Sardine ad Amsterdam, in piazza anche uno studente Unisa

di Giovanna Naddeo

Le sardine superano i confini nazionali per «contrastare la diffusione di idee sovraniste e razziste a livello europeo».

E’ quanto accaduto lo scorso sabato pomeriggio ad Amsterdam, Olanda, dove un gruppo spontaneo e apartitico composto all’incirca da mille ragazzi si è riunito in piazza Dam sulla scia del flash mob bolognese dello scorso 14 novembre.

Ancora una volta i social network sono stati determinanti nell’organizzazione della manifestazione: la creazione di un gruppo Facebook (“6000 sardine olandesi”), i primi cenni di adesione, il passaparola, like dopo like.

Tra i partecipanti, tanti cervelli volati all’estero alla ricerca di maggiori opportunità lavorative, insieme ai coetanei europei, tutti nati per lo più dopo il Trattato di Maastricht.

Tra i manifestanti, anche uno studente del dipartimento di ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno, Ciro Scarano, 24 anni, in Erasmus presso l’Ateneo di Utrecht fino a marzo 2020.

«Credo fermamente nella causa. Noi giovani nutriamo una forte preoccupazione per il crescente odio razziale» af- ferma Ciro. «I casi di cronaca parlano chiaro e, per questo motivo, scen- diamo in piazza, per dire no a questa dialettica dell’odio e dell’esclusione».

E poi: «Le sardine sono sbarcate all’estero. Ovunque c’è fermento. C’è la voglia di fare e di continuare. Crediamo nella solidarietà, nell’accoglienza, nel rispetto dei diritti umani. Siamo giovani che vogliono prendersi cura del proprio Paese, anche a distanza. Di certo non resteremo a guardare. Non ci faremo inscatolare».

Sardine colorate anche a Napoli: oltre diecimila le persone domenica sera in piazza Dante, trasformata per l’occasione in un mare colorato.

Anche Salerno si dice pronta a scendere in piazza. Diversi i gruppi nati sui social network, per un totale (finora) di oltre mille sardine, pronte per il “Salerno non si lega”, in programma il prossimo venerdì 6 dicembre, alle ore 19, in piazza Portanova.




Corteo anti-Salvini, presentato un esposto contro la Digos

di Erika Noschese

Un esposto alla Procura della Repubblica di Salerno per verificare eventuali illeciti commessi dagli uomini della Digos. Sono gli ultimi sviluppi della vicenda – poi divenuta a tutti gli effetti giudiziaria – che ha avuto inizio lo scorso 6 maggio, in occasione del comizio tenutosi in piazza Portanova del leader della Lega Matteo Salvini, in vista delle europee. In quell’occasione, infatti, fu esposto lo striscione “Questa Lega è una vergogna” dal balcone di un’abitazione privata. A bloccare sul nascere la protesta pacifica degli oppositori della Lega gli uomini della Digos che fecero irruzione all’interno dell’abitazione dell’anziana donna per imporre la rimozione dello striscione. Una vicenda che vede ora sotto indagine due giovani contestatori, Ennio Riviello e Giampietro Russo. Entrambi però hanno preso le distanze dalla conferenza stampa convocata per ieri mattina dal giornalista salernitano Marco Giordano, firmatario dell’esposto. «Abbiamo appreso dell’appuntamento con i giornalisti solo dopo la convocazione dell’incontro e non ne condiviamo contenuti, modi e finalità e ne sottolineamo la totale inopportunità», hanno dichiarato i due “protagonisti” di questa vicenda a tratti quasi drammatica. «Ci dissociamo da ogni azione atta a confondere e mischiare eventi autonomi, non correlati e soprattutto non coordinati – hanno poi aggiunto Riviello e Perruso – Le vicende giudiziarie che riguardano noi, e soltanto noi, restano secretate, pertanto ci dissociamo da ogni ricostruzione che non trova la sua fonte nelle nostre dichiarazioni e negli atti di indagini». Da qui l’attacco diretto agli organizzatori dell’incontro di ieri mattina al bar Verdi di piazza Luciani: «Le azioni politiche sono quelle che si mettono in campo, mettendoci la faccia, condividendo contenuti e metodi e non quelle su cui si tenta di mettere il cappello limitandosi a “notiziare” i protagonisti dell’indizione di una c o n f e r e n z a stampa a soli due giorni dal tenerla». Nel frattempo, Giordano va avanti per la sua strada e parla di “anomalie” che si sarebbero verificate in quell’occasione. «Ci sono stati atti contestabili e in Italia c’è un clima ostile alla libertà di dissenso che viene portata avanti attraverso disegni di legge che poi diventano, a tutti gli effetti, legge», hanno dichiarato gli organizzatori dell’evento, Lambros Andreou e Matteo Zagaria, oltre al giornalista giordano, che il prossimo 28 giugno, alle 18.30 daranno il via al primo dibattito in strada sulla libertà di dissenso. «Sia chiaro, la nostra non è una crociata contro le forze dell’ordine – ha dichiarato Giordano, difeso dagli avvocati Armando Maria De Nicola e Riccardo Bucci, entrambi dell’associazione Alter Ego – Vogliamo solo che venga fatta luce, è una battaglia ad ampio raggio» che mira, di fatti, ad analizzare «il rapporto tra istituzioni e libertà dei cittadini e forze dell’ordine e libertà dei cittadini». Alla questura, in sostanza, è stato richiesto se l’intervento degli uomini della Digos era autorizzato o meno e, in caso di risposta affermativa, perchè non è stato sequestrato lo striscione. «Fino a che punto gli indagati hanno commesso reato? Gli ordini ricevuti dalla Digos erano legittimi o meno?», si chiedono ancora gli organizzatori della conferenza che attendono ora nuovi risvolti in merito alla denuncia presentata.




