La polizia di Stato salva, in extremis, un uomo che stava tentando il suicidio. E’ accaduto nella tarda serata di ieri: un 60enne stava per lanciarsi nel vuoto dal ciglio della strada prospiciente un alto dirupo. L’intervento della Polizia è stato operato intorno alla mezzanotte, dopo che un uomo poco prima aveva telefonato al numero d’emergenza e, parlando con l’operatore della Polizia, ha dichiarato di essere sul punto di suicidarsi, a causa di vicissitudini personali che l’avevano gettato in forte stato di prostrazione psicologica. L’agente della sala operativa ha quindi dialogato con l’uomo, residente in provincia di Salerno, che, tuttavia, non intendeva rivelare la sua esatta posizione, pur dicendo di essere a Salerno in un posto sufficientemente in alto da cui potersi lanciare nel vuoto. Grazie alle informazioni ottenute dai colleghi della Sala Operativa, l’uomo è stato subito dopo trovato in strada da una pattuglia della sezione Volanti in via Benedetto Croce; gli agenti hanno infatti notato un uomo che aveva già scavalcato una ringhiera che dava, da una notevole altezza, sulla scarpata, mantenendosi in precario equilibrio e sporgendosi con il corpo verso il vuoto. Gli agenti hanno raggiunto la persona che, inizialmente, minacciava di lanciarsi nel vuoto in caso di ulteriore avvicinamento, e poi hanno provato a parlargli per infondergli serenità e farlo desistere dal compiere l’insano gesto. Gli agenti sono riusciti ad instaurare un dialogo efficace con la persona in difficoltà riuscendo a diminuire la distanza tra loro e l’uomo. Quando l’uomo ha poi mostrato chiari segni di volersi lanciare, dando le spalle alla ringhiera e volgendosi definitivamente verso il vuoto per lanciarsi, gli agenti sono intervenuti simultaneamente per porlo in sicurezza e lo hanno tratto definitivamente in salvo.




Furto al porto di Salerno, arrestato 38enne

Nella giornata di ieri 28 maggio, gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Polizia di Frontiera di Salerno, unitamente a personale della Guardia Costiera di Salerno, hanno tratto in arresto E.K.A., 38enne marocchino, con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, in quanto resosi responsabile del furto di un telefono cellulare e di un orologio, asportati da un’imbarcazione ormeggiata nel porto commerciale. Grazie al pronto intervento degli agenti, che notavano l’uomo mentre si allontanava con fare circospetto dall’area portuale, questi veniva bloccato e sottoposto a perquisizione personale ad esito della quale veniva trovato in possesso della refurtiva. L’uomo, privo di documenti, veniva sottoposto a rilievi fotosegnaletici da parte del personale del Gabinetto Provinciale Polizia Scientifica per accertarne l’identità. Dagli accertamenti emergeva che lo stesso era sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione in provincia di Napoli. Pertanto, dopo le formalità di rito, su disposizione del PM di turno veniva tratto in arresto per furto aggravato ed evasione e condotto presso la casa circondariale di Salerno-Fuorni a disposizione dell’A.G. in attesa del giudizio di convalida. Sempre nella giornata del 28 maggio,gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Polizia di Frontiera hanno denunciato una cittadina somala trovata in possesso di un passaporto rubato. La donna, sbarcata al porto di Salerno dalla nave proveniente da Tunisi, ai controlli di frontiera esibiva un passaporto britannico che destava sospetti all’occhio esperto degli agenti della polizia di Frontiera deputati al controllo passaporti. Da un accertamento minuzioso alla banca dati Interpool il documento risultava rubato nel 2016. Pertanto, la donna veniva denunciata per ricettazione e sostituzione di persona ed, ai sensi della normativa sull’immigrazione, veniva respinta alla frontiera verso la Tunisia a bordo della stessa nave da cui era sbarcata.




Battipaglia. Denunciato ventenne spacciatore

BATTIPAGLIA. Nella giornata di ieri nell’ambito di mirati servizi finalizzati al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, personale della Polizia di Stato del commissariato di pubblica sicurezza di Battipaglia, congiuntamente a quello del commissariato sezionale di Torrione ha denunciato un noto pregiudicato ventenne di Battipaglia poiché responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti, nella tarda mattinata di ieri, nel corso di una perquisizione presso l’abitazione del giovane hanno rinvenuto, occultate sul balcone di pertinenza dell’appartamento, alcune piantine di canapa indiana del tipo indica, di piccole dimensioni. Nel vano cucina, sono stati recuperati, inoltre, dagli agenti un bilancino di precisione utilizzato per pesare la sostanza stupefacente, della carta velina ed argentata per il confezionamento della stessa nonché un involucro contenente alcuni semi.

