Regionali 2020, otto candidati per una poltrona

Sono 8 i candidati alla presidenza della Giunta regionale della Campania. A sfidare l’uscente Vincenzo De Luca (sostenuto da 15 liste) ci saranno Stefano Caldoro, candidato del centrodestra e gia’ presidente della Regione Campania dal 2010 al 2015, Valeria Ciarambino del M5s, il candidato di Potere al Popolo, Giuliano Granato; del Terzo Polo, Sergio Angrisano; di Terra, Luca Saltalamacchia, della lista Naturalismo, Giovanni Nappi e del partito delle Buone Maniere, Giusepe Cirillo. Per Caldoro e De Luca sara’ la terza sfida per la presidenza della Giunta regionale della Campania. La prima e’ del 2010 quando vinse Caldoro, poi nel 2015 quando e’ risultato vincitore l’ex sindaco di Salerno ed infine quella fissata per il prossimo settembre.

Ecco tutte le liste in campo:

PD: Canfora Marinella, Amabile Tommaso, Buonomo Michele, Longanella Anna, Petrosino Vincenzo detto Enzo, Picarone Franco, Sabia Gina, Siani Margherita, Valiante Simone.

Più Europa in Campania:  Stefania De Martino, Genua Antonio, Iandiorio Francesco Marino, Robertazzi Olga, Cataneo Antonella, Grieco Gianluigi, Crucio Giacinto, Vicinanza Alessandra, Longobardi Giuseppe.

Italia Viva: Tommaso Pellegrino, Domenico Mazzeo, Antonio Cuomo detto Tonino, Francesco Longanella, Ernesto Sica, Gaetano Montalbano, Elvira Serra, Patrizia Longobardi, Anna Botta.

De Luca presidente: Cappelli Angelo, Cascone Luca, Castagna Carla Alessia, Catalano Mario, Cavaliere Vincenza detta Enza, Comunale Daniela, Fiammenghi Katiuscia detta Katia, Giordano Antonio, Iosca Renato.

Campania Libera: Bellissimo Gabriella, Cioffi Olga, Fiore Aniello detto Nello, Fogliame Virgilia, Malfeo Romina, Piccininno Fabio, Rizzo Marco, Savastano Giovanni detto Nino, Squitieri Maria Laura.

Psi: Bisogno Monica, Bottone Salvatore, Di Cerbo Antonello, Guzzo Giovanni, Maffia Fulvio,  Rosciano Emiliana, Sabatella Luca, Sica Antonietta, Volpe Andrea.

Davvero Ecologia&Diritti: Andrea Cretella, Anna Casaburi, Nicola Carrara, Giovanni Casella, Erika De Simone, Giuliano d’Antonio, Vincenzo Ferrara, Raffaella Mammone, Vincenzo Sica.

Popolari-Fare Democratico: Corrado Matera, Maria Ricchiuti, Giovanni Baldi, Gaetana Falcone, Antonio Fezza, Alfonso Forlenza, Marta Gallo, Antonella Milite, Vincenzo Pellegrino.

Centro Democratico: Adinolfi Vincenzo, Albano Giuseppe, Cammarano Maria Teresa detta Teresa, D’Avenia Giovanni, Gorrasio Angela, Montinaro Carlo, Pagano Lucia, Postiglione Umberto, Scifo Emanuele.

Liberaldemocratici-Moderati per De Luca: Gennaro Aievoli, Alessia Apuzzo, Attilio Coppola, Giuseppa Errico, Mario Iannone, Giacomo Rosa detto Gianni, Lorenzo Santoro, Maria Soriente, Antonella Vaccaro.

Noi Campani: Arena Salvatore, Della Rocca Mariarosaria, Grattacaso Vincenzo, Guida Vincenzo, Guardigni Maria, Marinello Domenica Francesca detta Nika, Parisi Sergio, Pica Donato, Pisacane Maria Franca.

Forza Italia: Angelo Avallone, Roberto Celano, Lello Ciccone, Antonietta Coraggio, Monica Giuliano, Francesco Marrazzo, Monica Paolino, Annamaria Palumbo, Costabile Spinelli

Fratelli d’Italia: Nunzio Carpentieri, Imma Vietri, Giovanni Fortunato, Antonella Ianniello, Carlo Fabio Ferrigno, Alessandro Roberto Arpaia, Vitantonio Marchesano, Francesco Bellomo, Giusy Sorgente.

