Via Croce, scoppia il caso politico Il sindaco vuole il ritiro dell’odg

di Andrea Pellegrino

Non c’è accordo completo sulle mozioni per chiedere il ripristino della ztl in via Monti e del doppio senso di circolazione. Il sindaco Napoli propone il ritiro degli argomenti dal Consiglio comunale fissato per lunedì, azionando un inevitabile caso politico. Ieri pomeriggio il vertice di maggioranza in vista della seduta consiliare. Nonostante le molte assenze, a quanto pare si sarebbe stabilito un ritiro dei due argomenti che da mesi ormai tengono banco in città. Soprattutto la vicenda legata al ripristino del doppio senso di circolazione, la cui mozione, all’ordine del giorno del Consiglio comunale d’inizio settimana, vede in calce 21 firme di consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione. In pratica se dovesse passare il principio stabilito nel vertice di maggioranza, ad eccezione di conclusioni tecniche, si aprirebbero due strade: il ritiro della mozione su proposta del sindaco o dell’assessore al ramo o una frattura politica interna alla maggioranza dalle inaspettate conseguenze. In mattinata, Donato Pessolano ha presentato una raccolta firme di cittadini che si oppongono alla riapertura del doppio senso di circolazione di via Croce. Dall’altro lato, molti dei consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, proseguono la loro battaglia. La mozione presentata al sindaco qualche giorno fa e calendarizzata dall’ultima conferenza dei capigruppo, porta la firma di Nico Mazzeo, consigliere comunale di maggioranza che da sempre si batte per sperimentare il doppio senso di circolazione in via Croce e soprattutto per avviare seri interventi di messa in sicurezza del viadotto Gatto. Tra gli altri firmatari, oltre l’opposizione (ad eccezione di Antonio Cammarota), c’è il gruppo socialista al completo, poi i consiglieri comunali Mimmo e Peppe Ventura, Horace Di Carlo, Felice Santoro, Corrado Naddeo, Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo, Pietro Stasi, Antonio Fiore, Rosa Scannapieco, Lucia Mazzotti e Paky Memoli. All’orizzonte, dunque, un ennesimo braccio di ferro con una seduta che, considerati gli ultimi sviluppi, si prevede scoppiettante.




La Biblioteca provinciale chiusa C’è un solo dipendente

di Erika Noschese

Un gruppo di studiosi si reca presso la biblioteca provinciale di Salerno e la trovano chiusa, in orario pomeridiano. Tanto basta per far scatenare, ancora una volta, la polemica circa la mancata riapertura della biblioteca provinciale, nonostante un protocollo d’intesa tra Comune di Salerno, Provincia e Scabec firmato lo scorso 18 luglio. Ad occuparsi della questione, fin dal primo giorno, la consigliera provinciale Paky Memoli, delegata ai bene e le attività culturali. «Stiamo lavorando – ha dichiarato la consigliera Memoli – La biblioteca provinciale non è in buone condizioni e ci vogliono molti soldi per rimetterla in sesto». Nasce dunque da qui la necessità di un protocollo con la Scabec, la società inhouse della Regione Campania per la valorizzazione e promozione dei beni culturali regionali, che tra le altre cose ha messo a disposizione dei fondi proprio per permettere la realizzazione dei lavori all’interno della struttura di via Valerio Laspro. Intanto, ancora da chiarire i tempi per la riapertura pomeridiana della biblioteca provinciale perchè, come spiegato anche dal presidente della Scabec Antonio Bottiglieri, la competenza non è della Provincia. Si tratta, infatti, di una struttura «costruita negli anni ‘80 ma il suo funzionamento è partito solo nel ‘92, con l’inaugurazione», ha spiegato il presidente Bottiglieri che ha poi sottolineato come l’ente provinciale non abbia alcuna possibilità di procedere con la selezione del personale. E se fino a poco tempo fa la biblioteca di via Laspro poteva contare su almeno 3 dipendenti con Quota 100 (la manovra introdotta dal primo governo Conte) la situazione è peggiorata e a disposizione dei cittadini vi è solo un dipendente. Dunque, spetta alla Regione – tramite la Scabec – procedere alle assunzioni dopo il tentativo, fortunatamente riuscito, di riammettere la biblioteca provinciale nel bando per la digitalizzazione. Intanto, a breve dovrebbero partire proprio i lavori di manutenzione perchè, sottolinea poi Bottiglieri, la struttura «seppur nuova ha numerosi problemi relativi alla manutenzione, agli infissi e alla stessa pavimentazione. Problemi, questi, che saranno presto risolti con un secondo accordo tra i due enti.




