Il Riesame dissequestra i beni al titolare della palestra della zona orientale

Aveva aperto una palestra di body building nel quartiere Sant’Eustachio a Salerno grazie a dei finanziamenti a fondo perduto e, ad un mutuo agevolato di cui non ha versato neppure una rata. Inoltre, senza rispettare il vincolo dei 5 anni, l’uomo ex atleta salernitano, aveva poi chiuso l’attività trasferendo i macchinari in un’altra palestra aperta a Parco Arbostella. Alla fine di novembre, la guardia di finanza a carico dell’uomo aveva operato un sequestro preventivo per l’equivalente di denaro, beni mobili e immobili, per un importo di 136mila euro emesso dal Gip del Tribunale di Nocera Inferiore. Nella giornata di ieri il Tribunale del riesame ha annullato il provvedimento del Tribunale di Nocera e restituito al titolare della palestro quanto gli era stato sequestrato. Il provvedimento di sequestro era stato eseguito nei confronti di N.M, quale rappresentante legale di una società con sede legale a Fisciano, che gestisce anche la palestra in questione, a Salerno. Dalle indagini delle fiamme Gialle di Salerno è emerso che l’indagato, una volta ottenuti i finanzia- menti richiesti, non ha mai corrisposto le rate del mutuo, chiudendo l’esercizio prima del ter- mine minimo dei cinque mesi fissato per il mante- nimento del beneficio di legge.




Il maltempo allaga Salerno: due feriti e quartieri isolati

A cura di Erika Noschese

La pioggia che in queste ore si è abbattuta su tutto il territorio salernitano ha messo in ginocchio la provincia di Salerno. I maggiori disagi sembrano essersi verificati proprio nella città capoluogo: dal tardo pomeriggio di ieri, infatti, numerose sono state le chiamate ai vigili del fuoco per chiedere interventi immediati a causa di allagamenti. I quartieri maggiormente colpiti quelli della zona Orientale. A Torrione alcune installazioni luminose sono cadute, ma fortunatamente non ci sono stati feriti. Pastena allagata; ancora una volta il tratto di piazza Caduti di Brescia è stato reso impercorribile dalle forti piogge. Salerno spaccata in due: a via Roma numerosi gli alberi crollati, molti dei quali hanno colpite le vetture che passano in quel momento. Necessario l’intervento dei vigili del fuoco e della croce rossa italiana. Due i feriti: si tratta di una mamma e di sua figlia che hanno fatto ricorso ai medici del pronto soccorso. Stando a quanto è emerso, la donna avrebbe avuto solo paura mentre la figlia ha riportato un trauma alla spalla e agli arti inferiori. Sul posto Vigili del Fuoco, volontari della protezione civile di Salerno e Polizia Municipale per ripristinare la situazione alla normalità. Strade allagate e acqua che ha superato l’altezza dei marciapiedi, entrando addirittura all’interno di alcuni esercizi commerciali. Disposta l’immediata chiusura dei sottopassaggi nei pressi del Parco del Mercatello e di quello di via Zanotti Bianco a Pastena. Traffico in tilt e lunghe code sulle principali arterie stradali cittadine. Alberi caduti anche ad Ostaglio, nei pressi del canile comunale. Sulla Lungo Irno, invece, l’acqua è fuoriuscita dai tombini ed è arrivata ad altezza marciapiede. Zone collinari allagate ed isolate, in molti casi infatti gli allagamenti si sono verificati a causa della mancata pulizia delle caditoie. In particolare a Giovi un albero è caduto a Sala Abbagnano, impedendo il traffico dei mezzi. Strade allagate anche a via Altimari. Alcuni giovani sono rimasti intrappolati nell’automobile, rendendo necessario l’intervento dei caschi rossi. Sempre a Giovi in via Casa Rocco si è verificato il cedimento di una parte della strada. Numerose le frase che si sono registrate su tutto il rione collinare. Anche la zona del Masso della Signora ha visto un grosso albero abbattersi sulla carreggiata ma per fortuna non ci sono stati feriti. Disagi anche a Brignano dove molte persone – per diverse ore – non sono riuscite a far ritorno a casa. Tanti gli esercizi commerciali allagati e le strade impercorribili a causa della pioggia battente. Il sindaco Vincenzo Napoli ha trascorso tutta la serata di ieri in strada, a perlustrare il territorio. Tra le zone più attenzionate sicuramente via Roma e il centro cittadino, senza però trascurare i rioni collinari. Cittadella Giudiziaria allagata: da quanto emerge infatti ieri sera il nuovo palazzo di giustizia è stato quasi sommerso dalla pioggia. Situazione delicata anche per gli istituti scolastici: molte le scuole allagate tra cui il Genovesi. Diversi i cittadini che hanno denunciato l’impossibilità anche nell’entrare all’interno dei garage a causa dell’acqua alta. Disagi anche a piazza San Francesco e in via D’Aniello dove si è verificata la caduta di alcuni rami dagli alberi. «Sono anni che grido al pericolo perché non si fa uno straccio di pulizia delle caditoie, sindaco e giunta delle vergogne fanno orecchie da mercante ed il risultato è il dramma di oggi». A puntare il dito contro l’amministrazione comunale il consigliere d’opposizione Dante Santoro che – a poche dal maltempo che ha colpito Salerno – rilancia la proposta di una soluzione innovativa, con reti a protezione delle caditoie, svuotabili ogni settimana in poche ore. «Paghiamo le tasse più alte d’Italia per non avere niente, ora anche la beffa di danni ingenti per esercenti e cittadini. In tutto ciò preghiamo perché non ci siano danni a persone. Basta non se ne può più, la normalità non può essere vivere nell’emergenza», ha aggiunto Santoro.

