Voce Libera, i salernitani passano con la Carfagna

Voce libera “non sara’ una corrente. Penso pero’ che idee e proposte faranno benissimo a Fi. Del resto in passato sono nate altre associazioni, come Liberamente di Maria Stella Gelmini o Italia protagonista di Gasparri, e non hanno costituito un problema. Quindi pensare che vogliamo dare vita ad una nuova corrente e’ assolutamente pretestuoso”. A dirlo è Mara Carfagna che spiega la nascita della sua associazione. “Il nostro obiettivo – spiega – sara’ rivitalizzare l’area di centrodestra, perche’ la maggioranza degli esponenti di Forza Italia non si rassegna ad essere il terzo partito della coalizione”. Berlusconi “sa, perche’ gliel’ho detto, che non e’ assolutamente mia intenzione fare strappi, che intendo rimanere in Forza Italia che e’ casa mia. Anche perche’ fa male vedere andare via dirigenti storici come Davide Bordoni. Voce libera non nasce perche’ io cambi partito, ne’ per fondarne altri”. “Vogliamo mettere insieme persone – continua – ma soprattutto idee concrete” senza chiusure nei confronti dei partiti di coalizione a partire dalla Lega: “L’associazione è assolutamente aperta, per dare voce ad un pezzo di Italia che ora non si sente rappresentato”Almeno a prima vista sembrano dunque smentiti i rumors che vedevano un imminente allontanamento della Carfagna dalle fila berlusconiane per approdare nei lidi renziani di Italia Viva o di Cambiamo del governatore della Liguria Giovanni Toti. I parlamentari salernitani sembrano essere in piena sintonia con l’iniziativa di Mara Carfagna, a cominciare da Gigi Casciello, da sempre forzista, da sempre uno dei suoi fedelissimi. “Siamo convinti sia il tempo di rilanciare i temi del taglio alla spesa pubblica, della giustizia giusta, della sburocratizzazione, dei diritti delle donne e delle fave più deboli – ha commentato Casciello – Ma le ragioni e i prossimi impegni di Voce Libera li spiegherà l’on. Mara Carfagna nei prossimi giorni. Di certo non siamo una corrente ne’ sosterremo mai questo Governo. Io sono semplicemente entusiasta di questo percorso accanto alla vicepresidente della Camera”. Se una parte cospicua del popolo forzista sembra essere ormai rassegnata ad appiattirsi sulla linea leghista, c’è una parte forse più silenziosa della base che – come sostiene Antonio Ilardi, già candidato salernitano alle europee dello scorso 26 maggio – “vuole un centro-destra liberista ed europeista, che non fomenti odii e divisioni ma sappia parlare con serenità alla gente”. “Noi restiamo sempre all’interno di Forza Italia. Mara apre un canale di ascolto verso l’esterno – commenta invece il coordinatore degli azzurri salernitani Enzo Fasano – e questo sembra positivo perché in linea con la nostra tradizione, ci dà quel valore aggiunto per poter vincere le elezioni regionali”. Per il momento nessun commento dall’area caldoriana del partito, i cui rapporti con quella vicina a Mara Carfagna sono ormai da tempo ai minimi termini.