Moretti vieta la Pasqua nei santuari Ma sul Carmine scatta la disobbedienza

Erika Noschese

Santuari e parrocchie chiuse in vista del triduo pasquale le cui celebrazioni dovranno tenersi esclusivamente in chiesa. E’ questo l’ultimo – se non per ordine cronologico – l’ultima disposizione del vescovo di Salerno, Monsignor Luigi Moretti ha dunque “ordinato” alle parrocchie e ai santuari del salernitano di non tenere alcuna celebrazione eucaristica in vista della Santa Pasqua perchè tutto deve tenersi nelle chiese ad esse collegate. Così, l’Arciconfraternita Madonna Santissima del Carmine, quest’anno, avrebbe dovuto rinunciare ai tradizionali Altari della reposizione, meglio conosciuti come Sepolcri pur rispettando tutte le altre funzioni del triduo pasquale e la parrocchia sarebbe rimasta ugualmente aperta per permettere ai fedeli di pregare in chiesa nella giornata del venerdì santo. Ma, a quanto pare, così non è stato: mentre ieri mattina, un fedele molto vicino al sacerdote aveva confermato l’indiscrezione, sostenendo che quest’anno non ci sarebbero stati i Sepolcri, nella serata di ieri la situazione era totalmente opposta, come si nota anche dalla foto. Situazione differente per quanto riguarda. invece, San Pietro in Vinculis in piazza Portanova. Infatti, mentre l’Arciconfraternita del Carmine è rimasta aperta già dalla giornata di ieri, la parrocchia di piazza Portanova è rimasta chiusa: nessuna preparazione in vista della Pasqua, nessun fedele intento a preghare. Ieri mattina, in parrocchia era presente solo una suora che ha spiegato che, circa 30 anni fa, la diocesi di Salerno preparò un documento per avvertire parrocchie e santuario delle nuove disposizioni in merito alle celebrazioni eucaristiche nei giorni delle feste quali Natale e Pasqua, per l’appunto. Dunque, parrocchie chiusa e fedeli tutti alla chiesa di Sant’Agostino che svolgerà le funzioni del triduo pasquale. Per la suora, non si tratta di “ordini” o di “disposizioni” ma di mantener fede ad un documento diffuso ormai da 30 anni, pur non essendo sempre rispettato. In città, i santuari sono quasi del tutto inesistenti, ad eccezione di quello della zona del Carmine mentre tante sono le parrocchie che dovranno chiudere le porte ai fedeli per seguire le celebrazioni unicamente nelle chiese. Intanto, tra i fedeli è scoppiata già la polemica tra favorevoli e contrari. Del resto, non è la prima volta che le decisioni del responsabile delle diocesi non vengono viste di buon occhio dai fedeli e, in qualche caso, anche dagli stessi sacerdoti. Non in questo caso, certo, perchè il diacono dell’Arciconfraternita del Carmine ha tenuto più volte sottolineato che non si tratta in alcun modo di ordini ma solo di rispetto di regole già esistenti che nulla tolgono alle parrocchie o ai santuari che hanno altri compiti rispetto alla chiesa. Ma, a quanto pare, così non è stato visto che i Sepolcri ci sono stati.