La Costiera Amalfitana frana ancora. A Maiori scuole chiuse

Frana la Costiera Amalfitana. La pioggia battente della giornata di ieri ha provocato disagi in tutta la zona. In particolare, verso le 17 di ieri, grossi massi sono franati sulla Statale 163 Amalfitana al chilometro 40, dove insiste il restringimento obbligato dal vasto incendio dell’agosto scorso. Per fortuna non si sono registrati disagi. Salvi per miracolo – e scossi – gli automobilisti fermi al semaforo che hanno assistito al crollo. I massi – come riporta il Vescovado – con residui franosi e alcuni alberi, hanno invaso la carreggiata tanto da non consentirne l’attraversamento. Traffico paralizzato e code in entrambe le direzioni. La situazione è tornata alla normalità solo dopo diverso tempo, con l’istituzione di percorsi alternativi in considerazione dei tempi di sgombero della carreggiata che si prospettano non celeri. In Costiera Amalfitana la situazione, per quanto riguarda la mobilità e i trasporti, è divenuta insostenibile. Il territorio, costantemente esposto al rischio idrogeologico, è sempre più fragile e sta cedendo inesorabilmente. Sul posto si è reso necessario l’intervento della polizia municipale, dei volontari della protezione civile e del gruppo Colibrì. L’Anas ha inoltre incaricato i tecnici dell’impresa Genea Consorzio Stabile di Salerno di portarsi sul posto per effettuare una prima stima dei danni. Il sindaco di Maiori è stato, per tutta la serata di ieri, a stretto contatto con la Prefettura di Salerno. A Maiori, il primo cittadino ha disposto la chiusura delle scuole per oggi. Disagi anche a Vietri sul Mare dove, ieri sera, si è registrato un blackout. In diverse zone della città, infatti, l’elettricità è mancata anche diverso tempo. Problemi anche a Marina di Vietri, come testimoniano diverse persone sui social. Ancora una volta, quindi, con il maltempo la cittadina della Costiera Amalfitana soffre problemi di questo tipo. Il maltempo non sembra aver particolarmente colpito le zone a nord e a sud della città capoluogo,




