I navigator protestano, il Governatore li snobba

di Erika Noschese

Navigator campani sul piede di guerra. Dopo la decisione del governatore della Regione Campania di non procedere alla firma dell’accordo con l’Anpal, l’Agenzia nazionale per il lavoro che permetterà ai vincitori del concorso di iniziare a lavorare, ieri mattina i 471 navigator, coloro che dovranno guidare chi percepisce il reddito di cittadinanza nella ricerca di un lavoro, che hanno superato il concorso pubblico hanno protesta sotto Palazzo Santa Lucia, insieme ai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle per esprimere il loro dissenso circa i comportamenti del presidente De Luca. «Noi fino ad ora stiamo stati zitti perché non volevano né strumentalizzare la vicenda né rischiare che non approdasse ad una soluzione», ha dichiarato la consigliera regionale Valeria Ciarambino che non risparmia attacchi al presidente della Regione Campania il cui comportamento, secondo la pentastellata, è «truffaldino». Intanto, proprio dai navigator salernitani è partita, nella serata di domenica, una petizione online per “difendere il diritto al lavoro e la dignità umana”, come recita la petizione avviata dalla salernitana Flavia Sabatino, insieme ad Anna Guariglia e Giuseppe Durante, tra i promotori dell’iniziativa. Da qui la richiesta al governatore di firmare la convenzione al fine di garantire l’occupazione dei 471 navigator vincitori in Campania. Dopo solo poche ore, la petizione ha superato le 700 firme, l’obiettivo è raggiungerne mille. Intanto, nella tarda mattinata di ieri da Palazzo Santa Lucia hanno accettato di far salire i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle ma ha impedito l’accesso ad una delegazione di navigator che chiedeva di prendere parte all’incontro. I navigator campani hanno poi chiesto alla consigliera Ciarambino di mediare con l’Anpal affinché proceda con i corsi di formazione e relativi contratti. Intanto, il prossimo 31 luglio i navigator saranno a Roma per cercare una mediazione con il governo nazionale. La protesta si è comunque conclusa con un nulla di fatto in quanto neanche ai consiglieri regionali è stato concesso di incontrare il governatore che, a detta dei responsabili, non era presente in sede. Il neo capostaff di De Luca, Bruno Cesario, ha invece in programma un incontro a breve ma di date certe, almeno per ora, non se ne parla. Intato, proprio De Luca, nella serata di ieri ha ribadito il suo “no” alla convenzione: «La Regione Campania l’ha detto fin dall’inizio che non avrebbe aderito a nessuna operazione di creazione di un ulteriore serbatoio di precariato. Se invece si ritiene che i cosiddetti navigator siano dentro un provvedimento strutturale, perché nei prossimi anni ci sarà bisogno di queste figure, allora i Navigator devono essere assunti a tempo indeterminato dall’Anpal». Non si esclude, tra le altre cose, una class action da parte dei navigator per chiedere ora il rimborso spese di quanto sostenuto fino al concorso.

Giuseppe, 59 anni: «De Luca viola il nostro diritto al lavoro e alla dignità umana»

Giuseppe, 59 anni; Francesco Giordano, avvocato: sono solo due dei 77 navigator salernitani che ieri mattina erano a Napoli per protestare contro la decisione del governatore De Luca di non firmare l’accordo con l’Anpal. «Sappiamo che legalmente la petizione non ha alcun valore ma vogliamo mostrare al presidente della Regione che non siamo soli, abbiamo dalla nostra parte molte persone, salernitane e non», ha spiegato Giuseppe, 59enne di Salerno che risulta tra i vincitori del concorso. Solo nel salernitano infatti sono 77 i navigator che dovranno sistemarsi nei 12 centri per l’impiego presenti su tutto il territorio per aiutare i possessori del reddito di cittadinanza a trovare lavoro. «Siamo qui per chiedere la tutela del diritto al lavoro e ci aspettiamo che De Luca cambi idea», ha poi aggiunto il salernitano che crede molto nella figura del navigator in quanto «innovativa sotto ogni punto di vista». Tra i presenti alla manifestazione anche l’avvocato salernitano Francesco Giordano: «È’ un boicottaggio inaccettabile – ha dichiarato – De Luca nemico dei campani e nemico di Salerno». La Campania, ad oggi, è l’unica regione d’Italia a non aver firmato la convenzione per procedere con i contratti e i corsi di formazione.