La consigliera Paky Memoli ambasciatrice per la Pace

di Erika Noschese

La consigliera comunale e provinciale con delega alla Cultura, Beni Culturali e Turismo Paky Memoli ambasciatrice della pace per la città di Salerno. A rivestirla di questa carica così importante l’artista internazionale Gladys Mabel Cantelmi, a Salerno per presentare la I biennale per le donne e per la pace. Si tratta della prima biennale, a livello europeo, dedicata alle donne e alla pace e la consigliera Memoli sarà la prima ambasciatrice per la Pace in tutta Europa. «E’ un ruolo importante che mi viene affidato e spero di poterlo portare in alto con grande rilevanza», ha dichiarato la consigliera Memoli che sarà premiata, domani, a Palazzo Fruscione in occasione dell’inaugurazione della Biennale, presente a Salerno fino al prossimo 13 ottobre. «Pace significa portare il proprio cuore nelle difficoltà – ha dichiarato la consigliera salernitana Vogliamo tutelare i più deboli e ritengo che questo rappresenti un diritto umano». Si tratta di un evento nato in collaborazione con l’associazione Prima Luce che non si occupa solo di cultura della salute ma anche di cultura attraverso l’arte «perché questi artisti esprimono le proprie emozioni e i propri sentimenti attraverso delle immagini, con pittura e scultura», ha poi spiegato la Memoli. Presente anche l’associazione Asmudo di Gladys Mabel Cantelmi, artista presente – con le sue opere – in tutto il mondo. Il Comune di Salerno, con l’assessorato alle Politiche Sociali, ospita questa mostra internazionale con 40 paesi e 128 artisti di tutto il mondo. «Non si tratterà soltanto di opere esposte ma anche la presentazione di una performance da me diretta e scritta e che andrà in scena», ha dichiarato l’artista Cantelmi presentando “Silent Bxodus – Bxiled women and children of Cameroon”. Sarà inoltre dedicato il premio internazionale La Rosa, dedicato a personalità che si distinguono per i miglioramenti che possono apportare nella società: «Una di queste sarà la consigliera Paky Memoli che sarà nominata leader per Salerno città della pace – ha dedicato l’artista – E’ un titolo che io, in qualità di ambasciatore posso conferire alle persone che ritengo siano degne e credo che nessuno sia più degno della dottoressa Memoli che lo porterà avanti con grande serietà e grande responsabilità».




Un Consiglio provinciale show per la minoranza di Palazzo Sant’Agostino Santoro: «Non siamo all’opposizione per sport, serve una politica diversa»