Il quartiere dimenticato E i cinghiali spaventano i residenti

di Francesco La Monica

“Siamo abbandonati a noi stessi. Il quartiere versa in condizioni di degrado da diverso tempo e, da qualche mese, siamo persino invasi dai cinghiali. Ormai, siamo consapevoli di essere diventati invisibili agli occhi delle istituzioni”. A lanciare l’allarme sono i residenti e i commercianti di Sant’Eustachio, rione della zona orientale di Salerno. Un quartiere dove, a detta di molti, la non curanza delle istituzioni si mischia al degrado e alla povertà. A farla da padrone sono sporcizia, erba incolta, mancanza totale (o quasi) di attività commerciali e, perché no, atti di vandalismo. Non di minore importanza, la mancanza di controlli delle forze dell’ordine, denunciata da più residenti della zona nel corso degli anni. Una zona in cui, nelle ore serali, spesso e volentieri si rimane quasi al buio e in cui, di conseguenza, nessuno ha voglia e “coraggio” di transitare. Le famiglie, a differenza di un tempo, preferiscono spostarsi altrove, allontanandosi dall’atmosfera costantemente cupa del quartiere. Poche persone per strada, mancanza di spazi verdi e, addirittura, di panchine nella piazza centrale. Persino alla pensilina dell’autobus, i residenti hanno piazzato delle sedie per coloro i quali attendono il pullman. “Il quartiere è trascurato. C’è sporcizia un po’ ovunque e la stragrande maggioranza dei tombini sono otturati. In questi giorni di pioggia intensa, di fronte al mio negozio si è creato una specie di torrente. Noi commercianti facciamo il possibile per tenere pulita la zona di nostra competenza, ma più di questo non possiamo fare” – dice il titolare del Bar Tabacchi 138, Danilo Serritiello, che poi aggiunge:”I bambini del quartiere non hanno un posto decente dove poter giocare in tranquillità senza correre il rischio di farsi male. Inoltre, ci sono erbacce ed alberi pericolanti un po’ ovunque. Certamente la situazione è tutt’altro che rosea”. Condizione degradante sottolineata anche da Antonio Mauro, titolare dell’omonimo panificio e alimentari situato nel cuore del quartiere:”Siamo abbandonati a noi stessi. La piazza principale, che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita del quartiere, è uno schifo totale. Panchine divelte, fontane dissestate, erbacce, rifiuti di ogni genere e droga. Queste sono le uniche parole che vengono in mente quando si pensa a Sant’Eustachio. A giorni alterni, si rimane quasi completamente al buio. L’ultima volta, abbiamo dovuto aspettare dieci giorni prima che venisse ripristinata la già carente illuminazione. Di fronte al mio negozio c’è una tombino completamente tappato che spesso emana cattivo odore ed attira, inevitabilmente, topi e animali di ogni genere perché non viene fatta alcuna disinfestazione nei mesi estivi. Ad essere onesti – precisa Mauro – la responsabilità è anche di alcuni residenti incivili. Degli sconsiderati padroni di cani lasciano fare bisogni ai propri animali in ogni luogo senza mai raccoglierli e cestinarli. La raccolta differenziata non la fa quasi nessuno e quei pochi che tentano di farla, la fanno nel modo sbagliato. L’altro giorno, hanno persino rubato il bidone della spazzatura di fronte al mio negozio Noi persone perbene non siamo tutelate. Non abbiamo mai visto una pattuglia di polizia o di carabinieri transitare nella zona. Chiediamo un intervento immediato delle istituzioni, perché ci sentiamo l’ultima ruota del carro della città di Salerno”. Da qualche mese, come se non bastasse, il quartiere è letteralmente invaso dai cinghiali, che tengono in apprensione i residenti di via Quintino di Vona:”Di sera, puntualmente intorno alle 23, scendono dalle colline antistanti decine di cinghiali che si appostano di fronte alle nostre abitazioni in cerca di cibo. A quell’ora scatta il “fuggi fuggi” generale, tra chi è in strada con il proprio cane o chi, semplicemente, rientra nelle proprie case – dice il residente Michele Chirico – che aggiunge:”Per fortuna non sono accaduti, per ora, episodi spiacevoli, ma la paura è tanta. Abbiamo segnalato più volte agli organi preposti questa situazione che, finora, non è stata risolta. Speriamo che, prima o poi, gli le istituzioni si decidano ad intervenire per porre fine a questa assurda situazione”.




«Ai commercianti della zona orientale dimezzare le tasse»