Caos e sporcizia: Salerno “anarchica”

di Brigida Vicinanza

Non è bastata la passeggiata tra le vie del centro salernitano del Governatore della Campania Vincenzo De Luca. Probabilmente quest’anno lo “sceriffo” ha lasciato scorrere tutto così, da spettatore, attento o meno, all’inciviltà dei salernitani. Ogni anno la stessa commedia, lo stesso scenario da “giorno dopo”, con la città ridotta letteralmente allo stremo e in preda all’incuria e alla sporcizia. E così piazza Flavio Gioia, piazza Portanova, piazza Sedile del Campo, i Mercanti e via Roma si sono presentate ai salernitani la mattina del 25 dicembre. Bottiglie, cocci di vetro, cartacce e bicchieri di plastica ovunque. Lo “struscio” tradizionale delle vigilie porta con sé sempre la stessa storia, ma quest’anno più che mai l’anarchia ha fatto totalmente da padrona, lasciando una Salerno ridotta letteralmente ad una pattumiera. Tant’è che anche i consiglieri comunali di maggioranza hanno “alzato la mano” e hanno messo lo “stop” a una situazione che è evidentemente sfuggita di mano, complice anche l’assenza totale di controlli, tra vigili urbani e ope-ratori ecologici. E’ per tutti festa, ma di Salerno nessuno si è preso cura. A partire dai salernitani, ai turisti e da chi dovrebbe monitorare incondizionatamente e assicurare la civiltà ed evidentemente non lo ha fatto. Non bastano le “campagne di sensibilizzazione” del sindaco Enzo Napoli e dell’assessore Angelo Caramanno, che da 6 mesi a questa parte lavorano in questa prospettiva, senza però ottenere risultati. A Salerno a regnare è il caos. “Straordinarie manifestazioni della vigilia che abbiamo “ammirato” fra piazza Portanova, piazza Flavio Gioia e via Velia – ha attaccato il consigliere di Campania Libera, Corrado Naddeo – un vero e proprio “Rave Party” diffuso con fantastici barman all’aperto che dispensavano generosamente fiumi di alcool alla enorme folla di giovani allietati da musica martellante diffusa dalle diverse postazioni vicinissime tra loro ed in splendida competizione per consentire anche ai meno fortunati (quelli degli ultimi piani dei palazzi più lontani, chiusi in casa nell’incomprensibile tentativo di creare una atmosfera natalizia) di godere del mistico clima di gioiosa e serena attesa per la nascita del Salvatore sapientemente ed elegantemente ricreato in forma moderna. La vigilia di Natale nel Centro cittadino trasformato in abbagliante mega-discoteca low-cost per selezionate masse di estasiati visitatori e’ ormai la caratteristica distintiva di Salerno. Tutti gli ospiti di Salerno restano sbalorditi ed ammirati per quanto si è stati in grado di realizzare: un modello”. Poi Naddeo ha continuato: “Spiace solo che alcuni non restino allineati e si allontanino, in modo un po’ cafone, da quanto messo in campo da pochi ma illuminati registi della trasformazione urbana di una Salerno originale ed all’avanguardia”. Corrado Naddeo ha poi concluso: “L’immagine sobria di un gruppo di amici che facendo sport festeggiano assieme il Santo Natale, riscaldati da un cappuccino e rifocillandosi con un cornetto, appare fin troppo dimessa e contrasta in modo violento con la realtà di una città proiettata verso un forte sviluppo. Sviluppo basato sulla qualità (di alcolici e super-alcolici dispensati direttamente in strada assieme a cibo takeaway attentamente selezionato), l’innovazione e l’accoglienza. I due modelli non possono coesistere”.