Erika Noschese

Buona la prima per i consiglieri provinciali di minoranza che nella mattinata di ieri hanno fatto il loro esordio tra i banchi di palazzo Sant’Agostino. Ed è chiaro, l’intento dell’opposizione è quello di dare “filo da torcere”, come si suol dire, alla maggioranza guidata dal presidente Michele Strianese. E lo hanno dimostrato, su tutti, il consigliere provinciale eletto con la civica Provincia di Tutti, Dante Santoro e il consigliere leghista Ernesto Sica cheha ricordato la sua prima volta a Palazzo Sant’Agostino a soli 27 anni. Santoro,in particolare, ha snocciolato i temi caldi su cui l’ente provinciale dovrebbe lavorare e lo ha fatto senza risparmiare attacchi al presidente Strianese. «Non siamo all’opposizione per sport, ma perché siamo convinti che serva una politica diversa per la nostra Provincia, che a causa della cattiva gestione vive situazioni drammatiche per lo sfascio delle strade provinciali, con intere comunità isolate, le scuole ridotte in condizioni penose ed il maestoso patrimonio immobiliare gestito in maniera balorda – ha dichiarato Santoro – Serve aprire questa istituzione alla partecipazione dei cittadini, di risorse nuove e dei giovani». Tra le prime proposte avanzate dal consi8gliere provinciale la diretta streaming delle sedute del Consiglio Provinciale e la presenza di giovani studenti, per far toccare loro più da vicino il “mondo” della politica. «Siamo la provincia più bella d’Italia ma anche la più povera», ha attaccato più volte Santoro, secondo cui da Salerno si farebbe prima ad arrivare a Parigi in aereo che nella provincia a sud in automobile per le condizioni in cui versano le strade e – ha aggiunto – «tutto ciò è inaccettabile. Dobbiamo combattere per dare dignità al diritto allo studio anche con trasporti che abbiano tempi certi e non passino per scommessa, poi deve finire la solita lagna sull’ assenza di fondi se poi in questi anni la stessa forza politica che governa la provincia ha speso duecentomila euro per un direttore generale esterno inutile, solo per far contento qualcuno». E Santoro porterà a Palazzo Sant’Agostino anche la biblioteca provinciale, a causa dell’orario di chiusura imposto per le 14,30, quando gli studenti escono da scuola e potrebbero recarsi lì per studiare. E non si può non puntare l’attenzione sul patrimonio di Salerno, soprattutto dopo la chiusura di Villa Guariglia e la mala gestione del Castello Arechi che, secondo Santoro, dovrebbero essere valorizzate. Non è stato da meno l’intervento del consigliere leghista che, di fatto, ha parlato di «straordinari fallimenti» che ha vissuto l’ente provinciale. Un esempio su tutti può essere l’inceneritore: «Dopo anni si parla sempre degli stessi problemi. Quella dell’inceneritore è stata un’esperienza ridicola»,ha dichiarato il consigliere che per la prima volta nella storia ha portato la Lega tra i banchi di Palazzo Sant’Agostino. Ma il nuovo consiglio provinciale di Salerno passerà alla storia anche per la presenza di due donne, una alla maggioranza Paky Memoli e una alla minoranza con Fratelli d’Italia,Clelia Ferrara.Entrambe hanno voluto rimarcare l’importanza delle donne anche e soprattutto in politica. Buona la prima anche per il consigliere del Psi Giovanni Guzzo che ha chiesto all’amministrazione provinciale di battersi di più anche per il Cilento e Vallo di Diano. Guzzo ha poi puntato l’attenzione su un’altra tematica importante, il diritto allo studio per i diversamente abili: «Lo studio è un diritto per tutti», ha detto. Da qui, poi, la replica di Strianese alla minoranza: «Mai state trasformazioni urbane più rilevanti di quelle degli ultimi 20anni, con il conseguente incremento del turismo».




Nonna Filomena spegne 100 candeline: «Il segreto? Leggere e fare del bene»