Lega: Aurelio Tommasetti (capolista), Gisella Botticchio, Valentino di Brizzi, Immacolata Famularo, Attilio Pierro, Dante Santoro, Anna Pia Strianese, Sebastiano Odierna, Renato Vicinanza.

Caldoro presidente: Campochiaro Bruno, Conforti Giuseppe, Cupo Paola, De Cristofaro Lucia, Gallotta Donato, Iuorio Giovanni, Raele Giuseppina, Scotillo Rolando, Vitagliano Raffaele.

Identità Meridionale-Macroregione Sud con Caldoro Presidente: Pinelli Ciro, Balzano Maria, Barese Vincenzo, Bianco Domenico, Migliore Giuseppe, Marchese Giuseppe, Miele Fabio Cristian, Pinto Daniela, Vitolo Ciro.

Alleanza di centro: Raffaele Gallotta, Francesco Casciano, Giuseppina Crescenzo, Antonio Fernicola, Aniello Gaito, Donatella Martuscelli, Samantha Memoli, Mario Romanelli, Maria Francesca Sproviero.

Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino candidata presidente: Cammarano Michele, Virtuoso Francesco, Farina Enrico, Milite Pasquale, Paolucci Fabio, Petrosino Alessandra, Bufano Carmela, Panico Cosimo, Di Benedetto Grazia.

Terzo Polo, con Sergio Angrisano candidato presidente: Emilia Giordano, Lucio Iuliano, Teresa Arpaia, Giovanni De Lauso, Mario Soldovieri, Giuseppina Minutoli, Stefania Pacifico, Angelica Visconti,  Lucio Caruccio.

Potere al Popolo con Giuliano Granato candidato presidente: Nicola Catania, Pio Antonio De Felice, Adelaide Sara Cavallo, Benedetto De Maio detto Dino,  Mariema Faye, Filippo Isoldi, Marco Manna, Clementina Sasso.
Terra, con Luca Saltalamacchia candidato presidente: Francesco Mari, Nicola Comanzo, Aniello De Felice detto Nello, Francesco Turco, Nello Iovine, Gerardina Gabriele detta Dina, Maria Rosaria Ciao, Rosa Mazzarella, Teresa Vicidomini.




