Scafati. Pronto soccorso al palo: “Se le Regione ci prende in giro…”. Appello al Pd

Di Adriano Falanga

<<Bisogna avviare tutte le procedure, far partire i lavori per le sale operatorie, c’è poi la deroga per l’assunzione del personale, il tutto, entro un anno al massimo. Il Governatore Enzo De Luca farà un sopralluogo allo Scarlato tra fine agosto inizio settembre>>. Rischiano di finire nella nutrita serie delle “ultime parole famose” le dichiarazioni dei consiglieri regionali Pd Luca Cascone e Franco Picarone, pronunciate in conferenza stampa il 14 luglio scorso. I due esponenti regionali furono “inviati” da De Luca per mettere una pezza alle dichiarazioni definite “estrapolate” in cui il governatore ammetteva che a Scafati l’emergenza non sarebbe stata ripristinata. <<La volontà di riaprire il pronto soccorso scafatese non è mai stata messa in discussione – dissero Cascone e Picarone – ma anzi, è tutto già scritto negli atti>> e a supporto della loro dichiarazione arrivò anche il dissequestro delle sale operatorie, necessario per avviare i lavori di adeguamento. Da allora però oltre alle buone intenzioni dichiarate nulla è ufficialmente andato avanti. I locali dell’ex pronto soccorso al Mauro Scarlato sono nelle stesse condizioni, nessun cantiere è stato avviato. <<La situazione attualmente è di stallo. Sospesi (o terminati) i lavori per la messa in sicurezza dell’impiantistica generale che intersecavano una delle sale operatorie, non si hanno accenni ai lavori di recupero previsti nel piano della sanità di De Luca>>. Così Jessica Cesarano, portavoce di Cittadinanzattiva che allo Scarlato gestisce anche il Tribunale del Malato. <<In questo preciso momento è necessario un maggior controllo ed una maggiore pressione sulle istituzioni. Chiedo a gran voce, da cittadina e rappresentate di Cittadinanzattiva, un intervento deciso del Partito Democratico scafatese, il quale è stato garante delle parole dell’onorevole Picarone, che annunciava il già risaputo dissequestro delle sale>>. L’appello della Cesarano è però bipartisan: <<Chiedo allo stesso modo alla rappresentanza della destra scafatese, di assumersi le responsabilità degli errori fatti dalla precedente amministrazione in merito, di abbandonare le frasi fatte ad hoc per i giornali e di mettere in discussione l’operato di una regione che non tratta di sanità. Non possiamo tenere fuori la politica dai diritti dei cittadini>>. Poi il monito: <<Se la Regione ci prende in giro, le istituzioni cittadine hanno il sacrosanto dovere di non piegarsi e andarci contro>>.

“E’ una priorità” ma i dem locali rimangono divisi

<<L’ospedale per me era e resta una priorità. Nonostante le sollecitazioni del circolo locale nulla sembra muoversi. Sono profondamente deluso ed indignato>>. Così Michelangelo Ambrunzo, da consigliere comunale piddino è stato tra i più impegnati sul tema riapertura del pronto soccorso. Getta però acqua sul fuoco l’ex collega Michele Grimaldi: <<A quanto ci risulta è confermata la time-line stabilita nella conferenza stampa di Luglio, a partire dalla data di ultimazione dei lavori. Siamo costantemente in contatto con la nostra delegazione in Consiglio Regionale e con loro monitoriamo il lavoro sulle risorse da reperire e le procedure burocratiche da espletare. Per noi così per loro la riapertura del Pronto Soccorso è una priorità, ed a questa lavoriamo e lavoreremo incessantemente. La politica è chiamata a dare risposte, non a fare proclami – continua Grimaldi – Per questo non prestiamo il fianco a chi cerca sterile polemica politica: l’unica cosa che ci interessa è il raggiungimento del risultato ed è su questo, come è giusto che sia, che noi ed il governo regionale verremo giudicati dai cittadini>>. Piglio più deciso è quello di Marco Cucurachi: <<E’ giunto il momento di agire e di adottare tutti gli atti consequenziali alla riapertura del Pronto Soccorso. Se il Piano Ospedaliero e l’Atto Aziendale vanno in questo senso, bisogna ottenere il dissequestro definitivo delle sale operatorie ed effettuare i lavori di riqualificazione delle stesse, rendendole praticabili ed agibili. I tempi stringono e non possiamo più aspettare>>. Insomma, dalla conferenza stampa ad oggi sono trascorsi due mesi e la situazione è rimasta in fase di “annuncio”. Troppo poco. Forse nulla ancora.




Scafati. Sale operatorie dissequestrate, il Pd: “entro un anno riapre il pronto soccorso”

Di Adriano Falanga

<<Dissequestrate le sale operatorie dell’ospedale Scarlato, adesso non vi sono più impedimenti per attuare l’atto aziendale dell’Asl e riaprire, come stabilito, il pronto soccorso>>. La notizia arriva in chiusura di conferenza stampa, e a darla è il consigliere regionale Franco Picarone. Una incontro voluto assieme al collega Luca Cascone, entrambi onorevoli regionali del Pd, per chiarire la posizione del neo commissario alla Sanità e governatore della Regione Campania Enzo De Luca. <<Siamo qui su volontà del governatore, che ci ha chiesto di ribadire con fermezza che la volontà di riaprire il pronto soccorso scafatese non è mai stata messa in discussione – hanno detto i due esponenti piddini – ma anzi, è tutto già scritto negli atti. Il pronto soccorso riapre>>. La conferenza è un tentativo del Pd locale e regionale di “mettere una pezza” alle dichiarazioni di De Luca che volevano la città senza pronto soccorso “perché già c’è quello di Nocera”. Il segretario reggente del circolo locale Alberto Pesce le ha definite <<incidente di percorso>>. Dichiarazioni <<rese in un momento di confusione e decontestualizzate, prontamente strumentalizzate dalle altre forze politiche>> secondo i due consiglieri regionali. Fatto sta che entrambi sono venuti a Scafati per garantire l’impegno nel riportare l’emergenza urgenza a Scafati. <<Il piano ospedaliero è già stato approvato e con l’atto aziendale disposto dal direttore generale dell’Asl Antonio Giordano, che abbiamo incontrato la settimana scorsa, è in fase di attuazione>>. Il dissequestro delle sale operatorie rappresenta la certezza di quanto scritto negli atti, perché spiana la strada all’iter burocratico e procedurale che porterà lo Scarlato in piena operatività. Picarone non ha dubbi: <<non è mai stato in discussione le necessità di riaprire l’ospedale, questo è il messaggio che deve passare così come pure ci è stato chiesto dal Governatore. Il centrodestra di Caldoro con un blitz lo ha chiuso, noi con gli atti lo stiamo riaprendo>>.