di Erika Noschese

Dimezzare le tasse ai commercianti che, nel periodo di Luci d’Artista, subiscono un netto calo delle vendite. A proporlo è Aniello D’Alessio, titolare dell’omonima profumeria di via Santa Margherita, a Pastena. D’Alessio è tra i commercianti che – in più occasioni – si sono schierati contro l’amministrazione comunale rea, a suo dire, di non fare nulla di concreto per incentivare il commercio nella zona Orientale della città di Salerno. «Situazione commercio? Nella zona orientale siamo sotto zero. I problemi sono tanti ma dobbiamo smetterla di parlare di crisi perchè i locali, di sera, sono pieni», ha spiegato D’Alessio secondo cui i problemi – soprattutto nel quartiere di Pastena sono tanti: «uno su tutti è il degrado commerciale, non ci sono attività che hanno un prezzo medio e più si abbassano i prezzi più la situazione peggiora», ha aggiunto D’Alessio. Il titolare dell’omonima profumeria di via Santa Margherita si chiede anche come si può vendere la merce a soli 3 o 5 euro perchè, attacca, «con le tasse da pagare è impossibile e io in primis ho dovuto mandare i miei figli a lavorare altrove perchè non posso mantenerli nel mio negozio». Problemi questi che più di una volta sono stati evidenziati anche dagli altri titolari della zona orientale. Tra queste, la titolare del negozio Baci&Coccole di via F. Antonio Ventimiglia secondo cui le maggiori responsabilità di questo crollo netto nelle vendite è da addossare ai grandi centri commerciali: «La gente non acquista più e se una famiglia va in questi centri commerciali e hanno la possibilità di acquistare tutto, alle volte anche a prezzi convenienti e normale che a farne le spese saranno sempre i negozi di vicinato, costretti a chiudere perchè ormai il nostro settore è letteralmente in ginocchio». Ma di problemi, il quartiere Pastena sembra esserne pieno, a partire dal manto stradale, fino alla pubblica illuminazione, passando per la totale assenza di cestini per buttare anche una semplice carta, senza contare la chiusura delle strade in occasione di grandi eventi come La Notte Bianca che lasciano letteralmente isolati i negozi più distanti e collocati in traverse che, puntalmente, diventano inaccessibili. Discorso questo che, inevitabilmente, vale anche per la kermesse natalizia Luci d’Artista che quest’anno partirà ufficialmente il prossimo 15 novembre. Ed è in questo contesto che si inserisce la proposta di Aniello D’Alessio che chiede un dimezzamento delle tasse per tutti i commercianti della zona orientale: «noi, per 6 mesi l’anno, viviamo il deserto totale, ragion per cui a noi dovrebbero essere dimezzate le strade – ha detto D’Alessio – Bloccando piazza della Concordia e concentrando tutto al centro noi siamo puntualmente isolati». E con il rischio di un trasferimento dei venditori ambulanti dalla zona centrale della città a Mercatello la situazione, secondo il titolare della profumeria D’Alessio – potrebbe solo peggiorare (pericolo, questo, che sembra già scongiurato in quanto gli ambulanti avrebbero rifiutato la proposta dell’assessore Loffredo): «Si fa prima a dire che vogliono la chiusura della zona orientale perchè è a questo che stiamo arrivando, inutile continuare così», ha infatti aggiunto il commerciante salernitano.

Gas radon, un nuovo pericolo si abbatte sui commercianti salernitani: si rischia la chiusura

Un settore, quello del commercio, in profonda crisi, vendite che non decollano e periodo di saldi che non in rari casi fanno registrare veri e propri flop. A questo si aggiunge un nuovo pericolo, quello del gas radon nei locali a piano terra, secondo la legge regionale numero 13 dell’8 luglio 2019. A pagare la misurazione del gas radon dovrebbero essere – a detta di numerosi commercianti della zona orientale – i proprietari dell’immobile. Ed è qui che si scatena la questione: se alcuni hanno scelto la “formula” 50 e 50, ovvero dividendosi il costo totale che varia da 180 a 200 euro, molti hanno esplicitamente richiesto il pagamento totale della quota a carico del titolare del negozio. «Dubito siano cose che spettano a noi, già sovraccaricati di tasse da pagare», ha dichiarato Massimo Gregorio, titolare del bar Metro di Pastena che attende di conoscere nel dettaglio questa nuova legge che potrebbe causare nuovi problemi anche agli esercenti. «Se dovessero riscontrare problemi cosa fanno? Ci chiudono il locale in attesa dei lavori», ha spiegato invece D’Alessio. Gli esercizi commerciali, comprese le scuole, si sono dunque dotati di un dosimetro per avviare le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas. «Purtroppo è obbligatorio altrimenti il nostro negozio risulterebbe inagibile, sono altri soldi da pagare per noi che, al giorno d’oggi, non solo facciamo fatica a pagare le tasse ma anche ad arrivare a fine mese», ha spiegato la titolare di Baci&Coccole che, al momento, non sa se si tratta di una quota unica o se si dovrà pagare ancora, nel corso dell’anno.




Si sgancia pantofrago, tragedia sfiorata sulla linea metro- VIDEO

di Erika Noschese

Poteva avere conseguenze drammatiche l’incidente ferroviario verificatosi, pochi minuti fa, a Salerno. Per cause ancora da accertare, sulla linea metro che collega Salerno e lo stadio Arechi – sul tratto ferroviario tra Pastena e Mercatello – si è sganciato il pantografo che collega il treno alla linea metro. L’incidente si è verificato poco dopo la fermata metro di Pastena. Il pantografo, dopo essersi sganciato, si è conficcato dapprima sulla parte anteriore della metro per poi trascinarsi lateralmente. Fortunatamente, non si registrano feriti. “Questa sera si è perpetrato l’ennesimo incidente sul lavoro. Soltanto la buona sorte ha evitato il peggio. Siamo terribilmente preoccupati, la sicurezza sul lavoro deve essere una necessità primaria, non la si può considerare un semplice costo ma è una necessità primaria per la salvaguardi dei lavoratori e dell’utenza”, hanno dichiarato il segretario generale della Filt Cgil Gerardo Arpino e il segretario provinciale Giuseppe Di Lorenzo.