FratteStock, i volontari ripuliscono la villa comunale- FOTO

di Erika Noschese

Riportare agli antichi lustri i luoghi degradati e dimenticati. E’ questo, in sintesi, l’obiettivo di FratteStock, l’iniziativa messa in campo dai militanti dalla Casa del Popolo di Salerno, sede ufficiale di Potere al Popolo che già nella giornata di venerdì hanno ripulito, sacchetti alla mano, la villa comunale di Fratte. Una due giorni di pulizie che ha visto il quartiere di Fratte al centro di un’operazione di decoro. L’obiettivo, spiegano i militanti de La Casa del Popolo, non è «sostituirci agli enti preposti, ma per denunciare le mancanze relativa alla cura e alla normale manutenzione di uno spazio pubblico». Da tempo, infatti, la villa comunale di Fratte è l’emblema dell’abbandono in cui versano le zone periferiche della città di Salerno. Da qui la “necessità” di dar vita al FratteStock che vede Rosanna Iorio responsabile del progetto. «Vogliamo riappropriarcene e viverla tutti insieme», hanno spiegato i militanti di Pap, annunciando l’iniziativa che ha già riscosso notevole successo, con la partecipazione di numerosi volontari che hanno di fatti accolto l’invito lanciato dai militanti. Un week end importante, dunque, per uno dei quartieri più degradati della città capoluogo, anche a causa della quasi totale assenza di operatori ecologici che, soprattutto negli ultimi mesi, avevano traspormato la zona in una discarica a cielo aperto. La pulizia collettiva – hanno poi spiegato gli organizzatori – della villa comunale aveva l’obiettivo di «accendere i riflettori sull’incuria di un luogo pubblico e per provare a riappropriarci di uno spazio fisico abbandonato nel degrado e nel silenzio delle istituzioni». Nella giornata di ieri, i militanti di Potere al Popolo hanno tenuto un’assemblea con gli artisti di strada per discutere sugli spazi presenti a Salerno e sui limiti e le difficoltà che chi vuole esprimere le proprie idee e la propria arte incontra ogni giorno. «Quello di oggi (ieri per chi legge ndr) non è un semplice evento, ma un percorso più ampio che abbiamo iniziato con e nel quartiere di Frattee – hanno poi aggiunto i militanti – Il tutto per rimettere al centro il protagonismo popolare, la riappropriazione e liberazione degli spazi in contrasto con l’abbandono delle periferie della nostra città, l’arte e la libera espressione dei propri sogni e bisogni, una diversa idea di vivere la città e i rapporti umani». Ma come nasce FratteStock? «E’ un chiaro riferimento al festival di Woodstock sia come tributo per i 50 anni di anniversario, sia perchè Woodstock è l’emblea di una cultura e di un’epoca scandita da forti ideali che vorremmo riportare all’attenzione – ha spiegato l’organizzatrice Rosanna Iorio – Parlo di ideali quali l’interesse per culture diverse dalla propria, l’armonia, il rispetto per la natura, la fratellanza per gli uomini. Concetti questi che mancano in una società dominata prevalentemente da individualismo, rabbia». Dunque, riportare al centro del pensiero popolare temi che non sembrano più così attuali. FratteStock ha però due questioni politiche di fondo: «la prima riguarda il quartiere di Fratte, completamente abbandonato dalle isituzioni, pieno di problemi a partire dalle Pisano e fino alla villa comunale che, per i cittadini della zona, è l’emblema dell’abbandono, tenuta male, con angoli pericolosi». Da qui, dunque, la necessità di farla rivivere anche con questa iniziativa dedicata a grandi e piccoli, con arte, musica e artisti di strada. L’altra questione politica riguarda proprio gli artisti di strada che a Salerno non sembrano trovare spazio. «Ci siamo resi conto che in città l’arte viene vista come qualcosa di inessenziale, quasi del tutto scomparsa a causa di anni di amministrazione volta al decoro urbano, al completo opposto di ciò che noi sentiamo come necessario – ha poi aggiunto l’organizzatrice – Per noi l’arte è cultura, unione, cosmopolitismo. Per noi l’arte è fondamentale e volevamo ripartire dal suo valore, riunendo gli artisti di strada per fare rete e discutere dei problemi».




Ddl “Ius Culturae”, ira Fratelli d’Italia: «Daremo battaglia»

Era stato sospeso il 24 ottobre 2018, ma solo quest’oggi è ritornato al vaglio della commissione affari costituzionali della Camera l’esame del dll sullo ius culturae. L’annuncio è arrivato dallo stesso Giuseppe Brescia, presidente della commissione, anche relatore in sostituzione del ministro della Salute, Speranza. Immediate le reazioni dell’opinione pubblica e del mondo della politica, rispetto a un disegno di legge che prevederebbe la cittadinanza a minori che hanno compiuto almeno un ciclo di scuola in Italia. Primi a scendere in campo e a dichiarare la propria contrarietà il partito capitanato da Giorgia Meloni, che dal gazebo allestito davanti il Palazzo di Montecitorio ha lanciato la campagna “No alla legge Boldrini. Firma anche tu per dire no allo ius soli”. Nella provincia di Salerno è stata immediatamente rilanciata dal coordinamento provinciale di FdI con alla guida Imma Vietri e Ugo Tozzi. «Oggi la prima commissione della Camera ha iniziato l’iter per approvare la legge», ha spiegato Tozzi. «Se si vuole modificare una legge che impatta sul futuro degli italiani, si deve avere prima di tutto il consenso del popolo, invece lo “Ius Soli” è solo un tentativo vergognoso di un governo abusivo di dare la cittadinanza automatica nonostante gli italiani siano contrari. La raccolta firme serve per impedire l’ennesimo espediente della sinistra di distruggere la nostra identità. Per diventare italiani bisogna dimostrare di amare questa nazione. Per questo saremo sempre contro lo “Ius soli”, lo “Ius culturae” e tutte quelle proposte che servono solo a distruggere la nostra identità, la nostra storia e sovranità». Una campagna d’opposizione resa a suon di raccolta firme, che toccherà oltre 200 tra le maggiori piazze e che si prospetta particolarmente favorevole complice anche l’impennata di consensi ottenuta da Giorgia Meloni. «Non è accettabile anteporre questo tipo di problematica ad aspetti ben più pregnanti», ha aggiunto Imma Vietri. «L’attuale fase storica del Paese pone in evidenza quanto andare a discutere di Ius Soli, piuttosto che di Ius Culturae, sia assolutamente marginale e ci allontani da un dibattito politico di spessore». Va giù durissimo anche Antonio Iannone, l’ex presidente della Provincia e adesso senatore FdI: «La cittadinanza si merita, non si regala. Noi daremo battaglia a questo provvedimento che non è altro che uno ius soli per dare una cittadinanza veloce agli immigrati. La cittadinanza italiana si costruisce, si merita, non si regala come vorrebbe il governo giallorosso».

