Scafati. Rimpasto di giunta, Matrone bacchetta due assessori

Di Adriano Falanga

Rimpasto di Giunta, oggi dovrebbe arrivare la decisione di Raffaele Sicignano, accetta le nuove deleghe oppure, come minacciato, si dimette? Intanto ha parole molto dure Angelo Matrone, consigliere comunale di Fdi. “Fa specie che una delega così significativa come quella dell’Assessorato all’Urbanistica sia stata data a chi finora si è occupato solo di fare il replicante del sindaco (Nicola Acanfora, ndr) Ora ci aspettiamo di vederlo arrivare in Consiglio comunale con panierino e merendina”. Non si risparmia una critica anche per Antonio Pignataro: “E’ incredibile, peraltro, come si possa aver affidato la delega al Commercio ad un soggetto conosciuto per i suoi fallimenti come assessore alla sicurezza. Mi auguro che il sindaco si ravveda su questa scelta prima che l’economia scafatese già in difficoltà venga asfissiata dalle sue iniziative sbagliate”. Matrone contesta anche, sulla scia del collega Mario Santocchio, l’assenza di quote rosa nel nuovo esecutivo, anche se più che nuova, la squadra è stata solo rimodulata. “Forse, ancora non è chiaro che le deleghe dovrebbero essere assegnate su criteri di competenza e non di simpatie e favoritismi. Non condivido che nelle nuove nomine ci sia la quasi totale assenza di presenze femminili: la crescita della nostra città ha bisogno anche di quella sensibilità e di quello speciale modo di “prendersi cura” che è tipico delle donne. Infine, noto con totale disappunto che deleghe molto importanti, come Manutenzione, Più Europa e Avvocatura siano rimaste in capo al Sindaco, segno di una volontà di accentramento decisionale che non fa bene a nessuno”.

 




Scafati. Videosorveglianza, Matrone a Pignataro: “pronto al confronto pubblico”

Di Adriano Falanga

“La richiesta di dimissioni da me avanzata nei confronti dell’assessore Pignataro non è volta a fare un favore al primo cittadino, l’unica ragione è la necessità di garantire ai cittadini di Scafati maggiori tutele e gradi di sicurezza”. Così Angelo Matrone, ancora sulla questione sicurezza e videosorveglianza non funzionante. Tra il consigliere di Fdi e l’assessore delegato Antonio Pignataro è giallo sui dati che entrambi forniscono. Il primo sostiene che metà impianto non funziona e l’altra metà funziona male, il secondo garantisce che l’80% del sistema è invece perfettamente funzionante. Non c’è una relazione scritta del dirigente responsabile, comandante della Polizia Municipale Alfredo D’Ambruoso, ma Pignataro a Cronache ha lanciato una sfida a Matrone: “pronto a un confronto pubblico con il dirigente”. Sfida che il consigliere ha accettato: “Sono pronto a confrontarmi con l’assessore Pignataro in tutte le sedi istituzionali circa le fonti che mi informano e mi allarmano sullo stato di sicurezza in cui versa Scafati e chiederò io per lui che gli vengano forniti i dati che non possiede circa quello che succede nella nostra città compresi atti di delinquenza, vandalismi, rapine, sparatorie e quant’altro”. La questione si trascina dagli ultimi due consigli comunali, ed entrambi i protagonisti sono fermi sulle loro posizioni. “Io mi confronto solo con il dirigente, Matrone se non vuole seminare zizzania e alimentare il dubbio, dovrebbe fornire nome e cognome della sua fonte” così Pignataro. “L’opposizione di cui parla in modo critico e l’ombra del dubbio che lo pervadono sono frutto della sua fantasia e del suo modo di esprimersi vago, inconcludente e parolaio – ribatte l’esponente di minoranza – Una volta che gli avrò fornito il quadro completo sarà tenuto per i consequenziali motivi che ne scaturiranno a rassegnare le dimissioni volontarie, se intenderà facilitare lui, questo sì, il compito a chi l’ha voluto investire a tempo di questo importante impegno”.