Una mozione a favore dei navigator

«Il governatore pro tempore per i suoi sporchi giochi politici sta giocando con la vita di 500 persone». Lo ha dichiarato il consigliere comunale e provinciale Dante Santoro pronto a scendere in campo al fianco dei quasi 500 vincitori del concorso da Navigator in Campania. Quella dei navigator, secondo il consigliere comunale e provinciale, è una figura necessaria «per permettere a 90 mila campani di fruire del diritto a percepire il reddito di cittadinanza. La prepotenza ed arroganza disumana di questo governatore sta negando un diritto a 500 persone, creando apprensione e tensione con le loro famiglie, ed usando il disagio di 90mila campani per fare una politica che usa come merce politica la vita di migliaia di campani. Aldilà dei colori politici non potremo mai accettare che tutto ciò avvenga, siamo pronti alle barricate sia sul livello comunale che provinciale». La vicenda presto approda a Palazzo di Città e Palazzo Sant’Agostino dove Santoro porterà una mozione in loro supporto nelle due assise e «sarò il loro portavoce in questa battaglia giusta contro l’arroganza del potere. Le amministrazioni delle vergogne, dal livello comunale a quello regionale, questa volta hanno superato ogni limite e noi siamo pronti alle barricate contro questi abusi di potere insopportabili», ha aggiunto il consigliere salernitano.




B&B, approvata la proposta del consigliere Enzo Maraio

Erika Noschese

Il consiglio regionale della Campania approva la proposta del consigliere del Psi Enzo Maraio in merita alla legge annuale di semplificazione 2018, in merito all’aumento dell’occupazione con sviluppo delle aree interne e l’implemento dei B&B. Nello specifico, la legge annuale di semplificazione 2018 approvata ieri nel corso del consiglio regionale, prevede interno due emendamenti presentati dal consigliere Enzo Maraio e che hanno ottenuto pieno assenso da parte del “parlamentino” regionale perché puntano a sostenere l’economia del territorio con azioni concrete sul fronte del rilancio e del sostegno alle realtà imprenditoriali. In pratica, si definiscono importanti novità per il settore delle attività extralberghiere ed a favore delle imprese che decidono d’investire nei territori interni a forte rischio di spopolamento. Per quanto riguarda l’emendamento che interviene direttamente nella disciplina dei B&B, con il “si” del consiglio regionale di oggi si va a modificare il comma 1 della legge regionale 5/2001 aumentando da 3 a 4 le camere e fino ad un massimo di 8 posti (due in più rispetto ai 6 previsti in precedenza). In questo modo si consente un ampliamento dell’offerta ricettiva con una conseguente risposta alla crescente domanda di pernottamenti registrata negli ultimi tempi. «Con questa disposizione – dichiara il consigliere Enzo Maraio – da un lato aumentiamo la capacità ricettiva dei B&B aumentando la disponibilità complessiva dei posti letto e dall’altra si combatte il sommerso. Ora credo sia quanto mai necessario proseguire l’azione di investimento anche per gli alberghi, che vanno sostenuti e supportati soprattutto nella finalità di destagionalizzazione e adeguamento delle strutture, magari prevedendo crediti d’imposta per i lavoratori e fondi di garanzia per accedere più facilmente al credito». Secondo i dati forniti dall’Ente Provinciale per il Turismo, solo per la provincia di Salerno, risultano censite 1750 strutture extralberghiere mentre sulle piattaforme di incoming ne risulterebbero più di 5mila. Investire nel settore turistico innesca una maggiore attenzione anche per gli investimenti in campo culturale. La presenza dei turisti stranieri è aumentata del 44,1%; sono cresciute del 69% le ricerche su Google attraverso le chiavi “turismo in Campania” e “dove dormire in Campania”. Segue lo stesso orientamento l’emendamento per il quale con la Legge di Semplificazione 2018 si introducono una serie di disposizioni che vanno ad incentivare l’occupazione e favorire lo sviluppo economico nei territori regionali interni costretti a fare i conti con un basso tenore di vita ed una grave forma di disoccupazione. In particolare, si prevede l’adozione di criteri di premialità per la concessione di agevolazioni alle imprese che garantiscono la permanenza, il ripristino o il rinnovamento delle condizioni di vitalità e sostenibilità socio-economica, culturale ed ambientale, di qualità urbana, funzionale e prestazionale, nelle aree interne a forte rischio di spopolamento della regione, quali i comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti. «I piccoli comuni in Campania sono 355 su 550. Parliamo, dunque, di una popolazione complessiva di 683.368 abitanti su un totale di 5.861.529 – aggiunge il consigliere Maraio – A ben vedere si tratta di una potenziale risorsa ed è quindi necessario un intervento strutturato da parte dell’amministrazione regionale affinché in queste aree sia favorita l’occupazione. I piccoli comuni rappresentano una preziosa risorsa: sono custodi di storia, di tradizioni e di una cultura popolare che vanno valorizzati, difesi e sostenuti con misure adeguate ed incisive».