I FAVOREVOLI: Trezza e Conte: «Segno di civiltà», Acunzo: «Si poteva agire con più calma»

A un mese dall’insediamento dell’esecutivo Conte bis, la maggioranza ha rimesso mano alle questioni lasciate sul tavolo. Tentando di riprendere piede, però, torna a inciampare nella lungamente dibattuta questione dello Ius Soli e dello Ius culturae. Il decreto che allargherebbe il diritto alla cittadinanza per i minori nati nel Bel Paese, e che abbiano frequentato almeno per cinque anni un ciclo di studi, riceve il plauso dei rappresentanti democratici e del movimento pentastellato. «Finalmente un atto di coraggio da parte del governo che fin ora si era fatto incantare da sirene inesistenti», così Davide Trezza, coordinatore nazionale di Potere al Popolo sull’iter legislativo dello “ius soli”. «Noi siamo favorevoli. E’ un segno di civiltà. E’ sbagliato ragionare pensando alle frontiere e facendo finta che il problema non esiste. Questa legge prende atto dei tempi attuali, con intere popolazioni che si spostano e che quindi vanno regolamentate. Senza una inquadratura giuridica si avrebbe soltanto maggiore insicurezza e disperazione». Non meno entusiasta il parere di Federico Conte, deputato eletto nelle fila di Liberi e Uguali: «Spero che il ddl diventi presto legge. Chiamarlo Ius soli piuttosto che Ius Culturae significa solo spostare l’accento sulle modalità con cui giungere al conseguimento di questo diritto, ma di base ritengo che la questione sia analoga: chi rispetta i doveri imposti dalle leggi italiane è giusto che si veda riconoscere anche dei precisi diritti». Ad accogliere con piacere la ripresa in esame del Ddl anche l’ala pentastellata: «Più che ius culturae proporrei la revisione della cittadinanza italiana per molti connazionali». ha commentato Nicola Acunzo, deputato battipagliese del Movimento 5 Stelle. «A me personalmente fa piacere avere una legge del genere, però non è una priorità. Abbiamo altre cose importanti da fare, si poteva agire con più calma senza impegnare di getto i parlamentari. In ogni caso rimane una risposta di civiltà, civiltà e senso civile che dovrebbero acquistare molti italiani».

I CONTRARI AL PROVVEDIMENTO: Fasano e Casciello: «Utile a nessuno», Cantalamessa: «A quando il velo?»

