Lavori in corso, impossibile raggiungere il plesso scolastico di Ogliara

Di Erika Noschese

Accessi bloccati e transennati che rendono impossibile l’accesso all’istituto scolastico. A denunciarlo Sofia Palumbo, dirigente scolastico dell’IC Salerno V Ogliara che segnala la situazione incresciosa venutasi a creare nei plessi scuola infanzia, primaria e secondaria di I grado di Ogliara in seguito ai lavori in corso in via De Vecchi per rifacimento rete fognaria e contemporaneamente in via Postiglione per lavori di contenimento del terreno. Nello specifico è dall’inizio delle attività scolastiche, nelle giornate di martedì e di ieri che risulta impossibile raggiungere i plessi in quanto le vie di accesso sono bloccate e transennate. “I pulmini del servizio scuolabus, che trasportano anche alunni disabili, non hanno potuto raggiungere i plessi, interrompendo di fatto un servizio pubblico. I docenti, insieme ad alcuni
genitori ed al personale Ata sono andati a prendere, oltre le transenne, i bambini in lacrime, che erano rimasti bloccati da quasi un’ora sul mezzo di trasporto – ha spiegato la dirigente scolastica – Un’alunna con una disabilità motoria non ha potuto raggiungere il suo plesso. Sua madre e una maestra sono andate a prenderla e l’hanno portata a piedi, per un tratto di strada che l’alunna ha fatto con molta fatica e difficoltà”. Inoltre, alcune maestre, non potendo raggiungere la scuola e non potendo parcheggiare l’auto hanno fatto ritardo. All’orario di ingresso si è creata una situazione di agitazione e caos. Sia le maestre che gli Ata in questione, si sono fatti carico di una responsabilità che esula dai propri compiti e mansioni, assumendosi di fatto una responsabilità non dovuta, solo per spirito di abnegazione e mero interesse al funzionamento del servizio scolastico. Alcuni genitori hanno inveito contro la scuola, nello specifico contro il Dirigente, che nulla poteva in questa situazione. Alla difficoltà di raggiungere i plessi si aggiunge il disagio di lavorare con i bambini in una situazione non adatta, dovuta dalle continue interferenze: rumori di scavo e tutto quello che un cantiere aperto implica. Quanto sta accadendo è inaccettabile, soprattutto alla luce del fatto che la scuola sia rimasta chiusa per molti mesi e si poteva evitare di far cominciare i lavori in concomitanza con l’inizio delle lezioni. L’emergenza sanitaria in corso ha già portato abbastanza cambiamenti e disagi per i nostri alunni, non era necessario aggiungerne altri”, ha aggiunto la dirigente scolastica che chiede, con urgenza, la presenza di una pattuglia di servizio di vigilanza all’ingresso della scuola fino alla fine dei lavori, nei momenti di ingresso e di uscita degli alunni. Da qui anche la richiesta di in intervento immediato da parte dell’amministrazione comunale per garantire il diritto all’istruzione degli alunni dei plessi di Ogliara.




