Provinciali, l’esercito dei trasformisti: ad Angri nasce il “partito di De Luca”

di Andrea Pellegrino

Una mappa di riposizionamenti. Le liste per le Provinciali si presentano così. Con molte sorprese, cambi e salti (politici) da uno schieramento all’altro. Il 9 gennaio, giorno dopo le elezioni, con molta probabilità i conti si faranno in ogni partito ma anche in ogni amministrazione comunale. Dalla «finestra» di Vincenzo De Luca entrano in parecchi. Un tempo di centrodestra, oggi con le solite liste contenitori di centro, si avvicinano alla schiera dei deluchiani. Tra tutte la novità più rilevante riguarda Marco Galdi, il sindaco del Popolo della Libertà, improvvisamente folgorato sulla via della sinistra. Merito o colpa del referendum che avrebbe avvicinato l’ex sindaco – ad oggi consigliere comunale d’opposizione – di Cava de’ Tirreni alla compagine “La Provincia di tutti” che raggruppa tutte le forze più a sinistra del Pd. Nella città metelliana, inoltre, in campo c’è anche il sindaco Enzo Servalli, candidato con il Pd, che dovrà vedersela anche con Enzo Passa, recentemente “transitato in maggioranza” per via socialista.

SCOPPIA IL CASO GALDI Ma il caso Galdi rischia di spaccare la sinistra. La candidatura del docente universitario non è stata ben vista dai vertici regionali di Sinistra Italiana.

CONFUSIONE AD ANGRI Ad Angri, però, il caso più emblematico. Qui dovrebbe esserci una amministrazione marchiata di centrodestra. Ma gli attuali posizionamenti avrebbero inaugurato nella città dei Doria il «partito della nazione». Partiamo dal sindaco. Cosimo Ferraioli è candidato nella lista “Cittadini per la Provincia di Salerno”. Lo schieramento si nasconde dietro “Scelta Civica” ma tra gli ispiratori figura anche Nello Fiore, consigliere regionale di Campania Libera. Lo stesso Fiore, ieri mattina, si è visto nei corridoi di Palazzo Sant’Agostino. Dunque, la formazione dovrebbe tendere verso Vincenzo De Luca. Ma tornando ad Angri, Ferraioli si ritroverà questo scenario: un consigliere della sua maggioranza candidato con Forza Italia. Si tratta di Alfredo Pauciulo che continuerà il suo percorso azzurro, e quindi del centrodestra. Nel suo schieramento (che sostiene sostanzialmente l’attuale presidente dell’amministrazione provinciale Giuseppe Canfora), si ritroverà Pasquale Mauri, suo ex concorrente alla carica di sindaco, che scende in campo con “Davvero al centro”. Mauri a sua volta si ritroverà un suo sostenitore candidato direttamente con il Partito democratico. Si tratta di Alberto Milo, consigliere provinciale uscente (un tempo Udc) che in nottata è riuscito a garantirsi un posto nella lista democrat. A Pagani, invece, il sindaco Salvatore Bottone ha candidato Bernando Califano nella lista con “Scelta Civica”. Ed anche in questo caso l’avvicinamento ai deluchiani sembrerebbe cosa fatta. Nonostante, però, abbia un suo consigliere comunale di maggioranza, Pietro Sessa, candidato con Forza Italia. .Ad Amalfi, il caso Matteo Bottone è il più eclatante. Un tempo socialista di destra, assessore della giunta provinciale di destra, oggi è nel Partito Socialista ed ha abbracciato il governatore della Campania, da qualche tempo particolarmente attento all’ex repubblica amalfitana. Poi c’è Eboli, con il sindaco Massimo Cariello, eletto con uno schieramento e candidato oggi alle provinciale con un altro, ed a sostegno del democrat Peppe Canfora.

 

L’ASSE VERDI – ALA Quanto alle alleanze, con i Verdi di Michele Ragosta, oltre all’ex segretario cittadino di Pontecagnano dei Fratelli d’Italia, Antonio Anastasio, c’è anche la componente di Ala di Verdini ed Eva Longo. Il loro candidato è Francesco De Angelis. E sempre in questa lista spunta anche Franco Plaitano che fu considerato «impresentabile» alle scorse elezioni regionali da Rosy Bindi.

