Paziente allettata lasciata senza assistenza al Ruggi

Paziente allettata lasciata senza assistenza per ore. È una storia di malasanità quella che arriva dall’ospedale San Giovanni dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. A denunciarla l’avvocato Isabella Mangino, in qualità di legale di una paziente ultrasettantenne ricoverata nel reparto di medicina d’urgenza. La paziente in questione, da tempo allettata, è stata lasciata senza assistenza per alcune ore rischiando conseguenze ben più gravi. «La mia assistita – spiega l’avvocato – presentava delle e c c h i m o s i molto estese sulle braccia, delle quali nessuno si era accorto. Un’evidente rottura dei vasi sanguigni causata, p r o b a b i l – mente, da una serie di tentativi di prelievo andati a vuoto. Solo a seguito del mio intervento sul posto il personale ha provveduto, dopo ore, a fare io proprio dovere ed a somministrare i farmaci necessari. Un ritardo che poteva costare caro alla mia assistita, che ha seriamente rischiato un embolo ed un’infezione. Per questo motivo provvederò a denunciare l’accaduto alle autorità giudiziarie al fine di risalire alle reali responsabilità di tale accaduto, che si somma alle precarie condizioni igienico-sanitarie in cui versano i pazienti ed alla totale assenza di assistenza, a cominciare dalla s o m m i n i s t r a – zione del cibo, nei confronti dei pazienti allettati e con gravi patologie”. “Come legale della paziente – conclude Isabella Mangino – e come cittadina non posso tollerare che in una struttura pubblica accadano queste cose nel silenzio generale».




«In ospedale solo se necessario», l’appello del direttore Minervini

di Erika Noschese

«Recatevi in ospedale solo se necessario, non generiamo confusione inutile». A lanciare l’appello Mario Minervini, direttore sanitario dell’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia. A pochi giorni dalla chiusura del nosocomio, in programma il prossimo 5 settembre, in vista operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico ritrovato in località Spineta, il Santa Maria della Speranza continua ad essere preso d’assalto, nonostante la campagna d’informazione messa in campo dalla direzione generale per permettere l’evacuazione dell’ospedale, come previsto dal piano per permettere il disinnesco della bomba in programma il prossimo 8 settembre. Nella sola giornata di ieri, infatti, il nosocomio è stato preso d’assalto: circa 40 gli arrivi al pronto soccorso dell’ospedale di Battipaglia, tutti giunti con mezzi proprio e con codici che variavano tra il bianco e il verde. A chiedere di poter ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso anche una persona che chiedeva la rimozione del tappo di cerume: «In questi casi, già per prassi non si dovrebbe ricorrere al pronto soccorso ma ai medici di base – ha spiegato Minervini – Poi, in questa situazione diventa ancora più problematico». Ad oggi, infatti, il pronto soccorso del Santa Maria della Speranza funziona perfettamente ma proprio in virtù del dissinesco dell’ordigno bellico, il nosocomio si occupa solo dei codici gialli o rossi: «In questo caso, sono situazioni delicate. Noi prendiamo in carico questi pazienti, li curiamo, li stabiliziamo e poi li trasferiamo presso l’ospedale di Eboli dove abbiamo recuperato 25 posti letto – ha poi detto il direttore Minervini – La mia preoccupazione è che non siamo stati abbastanza incisivi ma abbiamo fatto quanto necessario, di più non sappiamo cosa fare». Intanto, il nosocomio chiuderà il prossimo 5 settembre. Le operazioni inizieranno alle 8 del mattino con le dimissioni di tutti i pazienti ricoverati e il trasferimento in altri presidi aziendali dei pazienti ricoverati in rianimazione. I bambini ricoverati presso la terapia intensiva neonatale saranno invece trasferiti presso il Presidio Ospedaliero di Nocera Inferiore. L’accettazione del pronto soccorso chiuderà, invece, alle 23.30 mentre rimarranno operative le 4 ambulanze che stazioneranno davanti al pronto soccorso fino al 7.30 dell’8 settembre. Il giorno successivo, alle 14, chiusura definitiva e completa del presidio ospedaliero, con allontanamento dalla struttura del rimanente personale e pattugliamento permanente da parte delle forze dell’ordine per evitare azioni di sciacallaggio.