«Riapriamo il Comune di Fratte», continua la raccolta firme di PaP

di Erika Noschese

Sono trascorsi ormai 4 mesi dalla chiusura dell’ufficio anagrafe di Fratte, per “motivi tecnici” come si può legge, ancora oggi, dinanzi la struttura. Ad oggi, nulla è cambiato e per i residenti della zona non sono pochi i disagi da fronteggiare. A protestare contro la chiusura dell’ufficio politiche sociali e anagrafe della sezione di Fratte i militanti di Potere al Popolo che, nel mese di agosto, hanno dato vita ad una petizione popolare. La raccolta firme continua ancora e gli attivisti si sono resi disponibili ad accogliere i cittadini presso la Casa del Popolo di Salerno di via Giulio Pomponio Leto, per raccogliere le loro istanze o semplicemente fornire maggiori delucidazioni. Nella giornata di sabato, infatti, i militanti di Potere al Popolo Salerno sono stati presenti in piazza, per parlare con i commercianti e gli abitanti di Fratte e delle zone limitrofe. «Ci trovate tutta la giornata alla Casa del Popolo di Salerno se volete contribuire alla raccolta firme, se volete delucidazioni in merito o anche solo per una chiacchierata – hanno dichiarato i militanti – Costruiamo potere popolare per combattere l’abbandono e il degrado in cui versano le nostre periferie». La chiusura della sezioni distaccate del Comune di Salerno è un problema che non riguarda solo Fratte ma anche altre zone della città di Salerno, soprattutto Ogliara e Giovi che, ancora oggi, si ritrovano senza gli uffici anagrafe, chiusi – a quanto pare – per mancanza di personale. Numerosi sono però i disagi che vivono i residenti, costretti a recarsi in altri punti della città anche solo per rinnovare una carta d’identità. «Con la chiusura della sede periferica del comune a Fratte, constestualmente alla soprressione degli uffici di Mariconda e Via Nizza, stiamo assistendo all’ennesimo disservizio ai danni della popolazione che si aggiunge al costante abbandono delle periferie, considerate alla stregua di bacini elettorali, da parte dell’amministrazione comunale», hanno recentemente dichiarato gli attivisti che hanno così deciso di mobilitarsi, raccogliendo oltre 200 firme in poche settimane. «Non ci fermeremo fino a quando non avremo nuovamente ciò che ci spetta. E se non avremo risposte ci mobiliteremo.Affinché un diritto non venga negato e tutto il potere ritorni al popolo», hanno poi spiegato.




Una raccolta firme per “fermare” il degrado in varie zone della città

di Erika Noschese

“Dare tanto denaro per avere un non servizio non può essere accettato”. E’ il contenuto della petizione popolare per la pulizia delle strade di Salerno che chiedono all’amministrazione comunale di prendere i dovuti provvedimenti “nel più breve tempo possibile”. Ad avviare la petizione popolare indirizzata al sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, al governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, al Prefetto di Salerno, alla Procura della Repubblica e al vescovo Bellandi sono i residenti di via Gelso, via La Mennola, via Seripando, via Francesco Crispi, via Calata San Vito, via Manganario, Fratte, Torrione, Pastena, Mercatello ed i quartieri collinari di Giovi ed Ogliara dove lo spazzamento delle strade avviene, in alcuni casi, a cadenza trimestrale. “Le tanto criticate amministrazioni democristiane provvedevano alla pulizia quotidiana delle strade mentre oggi è occasionale ed eventuale – si legge ancora nella petizione – Questo stato di cose diventa ancora più scandaloso se si ritiene che tutta la politica comunale degli ultimi decenni si è basata sul fare di Salerno una città turistica”. Secondo quanto emerge dalla petizione, infatti, i turisti “assisteranno alla vergogna di una città che assomiglia, a partire dalla periferia, ad uno scorcio di una qualsiasi città del terzo mondo”. E ancora: “Tale situazione è anche una grave ingiustizia nei confronti dei cittadini che ivi abitano. Sappiamo che la tassa sui rifiuti a Salerno è tra le più onerose d’Italia. Ora dare tanto denaro per avere un non servizio non può essere accettato”. Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di intervenire in tempi brevi “anche perchè il reato penale di omissione di servizio pubblico a carico degli amministratori è puntualmente previsto e punito”. Intanto, la petizione continua a circolare tra i residenti, ottenendo un discreto numero di firme da parte di persone che chiedono una maggiore pulizia di diverse strade della città di Salerno, avvolte totalmente dal degrado.