L’ATTACCO DI FORZA ITALIA «Un meccanismo, quello della elezione di secondo livello, che in provincia di Salerno ha dato spazio alle peggiori pratiche di trasformismo. Un malcostume radicato nel sistema di potere della sinistra salernitana», sostiene il senatore Vincenzo Fasano, coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno. «Abbiamo fatto il nostro dovere nell’interesse dei cittadini e per garantire rappresentanza in un Ente, la Provincia, che le pessime riforme della sinistra hanno snaturato. Restano in piedi, al netto degli annunci sullo scioglimento, con meno risorse e con un meccanismo elettorale che offende gli elettori. Un meccanismo, quello della elezione di secondo livello, che in provincia di Salerno ha dato spazio – sottolinea – alle peggiori pratiche di trasformismo. Un malcostume radicato nel sistema di potere della sinistra salernitana. Continueremo a denunciare politicamente questo sistema. L’ultima tornata referendaria conferma che i cittadini hanno voglia di partecipare e di liberarsi dai blocchi di potere», conclude Fasano. Rincara la dose Gaetano Amatruda. «Nelle elezioni provinciali la patologia del sistema, a Salerno il linguaggio ‘della frittura di pesce’ che diventa metodo di lavoro. Controllo del voto e pratiche trasformiste animano questa anomala tornata. I cittadini sono espropriati del diritto di voto e le segreterie di partito decidono, di fatto a tavolino, la composizione del prossimo consiglio provinciale. Nella sinistra di Vincenzo De Luca il sistema di potere – sottolinea – si sintonizza sulle anomalie e ingigantisce le patologie. Scompare l’idea di Provincia, non si vedono proposte ma solo giochi di potere». «La carica dei sindaci ha due effetti nefasti. Si snatura il senso del Consiglio, che diventa una conferenza di sindaci dove ognuno difenderà interessi particolari, e si tenterà di controllare e blindare il voto dei consigli comunali. Le elezioni provinciali – aggiunge Amatruda- vissute come occasioni per blindare le maggioranze. Due schiaffi in faccia ai cittadini dunque. Prima esautorati del diritto di voto e poi costretti a subire un regolamento dei conti interno ai partiti. Emblematico il caso di Salerno con Vincenzo Napoli». «Al metodo si associa poi la peggiore pratica del trasformismo. In politica è legittimo cambiare idea ma quando a farlo sono amministratori che passano da una parte all’altra, per garantirsi una via di accesso a palazzo Santa Lucia, siamo a pratiche vicino al ‘banditismo politico’. Il rischio del voto di scambio sempre altissimo nelle sinistra salernitana. Stupisce infatti il travaglio culturale di amministrati in carica che scelgono la maggioranza in Regione. Viene il sospetto – dichiara ancora – che i cambi siano condizionati dalla voglia e dal desidero di uno strapuntino». «Serve allora massima vigilanza, per fare alcuni esempi, su assessori come Matteo Bottone che dalla Giunta Cirielli e dalla vicinanza con Caldoro passano con De Luca. Serve capire quale spinta ideale abbia riportato a sinistra Massimo Cariello. Anche lui con De Luca nelle scorse settimane ha messo in scena, sui rifiuti, una pantomima. Sarebbe interessante poi comprendere quali saranno gli equilibri di Angri. Quale è l’esperimento politico che mette insieme centristi e Verdi con le frattaglie di Ala. Unico caso in Italia».




È fatta, il Pd in maggioranza. Il summit tra il sindaco Torquato e il segretario provinciale Landolfi

