L’aeroporto di Salerno dal 2024 pronto per il decollo, lavori procedono spediti

di Erika Noschese

Lo scalo sarà effettivo dal 2024. Ad annunciarlo il direttore delle Infrastrutture Gesac, l’ingegnere Andrea Guglielmi, ieri a Salerno per un incontro tecnico sull’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi. Al centro dell’attenzione anche l’investimento da 250 milioni di cui 150 milioni privati della Gesac e lo stato relativo ai lavori di adeguamento. “La cosa importante – ha precisato Guglielmi – è che non bisogna considerare questo intervento come uno singolo, ma come un complesso di interventi che si sovrappongono. Il nostro modo di lavorare è quello di mettere in parallelo diverse attività al fine anche di suddividere le singole fasi di lavoro”. L’ingegnere Guglielmi ha dunque annunciato che lo scalo aprirà nel mese di aprile 2024 con il prolungamento della pista, i cui lavori sono attualmente in corso, e che arriverà fino a 2mila metri; inoltre, la pista sarà prolungata fino a 2mila e 200 metri. “I lavori, a oggi, seguono questo programma e al momento – ha aggiunto il direttore della Gesac – riteniamo che si possa rispettare l’obiettivo di apertura nel 2024”. All’incontro ha partecipato anche Michele Miedico, direttore pianificazione ambiente progetto Salerno di Gesac, “l”aeroporto di Salerno-Pontecagnano è un secondo aeroporto della regione, ma va visto più come una doppia pista di quello di Napoli”. Miedico ha spiegato che lo sviluppo del traffico fortunatamente si è ripreso in maniera importante sullo scalo napoletano “dove stiamo registrando valori importanti di crescita anche superiori rispetto al passato negli ultimi mesi.

Oggi l’aeroporto di Napoli conta 108 destinazioni, è collegato con tutta Europa, con New York, con l’Est e ci saranno tutta una serie di destinazioni che saranno sviluppate gradualmente anche sull’aeroporto di Salerno che sarà una doppia pista rispetto a quello di Napoli, quindi la crescita sarà naturale e graduale del traffico oggi presente su Napoli e, domani, sviluppato anche con Salerno”. Quanto alla sostenibilità ambientale, Miedico ha ricordato che, “da sempre, siamo pienamente allineati alle regole e siamo impegnati in campo internazionale in importanti interventi e programmi di sostenibilità ambientale. Da poco ne abbiamo lanciato uno su Napoli molto significativo”. Di fatti, Napoli, già dal 2018, è un aeroporto neutrale alle emissioni di Co2 ed è stato il primo aeroporto a istituire un sistema di monitoraggio acustico all’avanguardia che è diventato standard in tutta Italia. “Questa esperienza verrà portata su Salerno amplificata in maniera significativa perchè l’aeroporto di Salerno è il primo che si costruisce praticamente da zero”, conclude. Importante la platea di imprenditori che hanno partecipato all’incontro tenutosi presso la Camera di Commercio di via Generale Clark. “Abbiamo atteso tanti anni, finalmente siamo in dirittura d’arrivo e possiamo dirlo con certezza”, ha aggiunto Antonio Sada dell’omonimo gruppo imprenditoriale. “Per il commercio sarà una delle chiavi di volta per la nostra provincia, con circa 4 milioni di persone che dovrebbero atterrare e partire ogni anno – ha aggiunto Sada – Per le aziende sarà uno snellimento definitivo, io stesso come impresa oggi ho difficoltà a raggiungere le varie aziende sul territorio nazionale”.

Per Raffaele Esposito, coordinatore del gruppo Turismo della Camera di Commercio di Salerno è necessario fare presto: “Abbiamo dei mesi per capire e organizzare i nostri territori – ha detto Esposito – Mentre noi parliamo e organizziamo crescono le mete nel bacino del Mediterraneo e questo deve essere un piccolo campanello d’allarme per la nostra provincia. Adesso, bisogna capire quanto tempo abbiamo per dire ai nostri imprenditori quali servizi possono offrire per attirare turisti, specialmente l’utenza estera”.