Una vita spesa per la casa e la famiglia, circondata dall’affetto di tutti e soprattutto con una mente ancora aperta e pronta ad aiutare gli altri. Sono i 100 anni di nonna Filomena, che ieri mattina per il suo compleanno oltre a ricevere l’affetto, l’amore, i regali di figli, nipoti e pronipoti in una grande festa, ha ricevuto anche la targa dal Comune di Salerno consegnata dalla consigliera di Campania Libera Paky Memoli. Filomena Montalbano, ha spento ieri le 100 candeline con la voglia di festeggiare, di continuare a leggere, a parlare della sua vita e dei suoi ricordi ma soprattutto con l’impegno di fare del bene. Da Cosenza a Venezia fino a Salerno, per seguire l’amore della sua vita, un “ferroviere” che gli ha lasciato in eredità il bene più prezioso che una donna possa desiderare: una grande famiglia che dopo tanti anni di sacrifici e lavoro, si prende cura di lei tutti i giorni. Alla festa per i suoi 100 anni la famiglia era al completo. Nonna Filomena infatti si vanta dei suoi 5 figli, degli 11 nipoti e dei 13 pronipoti che «mi chiamano ogni sera per sapere come sto e come ho passato la mia giornata». Una vita semplice, quella di Nonna Filomena, condotta a fare del bene non solo a chi le è vicino ma anche ai vicini e a chi la conosce. «Ho sempre fatto del bene, ma non l’ho mai detto a nessuno perchè mi ha sempre fatto stare bene pensare agli altri, ho una famiglia bellissima, amo i miei nipoti e i miei figli che ancora oggi si prendono cura di me. Amo Salerno e ci sto benissimo – ha dichiarato nonna Filomena – vengo da Cosenza, poi mio marito per lavoro si è dovuto trasferire a Venezia, ma lì non ci stavo bene, troppa umidità. Siamo venuti a Salerno nel 1970 e mi sono trovata subito bene, nulla da dire a questa città». Nonna Filomena ha da sempre fatto la casalingaq, prendendosi cura della casa e dei figli. Il suo segreto? Leggere, ricamare e soprattutto un’alimentazione corretta ancora oggi. Colazione ogni mattina, accompagnata da una lettura dei quotidiani salernitani, pranzo preparato con amore dalla nuora, a merenda tanta frutta e la sera cena, con la tv per compagnia. Una vita modesta, fatta di poche cose ma che sembrano grandissime e immense quando a circondarti è l’amore di una famiglia numerosissima pronta a festeggiare per tanti altri anni un compleanno così. I migliori auguri arrivano anche dalla dottoressa Paky Memoli, che ieri mattina ha consegnato la targa da parte dell’amministrazione comunale ad una donna che si contraddistingue ancora oggi per la forza e il sorriso che gli illumina il volto e di riflesso illumina il volto di tutta la sua famiglia.




Bonifica e recinzione dell’area dell’ex ostello della gioventù: il monito dei consiglieri

Brigida Vicinanza

Bonificare l’area adiacente all’ex ostello della gioventù a Torrione e in tempi rapidi. E’ questo il diktat dato dai consiglieri comunali Paky Memoli e Peppe Ventura, che insieme all’assessore all’ambiente Angelo Caramanno hanno effettuato ieri mattina un sopralluogo insieme al proprietario della struttura, dopo le denunce dei residenti della zona che lamentavano la scarsa igiene e la pericolosità. L’area completamente abbandonata a se stessa è oramai oggetto di deturpazione e la scarsa igiene urbana la fa da padrona, con ratti e spazzatura ovunque, per non parlare poi di chi occupa lo stabile abusivamente. Infatti, notizie di qualche settimana fa, di un “blitz” dei vigili urbani di Salerno che hanno dovuto sgomberare l’ex ostello da stranieri che l’avevano adibito proprio per l’uso abitativo. Un problema sollevato dai consiglieri infatti è stato, oltre a quello igienico-sanitario, proprio quello che concerne la sicurezza, e proprio questi ultimi sono scesi subito in campo per risolvere il problema. Una recinzione che delimita l’area infatti, completamente assente, che mina l’incolumità dei più piccoli ma che soprattutto permette a chiunque di entrare all’interno dello stabile o di scavalcare per arrivare nella zona. Il titolare ha infatti chiarito con i consiglieri e l’assessore che sarà sua cura fare la bonifica dell’area e mantenere la pulizia della zona antistante l’ex ostello. Intanto, però, proprio il proprietario ha annunciato che è pronto un progetto innovativo per rivoluzionare proprio l’area. Il progetto, su invito della Memoli e di Peppe Ventura, sarà dunque presentato in Commissione urbanistica nei prossimi giorni, progetto che poi sarà sottoposto ai cittadini e residenti della zona di Torrione. L’idea infatti è quella di rendere l’ostello e la zona adiacente fruibili a tutti, quindi un progetto che sia ad uso pubblico, per i cittadini e per i turisti. Intanto anche il cantiere accanto all’ex ostello verrà bonificato sempre su proposta dei consiglieri che hanno già contattato chi dovrà provvedere a farlo per conto di Palazzo di Città. Qualcosa per ripulire l’area intanto già è stata fatta, sperando che l’intervento possa concludersi prima della stagione estiva, dunque in questi giorni.