In edicola oggi su Le Cronache

NOCERA INFERIORE. Il Pd pronto ad entrare in maggioranza, mettendo una pietra tombale sulla possibilità di creare un’alternativa e riconquistare la guida della città. In questa ottica può considerarsi l’incontro di ieri mattina tra il segretario provinciale Nicola Landolfi, quello locale Alfonso Oliva e il capogruppo consiliare Massimo Petrosino con il sindaco Manlio Torquato. Fino a poche settimane fa, il Pd aveva guerreggiato con Torquato ed ora si stringe in un abbraccio che lo ridimensione sulla scena politica dell’Agro nocerino e rafforza un isolato Torquato. Il sindaco di Nocera Inferiore potrebbe aver preso come manna dal cielo la possibilità di riavvicinarsi al governatore Vincenzo De Luca, patron dei democrat salernitani, dopo la debacle del centrodestra che l’aveva eletto nell’assemblea dell’Anci a livello regionale. E De Luca ha tutto l’interesse a rafforzare la sua presenza nell’Agro nocerino dove il partito è debole ed ha espresso, per voleri provinciali, sempre candidature di secondo piano per evitare che potessero disturbare l’elezione di qualche esponente salernitano. A questo si aggiunge che il collegio per la camera dei deputati mette assieme Salerno città e l’Agro nocerino (che da anni vota a destra) bilanciando in modo forte la forza elettorale del Pd nel capoluogo provinciale. Un “affare” politico, quello per entrambi gli “sposi”, insomma. Del resto il Partito democratico -dove un peso politico forte lo ha ancora Antonio Romano, ex sindaco, che ha un notevole seguito, nella maggioranza anche se la commissione provinciale del Pd gli ha negato la tessera- è profondamente diviso e qualsiasi scelta faccia rischia di spaccarsi su un nome unico da candidare a sindaco. Una frattura già consumatasi con la base del partito, una cui parte aveva già votato Torquato. Per il gruppo dei “Romaniani”, avvicinarsi all’attuale primo cittadino, con una storia di Alleanza nazionale ben evidente alle spalle- non è un problema visto che già lo sono stati al ballottaggio della seconda elezione di Torquato. Insomma, un matrimonio tra amici, quello possibile e che fornisce la possibilità del Pd di non languire all’opposizione visto che, al momento, riproporrebbe soliti nomi, destinati probabilmente a perdere nuovamente. E il centrodestra a Nocera Inferiore? Se qualcuno lo ha visto negli ultimi tempi è pregato di farsi avanti. Se non arriva un uomo nuovo e che abbia dimostrato di avere la capacità di raggranellare consensi da solo, le prossime elezioni non avranno storia e Torquato sarà riconfermato a mani basse, anche perché, i cinquestelle hanno attenuato la loro azione di controproposta. Per chi fosse interessato ai comunicati ufficiali, ecco quello del Pd provinciale apparso su facebook: «Abbiamo incontrato stamattina il sindaco di Nocera Inferiore. Abbiamo parlato del futuro della città, delle cose da fare, della possibilità nelle prossime settimane di intraprendere un lavoro comune, nell’interesse esclusivo di Nocera e del suo sviluppo. Intendiamo continuare il dialogo e il confronto nei prossimi giorni, sui programmi e sugli obiettivi, mantenendo unità e coesione al nostro interno, nel rispetto pieno del lavoro odierno dell’amministrazione Torquato, ma auspicandone sempre il dovuto rispetto per quello che siamo stati, che siamo e per il nuovo gruppo dirigente che sta crescendo». Questo accordo potrebbe portare a degli ulteriori importanti sviluppi nel corso delle prossime settimane o forse addirittura già nei prossimi giorni, ma, a catturare l’attenzione è ora il presunto, apparente immobilismo del centrodestra.




Pagani. Vigili: «Mai sotto lo straniero». Malumori per un comandante non del corpo