Non hanno dubbi: <<siamo qui per metterci la faccia, bisogna avviare tutte le procedure, è necessario far partire i lavori per le sale operatorie, c’è poi la deroga per l’assunzione del personale, il tutto, secondo il direttore Giordano, entro un anno al massimo>>. La venuta dei due consiglieri regionali anticipa anche un sopralluogo <<che De Luca farà presso l’ospedale tra agosto e settembre, salvo imprevisti>>. E per imprevisti viene citata la difficile situazione degli incendi di questi giorni. Tiene a “intestarsi” la vittoria il Partito Democratico, ed è per questo motivo che martedì il gruppo regionale non ha voluto portare in Consiglio la mozione del M5S che impegnava alla riapertura del nosocomio scafatese. <<Cosa dovevamo firmare? Un impegno già preso e avviato? Era solo un tentativo strumentale del M5S di intestarsi la vittoria – sottolinea Picarone – noi mai abbiamo avuto dubbi invece>>. La conferenza si è tenuta presso il Caffè Letterario dell’Istituzione Scafati Solidale. Presenti tutti gli ex consiglieri comunali, oltre a una nutrita fetta del direttivo e di iscritti. Presente a sorpresa anche Nicola Pesce, dato oramai con Art.1. L’ex sindaco ha ribadito la necessità di parlare della Helios: <<a Cappella la gente è furiosa>>. E in conferenza stampa Luca Cascone risponde: <<dopo l’ospedale verrà approfondita anche la questione ambientale, che pure è importante e sentita>>.




Scafati. Pronto soccorso: “De Luca ora non hai più scuse”

Di Adriano Falanga

Tanto tuonò, che forse, prima o poi, pioverà. Ieri mattina in Regione Campania si è parlato molto di pronto soccorso del Mauro Scarlato, sia per la manifestazione pacifica portata avanti da una trentina di cittadini, sia per l’ordine del giorno presentato dal gruppo regionale del M5S. Andiamo per ordine però. La novità è la nomina del Governatore Enzo De Luca a commissario per l’emergenza Sanità. In tal modo, l’ex sindaco di Salerno rileva pieni poteri sulla gestione della Sanità campana, seppur in coordinamento con il Consiglio dei Ministri. Il reinserimento del presidio scafatese nella rete dell’emergenza è una realtà che può essere concretizzata attraverso una sua disposizione. Toccherà quindi ad Enzo De Luca portare a termine un lavoro lasciato sospeso dal suo predecessore Stefano Caldoro. Da Scafati sono partiti di primo mattino una quarantina di persone, tra cui una delegazione di Scafati in Movimento. “Non vi permettiamo di giocare con la nostra salute…game over” capeggiava sullo striscione. Una manifestazione simbolica, pacifica, volutamente senza simboli di partito, quale atto finale della lunga e prosperosa petizione per la riapertura del Pronto Soccorso. Una raccolta firme nata attraverso il gruppo Facebook “sei di Scafati ‘Se’”. Il drappello di manifestanti è però andato via in tardi mattinata senza riuscire a incontrare nessuno.

1-protesta2Nel frattempo l’ordine del giorno presentato dal M5S, a firma dei consiglieri Ciarambino, Cammarano, Cirillo, Malerba, Muscarà, Saiello, Viglione è stato respinto per volontà del gruppo Pd. La portavoce Valeria Ciarambino ha fatto sapere di ripresentare l’argomento nella prossima conferenza dei capigruppo per la sua ricalendarizzazione. Un tentativo di prendere tempo per il Partito Democratico, dopo appena 48 ore dalla nomina di De Luca e soprattutto in previsione della conferenza stampa che si terrà a Scafati venerdì mattina. Il tema sarà proprio l’ospedale Scarlato e a parlarne alla città saranno i consiglieri regionali Luca Cascone e Francesco Picarone. Il via libera all’attuazione del nuovo piano ospedaliero redatto dall’ex commissario Joseph Polimeni è già operativo, manca la copertura finanziaria e lo sblocco per le assunzioni di personale, ed è su questo che il neo commissario De Luca sarà chiamato ad intervenire subito. A Scafati sono previsti 118 posti totali, dei quali 16 di chirurgia generale, 24 di medicina generale, 18 di pneumologia, 24 di ortopedia e traumatologia, 4 anestesia e rianimazione.

PAOLINO: ADESSO NIENTE PIU SCUSE

1-paolino<<Dopo un pressing durato mesi, il governatore della Campania, ha ottenuto quello che voleva: la nomina di commissario della Sanità. Adesso non ha più scuse. Adesso dispone di tutti i poteri per riaprire l’ospedale Mauro Scarlato e il pronto soccorso>>. Così Monica Paolino, consigliera regionale in quota Forza Italia e moglie dell’ex primo cittadino Pasquale Aliberti. <<Al di là delle appartenenze, dei colori politici e delle ideologie, spero davvero, che riesca a riportare ai giusti livelli la sanità campana, a partire dai Lea, (livelli essenziali di assistenza), per arrivare al contenimento della mobilità passiva, con ospedali di eccellenza, in grado di offrire qualità e cura del paziente. Che non sprechi questa opportunità per favorire clientele e nominifici. Priorità assoluta deve essere, ora, la salute e il benessere dei cittadini>> fa presente la Paolino. <<Una nomina indubbiamente discutibile sul piano giuridico ma, mi auguro più efficiente ed efficace in termini di risultati – osserva Brigida Marra – Se la “doppia casacca” del Presidente De Luca sarà utile in termini di conoscenza del territorio a restituire il pronto soccorso di Scafati chiuso sulla base di un falso presupposto, sono pronta a cambiare idea sull’uomo e sul politico Vincenzo De Luca>>.