Manca il personale il comune chiude gli uffici collinari

di Erika Noschese

Uffici comunali chiusi al pubblico per mancanza di personale. Sono trascorsi più di due mesi dalla segnalazione di alcuni residenti che lamentavano la chiusura dell’ufficio comunale di via Piegolelle a Giovi, rione collinare di Salerno. Ad oggi, nulla è cambiato: gli uffici sono chiusi. Mancanza di personale, riferiscono gli addetti ai lavori secondo cui molti dipendenti erano prossimi alla pensione, ragion per cui sarebbe stata disposta la chiusura delle sezioni distaccate di Giovi e Ogliara che, ad onor del vero dovrebbero essere aperti due giorni a settimana, stando a quanto disposto dalla sezione centrale. Apertura settimanale che, da oltre due mesi, non verrebbe rispettata costringendo i residenti dei rioni collinari a far riferimento agli uffici comunali della zona orientale anche solo per procedere con il rinnovo della carta d’identità.Non sono mancate, in varie occasioni, lamentele da parte dei dipendenti che chiedevano ai cittadini di far riferimento alle sedi comunali della loro zona, come accaduto recentemente proprio all’ufficio comunale di Pastena. Insomma, passano i mesi ma la situazione non accenna a migliorare e sempre più spesso i residenti dei rioni collinari si sentono dimenticati e abbandonati dall’amministrazione comunale che sembrava non riuscire a rispondere alle esigenze dei salernitani. Tra le lamentele avanzate dai cittadini salernitani ancora una volta la questione inerente il trasporto pubblico: di fatti, ad oggi, l’azienda Busitalia continua a non garantire la regolarità del servizio a causa della carenza di personale che di registra puntualmente in occasione della stagione estiva e della carenza degli stessi mezzi di trasporto, molto dei quali ad oggi non risultano idonei soprattutto per percorrere tratte lunghe, con non pochi disagi per i salernitani che quotidianamente usufruiscono del trasporto pubblico su gomma per spostarsi in città.




Ritardinellacorrispondenzaincittà CamilloMelchiorre scriveal sindaco

Erika Noschese

Cittadini costretti a pagare la mora a causa dei ritardi di Poste Italiane nel far recapitare la corrispondenza. E’ quanto sta accadendo un po’ in tutta la città di Salerno. I cittadini ormai da mesi lamentano la mala gestione dei postini nella consegna della corrispondenza. Disagi che si palesano anche in termini economici perchè sempre più spesso i residenti della città capoluogo lamentano di essere stai costretti a pagare la mora su bollette già scadute a causa del mancato recapito. Una situazione che non riguarda i cittadini di Matierno, Cappelle, Fratte, Ogliara ma anche la zona orientale e in particolare via Sichelgaita, via Salvatore Calenda e la zona di Torrione. Una vicenda che sarebbe finita anche sulla scrivania del sindaco Vincenzo Napoli con una raccolta firme ed una lettera protocollata, grazie all’intervento di Camillo Melchiorre, portavoce dei cittadini dei rioni collinari e presidente dell’associazione Arcobaleno. «Dopo la raccolta firme avviata su tutto il territorio dei rioni collinari mi sono giunte numerose segnalazioni anche da parte di altri cittadini della città capoluogo. Il problema è sempre lo stesso: il mancato recapito della corrispondenza a danno dei cittadini, costretti a pagare una mora su bollette che non hanno mai ricevuto», ha dichiarato Melchiorre che ha più volte incontrato il primo cittadino senza però risolvere la problematica che ormai da tempo sta creando disagio ai cittadini della città capoluogo. Nella lettera protocollata lo scorso 14 gennaio il portavoce cittadino parla di una ridotta frequenza nella consegna della corrispondenza e, di conseguenza, disguidi e ritardi nell’effettuazione di pagamenti o di altre incombenze sottoposte a scadenze perentorie, pena l’insorgere di contenziosi o pagamenti aggiuntivi per mancato rispetto dei termini. Alla base di ciò, un presunto taglio del personale di Poste Italiane che implicherebbe, inevitabilmente, una parziale copertura del servizio, a discapito – come facilmente prevedibile, degli utenti che, come ha aggiunto Camillo Melchiorre, «mi hanno esposto questo grave disagio che stanno subendo psicologicamente ed economicamente, per i ritardi causati da Poste Italiane e non da loro però chi paga il ritardo è il cittadino». A ciò andrebbero ad aggiungersi anche i comportamenti dei postini che non chiamerebbero per firmare le raccomandate per poi essere costretti, il giorno successivo, a recarsi presso gli uffici postali di Fratte per ritirare la corrispondenza, dopo ore di fila. Da qui la richiesta al sindaco Enzo Napoli e a tutta l’amministrazione comunale di intervenire in tempi brevi anche con la convocazione di un tavolo di confronto con i dirigenti di Poste Italiane per verificare quanto sta accadendo su tutto il territorio cittadino.