Il materiale rivenuto è stato, pertanto, sottoposto a sequestro, mentre il ventenne è stato deferito in stato di libertà alla locale autorità giudiziaria.

[comunicato stampa]




Aversana killer: oggi l’ultimo saluto a Saverio Cuomo

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Strade killer. Ancora.

Nella giornata di ieri, intorno alle 5:30, Saverio Cuomo, giovane motociclista, ha perso la vita sull’Aversana in seguito a un brutale incidente stradale.

Il ragazzo, un diciannovenne di Capaccio, stava percorrendo, la strada provinciale 417 Aversana, a Battipaglia, a bordo della propria motocicletta, un’Aprilia SR, quando s’è schiantato contro un autocarro che transitava da quelle parti.

Un impatto dalla violenza inaudita, tant’è che, al momento della collisione, il camion s’è trasformato in una vera e propria torcia, prendendo rapidamente fuoco.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di stanza a Eboli, che hanno abilmente placato le violente fiamme.

L’autoambulanza, arrivata sul luogo a più d’un ora dall’accaduto, non ha potuto far nulla. Ma, probabilmente, poco sarebbe cambiato seppur fosse giunta pochi secondi dopo, perché il giovane centauro è morto sul colpo.

Sull’Aversana, ad ogni modo, sono giunti pure gli agenti del locale commissariato di Polizia di Stato, timonati dal vice questore aggiunto Antonio Maione, e gli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Battipaglia, capitanati dal maggiore Giuseppe Costa. I rilievi sono stati affidati proprio ai militari dell’Arma.

Le tristi dinamiche, tuttavia, sembrano abbastanza chiare.

L’Aprilia del giovane – che era diretto verso la Costiera, per godersi una giornata di mare insieme agli amici, che lo attendevano lì – avrebbe urtato contro il grosso autocarro, condotto da un giovane di Nocera Inferiore, che aveva intrapreso – e non ancora terminato – la manovra di svolta a sinistra, finalizzata ad accedere a una stradina privata: la corsia di marcia della moto, dunque, sarebbe stata ancora occupata dal camion negli istanti in cui Cuomo l’avrebbe percorsa.

Il conducente del camion, ora, si ritrova sotto indagine per omicidio colposo.

Stando a quanto raccontato da alcuni testimoni, comunque, sarebbe stato proprio il nocerino a prestare i primi soccorsi, togliendo al 19enne quei pantaloni che erano finiti alla mercé delle fiamme.

I carabinieri, ad ogni modo, hanno subito consegnato la salma alla famiglia.

Straziato dal dolore il padre di Saverio, Vincenzo Cuomo, che lavora in un’azienda vivaistica del posto.

E l’asfalto battipagliese continua a mietere vittime: soltanto il giorno precedente, infatti, dopo un lungo travaglio, aveva lasciato questa terra pure Federica Vitale, 17enne ebolitana che, lo scorso 16 luglio, insieme ad altri tre giovani, era rimasta coinvolta in uno scontro fatale lungo la SP312, a Santa Lucia.

 

IL RITRATTO DI UN GIOVANE CHE AMAVA LA CORSA. 

1. Saverio CuomoSarà celebrata oggi la messa funebre in onore del giovane Saverio Cuomo.

Parenti e amici del 19enne si riuniranno attorno alla salma del centauro deceduto tra le mura della parrocchia “Santa Maria Goretti”, a Capaccio, nella borgata di Gromola.

Proprio a borgo Gromola viveva il giovane, precisamente a via della Riforma, insieme al padre, Vincenzo, alla mamma e alla sorellina più piccola. Amava quel fazzoletto di terra in cui risiedeva, ma al contempo era orgoglioso delle sue origini partenopee: il padre, dipendente di un’azienda florovivaistica della zona, e la madre, casalinga, infatti, erano di Torre Annunziata.

Saverio aveva appena terminato la scuola: aveva conseguito il diploma ad Agropoli, all’IPSIA “Manlio De Vivo”.

Una grande passione, quella per la moto, l’ha accompagnato fino al momento dell’ultimo respiro. Il giovane seguiva con estremo trasporto le gare di Moto Gp: adorava la Yamaha, essendo un fan sfegatato di Valentino Rossi. E, beffarda ironia della sorte, ammirava pure Marco Simoncelli, morto in moto come lui.

Guai a toccargli la moto. Il suo tempo libero, infatti, Saverio lo dedicava alla cura maniacale di quell’Aprilia Sr, comprata nel 2013 e custodita con tanta premura da sembrare una sorta di giunta artificiale al suo corpo.