Scafati. Pronto soccorso, tornano i partiti ed è di nuovo confusione

Di Adriano Falanga

La riapertura del pronto soccorso dell’ospedale Scarlato è un poco come il cambio di stagione, e così nel caldo di luglio 2017 le forze politiche ritornano ad occuparsi della struttura chiusa nel 2011 dall’applicazione del decreto 49/2010 a firma del commissario per la Sanità Stefano Caldoro. Galeotta è stata la petizione lanciata da un gruppo di cittadini, culminata con il duro faccia a faccia con il governatore Enzo De Luca. In questa occasione l’ex sindaco di Salerno oltre ad una caduta di stile nei modi e nei termini adoperati, ha avuto l’ardire di dire agli attivisti “non sono io l’interlocutore, perché non sono il commissario. Dovete andare a Roma”. Questo è bastato per mettere in moto la macchina politica. Si parte da Monica Paolino, che a sette anni dalla sua prima elezione in Consiglio Regionale si ricorda di aver promesso agli scafatesi battaglia sulla riapertura del Pronto Soccorso. La forzista ha incontrato il vice commissario alla Sanità Claudio D’Amario. <<Come volevasi dimostrare, il vice commissario ha confermato il piano ospedaliero presentato un anno fa, piano approvato dal MEF, che prevede per Scafati il reinserimento nella rete dell’emergenza come Pronto Soccorso. Pertanto, nulla è cambiato e il piano è attuabile>>. Una novità importante, rispetto a chi credeva morto il piano presentato dall’uscente Caldoro poco prima delle elezioni regionali del 2015. <<Il problema è un altro. Se oggi la situazione sanitaria è stagnante è perché non vengono attuati i decreti commissariali. De Luca ha delegittimato i commissari, trovando un sistema alternativo per controllare la sanità in Campania – prosegue la Paolino – Ancora una volta, tutto si riduce ad una questione meramente politica. Come un bambino pretende il suo giocattolo, così De Luca bloccherà la sanità campana, fino a quando non otterrà la nomina di commissario>>. Sulla sponda opposta, oggi scopriamo che anche il piano ospedaliero redatto un anno fa dall’ex commissario Polimeni è attuabile. <<Al netto di questioni tecniche, come il dissequestro delle sale operatorie, e della fondamentale nomina del commissario governativo per la sanità, la volontà della Regione Campania e dell’Azienda Ospedaliera è quella di proseguire lungo la strada tracciata dal Piano ospedaliero approvato e dall’atto aziendale: la riapertura del nostro Pronto soccorso>>.

3-pd-scafati Così in una nota stampa il Pd di Scafati. Lunedi sera il direttivo cittadino ha incontrato il consigliere regionale Franco Picarone e il deputato Simone Valiante, mentre martedì mattina una delegazione ha incontrato il direttore generale dell’ASL Salerno, il dottor Antonio Giordano. <<Il direttore generale ci ha confermato che a breve verranno avviate le procedure legali per la richiesta di dissequestro e che a Settembre partiranno le procedure burocratiche e operative per riavviare la struttura>>. Nel dettaglio non è dato sapere cosa siano le procedure “burocratiche e legali” e neanche quali i tempi certi, suonando quindi di politichese. I democrat, che pure non avevano lesinato critiche al loro esponente di partito nonché Governatore campano, rassicurano: <<Anche il governatore De Luca, come ribadito nella trasmissione di venerdì scorso a Lira TV, è impegnato in tale direzione: nei prossimi giorni, tra l’altro, il Presidente di Regione concorderà un proprio sopralluogo diretto presso la nostra struttura cittadina per verificare in prima persona il da farsi>>. C’è da perderci la testa, De Luca è o non è il referente in materia? E ammesso che lo fosse e alla signora Anna Cioffi avrebbe detto una piccola bugia per levarsela da torno, perché due settimane fa in un evento pubblico disse che Scafati non avrebbe riavuto il ps perché già servito da quello di Nocera Inferiore? Insomma, nulla di nuovo tra l’afa di mezza estate. A Scafati si ritorna a parlare di ospedale, appunto: parlare.

PROCESSO BORTOLETTI, UDIENZA RINVIATA AL 9 gennaio 2018

marraMartedi mattina è stato anche il giorno della prima udienza che vede l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti indagato per falso ideologico. La controparte è il cittadino Pasquale Aliberti, difeso da Brigida Marra. <<E’ stata depositata la lista testi. Ho anche notificato al Ministero, Asl Salerno, Sub Commissario Regione Campania e al Presidente Vincenzo De Luca nonché a tutti i consiglieri della Regione Campania maggioranza e opposizione l’istanza con la quale, li informo ufficialmente non essendo parti nel giudizio, della pendenza del processo per falso nei confronti di Bortoletti e del dato oggettivo rispetto alla falsità dei cinque e dieci minuti>>. L’istanza ha lo scopo di costituirli in mora <<affinché ognuno per quanto di propria competenza intervenga per ripristinare il pronto soccorso a Scafati – spiega la Marra – L’istanza giungerà a tutto il Consiglio Regionale perché mi aspetto che mettano in essere atti concreti nel rispetto di quel principio più volte espresso secondo cui la salute non ha colore politico. Vediamo a quanti sta davvero a cuore>>. Tra i testi l’ex commissario Stefano Caldoro e l’ex assessore Angelo Montemarano. <<Sono quelli che potranno riferire sull’iter amministrativo che ha portato alla dismissione del pronto soccorso e del fatto che il piano attuativo redatto da Bortoletti, contrariamente a quanto dallo stesso asserito, è stato l’atto che ha determinato l’uscita dalla rete dell’emergenza del Mauro Scarlato>>. L’ex commissario si difende sostenendo infatti che la questione dei minuti è in realtà un refuso, e che comunque il tutto è conseguenza del decreto 49. E’ quindi tira e molla sulla responsabilità. Il Comune di Scafati, rappresentato dalla triade prefettizia, neanche questa volta si è costituito in giudizio.




Scafati. Pronto Soccorso, ancora tutto tace. Il punto

Di Adriano Falanga

Pronto soccorso Ospedale Scarlato, tutto cambi affinché nulla cambi. Probabilmente è l’unica struttura pubblica in Italia “riaperta” almeno tre volte pur restando sempre chiusa. Sono due i piani ospedalieri presentati dagli ultimi due governi regionali in cui è stata prevista la sua riapertura e ad ogni campagna elettorale l’argomento diventa impellente e indispensabile. Ma il tutto resta nel libro dei sogni, perché la Campania, dopo la gestione sanitaria ad opera della Giunta Bassolino, resta ancora oggi commissariata dal Governo centrale. <<Tempo un anno e mezzo, e Scafati potrà, forse, riavere il suo Pronto Soccorso, collegato ad un ospedale efficiente>> così i titoloni dei giornali nel maggio 2016, quando il dimissionario commissario per l’emergenza Sanità in Campania, Joseph Polimeni, presentò il nuovo piano ospedaliero dell’era Enzo De Luca, governatore della Regione Campania da due anni oramai. Un anno prima, in piena campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale, fu l’uscente Stefano Caldoro a presentare un suo piano ospedaliero, a cinque anni esatti dal famigerato decreto 49/2010 che di fatto aveva scippato gli scafatesi del loro pronto soccorso. Sia nel 2015 che ad oggi, entrambi i piani sono fermi in attesa di approvazione del Ministero delle Finanze e della Salute. <<Comincia la grande sfida per fare di quella della Campania una sanità leader>>. Così il Governatore della Regione Campania Enzo De Luca nel maggio2016, quando fu presentato il nuovo Piano Ospedaliero. <<Vogliamo eliminare le liste d’attesa lunghissime, la mobilità passiva con 300 milioni di euro che regaliamo a Regioni del Nord per il trasferimento dei nostri malati sviluppare reti emergenza e urgenza, e sviluppare seriamente per la prima volta la medicina territoriale>>.