 




L’ospedale mai nato ad Amalfi Lo scandalo prosegue

di Andrea Pellegrino

Uno spreco miliardario vista mare. Siamo al “San Michele” di Pogerola, l’ospedale mai nato della Costiera Amalfitana, costruito, finanziato ma mai aperto ad Amalfi. Qualche anno fa è entrato di diritto tra gli sprechi dello Stato. Un danno economico da 12 miliardi delle vecchie lire, oltre gli allestimenti interni e gli annessi e connessi, la struttura venne portata quasi a termine nel ’92 ma, nonostante fosse dotata di costosissime apparecchiature e nonostante l’assunzione in servizio di personale medico e paramedico per oltre 100 unità, non è mai entrata in funzione. Oggi è nel completo abbandono, con una parte che è al servizio – come deposito – del Comune di Amalfi. Negli anni tutte le proposte di riconversione sono state scartate dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute ed oggi l’immenso immobile che sovrasta Amalfi e gran parte della Divina Costa cade a pezzi. «Sono decenni che come presidente del tribunale del malato – spiega Andrea Cretella – mi batto per utilizzare questo immobile come residenza per gli anziani. Un posto incantevole, stupendo, una vista mozzafiato e aria pura. Venti anni fa riuscii a strappare l’impegno all’allora assessore regionale alla sanità Ettore Liguori ma l’allora conferenza dei sindaci boicottò l’iniziativa». Tre piani, circa cinquanta stanze, alcune delle quali già allestite, all’epoca, per la degenza dei pazienti della Costiera Amalfitana. «Il Comune – prosegue Cretella – avrebbe potuto chiedere la gestione o l’acquisto per la riconversione, invece, non è stato fatto nulla». Il caso di Pogerola torna ciclicamente ogni campagna elettorale ma dal ’92 ad oggi non si è mosso nulla. Anzi ad oggi le condizioni dell’immobile sono disastrose. Nel 2000 si occupò dell’incompiuta la Commissione d’inchiesta del Senato sul sistema sanitario che, nella relazione presentata al Parlamento, inserendo il presidio ospedaliero di Pogerola tra le strutture sanitarie non funzionanti, lo definì testualmente “una sorta di fabbrica di primari perché preso a motivo e pretesto per bandire concorsi di primariati i cui vincitori venivano poi trasferiti altrove”. Vennero infatti assunti, con regolare concorso, sotto la gestione (1989-1993) del ministro della sanità Francesco De Lorenzo, otto primari stipendiati regolarmente nonostante la prolungata inattività presso l’ospedale inutilizzato che vennero poi spostati in altri ospedali avviando la propria carriera da primari in un contesto di attività fittizio, da qui la denuncia della commissione. Almeno un piano della struttura, da qualche anno, viene utilizzato dal Comune come deposito di materiale mentre lo stabile invecchia e diventa sempre più inutilizzabile per qualsiasi attività. «In una parte della struttura – prosegue Cretella – così come testimoniano le foto che mi sono state inviate, ci sono bidoni, campane e contenitori per la raccolta differenziata e per la raccolta di oli esausti. Chiederò, nei prossimi giorni, chiarimenti all’amministrazione comunale».




Prima si accoltella alla gola e poi si getta nel vuoto

di Pina Ferro

Prima siè sferrato alcune coltellate alla gola, poi si è lasciato cadere nel vuoto. E’accaduto ieri sera in via Benedetto Croce a Salerno. Protagonista del gesto, al momento restano sconosciuti i motivi, è stato un ragazzo, di circa trent’anni. Il tutto è accaduto nel giro di pochissimi minuti. Il giovane impugnando la lama si è prima colpito per tre volte alla gola e successivamente si è lanciato in un dirupo. Un volo di circa otto metri. Scattato l’allarme da parte di alcuni passanti, sul posto, tra via Ligea e via Benedetto Croce, sono intervenuti immediatamente gli operatori sanitari della Croce Rossa di Salerno. Uno dei soccorritori ha raggiunto a piedi il malcapitato, in una zona decisamente impraticabile: è servito anche l’aiuto di una squadra dei Vigili del Fuoco con il nucleo Saf e della Croce Bianca di Vietri. Sul posto anche un massiccio dispiegamento di Forze dell’Ordine. Il giovane, oltre alle ferite alla gola, ha riportato diversi traumi alla schiena. Ora è in gravissime condizioni al Ruggi. Incidente in autostrada Sono ancora da accertare le cause alla base dello spaventoso incidente stradale che si è verificato nella tarda serata di ieri sull’autostrada del Mediterraneo all’altezza dello svincolo di San Mango Piemonte. Una vettura si è completamente ribaltata. Sul posto i volontari della Croce Bianca di Salerno che hanno provveduto a prestare i primi soccorsi agli occupanti le vetture coinvolte nel sinistro. Cinque le persone che sono state trasportate al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Di queste una è stata trasportata a bordo di un’ambulanza rianimativa.