Natella: “Opportunità anche per la città di Salerno”

«L’approvazione in Consiglio Regionale della Campania di alcune importanti innovazioni nel campo del turismo, proposte del consigliere Enzo Maraio e contenute nella legge di semplificazione annuale del 2018, produrrà effettivi positivi sui territori». A dichiararlo è il consigliere comunale del Psi Massimiliano Natella. «Aumentare la possibilità ricettiva dei B&B, passando da un massimo di 3 camere a 4 e da 6 a 8 posti letto, è una opportunità di sviluppo economico per le tante famiglie che hanno investito in questa attività – ha poi aggiunto il socialista – Il numero dei B&B, a Salerno e provincia, è cresciuto di anno in anno anche grazie ad una politica che ha valorizzato idee e progetti a sostegno del turismo. Le strutture extralberghiere sono un interessante tassello dell’economia locale che vive di turismo tutto l’anno. Oltretutto i dati sulle presenze dei turisti, in tutta la provincia di Salerno, sono rassicuranti». «La presenza in città di visitatori, italiani e stranieri è la cartina al tornasole di questo progetto costruito su una serie di iniziative in grado di proporre un variegato ventaglio di offerte: dai concerti agli spettacoli teatrali, dalle mostre ai percorsi guidati ai siti storici ed artistici della città», ha dichiarato infine.




Presidio dei lavoratori delle Pisano sotto Palazzo Santa Lucia- VIDEO

Presidio dei lavoratori delle Fonderie Pisano, quest’oggi, sotto Palazzo Santa Lucia. Da mesi, ormai, i dipendenti attendono di conoscere la data di un incontro con i dirigenti della Regione Campania per discutere della delocalizzazione. Ad oggi, però, nessun incontro è stato fissato e i lavoratori hanno dato vita ad un presidio di protesta. “Siamo sotto al sole da circa 3 ore e nessuno ci ha ricevuto, neanche per fissare la data di un incontro. Vogliamo avere solo ciò che ci è stato promesso dalla Regione”, hanno dichiarato i dipendenti dello storico opificio di via Dei Greci, a Fratte.




Non va meglio nei centri per l’impiego: pc guasti da una settimana

Andrea Pellegrino

Qualcosa sembra essere andato storto nel passaggio dei centri per l’impiego dalla Provincia alla Regione Campania. Al di là dell’annuncio che risale a qualche mese fa da Palazzo Santa Lucia, nulla è cambiato. Anzi, probabilmente qualcosa funziona ancora meno. Da oltre una settimana negli uffici di via Sichelgaita regna l’immobilismo. Le segnalazioni che arrivano in questi giorni sono numerose. E, a quanto pare, anche i responsabili del servizio, sono stati informati in diverse occasioni. colpa della rete internet, dei collegamenti e dei computer, le giustificazioni che da oltre sette giorni, gli impiegati – ora alle dipendenze della Regione Campania – propinano agli utenti, ormai clienti fissi dell’ufficio per il lavoro. C’è chi si arrabbia, chi fa la voce grossa, chi rassegnato decide di soprassedere e ritornare. Anche il rilascio di un semplice certificato diventa un’impresa. E nulla è cambiato rispetto alla gestione precedente, ossia quando i centri per l’impiego erano alle dipendenze dell’amministrazione provinciale di Salerno. Stessi tempi, stessi disagi. Quasi tutti riconducibili a problemi tecnici legati ai pc o alla rete internet. A nulla servono le email di protesta (casomai qualcuno rispondesse) o le urgenze rappresentante dai giovani in cerca di lavoro. Tutto resta aggrappato ad un rinvio. Ma il giorno successivo il disagio è sempre lo stesso. Eppure parliamo dei centri per l’impiego: gli uffici che dovrebbero agevolare le pratiche relative al lavoro. Anzi dovrebbero aiutare anche a trovare una occupazione ai giovani e ai disoccupati. Ma al momento la sfida da superare pare sia quella di ripristinare un collegamento internet. Anno: 2018.