Pubblicato oggi nel numero in edicola di Le Cronache

PAGANI. Cambio al vertice della Polizia municipale. Nel 2015 è in programma l’arrivo di un comandante esterno al corpo dei vigili urbani di via Carmine.
Una notizia che non sarebbe stata presa di buon grado dai vigili della città.
La decisione di cambiare il comandante sarebbe stata adottata direttamente dal sindaco Salvatore Bottone che nei giorni scorsi ha chiesto di incontrare gli agenti in servizio presso il comando paganese per comunicare loro la notizia dell’avvicendamento al vertice dei caschi bianchi.
Vari i nomi che si susseguono da giorni, ma al momento nessuno è stato ancora scelto anche perché è stata avviata esclusivamente la procedura propedeutica alla delibera di indirizzo che serve ai sindacati di categoria e al ministero per procedere alla nomina.
L’intenzione del primo cittadino è quella di inserire nella programmazione triennale per il 2015 l’assunzione di un comandante per il corpo di polizia locale, un vigile urbano e altre figure che l’amministrazione individuerà per soddisfare alcune esigenze di organico.
Il nuovo comandante, comunque, verrà scelto al di fuori dal corpo di polizia municipale della città.
E’ probabile che le altre figure di cui necessità la macchina comunale siano prese facendo “shopping” tra i dipendenti della Provincia di Salerno che, come le altre, a breve saranno smantellate. Del resto, proprio per la polizia provinciale è in corso di conversione in legge del decreto n.78/2015 (approvato già dal senato e lo dovrebbe essere anche dalla camera dei deputati il 18 agosto prossimo) : tale norma prevede il transito degli agenti nei corpi dei vigili urbani e che i Comuni non possano assumere altri caschi bianchi fino a quando non saranno assorbiti tutti i poliziotti provinciali. Il corpo della polizia municipale di Pagani così come è attualmente proprio non va. Ma, in verità, va ricordato che lo stesso è formato da poche persone (il numero è di gran lunga sottodimensionato rispetto alle esigenze e allo stesso organico previsto in pianta), spesso poco motivate e per lo più con una media di età molto elevata. La città ha bisogno di un nuovo corpo di polizia locale con più uomini e rinnovato anche nella catena di comando. Ne ha bisogno a partire dalla gestione del traffico e  della sosta (vedi il parcheggio selvaggio in molte strade della città e in particolare in via De Gasperi) ma anche per il controllo dei rifiuti, la sicurezza urbana e la disciplina e i controlli per il commercio autorizzato e soprattutto quello abusivo.
Lucia Trotta




NOCERA/AGRO. Guerra del calcestruzzo: Arrestate cinque persone legate al clan Fabbrocino. I nomi

Cinque persone sono state arrestate in un’operazione dei Carabinieri dei Ros e del Comando provinciale di Salerno in un’operazione scattata all’alba per l’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Salerno su richiesta della Dda in un’inchiesta sul «mercato del calcestruzzo». Secondo l’ipotesi degli investigatori, il gruppo agevolava il clan di camorra di Mario Fabbrocino, danneggiando gli imprenditori della zona- I reati contestati, a vario titolo sono associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione, mediante violenza, di incendi, estorsioni, rapina con sequestro di persona, furti, ricettazione e concorrenza illecita nel settore delle forniture di calcestruzzo.

A capo del gruppo – sempre secondo l’ipotesi investigativa – vi era l’imprenditore Mario Tedesco, di Nocera Superiore, che opera in tutta Italia, con ramificazioni anche all’estero, in particolare in Marocco, dal 2002. Le indagini sono state avviate dal Ros nel 2008 dopo l’incendio di numerosi mezzi d’opera, d’ingente valore, della Società Nocerina Beton di Nocera Inferiore, aggravata da episodi minatori ai suoi titolari. Secondo gli investigatori, il clan aveva un’ala operativa che si occupava di commettere danneggiamenti, minacce ed estorsioni, mentre un altro segmento era dedito ai furti, alle estorsioni (praticate con il metodo del cosiddetto «cavallo di ritorno») ed alla ricettazione. I dettagli dell’operazione verranno resi noti dal Procuratore Dott. Corrado Lembo durante la conferenza stampa indetta per le ore 12.00 presso i suoi uffici alla Procura della Repubblica di Salerno.

Comunicato carabinieri

Questi i nomi: Mario Tedesco di Nocera Superiore, Biagio Palumbo e Gaetano Antonio Galluccio

Alfonso Masullo e Francesco Marraconf-stampa

 