L’ambulatorio sociale per i meno abbienti, la proposta al sindaco

Brigida Vicinanza

Un ambulatorio “sociale” al servizio dei cittadini e di quei salernitani che non possono permettersi il pagamento del ticket. E’ ques a l’iniziativa promossa dai consiglieri Paky Memoli e Giuseppe Ventura che da tempo hanno già avviato la costituzione di un gruppo di medici ed infermieri con diverse specializzazioni che potrebbero rendere il servizio per i meno abbienti, una bellissima realtà.E ieri l’annuncio da parte della Memoli proprio durante il consiglio comunale: «Un ambulatorio sociale a servizio di quei cittadini che non rientrano nelle esenzioni sia per reddito che per patologie ma che comunque non possono permettersi delle visite specifiche – ha sottolineato il consigliere di Campania Libera – bisogna dare una risposta a questo territorio, per una crescita di quest’ultimo e per offrire alle persone uno spazio per capire e risolvere i propri problemi sanitari. Molti cittadini non riescono a fare le prestazioni mediche perchè non possono pagare il ticket. Io vivo questi problemi e so che significa, molti dicono che conservano la tessera sanitaria solo per abitudine e molti hanno addirittura rinunciato a curarsi». Un luogo fisico per poter far nascere l’ambulatorio alla portata di tutti in teoria già ci sarebbe, come dichiarato dalla stessa Paky Memoli che si rivolge al sindaco per aprire uno spiraglio e far sì che la struttura nasca davvero. «Io e Peppe Ventura abbiamo individuato in alcuni locali a Torrione in via Guarna gli spazi, che però sono di proprietà dell’istituto delle case popolari, ma comunque una struttura di fatto abbandonata. Dunque il sindaco e il Comune potrebbe dialogare con l’ente al fine di avere questa struttura per la realizzazione dell’ambulatorio. Sono certa – ha poi concluso Paky Memoli – che il sindaco non lascerà inascoltata questa richiesta e soprattutto venga accolta nel migliore dei modi e in maniera rapida, al fine di tutelare tutti i salernitani e soprattutto questo territorio». Dunque, si attendono adesso i passi del primo cittadino, per un diritto fondamentale che è quello della salute.