Differenti i nomi e le diciture, ma identica la sostanza e la componente politica che lo vuole imporre. Così pensano i rappresenti dell’ala moderata sulle nuove vesti indossate dallo Ius soli, oggi al vaglio come Ius Culturae. Il disegno di legge che risale al 2018 a firma di Laura Boldrini ritorna all’esame della prima commissione alla Camera dei deputati. E nell’attesa che si conoscano le volontà della maggioranza, il centro-destra dimostra già le idee chiare rispetto l’intera vicenda. «La questione non la si può ridurre ad un “favorevole o contrario”, è molto delicata e complessa e richiede migliorie ed una discussione profonda», ha commentato il deputato di Forza Italia Gigi Casciello. «Così come era per lo ius soli, e così come è stato impostato lo ius culturae, non si può essere che nettamente contrari». Altrettanto decisa la posizione di Enzo Fasano, deputato e coordinatore provinciale di Forza Italia: «Una battaglia ideologica della quale nessuno sentiva il bisogno». In un Paese in cui sono i crismi dell’urgenza a venire immediatamente meno. L’Italia, rispetto all’intero quadro europeo, è la nazione più attenta alla questione e che concede il maggior numero di cittadinanze agli stranieri: solo nel 2018, come si legge attraverso i dati resi pubblici dalla Caritas, oltre 112mila persone hanno acquisito lo status di cittadino italiano. «Una rivisitazione riveduta e corretta dello ius soli che nei fatti non serve a nessuno – ribadisce l’onorevole azzurro – è solo una bandiera propagandistica visto che non ci sono possibilità di ottenere la cittadinanza anche da parte dei minori. E’ una forzatura ideologica inutile». Ben più critici i rappresentanti del partito del Carroccio, per i quali lo Ius Culturae costituirebbe l’ennesima forzatura della sinistra e dei cinquestelle. «Tra ius culturae, tortellini di pollo e cartine geografiche al posto del crocifisso, mi domando quando questo governo vorrà fare indossare il velo alle donne italiane», ha dichiarato l’onorevole Gianluca Cantalamessa, coordinatore regionale della Lega in Campania non nuovo a simili provocazioni.




«Riapriamo il Comune di Fratte», continua la raccolta firme di PaP

di Erika Noschese

Sono trascorsi ormai 4 mesi dalla chiusura dell’ufficio anagrafe di Fratte, per “motivi tecnici” come si può legge, ancora oggi, dinanzi la struttura. Ad oggi, nulla è cambiato e per i residenti della zona non sono pochi i disagi da fronteggiare. A protestare contro la chiusura dell’ufficio politiche sociali e anagrafe della sezione di Fratte i militanti di Potere al Popolo che, nel mese di agosto, hanno dato vita ad una petizione popolare. La raccolta firme continua ancora e gli attivisti si sono resi disponibili ad accogliere i cittadini presso la Casa del Popolo di Salerno di via Giulio Pomponio Leto, per raccogliere le loro istanze o semplicemente fornire maggiori delucidazioni. Nella giornata di sabato, infatti, i militanti di Potere al Popolo Salerno sono stati presenti in piazza, per parlare con i commercianti e gli abitanti di Fratte e delle zone limitrofe. «Ci trovate tutta la giornata alla Casa del Popolo di Salerno se volete contribuire alla raccolta firme, se volete delucidazioni in merito o anche solo per una chiacchierata – hanno dichiarato i militanti – Costruiamo potere popolare per combattere l’abbandono e il degrado in cui versano le nostre periferie». La chiusura della sezioni distaccate del Comune di Salerno è un problema che non riguarda solo Fratte ma anche altre zone della città di Salerno, soprattutto Ogliara e Giovi che, ancora oggi, si ritrovano senza gli uffici anagrafe, chiusi – a quanto pare – per mancanza di personale. Numerosi sono però i disagi che vivono i residenti, costretti a recarsi in altri punti della città anche solo per rinnovare una carta d’identità. «Con la chiusura della sede periferica del comune a Fratte, constestualmente alla soprressione degli uffici di Mariconda e Via Nizza, stiamo assistendo all’ennesimo disservizio ai danni della popolazione che si aggiunge al costante abbandono delle periferie, considerate alla stregua di bacini elettorali, da parte dell’amministrazione comunale», hanno recentemente dichiarato gli attivisti che hanno così deciso di mobilitarsi, raccogliendo oltre 200 firme in poche settimane. «Non ci fermeremo fino a quando non avremo nuovamente ciò che ci spetta. E se non avremo risposte ci mobiliteremo.Affinché un diritto non venga negato e tutto il potere ritorni al popolo», hanno poi spiegato.