Le nomine. Forza Italia, ecco il nuovo comitato direttivo dei giovani

Ieri mattina presso la sede provinciale di Forza Italia si è tenuta la presentazione del direttivo provinciale “Forza Italia Giovani” Salerno. Presenti al tavolo dei relatori il commissario provinciale Enzo Fasano, il responsabile enti locali Gigi Casciello e il vice coordinatore provinciale e sindaco di Montecorvino Pugliano Domenico Di Giorgio i quali hanno confermato il grande lavoro svolto dal movimento giovanile nella provincia di Salerno. Il coordinatore Giuseppe Salvatore si ritiene soddisfatto per il lavoro svolto sino  ad oggi.
“Ad un anno dall’insediamento – ha dichiarato – registriamo un importante radicamento su quasi tutti i comuni della provincia, c’é un grande entusiasmo da parte di tutti noi ad arrivare a traguardi ed obiettivi sempre più importanti partendo dalle elezioni amministrative. In queste elezioni regionali saremo promotori di quattro manifestazione ripartite all’interno della provincia di salerno. Ringrazio l’on. Mara Carfagna, il coordinatore provinciale sen. Enzo Fasano e l’intera dirigenza del partito”. Ed ecco i nomi della direzione: Gianluca Delli Bovi, presidente onorario provinciale Forza Italia giovani; Francesco Pepe, che ha portato la sua esperienza come membro regionale commissione forum; Bartolomeo Picaro consigliere comunale di pagani, portavoce provinciale del movimento giovanile; Andrea Contaldo, dirigente provinciale; Stefano Genovese, dirigente provinciale; Flavio Vitagliano, consigliere provinciale; Antonio Landi, coordinatore Salerno città; Marianna Morello, assessore al comune di Teggiano e Luca Esposito, delegato all’Università di Salerno




Strada Provinciale Croce: una discarica a cielo aperto

di Michele Amoruso

La Strada Provinciale Croce, quella che porta al Castello Arechi e più tortuosamente a Cava de’ Tirreni, percorsa in ogni momento dell’anno da turisti diretti alla importante roccaforte longobarda, da coppie di sposi desiderosi di una foto con Salerno sullo sfondo, dagli abitanti dei due comuni diretti nell’una e nell’altra direzione, è a tutti gli effetti una discarica a cielo aperto, distesa per la lunghezza di un paio di chilometri. A destra e a sinistra i cumuli di rifiuti abbandonati, di buste lanciate, di depositi e lasciti di immondizia riempiono cunette, cancelli, scarpate, canali. È uno spettacolo agghiacciante quello che si presenta agli occhi di chi percorre la strada provinciale Croce, vale a poco interrogarsi sul senso di civiltà della specie umana, ancor meno sul controllo di autorità ed enti da queste parti. L’ingresso del castello, ai cancelli più esterni del parcheggio, è un tappeto di vetri rotti proprio ai piedi della campana verde che dovrebbe accoglierli. Scendendo in direzione Salerno, alcuni scarti di mobilia smontati, accatastati e lasciati a bordo strada. E poi le curve, quasi sempre concomitanti con i valloni della formazione collinare, ospitano nel loro susseguirsi quella che è indubbiamente spazzatura domestica, le cui buste tranciate e sventrate, riversano tragicamente il loro contenuto un po’ tutto intorno. I canali, già ostruiti pericolosamente dalla fitta vegetazione, accolgono inermi pile di spazzatura accumulatasi nel tempo, pronti a formare tappi e sbarramenti che provvederà poi la pioggia a stappare, con le conseguenze tragiche e maledette che tutti conosciamo. Il lancio della busta oltre il guardrail è pratica assai diffusa, prova ne é la ripetitività con cui si incontra immondizia ai bordi della strada, dalle scatolette di simmenthal, ai barattoli di pelati, ai flaconi di detersivi e per l’igiene intima. Tutto fa punteggio. I cancelli, essendo spesso arretrati rispetto al taglio di strada, sono il luogo ideale per i grandi accumuli. Al di qua ed al di là. Lì l’accanimento è maggiore, si lasciano cose ingombranti e spesso enormi buste di materiale indifferenziato, risulta di traslochi, pulizie di primavera, immondizia accumulata. Menzione a parte per le latrine, una qua una là, qualcuna rotta, qualche altra intera. Col periodo di saldi ci si disfa spesso degli indumenti vecchi, ed anche quelli non mancano, ci sono tappetini di automobili, guaine e coperture, fogli di compensato. La varietà dei rifiuti è seconda solo alla quantità ed al degrado di uno spettacolo simile. Viene da chiedersi cosa possa pensare un turista, sbarcato nella città più europea di tutte a detta di qualcuno, alla vista di tanta violenza all’ambiente e al paesaggio. Ma poi a quel punto bisognerebbe anche chiedersi cosa possa pensare, ammesso pensi qualcosa, chi si rende reo di tale vergogna. Senza porsi dubbio alcuno sul perché non si intervenga, nella raccolta e nel controllo, perché come dimostrano le immagini di Google Maps riavvolgibili sino al 2008, la situazione di degrado ed abbandono non ha visto né soste né misericordie. Se la strada che porta al castello del glorioso Arechi II, versa in queste orribili condizioni, si può indubbiamente intuire che l’invasione dei barbari alla sua conquista è già abbondantemente iniziata.