Sorgente del Formola, “ci auguriamo che sia superato rischio di costruzioni”

di Erika Noschese

Con una votazione del Consiglio Comunale del 27 aprile scorso l’assise cittadina ha scelto di cedere il diritto di superficie di un’area di proprietà dell’Ente al Ministero. A scontrarsi con la decisione dell’ente comunale il Meet Up Pontecagnano Faiano e il Movimento 5 Stelle che parlano di “scelta sbagliata” in quanto, a loro dire, “il Ministero avrebbe la capacità di acquisire un’area senza intaccare il già risicato patrimonio comunale – per stessa dichiarazione del Sindaco in seno all’assise; l’area in questione è un’area sorgiva di grande valore ambientale – hanno dichiarato – Come gruppo abbiamo da subito cercato di accendere i riflettori su quanto questa scelta potesse essere incomprensibile, interessando tutti gli enti preposti anche invitando la Soprintendenza a valutare l’intervento”. Il governo cittadino con le ultime delibere di giunta, la 144 e la 159 accoglie le rimostranze avanzate dagli attivisti e candida l’area delle sorgenti ad un concorso di progettazione per la valorizzazione della risorsa naturalistica. “Con cautela rileviamo quindi degli atti formali che vanno nella direzione sperata ma che non lasciano trasparire una chiara volontà di rinunciare all’edificazione di un’area dall’alto valore ambientale e sociale. La nostra idea per quella zona della città resta di farne un polmone verde attrezzato e vivibile da riconsegnare alla comunità di Sant’Antonio – hanno poi aggiunto – Attendiamo di leggere bene le indicazioni che l’Amministrazione ha elaborato e che verranno messe alla base del concorso di progettazione, tale Documento di fattibilità delle alternative progettuali infatti non era presente sull’Albo pretorio”.
Anche il portavoce al Consiglio Regionale, Michele Cammarano ha precisato che “nel 2020 sollecitato dai nostri attivisti e dai volontari dell’associazione Italia Nostra ho depositato 2 interrogazioni alla giunta regionale. Avevano espresso forti perplessità e avevano chiesto al Comune di Pontecagnano Faiano di identificare altre aree dove realizzare la caserma. Ricordiamo che il Consorzio è il gestore delle acque che sorgono proprio in quest’area e che vengono utilizzate per l’irrigazione dei terreni agricoli del Comune e pertanto l’area presenta un interesse naturalistico ed economico che non consente di utilizzarla per costruire degli edifici. Per noi è paradossale prevedere una colata di cemento in un perimetro che si intendeva tutelare e rilanciare dal punto di vista ambientale, ma anche di vivibilità per l’intera comunità. Alla luce delle delibere della Giunta comunale ci auguriamo che questo rischio di questa nuova costruzione sia superato e che si valorizzi realmente l’intera area”. Di fatti, al Comune di Pontecagnano Faiano sono stari concessi 95.362,2 euro per la valorizzazione e riqualificazione della risorsa naturalistica sorgente Formola e per il piano urbano della mobilità sostenibile; la giunta comunale ha dunque attivato ogni procedura per la messa a bando di premi per l’acquisizione delle idee progettuali
dell’opera secondo la tematica individuata. Già nel mese di luglio anche gli attivisti di Italia Nostra Salerno e l’associazione Voci Libere hanno espresso la loro preoccupazione per l’edificazione dell’area delle sorgenti del Formola a Sant’Antonio di Pontecagnano Faiano. “Il nostro contributo, anche progettuale, dato durante il convegno è la fotografia di quello che vorremmo invece diventasse quell’area ovvero un Parco delle Sorgenti. Il 9 agosto l’Amministrazione ha, con delibera di giunta, deciso di candidare ad un concorso di progettazione finanziato dal Ministero l’area delle Sorgenti del Formola – hanno dichiarato in quell’occasione gli esponenti delle associazioni – Tale deliberato non spegne le nostre preoccupazioni rispetto ad atti formali che vanno nella direzione opposta, come la concessione del diritto di superficie concesso per una Caserma dell’Arma. Restano da capire quali saranno le linee che l’Amministrazione darà ai progetti che si candideranno e quale sarà poi l’area oggetto di tale “valorizzazione”, non essendo chiarito nella delibera. Il Sindaco nel Consiglio Comunale del 27 aprile ha addirittura parlato di una nuova destinazione commerciale per quell’area che oggi non ha cubatura da sviluppare. Il cauto ottimismo per la proposta del concorso di progettazione va di pari passo con la preoccupazione per un modello di sviluppo vecchio e legato al consumo di suolo che questa giovane Amministrazione sembra riproporre”. Italia Nostra e Voci Libere si sono dette pronte ad attivarsi “affinché la linea sia quella di lasciare qualcosa ad una comunità che ha bisogno di risposte sempre maggiori dal lato ambientale e di vivibilità”.