Commissioni, manca il funzionario

di Andrea Pellegrino

Alle 16,00 di questo pomeriggio si incontreranno i capigruppo di maggioranza per definire le commissioni consiliari. A quanto pare la vicenda sta assumendo i caratteri di un vero e proprio caso politico, al punto da creare grane ai deluchiani e allo stesso sindaco Enzo Napoli. Dopo i franchi tiratori non si escludono sorprese all’atto della composizione delle commissioni. C’è il no secco alle presidenze da parte di Antonio D’Alessio, Paky Memoli ed Horace Di Carlo ma nelle ultime ore l’elenco potrebbe allungarsi,contemplando anche Felice Santoro e Rosa Scannapieco. Insomma ci sarebbe, allo stato, un oggettivo problema tecnico nel comporre le nove commissioni. L’ordine dall’alto resta lo stesso, nessuna presidenza ai neo eletti, bensì solo ai consiglieri con esperienza. Ma a togliere dall’imbarazzo i vertici di Palazzo di Città potrebbe essere un ulteriore fattore logistico che farebbe slittare il tutto a fine mese, così come voluto dai deluchiani fin dal primo momento. Infatti, al momento, complice il periodo estivo, mancherebbe il personale dipendente. Il dirigente Pino Candito, infatti, sarebbe in partenza per le vacanze e pronto a firmare una direttiva per sospendere le attività delle commissioni consiliari. Ancora, mancherebbe il segretario delle commissioni, un tempo ruolo affidato, fino al pensionamento, ad Antonio Pisano. Da allora, in vista anche del rinnovo dei vertici di Palazzo di Città, si è cercato di tamponare ma ora, con l’insediamento dei nuovi organismi, occorre individuare la nuova figura del segretario delle commissioni. Stando così le cose, in pratica, sarebbe impossibile avviare il lavoro delle commissioni, ed il tutto, dunque, slitterebbe comunque a fine agosto, se non ad inizio settembre. Il tempo necessario per cercare di ricomporre le fratture interne alla maggioranza, valutando anche la possibilità di distribuire deleghe ai consiglieri comunali e di attendere, così, anche la fissazione delle elezioni provinciali che potrebbero “accontentare” alcuni scontenti di questa già travagliata consiliatura.




Paky Memoli:«Sono stata minacciata, c’è l’inchiesta»

di Brigida Vicinanza

Paky Memoli combatte la sua battaglia da sola. Nonostante il suo posto in maggioranza, la quota rosa di Campania Libera fa parte del gruppo dei “malpancisti” alla quale le scelte di Enzo Napoli proprio non vanno giù. E nel rispetto delle regole, con eleganza la consigliera esprime il suo dissenso, ravvivando la seduta del Consiglio comunale di ieri, che si stava lentamente trascinando tra ringraziamenti per l’elezione e consensi per il sindaco Enzo Napoli. Un intervento cominciato all’insegna di “io non ho paura e non taccio”, dopo aver sottolineato di essere stata vittima di minacce. Al centro di una querelle con l’attuale vertice cittadino, infatti la dottoressa ha raccontato di aver ricevuto delle missive direttamente nel suo studio che ora sono oggetto d’indagini da parte delle forze dell’ordine. “Il rispetto deve essere reciproco ed io non taccio. – ha affermato la Memoli – Nei giorni scorsi sono stata oggetto d’alcuni avvertimenti alla porta del mio studio professionale che è stata tappezzata di manifesti su cui era scritto di tutto. Ma anche lettere anonime e soprattutto una in cui mi si diceva di tacere”. Una affermazione che ha lasciato sgomento il Salone dei Marmi, con Paky Memoli che ha continuato. “Non taccio, ho chiamato la polizia che ha rilevato le eventuali impronte digitali e c’è un’indagine in corso. Si tratta di messaggi anonimi ma, forse, chi li ha realizzati potrebbe anche sedere in questa aula ora non lo so”. Clima d’accuse, proprio perché la Memoli aveva iniziato il suo intervento ribadendo la propria linea di dissenso nei confronti del sindaco Napoli. “Il sindaco Napoli nei giorni scorsi mi ha convocato per offrirmi una presidenza di una Commissione consiliare permanente. – ha rimarcato la dottoressa Memoli – ma io ho rifiutato. Rispetto la scelta del sindaco nell’individuare gli assessori ma di certo non la condivido”. Non è mancato comunque da parte della Memoli il sostegno che darà in ogni caso alla cittadinanza, la volontà di voler fare, soprattutto in “rosa”, lo stare accanto alle donne, rimarcando l’importanza al femminile dell’occupazione, del valore che la donna ricopre in società e soprattutto nella città di Salerno, da sempre alla base delle idee, proposte e azioni della consigliera comunale in tutti gli anni in cui è stata seduta in Consiglio, anche tra i banchi dell’opposizione. E nel segno del “rosa”, ma anche del malcontento, Paky Memori fa sapere che non mollerà comunque. Al suo fianco anche l’avvocato Antonio D’Alessio, ex presidente del Consiglio, che rientra nel gruppo di quei malcontenti dell’ultima tornata elettorale. “Ringrazio tutti i miei elettori che sono stati davvero tanti. – ha affermato – solo che a dire la verità attendevo la chiamata del sindaco Napoli. Ma a parte l’amarezza, questa non è una polemica. Napoli ha fatto le sue scelte ed io le rispetto”. Tra l’altro D’Alessio ha rifiutato in queste ore il ruolo di capigruppo della lista Campania Libera.