38mila euro a Roberto Esposito per gestire la comunicazione

Sarà la DeRev del salernitano Roberto Esposito a curare la comunicazione relativa alle attività della giunta regionale della Campania. Un ritorno di fiamma, quello tra la società che si occupa di social media, comunicazione web e crowdfunding e il presidente Vincenzo De Luca: fu la stessa azienda, nel 2015, a occuparsi della campagna di raccolta fondi durante le Regionali del 2015. In vendita, trascinati dallo slogan #Maipiùultimi, t-shirt, felpe e berretti: furono raccolti 73mila euro, anche se buona parte di quelle risorse (58.600 euro, ovvero il 79,4%) provenne da eventi e cene svoltisi a Salerno e provincia. La gara per affidamento del servizio di “realizzazione di azioni di comunicazione, sensibilizzazione e informazione rivolte ai cittadini e a target specifici sulle attività della giunte regionale” – per un ammontare complessivo di 38mila euro, Iva esclusa, per il 2018 e il 2019 – non è ancora stata formalmente aggiudicata ma si tratterebbe di una questione di poche ore ancora. Tra i “clienti” della società, si legge sul sito di DeRev, c’è stato anche il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. Di recente, l’ex vicepresidente della Camera è stato querelato per quattro volte da De Luca e, in questi anni, i due si sono reciprocamente attaccati sui media. In un post del 12 febbraio 2016, la società scrive: “Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera dei Deputati si è rivolto a DeRev per la gestione dei propri canali di comunicazione sui social media”. Mentre Roberto Esposito, nel settembre del 2017, pubblicava sul suo profilo privato una foto con Di Maio. A chi lo criticava per la scelta, rispondeva:”noi vendiamo dei servizi e non facciamo gli ultras, per cui si tratta di una scelta di business e non politica, che negli ultimi anni ci ha premiato e rafforzato riconoscendoci una reputazione, una professionalita’ e dei risultati che vanno oltre i singoli partiti”. La scelta di De Luca di investire sulla comunicazione istituzionale è stata più volte palesata dallo stesso governatore dopo la sconfitta del Pd alle elezioni del 4 marzo mentre, dallo scorso weekend, ogni settimana il governatore preparerà un report per la stampa su tutte le attività svolte dalla giunta regionale. Alla DeRev, invece, dovrebbe essere affidato il compito di gestire i social del governatore, prima affidati alla Mr&Associati Comunicazione, guidata da Pietro Raffa. Intanto, il Movimento 5 Stelle non risparmia accuse al numero uno di Palazzo Santa Lucia. In particolare, la consigliera Valeria Ciarambino accusa il governatore di essere sempre in campagna elettorale: «Vincenzo De Luca non ha mai esaurito la sua campagna elettorale. Fin dalla sfida alle regionali della primavera 2015, anche dopo aver messo piede a Palazzo Santa Lucia non ha avuto altri interessi che destinare risorse e tempo per promozionare la sua immagine e provare a coprire i suoi puntuali fallimenti. Senza riuscire in nessuno dei due casi. La sua popolarità è in calo verticale, al punto da perdere 25 posizioni nella classifica dei governatori più amati. Ed è a tal punto disastrosa la gestione della macchina amministrativa regionale, da essergli risultata del tutto vana anche l’ultima campagna “Un anno per la Campania”: 38mila mila euro investiti in squallidi opuscoli e altri 38 per la realizzazione di spot per le tv regionali, solo per portare a conoscenza dei cittadini un lungo elenco di annunci, puntualmente sbugiardati da numeri e dati di fatto. Soldi pubblici dai quali continua ad attingere con l’unico scopo di rilanciare la sfida per le regionali del 2020. Una sfida impossibile che oggi prova ad affrontare ancora una volta con risorse della collettività, affidandosi ad una società esperta in comunicazione social», ha dichiarato la consigliera regionale, Ciarambino. «In una regione con la sanità al collasso, un tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa e i trasporti all’anno zero, questo governatore, dopo aver dedicato l’ultimo trimestre unicamente alla campagna per la bruciante sconfitta del figlioletto Piero, oggi si preoccupa di rifugiarsi dietro un profilo social. Un espediente che non servirà a incantare la gente di questa regione, ma solo a sperperare altro denaro dei campani» ha detto infine.