L’abbraccio di grandi e piccini a san Giovanni Bosco

Piazza Portanova si riempie di gioia per accogliere la reliquia di Don Bosco con canti e balli. I fischietti dei ragazzi accolgono San Giovanni Bosco accompagnato da una ventina di motorini in occasione del suo bicentenario. Il giro della reliquia ha avuto inizio nel 2009 per giungere finalmente a Salerno in quest’anno.
Don Francesco, gestore dell’evento «Ci sentiamo onorati per aver ospitato qui la reliquia del nostro santo, protettore dei giovani, è tanto che i ragazzi attendono quest’evento».  La presentatrice Valentina Russo, 23 anni, ama dedicare il suo tempo ai giovani ed impegnarsi attivamente nella realtà di don Bosco. «I ragazzi hanno preparato questa festa con le loro uniche forze, da tre anni seguono corsi di formazione per il loro santo preferito». L’allegria nel salutarlo è stata avvolgente, accolto con il loro motto “si vede, si sente, don Bosco è qui presente!”. La parola passa a Monsignore Luigi Moretti per il quale «essere santi è una possibilità che tutti i fedeli battezzati possono raggiungere». Il sindaco Vincenzo De Luca ha ricordato di «essere cresciuto nei campetti di calcio dei salesiani, giocando e divertendosi con gli altri bambini. L’oratorio mi ha donato dei momenti meravigliosi dell’infanzia, i più bei giorni li ho trascorsi lì, sbucciandomi le ginocchia e conoscendo la fede». Ricorda i forti legami d’amicizia nati nel nome di don Bosco e l’invito è di non identificare sempre i giovani come dei ragazzi privi di morale, ma conoscere anche queste splendide realtà. Mimma Virtuoso è cooperatrice salesiana, impegnata nel Vis, un’associazione di volontariato, si dedica ad un centro d’accoglienza per gli extracomunitari, per raccogliere fondi per la riuscita ottimale delle missioni in Madagascar, Congo, Albania, Africa. La testimonianza di Stefano Zizza che da sempre è cresciuto nella realtà dei salesiani fino a diventare animatore e guida spirituale dei giovani liceali, ritiene che l’esperienza più bella sia quella vissuta in Madagascar, accolto dalla semplicità dei bambini e dall’allegria. Con lui Luigi Sergio, uno studente che divide il suo tempo fra i libri e il volontariato. Colpito dall’esperienza dell’Albania, parla di un popolo uscito dal comunismo, da comunità costretta  a frequentare tali comunità di nascosto e rischiando il martirio. I ragazzini con serenità e forza vivono questa loro fede nonostante tutto. Emanuele Oliva di 13 anni ha sempre partecipato agli eventi legati ai salesiani, afferma di avere ancora molto da imparare ma che grazie ai suoi compagni sono riusciti a formare un gruppo  nel nome di don Bosco.
Mariarita Merola affronta il problema della pedofilia «non bisogna mettere la testa sotto la sabbia e porre sempre molta attenzione nonostante sia difficile talvolta ascoltare questi tristi avvenimenti» è necessario trovare il coraggio di combattere queste situazioni scomode che infangano il nome della chiesa.
Anche le famiglie sono in festa, Barbara De Stefano e Nicola Rossetti si sono conosciuti e sono cresciuti proprio nella comunità dei salesiani. Lui è stato per tanti anni animatore e sostiene che chi non vive questa situazione dall’interno non può capire quanto colmi il cuore poter vivere ogni giorno la fede. La speranza di Barbara è che anche i suoi figli possano un domani avvicinarsi e gradire la società dei salesiani, per poter crescere con validi principi e nella gioia della fede. Poi tutti in motorino per il corteo.

Francesca D’Elia




A Palazzo di Città è già Natale: ecco le nuove Luci d’Artista

E’ già tempo di Luci d’Artista a Palazzo. Ebbene sì, lì, probabilmente, il Natale è già alle porte ed è giusto programmare una serie di manifestazioni per la solenne nascita di Gesù. Così in pieno luglio, almeno fuori dalle mura della Casa comunale, mentre si pensa ancora a quale evento estivo organizzare, semmai in riva al mare, a Palazzo di Città è già autunno. Segno che sono sempre avanti. Poi, trattandosi di Luci d’Artista, la priorità è assoluta.
Ed ecco che l’esecutivo, De Luca assente, ha deliberato il nuovo programma con tanto di indicazioni sulle posizioni delle nuove installazioni luminose. Insomma è già tutto fatto. Anzi, si legge: «L’Amministrazione comunale con l’investimento di nuove risorse intende procedere allo sviluppo di una ulteriore fase del programma iniziale, con l’integrazione di nuove immagini».
Dunque, nuove luci per quelle zone della città che fino ad ora sono rimaste al buio. Ma ecco quali sono le opere artistiche che hanno già avuto il placet della giunta: confermato il “Giardino Incantato” ma con nuove figure in Villa Comunale, si cambia, invece, alla Rotonda che ospiterà “La Primavera”. Polvere di stelle, luna e pianeti illumineranno il corso Vittorio Emanuele; le lanterne cinesi saranno in Piazza Sant’Agostino; i salici piangenti a Largo Campo. Ancora la foresta di Ghiaccio sarà in piazza Largo Prato; la “Madonna con il bambino” in piazza Conforti. Atmosfere autunnale in piazza Sinno, via Carmine, piazza Malta e via De Principati. Si cambia stagione in corso Garibaldi: qui ci saranno atmosfere invernali. Un nuovo albero di Natale di 27 metri d’altezza sarà in Piazza Portanova e sarà arricchito con moduli raffiguranti i fiocchi di neve. Altro albero di natale artistico (12 metri) sarà invece in piazza Vittorio Veneto; ancora quello “stilizzato” (10 metri) in piazza Monsignor Grasso. Slitta, renne e naturalmente Babbo Natale, saranno invece in piazza Gian Camillo Gloriosi. Infine alberi magici sulle alberature di via Roma. Insomma a Palazzo è tutto pronto e già s’attende per tagliare il panettone mentre il resto della città è impegnata ad attirare verso di se, l’unica luce naturale: il sole che in questo periodo è bello e splendente.

Andrea Pellegrino