Ferrara presidente ma spuntano i franchi tiratori

di Andrea Pellegrino

S’accorcia il tavolo dell’opposizione e s’allunga quello della maggioranza. E’ la prima novità del nuovo Consiglio comunale che si è riunito per la prima volta ieri mattina, dopo un travaglio di oltre un mese per la convalida degli eletti. Tavoli rivestiti in blu per l’occasione, alla prima seduta ne mancano due, uno dell’opposizione, Roberto Celano, che aveva già prenotato la sua vacanza estiva e l’altro, Felice Santoro, esponente della maggioranza, che in “contumacia” sarà eletto, nel corso della seduta all’interno della commissione elettorale. Ad aprire i lavori del primo Consiglio è Mimmo Ventura che nella sua qualità di consigliere anziano – dopo la rinuncia di Sandro Ferrara, per motivi di opportunità politica – siede per qualche minuto sullo scranno più alto dell’Assemblea di Palazzo Guerra. Tavolo a sei per l’opposizione, dunque, con Dante Santoro che nel corso del durissimo intervento di Paky Memoli, un tempo minoranza oggi maggioranza, tende la mano agli scontenti: «C’è sempre posto qui». E a conti fatti, forse per la prima volta durante il periodo deluchiano, si sono contati franchi tiratori e contestatori. Il primo banco di prova è stato l’elezione del presidente del Consiglio comunale, carica che sarà ricoperta da Sandro Ferrara, eletto con ventidue voti. Quattro in meno rispetto alla maggioranza presente in aula (venticinque più il sindaco). E non si esclude che dall’opposizione sia giunto qualche voto a Ferrara che farebbe di conseguenza aumentare il numero dei contestatori in maggioranza. Riepilogando, ventidue voti per Ferrara; uno per Paky Memoli; uno per Dante Santoro; uno per Pietro Stasi; uno per Lambiase; due per D’Alessio (ex presidente del Consiglio); due bianche (almeno uno dell’opposizione ha votato scheda bianca) e una nulla che giunge direttamente da un esponente della maggioranza. Ed i conti non si trovano neppure all’atto dei risultati per l’elezione del vicepresidente del Consiglio comunale. Ventiquattro i voti che sono andati al forzista Peppe Zitarosa che ha conquistato così la seconda poltrona dell’Assise. Due voti in più rispetto perfino al presidente Ferrara. Due voti che secondo un primo calcolo sono riconducibili allo stesso Zitarosa e a Ciro Russomando di Attiva Salerno. A conti fatti il forzista, invece, non avrebbe ricevuto nessun voto dai “compagni” di opposizione che si sono autovotati: un voto a Lambiase; uno a Santoro; uno a Cammarota e quattro bianche. Non fila liscia neppure l’elezione dei membri della commissione elettorale. Qui otto schede vengono annullate per questioni di omonimia ed assenza del nome. Alla fine risultano eletti Felice Santoro, Dante Santoro (per l’opposizione) e Mimmo Ventura. Mancano i capigruppo, non formalizzati per problemi interni alla maggioranza. Campania Libera e Salerno per i Giovani non hanno ancora trovato la loro guida. Il primo gruppo perché quasi composto da tutti gli scontenti di questa consiliatura, il secondo per la reiterata rinuncia di Horace Di Carlo, sempre più sul piede di guerra.