Chiude “Eco Bistrot” di Pastena: «Per non tradire i nostri principi stop all’attività»

di Erika Noschese

“Il coraggio delle scelte”: con queste parole Irene Aprile e Francesco Cosentini annunciano la chiusura dell’Eco Bistrot, storico locale della zona orientale.. Due parole cariche di tristezza, di dispiacere, magari di delusione per quel progetto interrotto a metà ma che porta, ancora una volta, ad analizzare la drammatica situazione che vive il commercio nella città capoluogo. L’Eco Bistrot, situato sul lungomare Cristoforo Colombo, da tempo era punto di riferimento non solo per gli amanti del buon cibo, anche e soprattutto vegetariano e vegano, ma anche punto di incontro di molte associazioni ambientaliste ed animaliste che, forte dell’amore di Francesco e Irene verso il prossimo, l’ambiente e gli animali, erano soliti organizzare serate benefit allo scopo di raccogliere fondi e far conoscere a sempre più persone l’importanza di sostenere associazioni quali Greenpace Salerno o Sea Shepherd Italia che, proprio presso il locale della zona orientale, hanno avuto la possibilità di incontrare curiosi e sostenitori. Ma ora la parola fine. Si chiudono le saracinesche, si ripongono i sogni in un cassetto e si ricominciare, ancora una volta. Ad annunciare la chiusura del pub ristorante di Pastena sono stati proprio Francesco e Irene, una squadra perfetta sul lavoro e nella vita privata. Lo hanno fatto nel più semplice dei modi, ma forse quello più giusto, per i tanti sostenitori ed affezionati clienti: con un post sul noto canale social Facebook. «Circa due anni fa abbiamo deciso di intraprendere un nuovo viaggio, l’abbiamo prima sognato, poi abbiamo iniziato a fare i bagagli, leggeri come sempre – hanno infatti scritto i titolari – Il viaggio ci ha condotto all’Eco Bistrot, un “progetto” come l’abbiamo sempre definito più che un locale. Il nostro obiettivo era di dare senso e coerenza a un nome che significava tanto per noi e per voi: etica, ecologia, socialità e solidarietà». E da due anni, l’Eco Bistrot era diventato punto di riferimento per tanti residenti della provincia di Salerno e non solo, grazie all’accoglienza informale, all’accessibilità dei pressi, alla qualità ed eticità del cibo, dalle proposte ludiche e culturali alle esperienze sociali e solidali: «tutto era pensato per offrirvi un’esperienza autentica e gratificante, ricca di significato e di stimoli – hanno sottolineato poi Aprile e Costentini – Ora siamo qui a dirvi, con molto dispiacere ma altrettanta consapevolezza, che non riusciamo ad andare avanti. Felici di non aver abbandonato quei principi che ci avevano motivato, anche davanti alle difficoltà economiche e ai pregiudizi, scegliamo ora di chiudere l’attività davanti all’alternativa di dover cambiare la sua identità per renderla sostenibile. ll viaggio continuerà con la nostra cooperativa sociale, ripartiremo con gli stessi bagagli leggeri, carichi di valori ed esperienze, e un nuovo entusiasmo». L’Eco Bistrot di Salerno non delude le aspettative dei suoi clienti e con il sorriso e la caparbietà che ha sempre contraddistinto tanto Irene quanto Francesco, non abbasseranno le saracinesche senza un ultimo saluto: il 1 settembre è infatti in programma, alle 18, un brindisi con tutti i clienti ma soprattutto con gli «amici nuovi che l’Eco Bistrot ci ha portato, il dono più grande e inatteso che questa avventura ci ha regalato».