Il centrodestra si spacca: FdI e Udc si sfilano dopo l’incontro

Il centrodestra non sarà compatto in vista delle prossime elezioni comunali, in programma il prossimo anno. A fare un passo indietro l’Udc e Fratelli d’Italia dopo che lo scorso sei luglio si è tenuta una riunione alla quale hanno partecipato le delegazioni dai partiti del centrodestra (Forza Italia, Lega, Udc e Fdi). In quell’occasione, sia Forza Italia che la Lega si sono resi disponibili ad avviare un percorso di confronto con le realtà civiche presenti in città, alternative all’amministrazione Lanzara, che possa condurre ad un accordo politico programmatico comune. Su questo punto le delegazioni dell’Udc e di Fdi si sono riservate di fornire proprie determinazioni entro pochi giorni. Pertanto ieri, in mancanza di comunicazioni da parte di Udc e Fdi sul punto, Forza Italia e la Lega hanno deciso di annunciare che i forzisti e i leghisti si rendono immediatamente disponibile a confrontarsi con le forze civiche della Città di Pontecagnano Faiano per costruire un percorso Politico Programmatico comune. “I partiti si appellano a quanti hanno a cuore il futuro della nostra Città ad unirsi nella realizzazione di una coalizione di Unità Cittadina. Alla base di questa scelta vi è la convinzione che prima di qualsiasi interesse di parte viene il futuro della nostra Pontecagnano Faiano”, hanno scritto in una nota i rappresentanti cittadini Gianfranco Ferro e Mario Vivone. Intanto, sempre in casa Forza Italia non si placa la polemica dopo i lavori per i lavori di bonifica dall’amianto eseguiti presso il tabacchificio Ati Alfani. I consiglieri di FI, Gianfranco Ferro, Francesco Pastore e Raffaele Silvestri, ieri mattina – a seguito di una loro richiesta formale – sono stati ricevuti dalla direttrice dei dipartimento di prevenzione Uoc Igiene e Medicina del Lavoro dell’Asl di Salerno per avere chiarimenti in merito ai lavori di bonifica dell’amianto eseguito presso il tabacchifici. La dottoressa Maria Rosaria Cestaro ha reso noto che i lavori di bonifica sono terminati lo scorso 20 luglio, eseguiti regolarmente senza pregiudizi alcuno per la salute dei cittadini. “L’occasione è stata utile per sottolineare quelle che a nostro avviso sono state delle mancanze da parte del sindaco, a partire da una conduzione sbagliata della comunicazione sull’intera vicenda”, hanno dichiarato i consiglieri azzurri. Dunque, al termine dei lavori non vi sarebbe stata alcuna comunicazione da parte di Giuseppe Lanzara così come non è stato reso noto alla cittadinanza che non si tratta di una totale operazione di bonifica bensì parziale. La questione era stata sollevata anche in consiglio comunale ma il primo cittadino non ha mai confermato la bonifica parziale che a poco e nulla serve, fermo restando la tutela della salute dei cittadini grazie all’intervento dell’Asl di Salerno che ha ridotto a zero la presenza di fibre di amianto.