De Luca jr sogna un posto nel governo ed apre al Movimento 5 Stelle in Campania

di Andrea Pellegrino

Fatto il governo, i partiti sono alle prese con lo scacchiere dei sottosegretari. Pd, Cinque Stelle ma anche Leu e Partito socialista, attendono i loro posti in MaZinga, secondo uno schema già definito all’atto della composizione del Conte bis. Caselle che ora devono coincidere ai nomi che i partiti indicheranno per completare l’esecutivo nazionale. Con molta probabilità ciò avverrà entro la fine della prossima settimana. L’uscente governo vedeva, tra i salernitani, due sottosegretari del Movimento 5 Stelle: Angelo Tofalo alla Difesa ed Andrea Cioffi al Mit. Più probabile che nel Conte bis ci sia la riconferma di Cioffi, ingegnere salernitano, più vicino agli ambienti di vertice pentastellati. Ma i veri nodi da sciogliere sono tutti interni al Partito democratico, alle prese con le richieste che arrivano da casa De Luca. Il primogenito Piero, deputato dem, vicino ai renziani, vorrebbe entrare nel governo, semmai nello stesso posto (al Mit) occupato dal padre all’epoca dell’esecutivo Letta. A quanto pare De Luca jr potrebbe accontentarsi anche degli affari europei, il cui ministero è retto dal campano Enzo Amendola. Ma la partita per i De Luca è doppia all’interno del Nazareno: in prospettiva, c’è da valutare il ruolo del governatore alle prossime elezioni regionali, ed in particolare, quale effetto avrà MaZinga sulla Campania. Ed è proprio Piero De Luca, ieri a Salerno per una iniziativa promossa da “Campania Libera” (la civica ideata dall’ex sindaco di Salerno), ad aprire al Movimento 5 Stelle in vista delle prossime elezioni regionali. «Se ci dovessero essere le condizioni anche in Campania per una sintesi del programma politico ma che parta dall’attuale esperienza di successo di governo regionale, siamo pronti a ragionale con tutte le forze ed anche con il Movimento 5 Stelle». Ma tornando al completamento della squadra di governo, sul foglio di Zingaretti ci sono anche altri campani: come Nicola Oddati, membro della direzione nazionale del Partito democratico o Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano e presidente del parco nazionale del Cilento. Naturalmente le trattative sono serrate e le richieste aumentano sempre di più. Infine sperano anche altri due salernitani: Federico Conte di Leu, tra gli artifici dell’accordo con il Pd ed il Movimento 5 Stelle e Vincenzo Maraio, segretario nazionale del Partito socialista Italiano.




De Magistris chiama Fico «Battiamo Salvini e De Luca»

di Andrea Pellegrino

«Io governatore, Fico sindaco». Luigi de Magistris inizia a scoprire le sue carte in vista delle Regionali. Un approccio con il Movimento 5 Stelle con una lista allargata e uno scambio con il Comune di Napoli. Un accordo per battere Vincenzo De Luca il prossimo anno e conquistare in un sol colpo Palazzo San Giacomo e Palazzo Santa Lucia. L’intesa viaggia sul canale Fico e dal Movimento 5 Stelle non filtra nulla. D’altronde i grillini dovrebbero prima cambiare le regole interne per poi sancire l’eventuale patto elettorale. Al Fatto quotidiano, il sindaco di Napoli confessa: «La Campania potrebbe essere l’ultimo baluardo, come la linea del Piave o le quattro giornate di Napoli. Potremmo sconfiggere Salvini e De Luca e costruire un modello politico diverso. Io mi rivolgo allo spirito originario del Movimento, a quello che diceva di voler essere». E al nuovo soggetto giallo – DeMa guardano anche i Verdi di Michele Ragosta. Il gruppo è da tempo sul piede di guerra ed attende risposte da parte di Vincenzo De Luca. A partire dal rimpasto dell’esecutivo cittadino, fino ad una rappresentanza politica regionale. I Verdi, insomma, sarebbero propensi a valutare una possibile intesa con de Magistris. Posizionamenti anche nel centrodestra. Matteo Salvini vorrebbe calare sul tavolo un suo candidato ma la leadership della Campania entrerebbe in un discorso più ampio che coinvolge anche le altre regioni. Lo sanno bene i Fratelli d’Italia che vorrebbero mettere il cappello sulla Campania cedendo le altre caselle. A partire dalla Puglia, dove pare che il riferimento locale Raffaele Fitto non sia interessato alla partita regionale, restando così fermo a Bruxelles, dopo la recente riconferma all’europarlamento. Giorgia Meloni – che oggi sarà a Scafati a sostegno del candidato sindaco Cristoforo Salvati – ha già il suo uomo e si chiama Edmondo Cirielli, deputato salernitano che già fu protagonista della vittoria alle Provinciali contro l’apparato di centrosinistra deluchiano. Naturalmente l’ostacolo maggiore sarà superare le resistenze di Forza Italia. Al momento l’unico nome condiviso che potrebbe far cedere le tentazioni di tutti gli alleati è quello di Mara Carfagna. Se l’ex ministro berlusconiano dovesse cedere alle lusinghe, la partita del centrodestra sarebbe praticamente chiusa. Scalpita anche Clemente Mastella che da Benevento ha già lanciato la sua sfida ed è pronto a costituire i suoi comitati provinciali, partendo dalle rovine del Campanile dell’Udeur.