Scafati. Pignataro: «Ho lavorato bene, nonostante le grosse difficoltà»

E’ l’assessore più criticato, e in questo momento in cui il sindaco pensa di azzerare le deleghe, è indicato come colui che quasi certamente lascerà l’esecutivo. Sia Scafati in Movimento che Angelo Matrone (nella foto in basso a sinistra) per Fdi ne chiedono le dimissioni, come a fare un “favore” al primo cittadino, facilitandogli il “lavoro”. Ad ogni modo, Antonio Pignataro (nella foto a destra)  si difende dalle accuse, il suo è forse l’assessorato più difficile e facilmente trascinabile nelle polemiche: Sicurezza, Legalità, Polizia Municipale. E’ sulla videosorveglianza che le forze di minoranza sono passate all’attacco. Angelo Matrone denuncia insistentemente che l’impianto non funziona, e questo ostacola l’uso ai fini della prevenzione e del controllo di reati e territorio. “L’assessore è vago, e non fornisce dati. Si informi meglio” aveva detto l’esponente di Fdi. “Matrone se non intende seminare zizzania e diffondere l’ombra del dubbio, dovrebbe avere l’obbligo di fare nome e cognome della sua fonte – così Pignataro, parlando a tutto campo – perché io come assessore ho come interlocutore il solo dirigente Alfredo D’Ambruoso (comandante della Polizia Municipale, ndr)”. Non intende fare un sopralluogo dai carabinieri Pignataro, perché a suo dire la legge sulla Privacy lo ostacolerebbe: “anche volendo, non potrei guardare i monitor”. Ad ogni modo, a lui basta quanto sostiene il dirigente D’Ambruoso, che ha garantito all’assessore il “perfetto funzionamento dell’80% delle 20 videocamere installate in città”. Fanno 16 occhi elettronici affidabili, decisamente contrastante con quanto sostiene invece Angelo Matrone: “la metà non funziona e l’altra metà funziona male”. Difficile capire chi ha ragione, è scontro tra fonti dunque. “Abbiamo avuto a volte delle segnalazioni dai carabinieri di postazioni difettose, e prontamente siamo intervenuti – continua Pignataro che anticipa pure – chiaramente l’impianto installato nel 2008 risulta obsoleto, perché l’elettronica si aggiorna continuamente. Al proposito abbiamo già fatto richiesta di centomila euro per il nuovo Peg 2016, per poter ampliare e aggiornare tutto il sistema”. Si dice disposto ad un confronto pubblico, un altro, dopo i due avuti in consiglio comunale. “Matrone dica chi è la sua fonte e mettiamola a confronto, anche pubblicamente, con il nostro dirigente – la sfida dell’assessore alla sicurezza – e qualora dovesse emergere che il dirigente mi ha male informato, mi assumerò ogni responsabilità”. Chiarisce che la manutenzione (ordinaria e straordinaria) dell’impianto, fornita dalla Seti di Scafati, costa 9 mila euro l’anno ed è effettuata mensilmente, con tanto di apposito verbale. A chi lo accusa di non essersi speso per bandire nuovo concorso per l’assunzione di Vigili Urbani (a Scafati risultano essere la metà di quelli previsti dalla legge) Pignataro replica: “le pare che io non avrei voluto farlo? Avrei potuto restare nella storia, oltre che riceverne gratificazione politica, ma siamo bloccati dal patto di stabilità. Attendiamo inoltre ancora l’arrivo di sette o otto uomini della ex guardia provinciale, da ricollocare nel nostro organico”. Nonostante le palesi ed evidenti difficoltà, rivendica anche di essersi speso per l’approvazione dei progetti Obiettivo 2015, in favore del servizio di Polizia Municipale: “nonostante la Corte dei Conti in passato ci ha richiamato”. Quanto alla nota Baby Gang, composta da ragazzini del posto che oramai hanno fatto del centro città terra vandalizzata, Pignataro spiega che l’ostacolo è la stessa Giustizia, oltre alla giovanissima età dei protagonisti. “E’ capitato che una volta fermati, questi siano stati messi in libertà ancor prima che la pattuglia ritornasse al proprio comando. Come Comune abbiamo attivato ogni forma di servizio sociale utile affinché questi ragazzi possano distrarsi dallo stare per strada e commettere azioni criminose, ma fino ad oggi non è bastato”. Appena insediato, l’attuale assessore si fece conoscere per la sua intenzione di combattere il fenomeno della prostituzione che pure opera ancora, in località Bagni. “Con i colleghi della città confinante di Angri e la Polizia di Nocera Inferiore, abbiamo svolto numerose verifiche, arrivando a controllare e identificare oltre venti prostitute. Ma essendo quasi sempre comunitarie per loro non è applicabile neanche la diffida. Noi mai abbiamo abbassato la guardia, l’ultimo blitz la settimana scorsa”. Tra il suo operato, viene rivendicato anche il progetto (attualmente in fase di cantiere) che prevede la recinzione del perimetro dell’Istituzione Scafati Solidale, al centro Plaza, dove pure si sono a lungo registrati fenomeni criminosi. Infine, Pignataro spende una critica per l’opposizione: “sicuramente si può fare di più, ma è più difficile fare che criticare. Questa opposizione conosce solo l’arma della denuncia”. Sembra consapevole di essere destinato a lasciare l’esecutivo: “posso solo ringraziare per la fiducia che mi è stata concessa. Meglio che esca io che gli altri, perché loro, a differenza del sottoscritto (non eletto, ndr) sono stati costretti a dimettersi dal consiglio comunale, facendo entrare consiglieri surrogati”.