Sembrava fatta, e siccome il Presidente del Consiglio era uomo piddino, Matteo Renzi, a Scafati era salito l’ottimismo. Ma sul cavalcavia Moscati, dove c’era il secondo Pronto soccorso della provincia salernitana (quanto a prestazioni annuali), resta ancora la desolazione. Ma le cose non stanno esattamente così. La Sanità in Campania non solo non migliora, ma peggiora. Il Ministero ha infatti stilato l’annuale classifica, regione per regione, sui livelli essenziali di assistenza (Lea): I risultati si riferiscono al 2015 e ai primi mesi del 2016.  La Campania non è mai stata così indietro: nella classifica le sono stati assegnati 99 punti, ben lontani dai 139 ottenuti nella classifica di due anni fa e persino dai 109 ottenuti nel 2009, quando la Sanità regionale cominciava il suo percorso di ripresa dal deficit. Fanalino di coda tra le regioni italiane, superata anche dalla Calabria. <<Il dato della Campania è davvero preoccupante perché, rispetto al 2014, dove la regione raggiungeva un punteggio di 139 punti, nell’ultimo anno si è notato un calo di ben 40 punti>> a dirlo è il ministro Beatrice Lorenzin all’Ansa, il 31 marzo scorso. Si allontana in questo modo la possibilità di riapertura del Pronto Soccorso del Mauro Scarlato, perché, condizione essenziale per uscire dalla fase commissariale e quindi poter attuare il nuovo piano ospedaliero, è il raggiungimento della soglia stabilita per i Lea. Appuntamento alla prossima campagna elettorale.

PERCHE’ fu chiuso il pronto soccorso

2-ospedaleEra il 29 Aprile 2011, quando a seguito del decesso della giovane Maria Rosaria Ferraioli l’ospedale Mauro Scarlato subì un’ispezione dei Nas che portarono al sequestro del blocco operatorio, provocando di fatto un’accelerata sui tempi di riconversione della struttura, già destinata a diventare centro di riabilitazione, senza pronto soccorso. Il 1° Maggio il primo cittadino di Scafati Pasquale Aliberti denunciò presso la locale Tenenza dei Carabinieri, onde “tutelare la salute dei miei concittadini” tutte le precarietà e inadeguatezze degli ospedali della provincia. Il messaggio che passò fu: Perché la Procura chiude solo Scafati? A quel punto fu inevitabile la risposta di Giovanni Francesco Izzo, procuratore capo di Nocera Inferiore. In un comunicato stampa il dottore Izzo chiarì ogni dettaglio. “A seguito degli accertamenti eseguiti dai Carabinieri dei Nas ci veniva comunicato che le tre sale operatorie erano in condizioni di totale inadeguatezza – scriveva Izzo il 24 maggio 2011 – tuttavia i magistrati delegati alle indagini predisponevano il sequestro dei due blocchi operatori con carenze più gravi, onde consentire l’utilizzazione in casi urgenti del terzo blocco, nelle more di adeguamento degli altri due”. Poi il retroscena: “Il funzionario operante dell’Asl, dottoressa Bellissimo Anna, riteneva doversi sospendere tutte le attività operatorie perché in ogni caso non sarebbero mai stati erogati i fondi occorrenti per l’adeguamento delle strutture, giacché il piano regionale di ristrutturazione sanitaria prevedeva la riconversione dello Scarlato”. Il procuratore Izzo concludeva la nota stampa aggiungendo ancora: “Nessuna richiesta di dissequestro finalizzata all’esecuzione dei lavori oggetto di prescrizione fu mai fatta pervenire al giudice – poi quanto alla querela di Aliberti – deploro questo modo sconsiderato di adire l’autorità giudiziaria tipico di chi crede che una questione giudiziaria di profonda rilevanza sociale sia assimilabile ad una partita di calcio, o peggio, ad una contesa di carattere politico”.

“SILENZIO DAL PD REGIONALE”

Non mancano le polemiche rispetto all’inerzia del Partito Democratico regionale sul tema Ospedale Scarlato. Appena due giorni fa furono i Cinque Stelle di Scafati in Movimento a lanciare il sassolino. <<Il Presidente della nostra martoriata Regione è Vincenzo De Luca, esponente del Pd. Aliberti, Paolino, Caldoro sono il passato, ed hanno le loro responsabilità, ma voi governate da due anni la regione. Un ospedale che ormai manca poco alla completa chiusura non merita attenzione? Il “caso” Helios non vi tocca?>>. Sulla Helios si potrebbe aprire un discorso a parte, considerato che il vice governatore regionale, e assessore all’Ambiente, è il Democrat Fulvio Bonavitacola. A sostenere la tesi del M5s, seppur su posizioni politiche totalmente opposte, è l’ex presidente del consiglio comunale della Giunta Bottoni, oggi vicino ad Art.1, Domenico Cuomo. << Il silenzio assordante su questi problemi, ad oltre due anni dalle manifestazioni di piazza, più o meno partecipate e dai proclami di campagna elettorale dell’autoproclamatosi salvatore della patria, mi preoccupa non poco. Tali problemi erano di una gravità enorme e continuano a rimanere tali senza che la gente comune avverta una seppur piccola speranza>>, si legge sulla sua pagina social.