IL CASO SCAFATI. Pesano gli accordi nel comune (commissariato per camorra) chiamato al turno di ballottaggio per scegliere il proprio sindaco. Nel centrodestra si conferma la frattura tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Antonio Fogliame, candidato escluso dal ballottaggio – sostenuto tra l’altro dall’ex primo cittadino Pasquale Aliberti – non farà patti con nessuno, tantomeno con Cristoforo Salvati dei Fratelli d’Italia. «Noi accordi sottobanco non ne facciamo – spiega il deputato Gigi Casciello – Fratelli d’Italia si è purtroppo assunta la responsabilità di non voler riunificare il centrodestra dimostrando tutta la propria natura di retroguardia e gruppettara. I nostri elettori sceglieranno liberamente». Pensa invece ad una adesione ai Verdi il candidato sindaco del centrosinistra Michele Russo. Secondo indiscrezioni se dovesse vincere al ballottaggio ed indossare la fascia tricolore ci sarebbero buone possibilità per i “Davvero Verdi” di potersi fregiare di un sindaco.




Scafati. Sarconio è il candidato del MoVimento 5 Stelle

Elezioni amministrative, a Scafati c’è anche il MoVimento 5 Stelle: ieri è comparsa l’ufficializzazione sulla piattaforma Rousseau. Un segnale importante in un comune sciolto per camorra, per cui i grillini punteranno sul giovane Giuseppe Sarconio, attivista storico dei pentastellati. La presentazione della lisa elettorale si terrà sabato alle 20 presso la sala eventi del Caffè Cristal di via Melchiade. “Adesso Scafati potrà avere la sua occasione di cambiare, una svolta importante e necessaria per ripristinare la legalità e dare il via alla crescita della nostra città, con una squadra fortem, giovane e coesa. Non ci sono più scuse, invitiamo tutti a partecipare e a sostenere la nostra lista” dichiara Giuseppe Sarconio, candidato sindaco M5S a Scafati. Per lui, la benedizione delle parlamentari dell’Agro Sarnese Nocerino. “Le elezioni amministrative sono sempre un momento di grande democrazia e confronto per dare nuova linfa vitale ai territorio. Il MoVimento 5 Stelle sarà presente nell’Agro Nocerino Sarnese con la lista a Scafati, comune sciolto per camorra un anno e mezzo fa e proporrà Giuseppe Sarconio candidato sindaco. Per quando concerne le altre città al voto nell’Agro Sarnese Nocerino, anche Sarno, Nocera Superiore e Pagani sono in lizza per una lista a 5 stelle. Mancano poche ore per avere certezza circa le liste del MoVimento 5 stelle che saranno certificate oltre a quelle di Scafati, Montoro, Casamicciola Terme e Grumo Nevano. Come portavoce del MoVimento in Parlamento sosterrò tali schieramenti con impegno e passione, appena dopo la conferma della lista consegnata sulla Piattaforma Rousseau” dichiara la deputata M5S, Virginia Villani. Sulla stessa scia la senatrice Luisa Angrisani: “La presenza alle prossime amministrative di Scafati della lista del Movimento 5 Stelle è un motivo di soddisfazione. In città c’è un gruppo affiatato che lavora da tempo incessantemente sul territorio. Ora tocca ai cittadini scegliere il cambiamento” conlcude.