Rapine: finiscono in carcere il figlio del boss Pignataro, il cugino e un altro giovane

NOCERA.  Il 14 novembre scorso avrebbero rapinato il bar “Coffi Caffè” di circa mille euro e il giorno dopo, sempre a Nocera Superiore, avrebbero  svaligiato il centro scommesse “Agrobet”, per un valore di circa 2.500 euro. Finiscono in carcere, dopo essere stati agli arresti domiciliari, tre giovani nocerini finiti agli onori della cronaca due valte lo scorso anno.A “Fuorni” sono finiti il figlio del boss Antonio Pignataro (che partecipò all’omicidio della piccola Simonetta Lamberti), il 24enne  Alessandro assime al cugino di quest’ultimo Adriano Di Cicco e al 30enne Gennaro Giordano tutti residenti a Piedimonte , quartiere di Nocera Inferiore. Ad arrestarli i carabinieri della sezione investigativa del reparto territoriele nocerino che hanno analizzato i filmati dei sistemi di videosorveglianza e sottoposti a sequestro indumenti e scarpe utilizzati dagli arrestati per la commissione dei delitti in argomento, oltre alle armi ed al materiale per il travisamento rinvenuti in occasione dell’arresto di questi stessi tre il 16 novembre scorso. A dirigere le indagini il pm Elena Cioncada.
Il 16 novembre scorso, i tre furono sorpresi  lungo via Nazionale tra Cava de’ Tirreni e Nocera Superiore. notarono una Renault New Twingo di colore nero con le targhe contraffatte da nastro isolante che ne rendeva praticamente impossibile l’identificazione. fermata l’auto, i carabinieri rinvennero nel veicolo tre pistole clandestine con colpo in canna, nonché due passamontagna e alcuni guanti.
Alessandro Pignataro e Adriano Di Cicco erano stati arrestatii pochie settimane fa a Battipaglia per furto di pnesumatici da un’auto, assieme ad un terzo giovane del quartiere Piedimonte di Nocera Inferiore.