Botta e risposta tra Gallo e Natella: «Lavori programmati da tempo»

Erika Noschese

Botta e risposta a distanza tra i consiglieri comunali Massimiliano Natella e Leonardo Gallo, in merito ai lavori di ripristino del manto stradale a Sant’Angelo, rione collinare di Salerno. A sollecitare la Provincia per effettuare gli interventi necessari il consigliere del Psi . I lavori di ripristino della viabilità sulla provinciale a Sant’Angelo di Ogliara hanno avuto inizio ieri mattina, dopo il sopralluogo avvenuto la scorsa settimana con i tecnici della provincia di Salerno. Tra i vari interventi anche il ripristino del collettore fognario che, nel corso degli anni, si era incrinato nel sottosuolo causando il dissesto stradale e l’azienda incaricata dalla Provincia terminerà i lavori in questa settimana. L’intervento in questione ha causato le ire di Leonardo Gallo che attraverso un post su Facebook aveva dichiarato di seguire la faccenda ma con nessun risultato, forse ignaro che quei lavori erano stati appaltati dall’ente provinciale da molto tempo e che solo con le sollecitazioni di Natella sono stati avviati. «Erano lavori programmati da tempo e che abbiamo sbloccato con una semplice interlocuzione con la Provincia di Salerno – ha dichiarato Natella – Ristabiliamo finalmente la libera circolazione sulla provinciale di Sant’Angelo di Ogliara e soprattutto abbiamo risolto il problema che da anni causava quel dissesto. Il collettore fognario infatti si era incrinato e stava causando il cedimento del manto stradale». Sulle polemiche sollevate da Gallo il consigliere Natella ha precisato che «con Gallo non c’è nessun tipo di problema, anzi c’è molta collaborazione. Del resto lavoriamo per mantenere alta l’attenzione sulle zone in cui abitiamo».




«Nessuno tocchi la palestra Senatore e la Curva Sud allo stadio Vestuti»

Brigida Vicinanza

Non poche polemiche, ancor prima di iniziare. La storia della Salernitana non si tocca, lo stadio Vestuti non si tocca. Il progetto, che è quello “vecchio”, ma che per adesso è solo su carta non piace alla città di Salerno, come non piace a chi frequenta la palestra Senatore quotidianamente. Nessuno vorrebbe mai vedere quella curva Sud abbattuta, una Curva che racchiude non solo una storia sportiva, ma un’identità fatta di salernitani, di simbolo, di passione, come un marchio a fuoco tatuato sulla pelle di chi questa città la vive. La palestra Senatore ad Ogliara? Tutti pare che stiano già storcendo il naso. «Se verrà presa questa decisione e realmente verrà spostata la palestra sarà una brutta cosa per tutta la città di Salerno». Con queste parole la presidente dell’Indomita Salerno Maria Ruggiero, la squadra di pallavolo che si allena quotidianamente all’interno della palestra, ha evidenziato un sentimento comune in città dopo la notizia, riportata su queste colonne. «Non solo si toglie una palestra storica per metterla poi in una zona collinare, ma anche una palestra molto frequentata e l’unica fruibile al centro della città – ha continuato la Ruggiero – non sappiamo se la nostra società poi si recherà ad Ogliara per l’allenamento quotidiano, ne dubito. Chi prende queste decisioni poi se ne assumerà anche le consueguenze dei cittadini». Probabilmente un’area ad Ogliara è stata già individuata, ma bisognerà costruire prima lì un edificio adatto alle attività sportive e poi si potrà “cancellare” del tutto la Senatore. Da ieri su facebook non si parla di altro, tra le polemiche e le proteste per qualcosa che ancora deve avvenire, ma per tutti mina la tradizione di una città, con un’identità ben precisa rispecchiata sempre più spesso nei luoghi storici, come musei di un passato che ha segnato un’intera generazione. «Penso di essere interprete di un sentimento diffuso e non è possibile approvare un progetto che va ad eliminare un posto così identificativo dei ricordi degli sportivi ma non solo». Non ci sta nemmeno l’architetto Enzo Strianese, salernitano doc, che chiede un confronto pubblico agli amministratori locali, per creare un dibattito sulla questione: «Come al solito questa amministrazione pensa di essere la proprietaria di questa città. Bisogna finirla di fare i progetti senza prima presentarli ai cittadini – ha continuato Strianese – se proprio dobbiamo sacrificare la Curva Sud del Vestuti che lo si dica prima ai cittadini, che devono essere d’accordo poi. Faccio appello a tutte le forze politiche affinchè si apra un dibatto sulla questione, perchè ad oggi non si è avuto mai un confronto. Sullo spostamento della palestra Senatore intanto anche qui vogliono togliere uno spazio alle società che la occupano per fare sport. Il basket e la pallavolo sono cresciuti all’interno di quella palestra nonostante le difficoltà del caso – ha concluso Strianese – lì si è fatta la storia e non si può pensare di spostarla così, almeno si potrebbero fare gli accorgimenti e la manutenzione per renderla più agibile ed usufruibile». Dunque, un progetto solo su carta, che già fa scaldare gli animi. Anche sulla questione parcheggi bisognerà valutare, in quanto al di sotto del complesso infatti, pare insista un tunnel sottorraneo che collega la stazione ferroviaria a via Irno. Ma sui dettagli tecnici poi si vedrà, si discuterà e si deciderà. Quello su cui non si discute a quanto pare sono l’identità dei cittadini di Salerno e la loro storia di calcio, sport e passione.