Femminicidio Pontecagnano, il cordoglio del governatore

“Profondo dolore per il terribile omicidio di Anna Borsa avvenuto a Pontecagnano Faiano. La giovane donna è stata uccisa dall’ex fidanzato mentre era al lavoro in un salone di bellezza. L’ennesima vittima di una violenza sconcertante ed ancora più inaccettabile. Siamo vicini alla famiglia ed agli amici di Anna ed a tutta la comunità di Pontecagnano Faiano”. Lo scrive sui social il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in merito al femminicidio della 30enne uccisa questa mattina, nel Salernitano, mentre era al lavoro con un colpo di pistola esploso dal suo ex fidanzato. “Ribadiamo l’impegno della Regione Campania contro la violenza sulle donne e di genere. Chiunque si senta in pericolo o sotto minaccia – prosegue il governatore – non esiti un attimo a denunciare ed a rivolgersi alla rete antiviolenza. Troverà protezione, solidarietà ed aiuto. Il sindaco di Pontecagnano Faiano, Giuseppe Lanzara, ha disposto l’annullamento di ogni evento in programma ed il lutto cittadino nel giorno dei funerali della giovane. Il femminicida è stato fermato dagli agenti della polizia stradale, intercettato nei pressi dell’area di servizio autostradale di Salerno Ovest.

 

Nella foto Anna Borsa e suo fratello Vincenzo




Femminicidio a Pontecagnano, uccisa 20ennne

di Erika Noschese

Si chiama Anna Borsa, ha solo 20 anni ed è l’ennesima vittima di femminicidio. Shock questa mattina a Pontecagnano Faiano: un uomo armato ha ucciso a sangue freddo la sua ex fidanzata. L’uomo si è recato presso il negozio di parrucchiere dove lavorava la sua ex compagna e l’ha colpita. Inutili i tentativi di soccorrerla, la giovane è morta sul colpo. Ferito un amico della 20enne, verosimilmente collega di lavoro intervenuto per difendere la giovane. Sul posto gli uomini della Croce Bianca che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. L’uomo attualmente è in fuga




Omicidio Autuori, un pentito scagiona Bisogni

di Pina Ferro

“Bisogni non ha nulla a che fare con l’omicidio di Aldo Autori, il quale non sarebbe stato ucciso per ragioni legati al trasporto su gomma ma per fatti legati al traffico di sostanze stupefacenti”. E’ in sintesi quanto avrebbe dichiarato il collaboratore di giustizia Pompeo D’Auria, nato a Salerno ma residente a Montoro, arrestato nel 2018 per reati legati a delle truffe informatiche. In realtà Pompeo D’Auria a suo carico ha diversi capi d’imputazione. Dunque, si aprono nuovi scenari sull’omicidio di Aldo Autuori avvenuto a Pontecagnano la sera del 25 agosto del 2015. Pompeo D’auria sarebbe il secondo collaboratore di giustizia a parlare dell’esecuzione di Autori. Pompeo D’Auria, ora sottoposto al programma di protezione da parte del servizio centrale. Ovviamente, quanto affermato dallo stesso dovrà trovare riscontro da parte degli organi inquirenti. Quindi bisognerà stabilire l’attendibilità delle rivelazioni che ha fatto ai magistrati dell’anntimafia. Sembrerebbe che D’Auria, non legato a nessuna consorteria criminale, abbia appreso i dettagli rilevati durante la sua detenzione in carcere.

Per l’omicidio di Aldo Autuori, sono a processo: Francesco Mogavero di Pontecagnano ritenuto il mandante dell’esecuzione, Gennaro Trambarulo di Giuliano in Campania, ritenuto l’esecutore materiale; Luigi Di Martino alias o profeta, di Castellammare di Stabia,  che avrebbe avuto il ruolo di intermediario tra Francesco mallardo di Giuliano, Enrico Bisogni di Bellizzi e Stefano Cecere del clan Mallardo. Antonio Tesone alias l’uomo della masseria, anche egli a processo ma con altro rito.

La Procura dopo un’intensa attività investigativa aveva ricostruito l’intero scenario dell’omicidio, ora le rivelazioni del collaboratore di giustizia sembrerebbe che tutto si rimetta in discussione.

