e sequestrate anche diverse dosi di eroina.

L’associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti sarebbe stata costituita da sette degli arrestati, gli altri tre rispondono solo di spaccio di droga.

due le organizzazioni. Una prima, la più grande, capeggiata da Cataldo e Roberto Esposito aveva iniziato lo spaccio di eroina, cocaina, ecstasy, hashish, davanti ai locali notturni salernitani. L’attività iniziata grazie alle conoscenze strette in carcere a Secondigliano da Cataldo Esposito con alcuni tanzaniani.

Il secondo gruppo, che acquistava droga anche dagli Esposito, ruota attorno a Matteo Coscia e vede sottoposta alle misure cautelari tre persone.

Le indagini sui due gruppi sono autonome e hanno come punto di contatto Coscia.

Pericolosissima l’ecstasy spacciata, per la presenza di una molecola dagli effetti devastanti per la salute umana, una delle prima volte trovata in Europa

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