Agropoli, Elvira Serra: «Il mio domani è già qui e il vostro domani è con me»

Prima i cittadini. La buona politica, la tutela dei diritti e la libertà di pensiero”. Questo il titolo del primo incontro pubblico tenuto da Elvira Serra, ex vicesindaco di Agropoli, dopo la revoca delle deleghe da parte del sindaco Adamo Coppola. Proprio i cittadini, così come già accaduto nel corso della sua attività amministrativa, continueranno a essere al centro della sua azione politica. Nel corso della convention – tenutasi presso l’hotel Serenella di Agropoli – c ’ e ra n o , infatti, molte persone che hanno voluto testimoniare la propria vicinanza a Elvira Serra, incoraggiandola a proseguire nel suo percorso: persone che sono state accolte con la canzone “Domani”, incisa nel 2009 da un collettivo di artisti italiani a sostegno dei terremotati de L’Aquila. «Il mio domani è già qui – ha detto Serra, rivolgendosi alla folta platea – e il vostro domani è con me. Sono stata sempre con la gente e sempre con la gente continuerò a stare. Le cose non vanno bene: il Cilento, Agropoli, tutte le nostre terre si stanno spopolando; i nostri giovani stanno andando via e il nostro “reato” più grande è stato quello di togliere loro la speranza e di fargli perdere la fiducia nel domani». Giovani ma anche tutela e valorizzazione del territorio: «Voglio un Sud che sia fatto di bellezza e turismo e non sia violentato dagli abusi». In merito alla vicenda che l’ha vista coinvolta, con la revoca delle deleghe assessoriali e dell’incarico di vicesindaco (in seguito al voto contrario espresso per una delibera con la quale l’amministrazione comunale di Agropoli si schierava in favore dell’ospedale di Vallo della Lucania, a discapito di quello locale), Elvira Serra è laconica: «Io non conosco nemici in politica, conosco solo il confronto. Non avrei mai potuto arretrare di un passo, tanto da medico quanto da amministratore locale. Io non vi rappresento più in Comune ma vi rappresento stando tra di voi». Oltre i tanti cittadini presenti in sala, all’incontro di ieri hanno preso parte i consiglieri comunali di Agropoli, Abate e Botticchio; il sindaco e il vicesindaco di Castellabate, Costabile Spinelli e Luisa Maiuri; l’assessore di Giungano, Teresa Marrone e il consigliere regionale Severino Nappi. Proprio l’ex assessore regionale al lavoro della Campania ha avuto parole di grande apprezzamento nei confronti di Elvira Serra: «Per lei ci sono sempre prima i cittadini e i loro diritti. Elvira è una di quelle persone che si impegnano per migliorare le condizioni della propria comunità, come dimostra quello che ha fatto: ha coraggiosamente detto “no” a una cosa alla quale non credeva». Per Nappi, stante l’imminente programmazione dei fondi che interesserà la Campania per una cifra che si aggira intorno ai 12 miliardi di euro, «è necessario che le piccole realtà facciano rete, che costruiscano un progetto che indichi 4 o 5 cose che servono nel quotidiano: viabilità, sanità, trasporti. Ci sono 14 mesi di tempo per lavorare e costruire un circuito di amministrazioni locali che rivendichi diritti e risorse fondamentali».