Secondo la ricostruzione operata dalla Dda i mandanti dell’omicidio Francesco Mogavero ed Enrico Bisogni, due elementi di spicco del clan Pecoraro-Renna operante nella Piana a Sud diSalerno, avrebbero decretato la morte di Autuori perchè , questi, uscito dal carcere, avrebbe intrapreso una serie di attività “di intralcio al predominio, sul territorio, del clan”, creando una ditta concorrente. Mogavero e Bisogni, al vertice del clan Pecoraro-Renna, si sarebbero rivolti a Luigi Di Martino, detto ‘o profeta, affiliato al clan Cesarano di Castellammare di Stabia, nel Napoletano, chiedendogli una “collaborazione per l’esecuzione materiale dell’omicidio”. Di Martino, a sua volta, avrebbe fatto da intermediario tra i mandanti e gli esecutori materiali del delitto rivolgendosi a Francesco Mal- lardo, capo indiscusso dell’omonimo clan di Giugliano in Campania, il quale avrebbe, poi, dato incarico di uccidere Autuori ad Antonio Tesone, alias ‘uomo della masseria’, e a Gennaro Trambarulo. Le risultanze investigative hanno rivelato come Francesco Mallardo, che all’epoca dei fatti era sotto posto al regime della libertà vigilata a Sulmona, sarebbe stato, più volte, contattato e raggiunto in Abruzzo da Luigi Di Martino, al quale avrebbe fornito la disponibilità dei suoi uomini a compiere il delitto.

Dalle investigazioni, emerse “il forte legame tra Francesco Mogavero ed Enrico Bisogni con Luigi Di Martino del clan Cesarano, tanto da consentire ai primi di chiedere l’aiuto al secondo per eseguire l’omicidio”.  I tre clan, i Mogavero di Pontecagnano, i Cesarano di Castellammare di Stabia e i Mallardo di Giugliano in Campania, “avevano allacciato strettissimi rapporti al fine di incrementare e consolidare il controllo sui rispettivi territori di competenza, scambiandosi reciproci favori, come nel caso dell’omicidio di Aldo Autori”




Accoltellò la ex, sconto di pena in Appello . All’infermiere Giuseppe Ingenito, i giudici di secondo grado hanno ridotto la pena da nove anni e mezzo a 6 anni 10 mesi e 10 giorni

di Pina Ferro

Accoltellò al cuore l’ex amante: sconto di pena per l’infermiere in servizio presso l’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, Giuseppe Ingenito, 65 anni di Pontecagnano.
I giudici della Corte di Appello di Salerno hanno inflitto all’uomo 6 anni 10 mesi e 10 giorni. In primo grado l’uomo, difeso dall’avvocato Paolo Toscano, era stato condannato a a nove anni e mezzo di reclusione. Ingenito, accusato di tentato omicidio in primo grado aveva scelto il rito dell’abbrevviato.  Era il 24 aprile del 2019 quando avvenne l’accoltellamento in via Allende, nella zona orientale di Salerno. L’uomo perse la ragione non appena vide la sua ex, la 38enne rumena Emilia Davis, in compagnia di un altro uomo, un collega 39enne di Capaccio.
Ingenito si avvicinò alla donna e dopo un alterco affondò la lama nel petto della donna, rea di non voler più continuare quella storia che li aveva uniti tempo prima. Ad intervenire nell’immediato fu un carabiniere libero dal servizio che allertò anche i soccorsi.
La donna fu trasferita in gravi condizioni al vicino pronto soccorso del Ruggi dove per ore lottò contro la morte.
Ingenito fu ammanettato e associato alla casa circondariale di Fuorni.  I carabinieri della compagnia di Salerno, su delega del sostituto procuratore  Roberto Penna, ricostruirono le fasi dell’aggressione ai danni della donna rumena grazie anche ad un video, girato a un passante.
L’episodio di sangue si verificò intorno alle 18,30.