Scafati. Emergenza sicurezza, Matrone e Sim chiedono la testa dell’assessore Pignataro

“Quando mi insediai la città di Scafati sembrava Baghdad, per come erano ridotte le strade” così Pasquale Aliberti parlando alla città in una manifestazione pubblica di fine anno. “E’ ancora Baghdad per qualità della sicurezza – così oggi gli attivisti di Scafati in Movimento – Purtroppo essere un buon amministratore non significa essere un bravo “asfaltatore”, con tutto il rispetto per questo degno lavoro”. I grillini tornano sui recenti episodi di cronaca che hanno scosso la città in questi giorni di festa. I danneggiamenti alle auto in piazzale Aldo Moro, il petardo fatto esplodere presso lo studio di un noto legale in via Roma, e i 4 parcometri vandalizzati rispettivamente in piazza Vittorio Veneto, corso Trieste, via Galileo Galilei, via Pietro Melchiade. Non è certamente l’estrema periferia, ma il centro cittadino, dova ha sede il Comune, il comando dei Vigili Urbani, le Poste Centrali, la Chiesa Madre, la villa comunale, la biblioteca con annessa sala consiliare. “Ci chiediamo come mai l’assessore alla Sicurezza Antonio Pignataro non intervenga con un pugno duro su queste situazioni nonostante percepisca dai cittadini un lauto stipendio di 1.500 euro al mese. È pagato per dare le risposte alle esigenze e alle problematiche, se non le tiene possiamo tranquillamente fare a meno di pagargli lo stipendio”. Su Pignataro anche gli strali di Angelo Matrone (nella foto): “Sulla videosorveglianza continua ad essere vago e a non fornire dati certi – spiega l’esponente di Fdi, che fornisce i suoi dati – più del 50% dell’impianto non è funzionante mentre l’altro 50% funziona parzialmente, ma non permette l’identificazione delle auto, inoltre, il 90% delle antenne non trasmettono bene il segnale a questo punto mi chiedo se l’assessore Pignataro abbia almeno verificato con un sopralluogo quanto denunciato dal sottoscritto per due volte in consiglio comunale”. Sia Sim che il consigliere cdi minoranza fanno eco: “Pignataro dovrebbe rassegnare le sue dimissioni per inadempienza”.      (a.f.)




Scafati. Matrone (Fdi) insiste: “Videosorveglianza non funzionante, l’assessore Pignataro è vago”

Di Adriano Falanga

Videosorveglianza a Scafati, è ancora scontro tra il consigliere di Fdi Angelo Matrone e l’assessore alla Sicurezza Antonio Pignataro. La discussione nasce durante il voto alla mozione del Pd sulla Sicurezza Urbana, in cui si chiede anche il potenziamento dell’impianto di videosorveglianza. “Un tema a me caro, perché già frutto di una mia precedente interrogazione – esordisce Matrone – l’altra volta però l’assessore Pignataro fu molto vago, io insisto, occorre verificare l’impianto di videosorveglianza, non funzionante del tutto”. Il consigliere comunale si dice certo di ciò che sostiene, nonostante la scorsa volta Pignataro spiegò che l’impianto è regolarmente sottoposto a manutenzione e funzionante al 90%. “Ribadisco che non tutte le videocamera sono funzionanti – insiste Matrone – verifichi con la ditta”. Pronta la risposta dell’assessore: “consigliere Matrone, ho parlato con il dirigente che mi ha assicurato il funzionamento del 90% dell’impianto. Controlli meglio le sue fonti”. Fonti già controllate, ribatte il consigliere di Fratelli D’Italia, e punta ancora l’indice: “assessore lei è vago, io voglio i dati, non solo le dichiarazioni”. La manutenzione dell’impianto costa intorno ai 9 mila euro l’anno, ed a cura della Seti snc, azienda scafatese. Non si conosce però nel dettaglio il numero complessivo degli occhi elettronici installati e di questi, quelli effettivamente operanti. L’uso dell’impianto di videosorveglianza fino ad oggi non sembra essere stato di grande aiuto alle forze dell’ordine che vi sono collegate, quali la Polizia Municipale, i Carabinieri e la Guardia di Finanza. L’intenzione di Matrone, citata anche nella mozione del Pd, è di usare l’impianto come deterrente per chiunque voglia commettere o commette fenomeni criminosi, atti vandalici, ma anche infrazioni stradali nei pressi dei punti nevralgici della città, quali ad esempio l’uscita autostradale o la rotonda di corso Nazionale. Un occhio elettronico di supporto alle già sottodimensionate forze dell’ordine.