Scafati. Si allontana la riapertura del Pronto Soccorso. Palino-Aliberti: “quadro allarmante”

Di Adriano Falanga

“Comincia la grande sfida per fare di quella della Campania una sanità leader”. Così il Governatore della Regione Campania Enzo De Luca nel maggio scorso, quando fu presentato il nuovo Piano Ospedaliero. “Vogliamo eliminare le liste d’attesa lunghissime, la mobilità passiva con 300 milioni di euro che regaliamo a Regioni del Nord per il trasferimento dei nostri malati sviluppare reti emergenza e urgenza, e sviluppare seriamente per la prima volta la medicina territoriale”. Che tradotto significava: superare le restrizioni del decreto 49 e garantire una maggiore tutela sanitaria. Ma le cose, stando a quando trapela dal Ministero della Salute, non stanno esattamente così. La Sanità in Campania non solo non migliora, ma peggiora. Il Ministero ha infatti stilato l’annuale classifica, regione per regione, sui livelli essenziali di assistenza (Lea): I risultati si riferiscono al 2015 e ai primi mesi del 2016.  La Campania non è mai stata così indietro: nella classifica le sono stati assegnati 99 punti, ben lontani dai 139 ottenuti nella classifica di due anni fa e persino dai 109 ottenuti nel 2009, quando la Sanità regionale cominciava il suo percorso di ripresa dal deficit. Fanalino di coda tra le regioni italiane, superata anche dalla Calabria. Si allontana in questo modo la possibilità di riapertura del Pronto Soccorso del Mauro Scarlato, perché, condizione essenziale per uscire dalla fase commissariale e quindi poter attuare il nuovo piano ospedaliero, è il raggiungimento della soglia stabilita per i Lea. E’ come un cane che si morde la coda, perché da un lato occorre garantire l’assistenza, dall’altro lato però questa sembra essere penalizzata dai disagi creati dal vecchio decreto 49 a firma Stefano Caldoro. Delle due l’una, se non riaprono alcune strutture, tra cui ovviamente il Pronto Soccorso di Scafati, i Lea sono destinati a peggiorare, considerato il sovraccarico, che genera disagi e disservizi, dei nosocomi di Nocera Inferiore e Sarno. Rischia quindi di fare la stessa fine del piano ospedaliero presentato da Caldoro nel 2015, il nuovo piano targato De Luca. Perché è inutile ridefinire assetti e ridistribuire le risorse, quando le gestione della Sanità in Campania è ancora in mano al Governo, che la esercita tramite commissario. Ecco perché si rende necessario uscire dalla fase commissariale e tornare alla gestione ordinaria, in capo direttamente alla Regione Campania. Ma se il servizio (e i numeri) non migliorano, il tutto diventa obiettivo irrealizzabile. Con il subentro di De Luca sembra esserci addirittura una inversione di tendenza sui Lea. Per meglio comprendere, i Lea (Livelli essenziali di assistenza) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini, con le risorse pubbliche, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Ogni anno il Comitato per la Verifica predispone un questionario per la valutazione del raggiungimento degli adempimenti. E’ la cosiddetta Griglia Lea: 31 indicatori, dall’assistenza ospedaliera alle liste di attesa, dal controllo della spesa farmaceutica ai dispositivi medici. Ognuno dei 31 indicatori previsti dalla Griglia Lea ha una valutazione che va da -1 al punteggio massimo di 9. Al vertice della classifica, la regione Toscana.

PAOLINO-ALIBERTI: “UN QUADRO ALLARMANTE”

2-Monica_Paolino_e_Aliberti“Cosa sta facendo il governo regionale per la Sanità? Dopo I proclami altisonanti, l’unico dato certo, è che la Campania occupa l’ultimo posto in classifica per Livelli essenziali di assistenza (Lea). Un quadro allarmante quello diffuso dal Ministero della Salute che dimostra una situazione stagnante”. Così Monica Paolino, deputata regionale di Forza Italia, già in maggioranza con Stefano Caldoro. “Nulla si è fatto per ridurre la mobilità passiva e per migliorare i criteri di riparto. Questi dati impongono una seria riflessione e un dibattito più approfondito sull’importanza di un sistema sanitario efficiente” aggiunge la consigliera regionale. Suona lo stesso allarme anche il marito, l’ormai ex sindaco di Scafati Pasquale Aliberti. “Emergenza Sanità. Per crederlo bisogna viverlo sulla propria pelle. Una situazione emergenziale, il rischio di perdere un organo vitale, senza riuscire a trovare, da 24 ore una struttura e uno specialista capace di risolvere il problema. Ecco perché sì è costretti ad andare fuori dalla Campania. Bisogna aspettare settimane o mesi? Bisogna prima morire? Quando usciamo dal commissariamento? Da cittadino è giusto vergognarci di questo sistema sanitario”. E infatti i cittadini si vergognano da sette anni ormai, vivendo e sperimentando tutti i disservizi che l’attuale situazione, figlia del decreto 49, ha generato. Il Piano di Rientro si è rivelato pari ad un interminabile viaggio in un tunnel senza uscita. Ha tagliato i servizi e le strutture, aumentato i ticket su tutto ciò che c’era da pagare e precarizzando la rete dell’emergenza territoriale. Disagi e disservizi che gli scafatesi, purtroppo, conoscono bene.




Scafati. Riapertura Scarlato, ecco cosa è previsto nel piano De Luca

Di Adriano Falanga

Tempo un anno e mezzo, e Scafati potrà, forse, riavere il suo Pronto Soccorso, collegato ad un ospedale efficiente. Il nuovo piano ospedaliero redatto dal commissario alla Sanità Joseph Polimeni, ha recepito infatti le indicazioni politiche del governatore campano Enzo De Luca, nonché quelle che sono tutto sommato istanze del territorio. Il condizionale è però d’obbligo, perché la decisione finale spetterà agli enti ministeriali, in quanto la Regione Campania ancora non è uscita dal commissariamento sanitario. Il piano De Luca, a differenza di quello precedentemente preparato da Stefano Caldoro, sembra essere più “ragionato” e razionale. L’Ex governatore del resto lo presentò in campagna elettorale, e a molto parve più una forzatura mediatica che un vero piano strutturale di riordino della rete ospedaliera. Caldoro sembrò non scontentare nessuno, tirando fuori dal cilindro un piano somigliante molto al libro dei sogni. Si accontentava tutti. Il piano De Luca, più che 22 slide stile Caldoro, consta di quasi 200 pagine, e riporta Scafati nella rete dell’emergenza-urgenza. Nel dettaglio, oltre al Pronto Soccorso, per il Mauro Scarlato sono previsti 118 posti letto, 102 per acuti e 16 per lungodegenti. Queste le unità operative: 16 posti Chirurgia generale; 24 posti Medicina generale; 24 posti Ortopedia e traumatologia; 24 posti Pneumologia; 10 posti Reumatologia; 4 posti Terapia intensiva; 16 posti lungodegenza. Un bel passo da quando la bozza Zuccatelli lo voleva centro riabilitativo senza Pronto Soccorso. Restano però alcune criticità da superare, così come spiega Jessica Cesarano, coordinatrice di Cittadinanza Attiva e referente per Scafati del Tribunale del Malato, di stanza al nosocomio scafatese. “Le promesse di Caldoro fatte solo in occasione del voto per le regionali, oggi vengono ridimensionate da De Luca ed adattate da Polimeni per realizzare un piano più fattibile e reale. Tuttavia nutro forti dubbi sulla buona riuscita del piano per il Mauro Scarlato, in quanto oggi non esiste il pilastro fondamentale sul quale dovrebbe costruirsi il progetto di Polimeni: le risorse umane. Il personale medico ed infermieristico, pur facendo il possibile, non basta per ottemperare a tutti i compiti richiesti, soprattutto per il vasto bacino di utenza a cui si rivolge lo Scarlato”.