Casillo presenta il conto al governatore. Ipotesi Della Greca per il dopo De Luca jr

di Andrea Pellegrino

La rivolta del Partito democratico campano contro Vincenzo De Luca non tarda ad arrivare. Mario Casillo presenta già il conto: giunta politica e delega ai trasporti per lui ed assessorato per Assunta Tartaglione, segretaria regionale del Pd dimissionaria e parlamentare non rieletta. Anche a Caserta il clima è incandescente. L’elezione di Piero De Luca sul collegio casertano (dopo la sonora sconfitta del primogenito del governatore nel collegiouninominale di Salerno) ha bloccato la rielezione dell’uscente Camilla Sgambato, che ora attende un nuovo incarico da parte del presidente della Regione Campania. Ma la lista è ancora lunga. C’è il caso De Mita che anche stavolta ha preferito Vincenzo De Luca ad un accordo a destra mettendo su una lista di fortuna che non ha gratificato il nipote Giuseppe che ora punterebbe anche lui a ritornare a Palazzo Santa Lucia. Per ora il governatore avrebbe rispedito al mittente tutte le proposte. Non si tocca nulla in attesa di sviluppi a livello nazionale. Le coperture (politiche) di De Luca al Nazareno sarebbero pari a zero, soprattutto dopo le dimissioni di Matteo Renzi dalla segreteria e la fuoriuscita dell’intero giglio magico, compreso Luca Lotti che da tempo media tra le anime antideluchiane del Pd ed il governatore della Campania. Sullo sfondo l’inchiesta Sma che fa tremare ancora la politica campana e che ha già colpito alti dirigenti e politici vicini all’amministrazione regionale. In ultimo il caso Salerno con i risultati che hanno certificato una profonda crepa nel «sistema deluchiano». E mentre si valutano mosse e strategie, compreso un turn over delle presidenze delle società municipalizzate, a Palazzo di Città è sempre meno probabile un ritorno di Roberto De Luca nell’esecutivo Napoli. Per la sostituzione circola il nome di Luigi Della Greca, ex super dirigente del comune di Salerno (ai tempi di De Luca sindaco) ed attuale consigliere politico del presidente della Regione.




Il 12 gennaio alla Sma preparavano l’atto. A Portici incontravano Nunzio Perrella