Nocera. Morte Carmine Russo, prosciolti i due medici

Per la morte di Carmine Russo 33 anni di Pagani il Gup ha deciso il non luogo a procedere per i due medici indagati. La morte avvenne il 2 maggio 2017. A chiedere il processo è stata la procura di Nocera Inferiore. Russi morì per un’infezione: secondo le accuse, i due imputati avrebbero sottovalutato lo stato influenzale da cui era affetto. Si tratta di un medico di guardia di Pagani e di uno in servizio al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I. Per entrambi, il gip aveva già disposto in fase preliminare un ulteriore supplemento di indagine. Ieri la decisione contro la quale la Procura ha già annunciato ricorso Carmine Russo si rivolse alla guardia medica per telefono, lamentando uno stato influenzale e dei dolori a mani e piedi. In precedenza, si era ferito sul lavoro, ma non si sarebbe fatto visitare nell’immediatezza né da un medico e neanche in ospedale. Al telefono, la guardia medica avrebbe consigliato una tachipirina che non avrebbe prodotto risultati, tanto che le condizioni dell’uomo peggiorarono, in serata, con uno svenimento evitato dai familiari. Da lì, la corsa in ospedale, a Nocera Inferiore, dopo che a Pagani gli avevano comunicato di dirigersi direttamente all’Umberto I. Giunto in pronto soccorso, avrebbe atteso diverse ore prima di essere assistito. Dall’una circa di notte fino alle 4 del mattino su di una barella, fino a quando non giunse il momento del ricovero presso il reparto di «Malattie Infettive». La situazione precipitò, dopo analisi e consulti, fino al decesso in Rianimazione. La morte avvenne inseguito ad una «gravissima sepsi conclusasi con un quadro clinico di insufficienza multiorganica, che poteva essere rilevato e affrontato già dalla mattina del primo maggio». L’inchiesta era partita con almeno 10 medici indagati la cui posizione poi è stata archiviata. Per la procura o due dottori prosciolti hanno commesso gravi omissioni e negligenze.




Irno. Dopo 7 aborti diventa mamma con una tecnica innovativa

Dopo sette aborti, finalmente diventa mamma grazie ad una terapia innovativa. Carmela Salvati, 43enne titolare di un punto SNAI, insieme al marito Arturo Aversa, 50enne agente di Polizia Municipale, entrambi di Mercato San Severino hanno visto coronato il loro sogno, dopo 5 anni di calvario contrassegnato da sette aborti spontanei consecutivi da parte della donna. Nonostante le terapie specifiche effettuate per una condizione di trombofilia presso altre strutture, nel marzo del 2018 la donna si e’ rivolta al Centro Mediterraneo Medicina della Riproduzione di Salerno, diretto da Domenico Danza, pioniere nel campo della medicina della riproduzione e tra i primi in Italia ad ottenere una gravidanza da fecondazione in vitro nel 1986. “La paziente – racconta Danza – e’ stata sottoposta ad una terapia personalizzata mirata da una parte al trattamento della patologia trombofilica e dall’altra ad aumentare la tolleranza immunologica della donna nei confronti dell’embrione. Esso, com’e’ noto, e’ generato dal patrimonio genetico della madre e del padre e proprio quest’ultimo conferisce caratteristiche di allogenicita’ all’embrione, rendendolo immunologicamente estraneo alla futura madre e pertanto suscettibile di rigetto. La donna, tuttavia, ha dei meccanismi fisiologici che permettono il riconoscimento del prodotto del concepimento consentendo l’annidamento e lo sviluppo della gravidanza. Nel caso in oggetto l’obiettivo della terapia e’ stato quello di evitare il fallimento di questi meccanismi responsabili di reazioni di rigetto e di conseguenza dei ripetuti aborti. E’ un po’ di tempo che utilizziamo questo innovativo protocollo terapeutico con risultati sicuramente incoraggianti. La peculiarita’ del caso – aggiunge il dottor Danza – e’ legata, inoltre, ad una serie di molteplici fattori negativi associati che hanno rappresentato un importante fattore di rischio. La gravidanza che si e’ evoluta con non pochi problemi, legati alle patologie presenti e all’eta’ della paziente, e’ stata seguita con grande attenzione dall’equipe del Centro Mediterraneo ed in particolar modo dal dottor Maurizio del Verme, responsabile della diagnostica prenatale. Un arresto di crescita fetale ha reso necessario un taglio cesareo eseguito a 36 settimane presso la clinica ICM di Agropoli, con la nascita di Cecilia, una splendida bimba di 2,100 chili in ottimo stato di salute”.