1-posti lettoUn aspetto non ancora definito questo delle assunzioni, come del resto la copertura finanziaria. “Non si può subordinare un pronto soccorso di questa portata, con più di 6000 prestazioni annue, al DEA di Nocera Inferiore, che attualmente ha grandi difficoltà nel gestire il grosso numero di interventi, al quale si appoggerebbe anche quello di Pagani. Senza dimenticarci che si tratta di un DEA di 1° livello, e quindi un’osservazione di breve degenza e di stabilizzazione del paziente, che risulterebbe insoddisfacente per i casi comuni più gravi, come chi necessita di cardiochirurgia a seguito di arresto cardiaco o infarto – fa presente la Cesarano – Il piano da speranza, ma non risolve i problemi della sanità locale, ci si deve battere a tutti i costi per l’autonomia sovrana del Mauro Scarlato, e non la sua subordinazione di ogni reparto presso altri presidi, altrimenti la sua esistenza non ha più senso”. Riprendersi l’autonomia gestionale è anche la mission del direttore sanitario Aristide Tortora. Un passo fondamentale per mettere in coordinamento i futuri reparti dello Scarlato. Attualmente infatti il presidio ospedaliero è gestito da ben 4 diverse direzioni sanitarie: la radiologia con Pagani, il laboratorio analisi con Sarno, la bronco pneumologia (e il primo soccorso) con Nocera, mentre la struttura è coordinata dalla locale direzione affidata a Tortora. Non proprio l’ideale, dal punto di visto amministrativo, una situazione che può creare ingorghi burocratici, andando a complicare le procedure, più che a snellirle. “In questi anni ho visto soltanto uno scaricarsi a vicenda in maniera infelice le colpe di una politica inefficiente. Nel frattempo la gente è morta. Non servono raccolte firme su carta straccia, non servono marce, non servono voti, ora è necessario un clima propositivo e diplomatico per restituire dignità ai cittadini scafatesi” l’appello finale della rappresentante di Cittadinanza Attiva.

“LO SCARLATO NEL PIANO DELLE EMERGENZE VESUVIO, NON POTEVA ESSERE CHUSO”

2-ospedaleLo Scarlato non doveva essere chiuso, e ancora oggi, non può restare in queste condizioni. Non soltanto per la necessità di far fronte alle evidenti criticità emerse dal 2010, anno della sua chiusura, ma anche perché lo stesso risulta essere inserito nel Piano Regionale della Protezione Civile per l’emergenza Vesuvio. Lo Scarlato è infatti indicato come struttura di riferimento sanitario e assistenziale in caso di emergenza legata al Vesuvio. Lo denuncia Francesco Carotenuto, portavoce di Scafati Arancione. “Sono anni che ci battiamo per la riapertura del pronto soccorso e il ripristino dell’urgenza in città, dopo la sciagurata decisione del governo Caldoro di privare un comprensorio intero di una struttura fondamentale alla luce della complessità demografica, viaria e abitativa del nostro territorio. Quella sciagurata decisione presa senza considerare nessun parametro sociale, umano e di opportunità, determinando il collasso del presidio Umberto I di Nocera Inferiore in affanno per la mole di utenti che si riversano dall’agro nocerino-sarnese”. Quanto all’emergenza Vesuvio: “un piano redatto nel 1995 e successivamente modificato ma che, non risulta, abbia depennato il nosocomio scafatese come punto di riferimento sanitaria e assistenziale in caso di emergenza”. Una responsabilità grave secondo Carotenuto, pronto a dare battaglia, anche legale: “qualora dovessimo essere messi nelle condizioni di tutelare gli interessi della nostra città, interessi mai salvaguardati da chi ha governato la regione Campania in rappresentanza di questa realtà territoriale”. C’è però ottimismo oggi: “Siamo fiduciosi nei confronti del presidente De Luca e continueremo le nostre sollecitazioni, perché legittimati da anni di lotte e rivendicazioni – poi la stoccata – Non accettiamo invece che i mestieranti della politica dell’ultim’ora provino a porsi come risolutori del problema, perché gli stessi che oggi fanno i “masanielli”, sono gli stessi che con la loro assenza durante le sollevazioni popolari, hanno dimostrato di non aver a cuore le sorti della propria gente”.




Scafati. Riapertura pronto soccorso, basta l’annuncio e il Pd esulta. Cauta la città