di Andrea Pellegrino

Il 12 gennaio alla Sma Lorenzo Di Domenico, consigliere delegato – attualmente dimissionario – firma la delibera per individuare un idoneo operatore per il servizio di movimentazione interna, prelievo, trasporto e smaltimento dei fanghi (provenienti dagli impianti di depurazione), attraverso ricerca di mercato. È lo stesso giorno in cui a Portici, Nunzio Perrella incontra un alto funzionario della Regione per trattare dell’appalto. Era stato contattato il giorno precedente. Il tutto viene ripreso da Fanpage nel terzo video che incastra Iacolare (presidente Sma dimissionario) e l’ex consigliere comunale di Ercolano, Oliviero, ripreso mentre preleva la valigetta, che poi si scoprirà essere vuota. L’emergenza è messa nero su bianco dalla delibera della Sma. E la procedura utilizzata è giustificata da «specifiche indicazioni da parte della Regione Campania» e dalla necessità «digarantire la funzionalità degli impianti». Si tratta, nello specifico, degli impianti di depurazione di Foce Regi Lagni, Napoli Nord, Marcianise, Acerra e impianto di grigliatura di Succivo. Date, atti e situazioni, dunque, che coincidono con gli incontri e le proposte degli intermediari con l’agente infiltrato di Fanpage. Materiale ora al vaglio della Procura della Repubblica di Napoli che tra gli altri indaga anche sul consigliere regionale Fdi, Passariello, candidato alla Camera con il centrodestra e su Roberto De Luca, che qualche giorno fa ha lasciato la carica di assessore al bilancio al Comune di Salerno. Raffaele Cantone, intanto, precisa: «Sulla vicenda Sma noi come Anac abbiamo fatto un’ispezione, mandando la Guardia di Finanza, dopo aver ricevuto una segnalazione. Gli esiti sono stati mandati per la parte di competenza alla Procura della Repubblica di Napoli». L’ispezione è quella partita dopo le denunce di Fausto Morrone, ex sindacalista Cgil ed ex consigliere comunale di Salerno, che alla Sma ha avuto il ruolo di responsabile dell’anticorruzione. Ma per il presidente dell’Authority: «Non abbiamo fatto nessun altro tipo di controllo e non abbiamo vigilanza collaborativa sugli appalti della Sma, la vigilanza cooperativa riguarda solo gli appalti delle ecoballe». A Palazzo Santa Lucia, infine, Vincenzo De Luca revoca l’incarico a Iacolare da consigliere politico del presidente. L’uomo del patto di Marano (sancito tra De Mita e De Luca a danno di Caldoro), dopo la Sma, perde anche la consulenza politica nel governo regionale. Con un decreto pubblicato ieri, De Luca rimodula la sua squadra, cancellando Biagio Iacolare e i dimissionari Nello Di Nardo (protezione civile, oggi candidato con Forza Italia) e Franco Alfieri (candidato con il centrosinistra nel collegio di Agropoli) ed aggiungendo Luigi Barone che si occuperà di Universiadi, insieme a Franco Porzio. Insomma per un demitiano che va via, c’è un alfaniano che entra.




Querelle tra Amatruda e De Luca

Gaetano Amatruda, vice coordinatore provinciale di Forza Italia “invitato” ad abbandonare l’aula di Palazzo Santa Lucia dal governatore Vincenzo De Luca. Amatruda avrebbe riso durante l’intervento del numero uno di palazzo Santa Lucia e, a quel punto, l’ex sindaco di Salerno avrebbe interrotto il suo discorso per invitare il vice coordinatore ad andar via: «Puoi smettere di ridere perché non te ne vai, fai la persona civile oltre a raccontare imbecillità», avrebbe detto De Luca, rivolgendosi alla platea che, tra i presenti, vedeva anche il capo dell’opposizione alla Regione Campania, Stefano Caldoro. Non sono mancate le reazioni da parte del centro destra, schieratosi a favore del vice coordinatore. «Vincenzo De Luca ormai ha perso la pazienza, capita perché i numeri della Campania sono sempre peggiori», ha dichiarato l’europarlamentare di Forza Italia, Fulvio Martusciello. «L’invettiva contro Gaetano Amatruda, vice coordinatore provinciale di Forza Italia e già portavoce di Caldoro, è il segno del nervosismo. Ed è l’insofferenza verso quelli che denunciano i problemi. Amatruda non ha lasciato l’Aula e, sono certo, continuerà con altri in questa attività di denuncia», conclude l’europarlamentare. Parole di solidarietà quelle espresse, invece dal gruppo Caldoro: «Solidarietà a Gaetano Amatruda giornalista professionista. Il Presidente della Giunta, Vincenzo De Luca, ha interrotto il suo intervento in Aula per chiedere l’allontanamento del giornalista. Un attacco a chi fa il proprio dovere, che racconta la realtà dei fatti ed esercita il diritto di critica». Solidarietà espressa anche da Alessandra Caldoro, sorella dell’ex governatore.




«Piano rifiuti regionale inadeguato»