Agropoli, meningite: ancora psicosi in città

Resta ricoverato presso l’ospedale “Cotugno” di Napoli il giovane al quale ieri è stata diagnostica la meningite di tipo batterico. Le sue condizioni risultano stabili. Nel frattempo, ieri mattina, è stata operata nei locali scolastici del plesso frequentato dal ragazzo, una seconda sanificazione. Una operazione non necessaria, ma messa in campo ugualmente, per eccesso di zelo. Il sindaco Adamo Coppola si è recato presso entrambi i plessi che fanno capo al Liceo “Gatto”, intrattenendosi con il dirigente scolastico, prof. Fortunato Ricco. Entrambe le Istituzioni sono in stretto contatto con il dottore Pierangelo Perito, dell’Ufficio Prevenzione dell’Asl Salerno. Si ribadisce che il caso accertato resta unico ed isolato; è stato escluso il presunto contagio a carico di una ragazza che nei giorni scorsi era stata a stretto contatto con il 15enne. Le analisi, effettuate presso l’ospedale di Vallo della Lucania, nella mattinata odierna, sono risultate negative. Gli allarmismi creati da taluni sono quindi assolutamente ingiustificati. Qualsiasi eventuale aggiornamento verrà comunicato in maniera tempestiva tramite questo canale, che è la sola fonte ufficiale. Tutte le persone che sono state in contatto con il giovane, tra compagni, genitori ed altri sono stati contattati dall’Ufficio Prevenzione Asl per indicare la profilassi da seguire. In caso di dubbi o chiarimenti è possibile contattare il numero che fa riferimento agli uffici Asl: 3357547955. Si rammenta anche che le lezioni didattiche procedono in maniera regolare.




Scafati, è psicosi: sospetto caso di meningite per un bimba di 4 anni

Sospetto caso di meningite per una bambina di 4 anni e mezzo ricoverata d’urgenza all’ospedale “Cotugno” di Napoli. La piccola, alunna della scuola materna di via della Resistenza, aveva avvertito i primi sintomi ed è stata subito trasportata in ospedale. Al presidio di Nocera Inferiore, hanno subito verificato che potesse trattarsi di meningite e di conseguenza, hanno attivato tutta la profilassi prevista dall’Azienda sanitaria per casi i questo genere, anche nei confronti dei familiari e di quanti sono venuti in contatto con la bambina nelle ultime ore. Adesso, dopo gli effettivi controlli e le analisi specifiche sul caso, sarà possibile accertare se si tratta di meningite oppure no. Intanto, la psicosi si diffonde nella città mentre le condizioni della bambina sembra siano stabili. In queste ore, si cerca di combattere contro la gravissima malattia. I casi di meningite nell’ultimo periodo sono balzati agli onori della cronaca soprattutto in area stabiese e in quella a sud di Salerno.




Bimbo nasce in ambulanza, la gioia dei medici del 118

Erika Noschese

Non ha voluto attendere l’arrivo in ospedale ed è nato a bordo dell’ambulanza. Aveva fretta di nascere il piccolo che pochi minuti fa è nato a bordo di un mezzo del 118. La giovane mamma ha allertato i sanitari dopo che le si sono rotto le acque mentre era in zona Porta. Sul posto è giunto, attivata dalla centrale operativa, il Saut di via Vernieri e la tipo A di Salerno. La neo mamma di circa 20 anni e il piccolo sono poi stati trasportati all’ospedale Ruggi d’Aragona. Stanno bene entrambi. Felici ed emozionati i volontari del 118 che hanno aiutato la donna a partorire.




Botte da orbi nella notte tra sabato e domenica, giovane in ospedale dopo accoltellamento

Giovanni Coscia

Poteva esserci un epilogo ancora più grave se tra la notte di sabato scorso e domenica, non fosse intervenuta con celerità, la Polizia di stato del commissariato di Battipaglia. Erano tre di notte, all’incirca,  quando un gruppo di giovani, saranno stati 6 oppure 7, che hanno dato vita ad una vera e propria rissa come lo fu  all’ok Coral. Il territorio della disfida, un’area compresa tra i comuni di Bellizzi e e la frazione belvedere di Battipaglia. Non conosciamo i moventi che hanno portato  questa frangia oltranzista, a suonarsele di santa ragione. Ne tanto meno conosciamo i nominativi dei duellanti, in quanto non ci sono stati forniti dati anagrafici a tale proposito. Quello che è certo, che tra i “combattenti” uno è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale di Battipaglia, con ferite da arma da taglio, quasi certamente un coltello, che ha posti fine al duello, grazie soprattutto alla presenza degli agenti del commissariato di Battipaglia, chiamati d’urgenza all’intervento. Solo alla vista della pattuglia, i contendenti hanno smesso di duellare, e grazie all’intervento del 118, il giovane accoltellato, è stato ricoverato al pronto soccorso del S. M. della Speranza. La rissa, potrebbe essere annoverata quale escalation di alcune bande del posto che si contendono l’imprimatur del luogo e quindi la supremazia sugli altri contendenti il territorio. Che sia in atto oppure in crescita una nuova strategia del terrore riguardante le attività illecite? Saranno gli organi competenti a sbrogliare la matassa ed a far luce sulla vicenda, che getta molte ombre su un luogo già funestato, anni addietro, da bande rivali, per la supremazia ed il comando del territorio. Il giovane accoltellato, nel frattempo è ancora ricoverato presso il nosocomio battipagliese, del quale non ci sono state fornite informazioni sullo stato di salute.