Lungomare Colombo tra i più degradati della città di Salerno

di Erika Noschese

Il lungomare Colombo tra i luoghi più degradati della città di Salerno. A denunciarlo alcuni residenti della zona tra cui il portavoce locale di Forza Nuova Ciro Picariello che chiede l’intervento dell’amministrazione comunale per riportare agli antichi splendori la zona orientale della città capoluogo. “Il quartiere Pastena è abbandonato”, ha poi denunciato il salernitano secondo cui la zona sembra essere divenuta terra di conquista per ubriaconi e tossicodipendenti che sostano, per lunghe ore, sul lungomare Colombo. “Non potevano mancare i topi che ormai escono in ogni angolo della città di Salerno”, ha poi aggiunto Ciro Picariello che punta l’attenzione anche sulla qualità del mare, ogni giorno sempre più sporco e di colori che rendono l’idea di un profondo inquinamento. “Il sindaco Vincenzo Napoli e tutta l’amministrazione comunale devono darci spiegazioni sul completo abbandono della periferia”, ha poi aggiunto l’esponente di Forza Nuova. Quella di Pastena è solo una delle tante zone degradate della città capoluogo: tra le zone “sporche” di Salerno non si può non menzionare anche il lungomare cittadino. Sempre più spesso infatti residenti e turisti lamentano la presenza di blatte e topi che, nonostante i vari interventi da parte dell’Asl che ha avviato la derattizzazione in vari punti della città capoluogo, persistono suscitando anche ilarità da parte degli stessi salernitani che sui social non risparmiano accuse all’amministrazione comunale rea, a detta di molti, di non concedere la giusta attenzione ai problemi di Salerno. Da qui la richiesta di interventi urgenti affinché si ripristini la sicurezza e si favorisca un mare più pulito soprattutto con la bella stagione quando i litorali salernitani sono affollati con la presenza di turisti.




Preso il killer di Ciro D’Onofrio E’ il 28enne Eugenio Siniscalchi

di Pina Ferro

Fu trucidato la sera del 30 luglio del 2017 con tre colpi di pistola. Alla vigilia del secondo anniversario della morte di Ciro D’Onofrio si chiude, finalmente, il cerchio intorno all’omicidio del 36enne salernitano. Ad impugnare la pistola puntata contro Ciro D’Onofrio sarebe stato Eugenio Siniscalchi, 28 anni, residente a A San Mango Piemonte e già detenuto per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il suo arresto, insieme a quello dei suoi familiari risale a giugno dello scorso anno. E, già allora nell’ordinanza si faceva qualche cenno all’omicidio. Alla base dell’esecuzione, secondo la pubblica accusa vi sarebbe un regolamento di conti determinato da una partita di droga non pagata o da uno screzio. A carico del 28enne, ieri mattina, è stata eseguita un’ordinanza di custoda cautelare. Il provvedimento gli è stato notificato nella casa circondariale di Salerno. Ad Eugenio Siniscalchi viene contestata l’accusa di omicidio volontario aggravato da premeditazione in concorso, detenzione e porto illegale di una pistola calibro 9. Ad uccidere Ciro D’Onofrio, come ha sottolineato, ieri mattina, il procuratore facente funzioni Luca Masini, «è stato compiuto da due persone. Eugenio Sinscalchi aveva un complice, il fratello minorenne all’epoca dei fatti, nei confronti del quale procede un’altra autorità giudiziaria». Ad uccidere D’Onofrio fu il proiettile che si conficcò tra polmoni e cuore determinando delle lesioni a polmoni e a cuore, un secondo proiettile attraversò la scapola e il terzo la coscia. «E’ un omicidio premeditato perchè gli autori giungono sulla scena del crimine a bordo di un ciclomotore di grosse dimensioni armati di pistola, esplodono i colpi di arma da fuoco e poi si danno alla fuga», ha spiegato Luca Masini. Gli autori dell’omicidio avrebbero dato appuntamento alla vittima poco prima dell’agguato. «L’omicidio viene commesso lì – chiarisce Marco Colamonici, uno dei due magistrati titolari del fascicolo insieme con Katia Cardillo – perchè è un posto estremamente familiare a Siniscalchi e nel quale avrebbe goduto e potuto giovarsi di una serie di “tutele”, di garanzie, dell’omertà delle persone che lo frequentavano, qualora fosse stato individuato». Le indagini, affidate alla Squadra mobile di Salerno e con intercettazione acquisite da altre inchieste dei carabinieri, hanno permesso di accertare come il 28enne, all’ora del delitto, si trovasse proprio in via John Fitzgerald Kennedy, zona Est di Salerno. Attraverso un’accurata analisi della scena del crimine, rilievi tecnici, sequestri dei mezzi e comparazione di reperti, acquisizione di immagini delle telecamere di videosorveglianza, analisi dei tabulati telefonici e intercettazioni e dalle dichiarazioni di persone informate dei fatti, è stato possibile per gli inquirenti ricostruire quanto avvenuto quella sera. La vittima viene «convocata sul luogo del delitto, tre minuti prima dell’esecuzione dello stesso. L’ultimo contatto telefonico che D’Onofrio ha prima di essere ucciso è con una utenza che nell’assoluta disponibilità di Eugenio Siniscalchi perchè era il telefono che utilizzava per lo spaccio di stupefacenti. Quel telefono, poi, verrà buttato», dice Colamonici. Masini, inoltre, rileva come «la vittima conoscesse almeno uno dei due aggressori, cioè Eugenio Siniscalchi». Un dato che sarebbe confermato “dalle analisi dei tabulati telefonici e dalle altre fonti di prova acquisite”. Il movente sarebbe riconducibile ad “un debito per pregresse forniture di sostanze stupefacenti, perchè, qualche istante prima, Ciro D’Onofrio è preoccupato per un debito che ha contratto e che non è in grado di onorare”; “certamente, possono esserci anche altri moventi perchè basti ricordare che, poco tempo prima, il 30 maggio dello stesso anno, Ciro D’Onofrio ha subito un attentato, l’esplosione di colpi d’arma da sparo sul serramento della finestra di casa sua. Lui, a distanza di poco tempo, cambia abitazione. Questo e’ lo scenario entro il quale si puo’ inserire uno screzio personale per una condotta tenuta dalla vittima nei confronti di una lontana parente dello stesso Siniscalchi”.