Gallo scrive alla dirigente Lenza “No all’accorpamento dei plessi”

Erika Noschese

Ancora polemiche e perplessità circa il plesso di Sant’Angelo, compreso nel V circolo didattico che, secondo quanto riferito da più voci, potrebbe essere chiuso per via della riduzione degli iscritti. A scrivere alla dirigente  scolastica Ida Lenza per esprime le proprie perplessità è l’avvocato e consigliere comunale Leonardo Gallo. Nelle ultime settimane e in particolar modo lo scorso 22 febbraio molti genitori avrebbero tenuto un incontro con la dirigente scolastica per
ricevere alcune comunicazioni che toccano il merito della questione. “Non Le sfuggirà che tale criticità tocca sulla pelle viva gli abitanti non solo della frazione di Sant’Angelo ma l’intera comunità collinare anche in virtù di una percezione, non sempre a torto, di sentirsi trascurati e considerati di differente e minore peso”, si evince dalla lettera inviata alla dottoressa Lenza a cui l’avvocato Gallo chiede di valutare “con la massima benevolenza le possibilità di far vivere ciò che in realtà territoriali come Sant’Angelo rappresenta addirittura un presidio di civiltà, un simbolo di vicinanza dello Stato nazionale, un segno di speranza per chi vi abita, la base per programmare persino scelte di vita non svuotando luoghi che invece vanno potenziati”. E da qui un ritorno sulle mense scolastiche di cui sarebbero forniti i plessi di Giovi Casa Polla e San Mango mentre quella di Sant’Angelo è fornita di mensa solo per i bimbi della scuola per l’infanzia. Nello specifico, il plesso di Giovi Piegolelle e quello di Casa Polla verrebbero accorpati e trasferiti presso quest’ultimo plesso scolastico in quanto dotato di mensa. Da qui la richiesta avanzata da Gallo di non escludere l’eventualità che i bambini i cui genitori sono stati iscritti alla prima classe delle primarie per il prossimo anno scolastico 2017/18 ad Ogliara possano essere ospitati nel plesso di Sant’Angelo in guisa da comporre una classe prima che, dai numeri elencati, può giungere sino a 16 unità. Una soluzione, questa, che potrebbe essere temporanea in at- tesa che la mensa venga realizzata nella struttura di Ogliara con una conseguente ridefinizione dell’organizzazione del servizio.