Aurelio Tommasetti candidato, è bufera «Non strumentalizzi l’Unisa: si dimetta»

di Andrea Pellegrino

E’ bufera all’Unisa dopo la candidatura, al parlamento europeo tra le fila della Lega del rettore Aurelio Tommasetti. Le associazioni degli studenti chiedono le dimissioni mentre il consigliere d’amministrazione Luca Esposito sollecita almeno una «aspettativa» durante il periodo elettorale. Il 7 maggio si riunirà il senato accademico mentre il 9 maggio il consiglio d’amministrazione. In queste due date una parte dei componenti chiederà ufficialmente un passo indietro del rettore. Sempre che non accada qualcosa prima. Da ieri, infatti, la polemica è sempre più accesa. «Non condanno la sua scelta – spiega Luca Espositoperché è libero di schierarsi ed esprimere il suo pensiero politico come vuole. Ma allo stesso tempo non posso accettare che non si metta in aspettativa. Lui è il rettore di un’università pubblica e deve dare l’esempio alle generazioni future che esiste anche un principio etico nel fare le cose. Abbiamo tutti gli organi competenti come il prorettore o il decano che possono dirigere l’università in questo lasso ditempo. Un atteggiamento di questo tipo credo sia inopportuno perché restare al suo posto può influenzare le scelte della comunità accademica (non dico che lo faccia) ma una pressione politica di questo genere è inaccettabile. Chiederò, come consigliere d’amministrazione eletto dalla comunità studentesca, al prossimo CdA il suo blocco delle attività». Incalza anche Potere al Popolo attraverso Davide Trezza: «Non permetteremo che l’Università pubblica sia terreno di campagna elettorale per chi vuol costruirsi una carriera politica al fianco di forze razziste e classiste come la Lega. Ogni minuto che passa con la permanenza del rettore a capo dell’ateneo salernitano è un’offesa inaccettabile a chi ogni giorno resiste lavorando e lottando per un’istruzione pubblica e di qualità in questo paese. Dimissioni subito. A noi non interessa nulla della storia politica di Aurelio Tommassetti. Chiediamo di risparmiarci per lo meno le umiliazioni e le beffe. Pretendiamo le immediate dimissioni del Rettore e l’apertura di un serio dibattito su come è stata governata l’Università di Salerno negli ultimi anni». Ancora Link Fisciano, organizzazione di studentesse e studenti che accusa: «La sua figura rappresenta un’istituzione pubblica, garante di un luogo di cultura e formazione che pone le sue basi sulla nostra Costituzione antifascista. Aurelio Tommasetti sta strumentalizzando l’Università unendosi ad un partito politico in forza di governo che poggia le sue basi sull’odio verso gli ultimi, sulle discriminazioni, sugli stereotipi di genere; questioni che l’intera comunità accademica deve condannare promuovendo il principio di solidarietà nei confronti di tutte e tutti». «Il Rettore Tommasetti – sottolinea, invece, Silvano Del Duca, segretario provinciale del Psidovrebbe quantomeno spiegare la sua posizione visto che rappresenta una intera comunità accademica. Un atto doveroso e politicamente giusto sarebbe quello di dimettersi dalla guida di una delle migliori Università del Sud».




«Potere al Popolo? Unico movimento politico che mi rappresenta»

«Nessuna formazione politica mi rispecchia se non Potere al Popolo». Lo ha dichiarato Valentina Restaino è tra le candidata al Se-nato nel collegio uninominale.

Valentina, perchè ha deciso di candidarsi e perchè con Potere al Popolo?

«Non mi sarei mai candidata se non per Potere al Popolo; se il movimento non fosse nato, avrei continuato a fare politica sindacale a prescindere da qualsiasi carica o candidatura, come faccio da anni. Nessuna altra formazione politica mi rispecchia. Non mi rispecchiano ovviamente tutte le formazioni e i partiti di destra, Movimento 5 Stelle compreso: sono una donna di sinistra da sempre, femminista, antirazzista, comunista. Allo stesso modo, sono lontana anni luce dalla politica del Pd, centrista, repressiva, tutta imperniata sulla protezione delle posizioni di potere economico capitalista. Di Liberi e Uguali non mi piace parlare, perché dentro ci sono numerosi compagni realmente di sinistra che stimo; che purtroppo si sono fatti trascinare in un’operazione elettoralistica, in un cartello di fuoriusciti Pd che non ha respiro, non ha progetto politico autonomo. Credo che dopo il 5 marzo vedremo LeU scomparire oppure appoggiare senza riserve il partito di Renzi. Potere al Popolo non è un partito. E’ il popolo dei lavoratori precari, dei lavoratori professionali impoveriti dalla crisi e dall’abbandono ad un mercato senza regole. E’ il popolo dei pensionati, delle donne discriminate nel lavoro e nella vita di relazione, dei pensionati che non possono arrivare alla fine del mese, dei giovani che emigrano come ai primi del 900, dei malati che non possono curarsi a causa di una sanità pubblica depredata dalla politica e dai gruppi di potere, dei migranti che cercano una terra senza fame e senza guerre. Ecco, noi, che siamo questi, riteniamo di essere centrali. Rifiutiamo la politica assistenziale delle elemosine da 80 euro, quella dei bonus una tantum; rifiutiamo la politica di demonizzazione del povero e del di- verso che hanno caratterizzato tutta la politica governativa degli ultimi anni, culminata nel decreto Minniti. Pratichiamo tutti i giorni la solidarietà e il mutualismo; difendiamo i beni comuni, propugniamo una vera giustizia sociale e una reale e radicale redistribuzione  della ricchezza, vogliamo un reddito universale incondizionato per tutti, che liberi i giovani in particolare dalla schiavitù di un lavoro sempre più povero e precario»