Cercavano il killer, trovarono una famiglia di spacciatori

Sono state le indagini sull’omicidio D’Onofrio, a portare alla luce la fiorente attività di spaccio ed i metodi intimidatori posti in atto dalla famiglia Siniscalchi. A seguito della morte di D’Onofrio furono poste in essere una serie di attività nei confronti di alcuni soggetti sospettati di essere i killer di Pastena. Si trattava di soggetti collegati a D’Onofrio che era sia assuntore che spacciatore di droga. E, proprio per tale motivo le indagini si sono mosse nell’ambito della contrapposizione violenta tra soggetti coinvolti nell’attività di spaccio al fine di conquistare la gestione delle varie piazze di spaccio presenti a Salerno. Tra le persone maggiormente sospettate del delitto vi è stato, fin da subito, Eugenio Siniscalchi. Per tale motivo le investigazioni sono state concentrate su di lui e su una serie di soggetti a lui collegati. Le indagini, hanno portato alla luce il traffico di droga posto in essere e le attività di illecita detenzione e porto di armi da parte di G.S. all’epoca dei fatti minore.

L’affronto del nipote di Ciro D’Onofrio al fratello minore

L’utilizzo delle armi veniva paventato anche per “lavare” degli sgarbi subiti. Ad esempio in una delle intercettazioni nella cucina dell’abitazione della famigtlia Siniscalchi, (intercettazioni annesse alle indagini che poi hanno portato al blitz del giugno del 2018) viene manifestata la chiara intenzione di utilizzare armi da fuoco per dirimere delle questioni da parte di Eugenio e del fratello minore. Il riferimento è ad una presunta minaccia della quale il minore G.S. rivoltagli da Vincenzo Ventura, nipote di Ciro D’Onofrio (figlio della sorella). Eugenio conversando con i familiari dice che con una mazza da baseball “lo deve spezzare mani e cosce”. “Doveva fare una cosa a mio fratello !! io l’uccidevo…proprio l’uccidevo”. Poi aggiunge “incominciamo a minacciare il padre… poi incominciamo a vedere perché stasera gli sparo”. La madre intervenendo esorta il figlio maggiore a stare fermo perchè deve essere il minore, colui che ha ricevuto le minacce a “vedersela”. Successivamente Eugenio in preda alla rabbia aggiunge: “La metto io mi mano la pistola a mio fratello questa sera… la metto io, io. Ma lo deve andare a sparare davanti alla pizzeria a Matierno….”. Durante una partita a poker presso la propria abitazione, Eugenio Siniscalchi, sempre riferendosi al suo possesso di armi in particolare di una calibro 6,35, affermò anche di avere una seconda pistola e di averla utilizzata: “sparando ad una persona” e commentando “non si muove proprio”

 