Topi in classe, la protesta dei genitori

La settimana è iniziata con il piede sbagliato per gli alunni della scuola primaria di Ogliara, rione collinare di Salerno. Lunedì scorso, durante lo svolgimento delle lezioni, alcuni bambini si sono accorti che un topo passeggiava indisturbato nell’aula, proprio sotto i loro occhi. I bambini hanno allertato l’insegnante che, a sua volta, ha dato l’allarme. In tutto quel trambusto il ratto è corso a rifugiarsi sotto un armadietto. La dirigente si è tempestivamente attivata inviando richiesta di un intervento urgente di derattizzazione all’ente proprietario dell’immobile, il Comune di Salerno, e all’Assessorato alla Pubblica Istruzione dello stesso Comune. Ma, come – purtroppo – troppo spesso avviene, alla tempestività delle denunce non corrisponde altrettanto celere presa in carico della istanza. Il Comune rimette la richiesta nelle mani della dirigente in quanto l’intervento di derattizzazione non rientra nelle proprie competenze bensì in quelle dell’Asl – Ufficio Prevenzione e Protezione con sede in via Sichelmanno. La richiesta di intervento urgente viene, pertanto, inviata anche all’Ufficio “competente”. Ieri, davanti scuola, la notizia si è diffusa come una macchia d’olio e, in assenza di risposte certe e provvedimenti immediati, i genitori, già esasperati dal problema sicurezza dello stabile che si trascina da due mesi per il plesso di Ogliara, hanno preferito annunciare lo “sciopero” contro i topi nei locali della scuola. Già qualche mese fa, infatti, si vociferava di una astensione dalle attività didattiche a causa di presunti problemi di sicurezza dell’edificio scolastico. Una crepa e degli scricchiolii avvertiti nel sottostante Ufficio postale avevano fatto temere il peggio. In seguito al loro immediato intervento, i Vigili del Fuoco ave- vano tuttavia relazionato riguardo l’assenza di imminenti problemi di sicurezza per la popolazione scolastica in quanto gli spazi destinati alle attività didattiche non risultavano interessate, rimandando ai preposti Uffici comunali l’invito ad intervenire ed effettuare le azioni di manutenzione necessarie all’edificio. I genitori avevano richiesto di accelerare i tempi e le modalità di tale intervento nella scuola, ma sono ancora in attesa di un riscontro. Stanchi ed esasperati dai problemi di vivibilità che si riscontrano nei rioni collinari, troppo spesso dimenticati o lasciati in coda, i genitori minacciano di non mandare i bambini a scuola fino a derattizzazione avvenuta. Intervento che dovrebbe interessare non solo l’edificio scolastico, bensì tutta l’area circostante, dove sono presenti edifici dismessi, ex abitazioni polari, ora completamente in disuso e abbandonati a se stessi. Se la scuola è accessibile e frequentabile, i genitori chiedono che vengano messe per iscritto, con una presa di coscienza e responsabilità ufficiale, l’assenza di problemi di sicurezza e di condizioni igienico-sanitarie incompatibili con lo svolgimento delle attività didattiche. I bambini devono poter esercitare il proprio diritto allo studio senza rischi per la propria salute e i genitori devono poter andare a lavorare serenamente, certi che l’ambiente in cui i propri figli dimorano per alcune ore del giorno è sicuro e salubre. I piccoli alunni non entreranno in classe questa mattina e lo sciopero di massa organizzato dai genitori potrebbe durare giorni. Non si tratta di una protesta, ma della necessità di tutelare i figli dalla presenza di topi nella scuola e non solo.




Ogliara e Rufoli non ospiteranno migranti

Le scuole elementari di Sant’Angelo e Sordina non diventeranno centri di accoglienza per migranti. A dirlo, con estrema fermezza, il consigliere comunale del gruppo Moderati per Salerno, l’avvocato Leonardo Gallo. Negli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018, le scuole in questione hanno registrato un netto calo di iscritti che ha portato alla mancata formazione della prima classe della scuola elementare, trasferitesi presso il plesso di Sant’Angelo di Ogliara. Un calo che, nei prossimi anni, potrebbe portare all’abbandono totale della struttura in quanto, già attualmente molte aule risultano essere vuote ed inutilizzate ragion per cui, negli ultimi giorni, si era diffusa la voce di un possibile utilizzo della struttura di Sant’Angelo per ospitare un centro di accoglienza per migranti. Notizia che ha scatenato l’ira dei residenti in quanto contrari ad un ipotetico centro di accoglienza. La risposta del sindaco Napoli non si è fatta attendere: attualmente, infatti, le scuole in questione non rientrano nel piano per la trasformazione in centri di accoglienza per migranti o scopi analoghi. Inoltre, l’amministrazione comunale avrebbe intenzione di utilizzare le sedi per metterle a disposizione degli organismi sociali che intendono attivare e condividere nuove opportunità per gli adolescenti, i giovani, gli anziani e i disabili della comunità. Dunque, gli istituti scolastici di Sant’Angelo, Rufoli e Ogliara, entro qualche anno, potrebbero divenire luoghi di aggregazione per poter sviluppare progetti legati alle esigenze del territorio.