Cosa si aspetta da queste politiche?

«Quella dei compagni dell’OPG di Napoli per me è stata una chiamata alle armi, ed è solo un inizio. Mi aspetto di combattere. Le nostre vittorie saranno due: il raggiungimento della soglia di sbarramento del 3 per cento e la costruzione di Potere al Popolo che verrà dopo il 5 marzo. Sogno un movimento europeo transnazionale, che faccia ripartire la politica dal basso senza concessioni ai populismi di destra; la costruzione di un’altra Europa, fondata sulla solidarietà tra lavoratrici e lavoratori, che promuova pace e politiche condivise con i popoli dells ponda sud del Mediterraneo».

Quali sono i punti del programma per lei più importanti o su cui in- tende puntare maggiormente l’at- tenzione?

«Per me, che sono oltre che un’avvocata anche una sindacalista del lavoro autonomo, uno dei punti essenziali del programma è proprio quello concernente il lavoro della mia categoria. Abolizione degli ordini professionali che sono per lo più luoghi di clientele, introduzione di un vero equo compenso per tutti i lavoratori e le lavoratrici autonome e non solo pe ri fiduciari di banche e assicurazioni, l’estensione al lavoro autonomo degli ammortizzatori sociali previsti per i lavoratori dipendenti sono punti essenziali del programma, che abbiamo contribuito a scrivere con il nostro sindacato M.G.A.. Oltre a questo, abolizione del jobs act., introduzione di una seria e pesante tassa patrimoniale sui grandi patrimoni, istituzione di un reddito minimo garantito per tutti. Protezione del lavoro e redistribuzione della ricchezza: queste le mie parole d’ordine».

 




Potere al Popolo in strada per il “No Minniti Day” Raccolti indumenti per i senza fissa dimora

Potere al Popolo si appresta a partecipare attiva- mente alle politiche 2018 e da inizio alla campagna elettorale, in contemporanea a Nocera Inferiore e a Salerno. Per i candidati di Potere al popolo, quella di ieri, è stata una giornata all’insegna della cooperazione e della solidarietà “No Minniti Day!”. Nel corso della mattinata, gli attivisti del movimento politico hanno incontrato i cittadini, distribuendo loro materiale informativo ma soprattutto per contribuire alla raccolta di indumenti per i senza fissa di- mora italiani e migranti «perché vi assicuriamo che dormono tutti uguale,eh! Sentono tutti lo stesso freddo, c’hanno tutti le stesse coperte addosso, nostalgia di casa e qualche sogno nella testa», hanno detto gli attivisti presenti in piazza, sia a Salerno che a Nocera Inferiore. «Questa è l’Italia che non abbiamo mai visto in prima pagina, quella unita e solidale che si rimbocca le maniche per migliorare la vita di tutti e che non lascia solo nessuno. Quella che non china il capo di fronte alle ingiustizie e che non vuole stare zitta», hanno poi aggiunto. «In questi momenti più di altri capisci che nonostante la barbarie dilagante che ci circonda, la frenesia quotidiana che attanaglia le nostre vite, siamo proprio in tanti a non esserci rassegnati»