Cibo scaduto nel pacco alimentare: la denuncia di Monica Riccio

di Erika Noschese

Cibo scaduto nel pacco alimentare. Lo ha denunciato, ieri, attraverso i canali social, Monica Riccio, cittadina di Pontecagnano Faiano che – come lei stessa racconta – ha “accettato” l’invito dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Lanzara di chiedere un pacco alimentare per le famiglie in difficoltà. «Non lavoro ma devo pagare l’affitto, pur vivendo in un buco», ha dichiarato la donna che non risparmia attacchi all’amministrazione comunale. Riccio denuncia che nella giornata di sabato ha ricevuto il pacco alimentare e solo controllando la scadenza degli alimenti ha avuto l’amara sorpresa: «Ho ricevuto una comunicazione dal nostro sindaco per avere alimenti. E’ stata una bella iniziativa ma c’è sempre un però – racconta la donna – Mi hanno portato, ieri, pasta, brioches, frutta, tonno, olio. E io sono sempre una persona che controlla la data di scadenza. Due pacchi di brioches scaduti», racconta la donna che non risparmia accuse agli organi interessati. «Voi mangereste pasta andata a male?», si chiede Monica denunciando che anche la pasta era andata a male. «Non esiste, questo non significa aiutare ma distruggere e non posso dare cibo scaduto ai miei figli». La donna visibilmente amareggiata per l’accaduto ha più volte rivolto accuse all’amministrazione comunale, denunciando anche di aver trovato piccoli insetti nella pasta. «Voi così non le aiutate le persone, le distruggete perchè rischiano di dover andare in ospedale e in questo periodo non è possibile farlo, il rischio è troppo grosso». E ancora: «C’è chi pensa che chi ha fame mangi tutto. Per questo motivo mi avete consegnato questo pacco? Io ai miei figli non do il cibo scaduto: datelo ai vostri, se avete il coraggio». Immediata la replica di Roberto Tuorto, direttore del Banco Alimentare Campania che ribadisce come la loro sia «un’organizzazione fatta da tanti volontari (a quanto pare considerati criminali?) che gratuitamente danno il loro tempo per recuperare prodotti da distribuire alle persone come lei. O meglio per donare gratuitamente questi prodotti a persone bisognose – ha detto ancora il direttore – Non spendiamo soldi pubblici per fare la spesa, non intaschiamo soldi pubblici per arricchirci. Chiediamo solo alle aziende di donare le eccedenze alimentari (che non sono riuscite a vendere) perché possano aiutare chi vive nel bisogno». Secondo Tuorto, inoltre, fatti simili continueranno ad accadere perchè «questo è il nostro lavoro e perchè la legge lo consente. Infatti è arrivato per tutti, anche per noi e vista la crisi che arriverà, il tempo di evitare che prodotti buoni vengano considerati scaduti… come per “ignoranza” (nel senso non offensivo ma letterale del termine) ha fatto lei e tanta gente che ha commentato con altrettanta rabbia questo suo video. Anche se avesse comprato queste merendine due mesi fa e, lasciate nella credenza, dopo qualche mese avrebbe verificato il superamento della data, non andrebbero buttati ma consumati tranquillamente. Va fatto da tutti noi. Per evitare lo spreco e salvare cibo buono dall’ambiente». Problema, questo del cibo scaduto che è stato denunciato anche da altre persone a Pontecagnano Faiano: «Ora sarò sicuramente giudicata male per questo ma non me ne frega un tubo come al solito. Premetto che questa iniziativa del sindaco è per noi un grandissimo aiuto in questo brutto periodo però io sono una mamma che ha tre bambini piccoli e sinceramente se devo dare cibo scaduto ai miei figli o mele bucate io nn ci sto», ha infatti raccontato un’altra donna postando le foto delle confezioni di alimenti scaduti. «Lo so siamo in tanti a chiedere questo aiuto ma questo nn vuol dire che dobbiamo accontentarci di frutta marcia o cibo scaduto mi dispiace ma io nn ci sto», ha poi aggiunto la donna raccontando di aver ricevuto – come aiuto solidale – cibo non sempre in ottime condizioni. «Io lo rifiuto oppure quando verranno la prossima volta lo aprirò davanti a loro e prenderò solo la pasta perché anche i legumi erano scaduti», ha poi aggiunto.