Psi e +Europa, patto elettorale C’è l’ipotesi Pasquino capolista

di Andrea Pellegrino

Patto tra Psi e +Europa per le Europee. Ieri mattina, il neo segretario nazionale Enzo Maraio ha siglato l’intesa con Benedetto Della Vedova. Abbandonata la strada Pd, Maraio ha l’altra via già tracciata nel corso dell’ultima assemblea nazionale. «IlPd resta un nostro alleato – precisa Maraio – ma necessita di una seconda gamba alla quale Psi e +Europa stanno lavorando». Poi puntualizza: «L’alleanza va oltre le europee e si proietta sulla politica interna. La prima tappa è la battaglia comune contro l’avanzata “sovranista nera” che sta mettendo in discussione l’Europa con il suo patrimonio di conquiste sui diritti civili e sociali. L’Europa va riformata, non cancellata ed è per questo che il Psi ha sottoscritto un’intesa con +Europa che vada oltre il 26 maggio». Al momento in lista c’è Alessandra Senatore, consigliere comunale di Pellezzano mentre si valuta anchela candidatura dell’assessore regionale Chiara Marciani. Ma la novità potrebbe essere un’altra: sul tavolo c’è il nome dell’ex rettore dell’Unisa, Raimondo Pasquino. Proprio lui potrebbe essere il capolista della compagine Psi e +Europa. NEL CENTRODESTRA. La Lega dovrebbe catapultare due nomi del nord: Valentino Grant e Vincenzo Sofo. Nespoli, invece, dovrebbe candidare il nipote Camillo Giacco. Poi c’è da sciogliere la riserva su Lettieri jr mentre attende e spera ancora Ernesto Sica. Blindata la candidatura di Lucia Vuolo, c’è anche un altro salernitano che spera in una candidatura dell’ultim’ora: si tratta di Pasquale Vessa. Entro venerdì, invece, Forza Italia scioglierà la riserva sul nome salernitano da inserire in lista. L’Udc è proiettata su Lorenzo Cesa che sarà candidato sotto la bandiera di Forza Italia in questa circoscrizione. Fratelli d’Italia conferma quasi tutte le indiscrezioni: in lista ci saranno Rescigno, Tozzi, Schifone jr e Ronghi mentre si tratta anche con l’ex sottosegretario Gioacchino Alfano.




Sanità, il caso Campania in Consiglio dei ministri

di Andrea Pellegrino

 

Nel braccio di ferro tra Lega e Cinque Stelle c’è anche il caso De Luca. O meglio la sanità campana che divide il governo tra i favorevoli al nuovo commissario (i Cinque Stelle) e quelli propensi a sostenere la linea De Luca (la Lega). Oggi in Consiglio dei Ministri approderà il caso. Ma probabilmente la nomina slitterà. Alla base mancherebbero tutti gli atti propedeutici alla nomina del nuovo commissario, compresa la convocazione del presidente della Campania a Roma. Atti che avrebbero dovuto essere predisposti da un sottosegretario leghista e che al momento, nonostante la lunga giornata frenetica di ieri, non ci sarebbero. Così, nonostante l’odg previsto per oggi, il punto potrebbe concludersi con un nulla di fatto, se non con un nuovo scontro politico tutto interno al governo. «Auspichiamo che a nessuno, a partire dalla Lega, nostro alleato di governo – spiega Valeria Ciarambino, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle – venga in mente di opporsi al necessario rinnovamento per la nostra regione. Lasciare la sanità nella mani di De Luca equivale ad allearsi con il peggior nemico della nostra terra. Se la lega vuole essere considerata nemica della Campania non c’è strada migliore. La lega scelga da che parte stare: se dalla parte dei cittadini o dalla parte della cattiva politica». «La sanità non si giudica con i numeri e con le statistiche», prosegue la Ciarambino: «La vera fotografia la si evince dallo stato disastrato in cui versano le nostre strutture ospedaliere, da un’assistenza inadeguata perché garantita da personale in sottorganico all’interno di strutture che De Luca ha smantellato di volta in volta per favorire sempre di più il privato. Ad oggi sono una cinquantina gli ospedali che in Campania risultano addirittura sprovvisti di autorizzazione all’esercizio, buona parte dei quali concentrati nella Asl Napoli 1. Serve ripartire da una nuova struttura commissariale».