Scafati. Dal consiglio l’ok alla mozione del Pd sulla sicurezza urbana

Di Adriano Falanga

Non solo decadenza, il consiglio comunale di lunedi sera ha anche approvato l’aggiornamento del Piano di Protezione Civile, recependo le ultime indicazioni legislative regionali, e votato all’unanimità la mozione del Partito Democratico sulla Sicurezza Urbana. Un piano molto dettagliato, relazionato in aula da Michele Grimaldi e su cui Pasquale Aliberti ha chiesto e fatto votare un emendamento che impegnasse a maggiori approfondimenti le commissioni consiliari chiamate in causa. Un vero atto di indirizzo che analizza l’attuale contesto socio economico della città di Scafati, il suo tessuto urbano, arrivando ad una serie di proposte mirate al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, dal punto di vista della sicurezza e della vivibilità. La mozione è stata votata con il parere contrario di Antonio Pignataro, assessore a Legalità, Sicurezza e Polizia Municipale. Secondo questi: “prima di deliberare occorre fare un passaggio con i dirigenti per capire se ci sono le risorse economiche necessarie, ad esempio, diventa impossibile il terzo turno dei Vigili Urbani con un organico sottodimensionato”. Da qui l’emendamento del primo cittadino. Tra i punti della mozione c’è infatti anche il potenziamento dei caschi bianchi, oggi ridotti ad appena 38 unità sulle oltre 80 necessarie secondo la legge. Chiesto anche una maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine presenti in città, e le Istituzioni. Ancora, la messa in sicurezza delle aree abbandonate, il controllo delle aree a maggior concentrazione urbana, la redazione di un piano dei trasporti che possa anche incentivare ad un uso della biciletta rispetto all’auto. Infine, destinare anche un apposito capitolo di bilancio ad un piano straordinario di abbattimento delle numerose barriere architettoniche. “Molte di queste proposte sono azioni che questa amministrazione già porta avanti con successo – ha spiegato Aliberti in aula – tra cui il potenziamento dell’illuminazione pubblica, mentre diventa difficile il coordinamento delle forze del’ordine, sottodimensionate e operanti, come per la Guardia di Finanza, su un territorio molto vasto”. Ma la volontà di lavorare in questo senso c’è, ed è condivisa in maniera bipartisan da tutti. Un buon segno, prima del caos sulla decadenza.




Cava/Nocera. In auto con armi e passamontagna. Tre arresti: tra loro il figlio del boss