Samara, dilaga il fenomeno Ora è tempo di intervenire

Samara e il suo orribile abbigliamento, invade anche Salerno. Il fenomeno sta dilagando, anche in altri centri della Provincia vengono segnalati questi episodi. Ma il sabato sera a Salerno, come si evidenzia dalla foto, è stato movimentato. Soprattutto a Pastena, tra il rione Zevi e il parco del Mercatello, ha fatto capolino per incutere paura ai più giovani, questa figura che viene fuori da un film horror. Diverse le segnalazioni alla nostra redazione e genitori preoccupati che hanno chiesto ai propri figli di ritirarsi a casa. In effetti, stando al racconto, sabato sera si sono viste due Samara, una con il coltello, l’altra senza. Al di là del discutibile spirito di emulazione, sarebbe opportuno da parte delle forze dell’Ordine intervenire, invitando gli stessi genitori ad agevolarne il lavoro segnalando gli episodi. Come ha spiegato al nostro giornale Guido Milanese, ci troviamo davanti alla possibilità di una doppia reazione: di violenza, molto spesso non voluta, da parte di chi subisce questo scherzo, e una violenza di ritorno, come accaduto proprio con l’aggressione di questa ragazzina nel napoletano». Milanese ha ricordato un episodio emblematico che può dare luce a questa fenomenologia: l’episodio di un grande calciatore, Re Cecconi, di serie A, promessa calcistica che decise di fare uno scherzo ad un amico, fingendo una rapina ad un amico gioielliere. Il suo amico che non sapeva nulla dello scherzo, estrae la pistola e lo spara. Questo ragazzo muore per uno scherzo”. Ma non è finita qui: ieri sera un’altra Samanta, come i evince dalla foto in alto, è stata avvistata a Pontecagnano.




«Amore: il più potente antidoto contro l’odio e il rifiuto dell’altro»

di Erika Noschese

Amore: il più potente antidoto contro l’odio e il rifiuto dell’altro”. Poche, semplici ma efficaci parole quelle pronunciate dal sindaco di Pontecagnano Giuseppe Lanzara che ieri mattina ha registrato – presso l’ufficio anagrafe del comune – i gemellini figli di Deborah Melella e Melinda Cataldo che si sono unite in matrimonio, con rito civile nel 2016. Il primo cittadino ha registrano i piccoli con il doppio cognome. Felice e soddisfatto il presidente di Arcigay Salerno, Francesco Napoli: «accogliamo con gioia questa bellissima notizia. La nostra provincia ed i nostri sindaci si confermano amministratori civili ed al servizio delle loro comunità». Le due neo mamme si sono unite civilmente proprio a Pontecagnano Faiano, comune di residenza di entrambe. Per Napoli, si tratta di un «gesto in controtendenza rispetto ai linguaggi di odio ed alle derive discriminatorie a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni. Un gesto che ribadisce l’uguaglianza e tra tutte e tutti i cittadini e cittadine e che ribadisce l’urgenza di una normativa chiara a tutela dei figli delle coppie omogenitoriali». Il Comitato Arcigay Salerno non può che essere soddisfatto e promuovere analoghe iniziative amministrative e politiche sul territorio provinciale auspicando che altri amministratori che si dovesse trovare in analoga situazione possano procedere con altrettanta determinazione. «Conosciamo bene i valori e l’orizzonte politico che caratterizza l’operato dell’amministrazione di Pontecagnano-Faiano e del sindaco Giuseppe Lanzara con il quale abbiamo fin dal suo insediamento costanti relazioni in favore di prassi e politiche di inclusione e tutela delle persone lgbti+ – ha poi aggiunto il presidente di Arcigay Salerno – per cui non ci sorprende che abbia fatto una scelta così bella ed importante. Siamo ovviamente sollevati da queste notizie che arrivano in un momento storico e politico difficile per tutte e tutti noi e speriamo davvero che altri amministratori vogliano fare altrettanto non solo per il ricon o s c i – m e n t o d e l l e coppi e dei figli delle p e r s o n e o m o s e s – suali, ma anche in materia di percorsi di crescita delle loro comunità sui temi dei diritti e del contrasto alle discriminazioni».