M5S, Puglia e Angrisani: “Chiarezza su La Doria e sui licenziamenti”

Il senatore Sergio Puglia insieme alla collega Luisa Angrisani e altri senatori del MoVimento 5 Stelle vogliono chiarezza su La Doria. “Il gruppo “La Doria” nasce negli anni ’50 del secolo scorso ad Angri e registra il suo marchio per la vendita sul mercato italiano dei pelati e del concentrato di pomodoro. L’azienda inizia, sin da subito, ad esportare negli Stati Uniti con i marchi degli importatori americani. Negli anni ’60 la produzione si diversifica, sviluppando anche la produzione interna di scatole metalliche, e l’esportazione dei prodotti raggiunge il Regno Unito. La vocazione internazionale del gruppo si amplifica anno dopo anno e nel 1995 l’azienda si quota in borsa. Contestualmente, viene avviata un’importante politica di acquisizioni in Italia e all’estero. La Doria entra con una quota di minoranza nella Delfino SpA, che poi acquisirà l’Althea SpA di Parma (azienda produttrice di sughi pronti), e prende il controllo della Pomagro Srl (azienda produttrice di conserve di pomodoro). Ed ancora, nel 2004 mediante nuove acquisizioni, Sanafrutta SpA-Confruit SpA, il gruppo diventa il secondo produttore italiano di bevande di frutta e primo nel segmento private label – spiega la senatrice Angrisani – Attualmente, La Doria, primo produttore italiano di polpa, ha aumentato le quote di mercato sia in Italia che all’estero ed è leader nell’export verso Gran Bretagna, Germania, Paesi scandinavi, Australia, Giappone. La crisi vissuta dallo stabilimento sito ad Acerra (Napoli), di cui si annunciava la chiusura nel mese di settembre 2018, coinvolgeva oltre 70 lavoratori. L’appello lanciato dai lavoratori interessati dalla vicenda, unitamente ai sindacati, era volto a scongiurare il rischio di un ridimensionamento produttivo e occupazionale dell’azienda. Da fonti giornalistiche, unitamente a quanto si apprende dalla popolazione residente, il ridimensionamento è stato superato grazie ai sindacati, ma, anche e soprattutto, grazie all’operato del sindacalista Michele Gaglione. Tuttavia i dipendenti sono stati trasferiti in altri stabilimenti, mentre il sindacalista è stato licenziato a seguito di un suo post sui social network riguardante i trasferimenti dello stabilimento di Acerra, in quanto ritenuto denigratorio dall’azienda. Sulla vicenda interveniva medio tempore anche il segretario generale della Flai Cgil Campania, il quale riteneva il licenziamento del sindacalista atto antisindacale e invitava, di conseguenza, l’azienda a ritirare tale sanzione disciplinare. Ancora oggi non sono ben chiare le motivazioni sottese al licenziamento”. I senatori del MoVimento quindi chiedono al Ministro se “nell’ambito delle proprie competenze, intenda porre in essere un approfondimento sulla vicenda, al fine di verificare eventuali comportamenti antisindacali posti in essere dall’azienda”.




Traffico in tilt in Costiera, Santoro chiede azioni concrete alle istituzioni

Il consigliere provinciale Dante Santoro interviene sul tema caldo della viabilità in Costiera Amalfitana e convoca una conferenza per questa mattina alle ore 11 al Palazzo della Provincia presso l’ufficio del gruppo consiliare “La Provincia di Tutti”. Il consigliere Santoro attiva il suo “fiato sul collo” con associazioni, amministratori e cittadini che parteciperanno all’incontro di domani per chiedere alle istituzioni competenti azioni concrete: «Siamo pronti ad azioni forti, presentiamo un Piano Costiera chiedendo ai vari attori istituzionali azioni coordinate per evitare che la Costiera diventi un luna park rovinando il territorio e la vita di migliaia di persone».