CAVA DE’ TIRRENI / NOCERA INFERIORE. Armi e passamontagna ritrovati dai carabinieri domenica sera: fra i tre giovani arrestati di nuovo in manette il figlio del boss Antonio Pignataro (che partecipò all’omicidio della piccola Simonetta Lamberti), il 23enne Alessandro assime al cugino di quest’ultimo ed ad un altro giovane. L’operazione dei militari si è svolta dunque l’altra sera e ad entrare in azione sono stati i carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore  nel quadro dei consueti servizi di controllo del territorio. Gli operanti hanno sorpresoi  tre che si aggiravano a bordo della loro autovettura lungo la via Nazionale tra i comuni di Cava de’ Tirreni e Nocera Superiore. I militari della Sezione Operativa, che da giorni stavano effettuando dei pattugliamenti straordinari in quelle zone per prevenire le rapine in danno di esercizi commerciali (tabaccherie, agenzie di scommesse), hanno notato in particolare una Renault New Twingo di colore nero con le targhe contraffatte da nastro isolante che ne rendeva praticamente impossibile l’identificazione. Viste le continue inversioni di marcia effettuate dal veicolo in prossimità di via XXV Luglio di Cava de’ Tirreni, tutto lasciava presagire che gli occupanti volessero commettere qualche malefatta. Il pronto intervento della pattuglia consentiva di fermare i tre uomini e di rinvenire nel veicolo tre pistole clandestine con colpo in canna, nonché due passamontagna e alcuni guanti. Quanto rinvenuto ha consentito l’arresto dei 23enni cugini Alessandro Pignataro e Adriano Di Cicco e del 29enne Gennaro Giordano tutti residenti a Nocera Inferiore. Per loro sono quindi scattate le manette con l’accusa di porto illegale di armi alterate e clandestine e di munizioni. Gli stessi sono stati associati al carcere di Salerno, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Alessandro Pignataro e Adriano Di Cicco erano stati arrestatii pochi giorni fa a Battipaglia per furto di pnesumatici da un’auto, assieme ad un terzo giovane del quartiere Piedimonte di Nocera Inferiore.

Gennaro Giordano

Gennaro Giordano

Alessandro Pignataro

Alessandro Pignataro

 Adriano di Cicco

Adriano di Cicco




Battipaglia. In trasferta per rubare pneumatici: arrestato il figlio del boss Pignataro di Nocera

Vincenzo Trotta

Vincenzo Trotta

BATTIPAGLIA/NOCERA.  Erano arrivati da Nocera Inferiore, dal quartiere Piediomonte, per rumabare le “ruote” ma hanno trovato sulla loro strada una vecchia conoscenza dei nocerini, il capitano Erich Fasolino e i suoi carabinieri. Tra via Verona e via Adige, gli uomini di Fasolino hanno arrestato tre volti noti a Nocera Inferiore, mentre erano intenti ad asportare le ruote di una Bmw 120d parcheggiata accanto a un marciapiede. Alla vista dei carabinieri, i 23enni Adriano Di Cicco e il cugino Alessandro Pignataro, figlio del boss Antonio (coinvolto nell’omicidio di Simonetta Lamberti a Cava de’ Tirreni) e il 28enne Vincenzo Trotta hanno tentato la fuga, ma i militari hanno bloccato Pignataro a via Verona. Qualche metro più avanti, a via Adige, grazie all’ausilio d’un’altra pattuglia, sono stati tratti in arresto pure Trotta e Di Cicco, che avevano tentato la fuga dapprima a bordo della Fiat Panda di Trotta e poi a piedi. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati due crick ed alcune chiavi per bulloni.
Nella serata di venerdì scorso, i carabinieri hanno arrestato quattro marocchini per spaccio di sostanze stupefacenti e tre nocerini catturati per furto aggravato.  Un incensurato, il 21enne Abdraham Kamune, e ben tre pregiudicati, ill 26enne Radouane Janani, il 21enne Amine Barka e il 31enne Rachid Dakir. Le manette sono scattate  serrate ai polsi su suolo ebolitano, in località Campolongo: i quattro maghrebini, infatti, risiedono a Eboli. Il servizio di osservazione, controllo e pedinamento, tuttavia, aveva preso a Battipaglia, in località Lido Lago: qui Kamune e Janani avrebbero spacciato cinque grammi d’hashish a un 44enne ebolitano, segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Salerno quale assuntore di sostanze stupefacenti, e con Barka e Dakir che li coprivano facendo da “pali”.
La perquisizione persone, poi, ha portato alla luce altri cinque grammi di hashish e due grammi di marijuana, oltre a 250 euro, frutto dell’attività illecita, tra cui i 20 euro corrisposti dal 44enne.
(carlan)

Alessandro Pignataro

Alessandro Pignataro

 Adriano di Cicco

Adriano di Cicco