Amava pure il calcio, ed era un accanito tifoso del Milan.

Amava la corsa, ed è di corsa che è morto. Amava la velocità, e troppo velocemente ha abbandonato quella terra che per lungo tempo avrebbe dovuto ancora solcare con le due ruote a lui care.

Non più due ruote, allora, ma due ali: con quelle il giovane continuerà a setacciare tutto ciò che c’è.

Ciao, Saverio. La terra ti sia lieve.




Battipaglia: Commissariato, sos sede

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Il commissariato della vergogna.

La Cisl s’appella al questore di Salerno affinché intervenga in prima persona per assicurare agli agenti di Polizia di Stato di Battipaglia una sede adeguata.

E se Alfredo Anzalone non intervenisse entro sette giorni, il sindacato invocherebbe immediatamente l’intervento della magistratura.

A riportare di nuovo sotto le luci della ribalta la spinosa quaestio relativa alle condizioni di degrado in cui riversa la struttura di via Rosa Jemma è Antonio Galatro, coordinatore provinciale Cisl FP, che, nella giornata di ieri, ha indirizzato una missiva al questore.

Antonio Galatro

Antonio Galatro

Nell’occhio del ciclone, dunque, c’è finito ancora una volta lo scheletro di caserma di via Gonzaga – in grado, qualche anno fa, di attirare pure l’attenzione di “Parallelo 41”, programma televisivo della Rai che denunciò l’infamante record di opere incompiute a Battipaglia –  che, nell’ottobre del 2013, fu acquisito dalla questura, intenzionata a trasferirvi tutte le attività del locale commissariato di pubblica sicurezza della Polizia di Stato, al momento timonato dal vice questore aggiunto, Antonio Maione.

«Nonostante il suo personale impegno sulla vicenda – scrive Galatro a Anzalone – nulla di concreto è emerso per risolvere l’indecente condizione lavorativa i cui sono costretti tutti i dipendenti del commissariato di Battipaglia».

Una ristrutturazione da 1,3 milioni di euro: a tanto, infatti, ammonterebbe la quota da mettere a disposizione del Ministero dell’Interno. «prendiamo atto – prosegue il sindacalista – dei contenuti di una nota in cui si fa ancora riferimento a una presunta somma di 1.300.000 euro per la ristrutturazione dell’immobile demaniale di via Gonzaga che, a oggi, non è ancora disponibile, ma ci ritroviamo costretti a prendere atto del peggioramento della situazione».

Certe operazioni, d’altronde, richiedono tempo. Proprio per questo, sulla scorta di un consiglio che sarebbe venuto dal Provveditorato per le Opere pubbliche Interregionale di Napoli, «la Cisl – spiega Galatroha più volte sollecitato la questura a fittare un altro immobile, ma anche in questo caso non si è mosso nulla». Da qui l’ultimatum di Galatro: «se entro sette giorni non arrivassero comunicati, prospettati oggettivi e certi elementi di novità rispetto alla soluzione della vertenza, la Cisl s’avvarrebe, suo malgrado, dell’ultimo strumento che la legislazione vigente le mette a disposizione, ovvero, il deferimento dei fatti alla competente autorità giudiziaria».

UN PELLEGRINAGGIO LUNGO TRENT’ANNI.  La peregrinatio poliziesca.

Lo scheletro di via Gonzaga

Lo scheletro di via Gonzaga

Erano gli anni Ottanta quando, a via Gonzaga, di fronte all’istituto scolastico “Fabio Besta”, fu avviata l’edificazione della struttura che avrebbe dovuto ospitare la caserma di polizia. I lavori, tuttavia, furono bloccati per via d’un contenzioso, teso ad attribuire la competenza, tra il Ministero dell’Interno e quello della Difesa. Ad oggi, dunque, i lavori non sono ancora stati completati.

Da lungo tempo, dunque, gli agenti della Polizia di Stato vagano senza una meta tra una sede e l’altra: sempre negli anni Ottanta, infatti, le forze dell’ordine erano ospitate in un locale di via Salerno, nei pressi di via Olevano.

Poi, il trasferimento nella sede attuale, che è ubicata all’interno dell’ex Tabacchificio Farina, in via Rosa Jemma. Sul finir dello scorso anno, ad ogni modo, s’era pensato pure a una nuova collocazione: da certe dichiarazioni rilasciate da Gerlando Iorio, presidente della commissione straordinaria che al momento regge le sorti della città, infatti, venne fuori che era tutt’altro che remota la possibilità che il Ministero dell’Interno avesse richiesto “Palazzo Ferrara” all’Anbsc. L’immobile di via Pastore era di proprietà di un compianto dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, Fernando Ferrara, accusato dagli inquirenti di concorso esterno col clan camorristico Pecoraro-Renna e poi assolto in primo grado durante il processo California, nel 1997. Il pm della Direzione Distrettuale Antimafia, Antonio Centore, richiese comunque la confisca del palazzo e la ottenne nel 2010, dopo un sequestro di due anni.