Baronissi. La scure del Pd su Galdi e Coppola Negri

Clima politico a Baronissi in fermento in vista delle prossime amministrative. Lo scorso 28 marzo il candidato sindaco Luca Galdi e la ex consigliera Agnese Coppola Negri sono stati sospesi dal PD. La loro sospensione dal partito democratico avrà una durata di due anni, mentre per Galdi c’è anche la cancellazione dall’albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti, per l’anno in corso e quello successivo. I due hanno hanno presentato ricorso per impugnare il provvedimento messo in atto. “Non ho possibilità di interferenza sul giudizio della commissione di garanzia – ha commentato così il segretario provinciale, Enzo Luciano, – che ha valutato nel primo caso (Galdi) una candidatura contraria a quella di Gianfranco Valiante, nel secondo (Coppola Negri) l’aver contribuito allo scioglimento del Consiglio votando la sfiducia. Ci si è limitati a prendere atto di un dato di fatto. Mi rendo conto che la situazione è spiacevole, ma lo sono altrettanto quelle che l’hanno determinata. Sono circostanze che si possono verificare, ma il nostro statuto parla chiaro. Non è corretto parlare di due candidature Pd. Ce n’è una, ed è quella di Gianfranco Valiante”.. Tutto inizia lo scorso 16 gennaio con una nota dove il Coordinamento del circolo Pd “Marcello Torre” di Baronissi all’unanimità ha deciso di ricandidare Gianfranco Valiante a Sindaco di Baronissi “premiando l’impegno ed i risultati conseguiti in questi anni dalla sua amministrazione”, nella convinzione che egli “sia l’amministratore più adatto a portare avanti il proficuo percorso di cambiamento avviato…”. Il 20 febbraio il Coordinamento del circolo PD di Baronissi, con voto unanime, considerata la palese e grave violazione delle norme statutarie che regolano la vita del partito, ha chiesto al Segretario provinciale del Pd ed alla Commissione provinciale di Garanzia, l’adozione dei provvedimenti previsti dallo statuto. In data 28 marzo 2019 la Commissione provinciale di Garanzia, nel pieno rispetto dell’iter previsto dalle norme statutarie del Pd, comunica al segretario del circolo la decisione della sospensione. Il Partito Democratico è una comunità fatta di uomini e donne che vi aderiscono liberamente – prosegue il Coordinamento- una comunità è fatta di regole e consuetudini, e funziona ed è credibile se queste vengono rispettate e valgono per tutti, tanto più se trattasi di soggetti che si candidano alla guida della comunità. Se il Partito Democratico uscito dalle primarie vuole recuperare il ruolo che gli compete, deve rimettere al primo posto l’interesse della gente, così come è stato fatto a Baronissi in questi anni. Le ambizioni personali, per quanto legittime, vengono dopo. I particolarismi vanno messi al bando! In questi cinque anni di sindacato di Gianfranco Valiante – conclude il Coordinamento – Baronissi è cresciuta, è andata avanti, è diventata ancora più bella e invidiata da tutti. Gianfranco Valiante ha dimostrato con l’impegno, la dedizione ed il sacrificio di saperla amare. Vogliamo che Baronissi cresca ancora, con progetti sempre più ambiziosi, lo vogliamo fare con Gianfranco Valiante che è una persona perbene. Non si sono fatte attendere le risposte dei due diretti interessati. “La sospensione è avvenuta con una notifica del Presidente della Commissione di Garanzia ma è solo un modo per accelerare e condizionare il voto a livello amministrativo – queste le parole del candidato sindaco Luca Galdi – Il provvedimento adottato, da un punto di vista tecnico, presenta una serie di lacune perché adottato da una Commissione che di chiara a verbale di non essere costituita in numero legale. Si tratta chiaramente di un atto politico” “Noi abbiamo preso una strada alternativa perché riteniamo che la città debba avere la possibilità di scegliere non subire imposizioni calate dall’alto. L’imposizione nasce perchè su Baronissi si vogliono continuare a spendere le cambiali politiche del Pd provinciale. Il Pd si preoccupa delle scelte di Luca Galdi però mantiente l’assoluto silenzio su Valiante che, nonostante non sia più Sindaco, continua a ricoprire ruoli nel CdA del Piano di zona e del Gal. Questo si dimostra – ha concluso l’ex assessore al ramo urbanistico – l’ennesimo modo per tenere ben stretta la poltrona segno che c’è la chiara volontà di occupare i posti di potere”. L’ex consigliere Coppola Negri ha aggiunto: “La riunione per la scelta del candidato sindaco si è tenuta a Salerno e non a Baronissi. È stata un’imposizione da parte del direttivo che non ho condiviso. Io tra il partito e Baronissi sceglierò sempre Baronissi”.