Semina scompiglia e si denuda prima dinanzi ad un market e dopo sulla linea 13 del bus

di Erika Noschese

Attimi di paura, ieri mattina, sull’autobus della linea 13 Pastena Giovi, verso le 13 circa. A seminare il panico un senza fissa dimora, già noto anche alle forze dell’ordine. L’uomo, poco prima di salire a bordo del mezzo pubblico era stato cacciato da un supermercato della zona per aver infastidito alcuni clienti a cui chiedeva di abbassare i pantaloni o alzare le gonne. Solo dopo che il titolare ha minacciato di chiamare le forze dell’ordine l’uomo ha lasciato il locale per dar vita ad uno spettacolo a dir poco indegno all’esterno dello stesso: il clochard ha infatti abbassato i pantaloni e si mostrava nudo ai passanti. Successivamente, ha preso l’autobus intimando ad un utente di cedergli il posto: «Muoviti, alzati prima che non ti metta le mani addosso che io sono stanco», ha infatti gridato l’uomo conosciuto nella zona orientale come o’ Tarall. Ma ad un certo punto, il senzatetto ha dato in escandescenza, urlando contro le persone, per richiamare la loro attenzione per poi mettersi le mani nei pantaloni. L’autista ha immediatamente fermato il mezzo pubblico chiedendo all’uomo di scendere. A nulla però sono servite le parole del dipendente Busitalia tanto che molti utenti hanno iniziato ad inveire contro di lui. «O PROVINCIA Ingiusta detenzione: lo Stato ha sborsato 800 milioni di euro scendi ora o ti facciamo male», ha gridato una ragazza, molestata dal clochard. «Io non scendo. Tieni, vedi che ti faccio vedere», ha ribattuto prontamente l’uomo abbassandosi ancora una volta i pantaloni. A quel punto è scattata la telefonata alle forze dell’ordine ma nel frattempo o’Tarall continuava ad inveire contro i presenti e lo stesso autista che, dal canto suo, ha fatto l’impossibile per mantenere la calma e soprattutto per tenere in sicurezza gli utenti, frapponendosi tra loro e l’uomo per evitare eventuali contatti fisici tra le parti. Solo dopo una lunga e accesa discussione l’aggressore è sceso dal pullman. Del resto, non è la prima volta che o’Tarall si rende protagonista di episodi simili tanto che in passato sarebbe stato cacciato anche dalla mensa dei poveri della zona orientale.




Abbandono, degrado e indifferenza L’idea di una giunta a costo zero per “salvare” la città di Salerno

di Erika Noschese

Una giunta comunale a costo zero per «dimostrare all’amministrazione comunale cosa si potrebbe davvero fare per la città di Salerno»: è la proposta del salernitano Aniello D’Alessio, titolare dell’omonima profumeria nella zona orientale della città che denuncia, ancora una volta, la situazione di degrado in cui versa la città di Salerno: «Stamattina (ieri per chi legge, ndr) mi sono svegliato presto e sono andato a fare la mia consueta corsa Pastena-Vietri sul Mare. Devo dire che non ho mai visto la mia città così sporca – ha attaccato D’Alessio – Vorrei chiedere a chi ci governa cosa sta facendo di concreto per la città? De Luca è già in ferie?». Da qui la proposta di realizzare una giunta a costo zero, senza stipendio, fatta di professionisti in grado di dare davvero una svolta e far sì che Salerno si riprenda davvero, sia in termini economici sia per quanto riguarda il fattore pulizia e decoro urbano. «Il nostro assessorato al commercio è ormai alla frutta», ha poi attaccato D’Alessio che gà in passato aveva puntato il dito contro l’amministrazione comunale, colpevole di lasciare la zona orientale priva di qualsiasi attrattiva nel periodo di Luci d’Artista, mettendo seriamente in ginocchio il settore del commercio, con negozi ormai prossimi alla chiusura. Il titolare della profumeria snocciola le varie problematiche che attanagliano la città capoluogo, a partire proprio dalla pulizia, totalmente assente in più punti della città: «Il Comune di Salerno spende soldi per questi parassiti che stanno distruggendo l’immagine della nostra città», ha poi attaccato il salernitano, sottolineando ancora come Salerno sia la città con la Tari più alta d’Italia, nonostante il degrado in cui riversa: «Oltre ai vari problemi, siamo l’unica città a pagare la spazzatura con F24 e se una persona ultra settantenne ritarda nel pagamento è costretta ad affidarsi ad un commercialista per ricalcolare i costi». E ancora: «Per vivere e governare una città come la nostra non si ha bisogno di lauree particolari ma di passione e di senso di appartenenza alla nostra comunità». D’Alessio ormai da tempo chiede all’amministrazione di cambiare la rotta, per far sì che il mondo del commercio possa finalmente tirare un sospiro di sollievo ma, ad oggi, nulla sembra essere cambiato e in città sempre più negozi sono pronti a chiudere definitivamente le saracinesche.