Di Adriano Falanga

E’ bastato semplicemente dire “Riapriremo il pronto soccorso a Scafati” che gli umori politici e le aspettative della città di Scafati diventassero rosei. E poco importa se a questi annunci ci aveva già abituato Stefano Caldoro. Il Governatore Enzo DE Luca sembra voler fare sul serio, e in imminente apertura di campagna elettorale, sceglie la città di Angri, e non Scafati, per parlare di rilancio dell’Agro Nocerino Sarnese. Progetti faraonici, destinati a proiettare il martoriato territorio nostrano nel futuro. De Luca non dice come, e neanche ha ancora reso pubblico il nuovo piano ospedaliero, ma questo basta per risvegliare gli entusiasmi dei suoi fedelissimi. E tutti si scoprono deluchiani, nonostante il governatore non è mai passato a Scafati durante la sua campagna elettorale. S’era visto alle primarie, poi ha seriamente rischiato di finire dietro lo sfidante Cozzolino, su cui ha vinto solo per una manciata di voti. E rischiava di far capitolare l’ex sindaco di Salerno Marco Cucurachi, che con Michele Raviotta aveva trainato Andrea Cozzolino. Oggi il presidente della commissione Garanzia sfoggia su Facebook la foto che lo ritrae con il governatore. “La conferma della cattiva, clientelare e nociva politica messa in campo dal (fu) sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, sta nelle parole del nostro Governatore, Vincenzo De Luca: Apriremo il Pronto Soccorso anche se non te lo meriti – fa sapere Cucurachi – Gli scafatesi lo devo sapere che, a parte le dichiarazioni di facciata e qualche conferenza stampa populista durante la campagna elettorale per le elezioni regionali, il Triumvirato Caldoro-Paolino-Aliberti nulla ha fatto per la riapertura del Pronto Soccorso. Chiacchiere quante ne volete, ma fatti zero”. Acqua passata insomma. Soddisfatto anche Michele Grimaldi, che nelle parole del leader campano ci vede fatti, e non propaganda. “L’annuncio del Presidente della Regione Vincenzo De Luca della riapertura del Pronto soccorso dell’Ospedale di Scafati e del progetto di un grande mercato dei fiori, di dimensioni europee, nell’area vicina al Polverificio Borbonico, sono due ottime, bellissime, notizie. Assieme all’idea della metropolitana dell’Agro, che consentirà i collegamenti dei comuni a nord con la Circumvesuviana e a sud con l’università di Salerno e l’Alta velocità, e assieme al progetto di definitiva bonifica del fiume Sarno, danno il segno di una Regione che cambia passo e da centralità alla nostra comunità e al nostro comprensorio”. A Grimaldi basta questo affinché: “Finalmente si passa dalle chiacchiere e dalla propaganda, dalle finte inaugurazioni sotto campagna elettorale, ai fatti: quelli che chiedono i cittadini”. La città però è oramai abituata agli annunci. Non si sbilancia, guarda con interesse agli sviluppi, o meglio, al seguito di quanto annunciato. Questo perché, essendo la Sanità campana ancora commissariata dal Governo, il nuovo piano ospedaliero dovrà essere sottoposto all’esame del Ministero della Salute e delle Finanze. Bisognerà capire se vengono rispettati i parametri sanitari ma soprattutto quelli economici. Riportare il pronto soccorso a Scafati è decisamente facile a dirsi, molto meno a farsi. E qualsiasi annuncio lanciato in pre campagna elettorale assume spesso i connotati della propaganda. Bisognerà capire con quali e quanti risorse, considerato che dire “pronto soccorso” significa dire anche apertura (con annesso personale) dei reparti annessi e funzionali alla sua operatività: Utic, blocco operatorio, obi e tutti i laboratori in funzione h24.

DALLE ALTRE FORZE POLITICHE: “ASPETTIAMO I FATTI”

2-ospedale“Caro De Luca, con i cittadini dobbiamo essere chiari: lei è il presidente della Giunta regionale o il Commissario ad acta? Oggi la politica può incidere su una ‪#sanità commissariata o le regole sono cambiate con la sua elezione?”. Monica Paolino commenta così la “buona notizia” dichiarata dal governatore. “Caro De Luca, se la sua promessa risulterà veritiera noi non potremmo fare altro che gioire immensamente con la nostra comunità, perché è bene che lei sappia una cosa: ai cittadini di Scafati, non interessa se il PS lo aprirà il De Luca di turno o Pinco Pallo. Ai cittadini interessa salvaguardare la propria salute e salvarsi la vita” conclude la consigliera regionale di Forza Italia. E’ deciso a cointestarsi la “vittoria” il marito e primo cittadino Pasquale Aliberti: “L’impegno pubblico di oggi del Presidente ‪De Luca sulla riapertura dell’‎ospedale, è la testimonianza dell’energia spesa per ‪Scafati dal consiglio comunale e da chi ci ha rappresentato in ‪Regione in questi anni”. Da Fratelli D’Italia è cauto il capogruppo Cristoforo Salvati: “aspettiamo atti concreti per poter sperare nel reale cambiamento della sanità del nostro comprensorio per poter dare in seguito giudizi seri e non passionali, su un tema molto delicato e di grande sofferenza umana e sociale”. Laconico il collega Mario Santocchio: “Speriamo che alle parole seguano i fatti”. Decisamente più concreti gli attivisti di Scafati in Movimento: “Di promesse come quella di De Luca ne abbiamo ascoltate fin troppe fino ad ora. Le stesse parole/promesse/proclami le usava Caldoro, quindi siamo speranzosi che questo avvenga ma teniamo alta la guardia, ormai non ci fidiamo più di questi politici, per questo chiediamo: quando riaprirà il Pronto Soccorso”. Viene definita “poco felice” la battura usata da De Luca con Pasquale Aliberti (riapriremo il pronto soccorso anche se non te lo meriti, ndr): “il pronto soccorso lo merita la città e questo diritto non può essere avvicinato a motivi di merito o demerito del primo cittadino”. Cautela anche da Scafati Arancione: “quando è periodo di campagna elettorale cambiano i presidenti, ma gli ospedali puntualmente si riaprono a parole. Noi aspettiamo fiduciosi i fatti” chiosa Francesco Carotenuto.

 




Scafati. Lo Scarlato “ospedale di comunità”. Addio pronto soccorso. Ecco perchè

Di Adriano Falanga

E’ fuga di notizie sul nuovo piano ospedaliero promosso dal governo regionale di Enzo De Luca e firmato dal commissario governativo alla Sanità Joseph Polimeni. Voci contrastanti che si rincorrono di ora in ora e la domanda è sempre la stessa: Scafati riavrà o no il suo Pronto Soccorso? La politica purtroppo non ha saputo o voluto proteggerlo, perdendosi dietro a sterili battaglie elettorali, e nel mentre litigavano tra loro su chi avesse responsabilità, Scafati perdeva l’ospedale. Si aspetta la presentazione ufficiale del nuovo piano ospedaliero, che a giorni sarà sottoposto all’esame dei Ministeri di Finanza e Salute. Un piano che recepisce le indicazioni del DM 70 del 2015, la legge che ha riordinato e disciplinato il sistema sanitario italiano. Una prima bozza gira tra i sindacati e gli addetti ai lavori. Il nuovo piano sembra essere pronto per la presentazione ma guarda caso, l’unico punto su cui sembrano esserci zone d’ombra è proprio quello relativo allo Scarlato. “Nella rete dell’emergenza sono inseriti Sarno, Polla con l’arrivo di Oncologia e radioterapia, Battipaglia, Eboli (potenziata la pediatria e la lungodegenza) e Cava. Confermato il pronto soccorso anche a Oliveto Citra dove arrivano la psichiatria e la riabilitazione. Strutture di accesso in deroga (zone disagiate) con potenziamento dei trasferimenti, saranno Castiglione di Ravello, Roccadaspide e Agropoli. Scafati sarà un ospedale di Comunità” (Su cosa sia questo tipo di struttura si rimanda all’articolo in pagina). Ci va cauto Marco Cucurachi del Pd: “Si tratta di una battaglia per la Città che la politica deve portare avanti e recuperare il terreno perso negli anni scorsi. Non si facciano fughe in avanti o dichiarazioni fuorvianti, perché’ ancora non c’è l’ufficializzazione del Piano e confidiamo nel lavoro svolto dagli addetti ai lavori”. Appena due settimane fa il gruppo consiliare dei Democrat fu ricevuto in Regione da Enzo De Luca e dal suo consigliere per la Sanità Enrico Coscioni. Furono consegnate circa 10 mila firme raccolte per la riapertura del pronto soccorso. “Oggi, leggendo il piano e in particolare, ciò che concretamente è stato previsto per la nostra provincia, scopro che per Scafati non è stato previsto nulla anzi, mi sembra di rileggere il decreto 49 solamente sotto diverso nome – dalla maggioranza è il commento di Brigida Marra – niente a che vedere con l’emergenza ed il pronto soccorso. Mi recherò anche in Procura per denunciare ancora una volta la violazione del diritto alla salute dei nostri cittadini. Prima o poi, qualcuno sono certa come già accaduto per la denuncia contro Bortolotti, darà ragione alle miei istanze e si accorgerà che Scafati è vittima di un comportamento scellerato ed irresponsabile”. Insomma, le parole si sprecano, l’inchiostro pure, ma il nuovo piano ospedaliero sembra davvero coperto da segreto di Stato.