Erika Noschese

«Un piano rifiuti regionale inadeguato, non adatto a risolvere il problema in Campania». Parla così Stefano Caldoro, capo dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania, criticando il piano messo a punto dalla Giunta guidata da Vincenzo De Luca. Caldoro annuncia di aver fatto tre diverse segnalazioni agli organi istituzionali europei, il Parlamento, la Commissione e la Corte dei Conti in Lussemburgo. «Anche Europa e il Governo – ha affermato – ritengono il piano inadeguato e non sufficiente, c’è la necessità di tornare al nostro piano, quello che l’Europa aveva promosso. Ad ora, con il piano regionale, ci guadagnano solo le ditte che trasportano i rifiuti fuori regione». Sul tema dei rifiuti, Caldoro ha ricordato che, stando a quanto previsto dal piano, le gare per gli impianti di compostaggio, sarebbero dovute partire a gennaio 2017 ma al termine di questo anno non ci sono ancora le gare. «De Luca ha provato a convincere i sindaci del Casertano per impianti sui loro territori – ha sottolineato – e li ha portati in un impianto di Salerno evidenziando che non c’erano problemi e che l’aria era buona. Quell’impianto è chiuso da 8 mesi, non funziona. L’impianto è fermo dal 2016 e non produce nulla di ciò che dovrebbe – ha sottolineato – il rifiuto che viene portato lì, non è quello che dovrebbe entrare in quell’impianto». Caldoro è duro anche con la decisione di Palazzo Santa Lucia di aver individuato alcuni territori per la realizzazione di impianti scelti “come fossero pattumiere”. «Saremo accanto ai cittadini e agli amministratori che vorranno opporsi – ha fatto sapere – speriamo che il sindaco di Giugliano si ravveda», ha dichiarato il capo dell’opposizione. Dello stesso avviso anche Giovanni Romano, responsabile del settore Ambiente per Forza Italia che, a proposito del mezzo punto in più di raccolta differenziata, ha dichiarato: «Il fallimento del piano rifiuti di De Luca è tutto nei numeri: non serve a nulla dire che è stato guadagnato mezzo punto in più di raccolta differenziata. Il fallimento del piano dimostra di essere incongruente rispetto ai fabbisogni della regione, rispetto agli obiettivi previsti. Le società provinciali di rifiuti sono gravate da 600milioni di debiti a cui si aggiungo i problemi dei Comuni nella riscossione della tassa. Ad oggi la Campania ha il più alto costo per la gestione del ciclo dei rifiuti». Romano, assessore regionale all’Ambiente nella Giunta Caldoro, ha ricordato la procedura di infrazione per i rifiuti e la multa comminata dall’Europa. «Oggi paghiamo 120mila euro al giorno – ha sottolineato – ed è dimezzata rispetto ai 240mila euro iniziali perché, con un lungo lavoro, abbiamo dimostrato all’Europa che il nostro piano stava dando i suoi frutti, ma ora rischiamo che si torni all’ammontare precedente, con valore retroattivo». «Non si sa più niente della riduzione dei rifiuti – ha concluso – quando siamo andati via, avevamo lasciato un piano, finanziato con 30milioni di euro che derivavano da meccanismi di premialità. Ora non si sa più niente».




Mercatini: 250mila euro per l’allestimento, 100mila euro gli introiti presunti Il Capodanno costa 265mila euro. Otto milioni di fondi mandati da De Luca

Andrea Pellegrino

Duecentosessantacinquemila euro è la somma stanziata per il Capodanno in Piazza che quest’anno porterà sul palco Fiorella Mannoia e Serena Autieri. E’ una delle spese natalizie iscritte nel bilancio comunale insieme ai 2 milioni e 695mila euro (2 dei quali mandati da Vincenzo De Luca da Palazzo Santa Lucia) per le spese di luminarie ed addobbi natalizie; 36mila euro di piante ed arredi natalizi e 16mila euro per i bagni chimici a lungomare. Altro capitolo riguarda di Mercatini di Natale: su uno stanziamento di 250mila euro per l’allestimento si prevede un introito di 100mila euro. A conti fatti i mercatini – finiti tra l’altro al cento delle polemiche negli ultimi giorni – potrebbero costare al Comune 150mila euro. Ma le cifre a 7 cifre non riguardano solo le Luci d’Artista. Basti pensare che la gestione concertistica del Teatro Verdi costa 3 milioni e 26mila euro mentre 200mila sono stanziati per il cartellone del teatro campano. Ma niente paura, i soldi (quasi tutti) arriveranno direttamente da Napoli. Infatti, secondo gli stanziamenti si prevedono: 3 milioni per il Teatro Verdi più ulteriori 675mila euro; 135mila per il Festival Linea d’Ombra (104mila euro per direzione e casting e 20mila euro per la comunicazione) e 250mila euro per il Premio Charlot (anche se si prevede uno stanziamento totale di 435mila euro in bilancio) ed, infine, ulteriori 2 milioni per iniziative turistiche e culturali. Totale 8 milioni di euro (luci d’artista comprese) per eventi della città di Salerno.