Direzione provinciale Pd: De Luca Jr sì, Pedace no

di Francesco Carriero

Territorio, collaborazione, cambiamento. Sono queste le parole d’ordine che il Partito Democratico della provincia di Salerno vuole adottare come linee guida per il rinnovamento in vista dei prossimi impegni politici. Lo ha ribadito più volte il segretario Nicola Landolfi nel corso del suo discorso ad apertura dell’assemblea provinciale, tenutasi ieri mattina al Grand Hotel, nel corso della quale è stato composto il nuovo direttivo. I lavori dell’assemblea si sono aperti con la notizia, arrivata dalla commissione di garanzia del partito, dello “scongelamento” della convenzione salernitana per le scorse primarie q di conseguenza la validità dei voti espressi in quell’occasione. Tra gli esponenti del nuovo direttivo provinciale, chiamati a portare aventi il rinnovamento auspicato da Landolfi, saltano sicuramente afli occhi i nomi di Roberto De Luca, figlio del primo cittadino e di Etta Pinto, figlia dell’ex ministro. Presenti nell’organo anche tutti gli esponenti del Partito Democratico in seno alla giunta comunale di Salerno, Luca Cascone, Franco Picarone, Eva Avossa, Alfonso Bonaiuto, Ermanno Guerra e Mimmo Di Maio. Presenti anche diversi segretari di maggiori comuni della provincia, come Giuseppe Aliotti di Cava de’ Tirreni, Iolanda Giuliano di Amalfi e Patrizia Gadaleta di Vietri sul Mare. Fa sicuramente sensazione l’assenza di Vincenzo Pedace, che aveva concorso alla segreteria provinciale, e presente nel vecchio organo dirigente. Adesso occhi puntati sull’assemblea regionale del partito, con Landolfi che preme per sentire il peso del Pd salernitano all’interno degli organi di governo: «Da un anno siamo assenti in Regione – spiega Landolfi – è il momento di fare opposizione in maniera più convinta e più visibile, insistendo sulle problematiche chiave».




«Ente inutile, mi dimetto»

di Marta Naddei

Andrà via e lo farà sbattendo la porta. Il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere provinciale di Salerno. Parla di «ente appiattito» e di «mancanza di confronto»: due elementi che stanno caratterizzando il modus operdandi della Provincia di Salerno fin da quando, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ne ha stabilito, lo scorso mese di ottobre, il commissariamento. Una situazione che, a parere del primo cittadino di Scafati, non fa altro che «distanziare il palazzo dalle esigenze del territorio». Insomma, secondo Aliberti la Provincia è diventato un ente inutile. «Dopo il commissariamento – ha dichiarato Aliberti – il ruolo della Provincia è stato delegittimato e svuotato delle sue funzioni, che non sono più percepite dal territorio. Questo è avvenuto perché la gestione commissariale non è né tecnica ed elemento di garanzia» perché, sottolinea Aliberti, «il commissario nominato, fino al giorno prima, ricopriva la carica di presidente della provincia facente funzione» e non è nemmeno politica alla luce del fatto che «la maggioranza che la supporta non è rappresentativa della volontà popolare espressa dalle urne». Aliberti ha, dunque, deciso di annunciare le proprie dimissioni dal Consiglio provinciale, probabilmente anche perché assorbito dalle numerose problematiche in quel di Scafati. Al suo posto, tra i banchi dell’aula consiliare, siederà uno dei suoi uomini più fidati, l’ex assessore del Comune di Scafati, Andrea Inserra, mentre il ruolo di capogruppo di Forza Italia sarà affidato al consigliere Giuseppe Zitarosa.