OSPEDALE DI COMUNITA’ E NON SEDE DI PRONTO SOCCORSO

3-striscione“Scafati ospiterà l’ospedale di comunità” si legge dalla bozza del nuovo piano ospedaliero. Ed è qui che si concentrano le perplessità, perché non è chiaro se a questa struttura possa essere associato un pronto soccorso. Il nuovo regolamento che definisce gli standard dell’assistenza ospedaliera del 2015, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, fornisce precise indicazioni. L’Ospedale di Comunità è una struttura residenziale in grado di erogare assistenza sanitaria di breve durata. Esso è riservato a quei pazienti che, pur non presentando patologie acute ad elevata necessità di assistenza medica, non possono tuttavia essere assistiti adeguatamente a domicilio per motivi socio sanitari. Possono accedere ad esempio malati affetti da patologie croniche che periodicamente necessitano di controlli o terapie particolari, persone che a seguito di malattie acute o evolutive necessitano di terapie difficilmente erogabili a domicilio, malati in fase preterminale-terminale non gestibili a domicilio”. Una struttura a metà strada tra l’ospedale e l’assistenza domiciliare insomma, la cui gestione clinica è affidata al Medico di Medicina Generale di ogni singolo paziente. Il servizio di Continuità Assistenziale garantisce l’assistenza prefestiva, festiva e notturna mentre gli interventi in emergenza sono garantiti dal Medico di Guardia dell’Area Medica. Lo stesso regolamento definisce come ospedale sede di pronto soccorso una struttura dotata di: medicina interna, chirurgia generale, anestesia, ortopedia, rianimazione, laboratori operativi H24 di radiologia, laboratorio, emoteca. A supporto sale operatorie e inoltre deve anche essere dotato di Osservazione Breve Intensiva. La funzione di pronto soccorso è prevista per un bacino di utenza compreso tra 80 mila e 150 mila abitanti, un tempo di percorrenza maggiore di un’ora dal centro abitato al Dea di riferimento (In questo caso Sarno o Nocera Inferiore) e un numero di accessi annuo superiore alle 20 mila unità. Sulla base di queste informazioni, si può dedurre quindi che un ospedale di comunità, come previsto per Scafati, non può essere sede di pronto soccorso, in quanto sprovvisto dei reparti necessari all’operatività dell’emergenza.

 




Scafati. Sanità al ridicolo, l’ambulanza non sa dov’è l’ospedale. Corsa al lotto

Di Adriano Falanga

La Sanità, dalle parti di Scafati, oltre a essere diventata un optional oramai rasenta anche il ridicolo, e tutto questo sulle spalle di poveri cittadini bisognosi di assistenza. Non solo il pronto soccorso chiuso, ma tutto diventa maledettamente difficile e complicato, come trovare un’ambulanza disponibile. E, come da anni scriviamo su queste pagine, raggiungere il pronto soccorso di Nocera è arduo, mentre Sarno quasi impossibile. Poi una volta raggiunti si entra nel girone del purgatorio, da dove sai a che ora entri, ma non sai mai quando ne esci. Accade che una signora di 86 anni, con problemi di circolazione venosa alle gambe, necessita di intervento dei sanitari. Sono le 22:45 di mercoledi sera, in via Passanti, quando parte la richiesta di aiuto al 118. A raccontare l’episodio, dai risvolti tragicomici, è il nipote dell’’anziana, Luigi. “Ho chiamato e mi viene risposto che l’unica ambulanza disponibile arriverà da Cava Dei Tirreni – spiega il giovane, che nel frattempo ha allertato anche la locale Guardia Medica – arrivano due medici, percorrendo i circa 3 km di tragitto a piedi”. Sono intanto le 23:30, dopo pochi minuti dall’arrivo dei sanitari arriva anche l’ambulanza. Qui i medici ritengono necessario ricorrere alle cure del pronto soccorso, e (forse) sapendo bene che quello di Nocera Inferiore è al collasso (e tali sono pure alcuni reparti di degenza) decidono di ricorrere al presidio del Villa Malta di Sarno. C’è però un particolare, non conoscono la strada. “Mi chiedono il favore di scortarli davanti con l’auto” ribatte Luigi. Cosa che puntualmente avviene, e la nonnina finalmente potrà ricevere le cure, venendo dimessa in seguito in piena notte. “E’ uno schifo – si sfoga il nipote – una vergogna. Brucerò la tessera elettorale perché Scafati non gode di rispetto. Una vergogna politica sia a destra che a sinistra”. Neanche un mese fa la triste vicenda capitata al giovane Lello Granata, morto in circostanze sospette mentre era in attesa, da ore, al pronto soccorso di Nocera Inferiore. Una vicenda che ha comportato l’apertura di un’indagine della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, che ha disposto l’autopsia sul corpo del 38enne sequestrando la cartella clinica. La questione sanitaria purtroppo non accenna a calare ma anzi, più passa il tempo e più ci si rende conto dei danni che una politica scellerata e certamente incompetente ha comportato, con la revisione dell’assetto ospedaliero. Ad oggi, dopo 6 anni circa dall’attuazione del decreto 49, e nonostante il cambio di guardia in Regione Campania, da Stefano Caldoro a Enzo De Luca, ancora non sono chiare le intenzioni sul riassetto della rete dell’emergenza, assolutamente urgente e necessario da attuare. Una città come Scafati non può restare senza Pronto Soccorso, ma nonostante sembra che tutti (a chiacchiere) siano d’accordo, nulla si è ancora mosso.

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