 




Profanata la tomba del papà di Pagano

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. All’assente e al morto non si deve fare torto; talvolta, tuttavia, capita il contrario.

È successo nella notte tra giovedì e venerdì, a Battipaglia, quando la cappella cimiteriale della famiglia Pagano, all’interno della quale giace la salma di Saverio Pagano, morto nel 1987, è stata profanata da ignoti.

Un episodio controverso, che in città ha fatto discutere parecchio: la maggior parte dei battipagliesi, infatti, ha immediatamente associato l’accaduto alla militanza politica di Carmine Pagano, figlio del defunto, che è candidato alle prossime elezioni regionali tra le fila di Fratelli d’Italia.

Erano le 7 di ieri mattina quando, all’orario di apertura del cimitero, gli addetti si son ritrovati parata dinanzi una triste sorpresa: il cancello, infatti, era stato divelto, e qualcuno aveva forzato la serratura. Sul posto sono sopraggiunti immediatamente gli agenti di polizia del locale commissariato, timonati dal vice questore aggiunto, Antonio Maione: al primo sopralluogo, sembrava che, al di là del cancello – poi riparato dagli operai di Alba –, non ci fosse alcun danno.

Poi, però, intorno alle 9:30, passando dinanzi alla cappella della famiglia Pagano, una signora s’è resa conto di vistose deturpazioni: sulla parete, infatti, non c’era più la raffigurazione bronzea del Cristo inginocchiato, che da trent’anni corredava la facciata del locale cimiteriale.

Un monumento particolarmente pesante, che all’epoca venne affisso addirittura con l’ausilio di una piccola gru, e che lascia pensare che i malfattori fossero almeno in quattro. Quasi di certo, chi ha compiuto il gesto ha varcato le soglie del camposanto a bordo di un’autovettura. Anche il marmo adiacente è stato notevolmente danneggiato.

La polizia municipale, ad ogni modo, ha immediatamente contattato telefonicamente Carmine Pagano, che è giunto sul posto per prendere atto di quanto accaduto. Subito dopo, è arrivata anche la povera vedova, spaventata a morte, e non soltanto per il triste misfatto: nel cuore della notte, infatti, il biologo battipagliese ha ricevuto anche due telefonate anonime, che ora sono al vaglio delle forze dell’ordine.

L’uomo, ad ogni modo, ha parlato di «gesto ignobile», e ai nostri taccuini ha parlato così: «se dicessi di esser certo di un legame tra l’episodio e la campagna elettorale, direi una bugia; quel che è certo, però, è che prima di questo momento non avevo mai ricevuto alcuna minaccia».

L’ex consigliere comunale, poi, ha aggiunto che «se tutto ciò fosse collegato alla politica, allora potremmo tranquillamente dedurre che le speranze, per Battipaglia, sono pochissime».

Attestati di solidarietà per Pagano da molti esponenti politici, a partire dai commilitoni Edmondo Cirielli e Michele Cuozzo, passando per Vincenzo Motta e Gianluca Barile, fino ad arrivare a Vincenzo Inverso.

 

Giorgia MeloniGIORGIA MELONI: «GESTO VIGLIACCO ED IGNOBILE» 

Giorgia Meloni, ex ministro del Governo Berlusconi è intervenuta in merito all’atto vandalico ai danni della tomba del papà di Carmine Pagano ed ha duramente condannato il gesto:

«Esprimo tutta la mia solidarietà a Carmine Pagano, candidato al Consiglio regionale della Campania con FdI a cui questa notte è stata profanata la tomba del padre. Un gesto vigliacco ed ignobile che con la politica non ha nulla a che fare. Il confronto democratico è per le persone civili, chi non lo sa affrontare ri- corre a questi gesti violenti e spregevoli».

 

iannoneANTONIO IANNONE: «ATTO GRAVISSIMO»

«Si tratta di un atto gravissimo che deve conoscere l’individuazione e la ferma condanna degli autori. Confidiamo nel lavoro degli inquirenti e delle forze dell’ordine. Esprimo all’amico Carmine la solidarietà di tutto il nostro Partito regionale e sono certo che, nonostante l’inquietante accaduto, non diminuirà il suo impegno politico. Siamo tutti vicini ad una persona perbene come Carmine Pagano che realmente interpreta la politica come spirito di servizio per il suo territorio».